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DISTANZIATORE
L'evento
Ponza in Tavola nasce nel 2013, da un’idea di Massimiliano Casalino, Franco Schiano e Monia Sciarra, per valorizzare il patrimonio enogastronomico della comunità
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Redazione

 

PONZA - Domenica 27 agosto, a Piazza Calacaparra in località Le Forna a Ponza (LT), torna Ponza in tavola con la sua terza edizione, l'evento dedicato alle tradizioni isolane legate alla cultura del cibo e delle materie prime alimentari, caratteristiche dei primi colonizzatori dell'isola nella seconda metà del 1700.

L'Associazione Cala Felci, organizzatrice dell'evento, ha recuperato le antiche ricette, molte ancora tra le specialità culinarie di Ponza.

Ponza in Tavola nasce nel 2013, da un’idea di Massimiliano Casalino, Franco Schiano e Monia Sciarra, per valorizzare il patrimonio enogastronomico della comunità, riproponendo le antiche ricette del periodo della colonizzazione Borbonica dell’isola risalente alla metà del 1700.

Ponza in Tavola non è la solita Sagra di paese ma una manifestazione storico-culturale che oltre a riproporre la degustazione delle antiche ricette, ricostruisce l’ambientazione dell’epoca con musiche, costumi anche attraverso l’utilizzo della moneta del periodo: il Tornese.

Dalle ore 20.30, sulla piazza saranno allestiti gli stand dove le massaie ponzesi, i ristoranti e le trattorie locali, i produttori di vini e prodotti tipici isolani proporranno i prodotti enogastronomici. Nei punti di degustazione, sarà esposto un menù descrittivo delle specialità offerte.

Specialità: vini locali, liquori di erbe locali, rosolio, zuppe: cicerchie, lenticchie, fagioli, ceci, fave, piselli, cianfotte varie, parmigiane melanzane – zucchine, calamari/totani 'mbuttunati, polpette di pesce, trippa, soffritto, spezzatino, involtini di carne, involtini di pesce spada, patate ‘a carne fuiùta', caponata del pescatore con gallette di mare, pizza napoletana fritta, pizza di scarola, zeppole, frittelle con ripieni vari (erbe marine, alici, cicinielli), alici fritte in cuppetielli, totani e pizze rustiche, casatielli, pastiere di pasta, pastiere di riso, pastiere di grano.

Parteciperanno alla preparazione dei piatti massaie Ponzesi capitanate dalla Sig.ra Annamaria Silvestri

Alla manifestazione partecipa anche l’Isola di Ventotene con un gruppo di operatori turistici con un suo Stand dove si potranno gustare alcune specialita’
Per maggiori informazioni: info@ponzacalafelci.com, tel. 3407874846

Incidente
Qualche disagio e ritardi. Occupanti scesi a terra a bordo di un tender
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Redazione

 

PONZA - Incidente questa mattina nel porto di Ponza. Il traghetto Carloforte, in partenza dal porto, ha agganciato e trascinato l'ancora di uno yacht. Secondo la ricostruzione dell'accaduto, da parte del comandante della Guardia Costiera di Ponza Enrico Penco, ieri sera l'imbarcazione da diporto, che era ormeggiata ai pontili, a causa del forte vento di levante è entrata in porto e ha gettato l'ancora al centro dello specchio d'acqua, mentre gli occupanti sono scesi a terra a bordo di un tender. L'ancora è rimasta probabilmente incagliata in quella della motonave Carloforte, che alla partenza, questa mattina, l'ha trascinata via. Gli ormeggiatori e i sub dell'isola hanno risolto in breve tempo il problema, ma la motonave in partenza per Terracina ha subito un ritardo di 50 minuti per le operazioni di verifica di eventuali danni. Nessuna conseguenza per il traghetto, che è poi partito da Ponza, mentre lo yacht ha perso l'ancora e ha subito alcuni danni.

Trasporto pubblico locale
Su Astral la denuncia del Sulct: "Situazione critica a causa carenza del personale personalizzato nelle officine"
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Redazione

 

LATINA - La Segreteria SULCT di Roma e Lazio rende noto di aver chiesto, nella giornata del 4 agosto 2017, l’immediato intervento del Comune di Latina e della società società Atral, che gestisce il TPL nel capoluogo pontino, al fine di “evitare eventuali soppressioni e/o interruzioni del servizio per mancanza di vetture idonee”.

“L’atavica carenza del personale specializzato nelle officine – spiega il Segretario Renzo Coppini – è diventata ormai insostenibile, al punto da non essere più in grado di sopperire ai ripetuti guasti evidenziati dagli autisti. Problematiche, dovute essenzialmente alla vetusta età del parco bus, aggravate dal malfunzionamento degli impianti di climatizzazione che, col caldo torrido degli ultimi giorni, compromette ulteriormente il normale svolgimento del servizio, con ricadute sul personale e sugli utenti”.

“La procedura negoziata, aperta dal Comune di Latina per l’affidamento del servizio TPL, non può essere considerata un alibi, sia chiaro, l’Amministrazione e la Società Atral hanno il dovere di contenere lo stress fisiologico dei Lavoratori. Inoltre – conclude Coppini –, attendiamo il verbale definitivo sottoscritto in Comune, a chiarimento della clausola sociale inserita nel capitolato, per dare piena garanzia a tutti gli operatori che, malgrado le avversità, assicurano con senso di responsabilità la mobilità dei cittadini”. 

L'operazione di Polizia
Al centro della filiera illecita vi erano un 53enne romano e il figlio 22enne
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Redazione

APRILIA (LT)
- Il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato la Squadra Mobile e la Polizia Stradale di Latina, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, hanno eseguito n. 21 misure cautelari emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma a carico di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di aver realizzato e gestito un’enorme discarica abusiva nel territorio di Aprilia, località Tufetto, zona sottoposta a vincolo idro-geologico, e di avervi sversato enormi quantitativi di rifiuti pericolosi e non pericolosi, attraverso modalità ampiamente consolidate di trasporto e interramento abusivi.  Sono in corso le ricerche di uno degli indagati, destinatario di misura cautelare in carcere, allo stato irreperibile.

Le indagini traggono origine dall’attività svolta dalla Polizia di Stato, a partire dal mese di marzo 2016, su un anomalo e intenso traffico di veicoli pesanti che, anche in orario notturno, accedevano in via Corta di Aprilia, diretti nell’area in cui insiste una cava di pozzolana dismessa da anni.

La Polizia di Stato effettuava numerosi servizi di osservazione, anche con l’utilizzo dei velivoli del Primo Reparto Volo di Roma, rilevando come all’interno della cava fossero  realizzati invasi, nei quali venivano sversati rifiuti di varia natura dai quali, in molti casi, esalavano fumi inquietanti.

I rilievi fotografici effettuati nel corso di un sopralluogo aereo, confrontati con le immagini satellitari risalenti nel tempo, consentivano, sin da subito, di accertare che alcune delle enormi buche fossero di recentissima realizzazione.

Previa autorizzazione della D.D.A. romana, venivano quindi installate diverse telecamere, che consentivano di acquisire contezza delle attività illecite svolte all’interno del sito. In particolare, veniva rilevato che:

•      all’interno della cava era presente un escavatore con cui venivano realizzate buche ampie e profonde nel terreno;

•      all’interno di dette buche avvenivano sversamenti di ogni sorta di rifiuti solidi urbani, rifiuti da costruzione e demolizione nonché rifiuti pericolosi, come sembravano testimoniare le esalazioni colorate che si sprigionavano dai cumuli di materiale dopo lo scarico; 

•      subito dopo lo sversamento dei rifiuti (che in alcuni casi rimanevano per giorni sui mezzi d’opera esposti al sole), i soggetti operanti nella cava provvedevano a ricoprirli di terra, al fine di celarli rapidamente e di limitarne le esalazioni maleodoranti e inquinanti.

I servizi di osservazione, effettuati grazie al sistema di videosorveglianza, e le intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno consentito di delineare, sin dalla fase iniziale delle indagini, che a gestire la discarica abusiva fosse PIATTELLA Antonino, autentico dominus dell’intera filiera illecita, nonché il figlio PIATTELLA Riccardo, gestore della cava a tutto tondo; questi, infatti, oltre a ricevere gli appuntamenti per gli sversamenti dai singoli conferitori, si occupava anche di manovrare personalmente escavatori e trattori stradali per provvedere allo scarico e all’interramento di enormi quantitativi di rifiuti. I predetti erano collaborati - e, se del caso, sostituiti - da LANARI Roberta, moglie di Antonino, che provvedeva sovente ad incassare i compensi per gli “scarichi” illeciti.

Le intercettazioni consentivano di individuare, in rapida successione, le aziende di provenienza dei rifiuti, ubicate nelle provincie di Roma e Latina, i mezzi utilizzati nonché i soggetti che, a vario titolo, partecipavano al traffico illecito di rifiuti, ognuno con un ruolo ben determinato.

E’ stato quindi possibile ricostruire la rete di imprenditori coinvolti in qualità di conferitori, molti dei quali operanti proprio nel settore del recupero e dello smaltimento di rifiuti che, in luogo di rivolgersi a canali di smaltimento ufficiali e leciti, si servivano del sito gestito dai Piattella.

La descritta attività criminale ha consentito, peraltro, sia agli “smaltitori” che ai “conferitori” di ottenere elevatissimi profitti, successivamente reimpiegati nel circuito economico legale.

Infatti, mentre i primi hanno interamente incamerato, sottraendole al fisco, le somme illecitamente percepite per i singoli sversamenti, i secondi, invece, hanno conseguito un considerevole risparmio di spesa, evitando i maggiori costi derivanti dall’osservanza delle procedure previste per lo smaltimento autorizzato di rifiuti.

Sulla base di tali risultanze, pertanto:

a)     sono state eseguite misure cautelari in carcere nei confronti di:

1.     PIATTELLA Antonino, nato a Roma il 04.01.1964;

2.     PIATTELLA Riccardo, nato a Velletri (RM) il 14.02.1995;

3.     LANARI Roberta, nata ad Aprilia (LT) il 24.05.1966;

4.     BACCI Elio detto" Mauro", nato a Trevi nel Lazio (FR) il 16.12.1953;

5.     CARNEVALE Donatella, nata a Velletri (RM) il 25.07.1964;

6.     CARNEVALE Catia, nata a Velletri (RM) il 02.07.1969;

7.     BERNACCHIA Giampiero, nato a Frascati (RM) il 27.05.1969;

8.     SESTINI Remo, nato a Roma il 26.03.1962;

9.     MORESCHINI Stefano, nato a Roma il 29.10.1958;

10.    LUCIDI Sante, nato a Valle Castellana (TE) il 28.10.1958;

11.    LUCIDI Dario, nato ad Aprilia (LT) il 09.06.1985;

12.    COGONI Riccardo, nato ad Aprilia (LT) il 08.08.1989;

13.    MANZINI Alberto, nato ad Aprilia (LT) il 22.12.1958;

14.    MARTINO Antonio, nato a Sant'Agata dè Godi (BN) il 14.09.1965;

15.    BONCI Paolo, nato ad Albano Laziale (RM) 16.01.1970;
 

b)     è stata notificata l’applicazione delle misure cautelari del divieto di dimora nel comune di Aprilia, Ardea e Velletri e dell'obbligo di presentazione quotidiana alla P.G. nei confronti di:



16. SANTIONI Carlo. nato a Gualdo Tadino (PG) il 16.02.1944;

17. ESANUCristineì detto Cristian" nato in Romania il 18.12.1966;

18. PUCA Aldo, nato a Tearw (CE) il 05.02.1985;

19. TELESCA Patrizio, nato ad Aprilia (LT) il 27.10.1981;

20. PAPI Alessandro, nato in Genzano di Roma (RM) il 26.06.1982;

21.OLTEANU Karly Ninel, nato a Craiova (Romania) il 30.06.1974;

Nel medesimo contesto, sono stati svolti approfondimenti investigativi di carattere patrimoniale, attraverso i quali è stato possibile appurare non solo l’evidente sproporzione tra i redditi dichiarati dai soggetti coinvolti nel procedimento penale ed il patrimonio dagli stessi posseduto, ma altresì che alcuni degli indagati hanno provveduto a reimpiegare nei circuiti economici legali le ricchezze illecitamente accumulate, in modo da ostacolarne il rintraccio della provenienza delittuosa, ed hanno fatto ricorso ad intestazioni fittizie dei propri beni, al fine di evitare possibili azioni ablatorie da parte dello Stato.

In esito ai menzionati approfondimenti, pertanto, da un lato, sono state delineate a carico dei destinatari delle misure cautelari anche le condotte delittuose di trasferimento fraudolento di valori ed autoriciclaggio e, dall’altro, è stato eseguito il sequestro preventivo di 9 società, 11 quote societarie, 7 fabbricati di civile abitazione, 8 fabbricati industriali, 7 locali di deposito, 37 appezzamenti di terreno, 60 tra autovetture e mezzi d’opera aziendali, nonché numerosi rapporti bancari, tutti riconducibili agli indagati ed ai loro familiari e prestanome, per un valore complessivo di circa 15 milioni di euro.

Nei confronti delle enti coinvolti a vario titolo nel traffico illecito è stata contestata la violazione del Decreto L.vo n.231/2001 sulla responsabilità amministrativa da reato degli enti, in relazione ai reati in materia ambientale commessi dai soggetti che vi rivestivano posizioni apicali.

A carico delle aziende “conferitrici” e dei rispettivi titolari è stata sottoposta a sequestro anche la somma complessiva di 200.000 euro circa, ritenuta profitto degli illeciti sversamenti. 

Cronaca
Il sindaco Giuseppe Schiboni: “Un chiaro dato che dimostra che il dissesto non è mai esistito ma è stato solo un’invenzione politica della precedente amministrazione”
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SAN FELICE CIRCEO - “L’organismo straordinario di liquidazione è tenuto a restituire al Comune di San Felice Circeo la differenza positiva di € 1.554.760,68 quale risultato delle attività legate al dissesto finanziario”. A sostenerlo il Ministero dell’Interno con proprio decreto del 3 luglio scorso che ha approvato le risultanze delle gestione straordinaria la cui delibera conclusiva è stata emessa il 2 aprile scorso. Si chiude così quindi il dissesto finanziario del comune di San Felice Circeo con il decreto emesso e che definisce in modo chiaro ed incontrovertibile i “numeri” che hanno accompagnato la manovra iniziata a dicembre 2012. Le risultanze in particolare evidenziano riscossioni di crediti per 5 milioni di euro circa, con una massa di debiti accertata e pagata di 3,2 milioni di euro ed una ulteriore spesa di quasi 300mila euro per l’Organismo Straordinario di Liquidazione.
“La scelta politica di dichiarare il dissesto – spiega Giuseppe Schiboni sindaco del comune di San Felice Circeo – ha solamente penalizzato i cittadini e quanti operano e lavorano nel nostro comune. Un chiaro dato dimostra ancora, e per l’ultima volta, che il dissesto era solamente nel pensiero della precedente maggioranza che non ha avuto capacità di leggere i numeri dei bilanci passati. La differenza tra crediti e debiti con una somma positiva di 1,5 milioni di euro la dice lunga sulla stravaganza della scelta di aver portato il comune di San Felice Circeo al collasso. Oggi come ieri siamo ancora di più consapevoli che il dissesto non è mai esistito e il danno causato alla collettività in arretratezza e tasse al massimo storico poteva essere evitato”.
Il ministero, infine, nel decreto emesso ha impartito istruzioni operative all’O.S.L. che dovrà nel termine di 60 giorni dall’ultimazione dei pagamenti approvare il rendiconto della gestione e trasmetterlo al’organo di revisione contabile dell’Ente.
“Hanno fatto della loro amministrazione la lotta alle precedenti giunte ed una campagna elettorale sbandierando un debito di 13 milioni di euro. Davanti a questi numeri e alla conclusione delle attività del dissesto le loro bugie si sciolgono come neve al sole. Sorriderei se non avessero bloccato il paese per cinque anni, affossato i servizi, fatto schizzare le tasse al massimo chiedendo sacrifici inutili ai cittadini e soprattutto hanno fatto licenziare dal comune circa 30 persone. Quella del dissesto è stata per loro una ossessione e soprattutto non sono stati in grado di interpretare i numeri nemmeno davanti alla delibera dello OSL del 2 aprile scorso. Lo avevamo sempre detto e sostenuto che il dissesto era una loro invenzione politica. Per fortuna i cittadini non hanno più creduto alle montagne di frottole inventate tanto da decretare la sconfitta del candidato Eugenio Saputo alle ultime elezioni amministrative di giugno scorso”.
Intanto ieri mattina in comune c’è stata la verifica straordinaria di cassa alla presenza dei due sindaci, l’uscente Gianni Petrucci e il neo sindaco Giuseppe Schiboni, assistiti dal segretario comunale, dal funzionario di Ragioneria del Comune e dal revisore Unico dell’ente.
Al 12 giugno scorso il comune era in anticipazione di cassa e l’uso di somme a destinazione vincolata per 1,6 milioni di euro.

L'iniziativa
Lo Spazio Comel Arte Contemporanea organizza una collettiva di artisti che si sono uniti per una causa benefica
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LATINA - Blu è il colore dell’autismo, ma quando si vuole aiutare chi è affetto da questa malattia si cerca di rendergli la vita piena di colori; questo è lo scopo per cui è stata organizzata la mostra “Non Solo Blu. Dona un Colore per l’Autismo”.

Lo Spazio Comel Arte Contemporanea organizza una collettiva di artisti che si sono uniti per una causa benefica. Un’esposizione che comprende pittura, scultura e fotografia e che sarà inaugurata sabato 8 luglio.

La Onlus romana La Sonda su Marte si occupa di ragazzi autistici e delle loro famiglie, con il “Progetto Casa Nostra” si è prefissa un traguardo importante: creare una realtà dove i ragazzi afflitti da DSA (Disturbo dello Spettro Autistico) possano rendersi indipendenti dalla famiglia e possano imparare a provvedere a se stessi attraverso attività quotidiane e laboratori di diverso tipo.

Il progetto è già avviato ma ha bisogno di fondi per proseguire in tutte le sue fasi, per questo lo Spazio Comel, contando sulla generosità degli artisti, ha organizzato la collettiva Non Solo Blu, che non sarà una mostra come tutte le altre, ma sarà finalizzata a un’asta di beneficenza, il cui intero ricavato andrà a sostenere il “Progetto Casa Nostra”.

La mostra vede la partecipazione di ben venti artisti che hanno aderito donando una loro opera. Artisti affermati e giovani emergenti con un unico obiettivo: quello di aiutare chi ha più bisogno.

Il pubblico, dopo aver osservato le opere in esposizione, già dal giorno dell’inaugurazione potrà fare una prima offerta in busta chiusa da cui partirà l’asta di beneficenza che si terrà mercoledì 12 luglio alle ore 18.30. Tutti sono invitati a intervenire e a partecipare attivamente alla raccolta fondi a favore del “Progetto Casa Nostra”.

Si ringraziano gli artisti che hanno generosamente donato una loro opera: Claudia Artuso, Fabrizio Bellachioma, Gaetana De Longis, Emanuela Del Vescovo, Massimiliano Drisaldi, Antonio Farina, Kudelya Liliya, Venanzio Manciocchi, Patrizio Marafini, Francesco Martelli, Annalisa Medici, Enzo Natilli, Cinzia Pellin, Mostafa Rahimi Vishteth, Elisa Saltarelli, Emilio Sorvillo, Franco Ciro Tirelli, Angelo Tozzi, Livio Traunini, Angelo Zuena.

Orari di visita: tutti i giorni dalle 18.00 alle 20.00 – Ingresso libero
Asta di beneficenza: mercoledì 12 luglio ore 18.30

Presa di posizione
Il voto contrario del Comune di Formia è sulla gestione industriale
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FORMIA (LT) - Nell’assemblea dei soci di oggi il Comune di Formia ha votato contro il bilancio di Acqualatina. “Con il 70% di perdite nella rete idrica – spiega l’Assessore Claudio Marciano – e i disagi che la popolazione è costretta a vivere ogni giorno a causa dei disservizi, l’utile di 18 milioni di euro descritto in bilancio è onestamente poco credibile, tanto più che la maggior parte dei crediti non sono fatturati e andranno a ingrossare il relativo fondo di svalutazione. Gli scontri sulla destinazione di tali utili lasciano quindi il tempo che trovano. Il voto contrario del Comune di Formia è sulla gestione industriale”.

“Il problema non è solo l’emergenza idrica – prosegue l’Assessore -. Gli investimenti sono insufficienti e anche quelli previsti non vengono realizzati. A questo si aggiungano i ritardi nell’espletamento delle gare, i contenziosi, la scarsa capacità di prevenzione dei rischi. Acqualatina non funziona. Su tutti i fronti ha dimostrato di avere competenze molto deboli”.

Il bilancio è stato comunque approvato. “Il socio privato ha votato a favore – spiega l’Assessore Marciano – e lo stesso hanno fatto altri Comuni, su alcuni dei quali pesa il dictat del pegno delle azioni di Depfa. Rispettiamo la loro posizione ma crediamo sia sbagliata perché a questa Azienda andava dato un netto segnale di sfiducia. Prendiamo atto, inoltre, che molte realtà hanno preferito non esserci. Dei 40 comuni che compongono l’Ato meno di 10 hanno preso parte all’assemblea. Tra gli assenti anche realtà che vivono gli effetti dell’emergenza idrica e che forse avrebbero dovuto far sentire la propria voce”.

Per quanto riguarda la crisi idrica, Formia ha ribadito la sua posizione. “Restiamo disponibili a sostenere le azioni che sono già in corso per ridurre i disagi sulla popolazione e vigileremo perché vengano mantenuti gli impegni presi – rende noto Marciano -. Nella conferenza dei sindaci in programma il 29 giugno lavoreremo per la definizione di un piano di investimento diverso che proponga soluzioni a breve termine in grado di prevenire situazioni come quelle che siamo stati costretti a vivere nelle ultime settimane. Contestualmente, affronteremo il tema della compensazione economica per gli utenti danneggiati dalla crisi idrica e quello relativo al management che deve necessariamente cambiare. Acqualatina sopravvive solo grazie al regime di monopolio. Dovesse conquistarsi clienti sul mercato, forse non ne avrebbe neanche uno”.

La convinzione è che “il gestore debba fare molto di più”. “L’impegno attuale per il recupero delle perdite è insufficiente. Tre squadre sono poche, ne servirebbero almeno il doppio. I 5 milioni di euro di investimenti che Acqualatina avrebbe appaltato per la riparazione della rete idrica devono essere raddoppiati e il piano di investimenti deve guardare anche al sud della provincia, senza che questo ricada sulle tariffe. Tra l’altro, 5 milioni di euro è esattamente il costo degli oneri fiscali che l’azienda sostiene ogni anno per il mutuo Depfa. La metà di questo costo è legato alla permanenza del contratto di copertura del mutuo che, ad oggi, porta solo perdite”.

Parallelamente, conclude Marciano, “ci impegneremo con gli altri Comuni dell’Ato a chiudere il percorso di ripubblicizzazione del servizio. A breve incontreremo Veolia e, in quella sede, verificheremo la possibilità di acquisire le quote del socio privato”.

Politica
Scriboni: “Stiamo andando verso la costituzione della squadra di governo e stiamo già lavorando da alcuni giorni sulle questioni più importanti del paese"
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Redazione

 
 
SAN FELICE CIRCEO (LT)
- Un colloquio breve ed informale prima della sottoscrizione del formale passaggio di consegne tra il sindaco uscente Giovanni Petrucci e il neo sindaco di San Felice Circeo, Giuseppe Schiboni. Questa mattina presso la sala del sindaco nel palazzo baronale si è svolta la breve cerimonia in un clima disteso e cordiale. “Questo passaggio non è solo un atto formale – ha commentato Giovanni Petrucci a margine della breve riunione – ma un momento di condivisione anche del risultato elettorale ottenuto dalla nuova squadra di governo. Faccio a tutti loro il più sincero in bocca al lupo in quanto chiamati a svolgere un ruolo importante per tutto il paese. Tornerò in questo meraviglioso posto a trascorrere il tempo libero dalle pause di sport e nella mia casa estiva”.


Anche Giuseppe Schiboni ha voluto sottolineare e commentare l’incontro di stamattina.
“Stiamo andando verso la costituzione della squadra di governo e stiamo già lavorando da alcuni giorni sulle questioni più importanti del paese. Ci aspetta un lavoro duro in questi anni perché vogliamo elevare e promuovere il Circeo su mercati nazionali ed internazionali. Il nostro territorio dovrà riconquistare il ruolo di perla del Lazio e dovrà diventare una delle mete estive più esclusive dell’intera costa tirrenica. Ringrazio Giovanni Petrucci a nome di tutto il paese per il lavoro svolto in questi anni”.
 

L'emergenza
Bartolomeo: “Situazione inaccettabile”
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Red. Cronaca

FORMIA (LT)
- Individuare e tamponare la falla nella rete che da cinque giorni tiene Castellone all’asciutto. Limitare le interruzioni controllate del flusso idrico alle sole ore notturne e, nel fine settimana, chiudere l’acqua non prima della mezzanotte per non pregiudicare le attività produttive. Elaborare un piano di interventi in previsione della festività di San Giovanni ed istituire forme di coordinamento per una più efficace informazione della popolazione. Sono queste le richieste che il Sindaco di Formia ha posto ad Acqualatina nel corso del vertice-fiume tenutosi questa mattina in Comune con i tecnici della società gestore del ciclo idrico. All’incontro hanno preso parte anche Assessori, Consiglieri comunali, rappresentanti del commercio cittadino e residenti che non hanno mancato di esternare i disagi provocati dai disservizi degli ultimi giorni.

“I dati strutturali emersi dal dibattito – spiega il Sindaco Sandro Bartolomeo - non autorizzano particolare ottimismo. Il potenziale delle sorgenti si è ridotto del 20%. Negli anni scorsi in estate si arrivava a 500-550 litri al secondo e oggi siamo a 420. Alla carenza delle falde si abbina il drammatico dato della dispersione che ha ormai raggiunto l’80%, a causa di una rete colabrodo su cui Acqualatina non ha adeguatamente investito. La situazione di Castellone, Santa Maria La Noce e Pagnano, completamente a secco da sei lunghissimi giorni, è assolutamente inaccettabile. La falla deve essere individuata al più presto. I tecnici sono impegnati nei sondaggi e ci aspettiamo che il guasto venga riparato nel giro delle prossime ore. La zona deve tornare al livello degli altri quartieri cittadini”.

L’interruzione programmata del flusso idrico serve a consentire il ricaricamento dei serbatoi. “I tecnici – sostiene Bartolomeo - ci hanno riferito che sarà impossibile prescindere da tale attività. Noi abbiamo chiesto che l’interruzione avvenga in orario notturno e che nel fine settimana non inizi prima delle ore 24. Bar, ristoranti, pizzerie, tutte le attività produttive che vivono grazie al turismo e che proprio in questo periodo hanno la possibilità di incrementare i propri incassi, non possono essere così pesantemente penalizzate. In questi giorni mi aspetto lavori seri per contrastare la dispersione. I 5 milioni stanziati dal Ministero vanno spesi. Il Comune farà la sua parte. A partire dai prossimi giorni il Comune utilizzerà solo acqua non potabile per l’innaffiamento delle aree verdi, il lavaggio delle strade e la pulizia della città. E’ una piccola quota, certo, ma bisogna fare di tutto per trovare soluzioni immediate. Acqualatina non può continuare a parlarci di investimenti futuri. Ha avuto tutto il tempo dal 2012 ad oggi per intervenire sulle criticità del sistema che sono ben note e non mi pare lo abbia fatto. Al di là delle considerazioni che facciamo da anni e che alimentano il nostro impegno a sostegno della battaglia per la ripubblicizzazione dell’acqua, come Sindaco ho la responsabilità di collaborare per prevenire i rischi igienico-sanitari e limitare i disservizi che gravano così pesantemente sulla vita dei miei concittadini. Faremo il nostro compito fino in fondo - conclude -. Esigo che anche gli altri facciano altrettanto”. 

Ambiente & Territorio
La Bandiera Verde è assegnata sulla base di una serie di requisiti come l’acqua bassa in riva al mare
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Red. Cronaca

FORMIA (LT)
- Formia è stata insignita della “Bandiera Verde” come spiaggia a misura di bambino. Il vessillo, riconosciuto da un comitato scientifico di medici-pediatri presieduto dal prof. Italo Farnetani, ordinario di Pediatria presso la Libera Università Ludes di Malta, è stato consegnato a Montesilvano, in Abruzzo, nel corso del Terzo Convegno Nazionale delle Bandiere Verdi. A rappresentare il Comune di Formia l’Assessora alle Politiche Sociali Stefania Valerio.

La Bandiera Verde è assegnata sulla base di una serie di requisiti come l’acqua bassa in riva al mare, lo spazio tra gli ombrelloni, le attrezzature, i servizi, l’assistenza, pulizia e sicurezza dei bagnanti. I Comuni insigniti da questo riconoscimento hanno l’obiettivo di aiutare le famiglie a scegliere le località di mare guardando alle esigenze dei loro bambini, per trascorrere le vacanze nel modo più idoneo e sicuro.

“Ho portato il saluto di Formia – commenta l’Assessora Stefania Valerio -. Il comfort delle nostre spiagge è un elemento di richiamo per le famiglie come lo è la sicurezza garantita dalla tipologia e organizzazione dei nostri arenili, oltre che dagli interventi messi in campo dall’amministrazione di concerto con gli operatori del turismo balneare. E’ un fattore che qualifica l’offerta sociale e turistica della nostra città”.

Soddisfazione è espressa anche dal Vicesindaco Maurizio Tallerini. “Uno degli elementi presi in considerazione per il conferimento della Bandiera Verde – sostiene l’Assessore all’Urbanistica – è la sicurezza dei bambini che abbiamo voluto tutelare attraverso lo strumento dei braccialetti identificativi, idea nata in concerto con la Capitaneria di Porto e il CNA balneatori e che sarà sperimentata nel corso della stagione balneare 2017”.

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