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Ambiente & Territorio
Ci sono state però, dalla lettura del verbale, delle obiezioni sulla natura del diniego emanato dall’Ente Parco.
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Redazione

Nemi (RM) - In data 12/12/2013 si è svolta la prima Conferenza dei Servizi per il Programma di intervento di iniziativa privata in località Corsi, nel comune di Nemi.
Qual è stato l’atteggiamento assunto dal Parco dei Castelli Romani?

Il Parco dei Castelli Romani ha espresso il proprio parere in data 12/12/2013 protocollo numero 6122, emanando un diniego a fronte di una attenta analisi in base ai parametri di valutazione imposti dalla normativa, dalla legislazione, dalla giurisprudenza e dalla pianificazione vigenti.

Ci sono state però, dalla lettura del verbale, delle obiezioni sulla natura del diniego emanato dall’Ente Parco.

Uno dei professionisti incaricati di redigere il Programma Integrato ha sostenuto che il diniego emanato dall’Ente Parco fosse sostanzialmente orientato verso un giudizio fondato più su aspetti di natura urbanistica che ambientale. A quanto ci risulta gli Uffici Tecnici dell’Ente, nel redigere il parere, non hanno fatto altro che rispettare la normativa vigente e, in questo caso specifico, il riferimento all’art. 37 punto 5 delle Norme tecniche di attuazione del Piano Territoriale Paesistico Regionale (P.T.P.R.) che, nel confermare sostanzialmente il dettato dell’art. 9 della L.R. 24/98 dispone “nelle more dell’approvazione dei Piani delle Aree Naturali Protette, si applicano sia le misure di salvaguardia previste nei specifici provvedimenti istitutivi o legislativi generali, sia la disciplina d’uso dei paesaggi prevista dal P.T.P.R., in caso di contrasto prevale la più restrittiva”. E in tal senso si è operato in termini di coerenza e di legittimità senza alcuna prevalenza di orientamenti “urbanistici”.

Qualcosa in più ci permettiamo di commentare in riferimento ad alcuni paragrafi della relazione tecnica dei Professionisti agroforestali riportata in verbale: “dall’analisi sulla vegetazione effettuata nel 2005 e dalla situazione attuale, i cambiamenti sostanziali sono legati alla riduzione della superficie coltivata ed al conseguente parziale abbandono dell’area”.
Quello che ci permettiamo di non condividere è che non può utilmente invocarsi la circostanza che l’area sia di fatto priva di configurazione agricola in quanto in analogia alla sentenza numero 5188 del 28/10/2013 la Sezione IV del Consiglio di Stato ha già censurato il principio della “effettiva esistenza anche considerata la natura meramente dichiarativa del vincolo”.

Per quanto riguarda invece gli aspetti rilevati dai Professionisti in riferimento alla interazione delle formazioni vegetazionali sulla fragilità idrogeologica, anche in questo caso risulta opportuna e coerente la considerazione riportata sempre dalla richiamata Sentenza del Consiglio di Stato relativamente ai sodivi incolti: “l’assenza del bosco è, sotto il profilo idrogeologico, elemento indiscutibilmente negativo per le prospettive edificatorie”.
È come dire che il consumo del suolo agroforestale lascia ampie prospettive alle aspettative edificatorie.

Passiamo a un’altra questione. Alcuni movimenti ambientalisti hanno lanciato, e non solo di recente, forti appelli al Parco dei Castelli Romani per quanto concerne l’atteggiamento che lo stesso Ente avrebbe dovuto assumere in merito al Programma Integrato di via dei Corsi a Nemi.

Ci permettiamo di consigliare ai movimenti ambientalisti di non assumere atteggiamenti monitori nei confronti dell’Ente Parco. Non sono necessari. Bensì gli stessi Movimenti dovrebbero svolgere un ruolo a sostegno anche perché nel caso specifico tra i 16 Enti invitati a partecipare alla Conferenza dei Servizi in argomento, in quanto detentori di interesse pubblico, non ci sembra di raccogliere molti pareri negativi, eccezion fatta di quello espresso dall’Ente Parco. Non si riesce quindi bene a comprendere il motivo per il quale ci si rivolga con appelli imperativi nei confronti dell’Ente Parco senza, ad esempio, rivolgere sufficiente attenzione alle formulazioni espresse dagli altri organismi competenti. L’attuale gestione del Parco muove i suoi passi nel rispetto dei contenuti normativi, legislativi, tecnici, giurisprudenziali, ambientalistici e pianificatori. Non ha certo bisogno di appelli, di richiami e di attenzione mentre ben accetti sarebbero i contributi espressi a sostegno dell’Ente.
Come mai nessun richiamo o appello è stato rivolto alle precedenti gestioni dell’Ente allorché venne emanato l’annullamento del diniego rilasciato sempre dall’Ente Parco, in data 28/04/2009 protocollo 2532?

Quali sono state le motivazioni tecniche che hanno determinato l’espressione di diniego dell’Ente Parco sul Programma Integrato di via dei Corsi?

Semplicemente che il sito di realizzazione del Programma risulta ricompreso gran parte in zona definita dal nostro Piano del Parco quale zona di protezione-paesaggio agro-pastorale aperto della Valle del Vivaro, ove è preclusa la sua trasformabilità se non strettamente legata alla conduzione di aziende agricole, laddove, quindi. le possibilità edificatorie risultano essere pressoché nulle. E pertanto in applicazione delle misure di salvaguardia tuttora vigenti, l’espressione tecnica del Parco dei Castelli Romani ai sensi dell’art. 8 della L.R. 2/84, non poteva che risultare negativa.

In fase di pubblicazione del PdA, a maggio 2009, non poteva il Comune di Nemi formulare delle osservazioni in merito alla zonizzazione del Piano?

Certamente, e questo è stato fatto sia da parte dei privati che dall’Amministrazione comunale ma, con le controdeduzioni, tali osservazioni non sono state accolte.

Quali sono le fasi conclusive della vicenda?

La conclusione definitiva verrà determinata trascorsi i 45 giorni dalla seduta di Conferenza, in attesa di ricevere i pareri richiesti.

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Il Commento
Quando la stampa entra nel Comune e stende i panni al pubblico, vuol dire che si è sostituita all'amministrazione in un compito proprio del Comune, quello della trasparenza.
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di Avv. Gerardo Spira

Nemi (RM) - E' incredibile quanto accade nel Comune di Nemi. Quando un'amministrazione ricorre alle denunce per bloccare la stampa, vuol dire che quest'ultima ha infilato il dito in un campo minato.

 

Quando la stampa entra nel Comune e stende i panni al pubblico, vuol dire che si è sostituita all'amministrazione in un compito proprio del Comune, quello della trasparenza. La stampa è portatrice di interessi pubblici e come tale svolge, e deve farlo,  un ruolo sacro ai cittadini che pagano le tasse con la certezza che il danaro pubblico venga speso nel rispetto della legge e secondo principi di interesse generale. 

Pare che nel Comune di Nemi, come in tantissimi Comuni italiani, ancora la legge sulla separazione dei ruoli e delle competenze tra gli amministratori e i dirigenti pubblici non riesca a decollare. Dal 1990, or sono più di vent'anni, moltissimi politici, non vogliono allontanarsi dalla gestione e cioè dal sistema che tocca gli interessi dei cittadini, delle imprese e dell'economia. Bisogna assolutamente abbattere la cultura del sistema clientelare. Vi sono all'interno dei Comuni funzioni e figure che hanno il dovere funzionale di vigilare e di controllare e quindi di impedire l'invasione di campo. Il problema è ancora nelle garanzie di nomina che è ancorato ai politici di quel Comune.

Eppure la legge è chiara: gli amministratori sono competenti a programmare e controllare, mentre la funzione pubblica ha competenza esclusiva nella gestione. In parole semplici significa che il politico deve tracciare piani e programmi sullo sviluppo della comunità, mentre la gestione degli stessi e di quelli delegati dalla legge  appartiene ai funzionari e ai responsabili dei servizi. In parole ancora più semplici vuol dire che i politici devono stare lontano dalla spesa. Dunque gli atti di gestione esterna devono portare la firma del funzionario responsabile; invece ancora leggiamo bandi e avvisi pubblici di gestione con la firma del Sindaco o dell'assessore.

Questa è commistione di ruoli e di competenze, per non dire altro. Questo passaggio culturale è possibile solo se la funzione pubblica decide di alzare la testa e di svolgere il proprio ruolo in modo autonomo e indipendente. Perchè ciò accada dobbiamo attendere il ricambio generazionale della nuova classe dirigente che si sarà guadagnato il posto di lavoro senza condizionamenti o suggerimenti.

Avanti così e buon lavoro.

Nota sull'Avvocato Gerardo Spira

Laureato in giurisprudenza presso l' Università di Napoli nel 1966 ,ho iniziato la libera professione ad Agropoli (SA), Ha superato subito l'abilitazione per 'esercizio della professione. Ha partecipato al concorso per segretari comunali,cominciando nel Vallo di Diano dove ho ricoperto tutte le sedi .Nel 1995, preteso espressamente dal Sindaco di Pollica (SA), appena eletto,ho lavorato con lui fino al 2004 ,anno in cui sono stato collocato in pensione.

E' rimasto in collegamento con il sindaco di Pollica fino alla sua cruenta morte nel 2010. Ha condiviso la cultura di gestione. Nel 2004 ho aperto uno studio legale associato, sciolto nel 2008, trasferendolo nel proprio domicilio. Negli anni di pubblica funzione ho approfondito diverse tematiche di diritto amministrativo, impegnandosi in alcune pubblicazioni e approfondimento di studi specifici. Nel 2011 sul n 3 della rivista “ Tributi locali e regionali” della Maggioli è stato pubblicato un suo studio sulla “capacità impositiva in materia tributaria degli enti locali associati”.

Per una vicenda di separazione personale subita dal figlio in collaborazione con altri legali,con competenze distinte, è entrato nella complessa materia del diritto di famiglia, traendo spunti di cui i contributi sono stati pubblicati su L'osservatore laziale e Adiantun (associazione di padri separati).

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Sicurezza & Cittadini
La Provincia, dato che trattasi di arteria provinciale, è al corrente del grave accaduto? E i Vigili del Fuoco, sono stati informati? Il comune cosa dice?
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C.R.

Nemi (RM) - Si tratta niente meno che di un macigno. Un macigno pesante sulla strada Nemi Lago, probabilmente franato con il maltempo della notte appena trascorsa.

Se fosse caduto mentre passava una persona o un automobile ci sarebbe uscito con tutta probabilità un morto.

Il masso gigantesco si trova proprio addossato sul guard rail, ancora sporco di terra. L'evento si è verificato in prossimità della ormai famigerata frana che ha provocato la chiusura della strada per ben quattro anni.

E’ rotolato giù dal costone, non vi sembrerebbero esserci ipotesi più accreditate di questa. La Provincia, dato che trattasi di arteria provinciale, è al corrente del grave accaduto? E i Vigili del Fuoco, sono stati informati? Il comune cosa dice?

Sulla Nemi Lago ci passeggiano le persone, ci passano gli automobilisti e i ciclisti. Si sono chiuse strade per fenomeni ben meno gravi di questo. Neppure si contano più le volte che è stata aperta e chiusa la strada Olimpica di Castel Gandolfo, dove un ragazzo perse la vita proprio a causa di una frana. Ma un macigno del genere, davvero fa paura e preoccupa soprattutto perché ad essere a rischio è la pubblica incolumità.

Quando ci sarà un sopralluogo della Provincia per verificare la stabilità del costone? Chi si prenderà la responsabilità di dire: “Tranquilli, passate pure per la Nemi – Lago, è una strada sicura!”. Per favore non giochiamo con la vita dei cittadini!

Amministrazione & Finanza
Prima di tutto è paradossale che il bilancio in questione sia stato approvato in giunta il 7 agosto ma poi sia stato portato in Consiglio comunale addirittura tre mesi dopo
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“Il paradosso – dice Cocchi – è dimostrato anche dal fatto che è stato previsto addirittura il gettito Imu sulla prima casa anche se, come ben sappiamo tutti, a settembre si è venuti a conoscenza che non si sarebbe dovuto pagare”. Possibile dunque che la maggioranza non abbia vigilato affinché un rendiconto finanziario di tale portata non sia stato adeguatamente aggiornato prima di essere portato in consiglio per l’approvazione definitiva?
Il Caso
Il sindaco di Nemi Alberto Bertucci ha tappezzato la cittadina di manifesti e distribuito volantini per dire che l'acqua di Nemi si può bere.
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Chiara Rai

Nemi (RM) - L'acqua di Nemi è buona e sulla storia delle fontanelle si fa "informazione terroristica". Il sindaco di Nemi Alberto Bertucci ha tappezzato la cittadina di manifesti e distribuito volantini per dire che l'acqua di Nemi si può bere.

I cittadini ne sono lieti ma c'è un piccolo particolare: dal 14 ottobre la fontanella del quartiere Le colombe è chiusa. Come da qualche giorno è chiusa la fontanella di Via Giulia e come anche quella del Perino al lago di Nemi, ma di quest'ultima almeno c'è l'ordinanza di chiusura, delle altre due nessuna spiegazione, non è pubblicato nulla sull'Albo Pretorio online del Comune di Nemi.

Cosa è successo alla fontanella in piazza De Sanctis? Eppure le ultime analisi fatte fare dal nostro quotidiano in data 18 settembre 2013 hanno registrato valori nella norma. [CLICCARE QUI PER LEGGERE LE ANALISI DEL 18 SETTEMBRE]

Fatto sta che le polemiche sull'acqua sono durate una intera estate in cui l'acqua è stata aperta e chiusa ad intermittenza ed è piombata un’ordinanza comunale di chiusura ben 40 giorni dopo la ricezione delle analisi di non conformità delle acque.

Di recente il sindaco di Nemi ha annunciato che l'acqua era tornata buona, ma le fontanelle non ne vogliono proprio sapere, non piangono più. I cittadini lieti delle parole del sindaco vorrebbero tornare a bere alle fontanelle del Paese.

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Amministrazione & rischi ambientali
Gli ambientalisti, dato che il proponente è il Comune di Nemi, dovrebbero insistere con quest’ultimo ai fini della partecipazione alla conferenza dei servizi di cui la prima seduta si è già tenuta.
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Chiara Rai

Nemi (RM) - Il Parco ha 40 giorni per esprimere un nuovo parere così come richiesto dalla Regione Lazio e dal proponente Comune di Nemi. Stiamo parlando della lottizzazione in zona Corsi a Nemi.  E' iniziata il 16 ottobre la conferenza dei servizi alla Regione Lazio. Il Comune di Nemi intende concludere in fretta il “Programma integrato di intervento di iniziativa privata” che permetterà alle figlie di Renzo Cavaterra detto Massimo, amico e sostenitore dell’attuale sindaco di Nemi Alberto Bertucci, di edificare in località Corsi a Nemi. Tante villette, residence, addirittura un centro sportivo ed estetico. Tanto cemento per un Paese di appena duemila anime che dovrebbe conservare e preservare le sue ricchezze naturalistiche.

Questo non è un particolare che si può trascurare e quindi lo evidenzieremo ancora una volta: il Comune di Nemi è il proponente. Sebbene il giudizio del Parco, in tutta questa storia, abbia un peso: il suo parere, come testualmente ci ha detto il direttore del Parco Tommaso Mascherucci, è “endoprocedimentale”.

Prima di arrivare ad un provvedimento amministrativo finale, quando la valutazione è molto complessa, come nel caso di una licenza edilizia o dell’approvazione di un programma integrato di intervento di iniziativa privata, spesso è opportuno acquisire dei pareri o atti da altre pubbliche amministrazioni, atti che non hanno vita propria ma che sono strumentali al provvedimento finale e quindi endoprocedimentali. In parole povere il proponente, cioè il Comune di Nemi acquisito il parere del Parco, può decidere se questo abbia un peso tale da compromettere l’approvazione della lottizzazione oppure può procedere con l’approvazione senza tenere conto del parere dell’Ente.

Insomma se il Parco dice “ok” e conferma la linea presa da Matteo Mauro Orciuoli, sostenitore anch’esso insieme all’allora assessore regionale all’Ambiente Marco Mattei della candidatura dell’attuale sindaco di Nemi Alberto Bertucci, il quale, con un colpo di spugna e in soli 12 giorni ha annullato il parere negativo del precedente commissario Peduto, non ci saranno problemi di sorta e i Cavaterra potranno realizzare il loro agognato progetto.

Infatti ricordiamo sotto il commissario Gianluigi Peduto l’Ente Parco dette parere negativo. Poi lo stesso ente Parco è tornato indietro sui suoi passi e il 13 agosto del 2012 ha prontamente comunicato l’annullamento del precedente diniego rilasciato in data 28 aprile 2009.

Parere negativo che ha di fatto impedito che si concludesse l’iter di approvazione del progetto delle figlie e del nipote di Renzo Cavaterra.

Se invece il Parco dovesse esprimere un parere negativo il proponente Comune di Nemi potrebbe non considerare suddetto parere. Ma ricordiamo che già una volta la Regione non prese alcuna decisione ma ribadì all’ente il parere negativo espresso dal Parco.

I criteri di valutazione del direttore del Parco Tommaso Mascherucci


Il parere del Parco sarà di carattere agrovegetazionale. Il direttore Mascherucci verificherà la sussistenza dei requisiti di allora controllando se il progetto in questione ha o meno subito modifiche. Verranno studiati in maniera approfondita sia i contenuti del diniego che la perizia dell’agronomo di parte che di fatto ha inciso sul successivo annullamento in autotutela dell’ex direttore del Parco Giuntarelli (commissario Orciuoli).

Il ruolo di associazioni ambientalistiche

Gli ambientalisti, dato che il proponente è il Comune di Nemi, dovrebbero insistere con quest’ultimo ai fini della partecipazione alla conferenza dei servizi di cui la prima seduta si è già tenuta. Soltanto in questo modo le associazioni finalizzate alla tutela del territorio, potranno monitorare da vicino la situazione ed evoluzione dell’iter di approvazione del programma d’intervento di iniziativa privata in località corsi. L’Ente Parco, essendo stato chiamato ad esprimere un parere, no ha la medesima facoltà di poter accordare l’entrata al tavolo della conferenza di servizi da parte degli ambientalisti.

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Maltempo
Adesso è toccato a un ramo e a del pietrame. Pietrame e ramo giacciono a terra e rappresentano la conseguenza del temporale di questa mattina.
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Redazione

Nemi (RM) - Adesso è toccato a un ramo e a del pietrame. Pietrame e ramo giacciono a terra e rappresentano la conseguenza del temporale di questa mattina. Il maltempo è appena iniziato e da quelle parti non fa sconti agli “accrocchi” messi su con imprudenza. Quello che si pensa quando si passa sotto l’accrocco, cioè il costone sulla strada Nemorense oggetto di continue frane, è: Quanto potrà reggere? C’è un dato di fatto: Ad aprile scorso una frana ha portato a questo fotofinish e da quel momento, di fatto nulla è cambiato. Passerà l’intero inverno con la paura che passando lì sotto possa franare qualche albero.

In merito alla condizione della provinciale Nemorense e agli atti intrapresi dal Comune di Nemi è intervenuto il Tar Lazio con una ordinanza che sostanzialmente contesta il “modus operandi” del Comune diNemi: “E' necessario che il Comune di Nemi convochi, con urgenza, una Conferenza di servizi coinvolgendo la Provincia di Roma, il Genio Civile e la parte ricorrente per definire le modalità, i termini e i soggetti obbligati alla predetta messa in sicurezza delle opere disposta dall’Amministrazione”.

L'ordinanza è del 2 agosto 2013 (CLICCARE QUI PER LEGGERE L'ORDINANZA DEL TAR LAZIO) e si riferisce alle ordinanze sindacali emesse dal sindaco Alberto Bertucci dove sostanzialmente intima ai privati che hanno i terreni sul costone della via Provinciale Nemorense di mettere in sicurezza le aree colpite dalla calamità naturale. Ma secondo il Tar l’ordine di messa in sicurezza “in urgenza” ad opera dell’amministrazione di Alberto Bertucci appare generico, “senza specifica indicazione del termine – si cita testualmente dall'ordinanza - nonché della mancanza di specifiche indicazioni delle tipologie di opere per la messa in sicurezza e sistemazione della scarpata”.

Quando decideranno qualcosa le parti chiamate in causa? E’ stata convocata urgentemente la conferenza dei servizi così come indicato dal Tar?

Al prossimo temporale.

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Ambiente & Territorio
Ci sono delle piante di ulivo messe a dimora successivamente all'emissione da parte del Comune di Nemi dell'ordinanza di remissione in pristino dello stato dei luoghi.
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Hanno ottemperato i proprietari Ballor Anna Paola, Brullo Gabriele e Brullo Giovanni quest’ultimo appartenente, tra l’altro, alle forze dell’ordine?

 

Chiara Rai

Nemi (RM) - Tra un po’ ricorre il 21 settembre e ricorrerà un anno dalla segnalazione di un presunto abuso che poi si è confermato esserlo consumatosi in un villino in via dei Laghi al civico 1.

La nostra segnalazione - dello scorso 21 settembre 2012 - NEMI, UN EDIFICIO S'INGRASSA E SI TRASFORMA: PRIMA E DOPO. E' TUTTO REGOLARE? - riguardava l’evidente movimento di terreno boscato, con un andamento che seguiva la collina, che è stato completamente stravolto da terrazzamenti e muretti di contenimento. I piani di campagna sono stati quindi rivoluzionati e inoltre risultano essere stati smossi almeno mille metri cubi di terra.

In quel villino vi sono stati dei lavori continui da giugno 2011 al 2012. Una  ruspa di piccole dimensioni ha smosso terreno, in un territorio protetto pieno di vincoli a partire da quello idrogeologico. Un telo scuro di recinzione ha incuriosito l’interesse de L’osservatore laziale. Ci sono stati evidenti movimenti di terra come si evince dalle foto passate e recenti. C’è una parte di terreno ricoperta da vegetazione, arbusti compresi, che pian piano è stata sfoltita.  C’era una piccola tettoia di colore chiaro. Ci sono dei muretti, nel terreno, che prima non c’erano. C’era una recinzione con dei paletti in legno che è stata sostituita da un muro e ci sono, infine delle piante di ulivo messe a dimora successivamente all'emissione da parte del Comune di Nemi dell'ordinanza di remissione in pristino dello stato dei luoghi.

Il 17ottobre 2012, quindi, arriva finalmente l’ordinanza del Comune di Nemi - CLICCARE QUI PER LEGGERE L'ORDINAZA DEL COMUNE DI NEMI -  che contesta i movimenti di terra finalizzati a terrazzamenti e inoltre la posa in opera di prato e nuove essenze arboree. E’ stato contestato un portico con pilastri in legno, pilastrini rompitratta. Il porticato contestato era appoggiato ad una esistente struttura lignea già oggetto di accertamenti nel 2008. 

Hanno ottemperato i proprietari Ballor Anna Paola, Brullo Gabriele e Brullo Giovanni quest’ultimo appartenente, tra l’altro, alle forze dell’ordine?

Dalle immagini attuali si evince che il porticato con tegole al seguito (accatastate nella proprietà) è stato smantellato. Permane la struttura lignea oggetto di accertamento nel 2008. I muretti ci sono ancora. I movimenti di terreno effettuati sono ancora visibili e ci sembra che non sia stato ripristinato l’originale stato dei luoghi. Anzi si sono messi a dimora, dopo l’emissione dell’ordinanza del Comune di Nemi,  degli ulivi di media grandezza. Quegli alberi non potranno essere più sradicati e così rimarranno nel tempo ben evidenziati i terrazzamenti abusivamente realizzati.

Ha verificato l’ufficio tecnico del Comune di Nemi che l’ordinanza, passato un anno, sia stata correttamente ottemperata? Se, come si evince dalle foto, i proprietari avrebbero ottemperato soltanto parzialmente, ha provveduto il Comune a sanzionare e incassare la multa di euro 3 mila? Ha pensato il Comune ad intervenire e sostituirsi all’eventuale inottemperanza dei proprietari?

Il conto degli introiti che potrebbero risultare dalle sanzioni annunciate nelle ordinanze di ripristino e demolizione emesse dal Comune sale a vista d’occhio. Ma questo è soltanto il terzo episodio di una lunga serie di abusi che si sono verificati da giugno scorso fino ad oggi nel territorio di Nemi.

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Amministrazione & Cittadini
Ha provveduto il Comune di Nemi ha sanzionare per un importo pari a 10 mila euro Renzo Cavaterra detto Massimo e Cristina Cavaterra per l’abuso a Pentima Pizzuta?
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Dopo il danno arriva la beffa: Difendersi dal ricorso di uno dei sostenitori del sindaco Alberto Bertucci, appunto Renzo Cavaterra detto Massimo, è costato ai cittadini di Nemi ben 3.775,20 euro che non è altro che la parcella del legale che ha rappresentato l’ente nel ricorso al Tar promosso dal Cavaterra.

 

Redazione

Nemi (RM) - E’ dello scorso 4 settembre la determinazione del Comune di Nemi con la quale sostanzialmente escono dalle casse del comune di Nemi altri soldi, euro 3.775,20, a causa del contenzioso con Cavaterra Renzo detto Massimo, il quale avrebbe dovuto ottemperare al ripristino del costone di Pentima Pizzuta oggetto di movimento di terra e invece, ad occhio nudo, non ci sembra che abbia fatto nulla. Anzi ha perso al Tar il ricorso contro l’ordinanza comunale.  L’ha perso perché infondato.

Difendersi dal ricorso di uno dei sostenitori del sindaco Alberto Bertucci, appunto Renzo Cavaterra detto Massimo, è costato ai cittadini di Nemi ben 3.775,20 euro che non è altro che la parcella del legale che ha rappresentato l’ente nel ricorso al Tar promosso dal Cavaterra.

[ CLICCARE QUI PER LEGGERE LA DETERMINA DI PAGAMENTO PARCELLA AVVOCATO PER DIFESA COMUNE AL TAR ]

Quello che torniamo a chiedere, viste le uscite del Comune e quindi le uscite dalle tasche dei cittadini di Nemi e la necessità dello stesso Ente di fare cassa, è: Ha provveduto il Comune di Nemi ha sanzionare per un importo pari a 10 mila euro Renzo Cavaterra detto Massimo e Cristina Cavaterra per l’abuso a Pentima Pizzuta?

Caro è costato questo caso di “sbancamento” a Pentima Pizzuta. In primis è costato caro alla vegetazione sul costone che si affaccia sullo splendido lago di Nemi e in seconda battuta sta costando caro anche al Comune di Nemi e quindi all’intera comunità, se non ci si affretta ad incassare la sanzione, così come disposto nell’ordinanza di ripristino che ormai ha passato abbondantemente i 90 giorni previsti, visto che si riferisce a settembre del 2012.

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Ambiente & Territorio
Ha provveduto l’Ente a sostituirsi all’inerzia e sanzionare per 5 mila euro? Cinquemila euro non sono pochi, considerando i servizi di cui necessita la cittadina che sono molteplici e fondamentali.
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Chiara Rai

Nemi (RM) - Il 9 settembre 2012 segnalammo per la prima volta una ruspa al lavoro nella valle del Lago, sempre nel cuore del Parco Regionale dei Castelli Romani, nei pressi di via Cacciafumo, esattamente in via Tiberio 20, sopra il Museo delle Navi. Intorno al 20 settembre del 2012 i Guardiaparco, diretti dal vice comandante Mauro Castrichella, hanno messo i sigilli.

Sia gli esecutori del "danno" che i proprietari del terreno sono stati denunciati all'autorità competente. Quel tratto di vegetazione è stato segnato gravemente dal pasaggio della ruspa.  Uno scavo che in pochi giorni si è allargato a macchia d’olio.

Come si evince dall’ordinanza del 9 ottobre 2012 [ CLICCARE QUI PER LEGGERE L'ORDINANZA ] nei terreni riferiti al proprietario Roberto Cicogna sono stati effettuati movimenti di terreno con conseguente alterazione delle quote di livello originarie e la conseguente eliminazione del soprassuolo vegetale.

La Responsabile dell’area Tecnica del Comune di Nemi Rosanna Galanti ha così ordinato la remissione in pristino dello stato dei luoghi entro 90 giorni dalla notifica della ordinanza, dietro preventivo deposito presso il Comune di Nemi, di un progetto che descriva lo stato dei luoghi, le operazioni, le metodologie necessarie al ripristino dell’originale status-quo.

“Qualora non si provvedesse a quanto prescritto nei termini indicati, l’Amministrazione comunale provvederà direttamente al ripristino dello stato dei luoghi addebitando l’importo di 5 mila euro, quale sanzione pecuniaria, così come previsto dall’art. 15, comma 3 della L.R. 15/2008, per inottemperanza all’ordinanza e addebitando inoltre le spese sostenute per l’esecuzione dei lavori”.

Dalle foto che pubblichiamo, sembrerebbe che il ripristino non sia avvenuto. Il paesaggio è più o meno lo stesso e i solchi lasciati dalla ruspa sono ancora evidenti. Esiste il progetto di messa in pristino? Si è accertato il Comune di Nemi, guidato da Alberto Bertucci, che siano stati fatti i lavori? E se non è stato ripristinato niente, ha provveduto l’Ente a sostituirsi all’inerzia e sanzionare per 5 mila euro? Cinquemila euro non sono pochi, considerando i servizi di cui necessita la cittadina che sono molteplici e fondamentali.

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