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DISTANZIATORE
Amministrazione pubblica & cittadini
La clausola di salvaguardia” prevede l'esenzione dall’attivazione di “ulteriori forme di accoglienza” per i Comuni che appartengono alla rete Sprar o che hanno manifestato la volontà di aderirvi
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Redazione

“Si stanno moltiplicando in questi giorni i casi di mancato rispetto della clausola di salvaguardia, che prevede la tutela dei Comuni Sprar rispetto a numeri limitati di presenze e all’apertura da parte dei Prefetti di altre forme di accoglienza non concertate con i sindaci. Ci rendiamo conto dell’emergenza, ma il problema non può essere caricato sempre sui Comuni, e sempre sugli stessi”. Lo afferma il delegato Anci all’Immigrazione, Matteo Biffoni.


“Continuiamo a segnalare ogni singola situazione al Ministero, ma le risposte stentano ad arrivare. Si tratta di casi molto gravi e palesi, di Comuni che hanno appena aderito allo Sprar sulla base di precise rassicurazioni che poi vengono disattese, mettendo i sindaci in una posizione difficile nei confronti della cittadinanza. I patti – sottolinea Biffoni – vanno rispettati a maggior ragione a fronte dell’emergenza, in quanto ogni azione contraddittoria in merito alla tenuta dell’accordo, in una fase delicata come quella attuale, incide in maniera negativa non solo sul singolo Comune oggetto della mancata applicazione della clausola, bensì su tutto il territorio nazionale, minando la fiducia dei sindaci. E se i sindaci non si fidano più, ogni strategia di accoglienza diffusa e concordata rischia di venire meno. Il riparto diffuso è possibile, anche a fronte dell’attuale emergenza. E in questo contesto l’adesione allo Sprar deve essere sempre più una garanzia di accoglienza sostenibile ed efficace. Chi non vi aderisce, può rischiare di subire invii massivi”.


“Ricordiamo che sono ancora almeno due terzi i Comuni che non hanno alcuna forma di accoglienza sul territorio. Siamo con il governo a sostegno di ogni iniziativa a livello europeo, perché l’immobilismo dell’Europa su questo tema è diventato davvero inaccettabile: diciamo basta con le parole, è l’ora dei fatti. Da parte nostra, siamo pronti ad appoggiare anche le decisioni più drastiche. Lo Sprar – conclude – è occasione per i sindaci e per le loro comunità di avere una presenza sostenibile, di qualità, trasparente dal punto di vista amministrativo e gestionale. Serve un segnale chiaro da parte del Governo che stiamo guardando entrambi nella stessa direzione”

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La clausola di salvaguardia: La direttiva del Ministro dell’Interno dell’11 ottobre 2016 – relativa alle regole per l’avvio di un sistema di ripartizione graduale e sostenibile dei richiedenti asilo e rifugiati sul territorio nazionale attraverso lo Sprar – prevede una “clausola di salvaguardia” che rende esenti dall’attivazione di “ulteriori forme di accoglienza” quei Comuni che appartengono alla rete Sprar o che hanno manifestato la volontà di aderirvi. La “clausola di salvaguardia” deve applicarsi nella misura in cui il numero di posti SPRAR soddisfi la quota di posti assegnata (a ciascun Comune) dal Piano Nazionale di ripartizione richiedenti asilo e rifugiati.
È stata quindi attivato l’account clausolasalvaguardia.immigrazione@anci.it  riservata agli Enti Locali che volessero porre domande o avere maggiori informazioni.

 

Leggi
Alla fine dell’incontro sarà possibile rivolgere delle domande sul tema al consigliere Eugenio Patanè
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Red. Cronaca

 

VELLETRI (RM) - Si terrà lunedì 10 luglio ore 18.00 presso la Scuola Sole e Luna, Via Cinque Archi, 161° a Velletri la presentazione della legge sulla Rete dei Cammini del Lazio (LR 2/2017) con l’intervento del Consigliere Regionale Eugenio Patanè. La Regione Lazio è dunque la prima a dotarsi di uno strumento normativo organico che metta a sistema i Cammini, le Vie storiche ed i Sentieri della regione. Con la creazione della Rete dei Cammini del Lazio e del Catasto dei Sentieri si definisce una certezza sui percorsi e sulla loro manutenzione; tutta l'azione di sviluppo, manutenzione e promozione viene svolto da una commissione, presieduta dall'Assessore al Turismo, che vedrà coinvolti organismi come i parchi regionali ed il CAI, ma anche rappresentanti dei territori e delle associazioni espressi da un forum. Importantissime novità, mutuate dal Cammino di Santiago, sono introdotte dalla Legge sulla Rete dei Cammini del Lazio in tema di accoglienza: le Case del Camminatore e l'accoglienza non lucrativa presso abitazioni private. Si tratta di un'innovazione di ampio respiro che dà al sistema dei Cammini, delle Vie storiche, delle Vie consolari e dei Sentieri nuovi e determinanti strumenti di sviluppo.


Durante la conferenza interverranno il consigliere regionale Eugenio Patanè, Fausto Servadio, Sindaco di Velletri, Luigi Galieti, Sindaco di Lanuvio, Eleonora della Penna, Sindaco di Cisterna di Latina, moderatore sarà   l’archeologa Maria Cristina Vincenti. Alla fine dell’incontro sarà possibile rivolgere delle domande sul tema al consigliere Eugenio Patanè.
 

Politica
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Red. Politica

 

Crolla il Pd e affluenza in calo ai ballottaggi in provincia di Roma dove il M5s si afferma a Guidonia e ad Ardea.
A Guidonia Montecelio, passa il turno il pentastellato Michel Barbet con il 51,45% delle preferenze, contro il 48,55% del candidato del centrosinistra, Emanuele Di Silvio.
A Fonte Nuova è stato eletto sindaco Piero Presutti con il 61,83% contro Graziano di Buò (38,17%). Per fare, La Prua, Gente di Fonte Nuova e Fratelli d’Italia.
A Rieti l’affluenza più alta di tutto il Lazio con il 64,14%  e dove è stato eletto sindaco Antonio Cicchetti con il 50,20% contro un Simone Petrangeli appoggiato dal Pd che ottiene un 49,80%.
A Sabaudia il nuovo sindaco è Giada Gervasi con il 77,75% delle preferenze.
Ad Ardea vince il Movimento Cinque Stelle. con Mario Savarese che ottiene il 62,80%
A Ladispoli passa il secondo turno Alessandro Grando, candidato di centrodestra che ha sconfitto al ballottaggio Marco Pierini, (centrosinistra).
A Cerveteri si riconferma il centrosinistra con Alessio Pascucci
A Frascati il nuovo primo cittadino è Roberto Mastrosanti che passa il turno con il 53,62% delle preferenze,
A Grottaferrata passa Luciano Andreotti con il 55,16%
 

Il commento
L'insufficienza impiantistica è nota da tempo tanto che il decreto sblocca impianti del Governo Renzi dell'Agosto del 2016 prevede per Roma e il Lazio altri due impianti di incenerimento
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di Donato Robilotta - Energie per l'Italia
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L'emergenza rifiuti è sotto gli occhi di tutti, con la situazione che è sfuggita di mano a tutti gli attori istituzionali locali. L'insufficienza impiantistica è nota da tempo tanto che il decreto sblocca impianti del Governo Renzi dell'Agosto del 2016 prevede per Roma e il Lazio altri due impianti di incenerimento.
Regione e Roma Capitale continuano a beccarsi e a giocare a scaricabarile invece che assumersi l'onere della decisione, come spetta a chi governa.
L'amministrazione capitolina continua a parlare di piani futuri irrealizzabili ma non fa niente per il presente.
La Regione ha rinunciato in questa legislatura alla sua competenza sulla programmazione, dimostrando tutta la propria incapacità a varare un piano rifiuti annunciato da oltre due anni. Il Governo ne prenda atto e nomini, prima che sia troppi tardi, un commissario per l'attuazione del decreto sblocca impianti e per prendere quelle decisioni, termovalorizzatore e discarica di servizio, che i vertici delle istituzioni locali non riescono a prendere.

Legambiente Lazio
Nemi e Anguillara e Martignano sono i laghi migliori con 4 vele
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LAZIO - Nel Lazio non ci sono comprensori di eccellenza con 5 vele ma sono 5 quelli individuati: con 4 vele le Isole Ponziane (Ponza e Ventotene) e la Maremma Laziale, con 3 il Parco del Circeo e la Riviera d'Ulisse, a 2 vele il Litorale Romano; la classifica è il frutto dello studio di oltre 100 parametri sull'accoglienza turistica, la sostenibilità delle scelte territoriali, l'accessibilità del litorale, la qualità e la bellezza ambientale e naturalistica. "Anche quest'anno nel Lazio nessuna località raggiunge il massimo punteggio nella Guida Blu ma il mare della nostra regione può e deve migliorare, soprattutto in alcuni territori che per vocazione possono seriamente aspirare alle 5 vele e all'eccellenza ambientale e turistica - dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio -.
 
Continuano ad essere le Isole Ponziane e la Maremma Laziale i luoghi con il punteggio più alto e che possono crescere ancora con le scelte giuste, ma la presenza di altri tre comprensori nella Guida ci mostra una costa con un potenziale enorme, dove vanno rafforzate le prospettive di sostenibilità ambientale. È importantissimo poi il cambiamento che propone la Guida Blu da quest'anno, uno strumento che, attraverso l'individuazione di comprensori e non più di comuni, parla di futuro e sostiene le scelte di maturazione reciproca tra città e paesi contigui del Lazio, soprattutto per la proposta turistica sul mare". Anche i laghi sono inseriti nella Guida e risultano ben 7 quelli del Lazio: il Lago di Martignano (Anguillara Sabazia RM) e quello di Nemi (Nemi RM) con 4 vele continuano a essere i migliori, il Lago di Bolsena e quello di Bracciano ricevono le 3 vele, i laghi di Vico, del Turano, e di Castelgandolfo ricevono le 2 vele.
 
"Fondamentale nel Lazio è anche la cura della bellezza e la sostenibilità delle scelte intorno ai bacini lacustri, in una regione che ne è piena come poche e dove ci sono tantissime possibilità di sviluppo migliore e ulteriore del turismo dolce e sano - conclude Scacchi -. Per dare possibilità ai territori e ai comuni lacustri si deve partite però da un cambio di rotta determinato sulla gestione complessiva dei laghi, perché non sia più possibile captarne le acque fino a metterne seriamente a rischio il valore ecosistemico, come avvenuto per Bracciano negli ultimi mesi, ne sia mai più consentito un abbassamento delle acque e uno sversamento da mancata depurazione come nelle scorse settimane è successo nel lago di Canterno (FR) con conseguente vero e proprio sterminio di fauna ittica di grande taglia".
Il commento
Basta guardare com’è ridotta la Capitale e quanti scivoloni ci sono stati
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di Chiara Rai

 

Si può parlare di Cinque Stelle cadenti. Un segnale forte arrivato proprio con le amministrative 2017 e che leggo in questa chiave: i cittadini si sono fatti prendere dalla scia iniziale di chi gridava “onestà, onestà” e poi quando si è arrivati alla prova del nove, molti governi pentastellati, non tutti certamente perché sarebbe troppo spicciolo e semplice fare di tutta un’erba un fascio, hanno mostrato improvvisazione, mancanza di pianificazione e gestione alla carlona.

Basta guardare com’è ridotta la Capitale e quanti scivoloni ci sono stati. Non si è in grado di gestire neppure l’emergenza rifiuti che è la priorità più grande. Dal 1 luglio la situazione rischia di peggiorare ancora: gli stabilimenti del nord vanno in manutenzione ed accettano quantitativi minori di rifiuti. Latina e Frosinone sono pieni. L'impianto di Albano laziale, proprietà di Manlio Cerroni, è andato a fuoco lo scorso 30 giugno e da lì lettera morta. L'altro tmb, sempre del re della monnezza, a Guidonia, è stato messo sotto sequestro dalla magistratura. Il gruppo Colari ha inoltre comunicato ad Ama che nei suoi due tmb di Malagrotta non lavorerà più 1.250 tonnellate al giorno di spazzatura per trasformarla in cdr da trasferire agli inceneritori, ma soltanto 700, a causa dei suoi debiti con i fornitori. Vuol dire che all'Ama rimarranno oltre 500 tonnellate di rifiuti che al momento non sa dove dirottare. La Regione non può muoversi se Roma non esce dall’inerzia e il commissariamento rischia di essere l’unica carta possibile per uscire dall’empasse. Dico, è mai possibile che non si riesce ad allinearsi agli altri paesi europei ma ci si continua a prendere in giro in questa maniera? I romani cercano di differenziare i rifiuti che alla fine si rimescolano. Si perché la rimozione della spazzatura in strada a Roma si svolge in maniera del tutto infruttuosa e demoralizzante per il cittadino virtuoso che si impegna a separare i rifiuti: gli operatori infatti sollevano da terra i sacchetti e li lanciano nel furgonicino e poi lì, rimescola la monnezza. Cosa aggiungere ancora? Forse che la sana gavetta politica serve davvero a tutti anche a chi ha ancora l’acne e si butta in un avventura che invece richiede responsabilità, competenza e anche esperienza guadagnata sul campo. Il centrodestra liberale è premiato? Ho i mei seri dubbi anche sul pulpito da cui nasce la predica: in quel caso sì che ci sarebbe bisogno di una ventata. Adesso, parlare di crescita è prematuro per tutti. I partiti si stanno risollevando da batoste importanti ma ciò che conta è che i cittadini ancora una volta hanno dimostrato di tenere poco alle bandiere e molto alle persone. Poi, sarebbe troppo lunga l'analisi sul perché si scelgono determinate persone e qualche volta anzi spesso non è certo perché hanno un viso limpido, competenze e buona volontà. In Italia le promesse vanno ancora alla grande, inutile nasconderci. La gente ha bisogno di qualcuno che risolve i problemi sia pure con le scappatoie. Sì, ben vengano anche quelle...per chi ragiona così. Come si dice, a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca 

Il territorio va conosciuto palmo a palmo, i fatti snocciolati in anni di masticazione, i cittadini conosciuti così come le loro esigenze. Macchine già oliate sono state rispolverate e riviste sotto occhi diversi, meno accecati dalle scie fomente che hanno dominato la scena nelle piazze e sui social. Ma veniamo ad una breve panoramica di ciò che è accaduto nel Lazio. Il centrosinistra si conferma in 20 comuni, il centrodestra in 18, mentre 10 centri vanno al ballottaggio. È il quadro che emerge dal primo turno delle elezioni comunali nel Lazio. Vittoria a Frosinone per il sindaco uscente, Nicola Ottaviani, confermato con quasi il 56% delle preferenze, mentre Rieti avrà bisogno del ballottaggio per conoscere il primo cittadino. La sfida è tra il candidato di centrodestra Antonio Cicchetti, in vantaggio con oltre il 47% delle preferenze, e il sindaco uscente, Simone Petrangeli, con il 41%. Male il Movimento cinque stelle, che andrà al ballottaggio soltanto a Guidonia, con il candidato Michel Barbet, e ad Ardea con Mario Savarese. Nei comuni minori del Lazio sono tanti i sindaci che saranno scelti al ballottaggio. Il 25 giugno sfide decisive a Cerveteri, Ladispoli, Frascati, Grottaferrata, Sabaudia e Fonte Nuova. Vittoria al primo turno, invece, a Gaeta per il centrodestra con Cosmo Mitrano, che ha avuto anche il sostegno del Partito democratico, e a Sezze per il centrosinistra con Sergio Di Raimo. In provincia di Viterbo due i sindaci uscenti confermati: Rinaldo Marchesi a Barbarano Romano e Sergio Caci a Montalto Di Castro.

I numeri
Negli ultimi mesi ha notato una forte accentuazione di questo fenomeno
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LAZIO - Nel 2017 l’Osservatorio ha rilevato in questo territorio quasi il 40% delle minacce risultanti sull’intero territorio nazionale. Il 3 maggio 2017 Ossigeno ha lanciato pubblicamente un allarme sulla preoccupante situazione in cui operano gli operatori dell’informazione nel Lazio. Ossigeno chiede alle istituzioni un’indagine conoscitiva specifica sulle violenze e gli abusi commessi contro giornalisti, blogger, fotografi e video reporter, allo scopo di tre a punto gli interventi più opportuni da adottare per ridurre drasticamente na pressione intimidatoria che è forte ed è più alta di quella che risulta nel resto del paese.

Il Lazio è la regione italiana in cui Ossigeno per l’Informazione ha accertato il maggior numero di gravi attacchi a giornalisti e blogger e in cui negli ultimi mesi ha notato una forte accentuazione di questo fenomeno. Nel periodo 2011-2017 sono stati 625 i casi documentati nel Lazio su 2602 accertati nell’intero Paese nello stesso periodo, quindi con una incidenza del 24%. Nel 2016 l’incidenza è salita di un punto percentuale con 103 attacchi accertati da Ossigeno nel Lazio su 412 nell’intero territorio nazionale. Nei primi mesi di quest’anno l’incidenza ha sfiorato il 40% con 46 episodi accertati nel Lazio su un totale di 117 nell’intero territorio nazionale. Ognuno di questi attacchi è stato verificato e documentato dall’Osservatorio.

Questa in estrema sintesi la situazione. Un panorama più ampio e dettagliato si può ricavare leggendo il Dossier Ossigeno sul Lazio.

Ambiente & Territorio
"Fermiamo un progetto devastante per la Riserva Naturale Statale del Litorale Romano. 500 ettari cancellati da asfalto e cemento"
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Redazione


FIUMICINO (RM) - Sotto silenzio, e mentre Alitalia si stava avvitando in una drammatica crisi, e' cominciata la procedura di approvazione del “Master plan 2030” dell’Aeroporto di Fiumicino che prevede la realizzazione di un nuovo Terminal e una quarta pista al posto di aree agricole, alberi e corsi d’acqua. La proposta, che ha cominciato l’iter di Valutazione di Impatto Ambientale, interesserebbe un area enorme ricompresa nella Riserva Naturale Statale del Litorale Romano e determinerebbe una incredibile occupazione di suoli con piste di asfalto e edifici, un nuovo svincolo autostradale di accesso, oltre che un notevole impatto acustico e atmosferico per un ampio territorio tra Fiumicino, Fregene, Maccarese. Quasi 500 gli ettari che verrebbero asfaltati e cementificati all’interno della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, oggi agricoli e oltretutto con vincoli paesaggistici e archeologici.
 
"E’ davvero incredibile che solo quattro mesi fa all’inaugurazione del nuovo Terminal E di Fiumicino, di fronte al Presidente del Consiglio Gentiloni, i Manager dell’Aeroporto si vantassero di aver realizzato un intervento senza consumo di suolo. Stavolta senza proclami hanno presentato un progetto che stravolgerebbe un area grande 6 volte Villa Borghese - ha commentato Edoardo Zanchini Vicepresidente nazionale di Legambiente - Inoltre, come messo in evidenza dal comitato Fuoripista, che si batte contro il progetto, non si comprendono neanche le motivazioni trasportistiche della proposta. Il progetto prevede la realizzazione di una quarta pista parallela e attaccata alla terza, e quindi di difficile utilizzo contemporaneo. Inoltre prevede di realizzare un enorme nuovo terminal nella Zona Nord. La ragione della fretta sta forse nella volontà di evitare che un progetto di questa dimensione sia sottoposto al Dibattito Pubblico previsto dal Codice degli Appalti e che tra poche settimane sarà definito da un Decreto del Ministero delle Infrastrutture”. 
 
Diversi studi tecnici hanno dimostrato infatti che è possibile perfino raddoppiare i passeggeri trasportati a Fiumicino - attualmente sono 40 milioni l’anno -, con un utilizzo diverso delle piste e potenziando i terminal esistenti con nuovi spazi e connessioni. Ma proprio il fatto che un intervento di questo tipo costerebbe molto meno, e non occuperebbe nuovi suoli, è la ragione per cui non interessa, secondo Legambiente, a chi gestisce l’Aeroporto e vuole guadagnare dai cantieri e garantirsi una lunga gestione degli introiti aeroportuali con progetti mastodontici quanto inutili. Oltretutto, sottolineano gli ambientalisti del cigno verde, è da sottolineare che sia a Fiumicino che a Ciampino i cittadini soffrono il superamento dei limiti di inquinamento acustico senza vedere mitigazioni e compensazioni ambientali. E l’Enac, che dovrebbe controllare queste situazioni, è sempre dalla parte di chi gestisce gli aeroporti. 
 
"Non e' ammissibile che un progetto di questa dimensione e impatto, venga presentato senza alcun confronto con il territorio, soprattutto perché esistono altre soluzioni possibili per l’Aeroporto che avrebbero un impatto molto minore. Per queste ragioni e contro la prepotenza di chi gestisce l’Aeroporto di Fiumicino e di chi dovrebbe controllare i gestori ma sembra invece difenderne gli interessi – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio – ci appelliamo al Presidente della Regione Nicola Zingaretti e ai Sindaci di Roma Virginia Raggi e di Fiumicino Esterino Montino, perche' fermino la procedura di Via di questo progetto devastante. Quello di cui siamo sicuri è che, insieme ai cittadini, alle associazioni e ai comitati del territorio, siamo pronti a una dura battaglia nell'interesse generale e dell’ambiente, per difendere una porzione di altissimo pregio del Lazio, che rischia di dissolversi sotto una colata di asfalto”.
Politica
Il consigliere regionale FI:"Il centrosinistra ancora non affronta con tempistiche rapide e certe il Piano Casa"
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LAZIO - “In materia urbanistica il presidente Zingaretti e la maggioranza stanno purtroppo dimostrando tutta la loro inefficienza amministrativa. Mentre in questi giorni, in maniera piuttosto tardiva e alquanto a rilento, è in commissione l’analisi della proposta di legge concernente “Norme per la rigenerazione urbana e per il recupero edilizio”, c’è una scadenza normativa che rischia di incidere negativamente sui territori e sulle famiglie: il termine della proroga del Piano Casa, fissato per il prossimo 31 maggio. In sostanza, tra una settimana la Regione Lazio potrebbe non vedere né approvata la prima, né prorogata la seconda: una ipotesi deleteria, che deve essere presa di petto e risolta. Tutto questo è la dimostrazione lampante dell’ottusità politica e della miopia istituzionale del centrosinistra che, da una parte, ancora non affronta con tempistiche rapide e certe il Piano Casa. E, dall’altra, preferisce concentrarsi sulle norme di rigenerazione urbana, tanto decantate dal prode Zingaretti ma ad oggi lacunose, tardive e carenti di quegli strumenti necessari a rendere più sostenibile il contesto urbano e più oliate le procedure burocratiche. In questo contesto, sollecitiamo ancora una volta amministrazione e maggioranza regionali a procedere con la tempestiva proroga del Piano Casa, provvedimento fondamentale per cittadini, imprese e per lo sviluppo di un comparto chiave della nostra regione, quale l’edilizia”. Così, in una nota, il consigliere regionale FI e vicepresidente della commissione Urbanistica, Adriano Palozzi.

Ambiente & Territorio
La ditta, infatti, ha ottenuto di esser autorizzata a lavorare materiali non pericolosi, come carta e plastica, al posto di una pari quantità di pericolosi.
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Redazione

 
L’incendio della Eco X di Pomezia è tornato al centro di un’audizione alla Pisana. Ad essere ascoltati dalla sesta commissione del Consiglio regionale, competente in materia di ambiente, l’assessore regionale Mauro Buschini, il direttore di Arpa Lazio Marco Lupo, il direttore della Asl Roma 6 Narciso Mostarda, la dirigente dell’Area Ciclo integrato dei rifiuti della Regione Lazio, Flaminia Tosini, e il sindaco di Pomezia Fabio Fucci. Al termine dei lavori è stata presentata una proposta di risoluzione, destinata però a essere discussa e affinata in una prossima seduta. L’atto di indirizzo nei confronti della Giunta punterà a sollecitare controlli preventivi sugli impianti di stoccaggio o trattamento dei rifiuti del Lazio. Nel corso dell’audizione, chiesta dalla minoranza, è stato offerto ai consiglieri un quadro sull’inquinamento, sui monitoraggi ancora in corso, sulle autorizzazioni e sui controlli. Annunciato durante i lavori di oggi che anche l’ottava commissione consiliare si occuperà degli effetti dell’incendio sulle attività produttive. Il “caso Eco X” era stato già al centro, l’11 maggio scorso, di una seduta della commissione consiliare speciale sulle infiltrazioni mafiose e sulla criminalità organizzata, nel corso della quale Fucci aveva parlato – come pure questa mattina – di natura dolosa dell’incendio.
 
L’Arpa Lazio ha riferito di aver subito installato campionatori a ridosso dell’area del disastro, aver analizzato i dati della rete di monitoraggio – integrata di ulteriori filtri oltre a quelli per le polveri sottili (pm10) e un’unità mobile ad Albano – e di aver sviluppato una simulazione per individuare le aree di eventuale ricaduta degli inquinanti. Nella commissione alla Pisana si è parlato delle rilevazioni nei pressi dell’incendio – con picchi di pm10, diossine e pcb nei primi due o tre giorni, come già illustrato da Lupo in un’analoga audizione in Senato – delle rassicurazioni circa altre zone della regione e delle analisi in corso, da parte di Asl e Istituto zooprofilattico sperimentale, sull’assenza di amianto nell’aria, su vegetali a foglia larga e sulla presenza di inquinanti nella zootecnia. Ma anche delle precauzioni per la salute adottate nell'immediato dalla Asl Rm 6. Illustrate anche le misure di contenimento del rischio e di bonifica messe in atto dal sindaco Fucci, che ha annunciato anche uno stanziamento della Città metropolitana di 100 mila euro per le scuola superiori. È emerso, nel complesso, che non va sottovalutato quanto accaduto, che i controlli devono continuare ma che comunque – ha affermato Lupo – “non è la Chernobyl del Lazio”.
 
Durante l’audizione è emersa la necessità di fare chiarezza su alcuni intricati passaggi amministrativi, in particolare su quelli dell’esistenza o meno della certificazione antincendio, sulla esigibilità della polizza e sui tempi e sulle modalità della bonifica. Tre gli atti amministrativi sui quali si è concentrato il dibattito. Un’autorizzazione del 2010, accompagnata da 34 prescrizioni, la cui vigilanza – secondo gli uffici regionali – spetterebbe alla Provincia. Poi una voltura nel 2014 dell’impianto dalla Eco X alla Ecoservizi per l’ambiente, con passaggio anche della polizza assicurativa e, infine, nel 2015 una variante circa la tipologia dei rifiuti trattati. La ditta, infatti, ha ottenuto di esser autorizzata a lavorare materiali non pericolosi, come carta e plastica, al posto di una pari quantità di pericolosi.
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