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DISTANZIATORE
Il caso
Una situazione definita estremamente grave da parte dell’amministrazione comunale
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di Silvio Rossi

ANGUILLARA (RM) - Un’attività svolta in un locale comunale senza autorizzazioni quella effettuata da un’associazione di cui non si trova traccia sull’albo comunale, perdipiù con servizi rivolti ai minori e pubblicizzata attraverso un gruppo Facebook che fa riferimento ad un Comitato di quartiere di Anguillara.

La vicenda: Nella località di Colle Sabazio, presso la casa comunale, il Comitato di Quartiere 9 in collaborazione con l’associazione Caspelart hanno aperto dallo scorso 19 giugno un centro ricreativo, senza chiedere, a quanto fanno sapere dal Comune di Anguillara Sabazia, alcuna autorizzazione.

Una situazione definita estremamente grave da parte dell’amministrazione comunale
, che ha prima convocato la presidente del comitato in Comune, per manifestare la contrarietà dell’ente a tale iniziativa, e in seguito ha inviato una diffida firmata da tre capi area a interrompere le attività in essere presso la struttura, con minaccia di intervento della forza pubblica in caso di inadempienza. Un’attività che si somma ad altre iniziative, come tornei di briscola, bingo, cene, organizzate nella casa comunale, senza preventiva autorizzazione, senza aver corrisposto all’ente alcun affitto o indennità, senza che queste iniziative siano state discusse nelle assemblee o nei direttivi del comitato, stando a quanto risulta dai verbali pubblicati sul sito dello stesso come da regolamento dei quartieri.

Quest’ultima iniziativa, che può essere vista come concorrenza sleale da parte di coloro che organizzano le stesse attività pagando però un affitto e chiedendo le preventive autorizzazioni del caso, potrebbe prevedere anche il danno erariale per via della mancata riscossione di un affitto per l’uso dell’immobile pubblico. Nel regolamento comunale per l’uso del patrimonio dell’ente locale, infatti, viene previsto, per ogni struttura, il pagamento di una quota, salvo il caso di patrocinio concesso dal Comune di Anguillara ad associazioni iscritte all’albo per iniziative meritevoli.

Per quanto riguarda Colle Sabazio, il comitato di quartiere è autorizzato a svolgere all’interno le assemblee e le riunioni del direttivo, ma non attività a pagamento,
come risulta dalla delibera di giunta numero 123 del 2015 (di dare atto che la presente Deliberazione non prevede la consegna del bene quale sede definitiva, ma si configura come semplice autorizzazione all’uso dell’immobile per lo svolgimento di riunioni del comitato, che si svolgeranno in date da definirsi di volta in volta, secondo necessità).

Ora si chiede, considerando le numerose violazioni che si configurano e l’intervento di ben tre capi area per bloccare un’attività organizzata da un istituto definito, organizzato e facente parte del Comune di Anguillara, come il comitato di quartiere, non sarà il caso di intervenire, per bloccare definitivamente queste situazioni spiacevoli, nell’interesse del Comune stesso e dei suoi cittadini? Si attende un doveroso riscontro da parte del sindaco e dell’assessore competente, nel frattempo, alla notizia del nostro interessamento, è stata la presidente del comitato stesso a farsi viva arrivando a mandare pec/email in cui si diffidava dall’uso delle immagini che dimostrano l’attività svolta, richiesta, quest’ultima, che viola l’articolo 21 della Costituzione. Inviti mandati anche alla direzione di questo quotidiano e privatamente al Presidente di un’associazione di cui l’autore di questo articolo fa parte, il quale ha trovato l’intrusione nella sua vita privata particolarmente fastidiosa e fuori luogo.

 

Il caso
La Giunta aveva dato come indicazione in quell'area non per il sistema di compostaggio, ma per l'isola ecologica a servizio dei cittadini
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CESANO (RM) - "Nonostante gli sforzi degli operai AMA, la raccolta dei rifiuti è ormai un miraggio. La raccolta differenziata, obiettivo raggiunto dopo venti anni nel Municipio XV, non sembra più essere la priorità. Se non bastasse oggi dobbiamo apprendere dai giornali e dalle parole del'Assessore Montanari, che ad Ostia rassicura i cittadini, la proposta di ospitare un impianto di compostaggio in particolare nell'area compresa tra Cesano ed Osteria Nuova, dove per anni abbiamo combattuto per non ospitare gli autodemolitori.
Non vogliamo essere noi quelli che si oppongono alla risoluzione del sistema di trattamento dei rifiuti, ma il modo, la poca chiarezza, la mancanza di informazioni e di trasparenza ci lascia a dir poco perplessi, soprattutto perchè la nostra Giunta aveva dato come indicazione in quell'area non per il sistema di compostaggio, ma per l'isola ecologica a servizio dei cittadini, a supporto della raccolta differenziata e per il ritiro di rifiuti ingombranti. Se da una parte siamo consapevoli che ormai non possiamo più pretendere niente dal Movimento 5 Stelle, per la nullità delle proposte, dell'azione e della presenza, dall'altra chiediamo la fine di questa supponenza amministrativa supportata da una incompetenza ormai acclarata, ma soprattutto, per questioni di tale rilevanza, chiediamo chiarezza nelle scelte, partecipazione e coinvolgimento dei cittadini. L'ora degli slogan è finita e dopo un anno chiediamo il rispetto dei cittadini e del lavoro fatto con fatica nei tre anni passati". Lo comunica Daniele Torquati Capogruppo Pd XV Municipio.

Il caso
Marcello Giuliacci: " Noi vogliamo mettere la parola fine definitiva a questa storia"
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di Simonetta D'Onofrio

 

Scenario incredibile, ma purtroppo possibile. Non solo. Altre aree, oltre a quella di Pizzo del Prete, potrebbero diventare un “boccone goloso” per raccogliere i rifiuti di Roma Capitale. L’altra settimana a scendere in piazza e a protestare contro la decisione della Città Metropolitana, che individuava in “Pizzo del Prete” una delle zone bianche per il trattamento dei rifiuti di Roma, sono stati tanti cittadini e i comitati. Con lo slogan “MOBASTA” hanno organizzato una protesta a Torre in Pietra, attirando l’attenzione mediatica della politica e soprattutto dei cittadini, insieme uniti per dire “NO” a un possibile nuovo scempio ambientale . Ma quali le conseguenze dirette sul territorio situato tra Fiumicino e Cerveteri? Ci saranno problemi nell’area? Per saperne di più sull’argomento e avere aggiornamenti precisi abbiamo intervistato Marcello Giuliacci, uno degli organizzatori della manifestazione di sabato scorso, da anni accanto ai cittadini per dire che non c’è un minuto da perdere per dire “No” alla monnezza di Roma.


È trascorsa una settima dalla mobilitazione a Torre in Pietra, dove si protestava contro la nota inviata da Città Metropolitana di Roma Capitale avente in oggetto “Individuazione delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento rifiuti”; che prevede in Pizzo del Prete un’area possibile. Ci può fare in estrema sintesi il punto della situazione attuale? A seguito della manifestazione cosa avete ottenuto?

La manifestazione ha avuto due risultati, oltre a quello di informare la popolazione, il primo far capire a TUTTI, Città Metropolitana e regione Lazio che si parla di territori da tutelare, dove insistono attività agricole, paesaggi di pregio, centri abitati, e persone che non consentiranno mai uno scempio di quest’area, il secondo, aver sollecitato l’intervento nel dibattito del Comune di Roma. Il Presidente della commissione ambiente del comune di Roma nel suo intervento ha ribadito che l’amministrazione capitolina non ha intenzione di chiudere il ciclo dei rifiuti con discariche ed inceneritori, ha ribadito che Roma farà i suoi impianti all’interno del territorio comunale, ha convenuto che questa lettera della città metropolitana deve essere ritirata, che questo territorio va tutelato e che quindi il comune stesso si attiverà in questo senso verso la città metropolitana

Oltre a Pizzo del Prete, nella cartografia vengono individuati altri punti nel territorio, adatti per lo smaltimento dei rifiuti. Ci può dire quali sono?

Pizzo del Prete fa parte di alcune aree nei comuni di Cerveteri e Fiumicino, queste aree indicate come prive di vincoli assommano a oltre 2.500 ettari, ma ci sono altre due zone nel comune di Roma, la prima a qualche km da Ponton dell’elce e Tragliatella, la seconda a qualche km da Testa di Lepre, sono nel comune di Roma. C’è poi un’altra area tra Magliano Romano e Rignano Flaminio.

Queste aree sono già intaccate da altri scempi ambientali, come la presenza delle cave diffuse nei punti segnalati. Secondo lei perché in questi punti indicati nella planimetria non c’è stata nessuna mobilitazione?

Questa lettera della Città Metropolitana purtroppo non è conosciuta da molti. In particolare è da rimarcare che proprio la presenza di cave dismesse, assieme ad altri, è uno dei fattori preferenziali alla localizzazione di impianti di trattamento rifiuti (le cave si riempiono). E ce ne sono parecchie indicate su questa mappa, non ce ne sono all’interno della zona bianca di Cerveteri e Fiumicino ma ce ne segnate alcune nei comuni limitrofi, Bracciano ed Anguillara, ma a anche nel comune di Roma sempre a qualche km da Ponton dell’Elce e Tragliatella.

Se fosse realizzato un impianto a Pizzo del Prete, ci sarebbe una compromissione del comparto agricolo? Quali azioni state portando avanti per la tutela della filiera dell’orto-frutta?

Stiamo collaborando ovviamente con le aziende agricole locali che condividono la nostra protesta e con le organizzazione sindacali di categoria. In particolare con la CIA e la COLDIRETTI che hanno aderito alla manifestazione, la CIA ha anche indicato con un documento dettagliato quali sarebbero i danni economici nel caso in cui questi progetti andassero avanti. Parliamo degli orti di Roma.

Come organizzatori della protesa avete invitato ufficialmente i sindaci dei comuni limitrofi. Vi hanno sostenuto?

Oltre alle amministrazioni di Cerveteri, Fiumicino, Ladispoli che hanno aderito alla manifestazione, avevamo invitato anche la Sindaca Raggi sia in qualità di Sindaco di Roma sia in qualità di Sindaco della Città metropolitana. Avevamo anche invitato le amministrazioni dei comuni limitrofi vicini alla zona bianca di Cerveteri e Fiumicino, dove come abbiamo detto ci sono cave dismesse evidenziate sulla mappa stessa ma non hanno risposto all’e-mail di invito e comunque non si sono presentate.

Pizzo del Prete non vuole essere una nuova “Cupinoro”, lasciata in eredità nel territorio. Quali sono i prossimi provvedimenti che porterete avanti?

Non appena saremo in possesso di tutti i documenti di controdeduzioni ci muoveremo chiedendo incontri con la Città Metropolitana e la Regione Lazio, perché noi vogliamo mettere la parola fine definitiva a questa storia. Abbiamo quelli dei Comuni interessati, che sono molto precisi e circostanziati, poi è arrivato il parere negativo della Sovrintendenza Etruria Meridionale che sancisce definitivamente i vincoli mancanti sulla cartografia delle zone in questione e procedere per rivendicarli. E’ comunque da rimarcare che se la Città Metropolitana prima di scrivere questa lettera avesse consultato ed incrociato le carte del PTPG provinciale e del PTPR, avrebbe constatato senza alcun problema l’assenza di zone bianche. Ovviamente nel breve ci aspettiamo che come dalle dichiarazioni del Presidente Diaco la Città Metropolitana trovi il modo di ritirare/superare la lettera che ha inviato alle amministrazioni, pronti a scendere nuovamente per strada se tutto questo non avvenisse, se Città Metropolitana e Regione Lazio non affrontassero il problema in tempi rapidi per come l’abbiamo sottoposto alla loro attenzione. E deve essere l’ultima volta che parliamo di Pizzo del Prete e dintorni.

Da ciò che abbiamo appreso la situazione ancora non è del tutto compromessa. Molti sono i motivi per abbandonare definitivamente il proposito di portare i rifiuti nella zona interessata dalle proteste. Vincoli archeologici, paesaggistici, problemi per le preziose colture del luogo, per la presenza di centri abitati, fanno sperare i manifestanti che la loro protesta possa avere successo. Ma come ricordano gli organizzatori, per rendere efficace la lotta, bisogna che tutte le parti in gioco collaborino per dire No ai rifiuti. Non è pensabile che, se i centri del litorale stanno dimostrando la loro attenzione, con la presenza ai presidi di sindaci e assessori, non si può dire altrettanto per i comuni più interni, come Anguillara e Bracciano che, seppure interessati direttamente dalle conseguenze di un eventuale impianto di conferimento, non adottano gli stessi comportamenti.
Sembra che gli amministratori, e alcune realtà organizzate del territorio, siano colpiti dalla sindrome della "Bella Addormentata" (o di Kleine-Levine), che determina lunghi periodi di narcolessia a chi viene colpito. A differenza della favola di Perrault, dove la ragazza colpita dal sonno si risveglia grazie al bacio di un Principe azzurro, il rischio, come ci viene suggerito da qualche cittadino, è che queste persone si desteranno solo il giorno in cui al loro fianco sorgerà un maleodorante deposito di rifiuti cittadini.

 

La seduta
Nominata anche la commissione elettorale con una votazione inattesa
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di Chiara Rai

 

NEMI (RM) - Consiglio Comunale insediato a Nemi con Alberto Bertucci che ha giurato fedeltà alla Costituzione “per la candidabilità ed eleggibilità del sindaco”. Nominata anche la commissione elettorale con una votazione inattesa: tre voti a Tersigni, 3 a Ibba, e 2 a Frison. Cortuso con due voti non è rientrato tra i componenti effettivi ma in quelli supplenti insieme alla neo eletta consigliere di minoranza di “Ricomincio da Nemi” Patrizia Corrieri. Qualcuno ha votato dunque la nomina del consigliere di Insieme per Nemi Tersigni che è così rientrato in commissione elettorale.

 

Il sindaco in apertura seduta ha fatto un escursus su quelli che ritiene essere stati degli obiettivi raggiunti e sui futuri propositi della coalizione di maggioranza. Bertucci, già assessore alla Scuola e vicesindaco durante la giunta Cocchi, ha detto che nel quinquennio appena trascorso è riuscito a rimettere in sesto un “paese ereditato in una condizione di emergenza” e di aver attributo a Nemi un nuovo volto con una rivisitazione della vocazione turistica accrescendo di fatto la qualità della vita dei cittadini.


Purtroppo il sindaco, nonostante la nostra richiesta di poter scattare foto e/o anche effettuare video durante il consiglio comunale, non ha consentito alla nostra testata di poter fare fotografie o utilizzare strumenti propri della professione giornalistica ma ha delegato tutta l’attività al proprio ufficio stampa. Una azione che non mostra la dovuta attenzione ai principi contenuti proprio nella Costituzione, come quello sulla libertà di stampa ed espressione, sulla quale il primo cittadino ha giurato.


Parlando di lavori strategici il rieletto sindaco ha fatto riferimento ancora una volta agli “imponenti” interventi di messa in sicurezza dei costoni e messa in sicurezza delle strade a nord e sud del Paese (ndr. Il riferimento è ai lavori sulle strade provinciali effettuate dalla Città Metropolitana di Roma Capitale) tunnel e viadotti ma anche via Nemorense e la ormai nota messa in sicurezza della Nemi – Lago avvenuta ormai nel 2012. I lavori di messa in sicurezza che negli ultimi due mesi sono entrati in gran fermento sono stati possibili, ha ricordato il primo cittadino, grazie all’interessamento del consigliere metropolitano Giovanni Libanori, neo eletto consigliere comunale di maggioranza con delega al Bilancio e Ufficio Stampa.


Un altro punto di cui ha parlato il sindaco Bertucci è stato l’isola ecologica che verrà presto realizzata e per cui, a suo dire, è stato già ottenuto un finanziamento (ndr ma non si conosce l’importo ne l’ente finanziatore e tantomeno dove verrà realizzata l’isola ecologica).

 

Poi un cenno ai “disagi urbanistici” del centro canoa nella Valle del lago di Nemi: “Abbiamo un progetto approvato dal Coni – ha detto Alberto Bertucci – che ha riconosciuto l’interesse come centro sportivo ed è previsto anche un finanziamento. Finalmente il centro canoa potrà aprire nella piena regolarità e legalità”. Nessuno, però, ha fatto cenno a tutti gli strumenti, ai pedalò, barche e quant’altro che in questi anni di chiusura del centro lasciato in abbandono, sono stati oggetto di totale razzia.


Altri temi sono stati affrontati come la installazione di un sistema di videosorveglianza che serva da deterrente contro gli atti vandalici, la metanizzazione delle zone sprovviste, la manutenzione e pulizia dei sentieri grazie anche all’enorme contributo di cittadini volontari la riapertura dei bagni pubblici e la prossima convocazione di incontri per poter intercettare fondi europei finalizzati alla valorizzazione della Valle del lago che, tra l’altro, verrà interessata da una prossima realizzazione di una pista ciclabile. Infine una digressione sulla via Francigena non troppo puntuale nei cenni storici e di conoscenza dell’antico percorso.

 

Degno di apprezzamento il discorso del consigliere di opposizione Carlo Cortuso (Ricomincio da Nemi) il quale si è congratulato con il sindaco e con i consiglieri auspicando che le intenzioni di cui ha parlato il sindaco si concretizzino davvero e che non succeda quello che è accaduto in questi ultimi cinque anni dove poco o nulla è stato fatto dalla giunta Bertucci se non negli ultimi due mesi alla soglia del voto. Cortuso ha anche invitato il sindaco a non ricorrere continuamente alla dinamica di chiamare in causa le vecchie amministrazioni visto che ci sono soggetti che da almeno 20 anni siedono in Consiglio comunale e comunque di addossare tutte le responsabilità al passato. Cortuso ha detto senza se e senza ma che insieme a Patrizia Corrieri sono pronti a “fare una opposizione seria” e attenta anche cercando di dare un contributo in alcune situazioni come lo Sprar dove Ricomincio da Nemi è disposto a contribuire con competenze e corretta informaione.

 

Sul discorso della raccolta differenziata il consigliere Cortuso è stato categorico: “Saremo severi nelle tempistiche con la speranza che questa della prossima realizzazione non diventi una leggenda metropolitana”. Non disposto a compromessi e o complicità neppure rispetto l’argomento cementificazione: “La costringeremo a governare bene”, la chiusura di Cortuso.

 

Il consigliere di Insieme per Nemi Stefano Tersigni non ha inteso sviscerare alcun punto di cui ha parlato il sindaco ma si è limitato a ribadire più volte la sua intenzione di intavolare una opposizione costruttiva e propositiva. Intenti visibilmente ben accolti dalla maggioranza. Certamente l’atteggiamento di Tersigni è stato nettamente ben diverso nell’impostazione da quello dell’ex consigliere ed ex sindaco Cinzia Cocchi che in ogni seduta di consiglio comunale ha sempre fatto opposizione in maniera netta senza troppe “proposte” ma certamente limitandosi a non ostacolare la maggioranza su temi di interesse generale per la cittadinanza come ad esempio la scuola.

 

Si è dunque respirata un’aria di cambiamento in Consiglio Comunale ma è presto per mettere nero su bianco un qualsiasi tipo di critica in proposito.

 

Edy Palazzi è stata confermata Assessore e Vicesindaco con deleghe alla Cultura, al Turismo e ai Gemellaggi, Pietro Pazienza Assessore con deleghe al Commercio, Protezione Civile e Pubblica Illuminazione, Giovanni Libanori: Assessore Lavori pubblici, Ufficio stampa, Bilancio e Relazioni esterne, Gianni Ibba: Assessore a Personale, Viabilità, rapporti con società Acea e Lazio Ambiente, servizi cimiteriali, gestione patrimonio immobiliare, Elio Frison: Agricoltura e viabilità rurale, Calro Massa: Sport, Rapporti con il parco regionale, Lorenzo Cavaterra: Sicurezza sul lavoro e politiche giovanili. Infine il sindaco ha augurato buona serata a tutti i cittadini e non.


 

Amministrazione
Dopo la convalida all’unanimità dell’elezione del sindaco e dei consiglieri comunali proclamati lo scorso 11 giugno, si è proceduto all’elezione del Presidente del Consiglio Comunale: Marta Toti
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Red. Cronaca

 

CASTEL GANDOLFO (RM) - Oggi, 23 giugno, alle ore 12,00 si è svolta nell’Aula Consiliare del Comune di Castel Gandolfo si tenuta la prima seduta del Consiglio Comunale del secondo mandato del sindaco di Milvia Monachesi.  “Oggi viviamo in un momento molto delicato, non solo a Castel Gandolfo e in Italia, ma in tutto il mondo - ha ricordato il sindaco Monachesi durante il suo intervento - e questo richiede un maggior senso di responsabilità da parte di ognuno. Nei cinque anni precendenti abbiamo cercato di costruire una rete, dando valore al quel senso di appartenenza alla castellanità, per costituire un volano di sviluppo per la nostra comunità e in tal senso proseguiremo. Come nei cinque anni appena trascorsi, il nostro Comune resterà aperto a tutti e saremo sempre disponibili con chiunque vorrà presentare consigli e proposte costruttive per il bene comune”.

Dopo la convalida all’unanimità dell’elezione del sindaco e dei consiglieri comunali proclamati lo scorso 11 giugno, si è proceduto all’elezione del Presidente del Consiglio Comunale, carica che è stata affidata alla consigliera di maggioranza Marta Toti.

I consiglieri comunali hanno preso atto della nomina dei componenti della Giunta, nella quale, come ha ricordato il neo eletto presidente Marta Toti, “nessuno dei due sessi è rappresentato in quota inferiore del 40% così come stabilito dall’art. 1, comma 137, della Legge n. 56/14”.

Cristiano Bavaro ricoprirà la carica di vicesindaco e di assessore all’urbanistica, Alberto De Angelis sarà assessore ai servizi e manutenzione, demanio e patrimonio, protezione Civile, personale e viabilità e trasporti. Alessia Bruni ricoprirà la carica di assessore ai lavori pubblici, mentre il neo eletto Bruno Camerini è stato nominato assessore alle attività produttive e commercio, al turismo e alla cultura.

Il sindaco, al fine di assicurare una maggiore funzionalità e una maggiore programmazione, ha inoltre assegnato ai consiglieti di maggioranza le seguenti deleghe che, ai sensi dello statuto, rivestono unicamente un carattere di tipo collaborativo e organizzativo:

Francesca Barbacci Ambrogi ai servizi sociali, alla partecipazione democratica e alle politiche giovanili; Tiziano Mariani alla scuola; Emanuela Cerino avrà la delega alla valorizzazione e sviluppo del Lago.

Francesca Barbacci Ambrogi ricoprirà anche la carica di capogruppo di maggioranza per la lista Insieme con Milvia Sindaco, mentre per la minoranza Paolo Gasperini sarà il capogruppo per il Movimento Aurora con Paolo Gasperini e Paolo Belli sarà il capogruppo per il Movimento 5 Stelle.

Nominata anche la Commissione Elettorale Comunale che sarà composta dai consiglieri di maggioranza Francesca Barbacci Ambrogi e Tiziano Mariani e dalla consigliera di minoranza Sara Lumanca. Nominati come supplenti della commissione Emanuela Carino e Alberto De Angelis per la maggioranza e Paolo Belli per la minoranza.

Per il rinnovo in seno alla Commissione Consiglieri Revisione elenchi Giudici Popolari il consiglio comunale ha deliberato che l’elezione di Emanuela Cerino per la maggioranza e Paolo Belli in rappresentanza della minoranza.

Il consiglio ha approvato all’unanimità gli indirizzi per la nomina e designazione rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende ed Istituzioni. Infine, è stato deliberato dai consiglieri la nomina dei componenti della Commissione Consiliare Permanente: Emanuela Cerino e Tiziano Mariani per la maggioranza e Tiziano Nutile per la minoranza.

Il consiglio comunale si è concluso con il ringraziamento da parte della Presidente Toti delle forze dell’ordine per quanto concerne la sicurezza e dei cittadini che hanno partecipato numerosi a questa prima seduta, aggiungendo che “faremo in modo che si garantisca la maggior partecipazione della cittadinanza anche con formule alternative”.

Il caso
Nulla di fatto dopo aver avuto dal Comune di Marino grandi rassicurazioni su una rapida soluzione nel reperimento della nuova sede
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MARINO (RM) - Su tutte le furie Il Comitato di Gestione Centro Anziani Cava dei Selci orfano di sede. In una nota i membri raccontano come è andata: "Il Centro diurno per Anziani di Cava dei Selci, che rappresenta dal 1989 un forte punto di riferimento per la comunità locale, non si vuole rassegnare ad un futuro di incertezze.
Esattamente un anno fa, al fine di reperire nuovi spazi da dedicare alle attività scolastiche dell’adiacente scuola per l’infanzia, siamo stati invitati dal Comune di Marino a liberare i locali e a riconsegnare le chiavi al settore Patrimonio, senza alcuna indicazione su eventuali locali di trasferimento del Centro stesso (così come da diritto ex art.4 del Regolamento dei Centri diurni per Anziani del Comune di Marino, Deliberazione del Consiglio Comunale n. 54 del 31.10.2012).
Ricordiamo che tale iniziativa ha prodotto presso la comunità locale grande stupore e sdegno, fino ad ingenerare forme di protesta pacifiche che hanno visto la partecipazione degli iscritti del Centro insieme ad abitanti del luogo, con grande attenzione della stampa locale, ma anche nazionale (Il Messaggero).
Ricevuta l’intimazione dell’immediato rilascio dei locali ad opera della Polizia Locale, dopo aver avuto dal Comune di Marino grandi rassicurazioni su una rapida soluzione nel reperimento della nuova sede, il 26 giugno 2016 abbiamo riconsegnato le chiavi al Dirigente Area I, con l’accordo di lasciare almeno temporaneamente ingombri ed oggetti all’interno dei locali, non sapendo appunto dove poterli portare. Adesso basta. È passato un anno e noi siamo ancora senza soluzione. Basta parole, basta promesse: adesso è il momento che l’amministrazione agisca chiaramente, concretamente ed in tempi certi e brevi.
Non possiamo più aspettare e metteremo in campo ogni possibile azione tesa a vedere finalmente rispettati i nostri diritti, ad oggi pesantemente lesi".

Ambiente & Territorio
Autorizzato il conferimento di traversine frantumate e pietrisco ferroviario nella cava di Area Basalti
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di Silvio Rossi

 

ANGUILLARA (RM) - Un deposito di rocce e materiale di risulta ferroviario occuperanno l’area della cava di Area Basalti in località Quarticillo, nei pressi della Braccianese nel territorio del Comune di Anguillara Sabazia. Così come alcuni cittadini hanno segnalato già anni fa, quando la lotta contro le cave in zona ha avuto inizio, il problema delle estrazioni di materiale basaltico non è legato solamente alle esplosioni, all’aumento di trasporto pesante, alle polveri sottili generate dalle lavorazioni. Le cave lasciano dei “buchi” nel terreno, che in qualche modo devono essere riempiti, e in una situazione dove l’emergenza rifiuti sta attanagliando i centri urbani grandi e piccoli, a partire dalla capitale, il rischio che questi crateri possano essere visti come ottimo alloggiamento per risolvere, almeno temporaneamente, il problema, non è certo una fantasia giornalistica.


La riprova che l’allarme era reale, è la determinazione regionale, con cui si autorizza il conferimento, nell’area della cava, di residui di materiale ferroviario (pietrisco e traversine in cemento) e rocce, per una disponibilità di quasi duecentomila tonnellate l’anno. Sebbene si tratti di materiali prevalentemente inerti, la preoccupazione espressa da alcuni residenti del quartiere è doppia. Da una parte ci si fida poco dell’effettivo rispetto di quanto stabilito nella prescrizione, che prevede solo l’uso di materiali considerati senza sostanze pericolose. Infatti sia nel pietrisco ferroviario che nelle rocce esistono due tipologie di codici CER (Catalogo europeo dei rifiuti), che prevedono la differenziazione tra rifiuti con sostanze pericolose, nel caso dei pietrisco, ad esempio, sono rilevabili, specialmente nello smantellamento di vecchie linee, presenze di materiali amiantiferi. Anche laddove sia comunque rispettata l’indicazione dei materiali, la frantumazione delle traversine (per cui è previsto un impianto specifico), e la movimentazione del pietrisco non sono esenti dalla generazione di polveri sottili che verranno rilasciati nell’ambiente. Ma il problema più grande, indipendentemente dagli accorgimenti che possano essere adottati nel caso specifico, è il principio per cui cave che vengono autorizzate vicino alle abitazioni (sono presenti nei dintorni dell’area gli abitati di Ponton dell’Elce e Colle Sabazio) diventino un invaso idoneo al conferimento di rifiuti, per cui il rischio è che l’autorizzazione odierna possa diventare il cavallo di Troia per ospitare ben altri tipi di rifiuti portati dalla capitale, dove la differenziazione dei residui è un concetto ben lontano dall’essere stato metabolizzato dalla cittadinanza.

Il caso
A quanto ricostruito dagli investigatori, il padre del bimbo ieri sera, intorno alle 20, stava effettuando dei lavoretti nel giardino della loro abitazione a Guidonia
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GUIDONIA (RM) - Tragedia a Guidonia, vicino Roma. Un bambino di 5 anni si sarebbe arrampicato su un muretto nel giardino di casa quando un vaso gli è caduto addosso. Il piccolo è stato portato all'ospedale Pertini di Roma dove è deceduto in seguito a un trauma cranico.
Il bambino era in giardino con il papà. A quanto ricostruito dagli investigatori, il padre del bimbo ieri sera, intorno alle 20, stava effettuando dei lavoretti nel giardino della loro abitazione a Guidonia, vicino a Roma, quando il piccolo si è arrampicato su un muretto. Probabilmente a un certo punto ha perso l'equilibrio e stava cadendo così si sarebbe aggrappato a un grosso vaso in muratura che si è staccato cadendogli addosso. Inutile la corsa in auto dei genitori all'ospedale Pertini di Roma. Il bimbo è deceduto in seguito a un trauma cranico

L'Operazione
23 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di appartenere a due distinte associazioni per delinquere finalizzate all’estorsione, l’usura, il riciclaggio
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ROMA - Nelle province di Roma, Napoli, Milano e Pescara, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, nel corso di una operazione condotta anche con la partecipazione dei Finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria di Roma, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP presso il Tribunale di Roma su richiesta della locale DDA, nei confronti di 23 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di appartenere a due distinte associazioni per delinquere finalizzate all’estorsione, l’usura, il riciclaggio, l’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, e il fraudolento trasferimento di beni o valori.
Decine le perquisizioni, tuttora in corso, e un decreto di sequestro di beni emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica – DDA di Roma che i Carabinieri ed i Finanzieri stanno eseguendo con il sequestro di esercizi commerciali (bar, ristoranti, pizzerie e sale slot), immobili, rapporti finanziari/bancari, auto e moto, società, quote societarie.
La maxi-operazione scaturisce da un’indagine dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma, convenzionalmente denominata “Babylonia”, riguardante due sodalizi criminali in vertiginosa crescita sul territorio capitolino, con base a Roma e Monterotondo (RM).

Cronaca
Arrestato un colleferrino e denunciato un velletrano
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VELLETRI (RM) - 19 mila euro in contanti, 680 grammi di mannite, diverse dosi di hashish e di cocaina, 2 piante di “maria” alte circa 30 cm. e diverso materiale per il confezionamento.
Responsabili, due giovani incappati in una pattuglia mista composta da agenti della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria, nel comune di Lariano.
I due, viaggiavano a bordo di un’ utilitaria, quando sono stati fermati dagli agenti del commissariato di Velletri e dagli agenti dei Nuclei Investigativi Centrale e Regionale.
Con una mossa repentina, l’autista della macchina ha provato a disfarsi di un involucro gettandolo a terra; gesto non passato inosservato ai poliziotti che, immediatamente lo hanno recuperato, verificando contenere dosi di cocaina.
Dopo i primi accertamenti, i due giovani sono stati accompagnati negli uffici di Polizia di Velletri per le ulteriori verifiche.
I controlli sono scattati anche presso le abitazioni di entrambi, con il prezioso ausilio del cane antidroga della Polizia di Stato “Condor”, dove è stata ritrovato altro stupefacente.
Al termine degli accertamenti, il passeggero - M.A. di 27 anni - è stato arrestato, mentre l’autista - F.M. di 31 anni - è stato denunciato. 

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