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Politica
Nicola Zingaretti è stato definito dal sindaco di Bracciano e dal parlamentare Emiliano Minnucci "distratto"
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Redazione

Bracciano (RM) - In merito alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Bracciano Giuliano Sala su l’ospedale Padre Pio di Bracciano durante la conferenza stampa dello scorso 23 giugno 2014 interviene il M5S Bracciano. “Conferenza Stampa Comunale del 23 giugno 2014, per il salvataggio dell'Ospedale Padre Pio , fatta di parole di vuoto e nulla. – Si legge nella nota M5S - Campagna elettorale finta – prosegue la nota - contro Presidente Zingaretti, definito dal Sindaco Sala e il Parlamentare Minnucci: " Distratto". Mentre l'unico vero problema è il lato economico, mal distribuito e pieno di continui sprechi, data la mancanza di un vero Piano, che possa convivere con i tagli della spending review. Nella Sanità non deve prevalere ne l'impatto politico ne tanto meno quello d'interessi imprenditoriali. Siamo alla solita storia all'italiana. Un'altro grande spreco economico, per la struttura ospedaliera di Bracciano è il Poli Ambulatorio di Ladispoli in via Aurelia, che detrae ulteriori energie economiche e personale. Dove il Poliambulatorio farà un nuovo ed importante passo in avanti, con l'aggiunta di una Casa della Salute . Una struttura fortemente voluta dall'Amministrazione comunale di Ladispoli che sarà attiva all'inizio dell'autunno e che permetterà da un lato di avere sei posti per la degenza breve, dall'altra l'integrazione per i servizi sociali e assistenziali. Il tutto sulle spalle del Padre Pio. Ora, per poter migliorare e per poter salvare la struttura, dovranno intervenire il Sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino e il Consigliere della Regione Lazio, Davide Barillari. Partendo proprio da una revisione del Bilancio, e un controllo delle gare d'appalto. Inoltre, perché scagliarsi contro il responsabile della ASL Roma-F per la chiusura dell'Ospedale Padre Pio di Bracciano. – La nota conclude - L'Amministrazione del Presidente della Regione Lazio, il Nicola Zingaretti, testimonia che non è cambiato nulla, rispetto alle politiche della Berlusconiana Renata Polverini”.

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Sala: “I tagli sono una scelta politica che pone Roma sopra tutto”.
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Redazione

Bracciano (RM) - “Ad oggi non esiste alcun atto specifico di riconversione del Padre Pio ma consideriamo la proposta emersa nell’incontro con la cabina di regia sulla sanità regionale, irricevibile e indecorosa per un territorio con 140mila abitanti. Si attua una vera e propria diseguaglianza tra cittadini di Roma, che possono vantare su un rapporto abitanti/posti letto di oltre  6 posti letto ogni mille abitanti, contro lo 0,5, ovvero mezzo posto letto ogni mille abitanti di quest’area nel caso in cui la proposta venisse trasformata in un provvedimento definitivo. Noi  faremo tutte le battaglie in difesa del nostro ospedale ricorrendo a chi di competenza per mantenere la struttura ospedaliera e ribadire il principio del rispetto della sentenza del Consiglio di Stato che ci ha dato ragione. E’ una questione politica che vede Roma, ancora una volta, farla da padrona rispetto ai Comuni della cintura metropolitana. Si attua la desertificazione sanitaria e ospedaliera in un territorio che cresce di residenti che lasciano Roma e che scelgono di venire a vivere in provincia: ma nella programmazione sanitaria ci si comporta al contrario tagliando i livelli essenziali di assistenza dove la popolazione cresce e mantenendo i privilegi ai residenti di Roma. Ma noi continueremo  portare avanti a tutti i livelli la nostra battaglia affinché si attui un giusto equilibrio del sacrosanto diritto alla salute di ciascun cittadino”. 

Così ieri il sindaco di Bracciano Giuliano Sala nel corso della conferenza stampa convocata dopo le ipotesi di riconversione-chiusura dell’ospedale Padre Pio di Bracciano ventilate nel recente incontro con la cabina di regia regionale sulla sanità. Non solo protesta ma anche una proposta concreta di rilancio. A presentarla il consigliere comunale delegato alla Sanità Mauro Negretti che ha tirato fuori dal cassetto, per l’occasione, la maglietta arancione simbolo della battaglia contro la chiusura dell’ospedale che sembrava vinta e che ora  invece viene rimessa in forse dai nuovi tagli regionali. 
“Abbiamo elaborato una proposta che consente di gestire al meglio l’ospedale, 88 posti letto, contro i 30 proposti, suddivisi in 40 posti di area medica, 36 di area chirurgica, 2 terapia sub intensiva, 3 breve osservazione, 8 di day hospital. Il rapporto ricavi costi, a fronte di un investimento di un milione di euro, salirebbe dal 42 per cento proposto al 72 per cento”. 

“Questo ospedale – ha detto ancora Negretti – non può non essere sede di pronto soccorso. La proposta che ci viene fatta – ha aggiunto –  è un insulto per questo territorio”. 
Nel corso dell’incontro hanno preso la parola anche alcuni medici  tra i quali il primario Gennaro Caianiello il quale ha ribadito che “l’ospedale di Bracciano non può essere ridotto ad un ospedale da campo”. Lucia Francocci, primario di Radiologia si è detta pronta a presentare una denuncia alla Corte dei Conti denunciando il mancato impiego di una Tac, nuova di un anno, che verrebbe tagliata fuori dalla proposta regionale. 

Da alcuni interventi è emerso poi il perenne dualismo con Civitavecchia a vantaggio della quale sarebbero andati alcuni servizi già del Padre pio di Bracciano. E’ stata inoltre chiamata in causa la Conferenza dei Sindaci della Asl Rm/F presieduta come di norma dal sindaco di Civitavecchia.  Al riguardo il sindaco Sala ha annunciato di aver preso contatti col neosindaco della città portuale.

Tra gli intervenuti anche il neodeputato Pd Emiliano Minnucci il quale ha ribadito che “non si tratta di una battaglia di campanile, ma di ribadire il diritto alla salute nel territorio. Il fatto che sia stata avanzata una proposta è sintomatico che non si fa solo protesta”. Minnucci ha poi auspicato che il milione che serve per appoggiare la proposta di rilancio del Padre Pio di Bracciano possa derivare dai  400milioni che lo Stato trasferirà alla Regione Lazio in virtù del nuovo conteggio della popolazione regionale annunciata.
“La nostra battaglia – ha ribadito ancora il deputato – andrà avanti non guardando in faccia nessuno, nemmeno gli amici”.

“Avere a disposizione 400milioni di euro in più all’anno di trasferimenti offre l’opportunità alla Regione Lazio – ha poi proseguito il sindaco di Bracciano Sala - di poter mantenere o ampliare l’offerta sanitaria e i posti letto per acuti negli ospedali che si vorrebbero chiudere e in particolar modo nell’Ospedale Padre Pio di Bracciano che potrebbe essere rilanciato con l’intesa di verificarne  i risultati attesi per un periodo concordato di 3 o 5 anni”.

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Salute & Sanità
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Sala: “L’attuale proposta di riconversione prevede l’eliminazione delle specialistiche sanitarie di Ortopedia e Chirurgia dall’Ospedale e viola in modo esplicito gli artt. 7 e 8 del Decreto del Presidente della Repubblica del 27/3/1992, il quale stabilisce che affinché possa esistere il Pronto Soccorso è necessaria la presenza, all’interno dell’Ospedale, delle tre specialità sanitarie di Medicina Generale, Chirurgia e Ortopedia ed i relativi posti letto".

 

Redazione

Bracciano (RM) - In difesa dell’ospedale Padre Pio di Bracciano, contro la paventata chiusura che si profila in questi giorni, il sindaco di Bracciano Giuliano Sala ha scritto oggi al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in merito alla “situazione molto grave che stanno vivendo i cittadini di Bracciano e di altri sei Comuni del comprensorio”. Una lunga ed articolata lettera nella quale il primo cittadino di Bracciano, tra le altre cose, mette in evidenza la sperequazione nel rapporto tra popolazione e posti letto tra la Al Rm/F e le aziende sanitarie romane. 
“Nella ASL RM/F di Civitavecchia dove si trova il nosocomio di Bracciano – scrive Sala nella nota - detto rapporto al momento è pari allo 0,9 posti letto per mille abitanti che, qualora si attuasse la cosiddetta riconversione del Padre Pio con la eliminazione di 40 posti letto per acuzie, passerebbe allo 0.5, molto al di sotto di una soglia minima per garantire una dignitosa risposta al diritto alla salute dei cittadini. E tutto questo si consuma – aggiunge - senza avere il coraggio di tagliare posti letto soprattutto in alcune Aziende Ospedaliere della città di Roma che hanno un rapporto che oscilla tra i 4,5 e i 6 posti letto per mille abitanti. 
“L’attuale proposta di riconversione (leggasi chiusura) presentata, - scrive poi il sindaco Sala a Napolitano - prevede l’eliminazione delle specialistiche sanitarie di Ortopedia e Chirurgia dall’Ospedale e viola in modo esplicito gli artt. 7 e 8 del Decreto del Presidente della Repubblica del 27/3/1992, il quale stabilisce che affinché possa esistere il Pronto Soccorso è necessaria la presenza, all’interno dell’Ospedale, delle tre specialità sanitarie di Medicina Generale, Chirurgia e Ortopedia ed i relativi posti letto. In mancanza di tali reparti l’esistenza di un Pronto Soccorso, oltre a violare la previsione normativa citata, rappresenterebbe un rischio per il personale sanitario e potrebbe causare gravi conseguenze per l’utenza”. 
Nella nota si fa riferimento anche alla sentenza del Consiglio di Stato che ha dato ragione ai Comuni sul mantenimento dell’ospedale. “Per quanto mi riguarda – scrive ancora Sala -  continuerò a tenere aperte tutte le porte per un confronto costruttivo, ma non posso evitare di provare una profonda frustrazione per l’impotenza istituzionale che i Comuni del comprensorio della ASL RM F stanno sperimentando sulla propria pelle”. 

ECCO IL TESTO DELLA LETTERA DEL SINDACO DI BRACCIANO GIULIANO SALA INDIRIZZATA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO

Al  Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale
Piazza del Quirinale
00187 – R O M A 


Illustrissimo Presidente,
mi permetto di disturbarla per portare alla Sua attenzione  la situazione molto grave che stanno vivendo i cittadini di Bracciano e di altri sei Comuni  del comprensorio , per la paventata riconversione  dell’Ospedale Padre Pio di Bracciano da parte della Regione Lazio.

Ormai  nella nostra bella Italia, tutto viene monetizzato e, pur consapevole delle difficoltà del momento, non posso condividere che venga valorizzato economicamente il diritto alla salute dei cittadini e i livelli essenziali di assistenza che debbono essere forniti all’utenza tutta, senza differenze e disequilibri territoriali.

La legge 135 del 2012 individua il rapporto di posti letto ospedalieri nel  livello di 3,7 posti letto per mille abitanti e nella Regione Lazio, che deve rientrare dal disavanzo per le spese sanitarie, detto limite è ridotto a 3. Ebbene, nella ASL RM/F di Civitavecchia dove si trova il nosocomio di Bracciano detto rapporto al momento è pari allo 0,9 posti letto per mille abitanti che, qualora si attuasse la cosiddetta riconversione del Padre Pio con la eliminazione di 40 posti letto per acuzie, passerebbe allo 0.5, molto al di sotto di una soglia minima per garantire una dignitosa risposta al diritto alla salute dei cittadini.

E tutto questo si consuma senza avere il coraggio di tagliare posti letto soprattutto in alcune Aziende Ospedaliere della città di Roma che hanno un rapporto che oscilla tra i 4,5 e i 6 posti letto per mille abitanti.

Vorrei rappresentarLe, Signor Presidente,  come ancora nel nostro paese, con grande indifferenza, vengano violati alcuni diritti inalienabili sanciti dalla Costituzione Italiana come l’art. 32, che nel sancire la tutela della salute come “diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività”, di fatto obbliga lo Stato a promuovere ogni opportuna iniziativa e ad adattare precisi comportamenti finalizzati alla migliore tutela possibile della salute in termini di generalità e di globalità, ciò a significare che non possono esserci cittadini italiani che possono curasi con facilità ed altri al contrario vedersi depauperato tale diritto. Mi riferisco al fatto che mentre i cittadini della Aziende Ospedaliere romane possono tranquillamente contare su un numero di posti letto per acuzie nelle specialità sanitarie che operano all’interno degli ospedali molto superiore al rapporto previsto dalla Legge 135, al contrario nel territorio dell’Ospedale di  Bracciano che conta una utenza potenziale di 140.000 abitanti residenti, con punte di 200.000 nei periodi estivi, si cerca di attuare la desertificazione dei posti letto per acuzie negli ospedali.

Inoltre va rilevato che il Comune di Bracciano insieme ad altre amministrazioni comunali, ugualmente impattate dal Decreto n.80/2010 del Commissario per l’Emergenza per la Sanità della Regione Lazio, ha fatto ricorso alla Giustizia Amministrativa contro l’applicazione di tale provvedimento  ed è stata emessa la sentenza n. 03242/2012 del Consiglio di Stato in riforma della sentenza di primo grado, annullando il provvedimento impugnato e riconoscendo, tra l’altro, l’obbligo del mantenimento del Pronto Soccorso nell’Ospedale “Padre Pio” di Bracciano.

L’attuale proposta di riconversione ( leggasi chiusura) presentata , prevede l’eliminazione delle specialistiche sanitarie di Ortopedia e Chirurgia dall’Ospedale e viola in modo esplicito gli artt. 7 e 8 del Decreto del Presidente della Repubblica del 27/3/1992, il quale stabilisce che affinché possa esistere il Pronto Soccorso è necessaria la presenza, all’interno dell’Ospedale, delle tre specialità sanitarie di Medicina Generale, Chirurgia e Ortopedia ed i relativi posti letto. In mancanza di tali reparti l’esistenza di un Pronto Soccorso, oltre a violare la previsione normativa citata, rappresenterebbe un rischio per il personale sanitario e potrebbe causare gravi conseguenze per l’utenza.

Purtroppo quanto esplicitato sopra non è stato sufficiente a garantire che la riorganizzazione della rete ospedaliera regionale del Lazio salvaguardasse diritti riconosciuti dalla Costituzione e difesi,nello specifico, da una Sentenza del Consiglio di Stato (inappellabile).

Le chiedo, pertanto, Signor Presidente della Repubblica, quali siano le azioni che ancora un Sindaco può mettere in atto a difesa e tutela non di un campanile, ma di un’intera comunità stimata (ripeto) in 140.000 persone residenti.

Per quanto mi riguarda, continuerò a tenere aperte tutte le porte per un confronto costruttivo, ma non posso evitare di provare una profonda frustrazione per l’impotenza istituzionale che i Comuni del comprensorio della ASL RM F stanno sperimentando sulla propria pelle.

La ringrazio per l’attenzione che vorrà dedicare alla problematica da me sollevata e Le comunico la mia di totale disponibilità ad un possibile incontro con Lei, se lo riterrà opportuno.

Sentiti ossequi.


Bracciano li 19/6/2014

         Il Sindaco
                   Giuliano Sala 

 

Sanità & Territorio
Quattro lunghi anni di lento logorio per pazienti ed operatori durante i quali l’ospedale si è visto ridurre posti letto di medicina
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A cura del Coordinamento Roma Nord Ovest M5S

Bracciano (RM) - Quanto ancora dobbiamo “pazientare” per avere chiarezza sull’operatività dell'Ospedale di Bracciano?


Il rispetto dei LEA, livelli essenziali di assistenza fissati dal governo è stato garantito dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha impedito la chiusura dell'Ospedale Padre Pio di Bracciano disposta nel 2010 dal famoso decreto 80.

Quattro lunghi anni di lento logorio per pazienti ed operatori durante i quali l’ospedale si è visto ridurre posti letto di medicina , gli interventi di ortopedia sono stati garantiti a singhiozzo e l' attività di chirurgia è divenuta sempre più debole.
In assenza di indicazioni regionali la direzione ha navigato a vista senza programmare attività realizzando soltanto l’ammodernamento strutturale del Pronto Soccorso. Per garantire l’attività a favore degli utenti tutto poggia sulla “buona volontà” dei medici, infermieri, sanitari affannati a garantire attività di pronto soccorso, di sala operatoria ed accoglienza di pazienti di medicina al superamento dei pochi letti disponibili in un ospedale le cui corsie sono...vuote!

A chi è giovato questo immenso sconforto e sfiducia dei cittadini e dei dipendenti? Tutti d’accordo nel censurare il Decreto 80 che si è abbattuto come una scure sul Sistema Sanitario Regionale senza aver attivato, neppure a modello sperimentale, il sistema sostitutivo previsto per razionalizzare e risparmiare.
Così le strutture sono rimaste in piedi senza identità lasciando cittadini sgomenti e sfiduciati vaganti alla ricerca di risposte ai problemi di salute.

Quattro anni e non si capisce ancora qual è il Sistema Regionale “innovato” nei processi e razionalizzato organizzativamente. Eppure dal 2005 è iniziato nel Lazio il processo di analisi degli sprechi e la insostenibilità del peso degli apparati improduttivi.

Che fa ora la giunta Zingaretti? Attua esattamente lo stesso metodo tanto criticato in campagna elettorale: viene consegnata una relazione al Governo in cui il Padre Pio di Bracciano è di nuovo nella lista delle strutture da chiudere.

Siamo indignati e non ci stiamo perché i nostri denari devono essere gestiti con oculatezza ed utilizzati per il nostro territorio.

Basta con la consuetudine degli sprechi e della pessima gestione, lo dicono i cittadini da anni e si riscontra anche nelle Deliberazioni della Corte dei Conti.
Noi siamo risaliti all’esercizio 2005 per la Asl Roma F, si trova soltanto imbarazzo ed indignazione nel leggere l’elenco delle inadempienze organizzative, lo spreco storico di risorse. La domanda è spontanea : dove erano i nostri amministratori locali? Abbiamo motivo di credere che ancora oggi permanga il danno erariale, oggetto di esplicito paragrafo nella deliberazione della Suprema Corte, per il mancato utilizzo degli edifici di proprietà della Asl Roma F e persistente l’utilizzo di edifici privati in locazione e non solo nel Comune di Bracciano.

Visto che, il diritto ad avere un Pronto Soccorso efficiente ce lo ha garantito il Consiglio di Stato con la sentenza del 2012 non permetteremo una violazione così palese di una sentenza definitiva.

Non permetteremo alla attuale dirigenza regionale di riprendere a picconare il nostro Ospedale che proprio nella durissima stagione invernale appena trascorsa ha mostrato essere una struttura di Provincia, risorsa indispensabile per la rete di emergenza regionale. Svolge, il Padre Pio, una funzione attiva un indispensabile filtro per le strutture di eccellenza della capitale soprattutto per la domanda crescente del nostro territorio dove si registra un incremento abitativo ed una percentuale sempre maggiore di persone anziane con patologie croniche.

La nostra contrarietà è espressa prima di tutto per il metodo che sta utilizzando la giunta Zingaretti. La legge dice che concorrono alla programmazione degli interventi locali, gli Enti Locali, i Comuni insieme alla Direzione Aziendale che riferisce e sottopone a controllo il proprio operato attraverso la conferenza dei sindaci.

L'esigenza dell'analisi dei bisogni del territorio e la corresponsabilità degli Enti Locali per un Piano Localeè imprescindibile, lo prevede la Legge, risponde alla garanzie di trasparenza, partecipazione e legalità promesse in campagna elettorale dallo staff Zingaretti.
ora ne esigiamo il rispetto.

 

Sanità & Cittadini
Movimento 5 stelle: Ieri effettuata una visita-lampo presso l'Ospedale Padre Pio di Bracciano
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Movimento 5 Stelle Bracciano

Oggi possiamo dire che anche il nostro Ospedale non è più solo, lasciato in balia dei poteri scellerati della Presidenza regionale. Questa mattina i portavoce eletti alla Camera dei Deputati, al Senato della Repubblica e in Regione Lazio (la deputata Grande e Porrello Consigliere Regionale del gruppo Movimento 5 Stelle), assieme ai ragazzi dei gruppi territoriali, hanno realizzato visite ispettive in vari Ospedali regionali per valutare le criticità dei Pronti Soccorso e raccogliere informazioni dai cittadini, dagli infermieri, dai medici, dai primari e dal personale amministrativo sull'emergenza sanitaria nel Lazio. Importantissima l’azione del M5S volta a mantenere l’informazione e l’attenzione, e raccogliere “materiale” per agire in ambito nazionale e regionale.

Se da un lato la desolante realtà ospedaliera deprime cittadini e attivisti, dall’altro possiamo mantenere la speranza grazie alla presenza rilevata di medici e infermieri straordinari, competenti e pieni di passione che sono costretti a fare i conti con un sistema al limite del collasso.

Negli ultimi anni il Padre Pio ha subito ingenti tagli; nonostante abbia un bacino di utenza che copre circa centomila abitanti, il 60% della struttura, nonostante sia stata costruita e finanziata con i soldi dei cittadini, è inattiva. Ovviamente la cosa crea notevoli disagi alla popolazione: i posti letto sono solamente cinquantotto e il personale ospedaliero è nettamente inferiore alle necessità di reparti e Pronto Soccorso. Inutile sottolineare lo stress degli addetti ai lavori e dei cittadini che si vedono costretti a trasferimenti obbligati per un ricovero per infarto, parto, visite pediatriche ecc.
Si vocifera che tutto questo stia accadendo per favorire lo sviluppo di altri poli ospedalieri che sulla carta risultano “comodi” per i cittadini ma che costringono gli utenti ad affrontare viaggi dai trenta ai sessanta (!) chilometri in caso di ricovero.

L’aspetto su cui ci soffermiamo in questo inizio d’indagine è sicuramente l’alta professionalità riscontrata che l’università italiana ancora ci garantisce, una professionalità che non viene sfruttata né presa minimamente in considerazione quando si tratta di scegliere tra un buon curriculum vitae e una manciata di voti.

La prima analisi ci induce a pretendere che l’Amministrazione Regionale autorizzi l’assunzione di tutto il personale medico, paramedico e di servizio che necessita la struttura.
In allegato pubblichiamo la circolare che spiega la difficoltà all’approvvigionamento della troponina (una proteina ad alto peso molecolare): il Laboratorio di Analisi dispone di una quantità limitata e può garantire soltanto l'esecuzione di venti determinazioni. Per informazione diremo che la Troponina I e il Pro BNP sono proteine in grado di segnalare le prime difficoltà delle cellule cardiache sottoposte a infarto o a intossicate da chemioterapici. La troponina è oramai da tutti riconosciuta come uno degl'indicatori d'infarto del miocardio più fedeli.

Il Commento
Sulla bocca di tutti, e non certamente per elogiarla, corre il nome dell’ex Commissario Straordinario alla Sanità Renata Polverini
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Emanuel Galea

Bracciano (RM) - Ancora impressa nella memoria collettiva la visione dell’ospedale Padre Pio pieno di striscioni, di manifesti mezzi stracciati  lasciati penzolare dai muri, di infermieri e personale vario discutere nel giardino, di medici e paramedici aggirarsi per i corridoi della struttura gesticolando animosamente mentre i pazienti, “pazientemente” attendono di essere visitati, di barelle situate nella galleria del piano terra, con sopra i vari ammalati circondati dai propri cari, ad attendere la “chiamata” per la visita di pronto soccorso.

E poi ancora, mura imbrattate, cicche fumanti per terra, ovunque aria di smantellamento, di sloggio, di incuria, di abbandono. Un clima in cui il personale si mostra esasperato a causa del perdurare dell’attesa per i verdetti del Tar e successivamente del Consiglio di Stato, relativi i ricorsi promossi dalle varie amministrazioni comunali insieme ai cittadini contro il famigerato decreto Polverini. Il  Padre Pio appare una struttura avvilente, scoraggiante, un ambiente desolante. Sulla bocca di tutti, e non certamente per elogiarla, corre il nome del Commissario Straordinario alla Sanità Renata Polverini. Il Padre Pio sembra ormai un ospedale in liquidazione. Il piano di riconversione della Regione Lazio mira al declassamento a semplice punto di primo intervento di questa struttura ospedaliera. Dal 2010, dopo le varie sentenze, pronunce del Tar, ricorsi, proteste dei cittadini, ferma posizione e diffida all’Asl da parte del sindaco Giuliano Sala e le varie iniziative del Comitato Territoriale Salute Pubblica Ospedale Padre Pio Bracciano , è avvenuto il “miracolo”. Lo scambio di personale specializzato tra il Padre Pio di Bracciano ed il S. Paolo di Civitavecchia inizia a far vedere i primi risultati.

Oggi, visitando il nosocomio, colpisce  l’ordine, la pulizia, un servizio ben organizzato e soprattutto la cortesia di tutto il personale. La metamorfosi ha contagiato tutti, a partire dalla vigilanza all’ingresso del nosocomio. Non è uno spot pubblicitario il nostro, ma solo un atto dovuto nei confronti di coloro che hanno saputo risollevare un presidio colabrodo. Una cittadina di Anguillara, racconta di essersi commossa per il comportamento “umano” del chirurgo che l’ha visitata e ancora di più, dell’assistente che, dopo la visita, l’ha accompagnata a completare tutte le pratiche, salutandola e infine, augurandole “buona Pasqua”. Questo è ciò che si registra e rispetto cui sentiamo di rivolgere un forte plauso per il salto di qualità che l’ospedale Padre Pio di Bracciano ha saputo fare, in tempi brevissimi. I migliori auguri allo staff tutto, medico,para medico, direzione, personale tecnico e vario  e alle associazioni . A tutti loro va il merito del “miracolo del Padre Pio”.  Auguri.

Salute & Sanità
Sono stati previsti alcuni letti di Breve Osservazione e sono stati assicurati i collegamenti con i reparti chirurgici e di diagnostica mediante l’istallazione di un montalettighe antincendio.
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Redazione

Ennesimo taglio di nastro tricolore stamane all’Ospedale ‘Padre Pio’ di Bracciano, per la cerimonia di consegna dei locali che a giorni ospiteranno le attività del nuovo Pronto Soccorso. Alla presenza di molte Autorità tra le quali il Vice Sindaco di Bracciano, Gianpiero Nardelli, il Consigliere Provinciale di Roma, Paolo Bianchini, il Vicepresidente della Regione Lazio On. Bruno Astorre, e i Sindaci di Anguillara Sabazia Pizzorno, di Manziana Bruni e di Canale Monterano Stefani, il Direttore Generale Dott. Salvatore Squarcione ha voluto ricordare le tappe principali che hanno portato alla odierna apertura. “Si tratta di una realizzazione, quella che vediamo oggi, per tanti motivi densa di significati – ha annunciato il dott. Squarcione – a testimonianza che gli impegni che avevamo preso all’inizio del nostro mandato sono stati tutti mantenuti, e nessuna struttura aziendale è stata chiusa per mano nostra.” “Il Pronto Soccorso di Bracciano era un cantiere di fatto fermo dal 2010 - ha proseguito il Direttore Generale – con un appalto risalente al lontano 2007, riavviato con pervicacia dall’ottobre 2011 ed oggi finalmente, in meno di un anno, realizzato e consegnato agli operatori che con la loro dedizione dovranno farlo funzionare.” “Questo nuovo Pronto Soccorso, costato circa 1000 euro al metro quadro, e cioè molto meno di qualsiasi civile abitazione nonostante le diverse esigenze di infrastrutture tecnologiche, va ad inserirsi positivamente nei bisogni di qualità sanitaria di questo comprensorio, al di là delle scelte organizzative o riorganizzative che la Regione Lazio ha voluto o vorrà adottare. Gli spazi sono stati organizzati per accogliere tutte le tipologie di intervento, comprese le eventuali patologie infettive con percorsi opportunamente differenziati; sono stati previsti alcuni letti di Breve Osservazione e sono stati assicurati i collegamenti con i reparti chirurgici e di diagnostica mediante l’istallazione di un montalettighe antincendio.” “Le opere, del costo complessivo di circa 600 mila euro, da oggi sono prese in consegna dagli operatori, grazie alla cui dedizione e professionalità si sono potute superare negli ultimi anni tante periodiche criticità, ed entreranno in attività piena  tra pochi giorni.”
 

Salute & Sanità
"E’ necessario inoltre che venga dato seguito a quanto stabilito con sentenza del Consiglio di Stato che annulla quanto stabilito dal decreto 80 nella parte relativa al Comune di Bracciano”
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Redazione

“L’auspicio è che si dia il via ad un nuovo inizio mirato a riportare l’ospedale di Bracciano non solo a garantire i livelli minimi di legge ma a ripristinare tutti quei servizi precedenti al decreto 80 del piano di riordino ospedaliero del Lazio. E’ necessario inoltre che venga dato seguito a quanto stabilito con sentenza del Consiglio di Stato che annulla quanto stabilito dal decreto 80 nella parte relativa al Comune di Bracciano”.  Così, ieri mattina, si è espresso Mauro Negretti, consigliere con delega alla Sanità intervenuto in rappresentanza del Comune di Bracciano alla cerimonia di avvio del cantiere per una nuova centrale di sterilizzazione che verrà realizzata entro 120 giorni laddove erano le ex sale operatorie al secondo piano della struttura ospedaliera. “Siamo qui  – ha detto ancora Negretti – per dimostrare l’attenzione che il Comune di Bracciano ha per questa struttura ospedaliera”. A margine dell’incontro Negretti ha inoltre sottolineato che “se è vero – come ha detto Squarcione – che i reparti non sono stati accorpati e pur vero che non si è potuto lavorare al meglio. Ad esempio Ortopedia per via del trasferimento di ortopedici a Civitavecchia non ha potuto effettuare operazioni chirurgiche, né effettuare servizi ambulatoriali, né di reparto. Ci auguriamo – ha detto ancora Negretti - che la nuova centrale di sterilizzazione, l’apertura del nuovo pronto soccorso fissata per il prossimo 12 ottobre e l’arrivo di una nuova Tac per un valore di 300mila euro, indichino davvero una inversione di tendenza tesa a ridare all’ospedale il ruolo che gli appartiene di presidio ospedaliero. Da parte nostra abbiamo sollecitato a più riprese la piena applicazione della sentenza del Consiglio di Stato del maggio scorso e, in carenza di risposte, siamo pronti a rivolgerci alla Magistratura”. 

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Salute & Sanità
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Prc: "Di fatto, si confermano i timori espressi da Bracciano Bene Comune, e da Rifondazione Comunista, per la sentenza del Consiglio di Stato che accoglieva sicuramente le ragioni del territorio, ma che di fatto consegnava il nostro presidio ospedaliero ad un futuro molto incerto."

Redazione

Lo spending review del governo Monti, che ricordiamo essere sostenuto dal Partito Democratico,dal Terzo Polo e dal Popolo della libertà, si dimostra per quello che è: una macelleria sociale fatta solamente di tagli, in piena continuità con il governo precendente. - Dichiara in una nota il portavoce del Circolo Prc del Comprensorio del lago di Bracciano 'Carlo Giuliani'. La nota prosegue poi - Ieri mattina veniamo a sapere della chiusura per decreto di quasi 200 ospedali in tutta Italia, compreso l'Ospedale di Bracciano Padre Pio. Nel pomeriggio, il mezzo passo indietro non ci rassicura, visto che la decisione di chiudere i nosocomi "piccoli" spetterà alle Regioni, quindi nello specifico di nuovo alla Polverini e alla sua maggioranza al Consiglio Regionale. Di fatto, si confermano i timori espressi da Bracciano Bene Comune, e da Rifondazione Comunista, per la sentenza del Consiglio di Stato che accoglieva sicuramente le ragioni del territorio, ma che di fatto consegnava il nostro presidio ospedaliero ad un futuro molto incerto. Ricordiamo, tra l'altro, il tono trionfalistico con cui i manifesti parlavano di ospedale salvato e ricordiamo anche i toni con cui il Sindaco di Bracciano definiva "disfattista" chi poneva questioni importanti dopo la sentenza del Consiglio di Stato. Quando si tratta di attaccare il governo regionale, il Sindaco è in prima linea, quando invece si tratta di attaccare un governo sostenuto dal suo partito manda le missive anziché ricordare che occorre nuovamente mobilitare i cittadini a difesa del nostro diritto alla salute. Noi, come Rifondazione Comunista, ci poniamo all'opposizione del Governo Monti, contro la Polverini e contro chi illude i cittadini e ci attiveremo al più presto contro qualsiasi scelta scellerata in materia di salute pubblica. Conclude la nota.

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Sanità
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Guitarrini: "Ci chiediamo quale futuro sia previsto, sperando che la soluzione non sia  la riconversione in ospedale distrettuale di tipo C, perché, se così fosse, avremmo sicuramente vinto a metà."

Redazione

Riceviamo e pubblichiamo una nota di (Bracciano Bene Comune) a nome di Massimo Guitarrini relativa la recente sentenza del Consiglio di Stato che non ha dato esecutività al decreto regionale 80 che prevedeva la riconversione dell'Ospedale Padre Pio.

Ecco la nota:
 

"A pochi giorni dalla sentenza emessa dal Consiglio di Stato sulla delicata vicenda dell’ospedale Padre Pio e avendo preso atto delle motivazioni, riteniamo di dover avanzare alcune considerazioni sui diversi scenari che d’ora in poi potrebbero aprirsi.
Premesso che il ricorso fatto  al Consiglio di Stato era contro la sentenza del TAR che prevedeva la riconversione del nostro ospedale in ospedale distrettuale di II livello di tipo B e che questo pericolo è stato scongiurato, ci chiediamo quale futuro sia previsto, sperando che la soluzione non sia  la riconversione in ospedale distrettuale di tipo C, perché, se così fosse, avremmo sicuramente vinto a metà. L’ospedale distrettuale di tipo C, infatti,  prevede un punto di primo intervento H 24 con presenza di specialisti, dieci posti letto di medicina, 4/6 letti di breve osservazione e relativa attività ambulatoriale. Non avremo quindi più, un ospedale sede di Pronto soccorso con i quattro reparti standard previsti: ortopedia, ginecologia e chirurgia, per la medicina, invece,si prevede una riduzione di posti letto da trenta a sedici. Pertanto, se attraverso il ricorso al TAR abbiamo chiesto che il nostro ospedale fosse escluso dall’applicazione del Decreto 80 in ogni sua parte, e oggi ci troviamo con una sentenza che esclude solo la riconversione in ospedale distrettuale di tipo B, la vittoria è sicuramente parziale e la preoccupazione è quanto meno legittima, in quanto, la restante parte del decreto potrebbe essere applicata al Padre Pio. Tale apprensione, inoltre, è motivata da un’ attenta lettura della sentenza del TAR N° 00127/2011, dalla quale si evince, in più di un occasione, la formulazione della  proposta alternativa all’ospedale distrettuale di tipo B , individuata nella formula dell’ospedale distrettuale di tipo C. Come movimento politico BBC, esprimiamo soddisfazione per la parte della sentenza che esclude, per il Padre Pio, la riconversione in ospedale distrettuale di tipo B, contestualmente manifestiamo la nostra preoccupazione sulle sorti del nosocomio e ribadiamo la necessità per i Comuni di aver un ruolo più attivo nella programmazione del suo funzionamento e delle sue attività, partendo dall’assunto che non si possa prescindere dall’ascolto dei territori e dei loro bisogni. Crediamo sia importante informare e coinvolgere i cittadini, costantemente, attraverso gli strumenti democratici della partecipazione, attivando ad esempio i consigli di quartiere e di frazione, promuovendo assemblee cittadine e consigli comunali aperti con la partecipazione di esperti competenti in materia. Ribadiamo sin d’ora la nostra disponibilità al confronto al fine di individuare una soluzione che garantisca il bene comune della salute a tutti i cittadini con particolare attenzione alle categorie più fragili.

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