Roma
L’invito al Comune di Ciampino è invece quello di prendere il prima possibile visione dell’intera faccenda, di fare richiesta per essere ammessi al tavolo delle osservazioni, perché anche se il territorio interessato non è di sua competenza, le conseguenze che ne potranno derivare interessano decisamente Ciampino.
di Daniele Rizzo
Ciampino (RM) - Martedì 8 luglio è il termine ultimo entro cui il Comune di Ciampino potrà presentare le osservazioni al Comune di Roma per quel che riguarda il “PRINT Xa2 a Ciampino”. Fino ad oggi né il Comune né l’Unione Commercianti locale ha dato segnali riguardo la volontà di interagire con autorità preposte alla progettazione del piano.
Perché è importante che l’amministrazione ciampinese faccia questa richiesta?
Per rispondere a questa domanda è necessario capire anzitutto cos’è il PRINT e come questo influirà sul territorio della città aeroportuale.
COS’E’ IL PRINT
Il PRINT (Programma Integrato) è un progetto urbanistico previsto dal Piano Regolatore Generale del Comune di Roma finalizzato alla ristrutturazione e alla riqualificazione di parti del territorio urbano. Il progetto preliminare del PRINT, la proposta, per intenderci, può essere avanzato da enti e proprietari privati che rappresentano almeno il 50% delle aree coinvolte. A questi soggetti privati viene concesso il potere di costruire nelle loro aree, purché realizzino in cambio opere pubbliche in accordo col comune. Il progetto integrato è, in sostanza, un’alternativa all’esproprio.
PRINT Xa2 CIAMPINO
Nella fattispecie, il PRINT a cui facciamo riferimento è quel progetto avanzato da un insieme di privati (Consorzio Xa2 Ciampino) la cui componente maggioritaria è associabile al Gruppo Cavicchi.
E infatti il progetto prevede la riqualificazione di tutta quella zona compresa e racchiusa tra il Grande Raccordo Anulare, Via Ranuccio Bandinelli, la linea ferroviaria dei Castelli e il confine del Comune di Ciampino: in poche parole, per chi conosce la zona, dalla fine di viale Kennedy alla rampa del Raccordo, la zona industriale di Ciampino, anche se in realtà sulla carta è comune di Roma. L’area interessata al programma è di circa 381.000 metri quadrati.
Ma cosa prevede questo progetto?
Analizzando la relazione pubblicata dal comune di Roma [ CLICCARE QUI PER SCARICARE IL PDF E LEGGERE LA RELAZIONE ] vediamo che gli interventi previsti sono riconducibili a tre idee di base: mantenimento e sviluppo delle attività e dei livelli occupazionali presenti nell’ambito, miglioramento della rete viaria e del sistema di mobilità, riordino urbanistico del sistema insediativo. In particolare è prevista una tangenziale che attraversi l’area verde di Gregna, l’area industriale di Ciampino (tra via Lucrezia Romana e Via Bandinelli) e sottopassi la linea ferroviaria, permettendo così una linea diretta tra Tor Vergata e l’Appia; inoltre è prevista la realizzazione di un mercato comunale su Via Bandinelli e la riqualificazione di tutte le strade limitrofe, con la conseguente piantumazione di alberi nell’area e la realizzazione di piazze in prossimità dei servizi insediati.
Insomma il progetto previsto è sì ambizioso ma anche molto caro; 38 milioni di euro sono i soldi che la relazione del comune di Roma prevede servano per l’attuazione delle opere pubbliche del progetto. E specifichiamo opere pubbliche perché, come detto, il PRINT prevede anche la partecipazione dei soggetti privati che devono contribuire anch’essi economicamente. E difatti i costi della nuova viabilità e dei nuovi svincoli previsti tra Via Lucrezia Romana e Via Anagnina (e cioè la tangenziale di cui parlavamo sopra) non sono riportati nella relazione, proprio perché saranno il risultato dell’accordo tra privato e pubblico.
Quello che sappiamo è che questa tangenziale è previsto che abbia le dimensioni di un’autostrada: un “Raccordo bis” che non risolverebbe la viabilità del quartiere di Morena ma rappresenterebbe un impulso per l'ulteriore urbanizzazione di un'area già congestionata. Inoltre il piano prevede che questa tangenziale attraversi il “Parco agricolo del Casale di Gregna”, un’area non solo interessata dal bacino di falde acquifere, ma anche sottoposta al vincolo della Sovrintendenza per motivi di carattere ambientale e culturale. Nessuno mette in dubbio dunque l’utilità di un elemento di raccordo tra l’Appia e l’Anagnina; si poteva però pensare un asse che corresse parallelo a Via dei Setti Metri, magari incrociando le molte strade di quell’area ad oggi tronche, evitando così l’attraversamento di una zona protetta. Ma questa non è che la prima di una lunga serie di anomalie che interessano tutta la questione.
GLI INTERESSI PRIVATI
Il 16 aprile 2012 il Gruppo Cavicchi vede respinto l’”Accordo di Programma” presentato per sanare il maxi abusivismo presente sulle sue aree; da quel momento è iniziata la campagna per trovare uno stratagemma che favorisse la continuità dei suoi affari. E lo stratagemma individuato è proprio quello del PRINT, che non solo permetterebbe al Gruppo Cavicchi di riqualificare l’intera area in cui sono concentrati i suoi capannoni, ma gli concederebbe anche la facoltà di poter costruire nuove strutture o ricostruirle con il 25% di cubatura in più nel momento in cui decidesse di demolire quelle esistenti. Sulla demolizione dei 62 abusi (dichiarati non sanabili dallo stesso comune di Roma) comunque il TAR si pronuncerà a fine ottobre; certo è che il PRINT rappresenta una bella via di fuga che permetterebbe a Cavicchi di restare a galla e tornare subito in pista.
GLI INTERESSI DI CIAMPINO
Il Programma parla dell’istituzione di un grande mercato comunale su Via Bandinelli: una realtà che metterebbe certamente in difficoltà la già arrancante economia ciampinese, che a fatica sopravvive grazie anche ai mercati rionali. La creazione di un centro commerciale delocalizzato rispetto al centro cittadino segnerebbe certamente il colpo del definitivo K.O. all’economia ciampinese: moltissime attività commerciali locali continuano infatti a chiudere giorno dopo giorno. Per questo motivo ci chiediamo come sia possibile che sia il Comune di Ciampino che l’Unione Commercianti siano completamente disinteressati ad un progetto che rischia di compromettere l’economia locale.
UN PROCEDIMENTO VIZIATO
Ma le anomalie non finiscono qui. Il 22 maggio 2013, tre giorni prima delle elezioni nel Comune di Roma, la giunta Alemanno dà il via libera al progetto. La delibera 272 del 22/05/2013 è stata dunque approvata da Roma Capitale bypassando il parere del Municipio, una pratica assolutamente controversa e viziata, che ha portato il VII municipio ad impugnarla ed a chiederne la revoca (solitamente il preliminare del progetto passa prima dal Municipio e, dopo l’approvazione, arriva a Roma Capitale per il parere definitivo). Il vizio procedurale sembra però non aver creato particolari problemi all’iter del progetto, tanto che il ricorso non è stato accolto e il Municipio dovrà mediare con le forze private per interagire solo sulle opere pubbliche interessate dal progetto, lasciando le opere del privato (Gruppo Cavicchi) senza possibilità di discussione. Ai singoli partiti presenti nel consiglio comunale non resterà altro da fare che accettare di interagire (e quindi piegarsi al compromesso) oppure opporsi con tutte le forze all’irregolarità procedurale del progetto.
E L’AEROPORTO?
Come se non bastasse, un’altra stranezza tutta italiana coinvolge il PRINT. La delibera approvata [ CLICCARE QUI PER SCARICARE E LEGGERE LA DELIBERA ] specifica che il “Programma d’Assetto Urbanistico Definitivo rimane subordinato al Piano di Rischio da approvare ai sensi dell’art. 707 c.5 del predetto Codice della Navigazione che fissi localizzazione e quantificazione del carico antropico sostenibile”; inoltre a pagina 9 della relazione si legge “le opere esistenti non sono oggetto di intervento e possono essere previste misure di contenimento. Per quanto riguarda la realizzazione di nuova funzione non residenziale la stessa deve essere caratterizzata da tipologie costruttive e destinazioni d’uso che prevedono la presenza di un basso numero di persone”.
Insomma, se il Piano di Navigazione dell’ENAC stabilisce che l’area interessata sia un “area di tutela intermedia”, se già esistono casi di opere bloccate nella zona perché poste sotto il cono di volo, se è evidente che gli aerei sorvolano l’intera area a bassa quota, risulta allora plausibile pensare che il Piano di Rischio Aeroportuale (che il VII Municipio ingiustificatamente tarda ad approvare) impedisca ulteriori costruzioni nell’area preposta al PRINT.
Ma non solo: il Piano di Rischio approvato dal Comune di Ciampino, che ragionevolmente dovrebbe coincidere con quello del Settimo Municipio, racchiude gran parte dell’area interessata sotto la curva di isorischio 1x10^(-6), e cioè una curva che stabilisce un alto livello di tutela per l’area interessata. Chi avrà tempo e modo di guardare la relazione del comune di Roma potrà notare che l’area del PRINT è stata divisa in base alla criticità della zona rispetto al cono di volo, e classificata con A, B, C e D a seconda del rischio, dove A corrisponde al rischio più alto. Ebbene, l’area indicata come quella in cui sorgerà il nodo di scambio, e quindi la nuova stazione ferroviaria Ciampino 2 con l’interscambio gomma-rotaia, è prevista proprio nella zona A: dunque il luogo con la maggiore concentrazione di persone è prevista nella zona dove il carico antropico è invece da limitare al massimo.
LA V.A.S. E IL PARERE DI COMPATIBILITA’ PAESAGGISTICA
La relazione chiede anche di subordinare il PRINT alla V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica), elemento di cui invece, ad oggi, ancora non si è tenuto conto; la verifica di assoggettabilità del programma integrato ancora non è stata fatta, nonostante la documentazione necessaria sia stata trasmessa il 7 marzo 2013, e ben più dei 90 giorni canonici sono passati.
Dall’analisi delle tavole inserite nella relazione è inoltre possibile vedere che attualmente il complesso Cavicchi sorge su un’area interessata dal vincolo paesistico decretato nel 1998, e che l’area di riferimento appartiene al Parco dell’Appia Antica e zone limitrofe (per questo motivo probabilmente gli abusi sono stati dichiarati insanabili); dunque ogni eventuale modifica dello stato dei luoghi deve essere autorizzata. Perché allora Roma Capitale ha approvato preliminarmente la delibera senza chiedere un Parere di compatibilità paesaggistica? Perché Roma Capitale ha approvato la delibera senza prima aspettare la VAS e il Piano di Rischio Aeroportuale? Perché Roma Capitale ha surclassato il Settimo Municipio prima che questo si esprimesse sulla delibera? E come è possibile che i cittadini siano chiamati ad esprimersi sul programma se ancora non sono stati approvati quegli atti che darebbero una visione completa della situazione?
LUCI E OMBRE
Luci e ombre nella vicenda PRINT sembrano sbilanciate dalla parte delle ombre; procedimenti sospetti e interessi privati rischiano di travolgere quello che potrebbe essere un serio piano di riqualificazione urbana. L’invito, generale, che noi facciamo è quello di analizzare bene tutte queste anomalie riscontrate, risolverle (se possibile) e ricominciare con un progetto sostenibile e legalitario. L’invito al Comune di Ciampino è invece quello di prendere il prima possibile visione dell’intera faccenda, di fare richiesta per essere ammessi al tavolo delle osservazioni, perché anche se il territorio interessato non è di sua competenza, le conseguenze che ne potranno derivare interessano decisamente Ciampino.
Roma
Questo venerdì 27 giugno 2014, alle ore 21:00 sono invitati i cittadini a partecipare a questo evento territoriale, che già nel titolo racchiude il suo impegno a tutela dell’ambiente e della salute pubblica continuamente depredati da scelte di gestione dei rifiuti che purtroppo restituiscono solo dolore.
di Cinzia Marchegiani
Zagarolo (RM) - Un Incontro importante che affronta il grave danno ambientale della Valle del Sacco e non solo, ma anche per parlare di rifiuti, di inquinamento e strategie migliori che si possono attuare per ottenere risorsa dallo stesso rifiuto urbano.
Venerdì prossimo 27 giugno, alle ore 21:00 tutti possono partecipare a questo evento che già nel titolo racchiude il suo impegno in questi territori dove la tutela dell’ambiente e della salute pubblica sono stati continuamente depredate da scelte di gestione dei rifiuti che purtroppo restituisce solo dolore.
A Palazzo Rospigliosi il Comitato di Difesa del Territorio Colli Prenestini Castelli Romani e l’Associazione Retuvasa “Rete per la Tutela della Valle del Sacco” hanno organizzato questo importante incontro aperto al pubblico sull'inquinamento da rifiuti, tema che sta entrando di forza nelle problematiche amministrative dei comuni limitrofi, si partirà dalla cattiva gestione ad alcuni esempi di buone pratiche applicate. L’evento racconterà e spiegherà un viaggio attraverso il Lazio, dal frusinate al viterbese passando per la capitale che scarica la sua immondizia nei paesi laziali, e alla scoperta di come vengono gestiti i rifiuti: quali i danni ambientali, economici ed i rischi per la salute dei cittadini che da anni vivono tra fumi, discariche e incenerimenti e quali invece le possibili alternative.
Importante la partecipazione attiva dei cittadini che per dovere e senso civico dovrebbero cominciare ad alzare la testa e verificare di persona cosa sta accadendo in questi territori, poiché il tempo di demandare sempre nelle mani degli amministratori locali è terminato. I cittadini sono diventati gli occhi vigili e attenti di un territorio che si vuole vivere appieno nella sua bellezza, difendendolo e proponendo alternative più che valide spesso ignorate o bypassate.
L’evento propositivo punta proprio su questo assioma: “Le tappe intermedie siamo noi, i nostri Comuni, da quelli che continuano a sversare nella discarica di Colle Fagiolara a Colleferro, a quelli che invece si uniscono per muovere delle istanze ben precise, in una direzione che sembra andare incontro ad una gestione più oculata del rifiuto che salvaguardi l’ambiente e la salute pubblica.” L’incontro si svilupperà tra i racconti di Carlo Ruggiero, autore del libro “Cattive Acque Storie della Valle del Sacco” e di Alberto Valleriani, presidente di Retuvasa “Rete per la Tutela della Valle del Sacco.” L’introduzione e il moderatore dell’evento è condotta dal Comitato di Difesa del Territorio e Colli Prenestini, saranno proiettate anche le video interviste realizzate dallo stesso Comitato di Difesa del Territorio, che spiegano e indicano altre strade percorribili che gli stessi Comuni potrebbero scegliere per risparmiare risorse economiche e traffico veicolare, tutelando anche la salute dei cittadini.
Tutti nel Sacco! Storie di rifiuti, inquinamento e possibili soluzioni, venerdì viene aperta la porta ai cittadini, ognuno nel piccolo certamente fa la differenza, un impegno che dobbiamo sicuramente per le nostre future generazioni.….e la Valle del Sacco come tante altre realtà gridano inquinamento ambientale, e lo chiarisce senza ombra di dubbio la “Valutazione Epidemiologica dello Stato di Salute della Popolazione Residente nei pressi dei Termovalorizzatori” di ERAS LAZIO:”La presenza decennale di questi ed altri stabilimenti di produzione ha esposto il territorio di Colleferro e della Valle del Sacco a sostanze inquinanti altamente dannose per l’ambiente, causando una contaminazione delle falde acquifere e dei terreni. Nel 1990 furono individuate e sottoposte a sequestro, all’interno dello stabilimento BPD, tre aree adibite a discariche incontrollate di rifiuti industriali per circa 5 ettari di terreno. Nel 2005, nel corso di un’indagine campionaria sul latte di massa prevista dal Piano Nazionale Residui, fu rilevata una massiccia presenza di Beta-esaclorocicloesano (β-HCH), circa 30 volte superiore ai livelli ammessi dalla legge. Successive indagini hanno appurato che il Beta-HCH proveniente dalle discariche dei rifiuti tossici ha contaminato il fiume Sacco e i terreni attigui. Il β-HCH è una sostanza organica derivante dalla sintesi chimica dell’insetticida Lindano (γ-HCH), il cui uso in campo agricolo è stato particolarmente diffuso nel territorio per il trattamento del terreno prima della semina e per la disinfestazione dei cereali e delle sementi nei magazzini. Nel 1975 ne è stato limitato l’impiego, e nel 2001 è stato definitivamente vietato. Nel determinare i rischi di ospedalizzazione connessi all’ attivazione dei termovalorizzatori, nel modello è stato inserito il PM10 di background come termine lineare, per verificare se, a parità di un inquinamento di fondo presente sul territorio, l’inquinamento prodotto dai termovalorizzatori ha rappresentato un ulteriore fattore di rischio per la popolazione in studio. Questa procedura ha anche consentito di valutare il rischio di ospedalizzazione associato all’inquinamento di background, a parità di esposizione ai termovalorizzatori ed alle altre caratteristiche del territorio. I risultati dello studio indicano che l’esposizione all’inquinamento atmosferico di background è associata ad un incremento delle ospedalizzazioni per disturbi cardiovascolari e respiratori. La frequenza di ricoveri per cause respiratorie, tra gli uomini residenti nella aree ad alta esposizione, è ulteriormente aumentata a seguito dell’attivazione dei termovalorizzatori. L’eccesso di malattie dell’apparato respiratorio tra gli adulti e l’eccesso di asma bronchiale nei bambini è stata osservata in un recente studio condotto nell’area17. Gli autori attribuiscono gli eccessi osservati ad una esposizione cronica ad inquinamento ambientale. A tal proposito, anche una indagine nazionale sui disturbi respiratori nell’infanzia aveva rilevato una elevata prevalenza di asma bronchiale tra i bambini residenti a Colleferro area 20. In una situazione già complessa dal punto di vista della qualità dell’aria, l’attivazione dei termovalorizzatori sembra aver comportato un aumento del rischio di ricovero per problemi dell’apparato respiratorio del 26% (eccesso che raggiunge l’86% se si considerano le malattie polmonari cronico ostruttive) tra gli uomini residenti a Colleferro nelle zone ad alta concentrazione degli inquinanti emessi dagli impianti. Il PM10, scelto in questo studio come tracciante dell’inceneritore è stato utilizzato come marcatore per surrogati di esposizione a miscele complesse di sostanze inquinanti prodotte dai processi di combustione: particelle (PM10 ma anche frazioni di particolato più piccole), gas, metalli e composti organici.
Spesso siamo abituati a guardare a distanza queste realtà…ma sono più vicine di quanto possiamo immaginare…il momento è maturo per cominciare ad aprire gli occhi…venerdì Zagarolo, un momento da dedicare al futuro delle nostre terre e della salute pubblica. E allora “Tutti nel Sacco!”
Roma
Per qualcuno, i continui rinvii, sarebbero propedeutici alla strategia per arrivare ad una salutare prescrizione. Non sarebbe una novità per i politici dell’Italia di oggi. Un ipotesi che non vogliamo neanche prendere in considerazione. Sarebbe una beffa per tutti i nemesi. Moralmente inaccettabile
Redazione
Nemi (RM) - Partecipazione Democratica ha inviato una nota alla redazione che riteniamo di particolare gradimento. Rispettosa della presunzione di innocenza che vige fino all'ultimo grado di giudizio, solleva la questione morale che non dovrebbe essere mai trascurata da alcun cittadino dotato di senso civico.
Ecco la nota di Partecipazione Democratica:
Il 17 giugno scorso c’è stato l’ennesimo rinvio dell’udienza del processo penale che vede tra gli imputati per turbativa d’asta e frode nelle pubbliche forniture anche il sindaco di Nemi Alberto Bertucci. Accuse gravissime per un amministratore pubblico. A due anni dall’inizio, il procedimento, praticamente, ancora non è iniziato. Continui rinvii. Dal 7 novembre 2012, data della prima udienza, ce ne sono stati ben quattro. Fin dall’inizio di questa storia ci siamo astenuti dall’entrare nel merito della questione. E non lo faremo certo ora. C’è la magistratura per questo. Come forza sociale cittadina possiamo dire che nel nostro campionato la questione morale, da tanti cianciata e da pochi praticata , avrebbe costretto a suo tempo il cittadino Alberto Bertucci a ritirare la sua candidatura a sindaco di Nemi oppure, successivamente, a dimettersi. Ma questa è un’altra storia. Come cittadini nemesi abbiamo però il diritto di sapere, in tempi certi, se Alberto Bertucci si è macchiato o meno di questo gravissimo reato ovvero, se è la persona moralmente giusta a cui continuare ad affidare la gestione del bene comune della comunità, compito a cui è stato delegato dalla maggioranza dei cittadini nemesi.
Per qualcuno, i continui rinvii, sarebbero propedeutici alla strategia per arrivare ad una salutare prescrizione. Non sarebbe una novità per i politici dell’Italia di oggi. Un ipotesi che non vogliamo neanche prendere in considerazione. Sarebbe una beffa per tutti i nemesi. Moralmente inaccettabile.
09/06/2014 NEMI SINDACO ALBERTO BERTUCCI: TERZA UDIENZA NEL PROCESSO PENALE PER TURBATIVA D'ASTA E FRODE
14/11/2013 NEMI, SPECCHIO D'ITALIA: UDIENZA BERTUCCI RINVIATA DI ALTRI SETTE MESI...VIVE LA LÉGALITÉ!
Roma
Redazione
Nemi (RM) - Pubblichiamo volentieri, in quanto riteniamo che un sano "botta e risposta" politico sia interessante per i lettori, la nota di "Insieme per Nemi" che ha inteso rispondere a "Partecipazione Democratica" in relazione alla Protezione Cvile a Nemi [ Cfr. Articolo del 13/06/2014 - NEMI: C'ERA UNA VOLTA LA PROTEZIONE CIVILE ]
Ecco la nota di Insieme per Nemi:
Caro Direttore,
abbiamo letto con grande attenzione, ma non senza un “tantinello” di stupore, la nota recentemente inviata all’Osservatore d'Italia da parte dei responsabili di "Partecipazione Democratica" e riguardante la Protezione Civile di Nemi.
Ricordiamo a noi stessi che Partecipazione Democratica è la compagine civica con la quale il PD ed altre componenti di centro – sinistra hanno partecipato alla competizione elettorale del 2012 per l’elezione del Sindaco e per il rinnovo del Consiglio Comunale, dopo l’umiliante fase del Commissariamento e dopo le inenarrabili vicende che lo avevano determinato.
Stefania Osmari ne era il candidato a Sindaco ed ora ne rappresenta l’unico Consigliere Comunale, formalmente schierato alla opposizione.
Caro Direttore, vuoi sapere come è questa opposizione di Partecipazione Democratica?
Ad un osservatore esterno l’attività del suo consigliere comunale di opposizione appare per quello che sembra oggettivamente, e cioè non assolutamente brillante per interventi, energia profusa e quantità di atti prodotti. E senza che ciò possa essere considerato come un gratuito attacco alla persona del Consigliere Stefania Osmari, ad un altro osservatore, più smaliziato, non potrebbe non apparire, per lo più, come fiancheggiatrice delle iniziative amministrative della maggioranza e delle “inclite argomentazioni del suo inquietante leader”.
Questa ulteriore argomentazione non riguarda personalmente il Consigliere Stefania Osmari.
Tutti coloro che sicuramente sono più “inseriti” nelle “segrete cose” che si agitano nella palude della politica nemese narrano di “scambi di cortesie” nel sostegno dei candidati, come sembra sia accaduto nelle recenti elezioni europee, per le quali alcuni rappresentanti di primo piano dell’attuale maggioranza comunale hanno caldeggiato la preferenza per uno dei candidati del PD. Sempre lo stesso gruppetto di ben informati ritiene che probabilmente si è trattato di un gesto di doveroso ringraziamento per quegli esponenti di primo piano del PD, che durante la campagna elettorale delle Comunali del 2012 si sono spesi per il Sindaco Alberto Bertucci, pur essendo formalmente schierati con altri sodalizi politici.
In questo nebuloso contesto, riferito al presente ed al passato prossimo della politica nemese, che cosa fa Partecipazione Democratica?....
Va a rimasticare il trapassato remoto delle elezioni comunali del 1999, fornendo una ricostruzione dei fatti di quel tempo, relativamente alle vicende della protezione civile, assolutamente fantasiosa, anti-storica e non corrispondente ai fatti. Tutti i protagonisti di quelle vicende, per onestà intellettuale, non possono condividere questa occhiuta reminiscenza. E innanzitutto perché tutto ciò oggi sarebbe assolutamente inutile, anzi potrebbe essere utile solo a Partecipazione Democratica che tenta di creare bersagli ed obiettivi virtuali per tentare di coagulare attenzioni e consensi intorno all’attuale suo nulla politico.
Se Partecipazione Democratica è, o fosse, opposizione deve, o dovrebbe, attaccare la Giunta di Alberto Bertucci e non quelle precedenti, con uno dei quali condivide attualmente i seggi di opposizione.
Oppure il tentativo è quello di mondarsi dal peccato originale di aver “inciuciato” nel 2011 con Bertucci e C. per far cadere la Giunta Cocchi, eletta con consenso plebiscitario. Come dire …… la storia di ripete: la volontà popolare viene annullata dalle manovre del Palazzo e dei suoi sicari in una sorta di “colpo di Comune” cinicamente perpetrato in danno dei cittadini.
Oppure Partecipazione Democratica vive lo psicodramma del “frullatore renziano” che, come un ciclone si è appropriato del PD, ha rottamato il governo Letta, si è quasi auto-incoronato Presidente del Consiglio, mena fendenti poderosi sugli avversari politici e sugli oppositori interni, imponendo dinamismo e decisionismo che, di regola, sono stati sempre aborriti dalla Sinistra, globalmente intesa. Ma come la mettiamo con il 41% dei consensi?
Vuoi vedere, come dice qualcuno, che Renzi piace tanto proprio quando è più Berlusconiano di Berlusconi? Piace tanto quando parla male dei Sindacati e bacchetta gli impiegati pubblici. In questo bailamme che vede crollare i capisaldi dei baluardi dei valori della Sinistra, a Partecipazione Democratica viene il torcicollo e guarda indietro nel 1999, vale a dire nel secolo scorso, mostrandosi priva di realismo politico per l’attualità e senza una adeguata progettualità per il futuro.
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Roma
di Maurizio Costa
Roma - Il Sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha presentato il Piano di rientro a Palazzo Chigi per accedere ai fondi del decreto "Salva-Roma". Per adesso si tratta solamente di una bozza, ma la riorganizzazione del Comune di Roma è già cominciata. Il Piano, che avrà durata triennale e sarà approvato dal Governo intorno al 4 luglio, prevede tagli per 450 milioni di euro e una revisione totale delle municipalizzate romane.
Salva-Roma - La bozza del Piano di rientro che ha presentato Ignazio Marino al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, è stata richiesta esplicitamente dal Governo e servirà per lo stanziamento dei fondi del decreto Salva-Roma. Senza la riorganizzazione delle municipalizzate e i tagli previsti dal Piano, niente fondi statali. Entro tre anni, Roma dovrà raggiungere il pareggio di bilancio e la strada più facile per arrivarci è il taglio netto delle municipalizzate, che saranno diminuite drasticamente.
I tagli - Il Piano triennale prevede tagli per 450 milioni di euro. Verranno eliminate le spese inutili e verranno diminuite le municipalizzate: "Trambus Open" sarà liquidata; le quote della "Bravobus" verranno cedute; "Risorse per Roma" e "Roma Metropolitane" verranno unite, mentre "Roma Multiservizi" verrà dismessa.
Per ora si tratta solamente di una bozza, ma Marino fa sul serio: Roma cambierà e il pareggio di bilancio non è più un'utopia.
Roma
di Maria Lanciotti
Tutto secondo copione. Alla seconda udienza del processo Cerroni, lo scorso lunedì 23 giugno, la difesa del magnate della monnezza & complici è subito passata all’attacco, in ossequio all’antico detto: "chi mena prima mena due volte".
Da bravi avvocati del “salvatore di Roma” – ben protetto da una rete abilmente tessuta e consolidata – hanno saputo cogliere al balzo l’azione diversiva, provvidenzialmente offerta da una sfilza di richieste di costituzione di parte civile presentate da Tizio, Caio e Sempronio e tutta una folla di “parti lese” mai apparsi prima sulla scena del famigerato – e famelico – “sistema Cerroni”.
E mentre su altro e imprevedibile piano si sposta la vicenda giudiziaria, un silenzio inesplicabile oscura le fasi di una procedura che sembra votata all’eternità. E il popolo castellano, tanto per restare nel locale, ne approfitta per ricadere nel letargo che tutto ottunde e allontana.
Eppure la discarica di Roncigliano è ancora lì gonfia e tronfia e trasudante veleni. Eppure il settimo invaso continua a ingurgitare la monnezza indifferenziata di Roma ed è prossimo a scoppiare. Eppure sussiste il rischio enorme e concreto dell’apertura di un ottavo invaso. Eppure l’autorizzazione per la costruzione dell’inceneritore, ottenuta nel 2008, si trova ancora probabilmente nella cassaforte di Cerroni. Eppure la gente del luogo continua a stare male, il cancro e la morte per cancro da quelle parti è di casa e la Asl ne è bene informata.
Sembra tacere per ora il Coordinamento No Inc, il vero e assoluto promotore di una lotta legale e di un’intensa campagna d’informazione che vanno avanti ormai da sette anni. Che ha foraggiato e continua a foraggiare l’informazione a tale riguardo fatta a tavolino e senza coinvolgimento. Che ha sostenuto e continua a sostenere battaglie similari contro la delinquenziale gestione dei rifiuti. Che ha presentato a proprie spese una lunga sfilza di esposti penali e smascherato e rese note truffe e collusioni. Che porta avanti l’azione popolare e relative cause civili per un risarcimento – questo sì – dovuto a quei cittadini che vivono e si ammalano nelle zone infettate dalla presenza di impianti di smaltimento dei rifiuti dichiaratamente fuorilegge. Che fanno sapere, mediante il loro sito - www.noinceneritorealbano.it/ - che la mobilitazione civile continua, senza altra aspirazione che veder rimettere ordine laddove sembrerebbe regnare incontrastato lo spregio sistemico delle corrette normative e l’assoluta mancanza di rispetto per la vita e la salute umana.
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Roma
Redazione
Bracciano (RM) - In merito alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Bracciano Giuliano Sala su l’ospedale Padre Pio di Bracciano durante la conferenza stampa dello scorso 23 giugno 2014 interviene il M5S Bracciano. “Conferenza Stampa Comunale del 23 giugno 2014, per il salvataggio dell'Ospedale Padre Pio , fatta di parole di vuoto e nulla. – Si legge nella nota M5S - Campagna elettorale finta – prosegue la nota - contro Presidente Zingaretti, definito dal Sindaco Sala e il Parlamentare Minnucci: " Distratto". Mentre l'unico vero problema è il lato economico, mal distribuito e pieno di continui sprechi, data la mancanza di un vero Piano, che possa convivere con i tagli della spending review. Nella Sanità non deve prevalere ne l'impatto politico ne tanto meno quello d'interessi imprenditoriali. Siamo alla solita storia all'italiana. Un'altro grande spreco economico, per la struttura ospedaliera di Bracciano è il Poli Ambulatorio di Ladispoli in via Aurelia, che detrae ulteriori energie economiche e personale. Dove il Poliambulatorio farà un nuovo ed importante passo in avanti, con l'aggiunta di una Casa della Salute . Una struttura fortemente voluta dall'Amministrazione comunale di Ladispoli che sarà attiva all'inizio dell'autunno e che permetterà da un lato di avere sei posti per la degenza breve, dall'altra l'integrazione per i servizi sociali e assistenziali. Il tutto sulle spalle del Padre Pio. Ora, per poter migliorare e per poter salvare la struttura, dovranno intervenire il Sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino e il Consigliere della Regione Lazio, Davide Barillari. Partendo proprio da una revisione del Bilancio, e un controllo delle gare d'appalto. Inoltre, perché scagliarsi contro il responsabile della ASL Roma-F per la chiusura dell'Ospedale Padre Pio di Bracciano. – La nota conclude - L'Amministrazione del Presidente della Regione Lazio, il Nicola Zingaretti, testimonia che non è cambiato nulla, rispetto alle politiche della Berlusconiana Renata Polverini”.
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Roma
Redazione
Frascati (RM) - Questa mattina a Palazzo Marconi è stata ufficializzata la squadra di governo del Sindaco Alessandro Spalletta. Il segnale di cambiamento è evidente dalle nomine in Giunta che cambia totalmente rispetto alla precedente del Sindaco Di Tommaso.
Questi i cinque assessori: il Vicesindaco Francesca Sbardella, Urbanistica e Tutela degli Animali; Milca Cappello, Opere e Lavori Pubblici (Grandi Opere, Infrastrutture, Viabilità e Parcheggi); Roberto Canestri, Ambiente (Ambiente e Parchi Pubblici); Damiano Morelli, Patrimonio (Patrimonio, Impianti Sportivi, Strumenti di Partecipazione e Partecipate); Matteo Filipponi, Servizi Sociali (Politiche Sociali, Politiche Scolastiche, Asili Nido e Gemellaggi).
Con l’ingresso di Matteo Filipponi in Giunta si aprono le porte per l’ingresso di Danda Tavani in Consiglio Comunale, «una maggioranza consiliare con una perfetta parità di genere – commenta il Sindaco Spalletta – e popolata da giovani».
Il Sindaco detiene le seguenti deleghe: Bilancio e Programmazione economica e finanziaria, Attività Produttive ed Economiche, Sicurezza, Organizzazione e Funzionamento del personale.
I Consiglieri di maggioranza, particolarmente coinvolti nell’azione amministrativa assumono le seguenti deleghe: Antonella Ratini, Entrate tributarie e extra tributarie; Francesca Neroni, Cultura e Turismo; Vincenzo Casagrande, Periferie; Miriam Trobiani, Politiche Sportive e Politiche Giovanili; Sergio Carlini, Manutenzioni; Claudio Cerroni, Agricoltura e Chiara Fasolino, Salute e Igiene Pubblica.
Rieti
Redazione
Fara in Sabina (RI) - Si rende noto che la giunta comunale ha approvato il terzo progetto per la definizione di tutte le pratiche di condono prodotte ai sensi della Legge 47/1985 e della Legge 724/1994 che allo stato attuale sono giacenti presso l’Ufficio Tecnico Comunale - SUE.
L’istruttoria delle pratiche di condono può essere sollecitata unicamente dal titolare della medesima, utilizzando l’allegata modulistica, esclusivamente per le seguenti motivazioni:
- imminente cambio di proprietà dell’unità immobiliare;
- utilizzo immobile per attività economiche;
- urgente messa in sicurezza dell’immobile;
- rimozione barriere architettoniche per i diversamente abili
L’Ufficio Condono edilizio procederà nell’istruttoria secondo l’ordine di presentazione delle istanze di sollecito ovvero della documentazione integrativa prodotta a completamento.
L’Ufficio Condono edilizio del comune di Fara in Sabina non risponde:
- dei tempi necessari alle altre Amministrazioni per rilasciare il proprio parere autorizzativo nel caso di abusi soggetti a vincoli;
- delle richieste di sollecito prodotte con meno di 30 giorni di preavviso rispetto alle motivazioni indicate.
Per qualsiasi chiarimento in merito, chiunque ne abbia interesse può rivolgersi all’Ufficio Condono edilizio nei seguenti giorni: lunedì dalle 9 alle 12; giovedì dalle 15 alle 18.
Rieti
Redazione
Rieti - Con una inedita Lectio Magistralis del filosofo Massimo Cacciari su Francesco, il Santo povero, si inaugura il 7 luglio a Rieti (ore 19 al Teatro Flavio Vespasiano) una intensa quindici giorni di iniziative culturali e di spettacolo che si svolgono lungo il percorso del Cammino che attraversa la Valle Santa reatina, il luogo che Francesco ha più amato, toccando l’anello dei suoi otto Comuni che danno vita al tracciato che, da La Verna, conduce fino a Roma.
E’ qui, nella Valle Santa, che il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti con il Progetto ABC Arte Bellezza Cultura e il Comune di Rieti ha scelto di promuovere uno dei territori più fertili sotto diversi aspetti: naturalistici e ambientali, umani e spirituali, di pellegrinaggio e sportivi, enogastronomici e turistici insieme. Un territorio e un itinerario da poter percorre a piedi, a cavallo, in mountain bike, ma anche adatto alla pratica di tutti i più classici sport all’aria aperta.
Contigliano, Greccio, Colli sul Velino, Labro, Rivodutri, Poggio Bustone, Cantalice, Morro Reatino con Rieti sono i luoghi della spiritualità e della contemplazione francescana per eccellenza. Qui sono nate molte delle ispirazioni più profonde dei gesti e delle opere di Francesco, che hanno trovato accoglienza tra gente semplice e incline a recepire il valore del messaggio. Terra di pace ricca di simboli, come gli ingredienti naturali che la compongono e rendono fertile: acqua, grano, sale, olio, zucchero sono i cinque elementi che, in natura, la caratterizzano e ne fanno una terra abbondante, di prodotti e di loro varietà che sono la cultura del luogo, il suo humus umano e territoriale insieme.
Venti giorni di iniziative, tra spettacoli teatrali, circensi e di pupazzi, concerti di musica sacra e antica, mostre di fotografia peregrinanti, installazioni d’arte contemporanea e performance, con la straordinaria possibilità di fare anche delle significative “conoscenze di gusto”, legate al meglio del territorio e dei suoi piatti tipici locali con degustazioni promosse direttamente dall’Arsial, l’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura nel Lazio, assaporando varie specialità, a partire dall’olio Dop della Sabina, la salsa tartufata del reatino o la birra locale. Un innesto e un approdo naturale in quel percorso “verso l’Expo 2015” costituito da quel reticolo di cammini religiosi e itinerari tematici legati alle produzioni agricole locali, grandi abbazie e monasteri, borghi storici, il sistema dei parchi e delle aree protette, che qui nella Valle Santa trovano la loro sostanza e fanno parte di specifiche iniziative di sostegno e valorizzazione, patrocinate per l’occasione dalla Regione Lazio.



