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DISTANZIATORE
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Caos pentastellare
Accusato dagli stessi Grillini, lascia la corsa alla candidatura: "Su di me accuse totalmente infondate e prive di ogni elemento di verità"

di Chiara Rai

Non si fa in tempo a candidarne uno che Raggi si ritrova di nuovo in alto mare. Sembrano non volersi calmare le guerre stellari in Campidoglio dove Raggi è indaffarata a cercare l'assessore al Bilancio, impresa che si fa sempre più difficile anche perché a un passo dalla nomina, il consigliere della Corte dei conti Salvatore Tutino si fa da parte e "molla" la sindaca pentastellata. Eppure proprio questa mattina il magistrato contabile in pensione aveva rinnovato la sua volontà a ricoprire la carica assessorile. A raffreddare la disponibilità a far parte della squadra di Raggi e ricoprire il posto lasciato dall'ex assessore Minenna, l'accusa di far parte della casta che gli è stata mossa da alcuni esponenti grillini a cominciare da Roberto Fico. "Non posso accettare -spiega Salvatore Tutino- accuse totalmente infondate e prive di ogni elemento di verità. Avevo dato la mia disponibilità consapevole delle difficoltà e dei rischi che l'impegno avrebbe comportato. Ma pensavo a difficoltà legate all'impegnativo lavoro che mi sarei trovato ad affrontare come assessore al bilancio della Capitale". Stanco dunque di essere al centro di polemiche il magistrato si sfila: "Da diversi giorni - continua Tutino- sono sulla graticola sottoposto a esami surreali. Sono diventato oggetto di una contesa in cui, più che i curricula, contano le illazioni e dove le falsità e le beghe di una certa politica fanno aggio su professionalità e impegno. Gli attacchi, del tutto ingiustificati, da parte di esponenti della forza politica che dovrà sostenere le scelte della giunta, minano alla base ogni possibilità di un proficuo lavoro. Perciò, nel ringraziare la sindaca per la considerazione, ritiro la mia disponibilità a fare l'assessore al bilancio. Continuerò, con serenità e rinnovato impegno, a dare il mio contributo alla Corte dei conti". I revisori sono stati chiari: serve una manovra di bilancio. E intanto gli uffici sono ancora fermi, mancano centinaia di deleghe da assegnare nei dipartimenti. E sfumano i 70 milioni di "spese fantasma" che erano stati indicate dall’ex assessore Minenna.

Roma
Il caso
"Non è mai accaduto con nessun Ente Pubblico quello che è accaduto e sta accadendo con l'amministrazione comunale di Bracciano"
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Red. Cronaca


BRACCIANO (RM) - La cooperativa "Le Macchine Celibi" di Bracciano si prepara a licenziare gli operatori museali impiegati presso il Museo di Bracciano. La decisione, che arriva come una vera e propria doccia fredda per i lavoratori museali fino ad oggi impiegati, dopo che dall'amministrazione comunale hanno prorogato il contratto con le "Le Macchine Celibi" per i servizi di apertura e visite guidate al museo civico di Bracciano solo fino al 30 settembre 2016.


"A quanto ci è dato sapere, - si legge nella lettera inviata dal legale rappresentante della cooperativa all'attenzione del sindaco di Bracciano - non avendo mai avuto la possibilità di un confronto né con il sindaco né con l'assessore alla cultura, il museo sarà 'affidato' a qualche associazione di volontariato, senza che ad oggi sia dato sapere come sarà rispettata la normativa in materia di esternalizzazione di pubblici servizi; o se saranno tenuti in conto i requisiti che un soggetto deve possedere per svolgere servizi in un museo".

Dalla cooperativa, che gestisce Musei e Biblioteche in 9 regioni Italiane, per circa 70 Enti Pubblici, con 170 dipendenti qualificati assunti in regola evidenziano il fatto che non è mai accaduto con nessun Ente Pubblico quello che è accaduto e sta accadendo con l'amministrazione comunale di Bracciano. Infatti, secondo quanto riportato nella lettera, è stata chiesta, a dicembre 2015, dal comune di Bracciano la disponibilità al rinnovo triennale dei servizi presso il Museo in scadenza il 29 febbraio 2016.

 

"Ci è stata inviata la bozza del contratto, mancava solamente la firma. - si legge nella lettera inviata al sindaco - A questo punto invece dell'appuntamento per la stipula ci arriva il 30 agosto una email della direttrice del museo dott.ssa Sodano che ci comunica che dal 1 settembre il museo sarà chiuso". A questo punto dalla coop. parte immediatamente una lettera via pec al Sindaco e al Segretario Comunale in cui viene ricordato che si è già avviato il periodo del rinnovo, sulla base della volontà manifestata da entrambe le parti e che "non si possono lasciare a casa degli operatori qualificati da un giorno all'altro in questo modo, facendo presente che la tutela del patrimonio storico artistico è un Bene tutelato costituzionalmente e che la chiusura del Museo avrebbe configurato anche l'ipotesi di una interruzione di pubblico servizio". Secondo quanto descritto dalla coop il Comune di Bracciano non ha mai risposto a questa lettera ma ha diramato dei comunicati stampa dove si asseriva che non era vero che il Museo avrebbe chiuso. E lo scorso 15 settembre ha prorogato il contratto con la cooperativa "Le Macchine Celibi" fino all'ormai imminente 30 settembre.
 

Roma
Cronaca
La riduzione è stata motivata dalla concessione delle attenuanti generiche equivalenti all'aggravante della minorata difesa contestata.
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di Chiara Rai


ANGUILLARA (RM)
- “Terminata l’udienza d’appello. Marco Di Muro è stato condannato a 14 anni. I giudici della Corte d'Appello gli hanno scalato i due anni di aggravante ed altri due di attenuanti. Comunque sia è colpevole della morte di Federica e se ne torna in carcere”. Commenta così Massimo Mangiapelo la sentenza che “scontato” la pena a Marco Di Muro, ritenuto l’omicida della giovane Federica Mangiapelo, una meravigliosa ragazza di soli 16 anni.


Il 21enne di Formello accusato dell'omicidio della fidanzata 16enne Federica Mangiapelo, trovata morta sulla riva del lago di Bracciano la notte di Halloween del 2012. Quattordici anni di reclusione per omicidio volontario aggravato gli sono stati inflitti dalla prima Corte d'assise d'appello di Roma, quattro in meno rispetto alla sentenza di primo grado pronunciata dal gup di Civitavecchia a conclusione del processo col rito abbreviato. La riduzione è stata motivata dalla concessione delle attenuanti generiche equivalenti all'aggravante della minorata difesa contestata. Federica Mangiapelo fu trovata morta la mattina successiva alla notte di Halloween del 2012 da un passante sulla spiaggia del lago di Bracciano, nei pressi di Anguillara Sabazia, località vicino a Roma nella quale risiedeva.

 

Difficile fin da subito l'inchiesta. Una prima consulenza concluse per un decesso per cause naturali; seguì una richiesta di archiviazione opposta che fece riaprire il caso. Il gip dispose un supplemento d'indagine affidando una perizia a tre medici, i quali però non giunsero a un risultato univoco. Seguì un incidente probatorio per l'effettuazione di una perizia collegiale, la quale, dopo l'approfondimento dettato da ulteriori indagini mediche, ritornò a indicare in un annegamento la causa del decesso di Federica Mangiapelo.


Due anni dopo, Marco Di Muro fu arrestato con l'accusa di omicidio volontario aggravato. Secondo l'accusa, il giovane avrebbe ucciso la fidanzata Federica al culmine di una lite, probabilmente per motivi di gelosia; l'avrebbe prima strattonata facendola cadere a terra, e poi annegata tenendole la testa sott'acqua. Il 17 luglio 2015, dopo oltre tre ore di camera di consiglio, arrivò la condanna di Di Muro a 18 anni di reclusione. Oggi, la sentenza d'appello con la riduzione della condanna.

Roma
Eventi
La manifestazione è stata valida ai fini della Classifica del Campionato Turistico Nazionale
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di Ivan Galea

NEMI (RM)
- Oltre mille Vespa hanno inondato Nemi domenica 25 settembre in occasione del primo raduno Internazionale,organizzato dall'associazione Vespa Club Artena. La manifestazione motociclistica che ha interessato le strade del borgo castellano è stata inserita nel calendario ufficiale del Vespa Club d'Italia ed è stata valida ai fini della Classifica del Campionato Turistico Nazionale.


Davvero una sorpresa nel vero e proprio senso del termine perché non tutti sapevano di questa manifestazione a Nemi, compresi diversi commercianti e ristoratori rimasti sorpresi dall'iniziativa inattesa. Suggestivo vedere così tante Vespa, proveniente da ovunque, di diversi colori e modelli sfilare per la piccola cittadina delle fragole che, nel corso della mattinata, è rimasta in balia di una circolazione abbastanza difficoltosa sebbene, in pianta stabile, a controllare il gran flusso di macchine in piazza Roma fosse presente il comandante della stazione dei Carabinieri di Nemi Maresciallo Capo Dario Riccio oltre agli agenti della polizia Locale che hanno garantito la sicurezza e l’ordine durante il raduno. In cima a piazza Umberto I il Vespa club di Artena è stato...

[ESTRATTO DALL'ARTICOLO DE L'OSSERVATORE D'ITALIA VIRTUAL PAPER - PER LEGGERE L'ARTICOLO COMPLETO CLICCARE QUI PER APRIRE L'EDIZIONE DI OGGI DEL GIORNALE E ANDARE A PAG. 7]

Roma
L'opera
Quest'opera risulta di rilevanza fondamentale per tutto il territorio dei Castelli Romani
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I.G. 

CASTELLI ROMANI - Taglio del nastro oggi per un nuovo tratto di 2,9 chilometri della Tangenziale Castelli che passerà sotto Albano, permettendo così al traffico di evitare il centro storico del paese. presenti il Governatore del Lazio zingaretti insieme ai sindaci dei Castelli Romani. L'investimento totale, per il completamento di questo intervento, è stato di 215 milioni di euro. La prima parte di strada (1,6 km) era stata già inaugurata ma non ancora resa disponibile alla viabilità; con la nuova attribuzione di risorse sul Bilancio regionale sono ripartiti i lavori che nel frattempo sono stati adeguati per incontrare le richieste dei Comuni interessati. Ai 200 milioni investiti sono stati aggiunti i 15 milioni mancanti per il completamento della strada. Quest'opera risulta di rilevanza fondamentale per tutto il territorio dei Castelli Romani: dalla via Appia permette di evitare il passaggio nel centro urbano di Albano e una parte del centro abitato di Ariccia, decongestionando il traffico locale con grande beneficio in termini di riduzione di percorrenza. A inaugurare l'opera il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti: "La sintesi di questo nuovo pezzo della tangenziale è non arrendersi mai: lo dico a noi stessi e agli amministratori locali. La situazione è difficile, ma opere come quella di questa mattina sono la dimostrazione che si può fare, si può cambiare". e ha aggiunto: "Da oggi i cittadini dei Castelli e di Roma guadagnano trenta minuti di vita al giorno ogni volta che passano in queste zone, perchè si rende più fluido il traffico e migliora, non di poco, la qualità della vita dei comuni interessati, perchè si decongestionano i centri storici non pensati per ospitare il flusso di macchine come quello che c'è oggi".

Astorre: Migliora qualità vita cittadini «Questa mattina ho partecipato all'inaugurazione del nuovo tratto della Tangenziale dei Castelli, un'opera alla quale, insieme alla Tangenziale di Frascati e al nodo di Squarciarelli, ho fortemente lavorato da Assessore ai Lavori pubblici della Giunta Marrazzo, perché consapevole della sua importanza strategica. Ora, infatti, sarà possibile percorrere l'Appia senza dover passare per il centro di Albano, riducendo traffico e tempi di percorrenza e migliorando così la qualità della vita dei cittadini. C'è voluto qualche anno, anche troppi, ma anche quella promessa ora finalmente è realtà!». Lo dichiara, in una nota, il senatore Pd, Bruno Astorre.

Roma
La lettera aperta
I giovani sono il futuro e Nemi ha bisogno di ragazzi
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di Chiara Rai


NEMI (RM)
- Egregio signor Sindaco, Le scrivo perché ho trovato una cosa che ci accomuna: l’interesse per Nemi. Non voglio affiancare qualificazioni al termine "interesse" proprio per evidenziare che ci sono diversi modi per “interessarsi” al paese.


Ebbene Le scrivo per una proposta costruttiva e positiva che mi auguro possa prendere in considerazione così come ha preso in considerazione, investendo tempo e risorse, la storia dell’ipotesi che nel lago di Nemi possa esistere una terza nave di Caligola. La mia proposta è meno affascinante, lo ammetto, ma sicuramente potrebbe essere da Lei raccolta.

Vado al punto: la scuola - che ancora è in parte un cantiere - potrebbe accogliere per una buona porzione di edificio un distaccamento universitario o centro studi specialistico in maniera tale da risollevare le attività commerciali nella cittadina e far conoscere ancora di più al livello nazionale - e perché no anche internazionale - l’immenso patrimonio storico, culturale e archeologico che si trova proprio a Nemi e che in questo momento appare poco valorizzato. Questo distaccamento universitario o università o scuola specialistica potrebbe riguardare proprio temi che hanno a che fare con la coltivazione dei fiori, delle fragoline e con l’archeologia, le tradizioni e i costumi popolari, in maniera da fornire una spinta di linfa vitale all’intera cittadina. Questa piccola università nel cuore di Nemi potrebbe diventare un fiore all’occhiello in grado di poter richiamare l’attenzione di studiosi, appassionati, turisti e soprattutto di giovani. I giovani sono il futuro e Nemi ha bisogno di ragazzi. Sempre più studenti si spostano da Nemi a Genzano. Non si vuole in questa sede marcare di chi sono le responsabilità, ma proporre soluzioni. Lavorare su un distaccamento universitario o una scuola specialistica non è difficile, richiede soltanto un pò di tempo, impegno e costanza. Ci sono tanti investitori privati pronti a scommettere su una operazione così “fortunata”. A Cassino, paese “inerpicante” c’è una ottima università nonostante le ristrettezze e difficoltà geografiche della posizione del paese. A Cassino ci sono molti giovani e bed & breakfast, norcinerie, bar, edicole e ristoranti che lavorano tutto l’anno.

 

Già c’è un piccolo fermento di ricercatori e archeologi che ogni anno vengono a Nemi e insieme alla Soprintendenza archeologica del Lazio contribuiscono agli scavi al Tempio di Diana. Già qui l’impegno del Comune di Nemi nel fornire ospitalità è buona cosa. E comunque le attività culturali che propone l'Amministrazione sono un buon esempio e un ottimo trampolino per guardare oltre, per guardare al futuro. Si immagini un centro studi permanente a Nemi: quanto via vai e quanta cultura!

 

Qualora Lei intenda accogliere positivamente questa iniziativa, volta unicamente all'interesse per Nemi, Le faccio presente fin da subito che il giornale da me diretto sarà a più completa disposizione  per promuoverla in maniera del tutto gratuita.

Al momento Lei, sotto il profilo della comunicazione istituzionale, sta impegnando la somma di 13.200,00 euro sul bilancio previsionale 2016 per l’attività di informazione e comunicazione, a mezzo di un addetto stampa. Mi permetta di dirle che questa spesa la ritengo eccessiva. In una comunità ci si aiuta tutti e come professionisti dell’informazione possiamo volentieri fornirle un aiuto a titolo gratuito. Con l’auspicio che possa cogliere i buoni propositi le auguro buon lavoro.
 

Roma
La risposta
"Certi concetti possono risultare duri da digerire a chi appartiene ad una certa compagine politica abituata a non rispondere nel merito ma cercando di dirottare l'attenzione su altre questioni"
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di Ivan Galea



ANGUILLARA (RM)
- Enrico Stronati, ex assessore all'ambiente di Anguillara durante la giunta Pd guidata da Francesco Pizzorno cerca di entrare nel merito di un'inchiesta giornalistica, condotta da Emanuel Galea su questo quotidiano, relativa la gestione della cultura ad Anguillara negli ultimi anni, soprattutto per quello che riguarda la Biblioteca comunale.


Scriviamo cerca di "entrare nel merito" perché in effetti l'ex assessore forse prova ad avvicinarsi ma poi non riesce ad entrare nel merito. Stronati, dopo aver ricordato che l'autore dell'inchiesta è il suocero del direttore responsabile di questo quotidiano e papà dell'attuale vice sindaco pentastellato di Anguillara, dimenticando, tra l'altro,  di citare il sottoscritto quale figlio dell'autore dell'inchiesta e dimenticando soprattutto di dire che in casa de "L'Osservatore d'Italia" non circolano soldi pubblici a differenza invece del tema trattato nell'inchiesta di Emanuel Galea che racconta di uno stato di abbandono e incuria in cui versa il sito di Anguillara per il quale sono stati spesi, durante l'amministrazione Pd, ben 137 mila euro oltre a tutti i soldi, sempre pubblici, pagati alle varie associazioni per organizzare i più disparati eventi in nome della "cultura" anche presso una sala definita "polifunzionale", dove qualcuno ha pure pensato di metterla a disposizione di un mercato di prodotti ortofrutticoli.


L'ex assessore figlio d'arte
Prima di entrare però nel merito della nota di Enrico Stronati, lui sì che fa inchieste a differenza di noi infatti è sempre occupato a ricordare in ogni situazione le parentele che ci sono tra Galea vicesindaco e Galea giornalista, anche L'Osservatore d'Italia desidera ricordare qualche "parentela" all'ex assessore figlio d'arte. Si tratta di Carlo Stronati che fu condannato dalla Corte dei Conti Sezione Giurisdizionale per il Lazio a risarcire il Comune di Anguillara Sabazia, sentenza successivamente riformata in appello, riguardo l'omessa adozione di ogni precauzione idonea ad evitare un incidente che ha riguardato una cittadina e di non aver provveduto a far costituire in giudizio il Comune di Anguillara Sabazia. [QUI LA SENTENZA]


L'arringa di Stronati Detto ciò, torniamo ora nel merito dell'arringa difensiva dell'ex assessore di Anguillara al quale sembra scottare molto il fatto che su queste colonne si faccia informazione differente rispetto a quella al soldo di qualche padrone.
Stronati, dopo aver elencato i materiali acquistati dal Comune e la loro utilizzazione, conclude la sua arringa difensiva ricordando che dal 20 giugno 2016 "ad amministrare il Comune di Anguillara Sabazia non c’è più l’Avv. Francesco Pizzorno e la sua Amministrazione, bensì sua figlia Sara Galea, Vice della Sindaco Sabrina Anselmo. Quindi, al limite, qualora avesse adottato prudenza e avesse accertato i fatti “in famiglia”, avrebbe potuto scrivere “Pizzorno dovrebbe rammaricarsi per lo stato in cui versa oggi la Stazione del Cinema” rivolgendo la raccomandazione a “vergognarsi” a qualcun altro, non certo a chi ha realizzato l’opera e l’ha utilizzata per lo scopo cui fu progettata sino al Giugno/Luglio 2016."

Premettendo che qui non si fanno sconti a nessuno né agli ex amministratori né a quelli attuali, compreso il parentame e questo è sotto gli occhi di tutti, tranne di quelli che ce li hanno foderati col prociutto, ricordiamo noi, ora, all'ex assessore Stronati, che la mala gestio dell'ex Consorzio agrario di Anguillara trasformato poi in "Stazione del Cinema" alias sala polifunzionale con 137 mila euro di soldi pubblici è sempre stata denunciata da questo quotidiano sin dal 19 gennaio del 2012  quando evidenziavamo come un gioiello della cultura preistorica "La Piroga" risalente a 6000-4000 a. C., dopo essere stata restaurata ad Anguillara sotto la supervisione della soprintendente Maria Antonietta Fugazzola Delpino del Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” per il suo valore archeologico forse avrebbe meritato ben altro spazio espositivo anzichè l’ex consorzio agrario languendo nella solitudine e con il passare del tempo nell’incuria e nel disinteresse comune. All'epoca (2012) evidenziavamo come dai registri del museo non risultassero visite organizzate di scolaresche dei complessi scolastici del luogo e tanto meno da altri comuni e come  le istituzioni locali, fino ad allora, non avessero saputo apprezzare il valore archeologico che il Ministero aveva dato in custodia oltre al fatto di non essere stati capaci di promuoverlo adeguatamente. Oppure nell'articolo del 25 marzo del 2013 quando sempre Emanuel Galea ricordava che il 23 ottobre del 2006 il Ministero inviò al Comune di Anguillara il “Verbale di consegna” dei materiali destinati ad arricchire lo spazio espositivo: non solo la piroga monossile, ma anche due macine di età neolitica e alcune riproduzioni. E che dal giorno dell’inaugurazione a marzo 2013 quel Museo non era mai stato aperto al pubblico, se non in una o due occasioni. “Il comune di Anguillara - si leggeva in una relazione del consigliere con delega alla Cultura e al centro storico Vanessa Roghi -  desiderava conservare e nello stesso tempo esporre il manufatto preistorico così prezioso e di richiamo per il Pubblico”.  Fino ad allora il desiderio era venuto meno a quanto pare per difficoltà economiche, come dichiarato dalla stessa consigliera. Questa motivazione non aveva convinto molti cittadini che si chiedevano come mai per altri scopi le risorse si erano sempre cercate e trovate. A supporto di quanto lamentato dai cittadini si citava ad esempio la determinazione dirigenziale nr. 1259 del 21dicembre 2012 dove si evince che i contributi per programmi di iniziativa culturale si trovano, solamente per altri scopi, per ben altra cultura,  ad eccezione del Museo Neolitico. 

L'ex assessore quindi cerca di buttarla sul "politico"
cercando di insinuare un appartenenza filo stellonauta di questo quotidiano in virtù del fatto che la figlia dell'autore dell'inchiesta, cognata della direttrice responsabile del giornale e sorella del sottoscritto sia diventata vice sindaco nella giunta pentastellata di Anguillara a giugno del 2016, non considerando nemmeno lontanamente l'ipotesi che, nonostante le parentele, ognuno dei soggetti richiamati da Stronati hanno una propria idea politica che non necessariamente potrebbe coincidere con quella del vice sindaco di Anguillara e che nonostante i legami famigliari, il giornale sta sollevando anche questioni relative alla nuova amministrazione pentastellata, proseguendo il cammino di coerenza e indipendenza iniziato anni fa.


Ma capiamo che certi concetti possono risultare duri da digerire a chi appartiene ad una certa compagine politica abituata a non rispondere nel merito ma cercando di dirottare l'attenzione su altre questioni che nulla centrano con le critiche che gli vengono poste. Così come la questione del raddoppio della tariffa relativa la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'impianto di potabilizzazione dell'acqua di Ponton dell'Elce ad Anguillara dove lo scorso 10 luglio su queste colonne abbiamo evidenziato il fatto che la tariffa iniziale concordata contrattualmente a novembre del 2014  tra l'allora amministrazione comunale a guida del sindaco Francesco Pizzorno e la società Gruppo Zilio SpA  era di euro 0,083 per ogni metro cubo di acqua potabilizzata per poi diventare addirittura il doppio pari a euro 0,165 a dicembre del 2015. Questione che anche in questo caso l'ex assessore "buttò in caciara" cercando di distogliere l'attenzione dal quesito che veniva posto nell'articolo: perché la tariffa è raddoppiata?


Ognuno ha parenti, ognuno è il figlio di e cognato di, suocero di, padre di…non è inscenando ridicole televonevas stile Dinasty che si affrontano le questioni. Stronati, così come altri amministratori, sia di centrodestra che di centrosinistra ed ora pentastellati hanno delle responsabilità e devono rendere conto a chi li ha votati di come vengono utilizzati i soldi pubblici. Non bastano le buone intenzioni e le giornate intere passate a cercare di screditare le famiglie altrui su Facebook e blog approssimativamente scadenti. Non basta cercare di ledere la professionalità altrui: bisogna rispondere nel merito sui come siano stati utilizzati i soldi dei cittadini che dovrebbero ricevere servizi tangigibili e usufruirne.

Non è elencando quattro eventi che si dimostra un operato di un buon politico e buon amministratore. Non è di buon esempio un ex amministratore che si affanna in ogni sede a ricordare le parentele altrui per coprire chissà cosa. Basta essere trasparenti e passa la paura.


 

Roma
Cronaca
La vittima, uno studente di Bracciano, ha raccontato di aver avuto una lite con un vecchio conoscente, mentre si trovava con degli amici in un locale
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Redazione

ANGUILLARA - Un giovane di 20 anni è stato accoltellato all'alba di ieri a Anguillara, vicino a Roma. Il ragazzo, che non è in pericolo di vita, è stato accompagnato dagli amici all'ospedale San Pietro dove è stato sottoposto a intervento chirurgico per due profonde ferite al torace. La vittima, ha raccontato di aver avuto una lite con un vecchio conoscente, mentre si trovava con degli amici in un locale - il Country - di Anguillara. All'uscita dalla discoteca, ha detto il giovane ai carabinieri, l'uomo con cui era sorto il diverbio lo ha aggredito e ferito con un coltello. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Bracciano.

Roma
L'inchiesta
La vicenda segnalata a metà luglio dal rappresentante locale di Italia Nostra e di "Nemi per Sempre" Vairo Canterani sembrerebbe quindi destinata ad un lieto fine
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di Ivan Galea


NEMI (RM) - Diminuiscono e si svuotano i cassonetti dei rifiuti presenti a Nemi in un'area recintata e provvista di un cancello, a volte aperto e a volte chiuso, di via della Radiosa, utilizzati dalla società Lazio Ambiente SpA come momentaneo stoccaggio della monnezza di Nemi in attesa di conferirla in discarica.

 

E così dopo alcuni articoli de L'Osservatore d'Italia e dopo aver reso pubblico il video che testimonia un'attività da noi interpretata come "gestione rifiuti" da parte della Lazio Ambiente SpA in un'area che la legge definisce come "Area di rispetto" in quanto nelle immediate vicinanze - circa 54 metri - è presente  uno dei due pozzi che servono acqua potabile alla popolazione di Nemi, i cassonetti presenti nel sito già da qualche giorno sono diventati 5 rispetto ai 9 precedenti e appaiono vuoti mentre prima trasbordavano rifiuti.


La vicenda segnalata a metà luglio dal rappresentante locale di Italia Nostra e di "Nemi per Sempre" Vairo Canterani sembrerebbe quindi destinata ad un lieto fine, almeno ci si augura. Si usa il condizionale "sembrerebbe" in quanto sull'area in questione pesa la decisione del Consiglio comunale di Nemi di volerla destinare per la realizzazione dell'isola ecologica. A riguardo resta quindi da vedere cosa verrà deciso in sede di conferenza di servizi, considerato che il decreto legislativo 152/2006 all'articolo 94 vieta categoricamente la "gestione rifiuti" in presenza di pozzi che servono acqua potabile per uso umano o meglio è fissata un'area di 200 metri dal pozzo in cui la gestione è vietata.
 

Roma
Cronaca
Sono cento le lesioni riscontrate dal medico legale sul corpo di Luca Varani
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Redazione

ROMA - Appartengono sia a Marco Prato che a Manuel Foffo le tracce biologiche trovate dal perito del gip sugli oggetti utilizzati dai due per massacrare il giovane Luca Varani. Stando a quanto emerso il tecnico incaricato dal giudice di svolgere gli accertamenti, ha riscontrato elementi biologici riconducibili a Prato e Foffo su almeno due coltelli e su un martello. Utensili utilizzati come armi per uccidere il ventisettenne Varani, lo scorso 4 marzo, in un appartamento di via Igino Giordani. Sono cento le lesioni riscontrate dal medico legale sul corpo di Luca Varani. Stando a quanto emerso dall’autopsia, il ventisettenne sarebbe morto dissanguato, a causa delle ferite infertegli da Manuel Foffo e Marco Prato, i due amici accusati di omicidio dalla procura di Roma. In particolare, Varani, è stato colpito con circa 20 martellate al capo e alla bocca, mentre sono almeno trenta le ferite da coltello -ne sono stati utilizzati due, uno dei quali del tipo che si usa per affettare il pane- inferte non per uccidere ma per provocare dolore al ragazzo. Nuovo sopralluogo nell’appartamento di via Igino Giordani. Al sopralluogo parteciperanno, oltre al pm Fracesco Scavo e ai carabinieri del comando provinciale e del Ris, anche i difensori di Marco Prato e Manuel Foffo, i due amici accusati dell’omicidio di Varani. Nell’occasione, tra l’altro, verrà acquisito il computer di Foffo, proprietario dell’appartamento. A breve, inoltre, un altro sopralluogo verrà effettuato nella stanza d’albergo in cui Prato aveva trascorso le ore successive all’omicidio, in zona piazza Bologna. Sarebbero andate avanti per almeno trenta minuti le sevizie nei confronti di Luca Varani. Stando a quanto emerso dall’autopsia sul corpo di Varani, le ferite potrebbero essere state inferte da Marco Prato e Manuel Foffo anche anche nell’arco di due ore. In particolare le lesioni riscontrate sono concentrate sul tronco, sul capo e sul viso della vittima. Varani, sempre secondo le risultanze degli accertamenti medico-legali, non sarebbe stato in grado reagire all’aggressione che stava subendo, e non ha potuto opporre alcun tipo di resistenza.

Roma
Roma caput mundi
Bulgari:"È doveroso restituire alla città che ci ha resi famosi un po’ di ciò che abbiamo ricevuto da Roma"
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Redazione

ROMA - Torna al suo originario splendore, e da oggi è stato riaperto a romani e turisti, uno dei monumenti simbolo della Città eterna, la settecentesca Scalinata di Trinità dei Monti. A presentare il restauro celebrato stasera da una serata-evento, con una conferenza stampa ‘in loco’, il sindaco di Roma Virginia Raggi e l’amministratore delegato di Bulgari Jean-Christophe Babin, insieme all’assessore capitolino alla Crescita culturale Luca Bergamo e il sovrintendente capitolino ai Beni culturali Claudio Parisi Presicce. A finanziare i lavori di restauro, iniziati il 7 ottobre 2015, Bulgari, con una donazione di 1,5 milioni di euro in occasione del 130esimo anniversario della maison. Stasera a festeggiare l’inaugurazione dopo i lavori di restauro sarà la serata-evento “Omaggio alla Scalinata”, con il concerto dell’orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, diretta dal maestro Antonio Pappano.
“Oggi è una giornata veramente molto importante, per la città, le romane e i romani - ha detto Raggi in conferenza stampa giovedì - Sono contenta di essere qui come sindaco di Roma in rappresentanza dei cittadini romani. I lavori di restauro conservativi di questa bellissima scalinata di Trinità dei Monti sono terminati".
“Bulgari è il nome romano più ammirato ed è un ambasciatore della città nel mondo. Bulgari è nato gioielliere 132 anni fa, il gioiello è espressione artistica che trasforma la nostra bellezza, trasforma le gemme in opere d’arte eterne. Bulgari è molto vicina all’arte e si è ispirata all’arte e alla architettura della città. I nostri gioielli iconici richiamano opere come il Colosseo. È doveroso restituire alla città che ci ha resi famosi un po’ di ciò che abbiamo ricevuto da Roma”, ha detto l’ad di Bulgari Jean-Christophe Babin, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione del restauro della Scalinata di Trinità dei Monti.
“Roma è la città più bella al mondo vogliamo che queste opere restino nel presente e nel futuro”, ha aggiunto.

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