"Presidente Nicola Zingaretti, se ci sei, batti un colpo, l’addizionale regionale all’Irpef si paga anche ad Anguillara”.
di Emanuel Galea
Anguillara Sabazia (RM) - Poliambulaboratorio Ausl Roma F, Anguillara Sabazia in un “giorno di ordinaria follia”. Una fila lunghissima e senza un criterio apparentemente che dispone la priorità di esecuzione di prestazione di un paziente rispetto all’altro nonostante l’esistenza dei cosiddetti “numeretti” che si prendono anche al supermercato. Chi è più anziano passa per primo? Forse sì, ma le donne incinta rimangono in fila e aspettano, tanto “stanno in salute”.
Il Poliambulaboratorio è il regno dell’indisponenza: si risponde male, peggio che in una caserma. Il personale, esausto e pressato da tante responsabilità, non ha più tempo di essere cortese. Per effettuare un prelievo del sangue possono passare oltre due ore di agonia in anticamera. Leggiamo l’esperienza di due anziani. Lo scorso martedì mattina, una coppia di anziani di Anguillara, si è recata al distretto F3 della Ausl Roma F (poliambulatorio) di Anguillara Sabazia alle 8.20 del mattino per effettuare dei prelievi, prenotando il servizio con i numeri d’ordine 19 e 20. “Da precisare che a quell’ora si stava servendo il numero d’ordine uno. – Racconta M.P. una dei due anziani - La sala era affollatissima, - prosegue M.P. – e la maggior parte dei presenti erano quasi tutti anziani. Notavo anche una signora in stato interessante e qualche altra donna con carrozzina e bebè al seguito. Sarebbe stato giusto – continua nel racconto - che la signora in stato interessante avesse avuto la precedenza. Ma stava lì in fila con gli altri ad aspettare il proprio turno.
I due anziani, provvisti dei numeri d’ordine 19 e 20 raccontano che verso le 9.30, ovvero dopo un’ora di fila il tabellone segnalava il numero 17 e che molte persone provviste di numerazione inferiore iniziava a vociferare animosamente in segno di protesta.
“Un’impiegata, al primo sportello, con tono di voce molto alto e per niente cortese, non che le altre due impiegate brillassero di gentilezza, - racconta ancora M.P. - chiedeva a tutti di fare silenzio, o meglio urlava di fare silenzio, perché stava facendo una telefonata importante.
Un’infermiera, cui spettavano i prelievi della mattina, ha cercato di giustificare l’accaduto dicendo che nel salone e presso gli sportelli esisteva un avviso che informava riguardo la “corsia facilitata”. Ma dopo aver verificato è risultato che quello che diceva l’infermiera non era preciso. Infatti esisteva un avviso scritto su un foglio di carta formato A4 incollato sul muro dietro le sedie occupate dai pazienti e pertanto per leggerlo, occorreva infastidire gli occupanti delle sedie. Risultava anche un secondo foglio, questa volta posizionato all’ultimo sportello, così chi si prenotava presso il terzo sportello, restava all’oscuro della facilitazione.”
I due residenti di Anguillara, ancora visibilmente scossi per l’accaduto proseguono nel racconto: “Lo scontento andava in crescendo. La signora in stato interessante decideva di chiedere il rimborso di quanto aveva pagato per il ticket e dopo averlo ottenuto se ne andava. Altre persone hanno seguito l’esempio della signora. Nel frattempo l’impiegata del primo sportello è tornata a urlare che doveva fare una telefonata importante, la seconda, e chiedeva, sempre strillando,di fare silenzio silenzio.
Durante l’evolversi di tutti questi accadimenti, il coordinatore è rimasto sempre tranquillo a osservare il soffitto comodamente seduto dietro la sua scrivania. Intanto l’orologio segnava le 10.15, e la gente aspettava rassegnata.
La numerazione ormai tutta saltata. Il numero 23 passava davanti al numero 7 il 26 davanti al 14.
Sarebbe interessante conoscere quale criterio sia stato scelto per decidere chi doveva entrare per primo e chi dopo, visto e considerato che sulla prenotazione non risultava scritto il numero d’anni. Resta il fatto che l’età degli altri che dovevano entrare prima non la conoscevano. A questo punto della mattinata l’impiegata delle “ telefonate importanti” ha ricevuto una visita e chiudendo le pratiche è uscita con una signora allontanandosi dall’ufficio.
Dalle ore 8.20 la coppia degli anziani è uscita dall’Ausl RMF alle ore 10.52. Due ore e trentadue minuti per un semplice prelievo. Presidente Nicola Zingaretti, se ci sei, batti un colpo, l’addizionale regionale all’Irpef si paga anche ad Anguillara”.
Adesso, si può comprendere tutto: i tagli della Regione, lavorare in condizioni da terzo mondo e “abbandonati dalle istituzioni”, si può capire che si applicano dei criteri che a volte risultano assurdi anche a chi li applica ma che forse provengono “dall’alto”. Però chiediamo al responsabile del servizio CUP RmF di Anguillara Dott.ssa Rita Caputo se è possibile che la testimonianza di due persone anziane, che non hanno voluto tacere rispetto a questo “sgradevole disservizio”, riesca a cambiare questo status quo. Iniziamo dalla coda. Oggi esistono anche i “codisti”, persone che svolgono le file negli uffici pubblici per evitare estenuanti attese ai loro “clienti”:figuriamoci come sarebbero impazziti dentro quell’ambulatorio.
Diamo la precedenza alle donne in stato di gravidanza e ripristiniamo il “numeretto” che se non altro garantisce una sorta di ordine e rigore che non lascia terreno fertile a rappresaglie; così, almeno, succede dal caro e vecchio macellaio o al supermercato.















