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DISTANZIATORE
Orrore a Roma
La confessione shock: la donna strangolata e poi fatta a pezzi con una sega
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Redazione

 

ROMA - E' stata strangolata con una cintura e fatta a pezzi con un sega e poi con un coltello Nicoletta Diotallevi, i cui resti sono stati trovati ieri in due cassonetti a Roma. E' quanto emergerebbe dai primi accertamenti autoptici eseguiti sul corpo della vittima. Per l'omicidio gli investigatori della Squadra Mobile hanno arrestato il fratello con cui conviveva.

"Erano due mesi che stavo pensando di ucciderla ma il mio è stato un raptus, mi umiliava in continuazione". E' quanto avrebbe affermato nel corso dell'interrogatorio davanti agli inquirenti Maurizio Diotallevi, accusato dell'omicidio della sorella da lui poi fatta a pezzi e gettata in due cassonetti dell'immondizia nella zona di via Flaminia, a Roma. Nel corso del confronto di ieri con polizia e magistrati, l'uomo ha fornito una versione "lucida" di quanto avvenuta nella casa di via Guido Reni il 14 agosto scorso.

Intanto sono stati posti i sigilli alla casa di via Guido Reni, in cui Nicoletta Diotallevi è stata uccisa e fatta a pezzi. L'appartamento al pian terreno, in cui la donna viveva con il fratello, è stato sequestrato quando l'uomo è stato rintracciato dalla polizia per non inquinare le prove. Secondo quanto si è appreso, a giorni ci tornerà la polizia scientifica per un nuovo sopralluogo e verranno effettuati degli esami irripetibili.

Nomade: 'Pensavo fosse addormentata' - "All'inizio ho visto i piedi ed ho pensato che fosse una donna che si era addormentata dentro il cassonetto". E' il racconto di Maria (nome di fantasia), la nomade romena di 39 anni che il giorno di Ferragosto ha trovato in un cassonetto di viale Maresciallo Pilsudski, ai Parioli, le gambe mozzate di Nicoletta Diotallevi, uccisa e fatta a pezzi dal fratello Maurizio. "Per me le gambe - dice ancora agitata - erano state congelate perché nelle buste non c'era per niente sangue, ma non sono certa perché ho avuto paura a toccarle".

Prima l'ha strangolata, poi l'ha fatta a pezzi e gettata in due cassonetti. Il suo unico, flebile, alibi era una denuncia per scomparsa che lui stesso aveva presentato il giorno dell'omicidio, il 14 agosto. Pensava di averla fatta franca Maurizio Diotallevi, il 62enne che ha brutalmente ucciso la sorella, Nicoletta di 59 anni, la notte di Ferragosto. Ad incastrarlo sono state le immagini delle telecamere, che lo hanno immortalato mentre usciva di casa con un grosso sacco nero e poi, nel cuore della notte, mentre gettava qualcosa di voluminoso in un cassonetto del quartiere Parioli a Roma. Dopo dieci ore di interrogatorio è crollato in Questura. "Sì, sono stato io", ha ammesso davanti agli investigatori, che lo hanno arrestato e portato nel carcere di Rebibbia con le accuse di omicidio e occultamento di cadavere. A scatenare la furia dell'uomo, secondo quanto ricostruito, sarebbe stata l'ennesima lite per motivi economici. Le indagini della squadra Mobile hanno preso il via quando una nomade che rovistava nei secchioni ha rinvenuto intorno alle 20 di ieri due gambe di donna tenute insieme da un nastro adesivo all'interno di un cassonetto vicino al galoppatoio di Villa Glori, in viale Pilsudski. Nonostante abbia avuto un piccolo malore, è riuscita comunque a lanciare l'allarme al vicino commissariato. Dalla visione delle immagini delle telecamere di sicurezza di un negozio, gli investigatori sono riusciti a risalire a Diotallevi, ripreso nei video mentre si avvicinava in auto al cassonetto e gettava un sacco. L'uomo è stato così fermato e portato in Questura, dove è stato interrogato. Sarebbe stato lui, secondo quanto si apprende, ad indirizzare i poliziotti ai cassonetti che aveva utilizzato dopo l'omicidio, a due passi dall'appartamento in cui viveva con la sorella. Oltre alle gambe gettate nel cassonetto a viale Pilsudski, l'uomo si è disfatto del resto del corpo in un cassonetto a via Guido Reni, e infine di alcuni abiti ed effetti personali della donna in un terzo bidone in via Pannini. Maurizio e Nicoletta vivevano insieme proprio in via Guido Reni, in un piccolo appartamento al pian terreno, tra una caserma dell'esercito ed una sede della Questura. La sorella era tornata in quella casa, ereditata dal padre ufficiale dell'esercito, nel 2005, in seguito alla morte della madre. Spesso, stando a quanto ricostruito dagli investigatori, i due avevano liti per questioni economiche: a lavorare era solo la sorella e Maurizio le faceva spesso richieste di denaro. L'ennesima discussione il giorno prima di Ferragosto sarebbe stata la causa del delitto. L'omicida avrebbe prima strangolato la sorella e poi utilizzato un'ascia o una sega per sezionare il cadavere e inserirlo in alcuni sacchi della spazzatura. "Mi sento di escludere che dietro questa vicenda possano esserci motivazioni di tipo economiche", il parere dell'avvocato del reo confesso, Gaetano Scalise. Il quartiere è sotto shock. I vicini non riescono ancora a credere a quanto accaduto.

Il caso
Sfregio a un monumento capitolino
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Redazione

 

ROMA - Nuovo sfregio ad una fontana della Capitale. Questa volta ad esser presa di mira è stata la fontana dei Tritoni in piazza Bocca della Verità, in centro. Ignoti hanno versato nella vasca un notevole quantitativo di olio, contenuto in una tanica da 4 litri di liquido per motori, poi abbandonata sul posto. Sono stati alcuni passanti a segnalare l'episodio, su cui ora indagano i carabinieri del comando Roma Piazza Venezia. Ferma condanna dal Campidoglio, con il vicesindaco Luca Bergamo che ha puntato il dito contro il danno a "un monumento simbolo di Roma". Il personale della Soprintendenza Capitolina e del dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana del Campidoglio ha organizzato il pronto intervento in giornata: è stata svuotata e pulita la vasca. Così, già nel primo pomeriggio, è stato possibile riattivare il flusso idrico e restituire il monumento alla fruizione pubblica.

Parioli
Il fratello confessa: spesso litigavano
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ROMA - Si è appena concluso con il fermo da parte del P.M. del fratello della vittima, il mistero delle due gambe ritrovate ieri sera all’interno di un cassonetto in Via Maresciallo Pilsudsky.  Ieri, intorno alle 20, una ragazza che rovistava nei cassonetti, ha trovato due gambe apparentemente di donna legate con del nastro da pacchi.

La ragazza si è rivolta immediatamente alla Polizia di Stato. Gli investigatori della Squadra Mobile, coadiuvati dai colleghi del commissariato Villa Glori e della Polizia Scientifica, hanno subito acquisito alcune immagini di telecamere installate nei pressi del luogo ove sono stati rinvenuti gli arti, dalle quali emergeva che un uomo nella notte tra il 14 e il 15, gettava un oggetto voluminoso nel cassonetto.

Simultaneamente, sono state passate al setaccio le più recenti denunce di scomparsa, tra le quali emergeva quella di una donna di 59 anni di cui non si avevano notizie dal 14.
La donna, Nicoletta Diotallevi, abitava con un fratello poco più grande di lei, in un appartamento del quartiere Flaminio dove i poliziotti hanno rintracciato l’uomo, che fin da subito forniva dichiarazioni contrastanti.
L’uomo, Maurizio Diotallevi di 62 anni, è stato condotto in questura dove è stato sottoposto ad interrogatorio dal P.M. titolare dell’indagine. Dinanzi al magistrato, il Diotallevi ha ammesso di essere l’autore dell’omicidio e del tentativo di occultamento del cadavere, il delitto sarebbe avvenuto per motivi familiari.
Nella tarda mattinata, in un cassonetto di Via Guido Reni avvolti in un sacco è stato rinvenuto il resto del cadavere.
Al termine dell’interrogatorio, il P.M. ha emesso un decreto di fermo che è stato notificato all’indagato e che dovrà essere convalidato nei prossimi giorni da parte del G.I.P. del Tribunale di Roma.

L'incidente
Prima del ponte ferroviario, un cartello avverte che non è percorribile da mezzi oltre i due metri e 40 centimetri
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Red. Cronaca

ROMA
- Un pullman con a bordo turist francesi e inglesi è rimasto incastrato sotto a un ponte della linea ferroviaria Roma-Lido su via di Malafede, all'incrocio con via Ostiense, nel quadrante sud della Capitale. Diciotto persone, tra cui un bambino di 10 anni, sono state soccorse e trasportate in diversi ospedali della città dal 118 di Roma, intervenuto con 5 ambulanze e 2 automediche.

Il più grave, in codice rosso al Sant'Eugenio, è il bimbo che non sarebbe in pericolo di vita. Un altro ferito, in codice giallo, è stato trasportato nello stesso pronto soccorso, in 4 sono stati portati all'ospedale Grassi e gli altri al San Camillo. Sul posto per i rilievi la polizia locale. Alla guida del pullman c'era un autista straniero che e rimasto illeso ed è stato sottoposto ai test di droga e alcol.

Prima del ponte ferroviario, un cartello avverte che non è percorribile da mezzi oltre i due metri e 40 centimetri

Mostre & Esposizioni
Idea portante della mostra dell’artista finlandese Markku Piri è creare un dialogo fra le sculture in vetro tridimensionali e le opere d’arte bidimensionali.
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di Gianfranco Nitti


ROMA - Prosegue fino al 17 settembre a Roma la mostra dell’artista finlandese Markku Piri Vetro & Dipinti, Un finlandese all’Aranciera di Villa Borghese, inaugurata alla presenza dell’Ambasciatore della Finlandia Janne Taalas, dell’artista e della curatrice Ritva Röminger-Czako.
La mostra, che contribuisce alle celebrazioni italiane del Centenario dell’Indipendenza della Finlandia, trova, negli eleganti spazi del Museo Carlo Bilotti, dedicato all’arte contemporanea, la sua cornice ideale, come appare evidente sin dalle prime sale dove antichi elementi architettonici di questa struttura dialogano con le creazioni artistiche di Markku Piri, in una armoniosa fusione di forme e di colori secondo “ideali di bellezza senza tempo”. Promossa dal Comune di Roma, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, servizi museali di Zètema Progetto Cultura e con il patrocinio dell’Ambasciata di Finlandia a Roma.


Vetri, stoffe, serigrafie, dipinti, fotografie: il percorso della mostra si snoda sui due piani del Museo alla scoperta delle novanta opere presenti che comprendono, da un lato, molte creazioni artistiche in vetro, piccole sculture, come pure installazioni di grandi dimensioni, realizzate da Markku Piri con i più rinomati maestri artigiani di Murano, ma anche con gli artisti della cooperativa finlandese Lasismi. Idea portante della mostra è creare un dialogo fra le sculture in vetro tridimensionali e le opere d’arte bidimensionali.


Nel Museo Carlo Bilotti, conosciuto come l’antica Aranciera di Villa Borghese e quindi immerso nel verde del più famoso parco della capitale, è esposta anche una collezione di tessuti e moderni arazzi che Markku Piri, artista noto anche nel campo del design tessile, ha ideato in onore del Centenario dell’Indipendenza della Finlandia, ispirandosi alla natura e al cambiamento delle stagioni, ma anche una serie di fotografie realizzate da Piri che rappresentano la sua visione e la sua passione per il suo Paese natale, ritratto nelle sue molteplici sfaccettature.


Un finlandese all’Aranciera di Villa Borghese è il secondo evento espositivo della mostra itinerante MARKKU PIRI – VETRO & DIPINTI, che dopo Firenze e Roma, in parte con opere diverse per adeguarsi alle caratteristiche dei luoghi espositivi che la ospitano, sarà a Venezia, al Museo del Vetro di Murano.
Markku Piri, designer, scenografo, pittore, poliedrico e prolifico artista finlandese ha realizzato, su invito, numerose mostre personali in gallerie e musei, sia in Finlandia che all’estero, e il tour espositivo The Spirit of Paradise nel 2011 – 2012, che ha interessato le città di Madrid, Barcellona, Lisbona, Berlino e Washington DC.
 
Catalogo Entusiasmo Oy, Polistampa
testi di Leonardo Ferragamo, Janne Taalas, Anita Valentini, Michele Cattadori, Chiara Squarcina, Ritva Röminger-Czako

Markku Piri: http://www.piri-piri.fi/?lang=en
http://www.museocarlobilotti.it/mostre_ed_eventi/mostre/markku_piri_vetro_dipinti

INFO
Info 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) www.museocarlobilotti.it; www.museiincomune.it ; www.zetema.it
Orari:
ma – ve ore 13.00 – 19.00
sa – do ore 10.00 – 19.00
l'ingresso, gratuito, è consentito fino alle 18.30
Promossa dal Comune di Roma,Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

 

Capitale criminale
Sequestrate centinaia di dosi tra hashish e marijuana, oltre ad un ingente somma di denaro frutto della loro illecita attività
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Redazione


ROMA – I Carabinieri di Roma, con il supporto di quelli della Compagnia Speciale, stanno portando avanti da tempo una pianificazione di servizi ad hoc nella zona di piazza Vittorio Emanuele II, cuore pulsante del popoloso e multietnico quartiere dell’Esquilino, finalizzati alla repressione dei fenomeni di illegalità diffusa e di degrado.

In sole 24 ore, i Carabinieri hanno arrestato 5 pusher sopresi in azione nei giardini “Nicola Calipari”, nel dedalo di stradine e di piazze laterali sequestrando centinaia di dosi tra hashish e marijuana, oltre ad un ingente somma di denaro frutto della loro illecita attività.

A finire in manette per mano dei militari della Compagnia Roma piazza Dante sono stati due cittadini del Gambia di 21 e 31 anni, uno della Guinea di 21 anni e uno della Nigeria di 41 anni – tutti nella Capitale senza fissa dimora e con precedenti - sorpresi mentre stavano cedendo dosi a potenziali clienti, a loro volta segnalati all’Ufficio Territoriale del Governo in qualità di assuntori di droghe.

Durante l’arresto del cittadino della Guinea, un Carabiniere della Compagnia Speciale è rimasto ferito all’avambraccio dopo essere stato morso dal pusher al momento dell’arresto. Portato in ospedale, il militare è stato giudicato guaribile in 7 giorni.

Nella stessa giornata, i Carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno acciuffato uno spacciatore di marijuana 23enne del Gambia, nella Capitale senza fissa dimora e con precedenti, che aveva fatto base in piazza Manfredo Fanti. Oltre alle dosi pronte per lo spaccio trovate nelle sue tasche, i militari hanno trovato altre decine di grammi di “cannabis” nell’abbigliamento intimo durante la perquisizione.

Commercio
Il Campidoglio ha approvato il nuovo regolamento per l'esercizio delle attività commerciali e artigianali
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ROMA - Mai più 'negozi-suk' nel centro storico di Roma, con vetrine e ingressi utilizzati come magazzini per l'esposizione delle merci. Stop anche a insegne di cattivo gusto con schermi luminosi e led. Lo promette il Campidoglio che a tal fine ha approvato il nuovo regolamento per l'esercizio delle attività commerciali e artigianali nel territorio della città storica.
"Via libera a precisi criteri di qualità per le attività artigianali e di vendita al dettaglio di prodotti alimentari, con misure per frenare il proliferare dei minimarket - spiega una nota del Comune -.Il regolamento prevede importanti novità per tutelare il decoro e la qualità del commercio nell'area del sito Unesco, dichiarata patrimonio dell'umanità, e in particolare nei rioni del Centro Storico di Roma. A partire dall'entrata in vigore, il provvedimento porterà ad una semplificazione normativa articolata su tre ambiti geografici - città storica, ambito intermedio, sito Unesco"

Il caso
Tre persone scappano da una finestra e si salvano
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ROMA - Una persona è morta in un incendio divampato la scorsa notte in un villino in via Prato della Corte 1.915. A quanto riferito il rogo è divampato poco prima delle quattro per cause ancora in corso di accertamento. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando di Roma con tre squadre, due autobotti, il carro autoprotettori, il funzionario di servizio, nonchè gli agenti della polizia di Stato del commissariato Flaminio Nuovo e delle volanti. Nell’abitazione, a quanto riferito, vie erano quattro persone (due uomini e due donne tutti italiani). Il personale dei pompieri dopo aver indossato le protezioni individuali, ha iniziato l’opera di spegnimento del villino. Delle quattro persone presenti solo tre si sono messe in salvo riuscendo a fuggire da una finestra, una quarta, un uomo nato il 27 ottobre 1946, è deceduto all’interno. A quanto si è appreso, l’uomo, compagno di una delle donne presenti e residente dell’abitazione, aveva problemi di deambulazione è rimasto all’interno ed è stato trovato privo di vita intorno alle 6 quando i vigili del fuoco sono riusciti a domare le fiamme. Indagini sono in corso per far luce sulla vicenda. Sul posto anche la Squadra Mobile e la Polizia Scientifica per i rilievi del caso.

Il caso
Maltrattava la compagna. Un comportamento aggravato dal suo stato di alterazione
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ROMA - Maltrattamenti, violenza sessuale e lesioni nei confronti della compagna, e corruzione di minorenne nei confronti del figlio. Questi i reati ai quali dovrà rispondere, P.F., un medico chirurgo di 55 anni, arrestato dalla Polizia di Stato. Sono stati gli agenti della squadra mobile della Questura di Roma, nell’ambito di indagini coordinate dalla locale Procura, a notificare all’uomo la misura della custodia cautelare in carcere.
L’indagine trae origine dalla denuncia sporta dalla sua compagna che ha riferito agli investigatori una serie di abusi sessuali, lesioni e maltrattamenti, aggravati dall’uso di cocaina e crack, da parte del medico, di cui sarebbe stata vittima da diverso tempo.
Grazie alle indagini effettuate, sono stati raccolti una serie di elementi probatori che hanno confermato quanto riferito dalla parte offesa, ormai stremata dalle continue offese verbali del compagno, dai suoi gesti violenti e dalle sue insolite abitudini sessuali.
All’esecuzione della misura cautelare, ha partecipato anche personale del Compartimento di Polizia Postale Lazio, con il quale si è proceduto al sequestro di materiale informatico, al fine di verificare l’eventuale sussistenza anche dei reati di pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico, al momento esclusi

Capitale criminale
I due con pistola in pugno, dopo aver calzato guanti e passamontagna, stavano per entrare nel negozio
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ROMA - Non c’è due senza tre. Questo devono aver pensato i due rapinatori che, con un’auto appena rubata, pistola in pugno e passamontagna calato sulla testa, erano pronti a rapinare un grande negozio per animali nel quartiere Portonaccio.
A seguirli però, c’erano gli agenti della Polizia di Stato che li hanno ammanettati appena scesi dall’auto.
La prima nota, giunta al 112 Nue nella tarda mattinata di sabato, che segnalava un movimento sospetto nei pressi di un esercizio commerciale dedito alla vendita di cibo per animali, è stata inviata agli agenti del commissariato Prenestino, diretto da Antonio Soluri, che stavano svolgendo un servizio anti-rapina. I poliziotti, hanno così localizzato il veicolo “sospetto” da dove, dopo pochi secondi, sono scesi due uomini che, con pistola in pugno, dopo aver calzato guanti e passamontagna, stavano per entrare nel negozio. Neanche il tempo di chiudere lo sportello dell’auto che, A.A. e M.E., queste le iniziali dei due romani di 41 e 54 anni, sono stati disarmati e arrestati.
La pistola era una fedele replica di un famoso revolver, i passamontagna erano stati ricavati artigianalmente da alcuni pezzi di stoffa e l’auto era stata rubata solo da pochi minuti.
L’arresto odierno, ha permesso di risolvere, almeno in parte, altre 2 rapine subite dallo stesso esercizio commerciale nel mese di giugno. Gli investigatori infatti, grazie ai filmati delle due precedenti rapine, hanno potuto riconoscere in A.A., uno degli autori.
Gli investigatori sono ora al lavoro per chiarire le dinamiche di queste e di altre rapine simili avvenute nella zona.
A.A. e M.E. già noti alle forze dell’ordine per fatti simili, dopo l’arresto sono stati accompagnati a Regina Coeli. 

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