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DISTANZIATORE
Ambiente & Territorio
Le cause del rogo sono ancora ignote ma è stato accertato che l'innesco è avvenuto all'esterno dei due capannoni
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Redazione

 

POMEZIA (RM) - L'amministratore unico della società Antonio Buongiovanni è indagato "per incendio e inquinamento colposo". Lo ha detto il procuratore di Velletri Francesco Prete in merito all'incendio alla Eco X di Pomezia. Dai primi accertamenti è emerso che la Eco X era già stata sanzionata nel 2012 per irregolarità "con certificazioni antincendio"."Allo stato - ha detto il procuratore capo di Velletri Francesco Prete - non ci sono elementi per parlare di incendio doloso". "Le cause del rogo sono ancora ignote ma è stato accertato che l'innesco è avvenuto all'esterno dei due capannoni in una zona in cui era accatastata un ingente quantità di rifiuti", ha aggiunto Prete.
 
Il sospetto è che l'innesco possa essere avvenuto in maniera accidentale, forse anche per un mozzicone di sigaretta. Intanto la Regione ha disposto indagini anche sul latte - Saranno eseguite analisi anche sul latte ovi-caprino prodotto da allevamenti dell'area dell'incendio che ha interessato al Eco X di Pomezia. LO comunica la REgione Lazio precisando che questa è una delle "misure di prevenzione in ambito di sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria" decise dall'istituto Zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana. L'Osservatorio epidemiologico ha estratto dall'anagrafe gli allevamenti che si trovano nella nuova area e che vengono valutati per decidere quali inserire nel piano di campionamento. In considerazione della necessità che gli animali concentrino nel latte eventuali sostanze nocive assunte, si è deciso di iniziare l'attività di campionamento del latte non prima di domani proprio per ridurre il rischio di eventuali falsi negativi.
 
A seguito degli incontri è stato stabilito un calendario che prevede un'attività di campionamento nei seguenti giorni: venerdì 12 maggio (1 campione), sabato 13 maggio (1 campione), da lunedì 15 maggio verranno prelevati 2 campioni di latte fino a venerdì 19 maggio per un totale di 12 campioni di latte. L'istituto ha inoltre stabilito alcune indicazioni per permettere alle Asl di rilasciare le autorizzazioni per l'acquisto del latte crudo. Le Aziende che non ricadono nell'area soggetta a restrizioni possono ottenere dall'Asl di competenza gli attestati necessari mentre le aziende che si trovano nell'area di restrizione potranno autocertificare il rispetto dei divieti dell'ordinanza sindacale, ovvero che gli animali non hanno avuto accesso al pascolo e sono stati alimentati con mangimi e foraggi non prodotti in loco o prodotti in loco prima del 5 maggio 2017 ed in ogni caso conservati al riparo dell'inquinamento. Si svolgerà lunedì prossimo un'ulteriore riunione per fare il punto della situazione sui campionamenti".
Ad illustrare i tre schemi di deliberazione di Giunta l’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore
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Redazione

 

I comuni del Lazio potranno presto partecipare all’attività di accertamento dei tributi regionali, ottenendo una quota percentuale pari al 60 per cento delle somme recuperate. E per quei comuni in stato di dissesto finanziario è previsto uno stanziamento di un milione e duecentomila euro nel triennio 2017-2019. Questi i contenuti dei provvedimenti a favore delle amministrazioni comunali, all’esame della quarta commissione consiliare permanente, Bilancio, partecipazione, demanio e patrimonio, programmazione economico-finanziaria, presieduta da Simone Lupi. L’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore ha illustrato tre schemi di deliberazione di Giunta, concernenti l’attuazione di alcune disposizioni contenute nella legge di stabilità 2017, e tre proposte di legge regionale in materia di contabilità regionale. Gli schemi di deliberazione riguardano: le modalità per l'applicazione dell'istituto della compensazione tra debiti e crediti nei confronti della Regione (schema di deliberazione n. 202); la partecipazione dei Comuni laziali all'attività di accertamento dei tributi regionali (sd n. 203); le modalità di ammissione al pagamento in misura del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi (sd n. 205).
 
Potranno essere oggetto di compensazione le somme a credito e a debito che l’amministrazione regionale ha nei confronti del medesimo soggetto, certe, liquide, ed esigibili, iscritte nel bilancio regionale e risultanti nella contabilità della Regione, come pure i fondi regionali la cui gestione è affidata a società controllate dalla Regione Lazio. Attraverso una convenzione da stipularsi tra Regione Lazio e Associazione regionale dei comuni laziali (Anci Lazio), i comuni potranno partecipare all’azione di contrasto all’evasione fiscale dei tributi regionali, “trasmettendo  all’Agenzia delle entrate segnalazioni qualificate di atti, fatti e negozi che manifestino immediatamente e oggettivamente, senza la necessità di ulteriori elaborazioni logiche, comportamenti evasivi ed elusivi da parte di soggetti passivi di tributi regionali”, come si legge nell’allegato A dello sd 203.  
 
Con le proposte di legge n. 376 e 377 del 10 aprile 2017, la Regione Lazio intende riconoscere la legittimità dei debiti fuori bilancio, così come previsto dal dlgs 118/ 2011 (e successive modificazioni) in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle regioni, degli enti locali e dei loro organismi, che prevede che tali tipologie di obbligazioni siano appunto riconosciute con apposite leggi regionali. La pl 376 riguarda debiti fuori bilancio derivanti da sentenze della magistratura, per un ammontare di circa 19 milioni di euro. La pl 377 riguarda invece il riconoscimento di debiti derivanti dagli acquisti di beni e servizi effettuati in assenza di un impegno di spesa, per un ammontare pari a 151 milioni di euro.

La proposta di legge 381, “Disposizioni concernenti misure integrative correttive e di coordinamento in materia di finanza pubblica regionale”, prevede uno stanziamento di 200 mila euro per la parte corrente e 200 mila euro in conto capitale, per ciascuna annualità del triennio 2017-2019, per il “Fondo per prevenire il dissesto finanziario dei comuni” istituito con l’assestamento di Bilancio del 2011. La stessa proposta di legge modifica la composizione della commissione incaricata di valutare le relative domande di concessione, che dovrebbe così essere composta soltanto da personale interno all’amministrazione regionale. Sempre la pl 381 disciplina i criteri per l’acquisto di determinate tipologie di beni pubblici (case cantoniere, caselli idraulici, alloggi appartenuti alle aziende ospedaliere, chiese ecc.) da parte di persone fisiche o giuridiche private, estendendo la possibilità di esercitare il diritto di opzione agli occupanti anche in assenza di un titolo giuridico riconosciuto dalla Regione, sempreché vi abbiano la residenza da almeno dieci anni. Entro venerdì 12 maggio i commissari potranno presentare le proprie osservazioni ai tre schemi di deliberazione. I lavori della commissione sono stati aggiornati a martedì 16 maggio alle ore 12.
Secondo la Giunta regionale la Capitale deve essere autosufficiente
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Redazione

 

ROMA - Il Consiglio regionale del Lazio è stato aperto dalle comunicazioni dell’assessore regionale all’ambiente e ai rifiuti Mauro Buschini a proposito dell’emergenza rifiuti della Capitale. A seguire si è svolto un ampio dibattito, che ha toccato numerosi aspetti del problema. La posizione della giunta regionale è che i rifiuti urbani residui di Roma debbano essere smaltiti nel territorio metropolitano, il più vasto d’Italia. L’autosufficienza è stata indicata come un dovere imposto a livello comunitario sin dal 1991, un’autonomia nel ciclo dei rifiuti di cui godono Parigi, Berlino e Londra. È stato ribadito che la solidarietà di comuni e province, che stanno aiutando la Capitale a evitare l’abisso, non può essere eterna.
 
È necessario pertanto, secondo la Regione, che il Campidoglio avvii una programmazione per chiudere il ciclo nel territorio comunale, come previsto dalla legge. Ma non sono ancora arrivate alla Regione le risposte, attese da tempo, di Roma e della Città metropolitana sui siti idonei per collocare i rifiuti non riciclabili e non combustibili. La Regione, per legge, non può decidere da sola dove posizionare le discariche di servizio. Né risultano all’assessorato presentate le annunciate richieste del Campidoglio per ottenere l’autorizzazione a tre nuovi impianti per il compostaggio.
 
In compenso, ieri, è arrivata in Regione la richiesta di attivare, spostandolo a Ostia, il tritovagliatore mobile, proprietà di Ama che si trova attualmente a Rocca Cencia. Una misura pensata per affrontare la crisi di questi giorni. La Regione si è impegnata, a tal proposito, a dare il via libera nel più breve tempo possibile, poiché per gli impianti mobili le procedure sono più semplici. A Roma la Regione chiede una doppia programmazione. Una a più lungo respiro, e condivisa dal governo regionale, per portare la differenziata al 70 per cento nel 2021. L’altra una rete impiantistica che sia in grado di far uscire Roma dai rischi di emergenza. L’assetto impiantisco della Capitale è stato definito fragile. La capacità di trattamento corrisponde, infatti, esattamente alla produzione di rifiuti. La crisi degli ultimi giorni, ad esempio, sarebbe conseguita proprio a un rallentamento, legato a una serie di vicende giudiziarie, della quantità accettata dagli impianti di trattamento meccanico biologico (Tmb) di Colari a Malagrotta. Il che avrebbe costretto Ama a stressare i Tmb di Rocca Cencia e Salario, ai quali si è sommata la chiusura dell’inceneritore di Colleferro, bisognoso di un’urgente ristrutturazione.
 
Il piano rifiuti regionale esistente, secondo la relazione di questa mattina, va aggiornato al nuovo fabbisogno. Fabbisogno la cui redazione si trova oggi sotto procedura di Vas (valutazione ambientale strategica) e che, una volta completato l’iter, tornerà in commissione e Consiglio. Serve però conoscere dalle Province le aree dove si potranno posizionare gli impianti, risposte – come è stato ribadito più volte – che non sono arrivate da tutti. Diverse le posizioni emerse nel dibattito che è seguito alla relazione dell’assessore. Parte dell’opposizione ha puntato l’indice sui ritardi del governo regionale, proprio per il piano rifiuti, e sull’aver scaricato, in questa vicenda, le responsabilità solo a Roma Capitale, anziché prospettare soluzioni.
 
Chiesto, a questo proposito, che la Regione prenda l’iniziativa, convocando un tavolo (che l’assessore, nella replica, ha precisato esistere già) o una conferenza dei servizi per affrontare l’emergenza.
L’indicazione dei siti, è stato detto, andrebbe preceduta da criteri definiti a livello regionale. Se pure poi l’amministrazione comunale capitolina individuasse gli impianti, i tempi di realizzazione – tre anni – la costringerebbero, secondo altri, a rivolgersi ai privati. Per non dire di discariche di servizio che rischierebbero di trovarsi a 500 metri dagli abitati, finendo per esser bloccate paradossalmente dalla stessa Regione. Se si puntasse poi a collocare gli impianti di smaltimento dei rifiuti in provincia c’è chi, in Aula, ha preannunciato iniziative di “resistenza fisica”. Né è mancato chi ha proposto uno smaltimento su base regionale, con un “trattamento” a livello provinciale, e chi ha suggerito impianti di proprietà pubblica e raccolta affidata alla concorrenza. Frattanto, è stato comunicato all’Aula che il testo unificato della proposta di legge sugli ambiti territoriali ottimali è stato trasmesso alla commissione Ambiente.
 
Il testo prevede un ambito unico regionale, dei bacini autosufficienti e un’autorità d’ambito. Quanto al Campidoglio è stato sottolineato, da alcuni consiglieri, che esiste un piano rifiuti comunale (con i tre impianti di compostaggio), che punta a portare la differenziata al 70 per cento. A questo proposito è stato chiesto alla Regione di sostenerlo. Si è osservato, inoltre, che anche altre province non hanno autosufficienza, come Rieti che smaltisce a Viterbo al pari di alcuni comuni romani. Di fronte infine alle polemiche di questi giorni non è mancato chi ha ipotizzato che o l’amministrazione capitolina o la stessa Regione puntino al commissariamento per evitare di affrontare il problema. La seduta si è conclusa con la bocciatura con 34 voti contrari e quattro a favore di una mozione di censura presentata da una parte dell’opposizione nei confronti dell’assessore Buschini. I lavori del Consiglio, che hanno all’ordine del giorno la proposta di legge per l’istituzione del servizio civile regionale, sono stati aggiornati a mercoledì 17 alle ore 10.
I dati
L’ONA stima che solo in Italia, nel 2016, sono decedute più di 6mila persone
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di Marco Staffiero

 
POMEZIA (RM) - Un'altra storia tutta italiana. Tra scambio di accuse tra le parti politiche e continui voltafaccia la siuazione a Pomezia rimane drammatica. Proprio oggi intanto è arrivata la conferma definitiva della presenza di amianto  sulla copertura del capannone di stoccaggio rifiuti Eco X.  Il procuratore di Velletri Francesco Prete, che indaga per l'ipotesi di incendio colposo sul rogo fa sapere in una nota che la Asl ha comunicato "i primi e parziali esiti delle analisi su campioni, ovvero frammenti di lastre ondulate della copertura interna ed esterna al capannone, repertati sul sito" e dalle prime verifiche "ha rilevato la presenza di amianto sul materiale campionato, pur non essendo ancora in condizione di misurare l'entità di tale sostanza nociva e, di conseguenza, il grado di inquinamento eventualmente generato dal cemento amianto".
 
"Tale risultanza - sottolinea il procuratore - verrà portata a conoscenza delle competenti autorità amministrative già oggi. L'Arpa sta svolgendo verifiche sulla presenza nell'aria di particolato, di diossina e di idrocarburi. Sono pertanto in evoluzione i piani di monitoraggio di Asl e di Arpa al fine di valutare l'impatto delle emissioni nell'aria e sul suolo e si prevede che nella giornata di venerdì 12 maggio possano pervenire alcuni dati significativi". Senza allarmismi, ma è doveroso da parte delle istituzioni tutelare la vita e la salute dei cittadini. L’amianto provoca patologie fibrotiche (asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici) e cancerogene (mesotelioma, tumore polmonare, cancri degli altri organi delle vie aeree e gastrointestinali) con tempi di latenza che possono arrivare fino a 40 anni. Non sussiste una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla e anche poche fibre possono essere sufficienti per provocare il mesotelioma e altre gravi patologie.
 
L’ONA stima che solo in Italia, nel 2016, sono decedute più di 6.000 persone per esposizione ad amianto. Cosa ci stiamo respirando?, cosa mangeremo e quante ciminiere sono presenti nel Lazio e non solo pronte ad esplodere facendo ingerire veleno ai cittadini? Troppo spesso qualunquismo, superficialità, mancanza di professionalità e chiusura ideologica hanno bloccato la strada ad un seria e diretta politica di salvaguardia ambientale. La nutura è vita dobbiamo amarla e rispettarla. Quando dovremmo uscire con la maschera antigas sarà troppo tardi.
Controlli su frutta e verdura, ma no ad allarmismi
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"Le prime analisi sui campioni prelevati in prossimità dell’incendio evidenziano valori di Pm10 superiori ai limiti ma con una rapida tendenza alla diminuzione". E' quanto spiega la Regione Lazio in una nota sull'incendio che venerdì scorso ha interessato l’area di Pomezia. Questo pomeriggio il presidente Nicola Zingaretti "ha presieduto una riunione con il direttore generale della Asl Roma 6, Narciso Mostarda, il direttore generale dell’Arpa Lazio, Marco Lupo, l’assessore regionale all’Agricoltura Carlo Hausmann e l’assessore all’Ambiente Mauro Buschini, per fare un punto della situazione circa il vasto incendio".

I rappresentanti Arpa Lazio hanno riferito che "sono in atto, sin dal momento dell’evento, i monitoraggi inerenti la parte ambientale" si legge. "Le ulteriori determinazioni relative a IPA, diossine e amianto sono in corso e saranno rese disponibili appena completate le fasi analitiche. L’Agenzia ha provveduto inoltre ad elaborare un ‘modello di ricaduta’ degli inquinamenti per individuare le aree più critiche su cui concentrare le ulteriori azioni di monitoraggio che saranno messe in atto sia sulle matrici ambientali che sulle matrici alimentari". "Come misura precauzionale - conclude la nota - la Asl Roma 6 ha inviato nella giornata di sabato, ai sindaci di Ardea e Pomezia, una nota per ridurre la diffusione di prodotti alimentari e agricoli provenienti dall’area interessata".

Intanto La Procura di Velletri ha disposto il sequestro dell'impianto della "Eco X" sulla Pontina, vicino a Roma, dove tre giorni fa è divampato un maxi incendio. La procura, secondo quanto apprende l'ANSA, ha incaricato l'Arpa di verificare il grado di diossina eventualmente sprigionatosi nell'aria. Entro giovedì dovrebbero essere disponibili i dati sul grado qualitativo di inquinamento dell'aria, ovvero la natura delle concentrazioni di polveri, e venerdì ci sarà un vertice in procura per un punto della situazione. Avviati accertamenti anche per verificare la regolarità dell'operato dell'azienda rispetto alle autorizzazioni che aveva ottenuto. Il procuratore di Velletri Francesco Prete ed il sostituto Luigi Paoletti, titolari dell'inchiesta per incendio colposo, hanno disposto, secondo quanto apprende l'ANSA, verifiche sulle fibre di amianto eventualmente liberatesi nell'aria. Tutti i dati dovrebbero essere comunicato agli inquirenti entro giovedì prossimo.

Nel frattempo il Centro Agroalimentare di Roma (Car), il centro logistico e distributivo dal quale passano i prodotti ortofrutticoli che finiscono sulle tavole di Roma e del Lazio, sta disponendo controlli a campione su tutti i prodotti che arrivano in sede dalle zone del Lazio interessate, in particolare sulle verdure a foglia. L'operazione, spiegano dal Car, riguarda soprattutto l'eventuale presenza di diossina negli alimenti a livelli di guardia. Dal CAR, che teme un effetto "psicosi" tra i consumatori, sottolineano però che per ora non sono pervenute indicazioni in senso restrittivo dalle autorità regionali preposte e che, in ogni caso, "i prodotti da serra sono sicuri. Nel Car si è ormai raggiunta - rimarcano - la totale tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti che vi transitano sulla base dei documenti di commercializzazione e trasporto. Questo porta, al momento, a non accreditare fenomeni di allarmismo".

Il punto
Presenti all'incontro, chiesto da sindacati e parti datoriali, l'assessore Carlo Hausmann e rappresentanti dei lavoratori
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La commissione Agricoltura ha tenuto un'audizione sulla situazione dell'associazione di allevatori "Ara Lazio", la struttura indipendente che svolge i controlli funzionali su latte e carni, la certificazione dei premi e la tenuta dei libri genealogici di equini, ovini e bovini. Annunciati, infatti, licenziamenti collettivi per i 41 dipendenti nella attuale fase commissariale di liquidazione a fronte di una forte esposizione debitoria. Presenti all'incontro, chiesto da sindacati e parti datoriali, l'assessore Carlo Hausmann e rappresentanti dei lavoratori. Le sigle sindacali Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil, Confederdia hanno rivendicato l'importanza della attività svolta dalla struttura, specialmente a tutela del consumatore, chiedendo l'istituzione di un tavolo per costruire, insieme alle associazioni datoriali, una nuova Ara che nasca senza debiti, con una diversa governance, e che sia capace di assicurare i servizi agli allevatori garantendo le professionalità esistenti.
 
Intanto, le aziende agricole del Lazio denunciano forti difficoltà sul tema dei controlli delle materie prime, come ribadito da Coldiretti e Confagricoltura. I dipendenti di Ara hanno ripercorso le tappe che, dal 2014, hanno portato alla crisi che ha determinato dal dicembre 2016 il blocco degli stipendi e di rimborsi per le ispezioni svolte con mezzi propri. Lo sciopero ad oltranza è dunque figlio di questa situazione e della volontà di non voler pagare da soli responsabilità altrui nella cattiva gestione dell'associazione. La Regione, deputata al controllo e non alla gestione di Ara, ha chiesto secondo la ricostruzione dell'assessore Hausmann, già da aprile, un confronto urgente con i vertici nazionali dell'associazione (Aia).
 
Una prima interlocuzione è avvenuta lo scorso 4 maggio, in vista di incontro ufficiale previsto per mercoledì prossimo.  I consiglieri presenti hanno auspicato una soluzione ponte che tenga conto delle professionalità acquisite e che miri a un piano industriale finora assente, fissando una nuova audizione in commissione il prossimo 29 maggio. La crisi del settore non riguarda solo il Lazio. A marzo, l'associazione regionale allevatori della Sicilia (Aras) ha chiuso i battenti, dopo che il Tribunale di Palermo ne ha decretato il fallimento. Fino al 2010 le contribuzioni pubbliche al settore ammontavano a circa 60 milioni di euro l'anno su scala nazionale. Aiuti di Stato dimezzati nel corso degli ultimi anni, con una conseguente profonda revisione della struttura associativa degli allevatori. Una dopo l'altra sono state infatti chiuse le associazioni provinciali (Apa), con la progressiva riduzione del numero degli addetti.
L'intervento
Tre le fasi previste: 1) ripascimento della linea di costa; 2) rifacimento della foce armata del Canale delle Acque Alte; 3) installazione del geo-tubo
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Red. Cronaca


FREGENE (RM) - E’ partito l’intervento di difesa della costa a Fregene Sud, per un finanziamento complessivo di oltre 600mila euro da parte della Regione Lazio.

Tre le fasi previste: 1) ripascimento della linea di costa; 2) rifacimento della foce armata del Canale delle Acque Alte; 3) installazione del geo-tubo.


In base a questa tabella di marcia, giovedì scorso (13 aprile) sono stati consegnati i lavori di ripascimento della linea di costa di Fregene Sud, tra il canale delle Acque Alte e lo stabilimento “La Nave”. I lavori saranno eseguiti dalla Sales S.p.A., che effettuerà un ripascimento di 750 metri lungo la linea di costa dopo l’espletamento delle dovute procedure amministrative di comunicazione ed autorizzazione. Appena dopo la Pasqua, il cantiere inizierà l’attività a pieno regime.


Venerdì 15 aprile, invece, è stato prescelto il progettista che redigerà il progetto di rifacimento della sponda fociale e del braccio armato del Canale delle Acque Alte. I relativi lavori, da poco affidati, potranno iniziare a tra maggio e giugno per concludersi entro i primi di luglio, non interferendo tra l’altro con l’attività di balneazione.
Nella data del 13 aprile, inoltre, si è provveduto a sollecitare l’invio del progetto di protezione della suddetta linea di costa, protezione che si effettuerà tramite un geo-tubo. A questo proposito, si ricorda che il progetto esecutivo di questo intervento emergenziale abbisogna di alcune integrazioni da parte del progettista, richieste in sede di Valutazione di impatto ambientale (Via). A procedura conclusa, la Regione potrà subito appaltare l’istallazione di questa infrastruttura di difesa che sarà in grado di proteggere il tratto di costa nel breve e medio periodo.


L'avvio di queste tre fasi di intervento è un risultato importante, ancor più efficace se si pensa al buon livello di interlocuzione che si è sviluppato tra diversi attori: dall'ambito amministrativo a quello progettuale, dagli operatori del settore alla rappresentanza politico-istituzionale, al di là di qualsivoglia appartenenza.
Infine, in collaborazione con il Comune di Fiumicino e con le Associazioni dei balneari, la Regione Lazio comunica che intende programmare e finanziare un progetto integrato sull’intorno di Focene e di Fregene, ovvero un insieme di azioni concertate atte a stabilizzare il trend erosivo su un’estensione maggiore, con risultati attesi che si proiettino a questo punto sul lungo periodo.
 

Legalità
Terra: “Non esistono evidenze certe della riconducibilità di recenti episodi alle organizzazioni criminali, ma occorre vigilare”
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APRILIA (RM) - Il sindaco del comune di Aprilia Antonio Terra è stato ascoltato oggi in commissione consiliare speciale sulle infiltrazioni mafiose e sulla criminalità organizzata nel territorio regionale, presieduta da Baldassare Favara. Il tema dell’audizione era la situazione della sicurezza pubblica nel territorio comunale, con particolare riferimento all’eventuale presenza di organizzazioni criminali. A tale proposito, il sindaco, che ha riferito di essere già stato ascoltato in commissione al Senato, ha detto che ad oggi non gli risulta appurato che alcuno degli eventi intimidatori verificatisi ad Aprilia di recente (auto incendiate, colpi di pistola contro veicoli) sia riconducibile con certezza alla criminalità organizzata. Ciononostante, gli episodi destano preoccupazione e l’amministrazione comunale “ha messo a disposizione degli inquirenti ogni elemento utile a ricostruire l’accaduto” per individuare le responsabilità.
 
Un paio di sequestri di fabbricati nel territorio comunale, uno dei quali era di proprietà di uno storico esponente della banda della Magliana, potrebbero, secondo il sindaco, far pensare in effetti a infiltrazioni della criminalità organizzata ad Aprilia. Al riguardo, la richiesta dell’Amministrazione che i beni siano messi a sua disposizione per l’utilizzo nell’interesse della collettività non è stata soddisfatta: questo nonostante il comune si sia anche dotato di un ufficio per la gestione dei beni confiscati. Il sindaco non ha inteso negare che il territorio, punta avanzata della provincia di Latina in direzione di Roma, possa essere oggetto degli appetiti criminali, ma ha voluto dire che i sequestri di fabbricati, nonché le intimidazioni subite da egli stesso e da un altro funzionario comunale, non sono state almeno finora ricondotte con certezza a una matrice di criminalità organizzata. “Il comune di Aprilia bandisce regolarmente gare”, ha concluso il sindaco, e queste “vedono un’alta partecipazione di imprese, molte delle quali ubicate nella parte meridionale dell’Italia”: ma ciò non autorizza, secondo Terra, alcuna conclusione su presunti interessi criminali nel settore degli appalti. Il settore dei rifiuti, che potrebbe essere appetibile per il suo valore complessivo, di circa 12 milioni, è addirittura gestito in house.
 
Il presidente Favara, nel ricordare la cronologia degli episodi di cronaca criminale riguardanti Aprilia in tempi recenti, ha evidenziato soprattutto il fatto che il questore di Latina abbia sottolineato come la zona della provincia nord di Latina, su cui insiste Aprilia, denoti una presenza criminale riconducibile alla Ndrangheta. Improbabile un interesse della criminalità per il settore edilizio, per il sindaco. A proposito infatti di uno degli episodi ricordati da Favara, il primo cittadino ha precisato che il funzionario che ne è stato vittima non si occupa di edilizia ma di servizi tecnologici, e che il piano regolatore di Aprilia risale al 1973 e che il settore edilizio al momento è praticamente fermo a causa della crisi.
 
La consigliera Valentina Corrado (Movimento 5 stelle) ha detto poi di ritenere utile sollecitare la competente direzione regionale per l’assegnazione al comune degli immobili di cui ha parlato il sindaco. A quest’ultimo ha rivolto un preciso invito per sapere come la Regione possa rendersi utile con la sua attività al comune di Aprilia e ha sollecitato il presidente Favara a farsi interprete della preoccupazione per la chiusura dei commissariati, che mette a rischio la sicurezza dei comuni del sud laziale. In risposta alla consigliera, il sindaco ha citato in particolare un progetto per la videosorveglianza, che aveva beneficiato di fondi regionali, ma solo inizialmente. Anche le carenze di organico del comune, ha detto il sindaco, costituiscono un problema per Aprilia, che ha solo 145 dipendenti (di cui circa 40 vigili) per una città di 75 mila abitanti. Il presidente Favara ha annunciato in conclusione che esiste l’ipotesi di stanziare altri fondi per la videosorveglianza e anche quella di rinnovare il patto Lazio sicuro; al contrario, poco si può fare sul tema della ristrutturazione della pianta dei commissariati di polizia, ha detto, che “risponde a precise linee del ministero degli interni”.
Eventi
Il prestigioso riconoscimento all’azienda agricola che si trova in località Le Ferriere, nel Comune di Aprilia
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Redazione

APRILIA (LT) - Medaglia Cangrande ad Antonio Santarelli di Casale del Giglio. Durante la giornata di inaugurazione del Vinitaly 2017, il festival dei Vini e distillati che si tiene a Verona ogni anno, è stato consegnato il prestigioso riconoscimento all’azienda agricola che si trova in località Le Ferriere, nel Comune di Aprilia, provincia di Latina. Promuovere e valorizzare la cultura vitivinicola attraverso la propria attività professionale o imprenditoriale. Per questo motivo, l’Ente Veronafiere ha consegnato questa onorificenza, seguendo le indicazioni degli assessorati regionali all’Agricoltura. “È il simbolo della viticoltura eroica”, ha dichiarato Carlo Hausmann, assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca, parlando di Antonio Santarelli di Casale del Giglio. Nell’isola di Ponza, infatti, ha riscoperto il vitigno autoctono a bacca bianca della Biancolella, originario di Ischia, valorizzandone la tipicità e incentivando il rispetto delle tradizioni e dell’ecosistema. Lavoro costante di sperimentazione e ricerca, da cui proviene vino Biancolella di Casale del Giglio. Questo è il grande merito dell’azienda che ha ottenuto risultati eccellenti.

Agricoltura & Economia
Il più importante salone internazionale dedicato al mondo del vino e dei distillati
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Redazione

 

Mancano pochi giorni alla 51ª edizione di Vinitaly a Verona , il più importante salone internazionale dedicato al mondo del vino e dei distillati in programma dal 9 al 12 aprile 2017. Con 130mila mila visitatori attesi e più di 4.100 espositori concentrati in quattro giorni di manifestazione, a cui si aggiungono i 300 di Sol&Agrifood e i 200 di Enolitech. Per questa edizione la Regione partecipa con un padiglione che è un vero e proprio viaggio alla scoperta del Lazio, attraverso le sue eccellenze vitivinicole. Non solo, quindi, la promozione dei vini, ma anche la promozione delle bellezze del nostro territorio e di tutto ciò che può offrire. Con Arsial, Agrocamera, le strade e i consorzi del vino, unioncamere Lazio, camera di commercio di Frosinone, Latina, Rieti, Roma e Viterbo e, naturalmente i produttori, in un padiglione esclusivo di 1.800 metri quadrati.
 
I risultati del lavoro di questi anni per potenziare la filiera: cresce la partecipazione dei produttori del Lazio al Vinitaly nel 2013 i produttori erano 51, nel 2017 siamo arrivati a 65, segno che aumenta la fiducia e la voglia di partecipazione, ma anche la qualità dei prodotti. Crescono le esportazioni. Gli ultimi dati confermano un trend di aumento dell’export, in particolare verso i paesi extra-Ue. Cresce la riconoscibilità del Lazio. In campo vitivinicolo, il Lazio non aveva un’identità regionale. avevamo alcuni prodotti di punta, ma mancava una reputazione regionale, ora facilmente riconoscibile. Iniziative su turismo ed enogastronomia dedicate alle zone colpite dal sisma. Una grande occasione internazionale per dire a tutti che c’è un futuro in questa parte bellissima del Lazio e che, anche grazie al turismo e alle sue eccellenze enogastronomiche, è possibile ridargli vita.
 
Il meglio dell’offerta turistica del Lazio come le Strade dei Vini e dell’Olio e i Borghi del Lazio, su cui è stato appena presentato un bando da bando da 1,6 milioni di euro rivolto ai comuni della regioni. “Porteremo gli studenti e le studentesse degli istituti alberghieri di Frascati e di Amatrice – ha detto il presidente Nicola Zingaretti – affinché ci sia una comunità che guarda al mondo. Vinitaly è forse uno degli appuntamenti più importanti al mondo, porteremo i nostri prodotti, vino e olio, ma soprattutto l'economia della bellezza, fatta di paesaggi che si vedranno nei monitor, il buon cibo che si potrà degustare e il vino che ovviamente sarà al centro di tutte le giornate”.
 
“Assistiamo a nuovi progetti di prodotto – ha dichiarato Carlo Hausmann, assessore all’Agricoltura, a un forte recupero dei vini autoctoni. Tutto questo sforzo, unito a una forte competenza enologica, sta producendo dei vini che saranno veramente il futuro della nostra enologia. Bisogna andare nel padiglione del Lazio per assaggiare cose nuove che saranno veramente straordinarie”. Infine, ha aggiunto Antonio Rosati, presidente di Arsial – “Il nostro assillo è creare lavoro, creare ricchezza. Abbiamo intrapreso da tempo un lungo viaggio per fare uscire la nostra società, la nostra economia dalla paura. Il nostro sforzo – ha concluso – è creare le condizioni di ricchezza e lavoro soprattutto per i giovani”. 
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