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DISTANZIATORE
"Grillini in confusione"
I consiglieri del Partito Democratico: "Non è più ammissibile che un sindaco, un assessore o un consigliere comunale ignorino le norme essenziali al funzionamento del Comune"
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GENZANO DI ROMA (RM) -  Sull'ultima notizia delle dimissioni del vicesindaco di Genzano interviene il Gruppo consigliare Pd con una nota dai toni molto fermi e decisi: "Dopo la doccia fredda del consiglio comunale del 31 luglio, finito con tagli ai servizi e programmi per 951.000 per riequilibrare un bilancio gonfiato nelle entrate e sottostimato nelle spese, nei 5 stelle esplodono le polemiche. Ad aprire le danze è stato il vicesindaco che ha presentato le dimissioni irrevocabili con un atto di accusa all’operato del sindaco. Contrasti fra i due trapelavano già da tempo, ma subito dopo l’ultimo consiglio comunale e dopo i pessimi risultati di un anno di governo cittadino, sono esplose le divisioni di un movimento non certo granitico. Molti sono critici per il basso profilo del sindaco e l’incapacità di guidare una città esigente: frustrazioni e malumori che stanno colpendo anche l’elettorato grillino, accerchiato dal malcontento generale dei cittadini stanchi di tante promesse non mantenute.

Genzano ha bisogno di amministratori capaci e apprezzati dai cittadini in grado di tirare fuori il Comune dalle secche dove è precipitato in questo ultimo anno. Non serve attaccare le precedenti amministrazioni per nascondere le proprie carenze e insufficienze se non si sa gestire un bilancio, risolvere i problemi quotidiani e prospettare una visione di crescita e sviluppo della città. Non è più ammissibile che un sindaco, un assessore o un consigliere comunale ignorino le norme essenziali al funzionamento del Comune.

Il tempo dell’apprendistato è scaduto e regnando ancora confusione nei 5 stelle la domanda che viene spontanea è: chi sarà la prossima vittima sacrificata per tentare di salvare una amministrazione totalmente incapace e incompetente e promettere il solito rilancio nell’anno che verrà?"

Cronaca
L’interruzione del servizio è previsto tutti i giorni dalle 21,00 alle ore 6,00
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FRASCATI (RM) - Con una nota inviata all’Amministrazione comunale nella tarda serata di ieri, giovedì 10 agosto 2017, Acea Ato 2 ha comunicato che per il protrarsi della grave crisi idrica sarà costretta a regolare in chiusura il serbatoio di Vigna Ferri. L’interruzione del servizio è previsto tutti i giorni dalle 21,00 alle ore 6,00.

L’alimentazione idrica sarà sospesa nelle seguenti vie e zone limitrofe:
vicolo Prato della Corte, vicolo Grotte Maria, viale Sulpicio Galba, viale Bruxelles, via Valle di Vermicino, via Valle di Sant’Ignazio, via Tuscolana, via Taddeo Kuntze, via San Matteo, via Prato della Corte, via Pio IX, via Namur, via Matteo Greuter, via Macchia dello Sterparo, via Luigi Vanvitelli, via Luigi Sebastiani, via Luigi Bartoli, via Lovanio, via Liegi, via Lazzaro Belli, via Gregorio Casinovi, via Giulio Bernaschi, via Galileo Galilei, via Fratelli Rojni, via Francesco Valentini, via Fontanile di San Matteo, via Fontanile del Piscaro, via Flaminio Ponzio, via Enrico Fermi, via Domenico Valenzani, via Domenico Cicinelli, via di Villa Senni, via di Salè, via di Grotte Maria, via del Torrione Micara, via del Tiro a Segno, via del Mascherino, via del Frantoio Romano, via dei Borsari, via Costanzo Montani, via Colle Pizzuto, via Colle Papa, via Cesare Minardi, via Cesare Crescenzi, via Cavalier d’Arpino, via Casal di Mario, via Carlo Lucidi, via Bel Poggio, via Anversa, via Antonio Manzi, via Alessandro Secchi, via Achille Giammarioli.

Le turnazioni potrebbero essere sospese nell’eventualità che Acea riscontrasse delle diminuzioni dei consumi tali da garantire la continuità delle erogazioni e il rinvaso del sistema di approvvigionamento. Il numero verde Acea per segnalazioni è 800 130 335.

L'Amministrazione comunale monitorerà continuamente la situazione, intervenendo con i vertici Acea qualora si creassero disagi non accettabili.

Soldi Pubblici
La ricerca ha avuto il suo massimo culmine durante la campagna elettorale delle appena trascorse amministrative
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Redazione


NEMI (RM) – Prime spese da parte del Comune di Nemi impiegate per la ricerca della terza nave di Caligola nel lago di Nemi. Finora i conti sono parziali e presunti: la cifra ammonta a 2.200,00 euro.

 

Nello specifico ci sono mille euro da pagare a Villa Artemis, 134,00 euro alla tipografia Punto a Capo e 975,00 alla Proloco di Nemi. Quest'ultima fa la sua comparsa nell’obbligatorio elenco regionale online delle proloco presentando come indirizzo piazza Risorgimento, 3, numero di iscrizione 354 ma non vine indicato l'anno e il numero del provvedimento regionale.

 
Nel frattempo nessuna notizia ancora trapela sugli esiti della ricerca da parte dell’Ente Regionale Calabrese ARPACAL. L’osservatore d’Italia ha infatti contattato telefonicamente l’ufficio comunicazione ARPACAL dal quale hanno riferito che ancora non ci sono novità a riguardo.

Sono passati 5 mesi ormai, ma ancora non si conosce nulla della faraonica “caccia” messa in piedi dall’amministrazione Bertucci su iniziativa dell’architetto di Genzano Giuliano Di Benedetti e che ha avuto il suo massimo culmine durante la campagna elettorale delle appena trascorse amministrative.
 

Amministrazione
Lorenzon: "Continuiamo a lavorare per Genzano". Il PD:"
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GENZANO (RM) - Si è dimesso dall'incarico di vice sindaco Bruno Facciolo. "Lo ringrazio personalmente per il lavoro svolto con professionalità in questi mesi e per il suo contributo nell'organizzazione degli eventi culturali - ha spiegato il sindaco Daniele Lorenzon -. Continuiamo a lavorare per Genzano attuando il programma di governo per cui ci hanno votato". Non è mancato il commento del Pd locale : “La Giunta del M5S di Genzano ha subito oggi un’altra defezione con le dimissioni del vicesindaco. Un abbandono che, a solo una settimana dalla maxi variazione e conseguenti tagli al bilancio, conferma le nostre preoccupazioni sull'incapacità di governo di un'amministrazione che ha saputo proporre solo infondate accuse rivolte al passato: finita questa stanca litania si fanno i conti con la realtà, quella di non avere alcuna idea per lo sviluppo e il futuro del paese.” Così in una nota il Circolo del Partito Democratico di Genzano di Roma.

Fiamme Gialle
Diciotto milioni di euro evasi
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VELLETRI (RM) - Una frode fiscale da 18 milioni di euro è stata scoperta dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma che su disposizione del gip di Velletri, Gisberto Muscolo, hanno proceduto all'arresto di 16 persone, tutte agli arresti domiciliari. Altre 5 persone risultano indagate a piede libero.
L'operazione, che ha portato anche al sequestrato di beni per oltre 1,5 milioni di euro, fra cui 130 reperti archeologici, costituisce l'epilogo di indagini dirette dalla Procura di Velletri che hanno consentito di individuare un giro di fatture false finalizzate all'evasione dell'Iva nel commercio di prodotti informatici e ad assicurare indebiti guadagni agli autori della frode. Gli accertamenti avevano riguardato inizialmente una società di Ciampino che, in un anno, aveva acquistato prodotti hi-tech per oltre dieci milioni di euro: successivamente si sono estesi portando alla scoperta di una miriade di società "cartiere" che, intestate a compiacenti 'teste di legno', erano funzionali alla realizzazione della frode all'Iva.

Feste e Sagre
Il Comune vince il bando regionale. Soddisfatto il sindaco Lorenzon: "Un riconoscimento importante per il rilancio dell'economia locale"
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GENZANO DI ROMA (RM) - Il Comune di Genzano di Roma vince il bando regionale 'L'estate della Regione Lazio' a sostegno delle iniziative culturali e ottiene un contributo per la realizzazione della XXIX edizione della Festa del pane casareccio, già programmata per il 16 e il 17 settembre prossimi.
Soddisfazione espressa dal sindaco Daniele Lorenzon, che spiega come l'ottenimento del contributo regionale rappresenti "un sostegno concreto per rilanciare l'economia e la socialità del territorio. Si tratta di un riconoscimento importante del lavoro svolto, che conferma l’attenzione dell’Amministrazione e il buon lavoro degli uffici comunali preposti per intercettare fondi e contributi. Uno dei prodotti maggiormente rappresentativi del nostro ricco patrimonio produttivo e di qualità è proprio il Pane Casareccio, il primo in Italia ad essere insignito del marchio I.G.P. dall'Unione europea. Stiamo lavorando per la prossima edizione della nostra Festa del pane casareccio, che ha come obiettivo la valorizzazione del prodotto tipico locale, il valore socio-culturale della tradizione alimentare e la sensibilizzazione al cibo come risorsa comune da non sperperare".

L'incontro
Il sindaco: "Siamo in attesa dello svincolo da sede giudiziaria da parte del ministero di Grazia e Giustizia"
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Redazione

GENZANO (RM)
- A Genzano di Roma si è svolto durante la mattina di Martedì 8 agosto un primo sopralluogo preliminare con la Questura di Roma e il Commissariato di Polizia di Stato di Genzano sull'ipotesi di accorpare in un'unica sede Polizia locale, Polizia di Stato e Protezione Civile.


"È stato un primo incontro interlocutorio, ci rivedremo i primi di settembre - ha spiegato il sindaco Daniele Lorenzon -. Abbiamo in programma fin dallo scorso ottobre il progetto di realizzare una sede congiunta ed idonea per tutte le forze e gli enti addetti al controllo e alla tutela della sicurezza pubblica. Siamo in attesa dello svincolo da sede giudiziaria da parte del ministero di Grazia e Giustizia della sede individuata, di proprietà comunale, che fino allo scorso giugno ha ospitato il Tribunale di Pace".
 

Ambiente & Salute
Monachesi: "Il prurito e la dermatite può verificarsi infatti dove c’è maggiore vegetazione e sassi. Al contrario dove c’è sabbia non ci risulta che ci siano stati casi"
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Redazione


CASTEL GANDOLFO (RM) - Dopo i due casi isolati di irritazione alla pelle dello scorso 3 luglio 2017 da parte di bagnanti al lago Albano di Castel Gandolfo e dopo una seconda segnalazione da parte di una famiglia di turisti dello scorso 4 agosto il sindaco della cittadina castellana interviene nuovamente sull'argomento. "Siamo rammaricati per il caso di dermatite che ha avuto una famiglia di turisti il 4 agosto scorso - scrive Milvia Monachesi sindaco di Castel Gandolfo su una nota stampa - Come Amministrazione, - prosegue Monachesi - siamo stati i primi circa un mese fa ad informare la cittadinanza che c’erano stati dei casi isolati di irritazione alla pelle da parte di bagnanti al lago Albano. Ci siamo da subito attivati allertando Asl, Arpa e istituto zooprofilattico. Sono stati effettuati i prelievi e ci è stato confermato che si tratta della cosiddetta “dermatite del nuotatore” che può essere provocata dalla presenza in acqua di alcune lumachine di lago. Il prurito e la manifestazione di dermatite cutanea è passeggera, non contagiosa e non provoca danni alla salute.Abbiamo provveduto a far affiggere numerosi avvisi sul lungolago. Domani provvederemo a metterne altri anche nelle aree dove non sono presenti gli stabilimenti. Il prurito e la dermatite può verificarsi infatti dove c’è maggiore vegetazione e sassi. Al contrario dove c’è sabbia non ci risulta che ci siano stati casi come quello della famiglia di turisti. Ci preme avvisare la cittadinanza che bastano alcune accortezze per evitare il disagio: applicare una crema di protezione solare resistente all’acqua e asciugarsi bene dopo aver fatto il bagno. Sicuri di aver fornito una corretta informazione per evitare allarmismi.

I Conti del Comune
Il Partito Democratico locale: "Preoccupati per il futuro del paese"
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Redazione

 

GENZANO (RM) - “L’assestamento degli equilibri di bilancio operato nei giorni scorsi certifica senza appello l’incompetenza della giunta a 5 stelle: una correzione dei conti di circa 1 milione e 600 mila euro. Una manovra causata dalle stime completamente errate e dall'incapacità di guidare la macchina amministrativa da parte dell'amministrazione pentastellata, non riuscendo minimamente a conseguire i risultati ipotizzati nel bilancio di previsione. Una situazione che purtroppo non stupisce, dato il livello di approssimazione e inesperienza, tra costi lievitati, gestioni sconsiderate (basti pensare al netto peggioramento dei conti delle farmacie comunali) affidamenti diretti fallimentari, consulenze ed incarichi esterni infruttuosi. Come non stupisce il continuo refrain al passato, nel tentativo infantile di scaricare le responsabilità dell’amministrazione per la scure che si è abbattuta su capitoli di spesa di importanza essenziale, dal sociale (tra l’altro già colpito) al verde pubblico: un taglio da oltre 950 mila euro non certo frutto di un destino cinico e baro, né dell'eredità del passato, ma delle scelte operate dalla giunta Lorenzon: scelte che pagheranno i cittadini genzanesi. In questo quadro allarmante una parte dell’opposizione ha preferito continuare a recitare il ruolo di stampella di quest’amministrazione, adoperandosi in attacchi personali infondati e polemiche stantie, per distrarre l’opinione pubblica. Una scadente propaganda che dimostra, ancora una volta come, più che il futuro del paese, interessi provare a racimolare un po’ di consenso personale. In poco più di un anno di governo il modus operandi dei cinquestelle alla guida di Genzano risulta perfettamente in linea con quanto conseguito da altre amministrazioni comunali grilline, a partire dalla Capitale: il fallimento totale della gestione amministrativa.” Così in una nota il circolo del Partito Democratico di Genzano di Roma.

Soldi pubblici
E' stato chiesto al Giudice di ingiungere con urgenza al Comune di Nemi di pagare
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di Ivan Galea

NEMI (RM)
- Il Comune di Nemi rischia di dover pagare circa 123mila euro, oltre interessi legali, spese, competenze e onorari per un decreto ingiuntivo con il quale il Tribunale di Frosinone, in persona del Curatore del Fallimento della Ditta Buonanotte Nando, avvocato Erika Silenzi, rappresentato e difeso dall’avvocato Francesco Maria Gazzoni, ha chiesto al Giudice di ingiungere con urgenza al Comune di Nemi di pagare in favore del Fallimento “Buonanotte Nando”, la somma relativa al Certificato di pagamento n. 3 emesso dalla medesima ditta a fronte dei lavori di completamento della scuola media di Nemi “De Sanctis” VI stralcio funzionale.

L’amministrazione comunale ha conferito, con deliberazione di Giunta 78 datata 31 luglio 2017, per la cifra di 8.019,30 euro, l’incarico all’avvocato Marco Napoleoni di Albano Laziale di difendere l’Ente per l’opposizione al decreto ingiuntivo. Una delibera, però, che presenta delle incongruenze. A parte la singolare composizione della Giunta comunale che ha visto la presenza del vice sindaco e assessore alla Cultura Edy Palazzi e dell’ex consigliere di maggioranza ed ex o ex novo assessore Pietro Pazienza che dopo la surroga dello scorso 28 luglio 2017 in favore di Sara Scarselletta ad oggi non si è ancora compreso se ha mantenuto la carica di assessore.  Si legge che per l’assistenza e rappresentanza dell’Ente viene incaricato l’avvocato Marco Napoleoni, mentre il sindaco viene autorizzato a conferire l’incarico all’avvocato Gianluca Piccinni. Ora fermo restando che i due avvocati sono tra i più gettonati dall’Ente e che quindi è evidente l’errore di copia e incolla, dovuto probabilmente alle svariate delibere presenti agli atti del Comune di Nemi che interessano i due professionisti, nella pubblica amministrazione occorre essere molto precisi e quindi l’atto – delibera 78 datata 31 luglio 2017 -  va rifatto e con lui quello successivo - determina 424 del 2 agosto 2017 - che  richiama la delibera e attraverso il quale è stato concesso un anticipo di 1.600,00 euro all’avvocato Napoleoni.
 
La vicenda
L’impresa Nando Buonanotte di Anagni, che si era aggiudicata l'appalto per il completamento dei lavori nel 2009 per 385mila euro circa oltre Iva si era poi vista risolvere il contratto, per non aver rispettato il termine di ultimazione dei lavori fissato al 30 settembre 2015.

Nel 2009 l'impresa Nando Buonanotte aveva vinto la gara negoziata con un ribasso del 4.02%
sull'importo dei lavori posto a base di gara, ma nel 2014 a seguito di una perizia suppletiva fatta dal direttore dei lavori, l'architetto Luca Sevieri, si resero necessarie ulteriori opere, come la protezione delle lavorazioni di finitura eseguite, il ripristino degli intonaci interni ed esterni danneggiati dalle infiltrazioni delle acque meteoriche e  la manutenzione del manto impermeabile posto sul solaio di copertura. Venne quindi rimodulato il quadro economico e con verbale di ripresa dei lavori, dell’11 giugno 2015, si fissò quale termine la data del 30 settembre 2015. Il 21 dicembre 2015 venne quindi effettuato un sopralluogo, da parte del Comandante della Polizia Municipale di Nemi e della responsabile dell'ufficio Tecnico del Comune alla presenza dell’impresa Nando Buonanotte e del direttore dei Lavori, dove venne appurato che l’impresa non aveva ultimato i lavori nel termine fissato.

Il Comune di Nemi aveva quindi deliberato di risolvere il contratto d’appalto all'Impresa Nando Buonanotte
per i lavori di realizzazione e completamento della scuola media “De Santis” VI° stralcio funzionale“ determinando che l’Impresa Nando Buonanotte doveva provvedere al ripiegamento dei cantieri già allestiti e allo sgombero delle aree di lavoro e relative pertinenze nel termine di 20 giorni dal ricevimento del provvedimento e che in caso di mancato rispetto del termine assegnato, il Comune di Nemi avrebbe provveduto d'ufficio addebitando all'appaltatore i relativi oneri e spese. Inoltre era stato determinato anche che il direttore dei Lavori Arch. Luca Sevieri doveva provvedere entro 25 giorni dal ricevimento dell'atto, alla redazione dello stato di consistenza dei lavori eseguiti, l’inventario dei materiali, macchine e mezzi d’opera e la relativa presa in consegna; a calcolare la penale da applicare ai sensi dell’art. 24 del Capitolato Speciale d’Appalto; a calcolare i danni dovuti dall’appaltatore e subiti dalla Stazione appaltante, in seguito alla risoluzione del contratto, comprese le eventuali maggiori spese connesse per il completamento dei lavori da affidare a terzi. Infine nella determina dell'ufficio Tecnico del Comune di Nemi si era specificato che per il risarcimento dei danni la Stazione appaltante, poteva trattenere qualunque somma maturata a credito dall’appaltatore in ragione dei lavori eseguiti nonché sulla garanzia fideiussoria. E a predisporre tutti gli atti necessari per l’approvazione del SAL Finale dei lavori e al Certificato di Regolare esecuzione dei lavori di quanto fino allora effettuato dalla ditta Nando Buonanotte.

E così, ancora una volta, risuonano le parole del consigliere di maggioranza e assessore ai Lavori pubblici, Ufficio stampa, Bilancio e Relazioni esterne, Giovanni Libanori e del primo cittadino
quando durante un Consiglio comunale della prima legislatura Bertucci, con voce altisonante, nel mentre si trattava il tema del contenzioso ILCESA, sostenevano che “questa amministrazione” a differenza di quelle passate cercava di non creare contenziosi e anziché spendere soldi per difendere l’Ente, loro erano per cercare le soluzioni.

Si vedrà quindi quali “soluzioni” emergeranno per questo contenzioso che rischia ora di pesare come un grosso macigno sulle casse comunali di Nemi.

Politica
"L’incompetenza della giunta a 5 stelle che pagheranno i cittadini genzanesi"
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Redazione


GENZANO (RM)
- “L’assestamento degli equilibri di bilancio operato nei giorni scorsi certifica senza appello l’incompetenza della giunta a 5 stelle: una correzione dei conti di circa 1 milione e 600 mila euro. Una manovra causata dalle stime completamente errate e dall'incapacità di guidare la macchina amministrativa da parte dell'amministrazione pentastellata, non riuscendo minimamente a conseguire i risultati ipotizzati nel bilancio di previsione. Una situazione che purtroppo non stupisce, dato il livello di approssimazione e inesperienza, tra costi lievitati, gestioni sconsiderate (basti pensare al netto peggioramento dei conti delle farmacie comunali) affidamenti diretti fallimentari, consulenze ed incarichi esterni infruttuosi. Come non stupisce il continuo refrain al passato, nel tentativo infantile di scaricare le responsabilità dell’amministrazione per la scure che si è abbattuta su capitoli di spesa di importanza essenziale, dal sociale (tra l’altro già colpito) al verde pubblico: un taglio da oltre 950 mila euro non certo frutto di un destino cinico e baro, né dell'eredità del passato, ma delle scelte operate dalla giunta Lorenzon: scelte che pagheranno i cittadini genzanesi. In questo quadro allarmante una parte dell’opposizione ha preferito continuare a recitare il ruolo di stampella di quest’amministrazione, adoperandosi in attacchi personali infondati e polemiche stantie, per distrarre l’opinione pubblica. Una scadente propaganda che dimostra, ancora una volta come, più che il futuro del paese, interessi provare a racimolare un po’ di consenso personale. In poco più di un anno di governo il modus operandi dei cinquestelle alla guida di Genzano risulta perfettamente in linea con quanto conseguito da altre amministrazioni comunali grilline, a partire dalla Capitale: il fallimento totale della gestione amministrativa.” Così in una nota il circolo del Partito Democratico di Genzano di Roma.

La stanza di Virbio
Il “nostro amatissimo Sindaco” sarebbe ancor di più sfavillante se non fosse appesantito ed imbolsito da grappoli di notizie di reato che assillano alcuni suoi componenti
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di Virbio


NEMI (RM)
- È lecito pensarlo per come sono andati i fatti. A poco più di un mese dalle elezioni amministrative, Pietro Pazienza prende le distanze dalla Giunta Bertucci, cui apparteneva come Assessore e neo eletto Consigliere. Le dimissioni vengono riportate nell’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 27.07.2017. Il Sindaco le
annuncia; strozza, sostanzialmente, il dibattito ed invita a sedersi sui banchi del Consiglio la prima dei non eletti, Sara Scarselletta, di formazione, di cultura e di famiglia da sempre di sinistra.

Come dire, in altri termini, e come afferma più di qualche curioso, che la Giunta Bertucci si fa arcobaleno. Così sembra! Sta di fatto che l’operazione ai più non è apparsa chiara ed ha lasciato, ed obiettivamente lascia, tanti dubbi e tanto spazio ad ogni supposizione.
Ad esempio: Pazienza resterà nella Giunta come Assessore esterno, oppure l’assessorato sarà appannaggio di altri consiglieri che giustamente scalpitano e sgomitano dopo anni di gavetta; oppure sarà la stessa Scarselletta ad essere premiata, nonostante lo scarso seguito elettorale ricevuto?

Tutto è possibile e quanto avvenuto la dice lunga sulle occhiute strategie del “nostro amatissimo Sindaco” e del suo gruppo dirigente, che sarebbe ancor di più sfavillante se non fosse appesantito ed imbolsito da grappoli di notizie di reato che assillano alcuni suoi componenti.

Poi, la discussione in Consiglio Comunale è stata, a dir poco, imbarazzante. Il Sindaco ha parlato ed a suo modo ha illustrato l’evento delle dimissioni. Il tutto in modo succinto e sbrigativo. Insomma, una formalità da espletare in un quadro strategico di regime. Lo si è percepito anche da come il Sindaco, e l’altro che siede alla sua destra, hanno risposto alle domande ed alle obiezioni dell’opposizione: “nelle dimissioni di un Consigliere non c’è l’obbligo di motivazione! ...il Consigliere ha comunicato la sua volontà al Sindaco e basta così!”. Ma il buon Pazienza dov’era? Era lì, come sempre, seduto al suo posto e silente come è avvenuto nei trascorsi 5 anni. Certo, non era obbligato a prendere (finalmente) la parola ma se lo avesse fatto tutti i presenti lo avrebbero ascoltato con rispetto, e qualsiasi cosa avesse detto sarebbe stata degna di credibilità e di attenzione. Ma così non è stato. Il tutto è apparso come una squallida manovra di vertice, pensata e posta in opera dai novelli Dioscori che, ed ecco l’ultima conferma in ordine di tempo, fanno e disfanno, dispongono e decidono, a prescindere da tutto e da tutti.
A questo punto, in assenza della voce del diretto interessato, date le modalità con cui tutto si è consumato, è più che lecito coltivare un dubbio: Pietro Pazienza è veramente e spontaneamente dimissionario, oppure è stato cinicamente dimissionato per far posto a qualcun altro?
Con il rimpasto di Giunta, capiremo meglio lo svolgersi degli eventi ma i retroscena, probabilmente, non li sapremo mai. A Pietro Pazienza, in ogni caso, va la nostra stima e l’apprezzamento per il suo impegno che, a nostro insindacabile giudizio, non è stato mai adeguatamente riconosciuto dalla Premiata Ditta “Bertucci & C”.

 

LEGGI ANCHE: Nemi, Consiglio comunale: botta e risposta tra opposizione e maggioranza


Lavoratori & sindacati
"Ai dipendenti l’ufficio trattamento economico controlla fino all’ultimo minuto di ogni loro attimo di attività"
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Redazione

 

CIAMPINO (RM) – L’Unione Sindacale di Base del Comune di Ciampino denuncia, attraverso una nota stampa, che contro le indicazioni contrattuali e di legge, che impongono, per i soli giorni di rientro pomeridiano, una documentata permanenza in servizio di almeno 8 ore e una pausa di almeno mezzora, i dirigenti e il segretario generale del Comune di Ciampino prendono invece mediamente 20 buoni pasto ogni mese. “L’ufficio trattamento economico ha elargito per anni migliaia di buoni pasto ai dirigenti e al segretario generale – dichiarano attraverso una nota dall’Usb del Comune di Ciampino - senza verificare – prosegue la nota - la loro presenza in servizio e l’interruzione della pausa per il pranzo ma accogliendo solo la loro impropria dichiarazione, che appare del tutto autoreferenziata.”

Ben altro trattamento invece, secondo la denuncia dell’Usb di Ciampino, per i dipendenti ai quali l’ufficio trattamento economico controlla fino all’ultimo minuto di ogni loro attimo di attività. Secondo l’Unione Sindacale di Base, quindi, dirigenti e il segretario generale da anni continuano a infrangere le più elementari e corrette norme di comportamento, che impongono la timbratura degli orari di servizio per ottenere i buoni pasto in base alla effettiva presenza in servizio. “Vogliamo evidenziare a tutti – dichiarano ancora dall’Usb del Comune di Ciampino - questo modo vergognoso di eludere la correttezza e il rispetto delle norme che compiono i dirigenti e il segretario generale.”

Ecco l’elenco dei dirigenti e del segretario generale del Comune di Ciampino:
Avvocato Giovanni Giaquinto
Dott.ssa Ada Gara
Arch. Gianluigi Nocco
Dott. Roberto Antonelli
Dottor Fabrizio Rita

Cronaca
La scorsa notte, gli investigatori hanno rintracciato L.L. e lo hanno sottoposto agli arresti domiciliari presso l’abitazione dei genitori
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ARICCIA (RM) - Gli agenti della Polizia di Stato del commissariato di Albano hanno eseguito una misura cautelare, in regime di detenzione domiciliare, emessa dal Gip del tribunale di Velletri nei confronti di un uomo di 41 anni.
L.L., queste le sue iniziali, già raggiunto dal divieto di avvicinamento alla ex moglie, strumentalizzando la figlia, la minacciava e la perseguitava sempre con maggiore insistenza. In due occasioni ravvicinate, l’uomo transitava con la propria macchina sotto l’abitazione della ex moglie suonando ripetutamente il clacson, facendosi notare con il chiaro intento di sfida nei confronti della donna. Ricevuta l’ennesima denuncia da parte della vittima , gli agenti della Polizia di Stato hanno notiziato l’autorità giudiziaria che, non ritenendo più idonea la misura in atto, provvedeva alla sostituzione con una di maggiore efficacia.
La scorsa notte, gli investigatori hanno rintracciato L.L. e lo hanno sottoposto agli arresti domiciliari presso l’abitazione dei genitori.

Amministrazione pubblica & cittadini
I veicoli privi delle necessarie autorizzazioni di ingresso nella ZTL saranno sanzionati secondo le norme del Codice della Strada
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Redazione


FRASCATI (RM) - È finita la fase di sperimentazione della Zona a Traffico Limitato di Frascati. Da domani, sabato 5 agosto 2017, saranno attivi in via definitiva i varchi elettronici e i veicoli privi delle necessarie autorizzazioni di ingresso nella ZTL saranno sanzionati secondo le norme del Codice della Strada. La zona a traffico limitato è attiva dalle 20 dei giorni prefestivi fino alle 24 dei giorni festivi. I varchi elettronici sono posizionati in Corso Italia, Via Vincenzo del Grande e Piazza del Mercato.

La sentenza
Silvestroni (FdI-AN): "Albano, Pavona e Cecchina sono ridicolizzate da un’amministrazione incapace e inefficiente, in grado solo di finanziare festicciole e patrocini vari”
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Redazione


ALBANO LAZIALE (RM) - Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Seconda Bis, ha accolto il ricorso proposto dalla società Dsba Srl  e ha annullato la determinazione di aggiudicazione definitiva del Comune di Albano Laziale  alla ATI Cr Costruzione Spa e Songeo Srl. per la realizzazione del sottopasso ferroviario in via dei Piani di Monte Savello in corrispondenza del passaggio a livello al km. 24+022 della linea ferroviaria Roma-Velletri


“La realizzazione del sottopasso di Pavona, nel territorio del Comune di Albano, è stata bocciata dal Tar”. E’ quanto dichiara Marco Silvestroni, capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio della Città Metropolitana di Roma Capitale.
“A maggio 2013 - ricorda Silvestroni - l’amministrazione comunale di Albano a guida Pd affermava con certezza che entro la fine del 2015 il sottopasso ferroviario si sarebbe realizzato, enfatizzando l’importanza di quest’opera in quanto prevedeva l’eliminazione di uno dei passaggi a livello di Pavona, snellendo l’assetto viario anche di zone più periferiche della città. Successivamente, arrivati a novembre 2016, l’annuncio in pompa magna del Comune, che sanciva a inizio 2017 l’inizio dei lavori del sottopasso ferroviario di Via Piani di Monte Savello”. “Siamo arrivati quasi alla fine del 2017 – osserva Silvestroni – e il Tar ha definitivamente bocciato la realizzazione di quest’opera. Tradotto, il Pd basa la sua politica sugli annunci che regolarmente vengono smentiti da ritardi e sonore bocciature legali. Al pari di altre bugie, cito ad esempio i faraonici annunci sulla raccolta differenziata fatti dal Pd nell’ottobre 2014, per arrivare anche in questo caso al pronunciamento di un altro Tribunale, quello Fallimentare, che ha dichiarato fallita a giugno 2017 la società preposta, la Volsca ambiente spa, che da qualche anno aveva lasciato il posto alla sua discendente Volsca Ambiente e servizi spa”. “I fatti parlano chiaro – conclude Silvestroni - e sono inequivocabili. Fra società pubbliche fallite, opere bocciate, raccolta differenziata che pesa sulle tasche dei cittadini, Albano, Pavona e Cecchina sono ridicolizzate da un’amministrazione incapace e inefficiente, in grado solo di finanziare festicciole e patrocini vari”.

Fatto e Diritto

La società ricorrente - Dsba Srl Ndr. - aveva partecipato ad una gara per l’appalto dei “Lavori di realizzazione del sottopasso ferroviario in via dei Piani di Monte Savello in corrispondenza del passaggio a livello al km 24+022 della linea ferroviaria Roma – Velletri, classificandosi seconda alle spalle della controinteressata.Dopo la comunicazione dell’aggiudicazione, con istanza di accesso agli atti amministrativi, otteneva la documentazione di gara da cui ricavava elementi di illegittimità del provvedimento conclusivo della gara che evidenziava attraverso due motivi di ricorso.
Il primo denuncia la violazione degli artt. 46, comma 1-bis, 74, commi 1 e 2, 77 del d.lgs. 163/2006, del bando e del disciplinare di gara e l’omessa sottoscrizione dell’offerta economica.


La lex specialis, prevedeva che l’offerta economica: “deve essere sottoscritta dal legale rappresentante della ditta ovvero, nel caso di associazioni temporanee d’imprese, dai legali rappresentanti di tutte le imprese che costituiranno i raggruppamenti o i consorzi e contenere specificatamente, in tal caso, l’impegno che, in caso di aggiudicazione della gara, le stesse imprese conferiranno mandato collettivo speciale con rappresentanza ad una di esse, indicata nell’offerta stessa e qualificata come capogruppo, che stipulerà il contratto in nome e per conto proprio e delle mandanti”.
Al contrario dagli atti risultava che le imprese costituende l’ATI controinteressata non hanno sottoscritto l’offerta economica. Secondo il Disciplinare di gara a pag. 14 ciò costituiva motivo di esclusione con previsione sovrapponibile a quella dell’art. 46, comma 1-bis, del D.Lgs. 163/2006.
Dalla documentazione presentata dalla controinteressata in sede di gara emerge, in modo inequivocabile che l’offerta economica sia priva della sottoscrizione: nel secondo ed ultimo foglio della medesima offerta manca la firma dei rappresentanti legali delle imprese partecipanti all’ATI concorrente. Ciò determina un’incertezza assoluta della provenienza dell’offerta e una mancata dichiarazione e assunzione di altri impegni prescritti dalla gara.

La scrittura privata, contrariamente all’atto pubblico, è formata dal suo autore e, per acquisire efficacia probatoria, deve essere munita di sottoscrizione riconosciuta, autenticata o verificata.

L’art. 74, commi 1 e 2, D.Lgs. 163/2006 prevede:

“1. Le offerte hanno forma di documento cartaceo o elettronico e sono sottoscritte con firma manuale o digitale, secondo le norme di cui all’articolo 77.
2. Le offerte contengono gli elementi prescritti dal bando o dall’invito ovvero dal capitolato d’oneri, e, in ogni caso, gli elementi essenziali per identificare l’offerente e il suo indirizzo e la procedura cui si riferiscono, le caratteristiche e il prezzo della prestazione offerta, le dichiarazioni relative ai requisiti soggettivi di partecipazione. (...)”.

Nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici di appalto la sottoscrizione assolve la funzione di assicurare la provenienza, la serietà, l’affidabilità dell’offerta e costituisce elemento essenziale per la sua ammissibilità, sotto il profilo sia formale sia sostanziale, potendosi solo ad essa riconnettere gli effetti propri della manifestazione di volontà volta alla costituzione di un rapporto giuridico.La mancanza della firma, pertanto, non può considerarsi a guisa di mera irregolarità formale, sanabile nel corso del procedimento, ma inficia irrimediabilmente la validità e la ricevibilità dell’offerta, senza che sia necessaria una espressa previsione della lex specialis.

Il secondo motivo censura la violazione degli artt. 73, commi 2 e 3, 74 d.lgs. 163/2006, 106, comma 2, d.p.r. n. 207 del 2010, nonché della legge di gara e l’irregolare presa visione del progetto posto a base di gara e effettuazione del sopralluogo nelle aree di esecuzione dei lavori. Delega inesistente in quanto non sottoscritta, delegato non inquadrato quale dipendente della delegante, carenza di delega per l’effettuazione del sopralluogo.
Nel bando era previsto che il partecipante alla gara o un suo delegato prendesse visione del progetto posto a base di gara e dei relativi atti di gara e che partecipasse al sopralluogo.
Dall’esame della documentazione acquisita in sede di accesso agli atti è risultato che l’ATI controinteressata ha ritirato il CD-Rom contenente i relativi elaborati tramite persona qualificata come “delegato” e non anche quale “delegato dipendente” come sarebbe dovuto essere secondo il dettame della lex specialis, con delega non sottoscritta dal rappresentante legale della CR Costruzioni SpA.
In relazione al sopralluogo è da evidenziare che la delega non riporta la facoltà di esperire anche il sopralluogo ma solo il ritiro del CD contenente il progetto e la documentazione relativa alla gara in argomento.

Si costituiva in giudizio il Comune di Albano Laziale che eccepiva preliminarmente l’inammissibilità del ricorso per aver nel 2016 la società ricorrente fatto accesso alla documentazione relativa agli atti di gara senza aver presentato nei trenta giorni il ricorso avverso l’ammissione ai sensi dell’art. 120, comma 2 bis, c.p.a. e concludeva nel merito per il rigetto.


Anche la controinteressata si costituiva in giudizio chiedendo il rigetto del ricorso. L’eccezione preliminare del Comune non può essere accolta. A prescindere dal fatto che la richiesta di documenti sia stata effettuata dalla ricorrente prima dell’entrata in vigore della nuovo codice degli appalti che ha inserito nell’art. 120 c.p.a. il comma 2 bis, non vi è la prova se e quando la ricorrente abbia ritirato i documenti richiesti, cosicchè non è possibile sapere se già nel 2016 fosse divenuta consapevole del supposto vizio nella sottoscrizione dell’offerta.


Venendo al primo motivo di ricorso, il Collegio non può tener conto delle segnalazioni provenienti dalle controparti delle ricorrenti circa la possibile sostituzione di un documento che avrebbe contenuto le firme richieste con altro che avrebbe consentito le eccezioni formulate dalla ricorrente.
Si prende atto che nella copia fatta nel 2016 su richiesta della ricorrente e mai ritirata le firme sarebbero apposte nella seconda pagina, ma non viene fornita alcuna spiegazione di come ciò possa essere avvenuto; ne consegue che il Collegio non può tenere conto della circostanza.
La mancanza della firma nell’ultima pagina dell’offerta equivale ad assenza della stessa non avendo rilievo le sigle apposte nella pagina precedente.
La fondatezza del rilievo si ricava da un unanime orientamento giurisprudenziale; si veda ad esempio Consiglio di Stato 5547/2008: “«la sottoscrizione dell'offerta, prescritta ai sensi dell'art. 74 d.lgs. n. 163 del 2006, si configura come lo strumento mediante il quale l'autore fa propria la dichiarazione contenuta nel documento, serve a renderne nota la paternità ed a vincolare l'autore alla manifestazione di volontà in esso contenuta. Essa assolve la funzione di assicurare provenienza, serietà, affidabilità e insostituibilità dell'offerta e costituisce elemento essenziale per la sua ammissibilità, sia sotto il profilo formale che sotto quello sostanziale, potendosi solo ad essa riconnettere gli effetti dell'offerta come dichiarazione di volontà volta alla costituzione di un rapporto giuridico. La sua mancanza inficia, pertanto, la validità e la ricevibilità della manifestazione di volontà contenuta nell'offerta senza che sia necessaria, ai fini dell'esclusione, una espressa previsione della legge di gara “.


Nella sentenza 14451/2015 del TAR Lazio si legge: “ l’ammissione alla gara di partecipanti “che non hanno assunto alcun impegno giuridicamente vincolante, in relazione all’offerta praticata, nel termine previsto per la presentazione delle domande di partecipazione” violerebbe “i principi di efficacia e di parità di trattamento”: “consentire la sottoscrizione dell’offerta […] mediante soccorso istruttorio equivale a superare il termine ultimo di presentazione delle offerte, con compromissione del canone di par condicio e buon andamento nonché, circostanza ancora più grave, di violazione del principio di segretezza dell’offerta. Significa consentire ad un concorrente di esprimere la sua volontà di partecipazione alla gara in un momento nel quale tale possibilità è preclusa a tutti gli altri concorrenti e di incidere, con un ulteriore atto di volontà, sulle sorti della procedura”.
Inoltre, l’art. 46 comma 1-bis del d.lgs. n. 163/2006, relativo all'incertezza sul contenuto o sulla provenienza dell'offerta, va letto nel senso che può essere sanzionata con l'esclusione dalla gara l'offerta che presenti un margine di incertezza significativo, sia per il contenuto intrinseco della stessa, sia in relazione all'oggetto dell'appalto: analogamente, sono da ritenere essenziali quegli elementi dell'offerta atti ad incidere in maniera significativa sul contenuto della stessa, tanto che la loro mancanza renda l'offerta non soddisfacente rispetto alle richieste della stazione appaltante. Pertanto, va escluso il concorrente il quale abbia omesso la sottoscrizione dell'offerta tecnica o economica– la quale non è negozialmente imputabile ad alcuno – mentre la mancata esplicita previsione di tale carenza tra le cause di esclusione è irrilevante "trattandosi di mancanza di un elemento essenziale dell'offerta che anche nell'attuale assetto normativo disegnato dall'attuale art. 46, comma 1-bis, del Codice appalti, in cui è stato codificato il principio di tassatività delle cause di esclusione, rileva quale causa di estromissione del concorrente dalla gara d'appalto.
Nel caso di specie la causa di esclusione era presente anche nel bando di gara.


Il secondo motivo non è fondato in quanto la persona delegata al ritiro della documentazione Stefano Conte era dipendente della mandataria dell’ATI controinteressata anche se la qualifica non è stata precisata nella delega a lui conferita.
Quanto al sopralluogo era necessaria l’attestazione che esso fosse stato compiuto e non vi era necessità di indicare un soggetto particolare a tale scopo.Il ricorso va accolto in relazione al primo motivo di ricorso con conseguente annullamento dell’atto impugnato.

Ambiente & Territorio
Alla riunione consiliare sono stati invitati i vertici della Regione Lazio e di Lazio Ambiente Spa
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Redazione

FRASCATI (RM)
- L’Amministrazione comunale di Frascati ha intenzione di calendarizzare un Consiglio Comunale Straordinario, invitando i vertici della Regione Lazio e di Lazio Ambiente Spa, per discutere della crisi della Società che gestisce i servizi di spazzamento e raccolta dei Rifiuti Solidi Urbani. Il Presidente del Consiglio Franco D’Uffizi oggi ha fatto partire gli inviti al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, all’Assessore all’Ambiente Mauro Buschini, al Presidente della VI Commissione Ambiente Enrico Panunzi e all’Amministratore Unico di Lazio Ambiente Spa Gregorio Narda, dando seguito alla mozione proposta dal Sindaco Roberto Mastrosanti e votata dai Consiglieri all’unanimità lo scorso 31 luglio. Il Consiglio Comunale Straordinario sarà riunito entro la prima settimana di settembre e sarà tutto incentrato sulla grave situazione economico-finanziaria di Lazio Ambiente e sulle azioni a garanzia del servizio ai cittadini.

"L’incontro con i vertici della Regione Lazio e con Lazio Ambiente Spa è necessario per fare definitivamente chiarezza sui destini della società che oggi ha in carico il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani - spiega il Sindaco Roberto Mastrosanti -, per assumere le iniziative necessarie a prevenire eventuali problematiche nella erogazione del servizio e per determinare, nell’interesse del Comune, la strada da intraprendere per una gestione futura che garantisca alti standard di qualità dei servizi di spazzamento e di raccolta differenziata ed auspicabilmente una migliore economicità degli stessi. Al tempo stesso è interesse dell'Amministrazione approfondire le problematiche legate al personale assegnato al cantiere di Frascati, per rassicurare i lavoratori non solo sulla regolare percezione della retribuzione ma sulla necessità di una tutela occupazionale che è altro tema che merita grande attenzione".
 

Lavoratori & sindacati
L’accusa di lavoratori e sindacati nei confronti dell’amministrazione comunale di Marino è quella di tenere un comportamento antisindacale
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Redazione


MARINO (RM) - Le organizzazioni sindacali territoriali Fp Cgil - Cisl Fp - Uil Fpl e la R.S.U. hanno formalmente avviato la procedura amministrativa di conciliazione presso la Prefettura di Roma per i lavoratori del Comune di Marino. “Un atto dovuto - dichiarano attraverso una nota le sigle sindacali -  nel rispetto degli impegni assunti all’unanimità dai dipendenti comunali riuniti in assemblea il 20-07-2017. Nonostante numerose sollecitazioni da parte delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori, - prosegue la nota - che è bene ricordare risultano privati di un diritto contrattuale, nessun riscontro è stato fornito dall’amministrazione comunale alla richiesta sindacale entro il 31 luglio 2017.”

 

Il mancato riscontro da parte dell’amministrazione pentastellata di Marino alla richiesta dei sindacati è stata il motivo scatenante per cui lavoratori e sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione e chiesto l’intervento della Prefettura di Roma. Un atteggiamento che viene definito come: “gravissimo, inconcepibile, immotivato, lesivo dei diritti dei lavoratori, poiché nei fatti si impedisce di percepire il legittimo salario accessorio, e soprattutto lesivo delle più elementari regole democratiche che impongono alle parti “contendenti” il necessario ed obbligatorio tentativo di conciliazione in assoluta serenità e buona fede che deve sempre contraddistinguere la pubblica amministrazione”.


L’accusa di lavoratori e sindacati nei confronti dell’amministrazione comunale di Marino è dunque quella di tenere un comportamento antisindacale per il quale le organizzazioni sindacali fanno sapere che si riservano di valutare la questione ai fini di una eventuale condotta antisindacale ed eventuale azione risarcitoria collettiva per la mancata contrattazione, con l’aggravio di spese a carico dei cittadini di marino.Le segreterie territoriali Fp Cgil - Cisl Fp - Uil Fpl quindi, alla luce di tale comportamento e ravvisato che la posizione della parte pubblica è stata, in questi mesi, caratterizzata da un’assoluta trascuratezza e un’inadeguata applicazione dei vigenti istituti contrattuali, con gravissime ripercussioni in termini economici sui dipendenti del Comune di Marino, hanno dichiarato, lo stato di agitazione del personale dipendente e sancito la rottura delle relazioni sindacali.
 

Amministrazione pubblica & cittadini
La commissione e il Delegato alle Risorse Economiche Savi rimandano tutto a settembre
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CIAMPINO (RM) - Riceviamo e pubblichiamo la nota dei portavoce M5S a Ciampino Bartolucci, Checchi e De Sisti

 

L’ennesimo tentativo di mandare in porto l’Azienda Speciale ASSC (azienda deputata alla fornitura dei servizi essenziali comunali prevista dal piano per il rilancio/salvataggio di ASP SpA) fallisce. Il Collegio dei Revisori, infatti, lo ha bocciato, rilasciando parere non favorevole al Piano Programma. Le pesanti motivazioni vertono su aspetti importanti che fanno emergere un quadro economico che a loro avviso non rispetta i criteri fondamentali a cui dovrebbe attenersi il documento.


Tra gli aspetti di maggior rilievo risaltano per quanto riguarda la nuova Azienda Speciale, ad esempio, il prezzo di cessione stimato che non corrisponderebbe al reale valore dell’azienda ceduta a causa di calcoli errati che vedono computati servizi non realmente assegnati, come pure la carenza del Piano Programma nelle previsioni di spesa che determinerebbe - già dal 2017 - delle perdite. Ma ciò che forse risulta più interessante è che i revisori hanno chiesto invano all’amministrazione un confronto del costo dei servizi con il mercato informatico CONSIP/MEPA, che delineerebbe meglio l’economicità dell’operazione in modo tale da dimostrare se sussista o meno un vantaggio vero per gli utenti dal punto di vista economico.


Anche sul fronte ASP S.p.A. i revisori non mancano di redarguire l’amministrazione, lamentando ad oggi la mancata asseverazione sulla sussistenza dei requisiti per l’affidamento diretto, come pure gravi carenze nel Piano Economico Finanziario ASP-Farmacie per quanto riguarda il costo del lavoro e i mancati benefici delle nuove entrate attese dalla nuova Farmacia,peraltro non ancora realizzata ma i cui introiti già figurano in attivo nel Piano Economico Finanziario.


Tutto questo è per noi uno scenario già prefigurato, di cui avevamo dato ampia illustrazione nella  seduta del Consiglio Comunale del 29 dicembre u.s. durante la quale la maggioranza si appellava al senso di responsabilità per un Piano di risanamento ASP che di fatto non presentava alcuna possibilità di riuscita a causa dei suoi tanti debiti (22 milioni circa), frutto di una una gestione spregiudicata da parte dell’attuale classe politica cosiddetta “professionista”, ma soprattutto “auto referenziata”, che governa ormai la nostra città da troppo tempo.
Oggi possiamo essere fieri di aver rappresentato in quella sede il nostro dissenso nei confronti di un piano il cui senso di responsabilità doveva essere rivolto, indistintamente, ad ognuno dei 38 mila cittadini di Ciampino. Questo stesso senso di responsabilità avrebbe dovuto spingere a sollevare dagli incarichi chiave di una azienda agonizzante quelle figure dirigenziali che tanta parte hanno avuto nell’indebitamento di ASP.


Insomma un nulla di fatto per ora, la commissione e il Delegato alle Risorse Economiche Savi rimandano tutto a settembre nella speranza che il caldo estivo sciolga i dubbi dei revisori.

Politica
A illustrare le motivazioni della richiesta è il coordinatore regionale del Lazio per il sociale di NCS Simone Carabella
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ROMA - Presentata richiesta formale al Prefetto di Roma di annullare il concerto di Bello Figo previsto per ferragosto. La richiesta è stata presentata da Noi con Salvini e dal “laboratorio una Donna”. A illustrare le motivazioni della richiesta è il coordinatore regionale del Lazio per il sociale di NCS Simone Carabella attraverso un video postato su Facebook, visionabile in fondo a questo articolo.
 

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