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DISTANZIATORE
Sicurezza
Il sindaco Lorenzon: "Tutti gli occupanti dei locali possono rientrare nelle proprie abitazioni"
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Redazione

 

GENZANO DI ROMA - È arrivata questa mattina la comunicazione di cessato pericolo per i condomini di via Moscato 37 e via Mameli 22-24-26, interessati lo scorso luglio dal crollo di una porzione di solaio. Soddisfatto il sindaco Daniele Lorenzon, in prima linea durante le operazioni di messa in sicurezza e di assistenza delle famiglie residenti nei due edifici: "mi rallegra sapere che tutti gli occupanti dei locali possono rientrare nelle proprie abitazioni. Ho incaricato l'ufficio tecnico di eseguire un sopralluogo di verifica".

Orrore a Roma
La confessione shock: la donna strangolata e poi fatta a pezzi con una sega
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Redazione

 

ROMA - E' stata strangolata con una cintura e fatta a pezzi con un sega e poi con un coltello Nicoletta Diotallevi, i cui resti sono stati trovati ieri in due cassonetti a Roma. E' quanto emergerebbe dai primi accertamenti autoptici eseguiti sul corpo della vittima. Per l'omicidio gli investigatori della Squadra Mobile hanno arrestato il fratello con cui conviveva.

"Erano due mesi che stavo pensando di ucciderla ma il mio è stato un raptus, mi umiliava in continuazione". E' quanto avrebbe affermato nel corso dell'interrogatorio davanti agli inquirenti Maurizio Diotallevi, accusato dell'omicidio della sorella da lui poi fatta a pezzi e gettata in due cassonetti dell'immondizia nella zona di via Flaminia, a Roma. Nel corso del confronto di ieri con polizia e magistrati, l'uomo ha fornito una versione "lucida" di quanto avvenuta nella casa di via Guido Reni il 14 agosto scorso.

Intanto sono stati posti i sigilli alla casa di via Guido Reni, in cui Nicoletta Diotallevi è stata uccisa e fatta a pezzi. L'appartamento al pian terreno, in cui la donna viveva con il fratello, è stato sequestrato quando l'uomo è stato rintracciato dalla polizia per non inquinare le prove. Secondo quanto si è appreso, a giorni ci tornerà la polizia scientifica per un nuovo sopralluogo e verranno effettuati degli esami irripetibili.

Nomade: 'Pensavo fosse addormentata' - "All'inizio ho visto i piedi ed ho pensato che fosse una donna che si era addormentata dentro il cassonetto". E' il racconto di Maria (nome di fantasia), la nomade romena di 39 anni che il giorno di Ferragosto ha trovato in un cassonetto di viale Maresciallo Pilsudski, ai Parioli, le gambe mozzate di Nicoletta Diotallevi, uccisa e fatta a pezzi dal fratello Maurizio. "Per me le gambe - dice ancora agitata - erano state congelate perché nelle buste non c'era per niente sangue, ma non sono certa perché ho avuto paura a toccarle".

Prima l'ha strangolata, poi l'ha fatta a pezzi e gettata in due cassonetti. Il suo unico, flebile, alibi era una denuncia per scomparsa che lui stesso aveva presentato il giorno dell'omicidio, il 14 agosto. Pensava di averla fatta franca Maurizio Diotallevi, il 62enne che ha brutalmente ucciso la sorella, Nicoletta di 59 anni, la notte di Ferragosto. Ad incastrarlo sono state le immagini delle telecamere, che lo hanno immortalato mentre usciva di casa con un grosso sacco nero e poi, nel cuore della notte, mentre gettava qualcosa di voluminoso in un cassonetto del quartiere Parioli a Roma. Dopo dieci ore di interrogatorio è crollato in Questura. "Sì, sono stato io", ha ammesso davanti agli investigatori, che lo hanno arrestato e portato nel carcere di Rebibbia con le accuse di omicidio e occultamento di cadavere. A scatenare la furia dell'uomo, secondo quanto ricostruito, sarebbe stata l'ennesima lite per motivi economici. Le indagini della squadra Mobile hanno preso il via quando una nomade che rovistava nei secchioni ha rinvenuto intorno alle 20 di ieri due gambe di donna tenute insieme da un nastro adesivo all'interno di un cassonetto vicino al galoppatoio di Villa Glori, in viale Pilsudski. Nonostante abbia avuto un piccolo malore, è riuscita comunque a lanciare l'allarme al vicino commissariato. Dalla visione delle immagini delle telecamere di sicurezza di un negozio, gli investigatori sono riusciti a risalire a Diotallevi, ripreso nei video mentre si avvicinava in auto al cassonetto e gettava un sacco. L'uomo è stato così fermato e portato in Questura, dove è stato interrogato. Sarebbe stato lui, secondo quanto si apprende, ad indirizzare i poliziotti ai cassonetti che aveva utilizzato dopo l'omicidio, a due passi dall'appartamento in cui viveva con la sorella. Oltre alle gambe gettate nel cassonetto a viale Pilsudski, l'uomo si è disfatto del resto del corpo in un cassonetto a via Guido Reni, e infine di alcuni abiti ed effetti personali della donna in un terzo bidone in via Pannini. Maurizio e Nicoletta vivevano insieme proprio in via Guido Reni, in un piccolo appartamento al pian terreno, tra una caserma dell'esercito ed una sede della Questura. La sorella era tornata in quella casa, ereditata dal padre ufficiale dell'esercito, nel 2005, in seguito alla morte della madre. Spesso, stando a quanto ricostruito dagli investigatori, i due avevano liti per questioni economiche: a lavorare era solo la sorella e Maurizio le faceva spesso richieste di denaro. L'ennesima discussione il giorno prima di Ferragosto sarebbe stata la causa del delitto. L'omicida avrebbe prima strangolato la sorella e poi utilizzato un'ascia o una sega per sezionare il cadavere e inserirlo in alcuni sacchi della spazzatura. "Mi sento di escludere che dietro questa vicenda possano esserci motivazioni di tipo economiche", il parere dell'avvocato del reo confesso, Gaetano Scalise. Il quartiere è sotto shock. I vicini non riescono ancora a credere a quanto accaduto.

Servizi e cittadini
le foglie hanno già iniziato a seccarsi e il vento le ha fatte depositare a terra creando un effetto autunno
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Redazione

 

GENZANO DI ROMA - Sono in corso gli interventi di pulizia straordinaria e rimozione delle erbe spontanee e di pulizia delle caditoie. Il caldo eccezionale delle ultime settimane ha reso la condizione delle strade e delle aree verdi del territorio ancora più critica: le foglie hanno già iniziato a seccarsi e il vento le ha fatte depositare a terra creando un effetto autunno.
"Questo tipo di intervento rientra nelle iniziative prioritarie per il decoro e la sicurezza della città che stiamo portando avanti - ha spiegato il sindaco Daniele Lorenzon -. Nei mesi estivi spesso le situazioni di degrado urbano si moltiplicano, per questo è necessario il nostro impegno costante per mantenere Genzano sempre pulita".

Il caso
Sfregio a un monumento capitolino
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Redazione

 

ROMA - Nuovo sfregio ad una fontana della Capitale. Questa volta ad esser presa di mira è stata la fontana dei Tritoni in piazza Bocca della Verità, in centro. Ignoti hanno versato nella vasca un notevole quantitativo di olio, contenuto in una tanica da 4 litri di liquido per motori, poi abbandonata sul posto. Sono stati alcuni passanti a segnalare l'episodio, su cui ora indagano i carabinieri del comando Roma Piazza Venezia. Ferma condanna dal Campidoglio, con il vicesindaco Luca Bergamo che ha puntato il dito contro il danno a "un monumento simbolo di Roma". Il personale della Soprintendenza Capitolina e del dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana del Campidoglio ha organizzato il pronto intervento in giornata: è stata svuotata e pulita la vasca. Così, già nel primo pomeriggio, è stato possibile riattivare il flusso idrico e restituire il monumento alla fruizione pubblica.

La sperimentazione
Nuovo sistema per la trasmissione delle fatture. Ecco in cosa consiste
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Redazione

 

GROTTAFERRATA (RM) - Grottaferrata esempio per i Comuni del Lazio sul profilo trasmissione dei dati relativi il pagamento delle fatture cui sono tenute le amministrazioni pubbliche. Il comune dei Castelli Romani guidato da Luciano Andreotti fa infatti parte dei 7 Enti che hanno aderito dal 1° luglio 2017 alla sperimentazione delle procedure di SIOPE+ che sono Regione Lombardia, Provincia di Taranto, Comuni di Canda (RO), Grottaferrata (RM), Mantova, Venezia, e Villasanta (MB).

Ma che cos’è SIOPE+? Si parla nient’altro che del monitoraggio dei tempi di pagamento dei debiti commerciali delle amministrazioni pubbliche attraverso l’integrazione delle informazioni rilevate da SIOPE con quelle delle fatture passive registrate dalla Piattaforma elettronica (PCC) e, in prospettiva, di seguire l’intero ciclo delle entrate e delle spese.


SIOPE+ chiede a tutte le amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, della legge n. 196 del 2009, di:
a) ordinare incassi e pagamenti al proprio tesoriere o cassiere utilizzando esclusivamente ordinativi informatici emessi secondo lo standard definito dall’AgID;
b) trasmettere gli ordinativi informatici al tesoriere/cassiere solo ed esclusivamente per il tramite dell’infrastruttura SIOPE, gestita dalla Banca d’Italia.

Questo nuovo sistema che ha sostituito il vecchio SIOPE consente di acquisire informazioni dagli enti “in automatico”, liberando gli enti dall’obbligo di provvedere alla trasmissione alla Piattaforma elettronica PCC di dati riguardanti il pagamento delle fatture, che costituisce la principale criticità dell’attuale sistema di monitoraggio dei debiti commerciali e dei relativi tempi di pagamento, che richiede la comunicazione, da parte di ciascuna amministrazione pubblica.
Oltre ad acquisire informazioni preziose per la finanza pubblica, SIOPE+ ha un impatto positivo sull’efficienza del sistema dei pagamenti pubblici, in quanto la completa dematerializzazione degli incassi e dei pagamenti migliora la qualità dei servizi di tesoreria, favorisce l’eliminazione di eccessive personalizzazioni nel rapporto ente – tesoriere e renderà meno onerosa per le banche l’erogazione di tali servizi, e più contendibile il relativo mercato.
L’evoluzione da SIOPE a SIOPE+ sarà realizzata attraverso successivi decreti del Ministero dell’economia e delle finanze che, gradualmente, estenderanno i nuovi adempimenti a tutte le Amministrazioni pubbliche. Al momento Grottaferrata è tra i primi Comuni ad aderire alla sperimentazione. 

Cercasi trasparenza
Lazio Ambiente mette in manutenzione uno strumento obbligatorio per legge
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Redazione

 

COLLEFERRO - Lazio Ambiente mette on-line i dati del termovalorizzatore “nell'ottica della trasparenza dell'Azienda nel rapporto con i cittadini”. Peccato però che in realtà i numeri non sono disponibili. Nonostante siano circa 8 mesi che l'impianto non è in funzione non è possibile consultare i dati sulle emissioni registrate nei mesi in cui il termovalorizzatore è stato in funzione. Non è possibile fare una comparazione dei numeri per dire se le emissioni fossero o meno vicine ai limiti di legge o addirittura in calo rispetto gli anni precedenti.
Proprio così, non è possibile conoscere i dati sul sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni in atmosfera (sme) del termovalorizzatore di Colleferro nonostante ben due riferimenti normativi ne prevedano la pubblicazione. Quanto ha inquinato l'impianto? Non è dato saperlo.
E parliamo di ben due riferimenti normativi che invece impongono la pubblicazione dei suddetti dati: il D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 195 per l'attuazione della direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale (GU n. 222 del 23/9/2005; ripubblicato, con note, su GU n. 239 del 13/10/2005) e del D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 sul riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni (GU n. 80 del 5/4/2003).
Oggi 17 agosto 2017, se si clicca su “visualizza le emissioni in tempo reale” c’è scritto “strumento in manutenzione, dati non disponibili”. Forse sarebbe meglio aggiornare la pagina. Se gli impianti non sono in funzione come è possibile consultare i dati in tempo reale? Alla faccia della trasparenza sul sito internet di Lazio Ambiente (www.lazioambiente.it) che ricordiamo essere Società per Azioni con socio unico Regione Lazio.
 

Servizi & cittadini
A Nemi il debito ammonta a quasi 100 mila euro
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Redazione

 

CASTELLI ROMANI (RM) - Sono 20 i Comuni che devono ancora saldare fatture alla società Lazio Ambiente che gestisce i rifiuti e che adesso si trova con l’acqua alla gola. Ai Castelli Romani ci sono Frascati, Colonna e Nemi che risultano avere rate insolute molto alte per un totale di circa 1 milione e mezzo di euro. A Nemi la cifra risulta di quasi 100 mila euro, più precisamente di 99.251,00 (2 rate del 2015 e una di maggio 2017). Frascati deve a Lazio Ambiente 794.508,00 (da dicembre 2016) e comunque l'amministrazione comunale fa sapere di aver programmato i pagamenti delle fatture non ancora scadute secondo la tempistica stabilita, mentre Colonna che è uscito da Lazio Ambiente deve addirittura 642.763,00.


La conseguenza è che il servizio di pulizia e raccolta rifiuti è ai minimi termini
, strettamente ridotto al necessario indispensabile e continua il calvario per i lavoratori che ricevono gli stipendi ogni tanto e non prendono più neppure la quattordicesima.

 

Nemi negli ultimi tempi ha attivato un servizio di monitoraggio e videosorveglianza che dovrebbe dare presto i suoi frutti. Sembrerebbe infatti che stiano arrivando le prime multe ai trasgressori. Sia con le multe che con i soldi che entrano nelle casse comunali dal pagamento della Tari potrebbe essere saldato dunque questo debito che per il piccolo paese delle Fragole signicherebbe tornare ad un servizio a 360 gradi dove anche le strade vengono pulite con regolarità.  

Parioli
Il fratello confessa: spesso litigavano
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ROMA - Si è appena concluso con il fermo da parte del P.M. del fratello della vittima, il mistero delle due gambe ritrovate ieri sera all’interno di un cassonetto in Via Maresciallo Pilsudsky.  Ieri, intorno alle 20, una ragazza che rovistava nei cassonetti, ha trovato due gambe apparentemente di donna legate con del nastro da pacchi.

La ragazza si è rivolta immediatamente alla Polizia di Stato. Gli investigatori della Squadra Mobile, coadiuvati dai colleghi del commissariato Villa Glori e della Polizia Scientifica, hanno subito acquisito alcune immagini di telecamere installate nei pressi del luogo ove sono stati rinvenuti gli arti, dalle quali emergeva che un uomo nella notte tra il 14 e il 15, gettava un oggetto voluminoso nel cassonetto.

Simultaneamente, sono state passate al setaccio le più recenti denunce di scomparsa, tra le quali emergeva quella di una donna di 59 anni di cui non si avevano notizie dal 14.
La donna, Nicoletta Diotallevi, abitava con un fratello poco più grande di lei, in un appartamento del quartiere Flaminio dove i poliziotti hanno rintracciato l’uomo, che fin da subito forniva dichiarazioni contrastanti.
L’uomo, Maurizio Diotallevi di 62 anni, è stato condotto in questura dove è stato sottoposto ad interrogatorio dal P.M. titolare dell’indagine. Dinanzi al magistrato, il Diotallevi ha ammesso di essere l’autore dell’omicidio e del tentativo di occultamento del cadavere, il delitto sarebbe avvenuto per motivi familiari.
Nella tarda mattinata, in un cassonetto di Via Guido Reni avvolti in un sacco è stato rinvenuto il resto del cadavere.
Al termine dell’interrogatorio, il P.M. ha emesso un decreto di fermo che è stato notificato all’indagato e che dovrà essere convalidato nei prossimi giorni da parte del G.I.P. del Tribunale di Roma.

Disservizio
Guasto alla condotta Santa Palomba Colli
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ALBANO LAZIALE (RM) - Quattro giorni senz'acqua per per gran parte dei residenti di Albano. E questa giornata di Ferragosto si prevede ancora emergenza idrica. A confermarlo anche il sindaco di Albano Nicola Marini che scrive: "Acea comunica che, a causa di complicazioni tecniche del guasto sulla condotta "Santa Palomba - Colli" si continueranno ad avere basse pressioni con possibili mancanze d'acqua alle utenze idriche ubicate in zona Rufelli e Cecchina. Il ritorno alle normali condizioni di fornitura idrica è previsto gradualmente entro la serata di martedì 15 agosto, salvo imprevisti.

Al fine di limitare i disagi sono state predisposte 3 autobotti che stazioneranno nei seguenti indirizzi: Via Italia angolo via Spagna. Via del Mare angolo via Roma. Via Nettunense. Per i casi di effettiva e improrogabile necessità è a disposizione il numero 800.130.335". Un grosso disservizio dunque quello subito dai residenti castellani.

Ambiente & Territorio
Virginia Raggi: "Abbiamo garantito l’acqua ai cittadini romani"
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Red. Cronaca


BRACCIANO (RM) - Acea può riprendere la captazione al lago di Bracciano con un ritmo di quattrocento litri al secondo. Questo quanto deciso dal Tribunale superiore delle acque pubbliche che dopo aver respinto, lo scorso luglio, un primo ricorso di Acea ora ha dato ragione all’amministrazione capitolina che aveva impugnato l’atto e sospeso il provvedimento emanato lo scorso 28 luglio dalla Regione Lazio riguardo il bacino lacustre che prevedeva la riduzione della portata a duecento litri al secondo fino a fine agosto e lo stop alle captazioni a partire dal primo settembre. Davanti ai giudici la Regione Lazio ha difeso il provvedimento finalizzato alla tutela del lago di Bracciano, mentre l’amministrazione a guida Raggi ha sostenuto che la riduzione delle captazioni avrebbe causato un danno alla salute dei romani. "Nel bilanciamento degli opposti interessi, appare prevalente quello diretto a scongiurare il rischio di compromissione della salute pubblica - si legge nell'ordinanza del tribunale - atteso che si tratta di un danno certo, imminente e irreparabile. Il danno ambientale derivante dalla sola captazione dell'acqua da parte di Acea si appalesa incerto e non imminente".


Vengono quindi meno i limiti imposti dalla Regione e Acea potrà riprendere il prelievo a quattrocento litri al secondo. “Apprendiamo con stupore la sentenza del Tribunale Superiore delle Acque che  consentirà ad Acea di continuare a prelevare 400 litri secondo anche dopo il primo settembre. - Dichiarano in una nota congiunta i Sindaci di Anguillara Sabazia, Trevignano Romano, Bracciano e i Presidenti del Parco Naturale di Bracciano e Martignano e del Consorzio Lago di Bracciano - Il TSAP, - prosegue la nota -ha dato infatti  ragione in parte al Sindaco di Roma Raggi, sospendendo il provvedimento regionale di mitigazione dei danni nella parte in cui prevedeva il prelievo di soli 2 moduli dal 12 agosto e la cessazione totale del prelievo dal 1 settembre. In pratica il Giudice ha autorizzato il prelievo di 4 moduli senza scadenza, ritenendo però che la Regione possa adottare altri provvedimenti se cambia l'attuale situazione. A questo punto ci aspettiamo che la Regione Lazio compia un ulteriore sforzo  adottando un provvedimento forte e decisivo nei confronti di un territorio che non può piu' permettersi un ulteriore proroga negli emungimenti. Il disastro ambientale oramai e ' sotto gli occhi di tutti e con esso un disagio socio economico senza precedenti per le cittadine lacustri che si ritroveranno un territorio lunare sulle proprie coste. Delusi per questa sentenza che comunque rispettiamo ma avverso la quale siamo pronti ad opporci nella sede competente, come amministrazioni faremo reclamo e continueremo a far valere le nostre ragioni in tutte le sedi istituzionali e giudiziarie ricorrendo anche alla giurisdizione Europea. Lo stop alle captazione - conclude la nota - e' l' unica soluzione che consentirà al lago di sopravvivere e chiediamo con forza al  Presidente della Regione Lazio di emanare una nuova ordinanza a tutela del lago e il suo territorio.”

 

"Abbiamo garantito l’acqua ai cittadini romani - scrive Virginia Raggi sul proprio profilo Fb - e scongiurato che a settembre un milione mezzo di persone restassero senza. Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha infatti accolto il ricorso presentato da Roma Capitale contro l’ordinanza della Regione Lazio che imponeva limiti irragionevoli per le captazioni al Lago di Bracciano.

A settembre quindi nessun rischio razionamento acqua per i romani. È stata sospesa l’efficacia dell’ordinanza regionale che imponeva limiti tra l’altro incoerenti e ingiustificati visti tutti gli interventi portati avanti in questi mesi da Acea sulla rete che hanno ridotto sprechi e generato netti miglioramenti. Con la sospensione del provvedimento l’Acea potrà così continuare a prelevare fino a 400 litri al secondo e dunque garantire un adeguato approvvigionamento idrico alla nostra città. Gli interventi di Acea continueranno fino a non captare più nulla dal lago che rimarrà, quindi, solo un bacino di emergenza, come avrebbe dovuto essere sin dal principio.

Nel frattempo siamo in prima linea per tutelare il Lago di Bracciano. Su questo tema il nostro impegno è massimo. Infatti sin dal mese di maggio scorso, ben prima della improvvisa emergenza dichiarata dalla Regione, la nuova governance di Acea ha fatto partire un fitto controllo sulla rete per trovare perdite occulte e per riparare le tubature. Ad oggi sono stati controllati più di 3mila km di infrastruttura idrica su 5.400 totali: si sono potuti così recuperare 500 litri al secondo di dispersione. Finalmente si è invertita rotta con un piano investimenti sulle reti.

Stiamo verificando anche le captazioni abusive e i pozzi non autorizzati che nel tempo sembrano essere comparsi intorno al lago: chiediamo la massima collaborazione alla Regione, ai comuni di Anguillara, Trevignano e Bracciano e al Consorzio del lago perché la tutela del bacino è responsabilità di tutti. Noi, come abbiamo dimostrato a giugno scorso puntando i riflettori per primi sulla questione Lago di Bracciano, ci siamo."
 

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