Lupini: “Non bisogna cadere più nella logica degli opposti estremismi bisogna avere una propria idea e non cadere vittima dell’ideologismo, perché il cerchio si chiude laddove nasce l’idea e l’idea socialista è la mamma di tutte le idee"
[LA VIDEO INTERVISTA A MAURIZIO LUPINI UNO DEI TRE SOPRAVVISSUTI ALLA STRAGE DEL 1978 DI ACCA LARENZIA]
Chiara Rai
Un’intervista in esclusiva concessa a L’osservatore dìItalia da Maurizio Lupini nel 2012, uno dei tre ragazzi sopravvissuti alla strage di Acca Larenzia (7 gennaio 1978).
L’intervista ha avuto luogo nella storica sede romana di via Ottaviano 9, messa gentilmente a disposizione dai ragazzi di Ottaviano.
Maurizio Lupini ripercorre quei momenti con attimi carichi di commozione. All’epoca dice Lupini, “La politica per noi significava confrontarci in merito a problemi “popolari”, un confronto con le aree studentesche con gli operai nelle fabbriche, concettualmente stavamo affrontando le stesse problematiche dei ragazzi di sinistra”. I media però li hanno dipinti diversamente. Via Acca Larenzia non è stato un atto finale di contrapposizione tra rossi e neri, piuttosto un’azione militare di diversivo…”. Infatti, ricorda Lupini, dopo un paio di mesi ci fu il rapimento Moro e la strage della sua scorta. E sappiamo tutti che Moro era il fautore di un compromesso storico tra democristiani e comunisti che non ha più avuto luogo. Nel corso di questa analisi storico politica, Maurizio Lupini fa un passaggio molto duro su Fini e più amichevole e fraterno nei confronti di Storace addebitandogli, tra l'altro, una carenza di memoria: “si sono scordati o fanno finta di non ricordarsi che tanti ragazzi sono morti versando il loro sangue dal quale è nata una pianta che non hanno saputo cogliere. E soprattutto, questa dimenticanza l'ha avuta GianfrancoFini.
Redazione
Genzano (RM) - Prendere a Pallonate il proprio allenatore per fare del bene! Questa l'iniziativa natalizia che parte dal Meeting Club di Genzano di Roma per aiutare la comunità di Sant'Egidio
Buona visione.
La Capitale si presenta come una discarica a cielo aperto e a soffrirne di più è soprattutto la periferia: Tiburtina, Tuscolana, Ottavia, Val Melaina,San Lorenzo sono tra le zone coinvolte.
di Christian Montagna
Roma / Pigneto - Un tempo era Napoli, detentrice indiscussa del record di immondizia per strada, bistrattata e insultata da tutta Italia per l’emergenza durata diversi mesi che ha fatto balzare alla cronaca tristemente la città. Passano i mesi e le situazioni si invertono: Roma, quartiere Pigneto, letteralmente invaso dai rifiuti. Sono le ore due di notte circa del 6 luglio quando la videocamera dell’Osservatore d’Italia chiamata dai residenti della zona, si reca sul posto per documentare.
Un odore nauseabondo si respira tra le vie del quartiere; condizioni igieniche al collasso, ratti e altri animali padroni dei marciapiedi. Ovunque il caos: materassi,resti di strutture in ferro, indifferenziata e resti organici che occupano il manto stradale e i marciapiedi. L’unica soluzione che si presenta al pedone è quella di camminare per strada sperando di non imbattersi in qualche autovettura. L’emergenza rifiuti che sta investendo la capitale è a livelli record. Chiudono impianti di smaltimento, si rallentano le raccolte e la situazione in un attimo diventa insostenibile. Prima il traffico, le opere dispendiose di secondaria importanza, poi la criminalità in aumento e ora ci si mette anche l’emergenza rifiuti. Fatto sta che la Capitale diventa sempre più invivibile. E i cittadini pagano le tasse. Certo, perché quelle non le allentano mai, arrivano puntuali come un orologio svizzero. Tra queste anche quella per i rifiuti. Dunque i cittadini pagano per avere delle strade colme di immondizia? Ebbene si. La Capitale si presenta come una discarica a cielo aperto e a soffrirne di più è soprattutto la periferia: Tiburtina, Tuscolana, Ottavia, Val Melaina, San Lorenzo sono tra le zone coinvolte. I turisti che hanno deciso di visitare le zone periferiche della Capitale non hanno perso tempo a fotografare gli orrendi scenari e a diffondere le immagini sul web. Per giorni e giorni, sotto il caldo sole d’estate, i rifiuti organici e non, marciscono e imputridiscono rendendo asfissiante l’aria. Ma dal Comune nessuna risposta. Il problema sembra non interessare nessuno. Uno scarico di responsabilità tra Ama e Enti pubblici che comincia a stufare i romani che a gran voce esigono un intervento delle Autorità per una soluzione repentina.
Redazione
Nemi (RM) - Impazza la giostra della politica italiana anche a livello locale. Alberto Bertucci sindaco di Nemi e Michele Baldi uomo di Nicola Zingaretti di nuovo insieme? PD e FORZA ITALIA uniti?? Scopriamolo con il video blob del mese...
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Redazione
Nemi (RM) - Grande successo per l'inaugurazione del club di Forza Italia presso la sede di Insieme per Nemi in corso Vittorio Emanuele. A presenziare l'evento il coordinatore provinciale di Forza Italia e consigliere regionale Adriano Palozzi insieme al candidato alle europee Fabio Armeni. Di fatto una ufficializzazione di uno storico gruppo politico che come ha ricordato il consigliere comunale di opposizione nonchè ex sindaco di Nemi Cinzia Cocchi, non si è mai mosso dall'orientamento politico di centro destra vicino al leader Silvio Berlusconi. Sia Palozzi che Armeni hanno speso calorose parole nei confronti dei due carissimi amici Cinzia Cocchi e Alessandro Biaggi, i quali da sempre sono al fianco degli stessi. Pubblichiamo il video integrale dell'evento per maggiore fedeltà alle parole spese in occasione del taglio del nastro del club Forza Italia di Nemi.
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Redazione
Nemi (RM) - E’ veramente un successo questo karaoke di Nemi che impazza sul web. Tutti vogliono cantare la rivisitazione della canzone di Julio in questo video blob satirico specchio di una politica priva di rancori ma non certo di compromessi. Il protagonista, questa volta è impegnato con una valigia, un viaggio che lo porterà dal sogno del Pd alle braccia di Forza Italia, lui che ha sempre una tessera pronta in tasca. Buona visione.
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Di Maurizio Costa
Genzano di Roma (RM) – I Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE) sono delle strutture, che possiamo paragonare a galere, nelle quali ogni giorno gli immigrati vengono portati perché non muniti di permesso di soggiorno. In questi centri, che sono cinque in tutta Italia, i clandestini, provenienti nella maggior parte dei casi dal Nord Africa, vengono identificati per provvedere successivamente al rimpatrio o al rilascio di un visto. Fin qui tutto bene, ma questi CIE rispettano i diritti degli immigrati?
Il docufilm “EU 013 l’ultima frontiera” ha raccontato la situazione dei vari centri sparsi per l’Italia, compreso quello di Ponte Galeria a Roma, svelando una realtà inquietante: gli immigrati vengono trattati come bestie dietro una gabbia senza aver commesso nessun crimine, restando rinchiusi fino a 18 mesi senza sapere quando usciranno da quelle galere. I soprusi sono all’ordine del giorno e addirittura i clandestini più bravi e diligenti possono collaborare con le autorità all’interno dei centri per sorvegliare gli altri “ospiti”.
Al convegno “Mai più CIE” tenutosi a Genzano di Roma si è parlato di questo con Ileana Piazzoni, Deputata di SEL, Khalid Chaouki, Deputato del PD, famoso per aver vissuto qualche giorno nel centro di Lampedusa per protesta, Raffaella Cosentino, autrice del docufilm, e Gabriella Guido, direttrice della Campagna “LasciateCIEntrare”.
La Deputata Piazzoni ha rivolto un invito a tutti i suoi colleghi: “Solo noi parlamentari possiamo entrare nei CIE e per questo dobbiamo lottare per fare in modo che questi centri vengano chiusi. Sono come dei lager” – ha aggiunto l’Onorevole – “e i diritti dell’uomo vengono calpestati continuamente.”
Diversa è l’esperienza dell’Onorevole Chaouki, che ha passato personalmente dei giorni all’interno del centro di Lampedusa, vivendo con gli immigrati: “In questi posti non si rispetta la legge. Io ho vissuto in solitudine ed isolamento ed è molto facile subire abusi dietro le sbarre.” “Queste persone” – ha continuato Chaouki – “dovrebbero avere diritto ad un legale e al diritto di asilo. Le persone che gestiscono i CIE devono sentirsi il fiato sul collo perché non possono continuare a trattare gli ospiti in questo modo.”
Gli immigrati sono privati di libertà, di svaghi e addirittura di carta e giornali perché sono materiali infiammabili. Non hanno commesso crimini ed è ingiusto tenerli segregati come delle bestie. Per di più l’ingresso a questi centri è proibito per legge e si è steso un velo di omertà e di confusione su quello che avviene realmente in queste prigioni.
Abbiamo intervistato anche Azzurra Marinelli, la coordinatrice del Circolo SEL di Nemi (Rm), che ci ha detto: “Questi centri non sono il massimo dell’accoglienza. Abbiamo deciso di fare questo convegno perché gli immigrati sono sempre di più. La cosa fondamentale è che loro scappano da guerre e noi non dobbiamo trattarli così.” Queste vere e proprie prigioni dovrebbero chiudere in Italia come in Europa. I diritti dell’uomo sono fondamentali e non andrebbero mai calpestati.
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di Angelo Parca
Nemi (RM) - Una "porta d'oro" per la Polizia Locale di Nemi. Ben 1.708,00 euro determinati dal Comune per una nuova porta di divisione da posizionarsi all’interno del nuovo ufficio nell’Immobile Comunale in Corso Vittorio Emanuele.
L'opera è affidata a Carlo De Luca. Fosse la porta magica che risolve tutti i problemi! E dunque, ancora infissi da copogiro griffati De Luca che ormai sta diventando un trend, una mania, una pazzia.... sì tutti pazzi per gli infissi di Carlo De Luca, che potrebbe essere paragonabile a "Renzo Piano"... di Nemi però.
Non stiamo nella pelle, non vediamo l'ora di immaginare il design di questa porta. Sarà futuristica? Sarà avanguardistica? Sarà come la finestra di Magritte, una mescolanza tra realtà e illusione?
Una ossessione: A Nemi di molto ci si può lamentare ma proprio no, degli infissi proprio no. Quali saranno i prossimi infissi che abbelliranno gli edifici pubblici del paese? Dopo le finestre costate 5 mila euro in una scuola cantiere e dopo la porta da quasi 2 mila euro che cosa ci aspetterà? C'è chi scommette di vedere prossimamente un infisso in bronzo esposto come un'opera d'arte su piazza Roma al posto della fontana. Chi un infisso d'arte griffato ovviamente dal mastro degli infissi del Comune nemese.
E se si mettessero tutte vetrate intorno al lago? Non è una cattiva idea... lo specchio di Diana circoscritto dagli infissi di Carlo De Lucà.... "eccezziunale veramente!"
di Cinzia Marchegiani
Caso Stamina - La conferenza stampa organizzata dai genitori dei bambini seguiti agli Spedali Civili di Brescia è stata presto dimenticata. La disinformazione di alcuni media che acclaravano mancanze di miglioramenti nelle cartelle cliniche recuperate hanno creato un grande paradosso che neanche i detrattori dell’informazione hanno saputo spiegare.
Le cartelle cliniche esposte con tanto di certificazione dei medici che seguivano i loro piccoli pazienti, prima e dopo le cure non sono state degne di essere valutate e messe a disposizione al pubblico, non c’è gossip da fare, troppo eloquenti da mettere paura anche un Ministro della Salute che con grandi giri di parole fa credere che in quell’ospedale le cartelle cliniche non menzionano nulla. Peccato che in quel nosocomio non c’èra una sperimentazione clinica, e non vengono compilate le annotazioni riguardo la salute e le valutazioni prima e dopo le infusioni.
La conferenza stampa su stamina è stata organizzata in poco tempo ma efficace perché oltre a rilasciare la documentazione cartacea delle cartelle cliniche ai giornalisti in primis, Paolo Russo e Caterina De Bac, ma tanti altri, ha dato la possibilità di consultare i documenti relativi alle analisi sul preparato cellulare che veniva somministrato, dove si legge a chiare lettere, che prodotto è presente (Cellule Staminali), la quantità, i relativi controlli e l’etichette con tanto di codice a barre e identificazione del donatore e paziente ricevente che accompagnavano il preparato che veniva somministrato distinguendo sempre quello per via endovenosa e quella endorachidea.
Incuriosisce l’atteggiamento di Paolo Russo, che durante la conferenza, nonostante quello che vedeva, era certo della documentazione che aveva consultato, quella relativa al parere della ex-commisione scientifica che su carta diceva che quelle cellule non ci potevano essere. Ancora di più incuriosisce il suo interlocutore telefonico.... la senatrice Elena Cattaneo? Chissà se era lei e se era curiosa di conoscere le evidenze che non ha mai voluto verificare e che lo stesso Tar del Lazio ha dichiarato un dovere consultare?
Iacona, durante la puntata del 13 gennaio 2014di Presa Diretta, condizionando il parere dello spettatore che non conosce, per sua fortuna, la documentazione reale di questa gigantesca bolla mediatica, più volte dipinge grottescamente la sentenza del Tar del Lazio, poiché afferma che ha applicato un principio della Par Condicio, quando il dovere di un giornalista è raccontare nei fatti e ancor meglio la realtà delle sentenze e non dare un proprio parere personale...eppure il Tar si pronuncia sulla legittimità degli atti amministrativi.
Qui l’analisi della sentenza del Tar del Lazio http://www.diritto.it/docs/35811-i-profili-giuridici-del-caso-stamina-e-l-ordinanza-del-tar-lazio-n-4728-del-4-dicembre-2013?page=1
Noi de L'osservatore d’Italia abbiamo col precedente articolo [ 12/01/2014 STAMINA: INTRIGO DA PREMIO NOBEL E OCCASIONI SFUMATE ] testimoniato l’essenza del giudizio del Tribunale amministrativo, peccato che una trasmissione che dovrebbe fare servizio pubblico, ha fatto semplicemente un’arringa agli scienziati che sono stati bacchettati da Giudici.
Gli atti documentali presentati al ricorso evidentemente sono pesanti e lo stesso giornalista Iacona sembra non voler approfondire e forse dimentica di mostrarli, mentre articola la sua puntata su un documento dell’ispezione dei Nas alquanto stantio e obsoleto, visto che oltre al comunicato 173 del Ministero della Salute abbia invece confortato sulla buona riuscita dell’ispezione che oltre a certificare vitali le cellule concludeva che il preparato analizzato era adatto per uso terapeutico, c’è una documentazione imbarazzante con cui gli Spedali Civili di Brescia impugnano questo verbale pieno di scorrettezze e palesi omissioni degli ispettori....
Questo il ricorso https://docs.google.com/file/d/0B_Dpd39_0Of5RkpfR2pRbVp1RnM/edit
Nonostante un video inchiodi Paolo Russo sulle sue deficienze in merito alla documentazione ministeriale, continua a preparare articoli che screditano una metodologia che ormai è evidente ha messo in ginocchio gli scienziati che da anni stanno sperimentando su altri fronti, quelle delle embrionali e che non ne riescono a venire a capo.
Per onore di cronaca mostreremo il video integrale della conferenza, una gentile concessione di Stefano Pecchia a L'osservatore d'Italia, e l’imbarazzante e ormai virale video della confutazione dell’impreparazione di Paolo Russo, intervistato da Andrea Sciaretta, non conosce e mette anche in dubbio l’esistenza di questo documento....n.173 http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_4_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=salastampa&p=comunicatistampa&id=3696
Qui il video della prova non superata, secondo noi, del giornalista alle domande del genitore della piccola Noemi, arrabbiatissimo poiché un’ordinanza di un Giudice imponga la somministrazione dell’infuzione agli Spedali di Brescia alla figlia, viene ancora disattesa e deve bacchettare il giornalista... sprovveduto! http://www.youtube.com/watch?v=GzhzvlYkfQk&sns=fb
Alla conferenza un grande assente Luca Merlino, un dirigente del nosocomio di Brescia che ha usufruito della metodica Stamina, e che solo grazie alle Iene abbiamo questa documentazione..
Qui il video delle Iene: http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/387414/golia-staminali-un-medico-le-prova-su-di-se.html
Iacona, ricordi, esiste giornalismo di serie A e serie B, ma solo quando si omettono testimonianze e documentazione per favorirne il processo infamatorio e processuale mediatico
Ringraziando la direzione di questo giornale, che si è sempre distinto per una ricerca oggettiva documentale di questo immenso bluff... troppe ormai le note stonate, troppe omissioni del Ministro Lorenzin... troppe mistificazioni, e "Presa Indiretta" ha seguito questo filone, mi imbarazza anche doverne parlare.
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