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DISTANZIATORE
Disservizi
Presso il centro vaccinazioni di Alatri, invece, è la mancanza di vaccini che sta creando il disappunto delle famiglie
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ISOLA DEL LIRI (FR)
- Sono tanti i disagi che si stanno verificando in questi giorni presso il centro vaccinazioni della Asl di Isola del Liri dove per mancanza di personale medico i genitori che si recano per vaccinare i figli vengono invitati a recarsi presso il polo di Via Piemonte a Sora. Qui neanche la situazione è delle migliori per via delle lunghe file che si formano e delle interminabili liste di attesa. Presso il centro vaccinazioni di Alatri, invece, è la mancanza di vaccini che sta creando il disappunto delle famiglie. Problematiche queste destinate a ripetersi dopo il nuovo decreto vaccini stabilito del ministro Lorenzin, che prevede l’obbligatorietà di 12 vaccini indispensabili per l’iscrizione a scuola.
“Siamo alle solite, nel nostro Paese il legiferare rimane ben lontano dalla realtà attuativa. –dichiara il consigliere provinciale capogruppo di Forza Italia e presidente della XV Comunità montana ing.Gianluca Quadrini- La carenza di organico dei centri vaccinali delle Asl e altre problematiche come i ritardi dell’arrivo dei vaccini che si protraggono da troppo tempo creano gravi disagi ai bimbi e ai genitori, rischiando di trasformare negativamente la nuova operazione vaccini obbligatori, che metterebbe al tappeto gran parte delle strutture sanitarie italiane”.
“L’irresponsabilità di questo governo di centro sinistra sul decreto vaccini sta già precipitando in una situazione di caos che preoccupa i cittadini. Il decreto è infatti impraticabile con in tempi ipotizzati”.

Immigrazione
Le etnie maggiormente rappresentative sono state: Albania, Marocco, Egitto, Tunisia, Cina Popolare
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Red. Cronaca


FROSINONE - Si è rivelata particolarmente intensa l’attività dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Frosninone in questi primi mesi del 2017. I dati statistici confermano infatti un aumento dell’attività svolta sia sotto il profilo amministrativo sia in termini di prevenzione e repressione delle attività illecite. In merito all’attività di polizia amministrativa la Questura ha rilasciato 3551 permessi di soggiorno nei primi 5 mesi del 2017 rispetto ai 2800 dello stesso periodo dello scorso anno, registrando un aumento percentuale di quasi il 30 percento.

Le etnie maggiormente rappresentative sono state: Albania, Marocco, Egitto, Tunisia, Cina Popolare.  Particolarmente impegnativo, poi, il lavoro svolto dall’Ufficio Immigrazione in materia di espulsioni: nei primi 5 mesi di quest’anno sono stati notificati 38 decreti di espulsione dal Territorio Nazionale (nel periodo corrispondente  del 2016 ne sono stati notificati 20) con provvedimento prefettizio.


In particolare, a seguito dei precedenti provvedimenti sono stati emessi: 2 decreti di allontanamento a cittadini comunitari, 33  ordini a lasciare il Territorio Nazionale e 3 accompagnamenti alla Frontiera con scorta fino al Paese di destinazione (Tunisia, Nigeria, Ghana)
Inoltre, l’Ufficio Immigrazione si occupa, con il coordinamento della Prefettura, della gestione dei profughi assegnati a questa provincia a seguito degli sbarchi avvenuti negli ultimi tempi: le etnie maggiormente rappresentative sono Nigeria, Gambia, Mali, Senegal, Guinea.
Il personale dell’Ufficio Immigrazione, diretto dal Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato dr. Giuseppe Di Franco - membro permanente della Commissione Territoriale - , proseguirà con impegno continuo e costante l’attività di prevenzione e di contrasto del fenomeno dell’immigrazione irregolare.
 
 

Eventi
Domenica 18 giugno lo spettacolare tappeto di immagini sacre tornerà a coprire il centro storico della città
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Redazione


SORA (FR) - Tutto pronto a Sora per l’Infiorata del Corpus Domini, uno degli appuntamenti più sentiti e partecipati dalla cittadinanza, un evento capace di attrarre turisti, fondendo sapientemente religiosità ed arte. Domenica 18 giugno lo spettacolare tappeto di immagini sacre tornerà a coprire il centro storico della città di Sora. Ventuno le associazioni impegnate nella realizzazione di questa gigantesca opera artistica che si dispiegherà su una superficie di oltre 700 metri lineari. Caratteristiche uniche che hanno fatto annoverare l’infiorata di Sora tra le più prestigiose d’Italia.


L’opera sarà realizzata, sotto il coordinamento dell’Associazione Consonanze, da: Agesci, Asilo Nido Comunale “Alberto Santucci”, Cappellania del Cimitero, Centro Sociale Canceglie, Ludoteca “Fortezza dei Sogni”, Associazione culturale “Iniziativa Donne”, Amici dell’I.T.A.S., Misericordia, Comunità Passionisti, Associazione ValComperta, Parrocchia San Ciro, Comunità San Domenico,  Santissimo Sacramento San Silvestro, Associazione culturale San Vincenzo Ferreri, Soraweb, Valfrancesca, Cattedrale Santa Maria Assunta, Associazione culturale Valle del Baronio, Associazione culturale Via Napoli e Associazione Walt Disney.
I lavori prenderanno il via il pomeriggio del 17 giugno e proseguiranno fino a notte fonda, concludendosi all’alba del 18 giugno. Per comporre i quadri le associazioni utilizzeranno varie tipologie di materiali: segatura, sale colorato, fiori e semi.
L’Infiorata sarà visibile in tutta la sua bellezza il giorno del Corpus Domini quando, al termine della solenne Celebrazione Eucaristica delle ore 18.30, il Mons. Gerardo Antonazzo, Vescovo della Diocesi di Sora Cassino Aquino Pontecorvo, scenderà con il Santissimo Sacramento la scalinata della Cattedrale S. Maria Assunta per la tradizionale processione sul tappeto di fiori.


Giovedì, 15 giugno, sarà allestita un’originale, preziosa ed artistica infiorata anche all’interno della Basilica dell’Abbazia di San Domenico, a cura della comunità parrocchiale e monastica e della Parrocchia di Santa Maria Porta del Cielo.
L’edizione 2017 dell’Infiorata sarà caratterizzata da un’altra importante novità: un gemellaggio all’insegna della solidarietà con la città di Norcia dove l’Associazione “Il Torrione” realizzerà l’opera “Poté più colei che più amò” . Il tappeto di sale colorato, delle dimensioni di 4×7 metri, sarà donato alla città colpita dal terremoto in occasione del Corpus Domini e raffigurerà i due Santi nativi Santa Scolastica e San Benedetto.  Il tappeto di sale seguirà un percorso trascendente che, partendo dalla Basilica di San Benedetto, centro e cuore dell’Europa intera, si espande nell’abbraccio amoroso per Dio e per l’uomo di Scolastica, per poi perdersi nell’orizzonte più sconfinato dell’amore di Dio stesso, messaggero di pace per gli uomini, e nello Spirito Santo, luce dell’universo. Il legame di sangue tra i due Santi è un messaggio di fratellanza che travalica ogni confine fino a farsi speranza del mondo. Speranza che mai si spense nei territori, ove i due Santi praticarono la fede in Dio, quando nel 1915 questi furono sconvolti da un devastante terremoto, la cui tragedia, a cent’anni di distanza, è tornata colpire anche Norcia. Unita per sventura nella tragedia ed ancor più, per ferma volontà, nella speranza e nella fede “come la mente loro sempre era stata unita in Dio “, Sora spera di lasciare nei cuori delle popolazioni terremotate il ricordo di un giorno carico di emozioni, permeato da un autentico spirito di fratellanza.


Il Sindaco Roberto De Donatis e l’Amministrazione Comunale, nell’invitare la cittadinanza ed i visitatori a vivere ed apprezzare l’Infiorata del Corpus Domini, ringraziano sentitamente tutte le realtà associative che anche quest’anno impreziosiranno con le loro creazioni le vie del centro storico, scrigno di bellezze architettoniche, storiche ed artistiche. Un ringraziamento speciale a “Il Torrione” per il suo straordinario impegno sociale.

 

Cronaca
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno arrestato il 45enne in flagranza di reato
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Red. Cronaca


PONTECORVO (FR) - Manette ai polsi per un 45enne di Pontecorvo con precedenti per furto e lesioni personali. L’uomo ha aggredito la moglie, per futili motivi, prendendola a pugni e calci  dapprima in casa e successivamente per le vie della città. L’immediato intervento dei Carabinieri, ha quindi consentito l’arresto in flagranza di reato del 45enne, mentre la donna è stata trasportata al pronto soccorso di Cassino, dove è stata dimessa con una prognosi di 7 giorni. Il 45enne, dopo le varie formalità di rito,  è stato portato al carcere di Cassino.
 

Il caso
Quadrini: “Impegno degli agenti innegabile. Necessario incrementare l’organico”
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CASSINO (FR) - “Nella città di Cassino si continuano a tagliare irrazionalmente servizi essenziali per la comunità, senza tenere in considerazione la criticità di un territorio dove si registrano episodi di criminalità organizzata molto gravi e per i quali le operazioni di quel personale di polizia ha sempre portato a termine importanti azioni di prevenzione con arresti e sequestri. Questo è da scongiurare.” E’ la dichiarazione del consigliere provinciale capogruppo di Forza Italia Gianluca Quadrini a proposito del rischio che questa volta colpisce la Sezione specializzata della Squadra Mobile di Cassino che a quanto pare ha concrete possibilità di chiudere i battenti in un prossimo futuro.

Una circostanza questa, secondo il capogruppo di Forza Italia in Provincia Quadrini che metterebbe in serie difficoltà il territorio e la sicurezza dei cittadini. “Se ciò si verificasse- aggiunge Quadrini- sarebbe una scelta assurda che andrà ad incidere sulla sicurezza non solo del cassinate ma di tutto il nostro territorio e che metterebbe ancora più a repentaglio la collettività in un momento in cui le esigenze aumentano e sono in crescita episodi criminali e camorristici.
L’impegno, infatti, di questi agenti della Sezione Squadra Mobile Distaccata a Cassino è innegabile e molte sono state le azioni messe a segno e testimoniate in questi anni di duro lavoro spesi con impegno a servizio del territorio, come la lotta al traffico di stupefacenti e al riciclaggio di denaro”.

“Non si può permettere- conclude Quadrini- che tale utilissimo strumento di controllo per l’incolumità cittadina venga soppresso nel silenzio più assordante ma è necessario che le istituzioni politiche del territorio elevino la propria voce affinchè l’organico della stessa Squadra Mobile specializzata sia incrementato”.

Ambiente & Territorio
Legambiente "Soddisfazione per l'avvio del Contratto di Fiume dopo due anni di lavoro"
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Redazione

 

CEPRANO (FR) - A Ceprano, durante la serata di venerdì 5 maggio 2017, nell'ambito di un incontro del coordinamento dei sindaci della Valle del Sacco, con la presenza anche della Regione Lazio e delle associazioni che ne hanno animato il percorso fino a qui, si è ratificato il Manifesto di Intenti per il Contratto di Fiume del Sacco, sottoscritto nell'occasione da tutti i presenti. "Siamo molto soddisfatti per l'avvio del contratto di Fiume del Sacco - commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio - ora bisogna mettersi al lavoro perché questo straordinario strumento di partecipazione, riqualificazione dello stato dell'acqua e contrasto ai rischi idrogeologici, dia presto i suoi frutti con il cronoprogramma definito.
 
Il contratto di Fiume del Sacco ha poi il valore aggiunto di ricadere in un territorio di bonifica, potendo così interagire con tale opera e i conseguenti studi approfonditi dei terreni ripariali e dell'acqua. Siamo fieri di aver dato l'avvio a tutto questo percorso e di aver trovato prima associazioni e poi amministrazioni particolarmente attente ai temi ambientali sul territorio, con le quali l'integrazione è stata evidentemente fruttuosa visto il risultato ottenuto, raggiunto anche per l'importante sostegno ai contratti di Fiume che sta arrivando dalla Regione". Era stata proprio l'associazione del cigno verde ad avviare il percorso verso il Contratto di Fiume del Sacco, con un primo incontro organizzato dal circolo Legambiente Anagni due anni fa; a Legambiente si sono unite le associazioni Retuvasa e Pulliano arrivando insieme alla stesura della prima bozza del Manifesto.
 
Attraverso poi il coordinamento della Regione, in particolare della Consigliera Cristiana Avenali, e al lavoro di amministrazioni come Ceprano e Anagni, si è arrivati alla firma di ieri, con la presenza della stessa consigliera regionale Cristiana Avenali, del responsabile ufficio regionale Contratti di Fiume Eugenio Monaco e della consigliera Daniela Bianchi. I firmatari che oggi sono diventati il comitato promotore del Contratto di Fiume sono le associazioni Legambiente, Retuvasa, Pulliano, Coldiretti Lazio e i comuni di Anagni, Acuto, Arce, Carpineto Romano, Ceprano, Colleferrro, Gavignno, Falvaterra, Ferentino, Fumone, Genazzano, Morolo, Paliano, Patrica, Piglio, Segni, Serrone e Valmontone.
Cronaca
Nei confronti del ragazzo sono emersi gravi indizi di colpevolezza circa il suo attivo coinvolgimento nel violento delitto
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Red. Cronaca


FROSINONE - La Procura della Repubblica di Frosinone ha emesso un decreto di “fermo di indiziato di delitto” a carico del 24enne Michel Fortuna implicato nella feroce aggressione di Alatri dello scorso 26 marzo che ha cagionato la morte di Emanuele Morganti.


Il provvedimento cautelare è stato immediatamente eseguito dai carabinieri che hanno bloccato Fortuna a Frosinone presso la casa di un parente.
A carico del Fortuna, al pari di quanto già evidenziato nei confronti degli altri due soggetti sottoposti a fermo nei giorni scorsi, sono emersi, nel corso di una articolata e complessa attività investigativa espletata dai militari del Comando Provinciale Carabinieri di Frosinone e diretta dai Pubblici Ministeri assegnatari dell’inchiesta, gravi indizi di colpevolezza circa il suo attivo coinvolgimento nel violento delitto.


Il decreto di fermo, fanno sapere dalla Procura, si è reso necessario alla luce della rilevantissima pericolosità desumibile dal comportamento gravissimo posto in essere, in ragione del concreto pericolo che il fermato potesse darsi alla fuga nonché per prevenire il concreto rischio di inquinamento di prove dichiarative, riferibile sia al materiale probatorio già raccolto che all’evoluzione delle investigazioni, che proseguono ancora con il massimo impegno.
 

Il caso
Mario Castagnacci, di 27 anni, e Paolo Palmisani (S), 20 anni, in una foto tratta dal pagina facebook 'la citta' di Alatri': per gli inquirenti sarebbero responsabili dell'aggressione finale
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ALATRI - Mario Castagnacci e Paolo Palmisani, i due ragazzi di 27 e 20 anni fermati per l'omicidio di Emanuele Morganti, massacrato di botte ad Alatri fuori da un locale mentre difendeva la fidanzata, sono stati posti in regime di isolamento nel carcere romano di Regina Coeli per il rischio di ritorsioni e minacce da parte di altri detenuti. Intanto l'avvocato di Castagnacci, Tony Ceccarelli, ha deciso di rinunciare all'incarico. "E' stata una decisione autonoma, presa senza alcuna pressione", sottolinea il legale. "Lo dico - specifica - perché in questi giorni sono stati molti i colleghi, anche di indagati più marginali, che sono stati minacciati e malmenati".

Castagnacci era stato fermato a Roma giovedì 23 marzo perché trovato in possesso di centinaia di dosi di droga ma fu rilasciato il mattino successivo, ovvero il 24 marzo. La notte poi avvenne ad Alatri il terribile pestaggio di Emanuele. Il gip, convalidando l'arresto per Castagnacci e altri tre complici, riconobbe la tesi difensiva del "consumo di gruppo" che portò alla scarcerazione.

Mario Castagnacci, 27 anni, e Paolo Palmisani, 20 anni, i due fratellastri di Alatri, si erano rifugiati da alcuni parenti a Roma. Per il Procuratore capo di Frosinone, Giuseppe De Falco, ad armare le loro mani in quei 15 interminabili minuti di violenza consumatisi nella notte tra venerdì e sabato nella piazza di Alatri forse è stata una volontà di controllo del territorio, la volontà di mostrare a tutti "chi comanda". Una volontà annebbiata probabilmente da un mix di cocaina e alcol. E così un ragazzino "innocente e perbene" è diventato, complice un litigio in un locale con un ubriaco, preda di un branco assetato di violenza che, stando ad alcune testimonianze, si è persino armato di un manganello e una chiave inglese per colpirlo, inseguirlo, infierire senza pietà fino a finirlo con un pugno letale. Un pugno, per gli investigatori sferrato da Castagnacci, che ha fatto crollare Emanuele in terra, sbattendo la testa contro un'auto.

I due fratellastri sono i primi due identificati dai carabinieri come alcuni dei responsabili del pestaggio: in tutto restano sette indagati. Emanuele, dopo la lite nel locale, è stato vittima di due pestaggi in due momenti differenti e alcuni suoi amici, in particolare uno, ha tentato di difenderlo. Inutilmente. I due sono in carcere, a Regina Coeli, con un'accusa pesantissima: omicidio volontario.

"La vicenda di una gravità spaventosa perché per motivi banali, una lite di una bevanda, si è arrivati alla morte di un ragazzo innocente e perbene. Tutto nato da un diverbio in discoteca non con un ragazzo albanese", aveva detto il Procuratore Capo di Frosinone Giuseppe De Falco.

Sul suo profilo Facebook, la ragazza di Emanuele aveva scritto: "Non riesco ancora a realizzare tutto quello che è successo. Non meritavi tutto questo, non hai fatto niente di male. Una morte così. Ricordo uno dei tuoi ultimi messaggi di venerdì pomeriggio: 'ti amo più di ogni altra cosa' .- aggiunge rivolgendosi a lui - E continuerò a ricordarlo per sempre, come continuerò a ricordare anche te. Ti amo e lo farò per sempre".

La ricostruzione - Al 'Mirò', un locale in piazza Margherita nel centro storico di Alatri - già teatro di altre risse in passato - Emanuele Morganti era arrivato dalla frazione di Tecchiena, dove abita con la famiglia, assieme alla sua ragazza per ascoltare musica. Verso le due, secondo quanto ricostruito, i due erano al bancone del bar quando si é avvicinato un ragazzo che ha iniziato a importunare la fidanzata di Morganti. Questi ha reagito ed é scoppiata una lite. Sono intervenuti i buttafuori del locale, che hanno portato i due all'esterno. Qui l'aggressione a Morganti con calci e pugni, mentre intorno in molti assistevano terrorizzati. A un tratto uno degli aggressori avrebbe preso un oggetto di ferro e ha colpito la vittima alla testa, lasciandola a terra incosciente. Soccorso e trasportato inizialmente all'ospedale San Benedetto di Alatri, dove i medici gli hanno riscontrato fratture multiple al cranio e alla zona cervicale con emorragia cerebrale, il 20/enne è stato trasferito in elicottero a Roma. Al Policlinico Umberto Primo lo hanno operato e ricoverato in rianimazione. E' morto dopo oltre 36 ore di agonia. 

Bullismo
Il ragazzo è stato massacrato di botte da un gruppo di giovani
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FROSINONE -Si va verso una svolta nelle indagini per l'omicidio di Emanuele Morganti, il ventenne pestato nella notte tra venerdì e sabato fuori da un locale di Alatri, mentre difendeva la fidanzata, e morto dopo due giorni di agonia. A quanto trapela di indiscrezioni, dei nove indagati almeno due sarebbero stati sottoposti a fermi. Sarebbero in corso accertamenti anche su una presunta aggressione ai danni di alcuni sospettati.Anche le immagini delle telecamere sono state esaminate dagli investigatori. Al vaglio c'è la posizione di diverse persone italiane e straniere. 

Lo stesso sindaco di Alatri, Giuseppe Morini, ha lanciato un appello: "Chi sa parli. Invito tutti a dire la verità, a collaborare con gli inquirenti affinché al più presto vengano individuati i responsabili. Alatri non deve essere omertosa. Fuori da quel locale c'erano tante persone, ma nessuno ha fermato gli aggressori o contenuto la terribile barbarie, è terribile", ha aggiunto il sindaco.

Sul suo profilo Facebook, la ragazza di Emanuele scrive: "Non riesco ancora a realizzare tutto quello che è successo. Non meritavi tutto questo, non hai fatto niente di male. Una morte così. Ricordo uno dei tuoi ultimi messaggi di venerdì pomeriggio: 'ti amo più di ogni altra cosa' .- aggiunge rivolgendosi a lui - E continuerò a ricordarlo per sempre, come continuerò a ricordare anche te. Ti amo e lo farò per sempre".

Bisogna "contrastare le violenze, come quella avvenuta ad Alatri due giorni fa". Il presidente Sergio Mattarella ha citato, parlando al Quirinale, il terribile episodio avvenuto nella cittadina laziale due giorni fa dove ha perso la vita un ragazzo a seguito di una brutale aggressione di gruppo.

Una lite per difendere la fidanzata, oggetto di battute pesanti da parte di un giovane albanese, forse ubriaco. Poi il pestaggio violentissimo in strada, fuori del locale, aggredito da diverse persone. Così é morto Emanuele Morganti, ventenne che venerdì notte era con la ragazza in un locale di Alatri, in provincia di Frosinone, quando tutto é cominciato. I medici del Policlinico Umberto Primo di Roma, dove é stato trasportato in eliambulanza e operato, non sono riusciti a salvarlo. Le sue condizioni erano disperate. I carabinieri cercano di individuare gli aggressori, tutti più o meno coetanei della vittima, hanno riferito i testimoni. Ci sarebbero alcuni sospettati che vengono interrogati. In particolare si cerca il giovane che avrebbe dato i colpi più devastanti con un grosso oggetto di ferro, forse una spranga o una chiave inglese. Colpi che hanno provocato a Morganti fratture multiple al cranio e alla cervicale, risultate poi mortali.

Decine i testimoni e gli amici della vittima ascoltati in caserma: al centro dei sospetti ci sarebbero 9 giovani, italiani e stranieri, che vengono sentiti anche in queste ore dal pm della procura di Frosinone Vittorio Misiti. Al 'Mirò', un locale in piazza Margherita nel centro storico di Alatri - già teatro di altre risse in passato - il giovane era arrivato dalla frazione di Tecchiena, dove abita con la famiglia, assieme alla sua ragazza per ascoltare musica. Verso le due, secondo quanto ricostruito, i due erano al bancone del bar quando si é avvicinato un altro ragazzo, un albanese, che ha iniziato a importunare la fidanzata di Morganti. Questi ha reagito ed é scoppiata una lite. Sono intervenuti i buttafuori del locale, che hanno portato i due all'esterno. Qui gli amici dell'albanese avrebbero iniziato a colpire Morganti con calci e pugni, mentre intorno in molti assistevano terrorizzati. A un tratto uno degli aggressori avrebbe preso un oggetto di ferro, forse una chiave inglese o una spranga, e avrebbe colpito la vittima alla testa, lasciandola a terra incosciente. Soccorso e trasportato inizialmente all'ospedale San Benedetto di Alatri, dove i medici gli hanno riscontrato fratture multiple al cranio e alla zona cervicale con emorragia cerebrale, il 20/enne é stato trasferito in elicottero a Roma. Al Policlinico Umberto Primo lo hanno operato e ricoverato in rianimazione.

Cronaca
La Squadra Volante del Commissariato di Cassino denuncia due nigeriani: un 39enne parcheggiatore abusivo ed una 22enne intenta a chiedere offerte
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CASSINO - Nel corso di servizi finalizzati a fronteggiare il dilagante fenomeno dei parcheggiatori abusivi, la Squadra Volante del Commissariato di Cassino, nel controllare un’area adiacente ad un centro commerciale della città, nota un giovane extracomunitario intento a far parcheggiare le auto dei clienti, pretendendo adeguata retribuzione economica.
L’ “abusivo” inveisce contro la clientela “ingenerosa” quando l’offerta è stata inferiore alle aspettative o addirittura inesistente.
In questo frangente, i poliziotti, abilmente appostati per non essere notati e posizionati in modo tale da poter osservare la scena, intervengono e chiedono i documenti all’improvvisato parcheggiatore.
L’uomo si rifiuta di esibire i documenti o di fornire indicazioni sulla sua identità e tenta addirittura la fuga, spintonando e minacciando gli agenti con un arnese di ferro, che aveva in tasca.
Fermato e bloccato, il fuggitivo viene condotto negli uffici del Commissariato per gli accertamenti di rito.
È un 39enne nigeriano per il quale scatta la denuncia per minaccia aggravata, porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere, nonché mancata esibizione dei documenti.
Una sua connazionale di 22 anni viene, invece, sorpresa intenta ad infastidire la clientela di un'altra attività commerciale della Città Martire, per ricevere un’offerta: alla vista degli agenti inizia ad urlare, gettandosi a terra ed opponendo fattiva resistenza.
La ragazza viene pertanto denunciata per resistenza a P.U., oltre che per mancata esibizione dei documenti, avendo rifiutato di fornire le indicazioni circa la sua identità.

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