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DISTANZIATORE
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La denuncia
Manca il servizio nel terzo polo pediatrico per la gastroenterologia

 

ROMA - Al Policlinico Tor Vergata non si effettuano endoscopie a pazienti sotto i dodici anni, e così i bambini celiaci sono costretti a recarsi con i loro genitori negli altri ospedali della Capitale. E’ intollerabile che il sistema sanitario non sia in grado di offrire un servizio di questo genere in quello che rappresenta l’unico polo ospedaliero di un quadrante, quello Est della Capitale, che serve centinaia di migliaia di persone, anche della provincia di Roma fino alla Campania, costituendo il terzo polo pediatrico per la gastroenterologia nella nostra città. A causa di questa situazione, intere famiglie dovranno prendere l’automobile o i mezzi pubblici, con dispendio di tempo e giorni di ferie dal lavoro, per portare i loro figli in altre strutture dove poter sottoporre i bambini al di sotto dei 12 anni a esami endoscopici. Questi indagini sono fondamentali nella diagnosi e cura delle malattie dell’apparato digerente nel bambino, come ad esempio nei casi di celiachia, fibrosi cistica, allergie, malattie intestinali croniche, e possono evitare complicazioni gravi a chi è affetto da tali e altre patologie collegate all’apparato digerente. E’ intollerabile obbligare alcune famiglie di Roma e provincia a questa trafila, per giunta dopo essere state costrette a sopportare la chiusura per mesi dell'ambulatorio di gastroenterologia pediatrica, che ha riaperto da poco i battenti seppure con queste gravi mancanze. Una discriminazione territoriale e un disagio pesantissimi per la Capitale che nascono dai tagli alla Sanità, e rispetto a cui auspichiamo che il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, possa attivarsi al fine di risolvere questa situazione nei confronti di tutti quei bambini al di sotto dei dodici anni che devono sottoporsi a tali accertamenti. E’ quanto dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia

Roma
Delitto a Roma
Foffo aveva chiesto tramite il difensore Michele Andreano di essere giudicato con rito abbreviato e per lui il pm Francesco Scavo aveva sollecitato 30 anni di reclusione
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ROMA - Manuel Foffo condannato a 30 anni di reclusione con il rito abbreviato e Marco Prato a giudizio il 10 aprile davanti alla I Corte d'Assise di Roma. E' la decisione del Gup Nicola Di Grazia alla conclusione dell'udienza preliminare che ha riguardato l'omicidio di Luca Varani, avvenuto il 4 marzo 2016.

Foffo aveva chiesto tramite il difensore Michele Andreano di essere giudicato con rito abbreviato e per lui il pm Francesco Scavo aveva sollecitato 30 anni di reclusione. Per quanto riguarda Marco Prato, consigliato dll'avvocato Pasquale Bartolo, aveva scelto il rito ordinario. I due sono imputati di omicidio volontario premeditato per motivi abietti e futili.

Il giudice Di Grazia è entrato in Camera di Consiglio poco dopo le 15. Prima di ritirarsi ha ascoltato i difensori dei due imputati: abbastanza breve l'intervento di Bartolo, che ha ribadito le ragioni per cui ha chiesto il giudizio ordinario, lungo più di tre ore l'intervento di Andreani per spiegare le ragioni della sua scelta di rito.

Circa un anno fa Foffo e Prato si resero responsabili di un delitto caratterizzato da particolare crudeltà, uccidendo Varani nell'appartamento di Foffo nel quartiere Collatino a Roma, colpendolo con oltre 100 tra martellate e coltellate. Nell'udienza preliminare, che si è svolta come di prassi a porte chiuse, contro gli imputati sono stati ammessi parti civili i familiari di Varani e anche la sua ex fidanzata.

Roma
L'annuncio
Stiamo lavorando per progettare il territorio puntando alla qualità della vita delle persone, degli spazi pubblici, dei servizi, dell’ambiente
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Marino ha strumenti urbanistici disastrati nel concepimento e disastrosi negli effetti, per arrivare al punto in cui siamo e complicare una situazione urbana già complicata alla fine degli anni ‘90 ci sono voluti almeno 15 anni di atti tecnico-amministrativi. Le gru e i cantieri che negli ultimi cinque anni e ancora oggi connotano il paesaggio nel nostro territorio sono il risultato di anni pregressi di pianificazione concepita solo in base ad un aumento sconsiderato di edifici. L’amministrazione in carica ha il difficile compito di porre rimedio a questa annosa e grave situazione nel più breve tempo possibile. La sfida è difficile ma non impossibile, su questa difficoltà alcuni concittadini puntano affinché tutto torni come prima e si possa proseguire con il solito modo di fare affare sul territorio, facendo poi ricadere nella vita quotidiana di ognuno di noi i conseguenti disagi e disservizi. I cittadini di Marino devono essere coscienti di queste dinamiche e per questo chiediamo a tutti di partecipare attivamente ai radicali processi di risanamento che stiamo attuando con enormi sforzi. Al di là della valutazione degli attuali strumenti urbanistici che verranno profondamente rivisti con i necessari tempi tecnici, crediamo sia importante chiarire le finalità delle azioni che stiamo mettendo in campo viste anche il gran numero di richieste di orientamento che riceviamo giornalmente sui temi urbanistici.

Noi lo diciamo chiaramente così come lo dicevamo chiaramente prima delle elezioni, con noi finisce il metodo attraverso il quale si è gestito per anni il territorio, a Marino il mattone non è più un affare d’oro, almeno inteso come finora le attività edilizie hanno trasformato i luoghi. Stiamo lavorando quotidianamente per ripristinare il principio già sancito dalla legge fondamentale dell’urbanistica la Legge 1150/42 per la quale l’azione edificatoria non è consentita per fini speculativi ovvero in forza di una semplice domanda di mercato ma può essere esercitata e giustificata solo da un documentato e provato aumento demografico della popolazione e dunque su una necessità abitativa reale dei cittadini. Il suolo è una risorsa non rinnovabile, una volta compromesso non si recupera se non ad elevatissimi costi economici e sociali. La F.A.O. in diversi rapporti ufficiali negli anni ha sempre evidenziato come la conservazione del suolo sia fondamentale per la sicurezza alimentare e il nostro futuro sostenibile. La Comunità Europea in diversi studi riconosciuti ha messo in guardia contro un uso sconsiderato del territorio in relazione alla salute pubblica. Su questi livelli e con questa visione si sta concependo la nuova pianificazione di Marino. Oggi la nostra sfida è la sobrietà e la responsabilità sociale che, se per i mercati significa l’evoluzione dalla “economia lineare” (produco, consumo, butto), alla “economia circolare” (produco, consumo, recupero) per l’urbanistica significa passare dall’edificazione di palazzine residenziali senza preoccuparsi delle conseguenze del carico antropico al progetto equilibrato tra gli edifici e la tutela del territorio con un uso responsabile delle risorse naturali. Questo il criterio che applicheremo alla panificazione urbana che rappresenta lo strumento di disegno del territorio, di un territorio unico e finito che dobbiamo valorizzare e non consumare senza possibilità di ritorno. Il progetto urbano è sempre un progetto economico, il paesaggio è la rappresentazione sintetica dell’economia di un luogo, è la rappresentazione iconografica del modo di vivere e sostentarsi di una comunità.

Oggi vogliamo investire in progetti e attività coerenti con i nuovi principi dell’economia circolare un termine utilizzato per definire un sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo. L'espressione fa riferimento sia a una concezione della produzione e del consumo di beni e servizi alternativa rispetto al modello lineare (ad esempio attraverso l'impiego di fonti energetiche rinnovabili in luogo dei combustibili fossili), sia al ruolo della diversità come caratteristica imprescindibile dei sistemi resilienti e produttivi. Questa amministrazione per quanto nelle sue possibilità, data la forte antropizzazione del territorio, punta a restituire identità ad un paesaggio che si confonde ogni giorno di più con le anonime periferie metropolitane delle nostre città contemporanee.
La costruzione di edifici seriali con pochissima qualità architettonica e con nessuna identità o relazione con l’ambiente è frutto di logiche puramente speculative, intendendo come speculazione l'attività di un operatore finanziario che entra sul mercato nel momento presente effettuando un qualche tipo di investimento e presumendo degli sviluppi ad alto rischio il cui esito, positivo o negativo, dipenderà dal verificarsi o meno di eventi su cui egli ha formulato le sue aspettative iniziali. Se l'evento aleatorio si manifesterà in linea con le aspettative, l'operazione speculativa avrà esito positivo, cioè produrrà un profitto, nel caso contrario si avrà una perdita. Il caso dell’urbanistica di Marino è l’esempio più palese di pianificazione avvenuta solo in base a questi principi economici che vedono protagonisti solo interessi privati senza la necessaria armonizzazione dell’interesse pubblico che urbanisticamente è stato del tutto dimenticato.

Trasformare il territorio solo in base a meccanismi puramente economici è aberrante e non è la visione dell’attuale amministrazione, il momento storico e culturale che attraversiamo ci ha già messo in guardia sui nefasti effetti di queste logiche. Finanche Papa Francesco parla di una "economia che uccide" come un'economia che genera scarti, che si estende alla vita delle persone che tanto introiettano questa condizione loro assegnata dal ciclo produttivo da sentirsi gettati direttamente nella spazzatura del nulla ed in questo stato non c'è speranza nella solitudine di ognuno, ma solo nella condivisione di una comunità. La comunità però necessita di spazi per esprimere le sue potenzialità e i suoi benefici effetti sulle vite delle persone e su questo metteremo tutto il nostro impegno. È nostra ferma intenzione far riferimento alla Direttiva Europea n° 2004/35/CE che afferma: «Il suolo è un bene d’interesse comune per la Comunità, anche se è principalmente di proprietà privata, e che, se non viene tutelato, indebolirà la sostenibilità e la competitività a lungo termine dell’Europa».

Il legame tra suolo e comunità è indissolubile e necessario alla vita, le persone e lo spazio formano un unicum identitario che vogliamo ricostruire e valorizzare. Per alcune culture come quella dei nativi americani era inconcepibile la vita privata delle terre in cui erano nati e consapevolmente si sono fatti annientare pur di non vivere questa privazione, facciamo tesoro degli errori del passato e mettiamo in atto le soluzioni per il futuro.

"Solo dopo che l’ultimo albero sarà abbattuto, solo dopo che l’ultimo lago sarà inquinato, solo dopo che l’ultimo pesce sarà pescato, Voi vi accorgerete che il denaro non può essere mangiato" (Toro Seduto, capo della tribù dei Sioux)

Rieti
Eventi
La cerimonia di premiazione e la consegna delle somme di denaro agli operatori avverrà giovedì 23 febbraio
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Redazione

 

Il Centro provinciale di Formazione professionale Alberghiero di Amatrice ha vinto il prestigioso Premio “Orio Vergani” assegnato dall'Accademia Italiana della Cucina. Il premio, istituito per ricordare la memoria del Fondatore dell’Accademia, viene conferito a persone, enti o associazioni che, estranei all’Accademia, abbiano grandemente onorato, con la loro attività, la cultura gastronomica e la Civiltà della Tavola italiana, in qualsiasi campo, in Italia o all’estero. Il premio consiste in una pregevole opera grafica recante il nome del vincitore e una somma in denaro stabilita e approvata, di anno in anno, dal Consiglio di Presidenza dell'Accademia, che quest'anno è di 10 mila euro con i quali è stato acquistato un macchinario per la produzione di dolci messo a disposizione dell'Alberghiero gestito dall'Istituzione formativa della Provincia di Rieti. Oltre a questo, a 6 ristoranti e 3 aziende agricole dell'amatriciano saranno donati 91.943 euro che l'Accademia ha raccolto tra i suoi iscritti. La cerimonia di premiazione e la consegna delle somme di denaro agli operatori avverrà giovedì 23 febbraio alle ore 11.30 presso la Sala di Comunità Sant'Agostino ad Amatrice dove ci sarà l'assegnazione formale al presidente dell'Ifr, Licia Alonzi, da parte del presidente dell'Accademia, Paolo Petroni. La consegna del macchinario per la produzione dei dolci, corrispondente al premio “Orio Vergani”, verrà invece consegnato domani mattina, 22 febbraio, dal delegato reatino dell'Accademia della Cucina Italiana, Francesco Maria Palomba, al presidente e al direttore dell'Istituzione Formativa di Rieti, Licia Alonzi e Fabio Barberi.
Roma
La protesta
I manifestanti: "Ancora paghiamo i mutui su delle licenze che il Governo ha messo a bando"
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di Simone Carabella 

 

ROMA - Migliaia di commercianti hanno partecipato alla caldissima protesta contro la Bolkestein, l’emendamento approvato in Commissione Affari Costituzionali al Senato. Con questo emendamento definito “vergogna” il settore del commercio ambulante è di nuovo precipitato nell’incertezza. Gli avviamenti aziendali, ad esempio, sono stati azzerati: un incubo per 196 mila imprese. Con questa politica sbagliata, il Governo ha fatto sì che l’Italia e la Spagna, solo in parte sia l’unico paese d’Europa ad aver incluso gli Operatori del Commercio su Aree Pubbliche nella Direttiva.
“Ricordiamo al Governo - hanno detto i manifestanti - e a tutta la politica che il testo approvato in commissione è in contrasto con il parere dell’Antitrust, con le richieste dell’Anci e delle venti sigle sindacali e associazioni nazionali che da mesi a gran voce chiedono il blocco dei bandi.

A concedere una intervista a L'Osservatore d'Italia il Presidente del mercato di Testaccio: "Ancora paghiamo i mutui su delle licenze che il Governo ha messo a bando. Solo l’Italia ha lasciato i mercati all’interno di questa direttiva. Per la non continuità della concessione loro credono di creare posti di lavoro. È assurdo: non accetteremo passivamente che ci venga sottratta la nostra attività, avviata e fatta crescere con tanti sacrifici”.

Ma cos’è la Bolkestein? La direttiva Bolkestein prende nome dall'ex commissario per la Concorrenza e il mercato interno, l'olandese Frits Bolkestein, a Bruxelles quando a capo della Commissione europea c'era Romano Prodi. E' un atto approvato dalla Commissione europea nel 2006 e riguarda il libero mercato dei servizi. E' stata recepita dal Governo italiano nel 2010 (presidente del Consiglio Silvio Berlusconi). Entro maggio 2017 (ma un articolo del decreto Milleproproghe ha fissato il nuovo termine al 31 maggio 2018) gli Stati membri devono rimettere a bando le concessioni rilasciate negli anni dagli enti locali (come quella delle spaigge), dando la possibilitá di aprire un'attivitá commerciale su un'area pubblica a tutti i cittadini europei, senza limite di nazionalitá, in un qualunque Paese dell'area Ue. La direttiva Bolkestein ha l'obiettivo di facilitare la circolazione di servizi all'interno dell'Unione, perché i servizi rappresentano il 70% dell'occupazione in Europa e la loro liberalizzazione, a detta di numerosi economisti, aumenterebbe l'occupazione e il Pil dell'Unione europea.

Roma
Il caso
Taxi fermi a Roma e in attesa dell'incontro con il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio. La sindaca di Roma Virginia Raggi va in piazza al loro fianco
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ROMA - Per il sesto giorno consecutivo il servizio taxi è fermo e a piazza Montecitorio, a Roma, sono arrivati da tutta Italia i tassisti. Uno degli slogan recita 'Il servizio pubblico taxi non è in vendita'. Taxi fermi a Roma, Milano e a Torino, mentre si sta svolgendo l'incontro con il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio. Dopo un lancio di oggetti contro le forze dell'ordine, gli ambulanti e i tassisti che manifestavano davanti la sede del Pd sono stati caricate dalle forze dell'ordine. I manifestanti si sono dispersi nelle vie limitrofe verso via del Tritone. Alla carica hanno nuovamente reagito con un altro fitto lancio di oggetti, comprese bottiglie di vetro.

Due manifestanti sono stati portati dal 118 in ospedale, dopo i disordini davanti alla sede del Pd, valutati in codice giallo per trauma cranico. Un paio di persone sono state invece medicate sul posto.

I manifestanti disperdendosi hanno rovesciato vasi, tavolini e sedie di alcuni locali sotto lo sguardo impaurito dei turisti. Le forze dell'ordine hanno chiuso le vie di accesso che portano al Largo del Nazareno. Gli agenti, informa una nota della questura, "hanno dovuto reagire ad un attacco premeditato da parte di un gruppo di facinorosi e il tentativo è stato respinto da un calibrato intervento dei reparti impiegati".

"Noi siamo con voi - ha detto Virginia Raggi in piazza ad una delegazione di tassisti - per noi il servizio di trasporto pubblico non di linea è fondamentale. E' il biglietto da visita della città, deve essere regolamentato in maniera chiara, può essere sicuramente migliorato però le riforme dall'alto sicuramente non ci piacciono e sicuramente complicano tutto il sistema". "Siamo vicini ai tassisti - spiega Raggi in una nota - che da giorni stanno manifestando il loro malcontento. Oggi, sono arrivati a Roma da tutta Italia per dire 'no' ad una riforma che non vogliamo. Per questo siamo al loro fianco. "

In merito ai disordini, Virginia Raggi ha poi twittato: "Manifestare è un diritto, usare la forza è inaccettabile. Al fianco di chi protesta civilmente. Ferma condanna verso chi ricorre alla violenza".

Roma
Politica
Cortuso: "Sono aperto al confronto con tutte le forze politiche e di radicato impegno sociale che sono presenti sul territorio"
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Red. Politica

 

NEMI (RM) - Carlo Cortuso è il candidato sindaco di Nemi con "Ricomincio da Nemi" alle prossime amministrative che vedranno rinnovare il governo della cittadina delle fragole. "Abbiamo fatto un po' di rumore. - Dichiara il candidato sindaco di Ricomincio da Nemi - La nostra fiducia - prosegue - è di aver generato interesse, attenzione su di noi e sulla nostra proposta. Del resto era il nostro obiettivo. Lo abbiamo scritto: l’ambizione più grande che abbiamo è di dettare un metodo nuovo che ponga al centro della dialettica le proposte e le idee per accoglierle, discuterle, vivisezionarle per poi ricomporle in una nuova visione della nostra città e della nostra comunità. Abbiamo bisogno del contributo di tutti coloro che avvertono l’esigenza morale di partecipare, che diventa un dovere a cui non si deve sfuggire. A cui non sfuggo neanche io. Mi piacerebbe - dichiara ancora Cortuso - una comunità unita, ampia. Per questo io lavoro: non contro qualcuno ma per qualche cosa. Credo nel noi, non nell'io, e punto a ricostruire un 'campo aperto', all'interno del quale spero vi siano tutti coloro che amano la buona politica e la buona amministrazione. Ed è in quest’ottica che io avanzo la mia candidatura a Sindaco di Nemi alle prossime elezioni amministrative. Lo faccio col supporto ed il conforto del gruppo di lavoro di cui faccio parte e che si chiama: “RICOMINCIO DA NEMI” e dei tanti cittadini che ho incontrato e che mi si sono avvicinati. Gruppo che ogni giorno registra nuove adesioni e nuovi entusiasmi. Tutti insieme e tutti coscienti dell’enorme responsabilità di cui ci stiamo facendo carico, ma con la consapevolezza di essere protagonisti di un progetto importante. Mi candido a rappresentare l’impegno della tante cittadine e dei tanti cittadini che hanno a cuore il bene di Nemi. Norberto Bobbio sosteneva che bisogna essere «indipendenti» dalla politica, ma non «indifferenti» alla politica. Ed è per questo che sono aperto al confronto con tutte le forze politiche e di radicato impegno sociale che sono presenti sul territorio di Nemi e che sappiano cogliere l’enorme opportunità che potremmo darci tutti. Bisogna saper essere idealisti, non mollare e non rassegnarsi al cinismo. Credere nei valori comuni. Non abbandonarsi - conclude il candidato sindaco di "Ricomincio da Nemi" ad antiche divisioni, ma cogliere la grande occasione che il presente ci sta offrendo.

Roma
Cronaca
Sul corpo è stata disposta l’autopsia per fare luce sul decesso
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LANUVIO (RM) - E’ stata trovata morta nella sua abitazione a Lanuvio. Accanto all’anziana il corpo senza vita del suo cane. A trovare il cadavere della donna di 66 anni sono stati gli agenti della polizia locale, con i vigili del fuoco e il personale del 118. L‘allarme è stato lanciato da una vicina di casa che da giorni non vedeva la 66enne e si era insospettita per il cattivo odore proveniente dall’appartamento. Quando sono arrivati i vigili il cadavere era già in avanzato stato di decomposizione e accanto c’era il corpo del suo cane. Sul corpo è stata disposta l’autopsia per fare luce sul decesso. Ascoltati anche parenti e conoscenti della donna che, da qualche anno, si era trasferita a Lanuvio e viveva da sola.

Roma
Servizi e cittadini
È in programma il 23.02.2017, alle ore 14:45 presso la Sala Consiliare del Comune di Fiano Romano, l’incontro aperto ai cittadini per la presentazione del nuovo portale online
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FIANO ROMANO (RM)
– Un nuovo servizio per chi lavora nel settore dell’edilizia e per tutti i cittadini. A Fiano Romano nasce lo Sportello Unico digitale per l’Edilizia che consentirà di gestire pratiche e interventi in modo completamente digitale, quindi con una maggiore velocità e comodità da parte di professionisti del settore e dei cittadini.

Progettato grazie alle più innovative tecnologie web, CPortal permette al professionista di inoltrare al Comune la documentazione edilizia in via digitale che sarà importata dal tecnico comunale grazie ad un software di gestione di ultima generazione.

Attraverso la rete, il Comune mette a disposizione la modulistica per la presentazione della pratica e la documentazione per l’accoglimento della domanda, oltre a garantire un iter di compilazione sicuro e completo.

Grazie a CPortal il Comune si attiene al rispetto delle normative relative all’amministrazione digitale, alla semplificazione e alla trasparenza amministrativa, così come indicato dalle ultime disposizioni del D.L. 90/2014, convertito con modificazioni dalla Legge 114/2014, tese ad accelerare sui servizi online e sul processo di digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche. Secondo le nuove norme, i Comuni sono tenuti a elaborare un piano per la compilazione online di tutte le istanze da parte di cittadini, aziende e associazioni. In materia di trasparenza e semplificazione, le linee guida devono permettere il completamento della procedura, il tracciamento dell’istanza con individuazione del responsabile del procedimento e, ove applicabile, l’indicazione dei termini entro i quali il richiedente ha diritto a ottenere una risposta.

“Vogliamo garantire una gestione più snella e trasparente delle pratiche edilizie e, con l’introduzione dello Sportello Unico per l’Edilizia, riteniamo di aver fatto un passo importante anche verso l’informatizzazione delle pratiche amministrative e la progressiva eliminazione del materiale cartaceo, a tutela dell’ambiente e delle generazioni future” afferma il Sindaco Ottorino Ferilli.

CPortal è stato progettato e realizzato da STARCH, azienda specializzata nella produzione di software e soluzioni per l’automazione degli uffici tecnici della Pubblica Amministrazione. Ad oggi la società vanta una trentennale esperienza, con oltre 120.000 pratiche edilizie presentate in modalità digitale da parte di 20.000 professionisti sui front-office di oltre 200 comuni attivi. Per ogni pratica presentata online, CPortal fornisce informazioni relative alla prassi amministrativa, alla normativa di riferimento, ai costi, agli interventi edilizi ammessi e alla sua posizione sulla cartografia comunale.

www.starch.it

STARCH s.r.l. nasce nel 1985 con la finalità di rea­lizzare software, servizi e sistemi per l’automazione degli Uffici Tecnici della Pubblica Amministrazione. In particolare Starch è leader nella produzione di software per la gestione delle Pratiche Edilizie, dei Certificati di Destinazione Urbanistica e di Agibilità. Ad oggi oltre 500 Comuni distribuiti in tutta Italia utilizzano le soluzioni tecnologiche dell'azienda.

Video Rubriche
Il caso
Fondamentale al via libera al Piano Integrato, secondo i relatori dell’incontro, è stato il ruolo che ha avuto il Comune di Nemi
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di Ivan Galea

 

NEMI (RM) - L’idea è quella di lanciare una raccolta firme nel più breve tempo possibile dove tutti i cittadini di Nemi possano esprimersi per tentare di fornire un “no” morale in Consiglio Comunale alla realizzazione del Piano Integrato i Corsi.

Questa l’idea, lanciata sabato scorso da Vairo Canterani che ha promosso con Nemi per Sempre e Italia Nostra l’incontro per informare i cittadini di Nemi che la lottizzazione ai Corsi è passata grazie ad una recente sentenza del Tar che ha fatto anche da perno al successivo “ribaltone” di parere da parte del Parco Regionale dei Castelli Romani. Infatti l'Ente Parco dei Castelli Romani, inizialmente era contrario ed ha fatto da apripista anche al “no” della Regione Lazio, per poi dare parere favorevole.
Quello organizzato è stato un dibattito partecipato e anche acceso dato il clima di campagna elettorale che ha iniziato ad instaurarsi nella cittadina delle fragole.


Nascono nuove realtà, i cui membri ancora non si palesano apertamente come “Ricomincio da Nemi”, che sembrano destare molta attenzione. Simpatico l’intervento, al proposito, di Luca Bellini che quando Carlo Galzignato ha chiesto se in platea sedesse qualche candidato sindaco, si è girato verso Carlo Cortuso dicendogli di avergli fatto tana: il dominio “ricominciodanemi.com" è stato proprio acquistato dal marito del segretario Pd Azzurra Marinelli. Una domanda e volutamente una provocazione alla quale non ha risposto nessuno. Ma come dice Galzignato, tanto c’è la registrazione che testimonia tutto.
 
Ma l’intervento di Vairo Canterani è stato pressoché illuminante. Prima l’idea della raccolta firme poi ha illustrato un passaggio importantissimo:
“Su alcuni terreni interessati dal Piano Integrato i Corsi grava una ordinanza di rimessa in pristino per costruzioni abusive emessa dal Comune di Nemi verso la quale i privati hanno fatto ricorso al Tar che vede fissata al prossimo 14 marzo la data per il prosieguo della fase cautelare - dice Vairo - ma l’avvocato del Comune non si è presentato a difendere gli interessi dell’Ente nonostante sia stato deliberato a suo favore un impegno di spesa di 4.500 euro. Questi abusi sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica la quale ravviserà eventuali reati penali. La domanda è questa: si può dare esecuzione al Piano Integrato ai Corsi quando pende una ordinanza di rimessa in pristino per opere abusive e c’è di mezzo la Procura della Repubblica?".
 
Fondamentale al via libera al Piano Integrato, secondo i relatori dell’incontro, è stato il ruolo che ha avuto il Comune di Nemi il 22 dicembre 2015 quando ha prodotto una memoria con cui ha rappresentato fondamentalmente che il parere negativo che aveva espresso il Parco regionale dei Castelli Romani si basava su una motivazione erronea “perché investe (solo) profili di natura urbanistica che esulano” dalla sua competenza; - e che in ogni caso, non era dato comprendere le ragioni per le quali il Parco aveva ritenuto la zona priva delle “caratteristiche richieste per le zone territoriali omogenee del D.M. 1444/68”.

Dunque l’Ente Parco ha dato per buone queste motivazioni e ha espresso così parere favorevole. Un comportamento psichedelico perché sotto l’epoca di Peduto fu detto no, con Orciuoli fu detto sì, con Caracci è tornato il no e poi dopo il Tar è tornato il sì.

Ma non solo perché di fatto il Parco non ricorrerà al Consiglio di Stato per opporsi alla sentenza del Tar: “Non ci sono i fondi” ma soprattutto appare chiaro che non c’è la volontà. E le parole spese per l’Ente Parco dei Castelli Romani da parte dei membri di Italia Nostra non sono state edificanti: si è realizzato che è venuta a mancare la funzione principale dell'Ente regionale che è quella di tutela del verde: “Ultimamente – ha detto Medici – è più forte la volontà espansionistica dei Comuni che la resistenza del Parco. Si dicono dei No che poi diventano sì non appena c’è un po’ di pressing”.

Ad intervenire anche Elisabetta Mannoni che ha spiegato, con parole semplici di una cittadina della piazza, cosa significa per il territorio la realizzazione del Piano Integrato i Corsi.

Il professore universitario Franco Medici, membro di Italia Nostra ha cercato di fornire le motivazioni per le quali il progetto dei Corsi, sebbene non venga realizzato in un'area ad alto rischio idrogeologico e di frane, sia pressoché “inutile” e devastante” dal punto di vista ambientale: “Si tratta di migliaia di metri cubi di cemento in una zona che non favorisce certamente lo sviluppo e rilancio del centro storico”.
 
Dello stesso avviso anche l’architetto Carlo Testana che ha spiegato nei dettagli l’iter che hanno seguito i privati, in accordo con il Comune, per l’approvazione del Piano ai Corsi: “Ora non c’è più nulla da fare, ai Corsi si costruirà nonostante le nostre lunghe battaglie per dire No”.

Renzo Cavaterra, vicino ai privati promotori del progetto, contattato telefonicamente dalla nostra redazione,
ha ribadito che il Piano Integrato porterà ricchezza al Comune di Nemi e ha rivolto alcune domande ai relatori dell’incontro di sabato: Come mai non è stata fatta nessuna petizione per le case abusive costruite nella valle del lago nel periodo in cui Vairo Canterani era sindaco? Come mai non è stata fatta nessuna petizione per tutte le piscine abusive presenti nel territorio? Come mai non è stata fatta nessuna petizione in merito all’espansione e relativo sbanco fatto a Villa delle Querce sempre autorizzato nel periodo in ci Vairo Canterani governava la città delle fragole? Cavaterra ha poi evidenziato l’ecomostro presente a Nemi rappresentato della scuola mai conclusa per la quale fu abbattuta la vecchia sede scolastica e soprattutto il fatto di aver autorizzato una caserma dei Vigili del Fuoco su uno strapiombo accanto ad un asilo comunale.
 

Roma
Il caso
L'allarme del presidente del Comitato pro case: "Siamo consapevoli che non dobbiamo essere solo noi a pagare" LA VIDEO INTERVISTA
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di Simone Carabella 

 

ROCCA DI PAPA (RM) - Un problema da risolvere subito quello di 189 abitazioni “abusive” che stanno per essere acquisite a patrimonio comunale a Rocca di Papa. Alessio Iadecola presidente del Comitato Pro case Rocca di Papa spiega la situazione d’emergenza che vivono queste famiglie rocchegiane: “La Procura insieme alla Regione Lazio –spiega Iadecola - ha firmato un protocollo d’intesa per l’acquisizione degli immobili a seguito delle cause passate in giudicato”.


Queste case sono state costruite abusivamente circa 15 anni fa. Nel corso degli anni i residenti hanno pagato le sanatorie, il Comune ha rilasciato le residenze e chi ci abita paga regolarmente le tasse: acqua, immondizia, energia elettrica.


 

Iadecola ha spiegato che a Rocca di Papa ci sono circa 4 mila nuclei abusivi ma tra questi sono stati scelti solo 189, non si sa con quale criterio, per essere acquisiti a patrimonio comunale: “Si sono ricordati dopo 13 anni di acquisire queste case a patrimonio comunale – ha detto l’intervistato – allora mi chiedo perché il Comune ha concesso sanatorie, siamo stati allacciati alla rete elettrica, idrica e paghiamo le tasse e poi dopo 13 anni circa ci troviamo in mezzo a una strada. Si tratta di prime case, non sappiamo dove andare. Saremo pronti a manifestare e battagliare”.


Al momento, il presidente pro case di Rocca di Papa fa presente che nessuna istituzione è stata in grado di risolvere la questione e che per nessun politico questa situazione è degna d’attenzione sebbene ci sia di mezzo la priorità della prima casa che dovrebbe essere intoccabile. Urge trovare una soluzione rispetto questo immobilismo: “Non siamo 189 abusivi – ribadisce Iadecola - ma a Rocca di Papa ce ne sono migliaia. Siamo consapevoli di aver commesso un reato ma siamo altrettanto consapevoli che non dobbiamo essere solo noi a pagare e va cercata una soluzione”
 

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