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DISTANZIATORE
Fiamme nel Lazio
Silvestroni: "Approfondirò la questione nelle opportuni sedi e qualcuno questa volta dovrà darmi una risposta"
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Redazione


Castelli Romani e Tivoli (RM)
- Fiamme tra Albano, Ariccia e Castel Gandolfo. Paura nei pressi del famoso Hotel Miralago che si è riempito di fumo proveniente dai focolai che si sono riaccesi nel pomeriggio di lunedì 7 agosto 2017 dopo che nella giornata di ieri era stato domato un grosso incendio.

"Guardo con molta preoccupazione la gestione delle emergenze nel territorio di Albano Laziale. - Commenta a caldo il capogruppo di FdI-AN alla Città Metropolitana di Roma Capitale Marco Silvestroni nonchè Consigliere di opposizione al Comune di Albano Laziale - Mi riferisco - prosegue Silvetsroni - nello specifico a quanto accaduto in occasione del grave incendio che ha messo in pericolo persone e immobili al Miralago. Solamente qualche mese fa ho presentato una interrogazione con i colleghi di FDI per conoscere la situazione strutturale ed operativa della nostra protezione civile ricevendo solo fumose e formali risposte, Quanto si osserva oggi è, invece, ancora più preoccupante se penso che ieri , in una situazione di così grave emergenza, abbiamo visto intervenire solamente uno sparuto gruppo di operatori, comunque da encomiare. Voglio sapere dal Sindaco se veramente la forza su cui possiamo contare per gestire le emergenze è composta da circa cinque persone! Se queste sono le dimensioni del nostro gruppo di protezione civile di chi è la responsabilità? Il Sindaco dica con chiarezza se è ancora interessato ad un gruppo che sotto la nostra amministrazione aveva raggiunto un numero di operatori volontari considerevole e che oggi si riduce ad una manciata di persone mal gestite e con scarsa conoscenza delle procedure! Possibile che la nostra autobotte così importante in queste situazioni non è disponibile? Gli altri mezzi a nostra disposizione a cosa servono se non ci sono operatori in grado di utilizzarli? Possibile che la protezione civile debba ancora occupare locali pericolanti e fatiscenti? Approfondirò la questione nelle opportuni sedi - conclude il Capofruppo di FdI-AN - e qualcuno questa volta dovrà darmi una risposta. La protezione civile di Albano non può essere ridotta ad una esibizione per le fiere di paese ma deve ritornare a prendere il ruolo che merita!"


Ma i roghi non hanno smesso di essere protagonisti nell’hinterland della Capitale.
I corpi di due donne, un'anziana e una giovane donna, sono stati trovati dai vigili del fuoco in una piccola costruzione all’interno di un terreno dove è in corso un vasto incendio scoppiato nei pressi di Tivoli, in provincia di Roma. I vigili del fuoco stanno operando sul posto con diverse squadre e un Canadair. Alcune case, la zona è un'area periferica di Tivoli piena di villette, sono state evacuate senza che il rogo arrivasse a lambirle. L'abitazione delle due vittime, nuora e suocera, si trova in via dei Monti Lucretili 32 posizionata tra gli alberi interessati dall'incendio. La polizia sta indagando sull'episodio anche per accertare l'esatta causa dei decessi.

Il caso
Comitato Difesa Lago Bracciano: “Ricorso Roma Capitale avverso ordinanza atto gravissimo”.Minnucci: "Una vergogna"
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Redazione


BRACCIANO (RM)
- Roma Capitale non è assolutamente d'accordo con il fatto che venga interrotta la captazione dell'acqua nel lago di Bracciano. Si tratta di un ricorso presentato in via cautelare dalla Raggi contro l’ordinanza emanata dalla Regione Lazio lo scorso venerdì. A spiegare meglio il caso è il Comitato Difesa Lago Bracciano con una nota. Eccola: "Un atto gravissimo del quale daremo contezza all’autorità giudiziaria. Il comitato per la tutela del bacino lacuale di Bracciano e Martignano comunica di aver ricevuto in notifica l’impugnazione da parte di Roma Capitale dell’ordinanza della Regione Lazio che stabilisce, in parziale dietrofront rispetto alla prima ordinanza di interruzione totale originariamente prevista per la mezzanotte del 28 luglio scorso, un regime di progressiva diminuzione della captazioni Acea dal lago di Bracciano fino all’interruzione totale dal 1° settembre.


E’ istituzionalmente gravissimo che Raggi non agisca quale Presidente della Città Metropolitana di Roma o come presidente della conferenza dei Sindaci dell’ATO 2 ma come sindaco di Roma Capitale e quindi nella sua veste di azionista di maggioranza di Acea spa e quindi di Acea Ato 2 spa.

Non accettiamo che il futuro del lago di Bracciano venga sacrificato a logiche di potere e di profitto. La presa di posizione della Raggi, che agisce come sindaco di Ente azionista di maggioranza di Acea, ne è la più chiara dimostrazione.

Riteniamo serie inoltre le responsabilità nella vicenda della Regione Lazio. L’ordinanza del 27 luglio della quale oggi Raggi chiede la sospensione - come correttamente intuito anche dall’ex procuratore Capo della Repubblica di Civitavecchia Gianfranco Amendola in articoli di stampa – appare a nostro giudizio contraddittoria, inutile e potenzialmente pericolosa. Contraddittoria perché la stessa fa leva sulle mai dimostrate necessità di turnazioni che Acea ha usato come minaccia. La necessità di tale turnazione è sconfessata da Acea stessa che comunica alla Regione di avere fonti alternative addirittura superiori a Bracciano ed è stata smentita dalla Regione stessa con l’adozione della prima ordinanza. Inutile perché non prevede alcuna sanzione ad un eventuale inadempimento. Pericolosa perché lascia il controllo ad Acea, il cui vertice è oggi indagato dalla Procura di Civitavecchia. Continueremo la nostra battaglia su ogni fronte istituzionale in difesa dell’ecosistema lago di Bracciano".

Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato Pd Emiliano Minnucci "Questa mattina ho appreso che la Sindaca di Roma, attraverso un ricorso al Tribunale delle Acque, si è appellata contro la seconda e ultima ordinanza emanata dal Presidente Zingaretti attraverso la quale è stato scongiurato il razionamento del servizio idrico a Roma e, di conseguenza, confermato il proseguimento delle captazioni a Bracciano fino al prossimo 31 agosto. Per la Raggi i prelievi non solo non devono essere bloccati a fine mese ma devono perdurare nel tempo e senza regole secondo le esigenze esclusive di Acea. Con quest’ultimo atto la Raggi insulta i nostri territori e calpesta quel punto di complicato compromesso che la Regione Lazio era riuscita a individuare. La Raggi dovrebbe ricordarsi che oltre a essere sindaco di Roma è anche Presidente della Città Metropolitana e, in quanto tale, dovrebbe tutelare anche tutti i cittadini dei 120 comuni dell’ex Provincia di Roma. In questo caso, però, Virginia Raggi non ha svolto né il ruolo da Sindaco né tantomeno quello da Presidente: interessandosi completamente agli interessi di Acea, la Raggi ha dimostrato e sta dimostrando di voler tutelare esclusivamente gli interessi di quella società di cui detiene le quote di maggioranza. Una vergogna inaudita che deve essere denunciata da tutti a partire dalle amministrazioni locali del lago di Bracciano e dalla stessa Regione Lazio che, così come sostenuto in questi giorni, deve provvedere immediatamente all’istallazione di un contatore delle captazioni, in modo da rendere trasparente a tutti l’attività svolta da Acea. Già non ci fidavamo prima, figuriamoci adesso dopo quest’ultimo ricorso presentato dalla pseudo Sindaca di Roma”. 

Cronaca
La donna è deceduta in ospedale dopo una settimana di sofferenze
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Redazione


ANGUILLARA (RM) - Non ce l’ha fatta l’anziana 83enne rimasta coinvolta nell’esplosione avvenuta la scorsa settimana in una villetta di Anguillara. La donna è deceduta in ospedale dopo una settimana di sofferenze per la gravità delle ferite riportate a causa dell’esplosione. Nella deflagrazione, avvenuta presumibilmente per una fuga di gas, ci sono stati anche altri 3 feriti. Della vicenda si occupano i carabinieri della stazione di Anguillara e della compagnia di Bracciano.


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Lavori pubblici
La strada viene ricordata per il suo viale alberato
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Redazione


ANGUILLARA (RM) - L’amministrazione comunale di Anguillara ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica per i lavori di ripristino stradale di via di Residenza Claudia per un costo complessivo preventivato di 99mila euro. La caratteristica via di Anguillara, ormai in stato di degrado, viene ricordata per il suo viale alberato, posto all’ingresso del comprensorio di Residenza Claudia, dove fino allo scorso mese erano presenti dei pini pluriennali, su ambo i lati della strada, abbattuti a causa delle radici che avevano invaso il manto stradale provocando pesanti disagi per gli automobilisti in transito.

 

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Cronaca
Si tratta di un cittadino italiano con precedenti condannato ad un anno di carcere che doveva ancora scontare
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Redazione


ZAGAROLO (RM)
- Questa mattina, i Carabinieri della Compagnia Roma Cassia hanno arrestato un cittadino italiano con precedenti condannato ad un anno di carcere che doveva ancora scontare. I militari, sulle sue tracce da diverso tempo, avevano monitorato i soggetti a lui vicini, seguendone i movimenti e le abitudini, per poter scoprire dove l’uomo si stesse nascondendo. Il ricercato si era già sottratto altre volte all’esecuzione dell’ordinanza, una prima volta opponendo resistenza ai militari che erano andati ad eseguire il provvedimento, minacciandoli con un coltello, ed un’altra volta dandosi alla fuga dalla sua abitazione. Questa volta i Carabinieri, venuti a conoscenza che lo stesso si nascondeva nelle pertinenze della casa della madre, a Zagarolo, hanno circondato l’intero isolato. Non avendolo trovato all’interno dell’abitazione, i Carabinieri hanno immediatamente iniziato a battere la zona circostante.

L’uomo, sentendo i militari avvicinarsi, ha cercato di darsi alla fuga da un intercapedine ricavata nel muro sul retro del suo rifugio collocato nel seminterrato della casa e completamente attrezzato per la sua latitanza. Sfortunatamente per lui i Carabinieri si erano appostati sul retro dell’abitazione e, appena lo hanno notato, lo hanno raggiunto e bloccato. L’uomo è stato portato al carcere di Rebibbia dove sconterà la condanna di un anno di reclusione, come stabilito dall’Autorità Giudiziaria.

Eventi
Quest’anno l'evento sarà affiancato dalla promozione della Catana, la famosa borsa di Tolfa
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Redazione

TOLFA (RM)
- Tolfa si tuffa nella tradizione e nella storia con gli eventi del prossimo weekend. Sabato 29 e domenica 30 luglio dalle 18 a tarda sera nel centro storico l’amministrazione comunale con la collaborazione della Pro Loco ha organizzato la tradizionale “Sagra del prosciutto”, che quest’anno sarà affiancata dalla promozione della Catana, la famosa borsa di Tolfa. L’appuntamento è per la due giorni dalle 18 a tarda sera. I turisti saranno accolti dalla possibilità di degustare prosciutto e prodotti tipici collinari, all’interno del centro storico completamente pedonalizzato. Ad allietare le serate saranno street band e concerti, oltre a mostre ed esposizioni. In programma anche un'escursione in mountain bike a cura delle guide dell'Accademia Nazionale di Mtb e la presentazione del nuovo gruppo di Tolfa Turismo.

Un evento speciale poi avrà luogo nella giornata di domenica 30 luglio: la cerimonia di riapertura della Rocca dei Frangipane a seguito dei lavori di restauro e messa in sicurezza dello storico sito. Il programma prevede alle ore 10 la messa presso la chiesa della Madonna della Rocca e poi alle 11 l’inaugurazione ufficiale con il taglio del nastro del Sindaco Luigi Landi. Da pomeriggio a sera, dalle 16 alle 21, l’Associazione Culturale Medievale “Ordo Scarabeus” accoglierà i visitatori in costume medioevale, accompagnando la visita (gratuita) con attività folkloriche e giochi di fuoco.

Amministrazione pubblica & cittadini
"L’ordinanza vietava anche di “camminare per le vie del paese, anche quelle adiacenti alle spiagge in costume e senza scarpe e a torso nudo”
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Red. Cronaca

 

ANGUILLARA (RM) - L’amministrazione a Cinque Stelle torna sui suoi passi e revoca l’ordinanza che ha creato un fiume di polemiche: quella del 3 maggio 2017 n. 58 con la quale il Comune di Anguillara Sabazia ha posto il divieto di balneazione nella zona 1 del lago di Bracciano. Da subito erano sorte dure eccezioni ed era stato paventato anche un ricorso al Tar perché, tra l’altro, l’ordinanza vietava anche di “camminare per le vie del paese, anche quelle adiacenti alle spiagge in costume e senza scarpe e a torso nudo” ma anche di “stazionare con asciugamani e ombrelloni”. Un divieto, avevano evidenziato i ricorrenti, non giustificato ne da inquinamento, in quel tratto, del lago ne da problemi di carattere di ordine pubblico. Difatti è la Regione che decide quali spiagge sono balneabili e quali no

Allarme Ambientale
Intanto il Tribunale delle Acque ha rigettato il ricorso Acea
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BRACCIANO (RM) - Perquisizione dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Roma negli uffici di Acea Ato 2 Spa. in piazzale Ostiense per sequestrare documentazione relativa alla captazione di acqua dal bacino del lago di Bracciano.

 

"In tempi di siccità come questi è impensabile perdere il 40% dell'acqua per tubazioni colabrodo". Lo ha detto in audizione in commissione Ambiente al Senato il ministro Gian Luca Galletti, secondo cui "il commissariamento di quei Comuni che ancora non aderiscono agli Enti d'ambito, come sul lago di Bracciano, è necessario e indifferibile". Bracciano, ha sottolineato, "si trova nella più grave emergenza idrica registrata nell'Italia centrale". "E' inaccettabile - ha aggiunto - che dei 300 miliardi di metri cubi d'acqua che in Italia piovono ogni anno, riusciamo a captarne solo l'11%. Uno spreco che un Paese come il nostro, che deve e dovrà fare ancor di più i conti in futuro con problemi di siccità, non si può permettere".

"La pianificazione ambientale non può in alcun modo essere vista in maniera distinta da quella del servizio idrico integrato - ha quindi spiegato Galletti -. Un percorso in cui esistono, inutile nasconderlo, alcune difficoltà". Il ministro, ricordando il lavoro degli Osservatori dedicati a favorire la "gestione ottimale" dell'acqua, ha rilevato che "per fronteggiare la situazione", la siccità, "abbiamo avviato un metodo di tipo 'proattivo', basato sul costante monitoraggio delle variabili idrometeorologiche e delle disponibilità idriche, sul continuo aggiornamento degli scenari, sull'individuazione e sulla predisposizione di misure ed interventi di prevenzione".

Galletti ha poi detto che "il presupposto di tutto questo è la riforma strutturale messa in campo con la nuova governance del settore.
La riforma, attesa da tempo, oltre a riallineare l'Italia con quanto richiesto dall'Europa, ha previsto la riduzione del numero degli Enti: da 7 Autorità di bacino nazionali e 30 Autorità di bacino interregionali e regionali siamo passati a 7 Autorità distrettuali, di cui 2 insulari".

 

Intanto il Tribunale delle Acque ha rigettato il ricorso Acea, a darne notizia è il deputato del Pd Emiliano Minnucci: “Il Tribunale delle Acque ha rigettato il ricorso che Acea aveva presentato contro la decisione della regione Lazio di bloccare i prelevamenti dal lago di Bracciano. Questa notizia - ha detto Minnucci -  ci fa tirare un vero e proprio sospiro di sollievo anche di fronte a quella posizione netta e intransigente adottata da Acea, soprattutto in quest’ultima settimana. Non stiamo parlando di una battaglia tra Acea e Regione Lazio, stiamo parlando di salvaguardare una risorsa ambientale che è andata incontro a un lento deterioramento per via delle continue captazioni delle acque. Acea, anche difronte a questa decisione del Tribunale delle Acque ha il dovere di relegare in un cassetto le polemiche e iniziare a trovare delle soluzioni alternative e consone per limitare il disagio idrico di Roma escludendo ovviamente ogni ipotesi di turnazione che, sulla base dei dati forniti da Piazzale Ostiense, non ha modo di esistere. Questa decisione segna un passo fondamentale per la nostra battaglia a tutela del Lago di Bracciano e non fa altro che sostenere con forza ciò che andiamo dicendo da oltre sette mesi”. 

La lettera
Gli amministratori: "Sabrina non ha ritenuto necessario comunicare ufficialmente ai vertici del Movimento il fatto"
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ANGUILLARA SABAZIA (RM) - I "cittadini eletti", così firmano gli attuali amministratori del Comune di Anguillara Sabazia una missiva diretta alla cittadinanza e agli organi di stampa con la quale spiegano il caso della condanna di circa nove anni fa arrivata ad Anselmo attraverso lettere anonime. Ecco la lettera

Cari cittadini di Anguillara Sabazia,

abbiamo aspettato qualche giorno prima di commentare in maniera completa il totale caos che si sta creando in questo turbolento periodo. È tutto nuovo per persone come noi che non sono abituate a tale pressione mediatica, siamo cittadini prestati alle istituzioni e agiamo ogni giorno con la speranza di rimanere tali e non diventare politici nel carattere; pertanto vi chiediamo di distaccarvi da qualsiasi interpretazione politica perché qui di seguito nulla di politico verrà esposto.
In questa ormai famosa busta anonima era presente una sentenza che vedeva condannata la signora Sabrina Anselmo nel 2008 per un fatto risalente al 2006, quindi di 11 anni fa. La questione nacque da una denuncia fatta dalla stessa per smarrimento di assegni (patteggiato in primo grado, per sopravvenuta impossibilità economica nel proseguire la causa) avanzata alla luce di sospetti concreti e con un fondamento, se li avesse "saputi innocenti" non avrebbe sicuramente agito in tal senso.

Dobbiamo sicuramente spiegazioni sulla mancata divulgazione dell’accaduto nel periodo antecedente all’invio di queste buste anonime. La condanna in questione, veniva dal giudice dell’udienza preliminare estinta con pena condonata e per tale motivo non trascrivibile sul casellario giudiziale.
Non possiamo spiegare nel dettaglio del processo poiché ci sono persone terze coinvolte alle quali dobbiamo garantire il diritto alla privacy. In virtù di quanto esposto, forse sbagliando valutando la faccenda estremamente personale e non politica, Sabrina non ha ritenuto necessario comunicare ufficialmente ai vertici del Movimento il fatto.
Il giorno in cui è arrivata questa lettera anonima in Comune, abbiamo subito avvertito il Movimento cinque stelle dell'accaduto sperando di trovare in loro un appoggio, cosa che purtroppo (giusto o sbagliato lasciamo a voi il giudizio) non è avvenuta. Per primi abbiamo comunicato quanto avvenuto, azione secondo il nostro parere di correttezza verso la cittadinanza anche per dimostrare a chi ha commesso questo gesto che noi non abbiamo paura e non cediamo a certi ricatti osceni. Vogliamo poi sottolineare, rettificando quanto bugiardamente riportato da alcuni giornali, che né il Sindaco né la giunta né i consiglieri credono che questa storia sia collegata alla battaglia per la salvaguardia del lago.
Non vogliamo cercare giustificazioni o attenuanti, il nostro intento è solo quello di fare chiarezza non ritenendo l’accaduto un fatto rilevante per la stabilità e la credibilità dell'amministrazione. In questo anno di governo della cittadina abbiamo dimostrato di non fare sconti a nessuno e di non aver favori da restituire di alcun tipo, abbiamo sempre agito nell'interesse della collettività spesso prendendo con determinazione scelte impopolari, ma sempre seguendo il principio delle linee programmatiche che ci hanno permesso di vincere le amministrative del 2016, linee che continuano ad essere il nostro vincolo sacro nei confronti delle persone che ci hanno dato fiducia e anche verso chi non l'ha legittimamente fatto.

Il messaggio che vogliamo trasmettere con queste parole è che un fatto personale non può e non deve essere usato per colpire una donna e una madre che sta rappresentando una comunità di persone in maniera onesta e credibile.
Quanto accaduto è un atto grave e intimidatorio senza precedenti nel nostro paese, amplificato in quanto commesso in forma anonima da soggetti che non potevano venire a conoscenza del fatto, il documento in questione non poteva essere ritirato da altri soggetti se non dall’imputato stesso con accesso motivato al CED Interforze, quindi quanto accaduto è estremamente grave, chi è colluso in questa vicenda? Ciò dovrebbe far riflettere tutti sul significato di questo vile atto e sul perché il mandante abbia scelto questa forma, gli interessi di chi si stanno portando avanti?

Cedere a questa minaccia significherebbe lanciare un messaggio sbagliato alla collettività, un ricatto può distruggere una persona. Non è così, la persona Sabrina Anselmo è stata capace di dimostrarsi la migliore scelta che il gruppo potesse mai fare per rappresentarci in questa meravigliosa avventura che stiamo cercando di affrontare al massimo delle nostre forze alla guida del Comune. Non saranno questi gesti codardi e carbonari a farci andare fuori strada, rivendichiamo il diritto di completare il mandato che i cittadini democraticamente ci hanno permesso di espletare.
In questi giorni ci siamo riuniti più volte e mai la nostra fiducia nei confronti del progetto è venuta a mancare, quanto accaduto è stato però anche un modo per fermarci a ragionare sugli errori commessi in quest’anno, abbiamo bisogno di legare nuovamente con quella parte di cittadinanza sfiduciata e remissiva nei nostri confronti. Al ricatto risponderemo con i fatti cercando di stringere un legame ancora più forte con i nostri datori di lavoro, i cittadini di Anguillara Sabazia, il gossip e la vigliaccheria la lasciamo agli altri. L'amministrazione andrà avanti con o senza Movimento 5 Stelle.

I cittadini eletti

I dati
Migliora il lago di Bracciano ma rimangono due punti inquinati
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LAZIO - A Roma si chiude il viaggio di Goletta dei Laghi 2017 con la conferenza stampa di presentazione dei risultati del monitoraggio che i tecnici di Legambiente hanno eseguito sui laghi del Lazio tra il 19 e il 21 luglio e dopo le tappe sui Laghi di Bracciano e Canterno, durante le quali l’associazione ambientalista, insieme ad amministrazioni e cittadini, ha affrontato l’annoso problema della siccità e dell’abbassamento del livello dei laghi.
È il Lago di Bolsena, quello dove Legambiente ha individuato le maggiori criticità, sul più grande lago del Lazio i prelievi sono risultati inquinati in 5 punti su 7 punti campionati: fortemente inquinata l’acqua sulla spiaggia in fondo a Via Cava a Marta (VT), fortemente inquinata alla foce del fosso ponticello in località “gli oppieti” e inquinata nel punto di prelievo a Prati Renari nel comune di San Lorenzo Nuovo (VT), fortemente inquinata alla foce del fosso Cannello in località “la Grata” a Gradoli (VT) e fortemente inquinato il punto presso il fosso in zona San Rocco a “Montefiascone” come già segnalato nei giorni scorsi con un blitz dei volontari. Situazione meno negativa invece sul Lago di Bracciano dove, dei 5 prelievi effettuati, ben 3 sono risultati entro i limiti per presenza batterica, risultato inquinato il punto alla foce del Fosso di Grotta Renara a Bracciano (RM) e la foce del canale tra Via San Pietro e Via della Rena a Trevignano Romano (RM).
Sul Lago del Turano in provincia di Rieti, risulta fortemente inquinato 1 punto su 2 alla foce del canale sotto via Turanense a Colle di Tora (RI), entro i limiti invece la spiaggetta a Castel di Tora (RI).

Entro i limiti anche le analisi dei 3 prelievi sul Lago Albano, i 2 sul Lago di Vico, i 2 sul Lago del Salto e i 2 sul Lago di Canterno.
“Dalle analisi svolte, emerge un quadro preoccupante sul Lago di Bolsena dove entrano ancora troppi scarichi non depurati in diverse aree del maggior lago vulcanico d’Europa per portata d’acqua – di-chiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – ma anche per il piccolo Lago del Turano segnaliamo una forte criticità individuata che va affrontata con determinazione. Sul Lago di Bracciano, nell’ultimo periodo, c’è stato un miglioramento che si vede dalla diminuzione dei punti critici, qui i comuni devono assolutamente salvaguardare il proprio Lago eliminando gli scarichi non depurati con la stessa forza con la quale stanno difendendo il lago dalle captazioni di Acea, lotta che sosterremo con tutte le nostre forze affinché il prossimo 28 luglio, come determinato dalla Regione, si blocchi la captazione. Come tutti gli anni, segnaliamo con i risultati le situazioni critiche e ci mettiamo a disposizione delle amministrazioni nella risoluzione dei problemi. Dopo un anno particolarmente complicato per gli ecosistemi lacustri, che soprattutto negli ultimi mesi hanno sofferto per la mancanza di piogge e per le captazioni che, come a Bracciano, ne stanno mettendo a dura prova la forza ed il valore ecosistemico, insieme con la ricchezza economico-turistica per le comunità locali, facciamo il punto sulle criticità individuate, senza dare giudizi complessivi sullo stato delle acque ma segnalando le presenza di inquinamento batteriologico di origine fecale, dove c’è bisogno di interventi di ripristino, captazione di reflui non depurati o interruzione di flussi fognari abusivi. Se nei laghi di Canterno, Vico e Albano non rileviamo criticità di origine fecale, bisogna però lavorare e tanto, per eliminare i fattori inquinanti derivati da presenza di alghe tossiche, microrganismi complessi e sfruttamento spregiudicato ai fini della produzione idroelettrica che in questi luoghi sono agli onori delle cronache. Nessuna criticità emerge nel Lago del Salto”.


“Quello che raccontiamo da anni con la Goletta dei Laghi non è solo lo stato di salute dei specchi d’acqua italiani, ma soprattutto la necessità di una visione sistemica a questi ambienti straordinari - dichiara Simone Nuglio responsabile campagna Goletta dei Laghi - L'emergenza siccità che investe i laghi laziali ci dimostra questo in modo ancora più forte e ci fa capire che solo una pianificazione e una gestione integrata e condivisa tra tutti i portatori di interesse, consente di tutelare i preziosi servizi ecosistemici che non riguardano soltanto la risorsa idrica ma anche, ad esempio, le importanti funzioni di regolazione climatica”

Il caso
Un caos nel quale si tenta di inserire anche la questione dell’emergenza del lago di Bracciano, un caso molto serio, quest’ultimo, che meriterebbe una più solitaria e approfondita analisi
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di Ivan Galea

 

ANGUILLARA (RM) - Le cronache degli ultimi giorni fanno emergere una situazione di destabilizzazione all’interno del M5S. Il ciclone giudiziario, sebbene di gran lunga datato, che ha scatenato un anonimo facendo pervenire delle lettere al Comune di Anguillara con una sentenza di condanna per Calunnia, pena a un anno di reclusione condonata ed estinta per indulto, a carico della sindaca pentastellata Sabrina Anselmo. Denunciò lo smarrimento di assegni accusando di ricettazione tre persone pur sapendole innocenti.

 

Una sentenza di cui Anselmo non aveva fatto menzione al Movimento Cinque Stelle nonostante le fosse richiesto, al momento della candidatura, di indicare eventuali condanne o procedimenti unitamente al casellario giudiziale che comunque risulta “pulito”. Insomma dal blog di Grillo accusano la sindaca: “Avrebbe dichiarato il falso” nel sottoscrivere il documento prima di candidarsi. Così in queste ore dovrebbero pronunciarsi i probiviri sul procedimento attivato nei confronti di Anselmo: nell’M5S si parla di “fatto molto grave” e non mancano le punzecchiature del Pd con Romano che accusa di “doppia morale” e Di Majo che rimarca come la procedura nei confronti della sindaca sia stata attivata in tempi record.


Insomma un caos nel quale si tenta di inserire anche la questione dell’emergenza del lago di Bracciano, un caso molto serio, quest’ultimo, che meriterebbe una più solitaria e approfondita analisi anziché finire nella mischia di polemiche politiche. Sembrerebbe infatti che siano sorte anche beghe interne al Movimento con la sindaca Sabrina Anselmo che ha rilasciato in una intervista alla Stampa delle dichiarazioni che lasciano sgomenti: “La Raggi? Alle riunioni sul lago di Bracciano non è mai venuta. Da novembre abbiamo allertato i tavoli con i rappresentanti di Acea sul territorio. Poi a marzo sono cominciate le riunioni periodiche in regione. Gli attori c'erano tutti – prosegue Anselmo - Acea, la Regione, l'unico sempre assente è stato la Città Metropolitana, che non si è mai presentata".

 

E Forza Italia, come naturale che sia, cavalca questo momento di confusione con un Palozzi (show) sempre più impegnato, anche con le sue video rubriche, a evidenziare le vicende a Cinque Stelle: “La delicata vicenda del Lago di Bracciano - dice il consigliere regionale FI e vicepresidente della commissione Ambiente, Adriano Palozzi - ha messo impietosamente a nudo tutti i limiti politici del Movimento Cinque Stelle. Dopo l’ordinanza emessa dalla Regione, tra i grillini è scoppiato il putiferio: la Raggi che fa il pesce in barile, la sindaca M5S di Anguillara che la smaschera spiegando che Virginia alle riunioni sull’emergenza del bacino lacustre non si è mai vista, la nuova Acea “pentastellata” che fa terrorismo psicologico, minacciando la turnazione dell'approvvigionamento idrico per centinaia di migliaia di cittadini. Incertezza amministrativa e polemica politica che, purtroppo, peserà come un macigno sulle famiglie.

 

Sul tema emergenza lago è intervenuto anche il deputato PD, Emiliano Minnucci, che ha commentato le dichiarazioni su Virginia Raggi rilasciate dalla Sindaco del Comune di Anguillara Sabazia, Sabrina Anselmo. “Le parole al vetriolo della Sindaco di Anguillara Sabazia, Sabrina Anselmo, contro la sua collega grillina, Virginia Raggi, testimoniano ciò che noi andiamo dicendo da sempre: ovvero che la Raggi, in questi mesi di denunce e battaglie, non ha mosso paglia, disinteressandosi totalmente della situazione legata al lago di Bracciano e a quella crisi idrica che oggi sta sulla bocca di tutti. Parole forti quelle dell’Anselmo che, oltre a sconfessare la Raggi in merito a quell’impegno che la prima cittadina di Roma in questi giorni ha sbandierato ai quattro venti, fanno riflettere sul grado di incompetenza e sul pressapochismo dei grillini. Perché Sabrina Anselmo solo oggi fa uscire queste frasi? C’entrano forse le sue vicende giudiziarie e personali che forse obbligano Grillo & C. a espellerla dal Movimento? Ai cittadini di Anguillara, ma anche a quelli di Trevignano, Bracciano e Roma, poco importa delle beghe interne al M5S. La cosa che più rattrista e fa arrabbiare è che questi personaggi in cerca d’autore, oggi purtroppo amministratori locali anche di città come Anguillara e Roma, fanno leva su problemi gravi e tangibili, come quello dell’attuale crisi idrica e ambientale, per togliersi i loro sassolini dalle scarpe, mettendo in atto una resa dei conti interna esclusivamente al loro mondo grillino. Oggi scopriamo che l’Anselmo è una bugiarda a cinque stelle: se a Grillo & C., ma soprattutto ai cittadini di Anguillara, non ha confessato le sue vicende con la giustizia prima della sua candidatura, a noi e a tutta l’opinione pubblica ha mentito sull’atteggiamento menefreghista di Virginia Raggi che fin oggi ha sempre tutelato per ordini di scuderia”. 

 

L’auspicio adesso è che M5S esca fuori dalle proprie beghe interne e insieme alla Regione lavori alacremente per la risoluzione dell’emergenza idrica. Fatti come quelli del Lago di Bracciano dimostrano, infatti, l’incapacità delle istituzioni a tutti i livelli di operare con programmi di prevenzione e a lungo respiro. Serve una decisa inversione di marcia” 

Tragedia
Il ragazzo è stato trascinato via dalla corrente
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BRACCIANO - Stava giocando sulla spiaggia di Santo Celso sul lago di Bracciano e si è tuffato nel lago per andare a recuperare un pallone. Il ragazzo, 17 anni, originario dello Sri Lanka, non è tornato più a riva. Il 17enne è stato trascinato via dalla corrente ed è morto annegato. A lanciare l’allarme intorno alle 17 sono stati gli amici che hanno tentato, invano, di salvarlo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Bracciano e il medico legale che ha certificato il decesso del giovane. La salma è stata già riaffidata ai familiari.

Il reportage
Cinque squadre dei vigili del fuoco della Capitale sono al lavoro sul posto
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GALLERY IN FONDO ALL'ARTICOLO

 

 

di Silvio Rossi


ANGUILLARA (RM) - Una fuga di gas è con tutta probabilità la causa del crollo di una parte di una villetta a due piani in via di Grotte di Castellana 26 ad Anguillara Sabazia, zona Colle Sabazio, vicino a Roma. L'esplosione è avvenuta intorno alle 8 del mattino. I primi ad intervenire sono stati i carabinieri della compagnia di Bracciano e quelli della stazione di Anguillara. Nel crollo sono rimaste ferite 4 persone di cui di cui una è stata trasportata in eliambulanza all'ospedale Sant'Eugenio. Sono stati già tutti soccorsi. Cinque squadre dei vigili del fuoco della Capitale sono al lavoro sul posto dalle 8 di questa mattina. Intervenuti sul posto anche la Polizia Municipale. La villetta ha riportato grossi danni strutturali soprattutto al piano di sotto. Le ulteriori verifiche determineranno se la casa è agibile

L'emergenza idrica
L'ordinanza ha validità fino al 31 dicembre 2017
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Redazione

BRACCIANO (RM)
- Con due atti amministrativi, la Regione Lazio ha oggi determinato la sospensione del prelievo dell’acqua dal lago di Bracciano. Questa scelta è scaturita da diversi elementi. Innanzitutto, dal consolidarsi delle condizioni di deperimento del lago e, quindi, per determinare l’avvio di un’azione di salvaguardia relativa agli aspetti ambientali-naturalistici del bacino, con l’obiettivo di recuperare per quanto possibile la sua naturale integrità ecologica. Il decremento negativo del lago è stato dovuto essenzialmente a due fattori: al prelievo per l’approvvigionamento idropotabile e all’evaporazione, particolarmente intensa in relazione alle alte temperature, e aggravata dalla perdurante assenza di precipitazioni nei mesi scorsi.

In questo quadro, quindi, il Direttore regionale delle Risorse idriche ha oggi firmato l’ordinanza che impone ad Acea ATO 2 S.p.a. di azzerare ogni prelievo della risorsa idrica dal bacino del lago di Bracciano, entro e non oltre le ore 24 del giorno 28 luglio prossimo, onde consentire il ripristino del livello naturale delle acque del lago e della loro qualità. Acea ATO 2 S.p.a., inoltre, sarà tenuta a trasmettere alla Direzione regionale i dati giornalieri del livello idrometrico del bacino. L’ordinanza rivolta al gestore intende anche ricondurre nei corretti binari le quote di captazione stabilite. Tale ordinanza ha validità fino al 31 dicembre 2017.

Al contempo, l’Assessore alle Infrastrutture, Politiche abitative ed Enti locali, Fabio Refrigeri, ha firmato una missiva indirizzata alla Città metropolitana di Roma Capitale, affinché disponga quanto necessario per intimare, entro gli stessi tempi previsti dall’ordinanza, lo stop ai restanti impianti e dispositivi di captazione, pubblici e privati, che insistono sul Lago di Bracciano.

Il caso
La sindaca: "Come controprova nei prossimi giorni pubblicherò le foto del mio casellario giudiziale e dei carichi pendenti"
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di Ivan Galea

 

ANGUILLARA SABAZIA (RM) - Buste anonime contenenti una sentenza di condanna, pena condonata grazie all'indulto, risalente al 2008 nei confronti dell’attuale sindaco di Anguillara Sabrina Anselmo hanno animato lo scenario politico locale della cittadina alle porte di Roma.

IL FATTO

Anselmo è stata condannata a un anno di reclusione, pena patteggiata e dichiarata estinta per indulto, per aver denunciato “falsamente” lo smarrimento di tre assegni incolpando del reato di cui all’art. 648 cp (ndr ricettazione) i successivi prenditori sapendoli innocenti”. Così è scritto nella sentenza emessa dal Gup del Tribunale di Civitavecchia Giovanni Giorgianni depositata a dicembre del 2008 nei confronti dell’attuale sindaca Cinque Stelle di Anguillara Sabazia Sabrina Anselmo.


LA DICHIARAZIONE

Il sindaco Anselmo, in un post su Facebook, ha parlato del caso che la riguarda “In queste ore – ha scritto - è stato spedito in forma anonima un documento su un mio procedimento giudiziario condonato del 2008. Come controprova nei prossimi giorni pubblicherò le foto del mio casellario giudiziale e dei carichi pendenti al fine di fare chiarezza.  Le forze che da sempre governano il nostro Comune hanno tolto la maschera utilizzando lo strumento della macchina del fango per screditare l'operato di questa amministrazione.
L'impegno da parte del Sindaco e dell'amministrazione tutta nei confronti dei suoi cittadini proseguirà sino alla fine del mandato con la stessa determinazione e trasparenza sino ad oggi dimostrata!
In queste ore mi sono recata dalle forze dell'ordine per denunciare l'operato diffamatorio di ignoti e dei loro sodali. Consiglio ai cittadini di evitare di ascoltare le prediche sterili che troverete magari domani sulle testate giornalistiche che sono totalmente destituite di ogni fondamento.
Ai vili che non hanno il coraggio di esternarsi personalmente, ma che agiscono attraverso missive carbonare, dico che mi troveranno in Comune a lavorare in maniera più che mai determinata per Anguillara Sabazia !”.

Adesso bisognerà aspettare le reazioni del MoVimento Cinque Stelle che sta valutando la vicenda che la stessa sindaca ha sottoposto ai vertici

Amministrazione e servizi
Gli incassi dei parcheggi verranno utilizzati per i servizi. Il sindaco: "I soldi dei cittadini tornano ai cittadini"
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VALMONTONE - E' trascorso un anno da quando, dopo ben 11 anni di gestione privata, i 1000 posti auto a pagamento esistenti a Valmontone sono stati concessi all'Azienda Speciale partecipata del Comune. In questo modo, l'Amministrazione comunale ha voluto cambiare per fare in modo che i proventi delle strisce blu non fossero più un guadagno cospicuo per un'azienda privata bensì potessero diventare risorse da utilizzare per migliorare la sicurezza e la viabilità su tutto il territorio comunale.
E' per questo che, dopo aver rinnovato la segnaletica stradale ed installato i parcometri, dall'11 luglio 2016 il pagamento della sosta sulle strisce blu viene svolto con gestione diretta dell'Azienda Speciale Servizi Comuni (Assc).
“Nonostate qualcuno, - commenta il sindaco Alberto Latini – per motivi che oggi comprendiamo molto bene, al tempo si oppose in ogni modo a questa scelta del Comune e gridava allo scandalo, oggi, 365 giorni dopo e conti alla mano, possiamo dire con soddisfazione che quella operazione, fortemente voluta dall'Amministrazione comunale, non solo ha garantito gli standard occupazionali precedenti ma ha portato soldi freschi nelle casse comunali. Dei circa 370 mila euro incassati in un anno, infatti, oltre 150 mila euro sono quelli che, tolte le spese di gestione e di personale, restano a disposizione del Comune, e quindi dei cittadini, per migliorie sulle strade e sulla sicurezza. Sono soldi dei cittadini, insomma, che anziché andare ad arricchire qualche imprenditore privato tornano ai cittadini”.
“Come se non bastassero questi – conclude il sindaco – vale la pena ricordare che l'imprenditore privato che c'era prima incassava anche 10 euro per ogni contravvenzione elevata, migliaia di multe l'anno. Basta fare due rapidi calcoli per capire il giro di denari in 11 anni cosa abbia prodotto per il privato e cosa, soprattutto, abbia sottratto alla comunità valmontonese. Noi, ancora una volta, abbiamo dimostrato, con i fatti e con le cifre, che le scelte compiute dall'Amministrazione Latini vanno sempre in direzione del valorizzare il bene comune e non gli interessi privati”.

Roma criminale
Attimi di terrore; i malviventi minacciano clienti e dipendenti
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ROMA - Sono stati intercettati a bordo di un ciclomotore di grossa cilindrata in via di Trigoria dopo aver compiuto una rapina in farmacia. I carabinieri, insospettiti dalla presenza in strada dei due, noti pregiudicati di Pomezia di 53 e 40 anni, hanno effettuato accertamenti ed è emerso che poco prima era stata compiuta una rapina ai danni di una farmacia in zona Trigoria ad opera di due malviventi travisati da casco e passamontagna e armati di coltelli da cucina. I malviventi entrati all’interno della farmacia, sotto minaccia delle armi si erano fatti consegnare il denaro delle casse. Non contenti, i due hanno minacciato i clienti della farmacia, facendosi consegnare i portafogli. La precisa descrizione fornita al numero di emergenza 112 corrispondeva a quella dei due sospetti notati poco prima mentre si allontanavano in direzione Pomezia. Sono subito scattati i controlli presso le abitazioni dei due individui, dove i militari hanno rinvenuto i caschi, gli abiti e i coltelli utilizzati nel corso della rapina. Presso l’abitazione del 53enne, nel corso della perquisizione sono state rinvenute 5 piante di marijuana e, nel garage a lui in uso, è stato trovato e sequestrata la moto di grossa cilindrata, utilizzata per la rapina che è risultata rubata a Roma nei mesi scorsi. I malviventi sono stati arrestati e portati nel carcere di Velletri. Proseguono le verifiche dei carabinieri finalizzate ad accertare la loro eventuale responsabilità in ordine alla commissione di analoghi reati.

Il ricorso
Oggetto dell'impugnativa è il Decreto del Commissario ad acta e Presidente della Regione Lazio, Zingaretti
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Redazione


COLLEFERRO (RM) - Il prossimo 3 ottobre 2017 il TAR (Tribunale amministrativo regionale) del Lazio si pronuncerà sulla richiesta di annullamento dell’atto regionale che ha disposto nel 2015 l’accorpamento dei reparti materno-infantili dall’Ospedale L. P. Delfino di Colleferro a quello di Palestrina. Il ricorso, promosso dai Sindaci di Colleferro, Anagni, Artena, Carpineto Romano, Gavignano, Gorga, Montelanico, Piglio, Paliano, Segni, Serrone e Valmontone, a cui partecipano Cittadini, Comitato residenti Colleferro, gruppo Consulta le Donne, con il sostegno di Associazioni e Comitati locali è ad oggi l’unica azione contro la Regione Lazio.

Ecco in sintesi le tappe del processo al TAR del Lazio.
Oggetto dell'impugnativa è il Decreto del Commissario ad acta e Presidente della Regione Lazio, Zingaretti, che, con l’Atto aziendale della ASL Roma G e il provvedimento del Direttore generale, De Salazar (1.7.2015, prot. n. 253) ha disposto il trasferimento delle unità di ostetricia/ginecologia e neonatologia/pediatria all’ospedale di Palestrina.

Respinta dal TAR la richiesta di sospendere l’atto regionale di trasferimento, è stato fatto ricorso al Consiglio di Stato (ordinanza n. 1659/2016), che l’ha accolto “ai soli fini della sollecita fissazione del merito da parte del TAR Lazio”, affermando “che, ferma l'efficacia dei provvedimenti impugnati, le esigenze cautelari rappresentate dai Comuni ricorrenti possono essere adeguatamente tutelate dalla sollecita fissazione dell'udienza pubblica per la trattazione del merito avanti al primo giudice (il TAR) per una più approfondita valutazione delle questioni ivi controverse”.

“Siamo forti di una sentenza a nostro favore”, dichiarano i Sindaci del comprensorio, ma di forte ci sono solo parole, perché abbiamo dovuto sollecitare la fissazione dell’udienza. La mancanza di servizi sanitari capaci di garantire il diritto alle cure e alla salute ha peggiorato la delicatezza delle questioni, sia sotto il profilo della salute pubblica, sia del demansionamento delle professionalità sanitarie. Personale ospedaliero e pazienti sono stati lasciati soli a fronteggiare tutte le criticità organizzative e le emergenze gestionali di una struttura che non ha né una dirigenza, né organici sufficiente a garantire l’assistenza. La trascuratezza verso il territorio è evidente nei tanti appelli, caduti nel vuoto, di incontrare il Presidente Zingaretti e il Direttore generale De Salazar. Appelli rivolti dal Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” – Coordinamento territoriale, dalle altre Associazioni e soprattutto dai Sindaci del comprensorio, i quali, dopo due anni continuano a chiedere di incontrare Zingaretti, mantenendo una discutibile posizione attendista per non dire di totale paralisi! Chiedono ma senza insistere troppo! Verso il Comitato e i Cittadini anche i Sindaci non mostrano disponibilità al confronto e ad una “costruttiva collaborazione”. La promessa “collaborazione con i Comuni ricorrenti, le forze sociali e associative, con tutte le comunità e i cittadini del territorio”, richiamata nell’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale il 18 Febbraio 2016, non ha fatto molta strada! Come l’impegno di indire “una riunione (Conferenza dei Sindaci?) urgente per elaborare un piano d’azione da promuovere dopo l’esito dell’appello al Consiglio di Stato», annunciato dai Sindaci nel comunicato del 6 maggio 2016, riunione che ancora non si è tenuta! E’ una naturale conseguenza allora che la maggioranza del Consiglio comunale il 16 febbraio 2017 respinga l’ordine del giorno a favore l’ospedale di Colleferro! O che il Presidente del Consiglio Comunale, Stendardo (o chi per lui), non dia seguito alle 500 firme raccolte il 4 dicembre 2016, nonostante le assillanti richieste di procedere a norma di Statuto! Senza la lealtà istituzionale delle Amministrazioni – che continuiamo a richiedere - i Cittadini e i loro Comitati non possono affrontare questioni prioritarie per l’Ospedale di Colleferro come il deficit dell’organico, l’indizione di nuovi avvisi pubblici, l’assunzione di personale infermieristico e OSS, le carenze di posti letto, il progetto per la Nuova Ala, l’apertura dei servizi mancanti (Radiologia, Emoteca ed Endoscopia H24, Anatomia Patologica), la nomina di primari per la
chirurgia generale (con relativo laboratorio di analisi), otorinolaringoiatria, ortopedia, medicina e urologia, l’apertura del reparto di Neurologia, la revisione del Nuovo Atto aziendale, i servizi sostitutivi e prestazioni domiciliari da parte dei distretti sanitari."
 

Il caso
Ecoitaliasolidale: "Se la situazione dovesse ancora una volta peggiorare riprenderemo la protesta”.
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BRACCIANO (RM) - Continua la forte preoccupazione per l'evidente basso livello delle acque del lago di Bracciano. A rinnovare l'allarme sono Piergiorgio Benvenuti e Vanda Soriente, rispettivamente Presidente Nazionale e Responsabile per il Lazio del Movimento Ecologista ECOITALIASOLIDALE. Il loro grido di denuncia arriva dopo le parole pronunciate dal sindaco di Roma Virginia Raggi: “Vorremmo sperare che le captazioni di Acea che interessano il Lago di Bracciano siano ridotte come ha ufficialmente comunicato in questi giorni la sindaca Raggi, in occasione dell'audizione presso la Commissione parlamentare Periferie, comunque proseguiamo a chiedere la sospensione totale perché il Lago sta morendo di sete come abbiamo potuto appurare questa mattina da un nostro sopralluogo”.


“La nostra preoccupazione iniziata sin dai primi mesi dell’anno è del tutto evidente, basti osservare il preoccupante livello idrometrico e gli isolotti che si stanno formando sullo specchio d’acqua, situazione
da indurre ulteriore preoccupazione per l’interessamento della cosiddetta fascia vitale dove si riproduce in equilibrio fauna e flora e che con l’aumento delle temperature esterne si determina una diminuzione di ossigeno sufficiente alla vita dei pesci, con un danno ambientale enorme”.

“Sino ad oggi sia a mezzo stampa che con manifestazioni sul posto insieme ai cittadini e ai nostri iscritti, abbiamo sentito la necessità di attivarci, ben prima quindi che l’emergenza siccità desse il colpo di grazia al lago di Bracciano. Non ci siamo neanche risparmiati gravosi giorni di sciopero della sete del nostro Presidente Benvenuti per cinque lunghi giorni ed a staffetta di tutti i dirigenti apicali dell’Associaszione, ma se la situazione dovesse ancora una volta peggiorare riprenderemo questa forma di protesta”.

“Come Ecoitaliasolidale, chiediamo ancora una volta di conoscere con la massima tempestività e trasparenza ciò che sta subendo in questi giorni il Lago alla luce della presa di posizione della Sindaca di Roma, chiediamo di verificare lo stato di saluto complessivo del Lago e di sospendere completamente le captazioni per non distruggere un patrimonio meraviglioso come il Lago di Bracciano, pronti a nuove iniziative ed a riprendere già da subito lo sciopero della sete”.



 

I casi
I soccorsi si alternano. Escalation di roghi nella zona
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di Silvio Rossi

 

Gli incendi divampati oggi hanno insistito in una zona già messa a dura prova nei giorni scorsi. Da lunedì è il terzo episodio di una certa entità, nella zona compresa tra i laghi di Bracciano e Martignano.
Già prima di questo week end il parcheggio a servizio del lago di Martignano era stato colpito da un incendio, tanto che il servizio rimasto sospeso, e l’accesso al lago è stato inibito proprio per il pericolo che prendessero di nuovo fuoco le sterpaglie secche e qualche focolaio apparentemente spento.

Nel primo pomeriggio di oggi, anche a causa del vento che ha agito da catalizzatore, le fiamme hanno interessato via Cusmano dove si trovano alcune case e un centro per disabili, dalle notizie giunte in redazione, un’ambulanza ha dovuto prestare soccorso a una persona lievemente intossicata, che ha necessitato delle cure dei sanitari.

Al momento, oltre alla zona di Martignano, un nuovo fronte di fuoco si è sviluppato nei pressi di Cesano, borgo della periferia romana distante pochi chilometri in linea d’aria da Anguillara, arrivando a lambire la scuola media. Sembrerebbe che per Cesano le richieste di soccorso siano partite con ritardo.
Gli elicotteri della protezione civile stanno alternando gli interventi, per riuscire a tenere le fiamme sotto controllo. Per il momento sembra che la situazione di Cesano, almeno nella parte più vicina alle case, sia stata fermata, ma non si può abbassare la guardia perché basta una folata di vento per ravvivare le fiamme. Ancora dunque un grosso incendio dopo quello di fine giugno che ha colpito il parco rotonda, oggetto di segnalazioni da parte dei cittadini. Lì infatti è finita in fumo l'area verde dietro la Chiesa di San Sebastiano per la quale anche gli scout a inizio giugno avevano chiesto sfalcio e manutenzione

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