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DISTANZIATORE
Il Caso
Il video racconto di una mamma coraggio
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di Simone Carabella


ARICCIA (RM) - Un bambino di 11 anni costretto da due 15enni a ingoiare una pasticca che poteva risultare letale per il piccolo. Questo quanto accaduto a Fontana di Papa ad Ariccia dove il bambino si è poi sentito male ed è stato trasportato in ospedale.


A raccontare l'accaduto, nel video esclusivo de L'Osservatore d'Italia in allegato all'articolo, la mamma di Marco, - nome di fantasia che usiamo per tutelare il bambino - secondo la quale i due 15enni avrebbero costretto con la forza il piccolo a ingerire la pillola. "Mentre mio figlio andava via - racconta la mamma - uno dei due ragazzi lo ha afferrato da dietro mentre l'altro gli ha aperto la bocca costringendolo a ingerire la pillola". Una pillola che la madre di Marco riferisce essere stata un miscuglio tra anfetamina, metadone, estasi. E sempre secondo il racconto della donna uno dei due ragazzi avrebbe poi detto al bambino: "Dopo ci porterai i soldi". L'undicenne, una volta tornato a casa, non avrebbe detto nulla alla madre riguardo l'accaduto e dopo aver cenato è andato a dormire. La mattina seguente si è sentito male e a quel punto dopo aver raccontato l'accaduto è stato portato immediatamente in ospedale.


Droga fatta consumare con forza
- Un caso che nasce dal giro dello spaccio minorile dove ora la droga viene fatta consumare con forza a chi la rifiuta al fine di creare dipendenza e ottenere gli illeciti ricavi dai nuovi baby clienti. Per fortuna adesso Marco è fuori pericolo. Gli inquirenti sono sulle tracce dei responsabili di questo gesto a seguti odella denuncia sporta dalla madre di Marco.     

 

Politica
Cambiare il centrodestra, cambiare l'Italia e cambiare l'Europa: queste le parole d'ordine del coordinatore regionale del partito di Fitto
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di Silvio Rossi



ROMA
- Si è svolta Sabato 4 marzo, a Roma, presso l’Istituto Seraphicum nel quartiere dell'Eur, l'assemblea regionale del Lazio di Direzione Italia, per promuovere anche nel Lazio il nuovo partito fondato da Raffaele Fitto. Sono intervenuti il coordinatore regionale Luciano Ciocchetti, il consigliere regionale Pietro Sbardella, il consigliere capitolino Ignazio Cozzoli, il consigliere della Città metropolitana di Roma Capitale Giovanni Libanori, l’ex consigliere regionale Massimiliano Maselli. A chiudere l'incontro Raffaele Fitto. Presenti anche i referenti di alcune liste civiche vicine a Direzione Italia, che stanno valutando la possibilità di confluire nel partito di Fitto, come Sergio Manciuria, di Anguillara Svolta.


I vari interventi hanno sottolineato la vocazione unitaria del partito che punta alla costituzione di un nuovo centro destra sui valori fondanti della famiglia e della dottrina sociale della Chiesa, ponendosi, come mete del percorso politico, la revisione delle convenzioni in Europa, la creazione di uno stato di cose che porti alla ripresa dell’occupazione, la sicurezza di tutti, l’apertura e la tolleranza interlocutoria, che pretende, a sua volta, il rispetto delle proprie idee da parte degli altri.


"Noi vogliamo cambiare il centrodestra, cambiare l'Italia e cambiare l'Europa" Queste le parole del  coordinatore regionale Luciano Ciocchetti durante la video intervista rilasciata a L'Osservatore d'Italia. Ciocchetti ha inoltre evidenziato il bisogno di un nuovo messaggio per riunire gli elettori moderati di centrodestra che negli ultimi anni hanno perso i riferimenti politici e programmatici con la conseguenza che 10 milioni di italiani non sono più andati a votare. "Occorre quindi fare autocritica - ha aggiunto il coordinatore regionale - e rilanciare un progetto partendo dalle realtà territoriali".

 

Le interviste
Il sistema di promozione del territorio confluirà in un sito appositamente sviluppato
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di Silvio Rossi


POMEZIA (RM)
- È stato presentato presso l’Hotel Palace di Pomezia il progetto “Costa di Enea”, che si propone l’ambizioso obiettivo di riunire l’offerta turistica di un ampio territorio nel litorale sud della capitale. Alla presenza di un nutrito gruppo di persone, selezionate tra operatori del settore, è stato presentato il sito che, a partire dal mese di maggio, raccoglierà le proposte del territorio suddivise per argomenti, strutture ricettive, musei, trasporti.


A presentare l’iniziativa il vicesindaco di Pomezia, Elisabetta Serra,
Comune che per primo ha sposato il progetto.  Ha partecipato anche l’Agenzia Regionale per il Turismo, rappresentata da Flaminia Santarelli, che ha elogiato il lavoro svolto. A contorno della presentazione sono intervenute alcune aziende agroalimentari del territorio, che hanno presentato le loro eccellenze, che sono parte integrante dell’offerta ipotizzata nel progetto Costa di Enea. Abbiamo incontrato i protagonisti della giornata, che ci hanno rilasciato brevi interviste

L'incontro
La scrittrice ha saputo tratteggiare con parole semplici quello che si presenta a tutti gli effetti come un modo nuovo di concepire i numeri
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C.R.

 

GENZANO (RM) - “Matematica Amica”, questo il titolo del libro presentato da Anna Cerasoli a Genzano l’istituto comprensivo De Sanctis diretto da Antonio Draisci. Ad invitare la celebre scrittrice di divulgazione scientifica per l'infanzia è stata la docente Patrizia Lombi che di fatto applica che questo nuovo metodo di apprendere la matematica ai suoi studenti delle elementari, facendoli appassionare ed entusiasmare alla materia. 

 

Nei fatti Cerasoli è un nome: dopo la laurea in matematica e un periodo di ricerca al Cnr, ha insegnato nella scuola secondaria. Da anni si dedica alla divulgazione della matematica per ragazzi in forma narrativa, riscuotendo ampio successo.

Entusiastica la partecipazione di Cerasoli alla De Sanctis per il semplice fatto che ha saputo tratteggiare con parole semplici ma frutto di uno studio profondo della matematica, quello che si presenta a tutti gli effetti come un modo nuovo di concepire i numeri e i concetti aritmetici: dalle divisioni agli insiemi per finire con i problemi di matematica e la logica. I suoi lavori, tradotti in molte lingue, costituiscono un utile supporto nell’insegnamento della matematica. Per questo motivo, erano presenti all’evento molte docenti, pronte a trasferire ai propri ragazzi questa maniera giocosa, semplice e innovativa di insegnare. La realtà traducibile in numeri: ed ecco che anche gli elementi che costituiscono un insieme diventano pasticcini alla crema o al cioccolato o crostatine succolente.

 

Interessante anche il momento in cui la scrittrice si è soffermata sulle figure geometriche con un approccio entusiasmante: Filo e suo nonno conversano di geometria, e la applicano ai tanti casi della vita: dalle crepes ai tramezzini, dalla metropolitana di Londra ai pinguini al pallone di calcio, fino ai terreni dell'antico Egitto. Basta con noiosi spauracchi scolastici! Le figure geometriche sono presenti nei nostri oggetti quotidiani e il loro fascino è tutto da scoprire. Dai fari delle auto ai barattoli di vernice, dalle cupole geodetiche alle ruote dentate, dai mosaici dell'Alhambra al nastro di Moebius: curiosità, aneddoti, storie, indovinelli, invenzioni... Un libro per ragazzi, professori e comuni lettori che, pagina dopo pagina, vi sorprenderà e vi farà dire: "Non lo sapevo!"

 

Sicuremante Cerasoli tornerà a Genzano per continuare a promuovere la matematica come un’amica: l’amica dei bambini ma prima di tutto delle insegnanti che, partecipando a questo incontro, hanno dimostrato come sia importante l’aggiornamento e l’apertura a nuovi modelli di apprendimento che, una volta fatti propri, potranno essere trasmessi agli studenti. 

Oltre ai libri per Editoriale Scienza e ai manuali scolastici per Zanichelli, Cerasoli ha pubblicato: Sono il numero 1, Io conto, Tutti in cerchio, Matemago, Matematica amica (tutti Feltrinelli); 10 + il genio sei tu, Le avventure del signor 1, La geometria del faraone, La grande invenzione di Bubal, È logico! (tutti Emme Edizioni).

Il caso
Fondamentale al via libera al Piano Integrato, secondo i relatori dell’incontro, è stato il ruolo che ha avuto il Comune di Nemi
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di Ivan Galea

 

NEMI (RM) - L’idea è quella di lanciare una raccolta firme nel più breve tempo possibile dove tutti i cittadini di Nemi possano esprimersi per tentare di fornire un “no” morale in Consiglio Comunale alla realizzazione del Piano Integrato i Corsi.

Questa l’idea, lanciata sabato scorso da Vairo Canterani che ha promosso con Nemi per Sempre e Italia Nostra l’incontro per informare i cittadini di Nemi che la lottizzazione ai Corsi è passata grazie ad una recente sentenza del Tar che ha fatto anche da perno al successivo “ribaltone” di parere da parte del Parco Regionale dei Castelli Romani. Infatti l'Ente Parco dei Castelli Romani, inizialmente era contrario ed ha fatto da apripista anche al “no” della Regione Lazio, per poi dare parere favorevole.
Quello organizzato è stato un dibattito partecipato e anche acceso dato il clima di campagna elettorale che ha iniziato ad instaurarsi nella cittadina delle fragole.


Nascono nuove realtà, i cui membri ancora non si palesano apertamente come “Ricomincio da Nemi”, che sembrano destare molta attenzione. Simpatico l’intervento, al proposito, di Luca Bellini che quando Carlo Galzignato ha chiesto se in platea sedesse qualche candidato sindaco, si è girato verso Carlo Cortuso dicendogli di avergli fatto tana: il dominio “ricominciodanemi.com" è stato proprio acquistato dal marito del segretario Pd Azzurra Marinelli. Una domanda e volutamente una provocazione alla quale non ha risposto nessuno. Ma come dice Galzignato, tanto c’è la registrazione che testimonia tutto.
 
Ma l’intervento di Vairo Canterani è stato pressoché illuminante. Prima l’idea della raccolta firme poi ha illustrato un passaggio importantissimo:
“Su alcuni terreni interessati dal Piano Integrato i Corsi grava una ordinanza di rimessa in pristino per costruzioni abusive emessa dal Comune di Nemi verso la quale i privati hanno fatto ricorso al Tar che vede fissata al prossimo 14 marzo la data per il prosieguo della fase cautelare - dice Vairo - ma l’avvocato del Comune non si è presentato a difendere gli interessi dell’Ente nonostante sia stato deliberato a suo favore un impegno di spesa di 4.500 euro. Questi abusi sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica la quale ravviserà eventuali reati penali. La domanda è questa: si può dare esecuzione al Piano Integrato ai Corsi quando pende una ordinanza di rimessa in pristino per opere abusive e c’è di mezzo la Procura della Repubblica?".
 
Fondamentale al via libera al Piano Integrato, secondo i relatori dell’incontro, è stato il ruolo che ha avuto il Comune di Nemi il 22 dicembre 2015 quando ha prodotto una memoria con cui ha rappresentato fondamentalmente che il parere negativo che aveva espresso il Parco regionale dei Castelli Romani si basava su una motivazione erronea “perché investe (solo) profili di natura urbanistica che esulano” dalla sua competenza; - e che in ogni caso, non era dato comprendere le ragioni per le quali il Parco aveva ritenuto la zona priva delle “caratteristiche richieste per le zone territoriali omogenee del D.M. 1444/68”.

Dunque l’Ente Parco ha dato per buone queste motivazioni e ha espresso così parere favorevole. Un comportamento psichedelico perché sotto l’epoca di Peduto fu detto no, con Orciuoli fu detto sì, con Caracci è tornato il no e poi dopo il Tar è tornato il sì.

Ma non solo perché di fatto il Parco non ricorrerà al Consiglio di Stato per opporsi alla sentenza del Tar: “Non ci sono i fondi” ma soprattutto appare chiaro che non c’è la volontà. E le parole spese per l’Ente Parco dei Castelli Romani da parte dei membri di Italia Nostra non sono state edificanti: si è realizzato che è venuta a mancare la funzione principale dell'Ente regionale che è quella di tutela del verde: “Ultimamente – ha detto Medici – è più forte la volontà espansionistica dei Comuni che la resistenza del Parco. Si dicono dei No che poi diventano sì non appena c’è un po’ di pressing”.

Ad intervenire anche Elisabetta Mannoni che ha spiegato, con parole semplici di una cittadina della piazza, cosa significa per il territorio la realizzazione del Piano Integrato i Corsi.

Il professore universitario Franco Medici, membro di Italia Nostra ha cercato di fornire le motivazioni per le quali il progetto dei Corsi, sebbene non venga realizzato in un'area ad alto rischio idrogeologico e di frane, sia pressoché “inutile” e devastante” dal punto di vista ambientale: “Si tratta di migliaia di metri cubi di cemento in una zona che non favorisce certamente lo sviluppo e rilancio del centro storico”.
 
Dello stesso avviso anche l’architetto Carlo Testana che ha spiegato nei dettagli l’iter che hanno seguito i privati, in accordo con il Comune, per l’approvazione del Piano ai Corsi: “Ora non c’è più nulla da fare, ai Corsi si costruirà nonostante le nostre lunghe battaglie per dire No”.

Renzo Cavaterra, vicino ai privati promotori del progetto, contattato telefonicamente dalla nostra redazione,
ha ribadito che il Piano Integrato porterà ricchezza al Comune di Nemi e ha rivolto alcune domande ai relatori dell’incontro di sabato: Come mai non è stata fatta nessuna petizione per le case abusive costruite nella valle del lago nel periodo in cui Vairo Canterani era sindaco? Come mai non è stata fatta nessuna petizione per tutte le piscine abusive presenti nel territorio? Come mai non è stata fatta nessuna petizione in merito all’espansione e relativo sbanco fatto a Villa delle Querce sempre autorizzato nel periodo in ci Vairo Canterani governava la città delle fragole? Cavaterra ha poi evidenziato l’ecomostro presente a Nemi rappresentato della scuola mai conclusa per la quale fu abbattuta la vecchia sede scolastica e soprattutto il fatto di aver autorizzato una caserma dei Vigili del Fuoco su uno strapiombo accanto ad un asilo comunale.
 

L'iniziativa
[VIDEO] Dal martedì al venerdì le famiglie italiane in difficoltà potranno pranzare e cenare con soli 3 euro a persona
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di Simone Carabella



ARICCIA (RM)
- Mentre in provincia di Roma, inclusa l'area dei Castelli Romani, sono in arrivo 8mila emigrati e mentre il Prefetto e le Istituzioni si danno da fare per trovare i soldi per ospitarli nei nostri alberghi, ci sono italiani che decidono di aiutare gli italiani in difficoltà. E così ad Ariccia, Mariano titolare della fraschetta "Dar Burino" ha deciso di proporre un menù a 3 euro esclusivamente per le famiglie italiane che si trovano in disagio. Quindi dal martedì al venerdì le famiglie italiane in difficoltà potranno pranzare nella fascia oraria che va dalle 11 alle 12.30 per soli 3 euro a persona. Il menù fisso, deciso esclusivamente dalla casa, comprende un primo un secondo e l'acqua. Ma l'iniziativa prevede anche la possibilità di cenare, sempre dal lunedì al venerdì e sempre a 3 euro per persona e sempre a menù fisso, primo, secondo e acqua, deciso dalla casa. Mariano, titolare della Fraschetta di Ariccia, invita quindi tutti gli italiani in difficoltà a contattarlo al numero 3331828584 per prenotare e per maggiori informazioni sull'iniziativa.   
 

Rischio danno ambientale
Il deputato Dem è intervenuto alla diretta webtv Officina Stampa riproponendo l'appello a Raggi, Acea e sindaci del territorio
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di Ivan Galea


ANGUILLARA (RM) - Il deputato Pd Emiliano Minnucci torna a lanciare l'allarme sul gravissimo fenomeno che sta interessando il lago di Bracciano con l'abbassamento delle acque. "Siamo ormai a meno 120 centimetri rispetto lo zero idrografico" ha detto Minnucci durante la diretta web di Officina Stampa, trasmissione giornalistica condotta da Chiara Rai, andata in onda lo scorso 2 febbraio. Minnucci ha quindi ricordato quanto evidenziato dal CNR, ovvero che se l'abbassamento delle acque del lago dovesse raggiungere quota meno 150 centimetri si verrebbe a creare una condizione di non ritorno.

Dopo la riunione con Acea fatta presso il Consorzio di Navigazione del Lago il gestore idrico ha diffuso un comunicato stampa: "In questo comunicato è chiara la presa di posizione di Acea che è una via di mezzo tra la tragedia e la commedia, la tragedia dopo la farsa" Con queste parole il deputato Dem ha commentato le dichiarazioni del gestore idrico che pur riconoscendo le ragioni sollevate, durante la riunione, riguardo il rischio di disastro ambientale  ha affermato di non poter interrompere la captazione dell'acqua dal lago di Bracciano in quanto verrebbero lasciate a secco intere zone della Capitale e della provincia di Roma.


Minnucci ha quindi ribadito che Acea deve fare urgenti investimenti al fine di scongiurare quella che appare a tutti gli effetti come una situazione destinata a degenerare e che il gestore idrico oggi è una società quotata in borsa e non più la municipalizzata del Comune di Roma di 30/40 anni fa. "Io capisco che Acea debba perseguire il profitto - ha affermato Minnucci - ma non può farlo a danno di intere popolazioni che vivono sulle rive del lago da migliaia di anni".

 

Il deputato ha quindi fatto sapere di aver presentato delle interrogazioni ai Ministri delle Infrastrutture e dell'Ambiente preannunciando un azione, che sarà portata avanti insieme a molti cittadini, di rivolgersi all'Autorità Giudiziaria.

 

Un vero e proprio rischio di disastro ambientale, già vissuto durante un'estate caldissima di qualche anno fa, ha ricordato Minnucci, con la differenza che quello che si sta verificando oggi avviene in piena stagione invernale. "Siamo a febbraio e questo significa che di questo passo - ha proseguito - se si mantiene la siccità e se contestualmente il gestore del servizio idrico - ACEA - continua a prelevare in modo esagerato e senza tener conto - ha evidenziato il deputato - delle ricadute ambientali che questo può determinare, a luglio il lago potrebbe abbassarsi oltre i 30 centimetri che mancano a raggiungere il livello di non ritorno di meno 150 centimetri".


Il rischio di un vero e proprio disastro ambientale è dunque una realtà che potrebbe verificarsi molto presto qualora non si corra immediatamente ai ripari. Un ultimo appello, quello di Emiliano Minnucci rivolto al sindaco di Roma Virginia Raggi che è anche il legale rappresentante dell'Ambito Territoriale ATO2 in quanto presidente della Città Metropolitana, ad ACEA e ai sindaci di Anguillara, Bracciano e Trevignano.
 

La video intervista
[VIDEO INTERVISTA] Minnucci: “Sono convinto che gli amministratori abbiano operato in buona fede”
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di Silvio Rossi

 

ANGUILLARA (RM) - La recente sentenza emessa dalla Corte dei Conti che prevede un risarcimento della Bracciano Ambiente per circa tre milioni di euro e che ha condannato un numero notevole di amministratori e dirigenti di vari comuni, tra cui Anguillara e Bracciano, che conferivano i loro rifiuti nella discarica di Cupinoro ha lasciato uno strascico di polemiche.


Facendo un discorso a parte per quanto riguarda i ruoli degli amministratori e dirigenti del Comune di Bracciano, che hanno una responsabilità diversa (e condanne anche diverse in quanto a valore economico), sorprende la durezza con cui sono stati condannati i sindaci delle altre località.


Solo per quanto riguarda Anguillara Sabazia, che ha visto dal 2010 al 2014, anni in cui si sono svolti i fatti contestati dal tribunale amministrativo, si sono alternati alla guida della città tre persone, dal sindaco Antonio Pizzigallo, in carica fino al dicembre 2010, quando è stato dichiarato decaduto dal Tribunale di Civitavecchia, il vicesindaco facente funzioni, Stefano Paolessi, che lo ha sostituito fino alle elezioni del maggio 2011, e Francesco Pizzorno, eletto in quest’ultime consultazioni, e tutti indistintamente, assieme al dirigente comunale Matteo Rovelli, sono stati chiamati a risarcire la Bracciano Ambiente.


Esprime la propria solidarietà ai propri concittadini il deputato Pd Emiliano Minnucci,
in maniera indistinta, perché a suo avviso, non può essere condannato un amministratore che svolge il proprio operato senza che ci sia dolo o una colpa grave. Si rischia, secondo l’opinione dell’onorevole, che ha assunto in passato anch’egli la carica di sindaco di Anguillara, che non ci saranno in futuro persone valide che si assumono il rischio di impegnare il loro tempo e le loro competenze candidandosi al Comune.

Di seguito la video ’intervista completa visionabile nel video allegato all'articolo

Un giallo ancora tutto da chiarire
Pochi giorni prima del decesso, il brigadiere dei Carabinieri era stato ascoltato quale sommario informatore nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Serena Mollicone
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di Ivan Galea 

 

SORA (FR) - Maria Tuzi, figlia del brigadiere Santino Tuzi, trovato cadavere l’11 aprile 2008 all’interno di una Fiat Marea parcheggiata vicino la diga di Arce in località Sant’Eleuterio, non crede al fatto che il padre si sia stato ucciso.

 

Ci sono molti conti che non tornano, soprattutto molti misteri come i due cellulari del padre che la figlia ha asserito essergli stati riconsegnati completamente “vergini”, puliti di qualsiasi dato o rubrica. Maria Tuzi cerca la verità ed è fiduciosa nel lavoro della magistratura e soprattutto nel lavoro meticoloso che sta facendo il sostituto procuratore Alfredo Mattei, titolare dell’indagine, il primo a voler far chiarezza sulla vicenda a seguito dell’istanza di riapertura del fascicolo presentata da Rosangela Coluzzi, l’avvocato di Maria Tuzi, la figlia del brigadiere.


Diverse le “stranezze” in un giallo dalle tinte forti tutto da chiarire. Basti pensare che dietro il sedile dell’auto di Tuzi sia stato rinvenuto il fodero della sua pistola di ordinanza mentre nel verbale riportato nell’istanza di archiviazione si fa presente che il fodero della pistola si trovava nell’armadietto del Brigadiere. O ancora ci si chiede come mai non sarebbe stata effettuata un’analisi dell’arma di ordinanza relativamente al proiettile rinvenuto nell’autovettura? Come si fa a dichiarare che quell’ogiva appartenga alla pistola rinvenuta sul sedile dell’auto di Tuzi? Per altro il brigadiere dopo essersi sparato al petto avrebbe avuto la calma e la lucidità di adagiare l’arma sul sedile. Inoltre sull’arma non vengono rinvenute impronte di Tuzi, se non una impronta parziale e latente della mano sinistra, quando Tuzi era destrorso.


Non dimentichiamo che pochi giorni prima del decesso, il brigadiere era stato ascoltato quale sommario informatore nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Serena Mollicone
, la diciottenne di Arce scomparsa il primo giugno 2001 e ritrovata morta in un boschetto di Fonte Cupa ad Anitrella due giorni dopo legata, imbavagliata e con la testa infilata in un sacchetto di plastica.  I due casi sembrano voler convergere in uno solo nonostante questa pista, da sempre sostenuta dai media, possa essere stata in alcuni casi “smontata”. 

L'appuntamento
[VIDEO] Il locale ha fatto da sfondo a una mostra di quadri con il Cavallino Rampante griffati dal maestro delle Ferrari Fernando Masi
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Ivan Galea


GROTTAFERRATA (RM) - Il Black Jack Cafè si è tinto di rosso oggi con l’ospitata della Scuderia Ferrari Club Roma Centro presieduta da Fausto Amendolagine. I ferraristi si sono dati appuntamento nell’esclusivo locale di Lino Ventriglia a Grottaferrata per scambiarsi gli auguri di Natale e tirare un positivo bilancio dell’anno che sta per chiudersi: “Siamo oltre il centinaio – ha detto il presidente Amendolagine – continuiamo a crescere e promuovere iniziative coinvolgenti come questa”.


Presente anche il direttore operativo dei club in rosso Mauro Apicella, soddisfatto per la coesione e supporto del club Ferrari capitolino. Nel locale ha fatto da sfondo una mostra di quadri con il Cavallino Rampante griffati dal maestro delle Ferrari Fernando Masi che ha fatto dono al club di una sua opera messa all’asta durante il pranzo natalizio. Soddisfatto Ventriglia per l’appuntamento di oggi: “Sarà il primo di lunga serie – ha detto – il marchio Ferrari è di casa qui al Black Jack!”. 

L'evento
È la prima volta che i presepi vengono esposti a Bracciano, dopo che per tre anni la stessa iniziativa è stata realizzata ad Anguillara Sabazia
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di Silvio Rossi


BRACCIANO (RM) - Un successo la mostra dei presepi di San Gregorio Armeno che si è svolta nel week end al centro storico di Bracciano. L’associazione Asso del Lago, assieme all’associazione Corpo di Napoli hanno animato le vie della cittadina. Dopo la paura dovuta alle forti piogge che tra le giornate di giovedì e venerdì hanno fatto temere un week end deserto, il sole novembrino che ha allietato il fine settimana ha contribuito a far giungere in visita numerose persone, di Bracciano, dei paesi limitrofi e moltissime presenze dalla capitale.

È la prima volta che i presepi vengono esposti a Bracciano, dopo che per tre anni la stessa iniziativa è stata realizzata ad Anguillara Sabazia. Uno spostamento di location che ha certamente portato bene all’iniziativa. Bracciano ha un centro storico più vivo, con locali, negozi, ha una naturale propensione al turismo, a differenza di quanto avviene nella vicina cittadina, che appare sia urbanisticamente che a livello di organizzazioni sul territorio più chiusa, legata, probabilmente, a divisioni di rioni che riescono a malapena a portare in strada chi abita a quattro passi dalle iniziative, e spesso non attira nessuno da altre località.

L'evento
Personaggi illustri della politica si sono alternati per dire "No grazie" alla riforma Boschi - Renzi
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di Ivan Galea

 

ALBANO LAZIALE (RM)  - Gremita la Sala Vespignani ad Albano Laziale in occasione del convegno organizzato dal Comitato del “No Grazie” che ha visto, tra l’altro, la presenza di ospiti autorevoli. Un momento importante e utile di approfondimento delle ragioni per le quali votare “NO” all’appuntamento con il Referendum del 4 dicembre.

 

Ad aprire il convegno Angelo Cardullo del Comitato “No grazie di Albano Laziale” e Roberto Cuccioletta portavoce Fdi - An Albano Laziale, promotori dell’evento, moderato dalla giornalista Chiara Rai, che è riuscito a mettere insieme molteplici realtà del territorio e illustri relatori come l’il deputato di Fdi – An Edmondo Cirielli il quale ha parlato ampiamente dei punti focali di questa riforma per smascherarne l’”inadeguatezza”. Cirielli si è anche soffermato sul superamento del “bicameralismo perfetto” che la Riforma Renzi – boschi in realtà non “supera” ma paradossalmente complica anche l’iter legislativo anziché superarlo.

 

Molto diretto e schietto anche l’intervento di Marco Silvestroni, Capogruppo città metropolitana Roma Capitale per Fdi-An che sostanzialmente ha parlato del funzionamento delle elezioni di secondo livello e dell’attuale criticità che attraversa la Città Metropolitana governata dal sindaco di Roma Virginia Raggi: “Difficile se non impossibile– ha detto - fare il sindaco e presiedere ai Consigli metropolitani e allora ecco che l’attività si paralizza”.

 

Incisivo anche l’intervento di Francesco Lollobrigida dirigente nazionale di Fdi -An che concretamente ha parlato delle proposte di Fdi-An rispetto alla riforma Renzi-Boschi: “Una riforma inutile – ha ribadito Lollobrigida - nella quale non viene nemmeno abolito il Senato, il Parlamento ancora una volta rimane sordo rispetto alla richiesta di tutti gli italiani che è l’elezione diretta del capo dello Stato”.

 

Sugli effetti di cambiamento sul territorio è intervenuta Federica Nobilio, referente nazionale comitato Terra Nostra che ha parlato dell’importanza del ruolo di rappresentare i cittadini, ruolo che lei incarna in pieno in quanto consigliere comunale di Albano Laziale. Un accenno essenziale Nobilio lo ha fatto anche riferendosi al fatto che se passasse il si servirebbero più firmeper i disegni di legge di iniziativa popolare: all’ampliamento della partecipazione diretta dei cittadini comporterà l’obbligo di raggiungimento di 150mila firme mentre attualmente ne servono 50mila per i disegni di legge di iniziativa popolare.

 

Brillante anche l’intervento di Marica Roma, Referente Movimento Futuro Italia che ha illustrato del rischio concreto di modifica dei principi fondamentali della Costituzione italiana attraverso la riforma costituzionale. Una riforma “non legittima perché prodotta da un Parlamento eletto con una legge elettorale – Porcellum - dichiarata incostituzionale.

 

Un tributo alla questione è arrivato anche da Matteo Mauro Orciuoli capogruppo in consiglio comunale Area Democratica che non ha inteso trascurare la questione dei costi: “Se il problema era ridurre le poltrone e le spese e in considerazione del fatto che, stante il bicameralismo perfetto – ha detto Orciuoli - attualmente Camera e Senato svolgono le stesse identiche funzioni, perché non tagliare la camera con il doppio dei componenti e che costa il doppio circa 1 miliardo a bilancio contro i circa 500 del Senato? Senza contare che è stato dimostrato che il risparmio effettivamente conseguibile non è assolutamente quello sbandierato dai promotori del Si ma molto più esiguo”.

 

A chiudere questo appuntamento per il No Giancarlo Righini Capogruppo Consiglio regionale Fdi – An il quale ha parlato a tutto tondo sia del rapporto tra Stato – Regione e del fatto che la confusione sulle competenze aumenterebbe grazie alla nuova Riforma. “Anziché superare il bicameralismo paritario, la riforma lo rende più confuso – ha ribadito Righini - creando conflitti di competenza tra Stato e Regioni e tra Camera e il nuovo Senato”. E ancora: “Nella storia – è stato ribadito - ci sono state rivoluzioni per ottenere la Carta costituzionale. Nel 1848 in Italia ci fu un cambiamento epocale con lo Statuto Albertino. I cittadini cominciavano ad avere diritti. Nel dopo guerra i Costituenti vollero riaffermare i principi di democrazia e di libertà compressi tra le due guerre in Italia come in molti altri paesi europei. Oggi arriviamo al grande evento. Ma leggendo il testo ci accorgiamo che va nella direzione opposta: anziché allargare la partecipazione e i diritti dei cittadini, questo testo li restringe inesorabilmente e rende più complicato e farraginoso il percorso legislativo. L’articolo 70 recitava in due righe: “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”. Oggi, la riforma di Renzi impegna due pagine con 7 tipologie di procedimenti legislativi.

La sentenza
Nel video con l'articolo parlano il fratello della vittima Roberto Maria Pennacchi, la fidanzata Pamela Leoni, un amico di famiglia Simone Carabella e la mamma Isabella
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Redazione

 

VELLETRI (RM) - 30 di anni di carcere per l'albanese che ha ucciso Francesco Maria Pennacchi. Questo l'esito del processo con rito abbreviato a carico di Prifti Lorenc di 43 anni, accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, tentato omicidio e porto abusivo di arma.

 

Parliamo dell’atroce omicidio di Francesco Maria Pennacchi il commercialista accoltellato a morte al torace con un fendente lungo 35 cm da un vicino di nazionalità albanese mentre usciva dal suo studio la notte tra il 26 ed il 27 Novembre del 2015 dal quarto piano di un palazzo in via dei Volsci 71 a Velletri. Prifti è stato arrestato la notte stessa dell’omicidio, adesso si trova nel carcere di Velletri dove gli sarà comunicato l0esito della sentenza di oggi.

 

Il processo con rito abbreviato era iniziato lo scorso 20 ottobre. Il Pubblico Ministero Giuseppina Corinaldesi nell'udienza che si è tenuta il 28 ottobre ha descritto minuziosamente il caso e chiesto l'ergastolo per l'assassino di Pennacchi senza le attenuanti generiche che nel caso del rito abbreviato corrisponde a 30 anni.

Lo scorso 11 Novembre ha parlato l'avvocato Giulia Bongiorno per la mamma di Francesco, e l'avvocato Alessandro Priori per Roberto Maria Pennacchi: i legali hanno chiesto anche l'aggravante della premeditazione, il dolo intenzionale volontario e che non gli vengano riconosciute le attenuanti generiche. “Francesco Maria è stato ucciso non durante un atto d’impeto – hanno ribadito i legali - ma intenzionalmente”. Oggi ha parlato davanti al Giudice Isabella De Angelis e l'avvocato di Prifti Marco Fagiolo.

 

Nel video parlano il fratello della vittima Roberto Maria Pennacchi, la fidanzata Pamela Leoni, un amico di famiglia Simone Carabella e la mamma Isabella. I familiari hanno voluto ripercorrere quella tragica notte in cui è stato barbaramente assassinato Francesco.

Una prima battaglia vinta, quindi, da tutti coloro che hanno voluto bene al giovane commercialista ucciso e che hanno auspicato il massimo della pena per l’assassino. 

Il confronto
L’incontro è stato organizzato e promosso da Dario Scarselletta e si è tenuto nella sala dei Piccoli Comuni
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Red. Politica


NEMI (RM) - Confronto costruttivo a Nemi sulle ragioni del “Si” e le ragioni del “No” al referendum. L’incontro è stato organizzato e promosso da Dario Scarselletta e si è tenuto nella sala dei Piccoli Comuni per gentile concessione del sindaco Alberto Bertucci.

 

Presente il consigliere di maggioranza Gianni Ibba. Per il SI sono intervenuti Carmelo Ucchino, scrittore e componente della rete del SI di Albano Laziale e Massimo De Meo Coordinatore nazionale della rete dei SI. Per le ragioni del NO saranno invece presenti Marco Guglielmo Segretario di “Possibile” e Giuliano Calisti, Presidente della sezione Anpi di Genzano. Le persone che hanno partecipato hanno giudicato gli interventi del “no” al referendum di carattere prettamente politico mentre quelli del SI sono stati considerati maggiormente supportati da spiegazioni tecniche.

 

Di fatto i relatori, sia che abbiano evidenziato il carattere politico del voto e sia che abbiano cercato di analizzare i fatti in maniera scevra da dettami di tipo politico, hanno ben espresso da entrambi gli schieramenti le opposte posizioni che il confronto organizzato da Scarzelletta ha inteso mettere in risalto. Anche Nemi dunque, è stata protagonista di dibattiti politici in vista del Referendum.

 

Sicuramente non si respira in paese quel clima di partecipazione che invece ha interessato diversi altri comuni dell’hinterland. Sembrerebbe che sabato ci sia stato un altro dibattito con le ragioni del No, passato un pò in sordina o comunque non con il giusto eco mediatico e di partecipazione che si conviene per questi appuntamenti. Intanto l’appuntamento del 4 dicembre è sempre più vicino e non resta che attendere l’esito per poi analizzare il fenomeno con numeri alla mano. 

Emergenza bombe
Nel 2013 la Regione Lazio determinò di impiegare 165mila euro per bonificare l'arenile del lago Albano da ordigni bellici - Guarda il video
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di Ivan Galea

 

CASTEL GANDOLFO (RM)
- Con il pattino sul Lago Albano di Castel Gandolfo per rendersi conto di persona della situazione bombe sommerse in via dei Pescatori: Marco Silvestroni, Presidente del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale alla Città Metropolitana di Roma Capitale ha appena presentato una istanza urgente al sindaco metropolitano Virginia Raggi e al delegato all'Ambiente affinché la sindaca a Cinque Stelle riferisca in Aula su una situazione che oggettivamente appare preoccupante.

 

Silvestroni ha chiesto a Raggi di comunicare quali azioni intende intraprendere a riguardo
, chiedendo anche di acquisire copia del verbale di esecuzione di fine bonifica da parte della società affidataria dei lavori e copia degli atti di liquidazione da parte della Regione Lazio alla ditta esecutrice della bonifica.


Ma cosa ha scoperto il consigliere metropolitano circumnavigando la costa nel tratto dove si trovano decine e decine di ordigni della seconda guerra mondiale a un metro e mezzo di profondità?
Intanto, come si evince chiaramente dal video girato da L'Osservatore d’Italia, la zona interdetta dove si trovano gli ordigni non è identificabile da alcun bagnante o natante in quanto non vi sono cartelli o boe o quant’altro che delimitino il perimetro della zona “rossa”. Silvestroni si accorge soltanto di alcuni frammenti di reti che ondeggiano tra le canne nel lago: “Evidentemente – dice Silvestroni – quelli sono frammenti dell’ordinanza del Comune datata 2013”.


In effetti in quell’area è stata fatta solo una bonifica parziale degli esplosivi a giugno del 2013
quando la direzione regionale del Suolo e difesa del territorio affidò i lavori di somma urgenza per la bonifica da ordigni a una ditta impegnando circa 165 mila euro: “A quanto pare – aggiunge Silvestroni – c’è una zona bonificata e l’altra no e allora la domanda sorge spontanea: perché non è stata completata questa bonifica?”.

 

L'ordinanza di interdizione del sindaco di Castel Gandolfo
Nel 2013 i ritrovamenti delle bombe in spiaggia già rappresentavano una vera e propria emergenza tanto che il sindaco di Castel Gandolfo Milvia Monachesi emise una ordinanza di interdizione al transito dei pedoni per più di un chilometro di spiaggia a partire dalla località “porticciolo”.

 

Politica
A illustrare le ragioni del Si il costituzionalista, scrittore e politico Stefano Ceccanti, e quelle del No, sostenute dal giornalista e politico Vincenzo Vita
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di Ivan Galea


CASTEL GANDOLFO (RM) - Successo di presenze per il confronto sul referendum che si è tenuto a Castel Gandolfo nella sala comunale Pertini. A illustrare le ragioni del Si il costituzionalista, scrittore e politico Stefano Ceccanti, e quelle del No, sostenute dal giornalista e politico Vincenzo Vita. Entrambi hanno ricoperto la carica di senatore nelle fila del Pd ma poi Vita ha deciso di intraprendere un’altra strada e lasciare il Partito Democratico.

 

“La transizione è (quasi) finita” è il titolo del libro che Ceccanti ha scritto e che per porta in giro in questo tour elettorale per promuovere il suo SI al Referendum. Tanti i temi toccati attraverso le domande rivolte dalla giornalista Chiara Rai. Tra questi ad esempio la necessità o meno di superare il bicameralismo perfetto che ha incontrato l’accordo tra i due relatori. Soltanto che per Ceccanti va superato con la riforma oggetto del voto del prossimo 4 dicembre in quanto è fermamente convinto che questo “capolavoro dell’emendamento Finocchiaro” inerente la riforma del Senato che, a quanto se ne dica, è rappresentativo dei territori: “In tutti i sistemi costituzionali europei la seconda Camera – ha ribadito Ceccanti - per il fatto di essere rappresentativa di altri governi e di altre istituzioni territoriali, è già un contrappeso al governo nazionale”. Dunque per Ceccanti si tratta di un Senato rappresentante delle istituzioni territoriali che non dà e non revoca la fiducia al Governo: “Il presidente del Consiglio non avrà tutti questi superpoteri che si crede, infatti il Senato può rappresentare con le sue funzioni di controllo e valutazione dell’operato del Governo, un vero contrappeso”. Per di più è stata introdotta la possibilità del controllo preventivo della Corte sulla legge elettorale. Sono state alzate le maggioranze per eleggere il Presidente della Repubblica e dato al Senato la possibilità di eleggere due componenti alla Corte costituzionale. “Grazie al capolavoro di Finocchiaro – ha concluso Ceccanti - sono stati rafforzati gli strumenti di democrazia diretta. Quindi ritenere che se passasse la riforma ci sarebbe uno sbilanciamento è totalmente strumentale e infondato”.

Vincenzo Vita ha detto chiaramente che sì, il bicameralismo perfetto va superato ma non come lo intende l’attuale Riforma e poi non è colpa del bicameralismo perfetto se i governi che si sono susseguiti finora hanno avuto poca stabilità bensì è un fattore politico: “Perché a questo punto – ha detto Vita – non prevedere un monocameralismo? Meglio, a questo punto, che il Senato sia abolito del tutto. In questo modo, invece, il Senato è ridotto, ma non abolito. Il bicameralismo rimane per una serie di materie che possono innescare gravi conflitti ”. Forse una provocazione, o forse no. Fatto sta che Vita ritiene che l’attuale riforma non risolva questo punto anzi l’attuale riforma spacca l’Italia: ”La democrazia sarebbe a serio rischio se passasse il Sì perché per cinque anni avremmo una forza politica che governa senza contrappesi e il potere si allontana sempre di più dai cittadini”. Il confronto ha toccato poi altri diversi punti dove le due autorità competenti in materia hanno spiegato le loro ragioni. Il sindaco di Castel Gandolfo Milvia Monachesi ha ringraziato i relatori intervenuti e si è detta molto soddisfatta dell’andamento del confronto: pacato e utile alle persone che hanno partecipato all’evento. Presente anche il vicesindaco Cristiano Bavaro e altri componenti della squadra Monachesi.
 

Cronaca
Quella che appare come una cascata da vita a un vero e proprio fiume che invade la strada
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di Ivan Galea

 

NEMI (RM) - Enorme perdita d'acqua a Nemi in via Parco dei Lecci dove ormai da due giorni quella che appare come una cascata da vita a un vero e proprio fiume che invade la strada creando non poche difficoltà per i passanti e per coloro che devono accedere alle rispettive abitazioni. I residenti della zona alta di Nemi si ritrovano quindi a fare i conti con i rubinetti a secco o se va bene con un filo d'acqua a causa dell'enorme abbassamento di pressione. Ormai non si contano più i guasti alle condutture idriche della zona nord del paese delle fragoline che risultano essere ormai datate e quindi suscettibili a guasti. Probabilmente una sostituzione delle tubature obsolete, anziché interventi tampone, risolverebbe definitivamente il problema e potrebbe rappresentare un risparmio, a medio/lungo, termine per il gestore idrico.
 

Politica
L'incontro sulle ragioni del SI e del NO è stato organizzato dai ragazzi di Gens Albana Giovani
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di Ivan Galea


ALBANO LAZIALE (RM) - Una sala strapiena a Palazzo Savelli per l'evento "Referendiamoci" organizzato da Gens Albana Giovani. Questo gruppo di ragazzi, del territorio dei Castelli Romani, ha centrato un importante obiettivo: informare in maniera corretta quante più persone possibili sulle ragioni del SI e su quelle del NO per il prossimo referendum del 4 dicembre. E lo hanno fatto attraverso un confronto tra due persone competenti in materia il dr Gabriele Sepio consigliere Delegato alle Politiche Sociali presso l’Assessorato Politiche Sociali del Comune di Albano a favore del SI e l’avvocato Roberto Di Lauro a favore del NO. Presente anche il primo cittadino di Albano Laziale Nicola Marini il quale fin da subito ha accolto i giovani di Gens Albana mettendo loro a disposizione la sala comunale.


Tanti gli amici, istituzioni e cittadini presenti
ai quali ha dato il benvenuto, subito dopo l'introduzione della giornalista e moderatrice Chiara Rai, la presidente dell'associazione Gens Albana Cinthia Vercelloni. Quest'ultima ha voluto ricordare, riscuotendo condivisione e apprezzamento in sala, l'importante figura storica di Tina Anselmi scomparsa recentemente: la prima donna ministro della storia della Repubblica italiana impegnata in politica fin da giovane. Anselmi che insieme a Nilde Jotti fu esempio di lotta alle diversità, soprattutto in quella che era una società dove le donne ricoprivano un ruolo marginale.


Diverse le domande che l'ala giovanile di Gens Albana ha posto ai due relatori:
dal superamento del bicameralismo perfetto alle modifiche del titolo V della Costituzione passando per l'abolizione delle province e del CNEL per poi soffermarsi sulle modifiche significative del Senato della Repubblica e sulle prospettive post referendum in merito all'attuale sistema elettorale.


Il confronto tra Di Sepio e Di Lauro si è svolto pressoché in maniera civile e costruttiva anche se, tra i due, non sono mancate le così dette frecciatine di carattere politico, anche perché, inutile negarlo, questo referendum è diventato una questione di appartenza politica dove il SI rappresenta la fedeltà al governo Renzi mentre il NO tutto il contrario. Però proprio i giovani di Gens Albana hanno inteso sottolineare l'importanza di arrivare al voto del 4 dicembre scevri dalle ideologie politiche ma affatto digiuni da quelli che sono i punti fondamentali della riforma costituzionale. Ottima riuscita, quindi, per il debutto dei ragazzi di Gens Albana Giovani che hanno promesso altri appuntamenti e altre numerose occasioni di confronto su tematiche di interesse pubblico.
 

Il caso
Equi Diritti scende in campo: "Ora la politica risolva i problemi!"
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di Chiara Rai


VELLETRI - C’è un protocollo d’intesa firmato da Regione Lazio e Procura di Velletri che mette a disposizione dei Comuni circa 5 milioni di euro l’anno per le demolizioni degli immobili abusivi le cui sentenze sono passate in giudicato.

Da quando sono iniziate le demolizioni, sono sempre di più le persone che manifestano per tutelare i loro diritti, come successo anche la mattina di mercoledì di fronte il Tribunale di Velletri. Di situazioni “irregolari” nel territorio castellano ce ne sono tantissime ma non tutte sono emerse nella famigerata lista di “abusivi” stilata per ciascun Comune e in base alla quale si procede con le acquisizioni. A Rocca di Papa ad esempio ci sono oltre 4 mila abusivi ma solo per circa 200 abitazioni sono state previste acquisizioni.

Equi Diritti al momento raccoglie le voci di residenti di almeno 31 Comuni. Il problema è a monte ma di controverso superamento: i piani regolatori di molti Comuni sono vecchi e inoltre ci sono centinaia di richieste in sanatoria avanzate dai cittadini con l’ultimo condono a cui la Regione ha risposto con parere negativo perché gran parte delle abitazioni in oggetto ricadono su territori vincolati. Contro le acquisizioni pendono molti ricorsi al Tar di cui svariati danno ragione ai cittadini

Per Cristina Milani presidente di Equi Diritti, Comitato spontaneo contro le demolizioni e acquisizioni non si tratta di “abusivi” ma di persone con “irregolarità”, pronti a pagare e a sanare ma impossibilitati a farlo perché è una situazione “che deve risolvere la politica” ed è per questo che il Comitato andrà avanti affinché non si trovi una soluzione “equa” per tutti coloro che si trovano con immobili che presentano difformità risolvibili. Si tratta di situazioni che per alcuni si trascinano da 40 anni e per altri da oltre un ventennio. Il prossimo obbiettivo è protestare in Regione per farsi ascoltare “perché il problema riguarda tutta la collettività”. Infatti, le risorse che mette a disposizione la Regione vengono erogate a titolo di prestito senza interessi ma in questo modo i Comuni , spiega Milani, si troveranno a costituire un debito fuori bilancio che dovranno pagare gli stessi cittadini i quali si ritroveranno a sborsare dei soldi per demolire la casa del proprio vicino. Dunque i Comuni s’indebitano per effettuare queste demolizioni e la conseguenza potrebbe sfociare nel rischio di tagli su altri servizi ai cittadini per fare cassa. La protesta in Tribunale si è svolta in maniera pacifica. Nutrita la partecipazione. A garantire sicurezza e ordine i Carabinieri della compagnia di Velletri diretta dal Capitano Giambattista Fumarola. Presente anche la Polizia di Stato e la Municipale. 

L'intervista
Ufficializzata la carica di sindaco per Sabrina Anselmo che è già al lavoro con tutta la sua squadra per attuare le linee programmatiche
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di Silvio Rossi
Anguillara (RM)
- Sabrina Anselmo torna davanti alle videocamere de L'Osservatore d’Italia e questa volta lo fa da primo cittadino di Anguillara Sabazia, dopo che la scorsa domenica ha vinto il ballottaggio contro la coalizione di centrodestra rappresentata dall'ex sindaco di Anguillara Antonio Pizzigallo che ha sfiorato la vittoria al primo turno ottenendo un 48% circa di consensi.

Nella giornata di martedì 21 giugno, coincisa con l'ingresso dell'estate, è giunta la proclamazione ufficiale dei risultati espressi domenica scorsa nelle urne e la Anselmo è stata proclamata ufficialmente sindaco di Anguillara. Un risultato quasi inaspettato, data la grande differenza che separava i due contendenti dopo il primo turno. E ora a Sabrina Anselmo e alla sua squadra pentastellata spetterà il compito di riuscire a consolidare quella fiducia concessa dai quasi cinquemila elettori.
 
Abbiamo posto qualche domanda alla neo prima cittadina di Anguillara in merito a diverse tematiche come quali saranno le prime azioni che verranno intraprese per far fronte alle varie criticità che affliggono la cittadina lacustre, al regolamento dei comitati di quartiere, e… Buona visione!

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