Redazione
Nemi (RM) - Tutto pronto per l’importante omaggio a Rita Levi Montalcini promosso da Insieme per Nemi questo sabato 4 maggio alle ore 17 presso la Sala del Pattinaggio del Nobile Castello Ruspoli. Un evento da non perdere, organizzato, tra gli altri, da Mashart marchio artistico di Masha, pittrice e scrittrice che per l’occasione esporrà alcune delle sue ultime opere regalando un il suo ineguagliabile tocco, tra pittura, cultura e buon gusto. E in oltre per l’occasione Masha regalerà all’evento un’opera (“Io sono la Mente”) ad hoc realizzata in omaggio al nobel Montalcini. La conferenza è curata dal Professor Guido Brunetti neuro-scienziato di fama mondiale. Autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche di psichiatria e di psicoanalisi. Insignito di numerosi premi ed onorificenze per "Gli alti meriti culturali e scientifici della Sua opera e per le elevate capacità umane, intellettuali e morali." All’omaggio in onore dell’indimenticabile premio nobile Rita Levi Montalcini parteciperà, tra gli altri, Piera Levi Montalcini, nipote della scenziata.
“Dico ai giovani: non pensate a voi stessi, pensate agli altri. Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare, e non temete niente. Non temete le difficoltà: io ne ho passate molte, e le ho attraversate senza paura, con totale indifferenza alla mia persona”.
Modera l’incontro l’Avvocato Alessandro Biaggi, interviene il Consigliere Comunale Insieme Per Nemi Cinzia Cocchi, coordina l’evento Laura Borgognoni.
Biografia
Rita Levi Montalcini nasce il 22 aprile del 1909 a Torino. Entrata alla scuola medica di Levi all'età di vent'anni, si laurea nel 1936. Fermamente intenzionata a proseguire la sua carriera accademica come assistente e ricercatrice in neurobiologia e psichiatria, è costretta, a causa delle leggi razziali emanate dal regime fascista nel 1938, ad emigrare in Belgio insieme a Giuseppe Levi.
La passione per la sua materia comunque la sospinge e le dona la forza per andare avanti tanto che continua le sue ricerche in un laboratorio casalingo.
Sono anni assai travagliati per il mondo e per l'Europa. Infuria la seconda guerra mondiale ed è assai difficile trovare luoghi dove poter stare tranquilli, figuriamoci intraprendere delle ricerche. Nel suo girovagare, nel '43 approda a Firenze, dove vivrà in clandestinità per qualche anno, prestando fra l'altro la sua collaborazione come medico volontario fra gli Alleati. Finalmente, nel '45 la guerra finisce, lasciandosi alle spalle milioni di morti e devastazioni inimmaginabili in tutti i Paesi.
Dopo così lungo peregrinare senza un porto sicuro in cui rifugiarsi, Rita torna nella sua città natale (giusto poco prima dell'invasione tedesca del Belgio, riprendendo con più serenità le sue importanti ricerche insieme a Levi, sempre attraverso un laboratorio domestico. Poco dopo riceve un'offerta difficilmente rifiutabile dal Dipartimento di Zoologia della Washington University (St. Louis, Missouri). Accetta, dopo essersi però ben assicurata che potrà proseguire le stesse ricerche che aveva cominciato a Torino. La giovane Rita ancora non sa che l'America diventerà una sorta di sua seconda patria, vivendoci con incarichi prestigiosi per oltre trent'anni (diventerà professore di Neurobiologia), e precisamente fino al 1977.
Ma vediamo nel dettaglio quali sono state le tappe di questa straordinaria ricerca che ah portato a risultati altrettanto straordinari. I suoi primi studi (risaliamo agli anni 1938-1944) sono dedicati ai meccanismi di formazione del sistema nervoso dei vertebrati. Nel 1951-1952 scopre il fattore di crescita nervoso noto come NGF, che gioca un ruolo essenziale nella crescita e differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche. Per circa un trentennio prosegue le ricerche su questa molecola proteica e sul suo meccanismo d'azione, per le quali nel 1986 le viene conferito il Premio Nobel per la Medicina (con Stanley Cohen). Nella motivazione del Premio si legge: "La scoperta del NGF all'inizio degli anni '50 è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell'organismo".
Dal 1961 al 1969 dirige il Centro di Ricerche di Neurobiologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Roma) in collaborazione con l'Istituto di Biologia della Washington University, e dal 1969 al 1979 il Laboratorio di Biologia cellulare. Dopo essersi ritirata da questo incarico "per raggiunti limiti d'età" continua le sue ricerche come ricercatore e guest professor dal 1979 al 1989, e dal 1989 al 1995 lavora presso l'Istituto di Neurobiologia del CNR con la qualifica di Superesperto. Le sue indagini si concentrano sullo spettro di azione del NGF, utilizzando tecniche sempre più sofisticate. Studi recenti hanno infatti dimostrato che esso ha un'attività ben più ampia di quanto si pensasse: non si limita ai neuroni sensori e simpatici, ma si estende anche alle cellule del sistema nervoso centrale, del sistema immunitario ematopoietico e alle cellule coinvolte nelle funzioni neuroendocrine.
Dal 1993 al 1998 presiede l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana. È membro delle più prestigiose accademie scientifiche internazionali, quali l'Accademia Nazionale dei Lincei, l'Accademia Pontificia, l'Accademia delle Scienze detta dei XL, la National Academy of Sciences statunitense e la Royal Society.
È inoltre da sempre molto attiva in campagne di interesse sociale, per esempio contro le mine anti-uomo o per la responsabilità degli scienziati nei confronti della società. Nel 1992 istituisce, assieme alla sorella gemella Paola, la Fondazione Levi Montalcini, in memoria del padre, rivolta alla formazione e all'educazione dei giovani, nonché al conferimento di borse di studio a giovani studentesse africane a livello universitario. L'obiettivo è quello di creare una classe di giovani donne che svolgano un ruolo di leadership nella vita scientifica e sociale del loro paese.
In data 22 gennaio 2008 l'Università di Milano Bicocca le ha assegnato la laurea honoris causa in biotecnologie industriali.
Rita Levi Montalcini muore alla straordinaria età di 103 anni il 30 dicembre 2012 a Roma.
Biografia Tratta da biografieonline.it
Redazione
Nemi (RM) - Ancora al centro di discussione disservizi relativi l'ufficio Anagrafe del Comune di Nemi. Ieri, giovedì 21 febbraio, l'ufficio comunale in questione è rimasto chiuso creando non pochi disservizi alla cittadinanza. Ad accertare la mancanza il consigliere di opposizione Cinzia Cocchi, la quale ha immediatamente inviato all'attenzione del sindaco e del segretario comunale una interrogazione per la quale ha richiesto una risposta sia scritta che orale.
Nell'interrogazione del consigliere ed ex sindaco di Nemi Cinzia Cocchi, si legge che la stessa avrebbe verificato personalmente che l'ufficio Anagrafe - stato civile ed elettorale è rimasto chiuso "creando gravi disservizi ai cittadini". Inoltre, non sarebbero mancate anche "numerose segnalazioni di cittadini". Cocchi ha poi evidenziato che tale disservizio coincide con il periodo pre- elettorale.
LEGGI ANCHE:
I bambini della scuola di Nemi hanno avuto, finora, i riscaldamenti accesi soltanto fino alle dieci del mattino, mentre per fare una opportuna comparazione, ieri 28 novembre alle 18 in Comune i termosifoni nell’aula consiliare erano accesi con tanto di finestre aperte alla faccia della spending review.
Dopo un giro di parole poco chiaro, il sindaco non ha dato dettagli sulla riapertura della Nemi – lago, ma si è limitato ad asserire sostanzialmente che la sua giunta è stata l’unica, dopo 3 anni e mezzo d’inerzia, a ottenere un finanziamento di oltre 200 mila euro
Chiara Rai
Nemi (RM) - Un consiglio comunale a Nemi affatto partecipato e con una maggioranza, in particolare il sindaco Alberto Bertucci e il consigliere Giovanni Libanori, sempre più improvvisata, guidata dalla presunzione e arroganza in un momento critico per la cittadina che si impoverisce sotto il profilo sociale, con una immagine dell’Ente danneggiata da vicende giudiziarie gravi e dove l’attenzione è concentrata su feste, eventi e celebrazioni che vedono impegni di spesa sempre più consistenti. Un bilancio in sofferenza, come dichiarato dagli stessi amministratori che, come del resto accade anche negli altri Comuni, hanno dovuto far quadrare i conti per arrivare all’approvazione della variazione di assestamento generale di bilancio 2012 che non ha portato, come sperato da gran parte della cittadinanza, alla diminuzione delle aliquote Imu.
In pratica nonostante il sindaco Alberto Bertucci avesse in estate annunciato che si sarebbe impegnato per abbassare l’Imu, non ha potuto tener fede alle promesse fatte, e l’Imu a Nemi grava più sulla prima casa che sulla seconda.
Nella seduta di ieri 28 novembre si è approvata la convenzione per la realizzazione del centro di raccolta delle dichiarazioni di volontà per la donazione post – mortem per i tessuti, organi e cellule a scopo di trapianto terapeutico presso l’Ufficio Anagrafe del Comune. Una convenzione senz’altro positiva, lo stesso consigliere Frison ha ricordato che in passato si era già provato a farla ma che poi non ha avuto il seguito sperato (Frison ha auspicato che questa volta sia applicata in maniera concreta e il consigliere Libanori a chiesto a Bertucci che venisse pubblicizzata ai cittadini anche mediante una lettera fatta pervenire agli stessi) ma che in questo determinato momento, la convenzione di cui sopra, non appare certamente come una priorità rispetto alle tante emergenze e criticità che subisce Nemi. Per di più Governo e associazioni riconosciute fanno una costante informazione in merito e ci sono diverse possibilità di donazione ormai consolidate alla quale si aggiunge, con l’approvazione della convenzione di ieri, la possibilità di compilare una scheda presso l’ufficio anagrafe di Nemi. Nel nostro Paese infatti, per la manifestazione della volontà di donare, già vige il principio del consenso o del dissenso esplicito (art. 23 della Legge n. 91 del 1 aprile 1999; Decreto del Ministero della Salute 8 aprile 2000). Il "silenzio-assenso" introdotto dagli artt. 4 e 5 della Legge 91/99 non ha mai trovato attuazione. A tutti i cittadini maggiorenni è dunque offerta la possibilità (non l'obbligo) di dichiarare la propria volontà (consenso o diniego) in materia di donazione di organi e tessuti dopo la morte, attraverso le seguenti modalità:
- la registrazione della propria volontà presso la propria Asl di riferimento o il medico di famiglia, attraverso un apposito modulo. Queste dichiarazioni sono registrate direttamente nel Sistema Informativo Trapianti (SIT), il data-base del Centro Nazionale Trapianti, che è consultabile dai medici del coordinamento in modo sicuro e 24 ore su 24;
- la compilazione del c.d. "tesserino blu" (pdf, 20 Kb) del Ministero della Salute o del tesserino di una delle associazioni di settore, che deve essere conservato insieme ai documenti personali; qualunque dichiarazione scritta che contenga nome, cognome, data di nascita, dichiarazione di volontà (positiva o negativa), data e firma, (considerata valida ai fini della dichiarazione dal Decreto ministeriale 8 aprile 2000), anch'essa da conservare tra i documenti personali;
- l’atto olografo dell’Associazione Italiana Donatori di Organi (AIDO). Grazie ad una convenzione del 2008 tra il Centro Nazionale Trapianti e l’AIDO, anche queste dichiarazioni confluiscono direttamente nel SIT.
Tanto per citare invece una priorità che poteva essere affrontata dal Comune di in maniera immediata: fino a ieri, oggi non sappiamo se la situazione è cambiata, i bambini della scuola di Nemi hanno avuto i riscaldamenti accesi soltanto fino alle dieci del mattino, mentre per fare una opportuna comparazione, ieri alle 18 in Comune i termosifoni nell’aula consiliare erano accesi con tanto di finestre aperte alla faccia della spending review. Ecco, oltre alla donazione degli organi (iniziativa importante) esistono priorità di ordinaria amministrazione che meritano attenzione. La convenzione di Nemi è stata approvata all’unanimità con parere favorevole anche dell’opposizione.
Subito dopo si è arrivati all’approvazione del regolamento del Piano di distribuzione carburanti. Un regolamento che vede la dislocazione dell’unico distributore di benzina presente a Nemi in altro sito idoneo ad accoglierlo, lontano dalla scuola e dal centro. Il sito, ha dichiarato la maggioranza, è stato già identificato e l’approvazione del regolamento è stato dichiarato dal consigliere Giovanni Libanori l’unico atto concreto esistente: “Abbiamo fatto scopa – si è espresso in questi termini il consigliere di maggioranza Giovanni Libanori – e tirato fuori il regolamento”. Favorevoli al piano distribuzione carburante ma perplesse i due consiglieri di opposizione Cinzia Cocchi (Insieme per Nemi) e Stefania Osmari (Partecipazione Democratica), le quali hanno fatto notare al sindaco che avrebbero voluto conoscere e studiare meglio il regolamento per poter esprimere un eventuale giudizio favorevole. Nello specifico Cinzia Cocchi ha detto: “mi dispiace dover ogni volta ricordare al sindaco che questo è un altro tema che si è iniziato ad affrontare con la precedente amministrazione – ha detto – e ritengo che Bertucci ex assessore all’Ambiente ricordi bene che sono stati fatti determinati passaggi già in passato”. Di fatti, ha ricordato Cocchi, che erano stati fatti atti propedeutici per l’istituzione del regolamento, tanto è vero che l’Ente Parco espresse un parere in merito: “Mi auguro che il regolamento sia stato stilato - ha aggiunto Cocchi - in modo e maniera da tener conto di tutte le ragioni e parametri opportuni ad una corretta istituzione di un Piano distribuzione carburante adeguato”. Infine Cocchi ha inteso ricordare che questa celere approvazione, combacia, con la scadenza temporale di dismissione (entro il 31 dicembre) imposta nei fatti dalla Total che finora ha fornito carburante a Nemi. Il consigliere Stefania Osmari, a proposito, ha sottolineato che l’approvazione del piano distribuzione carburanti è un intervento degno di approfondimento e studio: “si tratta di interventi che vanno in variante al piano regolatore – ha detto Osmari – pertanto, pur non essendo contraria ma impossibilitata a dare un parere positivo, chiedo l’istituzione di una commissione per studiare questo argomento”. Osmari ha altresì ricordato che nelle sedute precedenti aveva già richiesto l’istituzione di una commissione urbanistica in quanto strumento fondamentale per Nemi, data la sua ubicazione regolata da diversi vincoli. Il sindaco ha inteso rispondere a Cocchi utilizzando termini come “baggianate”, cercando di screditare le asserzioni dei due consiglieri attraverso una spicciola liquidazione dell’argomento. Più precisa, invece, la risposta del vicesindaco Edy Palazzi, che ha comunque voluto rassicurare la minoranza asserendo che il piano è stato concertato con esperti e sostanzialmente è fedele alla regolamentazione regionale in materia. Palazzi si è infine resa disponibile ad eventuali richieste di approfondimento.
Arrivati al bilancio il consigliere Cocchi ha ricordato al sindaco che non ha abbassato le aliquote Imu nonostante le rassicurazioni e l’invito ai consiglieri di minoranza al voto favorevole avanzato dello stesso Bertucci nella precedente seduta estiva. Il consigliere Osmari, di concerto con Cocchi, ha osservato la sofferenza e poca disponibilità economica rivolta ai servizi sociali.
In conclusione la maggioranza ha risposto a due interrogazioni dei rispettivi consiglieri di minoranza. La modalità utilizza dal sindaco nel rispondere alle interrogazioni si è palesata con connotazioni irriverenti nei confronti della minoranza e anche di presa in giro nei riguardi di entrambe i consiglieri Cocchi e Osmari. Partendo dall’interrogazione di Osmari, Alberto Bertucci ha riassunto in maniera approssimativa la richiesta avanzata in forma di interrogazione (senza chiedere alla Osmari di leggere il testo della interrogazione) che concerne il trasporto pubblico a Nemi. Ovvero i problemi continui di Cotral che sovente salta le corse. Bertucci non ha specificato che la Osmari ha sollevato il problema delle continue carenze nella corsa Nemi – Genzano delle 7:20 del mattino, ma si è limitato ad annunciare in pompa magna, coadiuvato da Libanori, che ha provveduto ad annoverare la corsa Nemi – Velletri come tratta protetta, garantendo che in futuro non si verificheranno più disservizi e mancate corse se non per motivi di malattia del conducente o guasto del mezzo. Il sindaco ha detto che non essendo pervenute lamentele rispetto la corsa Nemi – Genzano non può affidarsi a lagnanze non circostanziate e riportate dal consigliere Osmari in maniera strumentale. Bertucci infatti ha letteralmente tirato le orecchie al consigliere Osmari che avrebbe formulato l’interrogazione con una caduta di stile: “parole non degne dell’eleganza e spessore che caratterizzano il consigliere Osmari”.
Poi è venuto il momento della sfuriata di Libanori il quale ha iniziato a dire: “voglio le denuncie, voglio le segnalazioni circostanziate dei disservizi”, asserendo che riguardo la tratta Nemi – Genzano non è pervenuta alcuna lamentela. In conclusione Bertucci si è lasciato andare ad un’altra promessa: si interesserà per garantire la corsa Nemi – Genzano, anche con soluzioni alternative. Dunque anche se non c’è il problema (a dire della maggioranza che ha ignorato la segnalazione di Osmari) Bertucci avrebbe già pronta la soluzione.
In ultimo il sindaco, propenso ad una spicciola ironia, ha risposto all’interrogazione di Cocchi (concernente i dubbi sui ritardi nell’apertura della strada Nemi – lago e la richiesta di delucidazioni inerenti gli interventi operati), sempre con la stessa modalità denigratoria, interrotta poi da Cocchi che ha ricordato al primo cittadino che il regolamento prevede la lettura dell’interrogazione da parte del Consigliere che l’ha presentata.
In pratica dopo un giro di parole poco chiaro, il sindaco non ha dato dettagli sulla riapertura della Nemi – lago, ma si è limitato ad asserire sostanzialmente che la sua giunta è stata l’unica, dopo 3 anni e mezzo d’inerzia, a ottenere un finanziamento di oltre 200 mila euro per la riapertura della strada. Il sindaco, spinto anche dal fatto di dover convivere con una stampa indipendente, ha asserito che la notizia che la Provincia non avrebbe ricevuto alcuna comunicazione scritta dalla Regione relativa al completamento dei lavori alla strada la Nemi – lago è frutto di una fonte inattendibile.
Peccato che la nostra testata custodisce gelosamente copia di una e-mail del dirigente provinciale Ingegner Ruggeri il quale in forma scritta ha comunicato a Chiara Rai, direttore responsabile della testata L'osservatore laziale, quanto segue: “Alla data odierna (22 ottobre 2012) non abbiamo ancora ricevuto alcuna comunicazione da parte della Regione Lazio relativa al completamento dei lavori avviati nel giugno scorso. Solo a seguito della predetta comunicazione e della constatazione congiunta di avvenuta messa in sicurezza dell'area sarà possibile riaprire al transito la S.P. Nemi Lago”. [Art. del 23/10/2012 NEMI STRADA PROVINCIALE "NEMI - LAGO": LA PROVINCIA ALL'OSCURO DI TUTTO ]
Dunque sostanzialmente Bertucci ha dichiarato inattendibile la fonte giornalistica e di conseguenza le parole del dirigente provinciale, diffuse dal nostro quotidiano regolarmente registrato al tribunale di Velletri e di cui Bertucci stesso è stato ospite nel dibattito con i candidati in campagna elettorale. Ma, come dire, in campagna elettorale la testata era attendibile e una volta seduto in poltrona è diventata inattendibile, probabilmente perché scomoda. I modi e il comportamento del primo cittadino trovano poi accoglienza nelle parole espresse dal consigliere Cocchi: “anziché dare risposte è andata in scena una fiction”. Anche ieri si è tirato a campare e molti nodi devono ancora venire al pettine.
ALTRI ARTICOLI:
26/11/2012 NEMI, IL VIGILE MERLONGHI FA CAUSA AL COMUNE
[ DETERMINAZIONE N° 159 DEL 12.11.2012 ]
Angelo Parca
Nemi (RM) - I soldi dei contribuenti vengono impiegati dal Comune di Nemi per difendersi da un contenzioso che fa acqua da tutte le parti. Ben duemila euro, soldi pubblici, sono stati impegnati per il legale Avv. Gianluca Piccinni per difendere l’Ente da un ricorso presentato da Filippo Merlonghi, vigile a Nemi.
Filippo Merlonghi, già rinviato a giudizio e sul quale pende un processo che è in corso presso il Tribunale penale di Albano, ha fatto ricorso contro il Comune di Nemi chiedendo la progressione economica superiore orizzontale. In soldoni Merlonghi vuole un compenso maggiore che non gli è stato concesso in passato.
All’incirca nel 2008, Merlonghi incassò un giudizio negativo da parte dell’allora comandante della Polizia Locale Fabiani. Di fatti è previsto nella Pubblica Amministrazione che i dirigenti esprimano un giudizio di cui l’Amministrazione deve tener conto ai fini dell’eventuale concessione di una progressione economica.
Il giudizio di Fabiani compromise la progressione economica di Merlonghi. Infatti, l’allora Comandante espresse un giudizio molto negativo: La scheda di valutazione del Merlonghi non era affatto edificante. All’epoca l’Amministrazione non poté non tener conto del parere del dirigente e pertanto non concesse la progressione richiesta dal vigile Filippo Merlonghi che, caso singolare, ha aspettato soltanto oggi per rivolgersi all’Autorità giudiziaria competente.
Risulta che in quel tempo, il Merlonghi, propose all’Amministrazione comunale in carica una serie di soluzioni transattive e conciliative inaccettabili, poiché in contrasto con l’interesse dell’Ente. “E’ legittimo domandarsi – asserisce l’ex amministratore Avvocato Alessandro Biaggi - perché mai Alberto Bertucci, nella sua attuale qualità di Sindaco, non dia corso a quelle ipotesi transattive e conciliative a suo tempo caldeggiate in favore del Merlonghi. In altri termini, perché mai il dipendente è dovuto ricorrere all’Autorità giudiziaria quando negli anni precedenti insisteva con forza per l’accoglimento di quelle ipotesi, come se gli allora amministratori in carica volessero negargliele per pregiudizio?” Per di più, anche i funzionari diedero sempre parere contrario a queste soluzioni. “E’ più che lecito e doveroso – asserisce il Consigliere di opposizione di Insieme per Nemi Cinzia Cocchi – che l’Ente si difenda nel contenzioso giudiziario promosso da Merlonghi. Si auspica che la difesa sia strenua e si acquisisca anche la testimonianza dell’allora comandante Fabiani. Questo al fine di non incorrere in una perdita economica e d’immagine del Comune stesso che in caso perdesse la causa con Merlonghi, sarebbe costretto a risarcire il vigile ricorrente, anche degli arretrati non percepiti per via della mancata progressione”.
ALTRI ARTICOLI:
Chiara Rai
Nemi (Rm) - Ripartire da una piccola sede per parlare di grande progetti e promuovere la cultura attraverso dibattiti appuntamenti, idee. E’ stata inaugurata oggi la sede del Comitato Insieme per Nemi. Un taglio del nastro dove ad impugnare le forbici è stato l’onorevole Silvano Moffa politico e giornalista italiano, contornato dalle donne “motore” del Comitato, a partire dall’attuale consigliere comunale d’opposizione Cinzia Cocchi, continuando con l’ex candidato consigliere Daniela Marianecci e con l’attiva esponente Laura Borgognoni. Da non dimenticare gli storici componenti del gruppo politico Insieme per Nemi a partire da Alessandro Biaggi, Luigi Caporicci, Giorgio Casadei, Fabrizio Fondi, Stefano Cavaterra. Nonchè i simpatizzanti del Comitato come Gianni Mingardi e la storica nemese Doc Gisella. Moffa, già Presidente della Provincia di Roma dal 1998 al 2003 e oggi capogruppo di Popolo e territorio, si è detto molto legato al territorio di Nemi dal quale “ha avuto continui aggiornamenti prima dal sindaco Alessandro Biaggi e poi anche da Cinzia Cocchi”. Non a caso l’ex sindaco Biaggi ha ricordato l’intervento incisivo di Moffa, allora presidente della Provincia, per la strada Nemi lago: “fu fatto un grande lavoro, come si deve, che rimarrà nei posteri”, ha ricordato Biaggi. Cocchi nell’introdurre l’argomento “citta Metropolitana” ha posto l’accento sull’esigenza di continuare un percorso intrapreso ancora prima della campagna elettorale e mai lasciato, che è il sentiero della legalità di cui “in questo attuale momento storico, come mai successo finora – ha detto Cocchi – necessita di rimanere vivo, presente e questa sede, animata da persone culturalmente e politicamente vivaci, rappresenta un rafforzativo di quello che è un fervente desiderio di ricominciare”. Ricominciare e non “rottamare”, “costruire” anziché pensare ad esprimersi con un lessico che appartiene alle automobili e non alle persone che vogliono cambiare l’Italia: Moffa ha espresso chiaramente questo e altri concetti nell’introdurre le necessarie riflessioni sulla“Città Metropolitana”. Le discussioni su questa nuova realtà o meglio le osservazioni riguardo l' “istituzione e ordinamento della città metropolitana di Roma, capitale della Repubblica” hanno visto il contributo di Moffa già nel 2008 quando presentò appunto suddetta proposta di legge per sua iniziativa ma anche dei deputati Leo, Urso, Buonfiglio, Piso, De Angelis, Castiello, Murgia, Angela Napoli, Ascierto, Mazzocchi, Contento, Consolo, Lo Presti, Holzmann, Lamorte, Minasso, Antonio Pepe, Saltamartini, Proietti Cosimi, Barbaro, Malgieri, Biava, Tremaglia, Perina, Martinelli, Lisi, Migliori. E così ha iniziato a prendere forma un assetto che già dal prossimo anno dovrebbe essere pronto per il rodaggio con tanto di sindaco metropolitano, eletto a suffragio universale diretto da tutti i cittadini compresi nel territorio della città metropolitana, di Consiglio della città metropolitana e di una giunta metropolitana, nominata e presieduta dal sindaco metropolitano. A questi dovrebbe affiancarsi il consiglio dei sindaci dei comuni e dei municipi della città metropolitana. Un organismo essenziale in quanto chiamato a rappresentare la sede nella quale gli enti territoriali minori possono partecipare alle determinazioni di Roma capitale, secondo forme e con effetti particolari. Insomma adesso più che mai bisogna ripartire dal territorio, ha ricordato Moffa, “perché è essenziale tenere a mente che non bisogna perseverare in una politica campanilistica ma bisogna interagire e ad esempio condividere i servizi tra Comune e Comune senza rinunciare al proprio campanile”. Dunque Moffa è per preservare i campanili lontano dai campanilismi, un gioco di parole che però fa capire in maniera esplicita qual’e’ la sferzata che si intende e si deve dare a questo momentaneo non delineato assetto. Tante parole sono state dette in occasione dell’inaugurazione della sede di insieme per Nemi, tappezzata dalla mostra “Nemi nel Grand Tour” a cura dell’Avv. Renato Mammucari che ha quasi rotto il guscio per agevolare la crescita e l'avvicinamento ad un obiettivo condiviso dal gruppo Insieme per Nemi: “riscoprire insieme i valori autentici di una società che sembra perduta". E’ bastata l’antica bussola di Mammuccari che i viaggiatori si portavano in giro per il mondo. E poi le splendide donne di Olevano Romano che lavavano i panni al fontanile e il binocolo dell’attento scrutatore e "osservatore" che tiene alta la guardia. Una grande torta bianco celeste e un brindisi ad una piccola sede mossa da grandi idee.
ARTICOLI PRECEDENTI:
[ IL VIDEO DI NEMI, GIUNTA BERTUCCI: "FATTI NON PAROLE" ] VISIONABILE IN FONDO ALL'ARTICOLO
Chiara Rai
Oltre 160 giorni passati e lo scenario a Nemi è rimasto invariato. Anzi la cronaca ci consente di dire che Nemi è gravemente peggiorata. Ci sono state tante parole e finora neppure un fatto concreto. Persino l’ordinaria manutenzione del verde sta sprofondando nell’incuria. Dopo la prima settimana che le erbacce erano state accuratamente tagliate, i fiori piantati, insomma sembrava un buon inizio…. i giorni hanno iniziato a scorrere e l’incuria, che si vede maggiormente nei quartieri periferici piuttosto che nel centro storico, si è affacciata sul bellissimo paese turistico. Un paese che avrebbe potuto rinascere dopo un periodo di commissariamento espressamente voluto da chi s’improvvisa adesso ad amministrare questo Comune. Non brilla nulla e tutte le promesse fatte sono state infiocchettate da eventi estivi che non si sposano affatto con le esigenze di Nemi che è naturalmente fantastica e che non ha bisogno della cocomerata o lo schiuma party per essere apprezzata. Nemi è un salottino all’aperto e ripeto è naturalmente dotata di una particolare bellezza, và solo preservata e valorizzata. Ma non ci vuole chissà cosa per farlo. Personalmente non ritengo ci voglia Luisa Corna per renderla magica. Con i soldi investiti per questi eventi si sarebbe potuta garantire quella dignità che si è persa. Invece con un palco e una decina di bolle si è fatto passare per utile ciò che dall’esterno appare semplice fumo che diventa oro quando finisce negli occhi di persone che si accontentano di pasta e fagioli per ingannare il tempo. Siamo talmente ricchi di storia e cultura che se si desse soltanto attenzione a questo tema come attrattiva turistica, assisteremmo in breve tempo alla rinascita del paese. Invece, mentre l’amministrazione diffonde a mezzo comunicato stampa che sta lottando contro l’abusivismo, e neppure commento questa affermazione ma prego i lettori e cittadini intellettualmente onesti di dire la loro in merito, è sotto gli occhi di tutti quello che è successo da sei mesi a questa parte. Sappiamo che a Pentima Pizzuta tutto era fermo fino a dopo le elezioni amministrative e poi d’incanto si è iniziato a togliere vegetazione. Sappiamo tutti, passo subito ad un altro concetto, che le promesse significano tanto per chi le riceve ma valgono meno di nulla per chi ne elargisce a bizzeffe, fregandosene dei sogni, aspettative (anche sbagliate) di chi crede di poter agire, basta che qualcuno dall’alto gli dia il lasciapassare. Non è così che funziona. Non volendo entrare nel merito dei tanti errori che sono stati fatti in passato (perché il presente si può cambiare ma il passato invece rimarrà sempre lo stesso) mi accanisco con il fatto che questi errori che tanto lamentava chi adesso siede in poltrona stanno moltiplicandosi e hanno vestito degli abiti spaventosi. Sono sicura che se avesse vinto Cinzia Cocchi, Beatrice Faina o Stefania Osmari (questa la scelta, in ordine alfabetico per cognome, perché questi erano i candidati), non avremmo toccato il fondo. Loro, chi più chi meno, il libro dei sogni hanno sempre evitato di promuoverlo, a differenza di tanti opuscoli che promettevano la luna quando noi oggi guardiamo sempre lo stesso panorama. Descrivere ciò che non và, lo si fa ogni giorno e su questo i lettori, che ci apprezzino o meno, possono testimoniare che L’osservatore laziale non ha conosciuto ferragosto. Qualche cittadino di Nemi, si tratta comunque di amici, si è lamentato con me perché dice che utilizzo un linguaggio “per pochi”. Probabilmente quando parlo in maniera ermetica o ci giro intorno è soltanto perché a volte per essere troppo diretta torno a casa con una manciata di querele o minacce. Sarò diretta: Provo molto dispiacere nel vedere come si sia drasticamente abbassato il livello culturale del paese e come si tenti costantemente di prenderci in giro da parte di incantatori e parolieri spiccioli mentre persone in carne ed ossa lavorano dall’alba per proteggerci, per mettere le mani nel marcio, senza conoscere sabato o domenica. Ce ne sono diverse e parlo dei semplici cittadini come noi, infaticabili sentimentali che ci tengono all’ambiente, e alle forze dell’ordine, ai carabinieri di Nemi che in uno degli ultimi comunicati stampa di Giovanni Libanori che mi è capitato sotto mano, non sono stati neppure nominati. I sigilli sembra che li abbia messi l’amministrazione e non la Procura assieme alle forze dell’ordine. Evito di pubblicare la nota che sicuramente sarà già presente negli altri giornali online e quotidiani locali che d’obiettivo hanno, molto spesso, soltanto la macchina fotografica. Il resto sono solo parole. Le mie, sicuramente saranno servite a mettere l’aureola a posto a qualche paroliere ma ho sempre pensato che la sincerità a lungo andare ripaga. Sono una inguaribile sentimentale e sono solita non rinnegare mai quanto affermato in passato. Avrei voluto ricredermi rispetto alle mie convinzioni iniziali, invece il tempo le ha rafforzate. Navighiamo in brutte acque
Redazione
Nell'ordine del giorno del Consiglio comunale di Nemi (Castelli Romani) del 1 ottobre 2012 non appare cenno di risposta alle interrogazioni dei consiglieri di opposizione Stefania Osmari e Cinzia Cocchi, nonostante quest'ultime ne abbiano presentate almeno sette in totale.
Cinzia Cocchi anticipa dura battaglia e aspetta fiduciosa le risposte del sindaco, ma nel frattempo non fa mancare la sua risposta all’ex consigliere di minoranza Azzurra Marinelli, in merito alle sue ultime dichiarazioni rese all’Osservatore Laziale.
“Chissà se l’ex consigliere di minoranza Marinelli - si chiede Cocchi - quando ha brindato in piazza con Bertucci e Co., dopo aver fatto sciogliere il Consiglio Comunale dimettendosi insieme agli altri tre consiglieri di minoranza e i tre consiglieri di maggioranza, ha chiesto a Bertucci se aveva a che fare con la storia dello scuolabus, visto che la stessa Marinelli si rendeva complice di un’azione politica che ha determinato il commissariamento del Comune di Nemi?" Diversi gli interrogativi di Cocchi rivolti a Marinelli: "Perché solo adesso aspetta delle risposte dall’attuale sindaco Bertucci? Perché non le ha chieste durante la campagna elettorale? Forse perché con il silenzio sperava di trarne qualche vantaggio?
L’ex consigliere comunale Marinelli ricorda bene solo quello che vuole ricordare - incalza il consigliere di opposizione Cocchi - L’interrogazione del maggio 2011 che cita, non era rivolta alla questione dello scuolabus, ma bensì ai motivi per cui erano state revocate le deleghe al vice sindaco Bertucci. La sottoscritta, allora Sindaco, rispose che le deleghe erano state revocate al vice sindaco Bertucci per aver rallentato il programma politico. Durante lo svolgimento del consiglio comunale fu fatta la domanda se tale decisione avesse a che fare con la vicenda dello scuolabus e la sottoscritta non rispose solo perché era stato sequestrato il fascicolo della gara dello scuolabus e vi erano indagini in corso.
Questo non significa che la sottoscritta allora Sindaco stava “lavando i panni sporchi in casa”, cosa che comunque non ho mai dichiarato. Bensì avevo innescato tutti quei meccanismi al fine di fare chiarezza e tutelare la legalità.
Mi dispiace contraddire l’ex consigliere di minoranza Marinelli che si dichiara lieta del mio ravvedimento, perché non vi è mai stato. Come non ho mai rinnegato il mio operato, del quale ne vado fiera e sarei pronta a ripeterlo.
Piuttosto la invito a cavalcare idee nuove su fatti contingenti - conclude Cocchi - a portare alla ribalta cose serie e propositive, a non agganciarsi continuamente a ciò che è stato, usando sempre la solita e spicciola demagogia solo per cercare di rimanere a galla.
Non chieda a chi aveva la responsabilità di tutelare e gestire un fatto criminoso, ma piuttosto lo chieda lei stessa e gran voce alla persona interessata.
E’ inutile che faccia riferimento alle “donne di destra”, loro almeno hanno ricoperto ruoli importanti, e, per quanto mi riguarda, hanno e continuano a dimostrare di avere coraggio e cuore. Questa infelice affermazione, detta da lei, donna, non le fa certamente onore.
Anche se in questo contesto sarebbe difficile e complesso affrontare un’analisi sulla grave crisi politica che si è abbattuta sulla Regione Lazio, colgo l’occasione per esprimere la mia solidarietà alla Presidente Polverini, alla quale auguro di continuare la sua azione politica sempre con lo stesso coraggio e la convinzione che i disonesti, di qualsiasi colore essi siano, se ne devono andare a casa!".
ARTICOLI PRECEDENTI:
25/09/2012 NEMI SCUOLABUS, 70MILA EURO ABBANDONATI ALLE INTEMPERIE
Redazione
Piena di interrogativi l’esponente Sel Azzurra Marinelli intende rispondere al Consigliere d’opposizione Cinzia Cocchi che ha appena presentato una interrogazione per chiedere delucidazioni in merito al nuovo scuolabus.
“Chissà se ora il sindaco di Nemi Alberto Bertucci risponderà a questa interrogazione? – dice Marinelli - Noi, ricordo bene, ne presentammo una a maggio 2011, poco prima della caduta della giunta, all'allora sindaco Cocchi. I consiglieri di opposizione chiesero all'ex sindaco informazioni sullo scuolabus, ma purtroppo all'epoca non ci furono risposte. La sindaca cercava, come più volte pubblicamente ammesso, di “lavare i panni sporchi in casa”. Così, la nostra interrogazione giace negli archivi comunali. Siamo comunque lieti di vedere come la Cocchi si sia ravveduta e di conseguenza rinneghi, gran parte del suo operato. Certo che le donne di destra anche se hanno incarichi importanti, non sanno cosa accade loro intorno o vengono tradite...”.
ARTICOLI PRECEDENTI:
Alberto De Marchis
A Nemi lo scuolabus è parcheggiato da circa un anno nel piazzale dell’autofficina di Fienili Sergio. Un pulmino nuovo costato al Comune di Nemi ben 70 mila euro e lasciato alle intemperie. Eppure la scuola è già iniziata e il nuovo mezzo è fermo. Non sarebbe meglio utilizzare i soldi spesi e mettere in funzione questo patrimonio (70 mila euro non sono bruscolini). Il Comune di Nemi tutt’ora gode della convenzione con la ditta Schiaffini la quale con propri mezzi assicura il servizio di trasporto agli alunni. Anche alla luce dello scandalo che di recente ha investito la ditta Schiaffini, non sarebbe il caso di risparmiare i soldi dei contribuenti, rivedendo l’affidamento alla ditta Schiaffini e lasciando che il nuovo mezzo svolga il compito per il quale è stato acquistato? ALBERTO BERTUCCI
Di seguito si riporta il testo dell’interrogazione presentata dal Consigliere d’opposizione Cinzia Cocchi:
- con determinazione n°27 del 29 settembre 2011 il responsabile dell’Area Tecnica ha provveduto ad impegnare la somma di € 70.000 (€ 48.126,00 contributo Provincia di Roma e € 21.874,00 stanziamento del comune di Nemi) per l’acquisto di uno scuolabus;
- la ditta aggiudicataria, nel mese di ottobre 2011, ha regolarmente consegnato al comune di Nemi l’automezzo IVECO A50 SCUOLABUS, targato EK909NK;
- a tutt’oggi, con la scuola già iniziata da una settimana, non risulta l’utilizzo del predetto automezzo per il servizio di scuolabus;
- il mancato utilizzo dello scuolabus comporta per il Comune un notevole esborso di denaro sia per le spese di bollo e assicurazione che per la convenzione con la ditta Schiaffini Travel di Marino che assicura il servizio di trasporto degli alunni
chiede
1) di conoscere il luogo in cui lo scuolabus si trova e, se tale sistemazione (in considerazione dell’elevato valore dell’automezzo) è idonea a preservarlo dagli agenti atmosferici e da eventuali atti vandalici;
2) di conoscere i motivi per cui l’Ente non utilizza l’automezzo per il servizio di scuolabus.

