Tag Titolo Abstract Articolo

L'inchiesta
All'impianto di Collegiove di recente, addirittura non e' stata effettuata nessun tipo di prestazione di pulizie per una intera settimana
immagine

di Chiara Rai

Cotral / L'inchiesta - La fumata nera riguardo la nomina del nuovo Cda lascia tutti molto perplessi. Si vorrebbe che la musica cambiasse ma le speranze sono ridotte all'osso. L'unica rimasta è quella nella Magistratura affinché metta fine allo scandaloso modo di gestire i soldi pubblici da parte di quest'azienda. Intanto, strane dinamiche continuano  ad essere all'ordine del giorno. Questa volta vorremo far emergere il mistero della squadra di ispezione e controllo della qualità e rispetto del capitolato d'appalto su autobus Cotral e impianti. Una squadra sciolta oramai da vario tempo e che era composta da Francesco Romanazzi, Giovanni Cesaroni, Luciano Quintiliani, Tiziano Caroli, Gianni Reali, Antonino Cacciaglia.

Questa squadra, rea di aver fatto spostare a fatica qualche "fannullone" di troppo, rispondeva al dirigente Arcangeli direzione operativa (DIROP) dal 3 settembre del 2012 e successivamente a Ricevuto direzione tecnica (DIRTEC), dal 1agosto del 2013.

In base alle denunce dei pendolari Cotral o anche mediante controlli pianificati territorialmente, la squadra ispettiva si muoveva in lungo e in largo per il Lazio, relazionando puntualmente sui 55 impianti presenti che, tranne quelli di Tivoli e Subiaco che sono tra i più puliti, si presentavano pericolosi, sporchi e in stato precario. Perlopiù erano sporchi Manziana, Civita Castellana, Laurentina, Anagnina, Cerveteri, Rieti e Borgorose.

Le pulizie e la grave condizione di mancanza di sicurezza gridavano vendetta e la squadra scriveva le relazioni: quadri elettrici vicino perdite d'acqua, chiusini che sprofondano, gomme americane attaccate su sedili e finestrini, zecche, targhe illeggibili, scritte d'appertutto, posti guida sporchissimi, materiali utilizzati per le pulizie mancanti, personale di pulizia assente senza essere rimpiazzato o a  zonzo quando invece dovevano essere puliti gli autobus, insomma sono migliaia le segnalazioni pervenute dalla squadra a Cotral. Le cose hanno funzionato parzialmente, all'incirca fino ai primi mesi del 2012, poi tutto è andato lentamente a rotoli. Ora, l'azienda, sulla base di queste relazioni avrebbe potuto e dovuto prendere provvedimenti. Lo ha fatto? 

Ad esempio collaudi notturni, durante le l'ispezioni a tre impianti, tipo Manziana, Cerveteri, Civitavecchia, oppure Frosinone, Sora, Villa Santa Lucia, o ancora tra gli ultimi San Giuseppe e Ostia, dove  sono state conteggiate delle penalità: La Cometa Srl ha pagato per tutti questi disservizi segnalati? 

All'impianto di  Collegiove di recente, addirittura  non e' stata effettuata nessun tipo di prestazione di pulizie per una intera settimana: ne su autobus ne su stabili adibiti a officina e uffici. I conteggi dei danni sono elevati, la Cometa ha pagato le multe imposte?

Lo stato dei fatti ci porterebbe a pensare di no. Per tutta risposta ad un team che ha lavorato segnalando puntualmente le anomalie e il non rispetto delle pulizie, la Cotral ha sciolto la squadra ispettiva, da sempre in vigore nella società di trasporti su gomma al fine di garantire il rispetto dei contratti soprattutto di pulizia. Di sei persone è rimasto in piedi solo Luciano Quintiliani e adesso i controlli vengono pagati "alla carta", anche perché ora, incaricando gli Addetti all'Esercizio ad effettuare i controlli, nelle prime ore di mattina, cioè alle 04:30 - 5:00 non c'è ne luce ne  tempo necessario per effettuare controlli adeguati, per cui molti si astengono, o passano tutto per buono.

La frequenza dei collaudi notturni è diminuita del 95%,  da ottobre ad oggi ne è stato effettuato uno soltanto. Peraltro, senza collaudi, non si possono recuperare somme di danaro indebite.

Perché Cotral ha liquidato questa squadra d'ispezione nonostante ci siano migliaia di segnalazioni shock effettuate dalla stessa sugli impianti e mezzi Cotral? Dava troppo fastidio? Quante persone saranno rimosse ancora dai loro incarichi, pur facendo il proprio dovere?

LEGGI ANCHE:

L'inchiesta
immagine
Cotral è al capolinea come anche questa serie di inchieste in solitario che abbiamo portato avanti tra minacce di querele e stranezze. Il nostro obiettivo è quello di fare cronaca e critica senza padroni che ci dicano cosa scrivere e quando tacere. Informiamo perché è un dovere diritto sancito dalla Costituzione e i lettori non possono essere presi per i fondelli. Auspichiamo che il governatore del Lazio Nicola Zingaretti colga questo bisogno e che reintegri anche i tre dirigenti licenziati su due piedi perché andava fatto, perché così volevano, come si evince dalle intercettazioni ambientali tra Surace e Cherubini. Auspichiamo che il nuovo Cda, quindi compreso il nuovo AD, non scaturisca dalle pressioni delle correnti del PD o dalle pressioni dei gruppi di potere di sempre, figli di altre epoche, che magari già hanno esercitato in ATAC o FS , legati a stagioni sotto il vaglio della magistratura. Aria nuova: Professionisti con i titoli, giovani nuovi, anche donne che finora hanno scarseggiato, che avviino una nuova stagione. Un appello a Nicola Zingaretti: Cercare di abbattere questo obsoleto sistema, il pericolo è venirne assorbiti e perdere la fiducia degli elettori.
Trasporto Pubblico
immagine

 

Adesso quello che auspichiamo è che venga eletto un Cda scevro dalla politica accentratrice, delle persone giovani e in gamba, meritevoli e soprattutto "vergini" che possano veramente rivoluzionare il trasporto pubblico del Lazio su gomma.

 

di Chiara Rai

Regione Lazio (Cotral) - Fra circa una settimana l'intero Cda Cotral sarà sostituito. Diciamo che si chiude un capitolo con non poche polemiche e non pochi avvenimenti. L'effetto Polverini, oltre che sulla sanità, ha dato i suoi frutti anche nel trasporto pubblico, finito dal 2012, un giorni sì e l'altro pure sulle cronache dei giornali a causa di un servizio ridotto ai mini storici. Non si è attuata quella rivoluzione tanto annunciata dall'Ad Vincenzo Surace, dal presidente Domenico De Vincenzi, reduce tra l'altro di una sconfitta alle ultime amministrative di Guidonia in provincia di Roma per cui si era candidato sindaco e dai consiglieri Paolo Toppi e Giovanni Libanori, quest'ultimo anche presidente della controllata Cotral STL.

Molte manutenzioni dei mezzi sono state affidate senza gara d'appalto, l'impresa di pulizia La Cometa, strapagata, per quanto si lamentano i pendolari non ha fatto brillare i mezzi nonostante l'appalto milionario rinnovato. Adesso il passo di mandare a casa questi signori è veramente breve, a meno che non ci sia ancora qualche colpo di scena che li prolunghi fino alle soglie del Natale.

Nonostante sia stato rilevato sulla manutenzione esterna che come su 22.531 fatture registrate ben 9.381 fatture presentavano importi ricorrenti, parliamo di quasi il 50 percento di fatture con stessi importi. Tutto quello che dovevamo dire lo abbiamo ampiamente detto e denunciato.

Adesso quello che auspichiamo è che venga eletto un Cda scevro dalla politica accentratrice, delle persone giovani e in gamba, meritevoli e soprattutto "vergini" che possano veramente rivoluzionare il trasporto pubblico del Lazio su gomma.

E' il momento di dire basta di vedere poltrone assegnate dalla politica, come può essere stato l'incarico affidato a Giovanni Libanori in quota Udc quando Luciano Ciocchetti era vicepresidente della Regione Lazio, se si vogliono cambiare veramente le cose e guardare ad un futuro più trasparente.

LEGGI ANCHE:


 

L'inchiesta
immagine

Giorgio Da Ros l’amministratore unico di Cotral Patrimonio ha personalmente firmato una nota di richiesta ai responsabili dei sistemi informativi di oscurare la ricezione delle email che provengono dal nostro giornale “L’osservatore d’Italia”, specificando che in futuro non dovrà essere più consentito che sulle caselle di posta dei dipendenti aziendali vengano inoltrate comunicazioni che abbiano come fonte la nostra testata giornalistica. Capite bene cari lettori? L’amministratore unico di Cotral Patrimonio chiede di oscurarci ed impedire che i dipendenti abbiano la libertà o meno di leggere di fatti che interessano l’azienda. Pensavamo che ciò succedesse soltanto in Cina. Nessuno quindi deve essere messo in condizioni di sapere quello che si fa all’interno. Il documento aziendale in nostro possesso, a firma di Da Ros, nel quale viene appunto chiesto che vengano considerati “spam” i nostri articoli è indirizzato per conoscenza all’Ad Vincenzo Surace, al presidente Domenico De Vincenzi candidato sindaco a Guidonia, all’ufficio stampa Cotral ed ai sistemi informativi.

 

di Chiara Rai

Cotral - L'inchiesta - Mentre ci avviciniamo a consegnare i nostri articoli inchiesta raccolti in un dossier alla Procura della Repubblica, supportati ovviamente da tutta la documentazione necessaria, sulla gestione a nostro dire fuori controllo di Cotral Spa, attendiamo di visionare il bilancio ufficiale del 2013, che dal Cda Cotral fanno sapere con enfasi che chiude in attivo ma già siamo in possesso di dati che sembrano far emergere alcune contraddizioni.

Del resto non sarebbe il primo caso che un ente a partecipazione pubblica ha di questi problemi. I conti vanno fatti quadrare e a volte le magagne non sono neppure così nascoste. Ma questo è un argomento su cui torneremo nello specifico nelle prossime puntate. Mentre continua il conto alla rovescia per l’assemblea dei soci di Cotral spa a metà giugno in occasione della quale decadrà l’attuale Cda Cotral, nella speranza che le istituzioni si rivolgano a dirigenti giovani, con titoli e curricula meritevoli e non riciclino i soliti noti come avvenuto ad esempio con il pensionato di 72 anni, tale Giorgio Da Ros, messo come amministratore unico a Cotral Patrimonio e con un contratto triennale nonostante Cotral Patrimonio debba confluire nell’agenzia della mobilità regionale entro pochi mesi, torniamo a parlare di dirigenti e fortuite e casuali manovre che li riguardano.

Alla luce di tutto quanto emerso (stipendi d’oro, accordi milionari, manutenzioni esterne a rischio frode, elevato rischio di doppie fatturazioni, depositi Cotral occupati, apparecchiature pagate oltre 10 milioni di euro che non si sà dove sono finite, dirigenti super pagati, liquidazioni non dovute ma date ugualmente, affidamenti diretti senza gara d’appalto) senza smentite ma solo con minacce di querele a nostro carico, ci chiediamo come sia stato possibile che nessuno si sia accorto di questo modus operandi ai limiti dell’illecito di gestire l’azienda e come sia potuto risultare “tollerabile” che taluni signori abbiano potuto agire impunemente, facendo spesso e volentieri i propri interessi a spese e discapito dell’azienda e arrecando così un evidente danno di immagine alla stessa, non solo sotto il profilo della legalità, ma anche un grave danno economico e non ultimo un riverbero impressionate sul servizio ridotto ai minimi storici.

Per spiegare questo, oggi, ci soffermiamo su alcuni nodali accadimenti che a nostro dire si sono rivelati strategici per lasciare terreno fertile a quella maniera di agire di cui si è appena parlato e che è sostanzialmente il contenuto cruciale delle nostre inchieste che ogni volta vi riproponiamo alla fine di ciascuna puntata con la speranza che a qualcuno venga l’idea di voler fare chiarezza in quest’oceano profondo e per certi aspetti torbido.

La precondizione per poter agire indisturbati era la cacciata dei tre dirigenti, gli unici che avrebbero potuto contrastare questa maniera di gestire l’azienda. Non lo diciamo noi soltanto ma lo testimoniano le stesse intercettazioni ambientali dell’attuale Amministratore Delegato Vincenzo Surace quando non sapendo di essere registrato, sostanzialmente si confida con l’allora dirigente d’ingegneria (che stava per essere cacciato anch’egli) Giuseppe Cherubini. In queste confessioni è chiarissimo come funziona il criterio di licenziamento.

A tal fine ne riporteremo soltanto uno stralcio da cui si capisce benissimo l’intento: “Ci hanno detto per un orecchio ‘licenziateli quando potete – dice Surace - perché ci stanno creando troppi problemi’ io ho capito che non dovevo farlo, perché sono loro che volevano mandarli via, ma si ricompattavano, quindi come vedi uno può pensare ‘forte Maccauro, ma forte un par de palle!’ Allora, io ho accettato questa situazione perché nel frattempo era partita quest’altra,per cui vabbè… dopodiché anziché andare via e magari qualcosa poteva essere trattata andranno via malamente, forse, ma non perché questo lo deciderò io, difatti oggi hanno deciso proprio questo”.

Oltre alle intercettazioni ambientali ci sono dei pezzi di carta che chiaramente fanno capire come le indicazioni dei dirigenti remino contro le decisioni e indirizzi del Consiglio di Amministrazione, come nel caso che vede Vincenzo Surace e il consigliere di amministrazione Giovanni Libanori firmare un verbale d’incontro il 22 dicembre 2011 che sostanzialmente avvalora un riconoscimento economico di circa 1 milione e 700 mila euro iva inclusa alla società Cometa srl. Questo riconoscimento economico viene messo in discussione, per quanto di competenza, dalla Divisione Ingegneria DIVING (ovvero dal dirigente poi licenziato Giuseppe Cherubini, l’interlocutore di Vincenzo Surace nelle intercettazioni ambientali per intenderci) essendo, di fatto, il Diving gestore del contratto con Cometa srl. Il responsabile DIVING in questione che di fatto non ha dato il benestare per l’intera cifra alla data del 21 febbraio 2012, fato vuole, è stato licenziato a marzo del 2012 e la Cometa successivamente è stata pagata.

La seconda precondizione che ha fatto proliferare questa maniera di gestire l’azienda di trasporto pubblico del Lazio su gomma è quella di avere come “controllore” un assessorato da cui finora è non è emersa alcuna posizione ufficiale, alcun richiamo ma anzi sembrerebbe quasi ci fosse una tacita accettazione rispetto alle spiegazioni del suo referente aziendale istituzionale, Ha chiesto Michele Civita gli atti a supporto delle tesi che gli sono state argomentate? Appare quindi sconcertante che l’assessore ai Trasporti della Regione Lazio Michele Civita, dopo tutto quanto emerso fin’ora e dopo le sollecitazioni avanzate da questo stesso quotidiano ad assumere una posizione o lasciare quanto meno una dichiarazione in merito, invece, sia rimasto nel più totale silenzio. Ma cosa c’è sotto? Perché l’assessore rimane non risponde alle nostre domande e fa muro con il Cda Cotral che si trincea dietro il fatto che mi hanno querelato (ad oggi di notifiche di querele non vi è neppure l’ombra) e per questo motivo non possono rispondere? A tal proposito riproponiamo l’audio della telefonata alla segreteria dell’assessorato di Michele Civita in Regione - [ CLICCARE QUI PER ASCOLTARE LA TELEFONATA CON LA SEGRETERIA DELL'ASSESSORE REGIONALE AI TRASPORTI MICHE CIVITA ] 

D’altronde Cotral è il grande spettatore rispetto la nostra inchiesta. Resta il fatto che toccherà agli organi competenti intervenire in questa ingarbugliata questione. Noi abbiamo semplicemente aperto il vaso di pandora (così come fatto con altre diverse inchieste giornalistiche) perché dall’interno dell’Azienda sono arrivate segnalazioni e documentazioni che mai nessuno dei vertici avrebbe pensato potessero “uscire” per essere messe a conoscenza della collettività che paga gli interessi della politica a proprie spese e in cambio riceve anche dei gravosi disservizi.

A proposito di non difendersi, è notizia molto recente, parliamo di poco più di dieci giorni fa, che proprio il dirigente Giorgio Da Ros che abbiamo poc’anzi menzionato, e cioè l’amministratore unico di Cotral Patrimonio, abbia personalmente firmato una nota di richiesta ai responsabili dei sistemi informativi di oscurare la ricezione delle email che provengono dal nostro giornale “L’osservatore d’Italia”, specificando che in futuro non dovrà essere più consentito che sulle caselle di posta dei dipendenti aziendali vengano inoltrate comunicazioni che abbiano come fonte la nostra testata giornalistica. Capite bene cari lettori? L’amministratore unico di Cotral Patrimonio chiede di oscurarci ed impedire che i dipendenti abbiano la libertà o meno di leggere di fatti che interessano l’azienda. Pensavamo che ciò succedesse soltanto in Cina. Nessuno quindi deve essere messo in grado di sapere quello che si fa all’interno. Il documento aziendale in nostro possesso, a firma di Da Ros, nel quale viene appunto chiesto che vengano considerati “spam” i nostri articoli è indirizzato per conoscenza all’Ad Vincenzo Surace, al presidente Domenico De Vincenzi candidato sindaco a Guidonia, all’ufficio stampa Cotral ed ai sistemi informativi.

Caso singolare è che non sempre, anzi a discrezione, la nostra testata viene messa in rassegna stampa dell’azienda. Un giorno c’è e due no. Insomma Da Ros mette a conoscenza Vincenzo Surace: come mai i due, che sono agli antipodi politicamente, hanno unità di intenti da loro reciprocamente condivise e questo irrefrenabile bisogno di oscurare le nostre inchieste? Che hanno da nascondere? Che c’è sotto?

Fatte queste doverose premesse cioè il licenziamento dei tre e il, a nostro dire, pressappochismo Istituzionale, il Cda si è attorniato di alcuni dirigenti aziendali che tornando apicali, hanno conseguentemente tenuto atteggiamenti astiosi nei confronti dei tre dirigenti messi alla porta e silenti hanno fatto il loro dovere impartitigli. Chi sono questi? Oltre a Surace e Blasucci (a proposito quest’ultimo rimane senza incarico e superstipendiato con 160 mila euro l’anno più premio di produzione) ce ne sono altri, che agiscono in ombra e che sono come i vestiti a cipolla, funzionali per ogni clima.

Spicca tra questi l’attuale capo del personale Carlo Arcangeli, da sempre capo dell’esercizio e della manutenzione eppur, sembrerebbe senza laurea (pare che sia diplomato in quel di Viterbo 43 anni fa), assunto come bigliettaio in Cotral, ha avuto una carriera folgorante tanto che viene nominato direttore industriale perché, nell’immaginario dei vertici aziendali, essendo solo diplomato non avrebbe potuto ricoprire la carica di direttore di esercizio. Ma in realtà avrebbe potuto farlo perché ne avrebbe avuti i requisiti.

Questa presunta errata convinzione ha permesso che l’azienda Cotral restasse diversi anni senza la figura obbligatoria per legge del direttore di esercizio. E perciò, resta il fatto che ad Arcangeli gli è stata cucita addosso questa nuova qualifica di direttore industriale cioè di fatto a capo della manutenzione e dell’esercizio.

La moglie di Arcangeli, lì in Cotral, ha partecipato e vinto ad un concorso interno per un livello superiore per un posto a via Alimena. Al concorso non avrebbero potuto partecipare concorrenti non residenti a Roma. Fato vuole che grazie probabilmente ai suoi forti affetti invece, vi ha partecipato, l’ha vinto, ma a Roma non vi ha quasi mai messo piede ma risulta essere in sovrannumero all’impianto di Viterbo. Troppo strapazzo provare a fare la vita del pendolare, magari dando proprio il buon esempio e utilizzando i mezzi di tarsporto pubblico Cotral per recarsi a lavoro. Il figlio di Arcangeli, sempre in Cotral, ha vinto un concorso interno per livello superiore: quando ha partecipato, caso ha voluto, sono stati modificati i criteri di partecipazione vigenti da sempre (come l’anzianità di azienda per esempio). Arcangeli, già parente del proprietario della società privata che prende concessioni regionali del trasposto nel viterbese, in concorrenza con Cotral, ha ricoperto in Cotral un ruolo eticamente incompatibile e comunque ai limiti della liceità. Tra l’altro in qualità di capo della manutenzione (capo anche dell’ingegnere licenziato) risulta essere colui che ha stabilito il fabbisogno organico necessario e perciò il numero di operai da assumere.

Ma Vincenzo Surace che parlava di quantità enorme di operai, non sembra averlo neppure sfiorato. Il dirigente Arcangeli, quando viene sostituito da Domenico De Vincenzi e dall’allora Ad Cervi, inserendo una nuova ingegnera con tutti i requisiti (da lui mai posseduti) e fuori dai giochi, improvvisamente si ammala per un problema agli occhi e conseguentemente può recarsi al lavoro solo per qualche ora al giorno. La dirigente appena nominata viene ricostituita solo dopo un anno da Vincenzo Surace che poi la licenzia e ripristina Arcangeli. Da quel momento Arcangeli sembra guarire dal problema agli occhi che lo attanagliava e, riacquistata la vista ottimale, risulta presente in azienda dalla mattina alla sera perché, tra l’altro Vincenzo Surace lo nomina anche capo del proprio piano industriale.

Piano industriale aleatorio, delle cui linee guida, Surace e Arcangeli ripetono all’unisono che ci sono circa 300 autisti di troppo, dichiarazioni che si ribaltano non appena s’insedia l’assessore regionale ai Trasporti Michele Civita.

E allora, sempre fato vuole, che gli autisti diventino in realtà effettivamente “pochi”. Poi, per fare spazio a chi non ne ha abbastanza, Arcangeli viene nominato capo del personale e il dirigente Turriziani, amico di Surace con laurea breve in economia, viene nominato direttore di esercizio mentre in precedenza dirigeva una piccola azienda.

Il dirigente Turriziani cui si è fatto il dovuto “spazio” è tra i più pagati in Cotral (170 mila euro più 20 per cento di bonus annuo circa) e stranamente non risulta pubblicata la graduatoria dalla quale è stato scelto.

Egli è protagonista di un piccolo aneddoto che certamente non fa emergere la sua simpatia nei confronti degli autisti: qualche giorno fa una donna autista è stata aggredita e anziché chiedere più tutela e portare lei la solidarietà, uno dei vice di Turriziani, responsabile della direttrice Roma – Latina di nome Petrolini, e già tra l’altro braccio destro di Arcangeli quando era all’esercizio, scrive una mail nella quale esprime il timore che questa autista, ripetiamo aggredita, possa approfittarne per chiedere il trasferimento e avvicinarsi a casa. Eticamente deplorevole? Pensiamo di sì.

Se Petrolini che dirige la direttrice Roma – Latina è così eticamente opinabile, certo non si respira aria migliore dalle parti della direttrice Roma – Rieti dove il suo corrispettivo signor Petrucci è famoso per avere un proprio figlio a capo locale nel suo stesso impianto ed è famoso anche per essere legato nella gestione del servizio al suo sindacato.

Torniamo ai dirigenti. L’altro è l’ex Ad Ricevuto, ora nonostante sia indagato come i tre licenziati è stato promosso (senza laurea e diplomato forse alle serali ) a capo delle manutenzioni e degli ingegneri.

Sempre tra i dirigenti apicali c’è Fernando Tanzi, il dirigente di amministrazione e finanze. Super pagato e, secondo quanto riferito da persone a lui vicine, autoproclamatosi super professionista. I suoi bilanci sembrano essere come i famosi abiti a cipolla di cui parlavamo.

L’assurdo, e sono dati che consegneremo alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, è che Tanzi è assistito da una società di controllo e gestione alla quale, in affidamento diretto e quindi senza gara ovviamente, vengono erogati circa 700 mila euro l’anno.

Perché tale dispendio di soldi? Neanche il bilancio degli Usa ha consulenti così costosi. Per completezza di informazione, questo dirigente è quello che ha fatto parte della commissione definita “illegale” dai tre licenziati presieduta da Blasucci per accusare i tre dirigenti: lui ha firmato con gli altri quel verbale di accusa dove si dice che la commissione d’esame stabiliva il numero degli assumendi. Falso ovviamente. Perché Tanzi sa bene che solo l’Ad con deliìbera del Cda avrebbe potuto impartire al suo servizio un aumento di spesa per le assunzioni.

Ma ci sono ancora anomalie nel suo servizio. Sotto di lui c’è il dirigente Di Vittorio, responsabile del controllo di gestione ovvero: il controllore dipende dal controllato. Assurdo! Ma anche a calare, non è che andiamo meglio: due nomi su tutti i quali in tema di guardaroba a cipolla ne avrebbero a iosa e sono Riccardo Rocchi e Alessandro Di Cori. Chi sono costoro? Il primo Cgil e Pd da sempre, rimane folgorato sulla strada di “Nanni”. Con l’avvento di Giovanni Libanori questo abbandona tutto e tutti. I due al seguito di Luciano Ciocchetti (quest'ultimo oggi fuori dai giochi anche in Europa dopo il salto repentino in Forza Italia che non solo lo ha imbarcato in estremis ma lo ha anche candidato alle europee), fondano il circolo locale dell’Udc di cui Rocchi diventa il segretario.

Rocchi riceve con il benestare di Giovanni Libanori, il ruolo di capo della disciplina da Vincenzo Surace mostrando tutto il proprio sentimento nei confronti degli autisti, che vanno comunque “disciplinati” per dimostrare sostanzialmente chi è che detta le regole in casa.

Ovviamente non riuscendo a diventare dirigente e rimanendo dunque presumibilmente deluso “assai” da qualche promessa troppo grande per essere esaudita, dopo essere stato utilizzato come i vestiti a cipolla buoni per ogni occasione, e ormai finita la folgorazione di Nanni e non esistendo più l’Udc, Rocchi cosa fa? Caso vuole, tornato il centrosinistra alla Regione Lazio, si iscrive di nuovo al Partito Democratico e torna alla vecchia fiamma.

L’altro, Di Cori, è il segretario del circolo Pd, nonché segretario della commissione d’esame degli operai. Una volta licenziati i tre, egli si ammala improvvisamente per tre mesi. Poi, una volta rientrato, si mette tranquillamente al servizio del Cda.

Si pensi che è da sempre un uomo diciamo fortunatissimo. Con uno scambio di azienda, da Metro approda a Cotral: egli agente di stazione alla metropolitana viene trasformato, con un tocco di bacchetta magica, in amministrativo al livello più alto per poter essere scambiato con pari livello di Cotral e andare a fare l’amministrativo a via Alimena, abbandonando turni pesanti ed amici che si guadagnano il pane senza, chiamiamoli così, colpi di fortuna. Pur non operando politicamente (nella documentazione non abbiamo alcuna presa di posizione del circolo contro l’azienda gestita così) egli rimane comunque segretario del circolo: forse per attenuare le voci di protesta degli autisti sulla loro condizione di vita e sul disservizio?

Addirittura la commissione di garanzia del Pd di Roma annulla per brogli il congresso di quel circolo. Lui fa finta di niente e, fortunatissimo, rimane sempre lì.

Oggi risulta distaccato presso una consigliera regionale non dei trasporti e si pensi, nota di redazione, è stato uno tra i pochissimi a fare richiesta di non ricevere più notizie dal nostro giornale: non vuole saperne delle nostre inchieste altrimenti dovrebbe prendere posizione ma evidentemente non può e non vuole e noi si rispetta il suo desiderio.

Di questi esempi ce ne sarebbero tanti. Sono molti gli uomini con abiti a cipolla e fortunatissimi e diciamo che via Alimena a tal proposito ne è punto nevralgico.

Cotral è un corpo sano invece che vive la propria vita negli impianti dove non ci sono amministrativi ma dove ci sono tutti coloro che lavorano all’esercizio e alle manutenzioni e che sono lontani da questo singolare e dispendioso meccanismo. Dove c’è una grande famiglia e si parla soprattutto di lavoro e non di carriera e dove ogni mattina ci si alza e si lavora sodo per portare “risultati” concreti.

Che esista ancora l’isola che non c’è?

LEGGI ANCHE:



 

Trasporto Pubblico
immagine

Redazione

Cotral - La Cotral Spa rende noto che la Segreteria Regionale dell'O.S. FAISA CISAL ha indetto, in adesione allo sciopero nazionale, per il giorno venerdì 30 maggio 2014, uno sciopero dalle ore 8:30 alle ore 12:30. Le vetture provenienti dai vari capolinea, una volta giunti a destinazione, qualora dovessero effettuare altre cose nell'orario di sciopero rientreranno fuori servizio nel deposito di appartenenza, compresi i turni a nastro con sosta libera nell'arco dell'orario di sciopero. Il personale di movimento, quindi, si asterrà dalle prestazioni lavorative dalle ore 8:30 alle ore 12:30 con rientrata delle autovetture nel deposito di appartenenza. I lavoratori dei servizi interni (operai e impiegati) sospenderanno il lavoro per 3 ore fine turno. Gli addetti alle manovre nel deposito entrerà in sciopero al rientro dell'ultima vettura scioperante. Per tutti i lavoratori degli uffici, degli impianti fissi, per il personale della trazione a turno fisso e per tutto il personale non indicato, lo sciopero avverrà per 3 ore fine turno. Sono esclusi dallo sciopero portieri, guardiani, addetti ai centralini telefonici. La presente comunicazione viene effettuata ai sensi e per gli effetti della Legge 146/90, così come modificata dalla Legge 83

Trasporto Pubblico
"Abbiate almeno la decenza di non offendere la nostra intelligenza prendendoci per i fondelli rendendovi oltremodo orgogliosi di aver chiuso un bilancio in attivo dopo molti anni!"
immagine

Redazione

Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato Pendolari Reatini

Cotral - Domenico De Vincenzi - presidente Cotral e candidato sindaco a Guidonia (RM) -  in pompa magna, dichiara che Cotral chiude il bilancio di esercizio 2013 in attivo?  Facile fare cassa sulle spalle dei pendolari che pagano per un servizio che non c’è! Signori è qui lo sfascio!!!!!
Era il 7 settembre 2013 quando gli articoli dei giornali parlavano di una Regione Lazio che “investe” 32 milioni di euro per “salvare dai debiti” il Cotral. Ed era sempre settembre, ma il 27 settembre 2011, quando l’allora Assessore per la Mobilità ed il Trasporto Pubblico della Regione Lazio, annunciava una ricapitalizzazione di 27 milioni di euro, sempre per salvare la Cotral. 57 milioni di euro per ottenere e per avere oggi un’azienda che non è in grado di mantenere gli impegni presi con la stessa Regione Lazio, con un contratto di servizio disatteso e non onorato per le continue defezioni e soppressioni che non garantiscono il rispetto delle tabelle di esercizio.

E’ di questa mattina, la seconda consecutiva, in una fascia oraria delicata e ad alta frequentazione di utenti, l’ennesima segnalazione di servizio dimezzato!!!! Si garantisce il 50% del servizio indicato nelle tabelle di esercizio, in un orario e  lungo una direttrice, la Rieti-Roma, dove il reclamo, la denuncia e le lamentele sono praticamente all’ordine del giorno da un paio di anni a questa parte. Delle 4 corse previste, Express, Autostrada, via Salaria Borgo Quinzio delle ore 7.00 e Rieti-Passo Corese delle ore 7.05, ne sono partite soltanto 2 (Autostrada e Borgo Quinzio).

Ribadiamo trattasi della seconda mattina consecutiva e dell’ennesima criticità, nella stessa fascia oraria, di questi ultimi 7/8 mesi.

La Regione Lazio è immobile tra bilanci da far quadrare e coperture finanziarie, ma sempre pronta durante questa ultima campagna elettorale europea, a raccogliere consensi per quanto finora fatto. Impossibilitata a pianificare anche il minimo piano operativo, fatto di interventi radicali, di interventi strutturali e logistici, per ridare dignità ad un trasporto pubblico regionale che in provincia di Rieti, tra ferrovie mancate e trasporto su gomma improponibile, è qualitativamente ultimo tra gli ultimi.Il Comune di Rieti, sordo ad ogni appello, ad ogni intervento, è anch’esso immobile (volutamente!!), assolutamente incapace di chiedere a gran voce rispetto per i propri cittadini che ogni giorno si spostano dal centro reatino per andare a guadagnarsi la pagnotta, per studiare, addirittura per curarsi altrove. Una Provincia oramai cancellata che non può più avere voce in capitolo. Esponenti politici che una volta raggiunti gli scranni del potere a Roma, si sono dimenticati di chi li ha acclamati e lanciati verso quello scranno.

Altri che una volta fatto danni prima e durante il loro operato, proseguono anche dopo facendo orecchie da mercante verso articoli di stampa che un giorno si e l’altro pure, parlano di gente lasciata a piedi lungo la Salaria.

Abbiate almeno la decenza di non offendere la nostra intelligenza prendendoci per i fondelli rendendovi oltremodo orgogliosi di aver chiuso un bilancio in attivo dopo molti anni!

 

LEGGI ANCHE:

 16/05/2014 COTRAL APRIAMO IL VASO DI PANDORA – SETTIMA PARTE - DEPOSITO DI VIA MIRRI: DOVE SONO LE APPARECCHIATURE PAGATE OLTRE 10 MILIONI DI EURO?

 14/05/2014 COTRAL APRIAMO IL VASO DI PANDORA – SESTA PARTE: MANUTENZIONE ESTERNA FUORI CONTROLLO. ALTO RISCHIO DI FRODE

 02/05/2014 COTRAL APRIAMO IL VASO DI PANDORA – QUINTA PARTE: ERG, TRASFERIMENTI MILIONARI E DIRIGENTI INTOCCABILI

 20/04/2014 COTRAL APRIAMO IL VASO DI PANDORA – QUARTA PARTE: ACCORDO MILIONARIO TRA VINCENZO SURACE, GIOVANNI LIBANORI E LA COMETA SRL

Trasporto Pubblico
Atac: azienda che a differenza della prima gestisce circa il 60% dell'intero trasporto pubblico regionale
immagine

Redazione

Lazio - "Apprendiamo da agenzie stampa dell'approvazione nel cda di Cotral del bilancio 2013, che per la prima volta, come riportato nella nota, chiuderebbe in utile. Da quanto si evince sempre dal comunicato, tutto ciò sarebbe 'il frutto di una azione di risanamento che ha visto mettere in campo cospicui investimenti da parte della regione Lazio'. Se ciò corrispondesse a verità, sarebbe un fatto gravissimo utilizzare due pesi due misure, e per la precisione dare cospicui finanziamenti a Cotral e tagliarne altrettanti ad Atac: azienda che a differenza della prima gestisce circa il 60% dell'intero trasporto pubblico regionale". Lo dichiara il consigliere di Forza Italia della Regione Lazio Antonello Aurigemma.

"Quindi, se per Cotral possiamo essere soddisfatti, seppur solo in parte, visti i numerosi tagli alle linee e ai depositi, dall'altro siamo molto preoccupati della situazione finanziaria di Atac - continua - Azienda, questa, che effettua il servizio di trasporto pubblico non solo per i cittadini della capitale, ma anche per tutti i cittadini della Regione che ogni mattina vengono a lavorare a Roma. Non riusciamo a capire perché il presidente Zingaretti si comporti in modo incoerente, finanziando con cospicue risorse una azienda (Cotral) a discapito di una azienda altrettanto importante come Atac, che ad oggi è a rischio fallimento. Basti pensare che sui 575 milioni che la regione Lazio ha destinato al trasporto pubblico regionale, neanche il 20% viene destinato ad Atac che è una azienda, ripetiamo, che effettua il 60% dell' intero trasporto regionale".

LEGGI ANCHE:

 16/05/2014 COTRAL APRIAMO IL VASO DI PANDORA – SETTIMA PARTE - DEPOSITO DI VIA MIRRI: DOVE SONO LE APPARECCHIATURE PAGATE OLTRE 10 MILIONI DI EURO?

Trasporto Pubblico
Arrivano le precisazioni dell’ufficio Lavori Pubblici
immagine

Redazione


Formia (LT) - In merito alle polemiche seguite all’inaugurazione del nuovo capolinea dei bus al porto di Formia, il dirigente dell’ufficio Lavori Pubblici Marilena Terreri comunica quanto segue:

le chiavi del monoblocco ad uso ufficio destinato ad ospitare il personale della Cotral sono state regolarmente consegnate dal sindaco Sandro Bartolomeo al consigliere di amministrazione della Cotral Paolo Toppi durante la cerimonia di inaugurazione, così come da foto inoltrate alla stampa;
la struttura inaugurata è regolarmente dotata degli allacci a tutte le utenze. L’attivazione, previa stipula dei contratti e montaggio dei contatori, è a carico della Cotral;
l’impianto di condizionamento dell’aria sarà attivo a partire dalla prossima settimana.

In ordine a sicurezza del capolinea e agibilità degli autobus Cotral, il Sindaco Sandro Bartolomeo ha chiarito nel corso dell’inaugurazione che la banchina Vespucci sarà presto oggetto di una rimodulazione complessiva. Con lo spostamento dei traghetti e l’attivazione della nuova stazione marittima, il capolinea sarà organicamente inserito nella piattaforma logistica del sito con tutti gli interventi che si renderanno necessari per il pieno rispetto dei parametri di sicurezza imposti dalla legge

LEGGI ANCHE:

 16/05/2014 COTRAL APRIAMO IL VASO DI PANDORA – SETTIMA PARTE - DEPOSITO DI VIA MIRRI: DOVE SONO LE APPARECCHIATURE PAGATE OLTRE 10 MILIONI DI EURO?

Il caso
Molti i problemi evidenziati, molte le promesse fatte, poche quelle mantenute ad oggi soprattutto da Co.Tra.L.
immagine

A cura del Comitato pendolari reatini

Pendolarismo a Rieti e provincia: certezze…….o solo promesse? E' giunta l'ora di smettere di nasconderci dietro un dito e di cominciare a scoprire le carte!

L'abbiamo sempre detto e lo confermiamo anche ora: non facciamo sconti a nessuno! Era il 26 novembre 2013 quando il Prefetto di Rieti riuniva intorno allo stesso tavolo Regione Lazio, Co.Tra.L, Trenitalia, Comitati di rappresentanza dei pendolari, Comune di Rieti e Provincia di Rieti per affrontare in maniera forte e decisa il problema del pendolarismo nella nostra Provincia.
Molti i problemi evidenziati, molte le promesse fatte, poche quelle mantenute ad oggi soprattutto da Co.Tra.L.

Ne sono testimonianza gli episodi avvenuti tra mercoledì 7 e venerdì 9 maggio, dove una stessa vettura, il pullman bipiano n° 0027, ha subito la stessa avaria in 3 giorni consecutivi, pur effettuando servizi in linea differenti.

La vettura si è dovuta fermare per problemi di temperatura dell’acqua di raffreddamento del motore , con grave rischio da parte dell’autista di rovinare il motore e con ripetuti disagi per l’utenza.
Non c’è da meravigliarsi poi se sulla stampa siano presenti, con sempre maggior frequenza, notizie inerenti pullman Co.Tra.L che prendono fuoco. Stiamo assistendo purtroppo ad una ennesima commedia tragicomica degna del miglior teatro shakespeariano.
Come quella andata in scena in occasione del ritrovamento della famosa zecca, con l’azienda Co.Tra.L a ribadire che le pulizie e le igienizzazioni delle vetture erano in linea con l’appalto Cometa, versione poi sconfessata dall’indagine ispettiva dell’ASL di Rieti, o come quella avvenuta un venerdì mattina dello scorso anno, documentata da una telecamera di RAI 3, dove mentre un pullman in servizio scolastico giungeva nel piazzale del capolinea di Rieti con la porta anteriore penzolante, l’AD Vincenzo Surace ribadiva che sicuramente si trattasse dello scherzo di qualcuno e che la manutenzione dei mezzi fosse puntuale ed efficiente.
E’ di poco prima di Pasqua la notizia da parte di Co.Tra.l della messa in campo di nuova turnazione tra gli autisti, turnazione entrata in vigore il 14 aprile scorso e che stando alle premesse doveva o avrebbe dovuto garantire il rispetto delle tabelle di esercizio.
Così è sembrato essere nei primi giorni di messa in esercizio della nuova turnazione, con pochissime soppressioni e pochissimi guasti, ma è bastato superare il ponte pasquale e quello del 1 maggio, per ritrovarci a segnalare dapprima una giornata con ben 13 vetture ferme per varie avarie e nell’ultima settimana la vettura sopramenzionata ferma per ben 3 volte in 3 giorni diversi per lo stesso identico problema.

E’ evidente oramai che non si possa più rimandare un intervento che ponga rimedio ad un parco vetture vecchio e cadente, dove forse non basta più nemmeno una manutenzione costante ed efficace, e che non serva soltanto un razionale utilizzo o un maggior utilizzo di risorse umane rispetto a quelle attuali se a mancare sono vetture idonee per un servizio in linea con i migliori standard di efficienza.
Come Comitato chiediamo ora interventi risolutivi e risolutori, chiediamo di porre in essere ogni possibile soluzione per uscire da questa tunnel buio e questa richiesta la rivolgiamo indistintamente all’azienda Co.Tra.L e alla Regione Lazio.
Nello specifico, per non alimentare dubbi ulteriori e incomprensioni, chiediamo all’AD Surace e al Presidente De Vincenzi di fornire risposte, pubblica ed ufficiale, sulle seguenti criticità:

1) i motivi di queste continue avarie, anche alla luce delle problematiche patite dalla vettura 0027 sopramenzionata, e se esista un piano di manutenzione, costante ed efficiente che interessi l’intero parco pullman.

2) se ci siano sufficienti professionalità, sia in termini di esperienza sia in termini numerici, per manutenere l’attuale parco pullman e se queste siano interne o esterne.
E qualora fossero esterne, il perché si debba appaltare all’esterno un servizio di manutenzione (vedasi anche l’ultimo bando di gara di maggio 2014 di Euro 14.753.367 pubblicato sul sito ufficiale Co.Tra.L (http://www.cotralspa.it/Bandi_visualizza.asp ) , anche e soprattutto alla luce dell’annuncio della realizzazione di un nuovo deposito Co.Tra.L a Rieti, fiore all’occhiello dell’azienda, come pubblicamente affermato e sbandierato dai vertici aziendali lo scorso anno;

3) perché ad oggi, dopo la ricapitalizzazione operata dalla Regione Lazio, non siano state ancora attivate le procedure per il sub-affido del 10% dei km percorsi annualmente dal Co.Tra.L, affidando a privati o cooperative linee periferiche dirottando mezzi e uomini sulle maggiori direttrici, possibilità prevista nel contratto di servizio in essere con la Regione Lazio;

4) perché le procedure per poter utilizzare pullman in leasing, in attesa dell’acquisto di nuovi pullman per la flotta Co.Tra.L., non si siano potute attivare già da tempo invece di attendere la chiusura dell’attuale anno scolastico, così come contenuto in una vs. email del 15.04.2014 in risposta ad un sollecito da parte della Prefettura del 29.03.2014;

5) perché sulla direttrice Rieti-Roma non sia ancora partita la campagna “Controllo a vista” avendo ripetutamente segnalato la presenza di portoghesi sia nel tratto extraurbano sia e soprattutto nel tratto urbano di Roma;

6) perché non si è ancora incentivato e potenziato il collegamento Rieti-Pass Corese, per formulare un’offerta che tenga conto dell’integrazione gomma/ferro più volte ascoltata negli incontri in Regione Lazio;

Al Presidente della Regione Zingaretti e agli Assessori Civita e Refrigeri invece chiediamo una risposta, pubblica ed ufficiale, sul perché con un bando di gara per l’acquisto di 600 nuovi pullman chiuso con assegnazione a giugno 2013, ad oggi non ci siano ancora certezze sulla data del primo ordinativo di 200 pullman e soprattutto se esista realmente la copertura finanziaria per lo stesso.


Congiuntamente a Co.Tra.L e alla Regione Lazio chiediamo risposta, pubblica ed ufficiale, ad alcune richieste specifiche da noi inoltrate e sollecitate più volte:

1) perché non è più partito o non è più stato avviato un nuovo monitoraggio delle frequentazioni di fermate e tratte, da noi proposto a più riprese, mirante ad ottenere una razionalizzazione ed un’ottimizzazione di risorse e mezzi attuali;

2) perché non è mai stata fornita risposta alla nostra richiesta di attivazione di 2 fermate (Mascagni e Stazione Tiburtina) di estrema importanza per l’utenza della Provincia di Rieti e alla nostra richiesta di regolamentazione di utilizzo delle fermate nel transito urbano in entrata ed uscita da Roma;

3) perché non è mai stata fornita risposta alcuna alle nostre proposte per il miglioramento e l’efficientamento sia del capolinea Tibus di Roma sia del capolinea di Rieti e cioè lo spostamento del presidio Co.Tra.L vicino gli stalli del Tibus e l’installazione di pensiline e punti vendita per abbonamenti annuali a Rieti, quest’ultimi da concertare con il Comune di Rieti;

4) perché non è mai stata fornita risposta alle nostre richieste di chiarimenti in merito alle normative e ai regolamenti riguardo l’uso delle bagagliere, la gestione del superamento del numero di persone in piedi ammesso durante la marcia e la regolamentazione delle modalità di salita degli utenti nella zona del capolinea.

Concludiamo con Trenitalia, RFI e Regione Lazio alle quali chiediamo risposte, pubblica ed ufficiale, ad alcune richieste peraltro recenti ma sollecitate più volte, inerenti la linea ferroviaria L’Aquila-Rieti-Terni-Roma:


1) istituzione di una ulteriore corsa diretta nelle primissime ore del mattino e di ulteriori 1 o 2 corse dirette nella fascia oraria del tardo pomeriggio/sera;

2) verifica dei nuovi orari previsti a partire dal 14 giugno per evitare assolutamente

l’interruzione della linea durante il periodo estivo per manutenzione della stessa

(proponibile farlo durante le ore notturne o limitarlo solo alla tratta interessata), verificando le

motivazioni che insistono dietri queste attività manutentive, scongiurandone l’eventuale

paventata eliminazione dei punti di incrocio fisici, attività che penalizzerebbe

irrimediabilmente il futuro della stessa linea;

3) monitoraggio e ottimizzazione dei tempi di incrocio attuali sulla linea e ripristino di tutti o parte degli incroci ad oggi disattivati, per velocizzare la percorrenza lungo l’intera tratta L’Aquila-Rieti-Terni;

4) garanzia delle coincidenze, ove non possibile l’attivazione di altre corse dirette, rendendo più agevole il cambio treno in prossimità dell’orario di coincidenza a Terni (sia in termini di intervallo di tempo sia in termini di attestamento dei treni sulla banchina vicino o di fronte a

quella di arrivo/partenza dei treni da e verso Roma);

5) ufficializzazione dell’accordo tra Regione Umbria, Regione Lazio e Trenitalia, per l’abolizione dell’autorizzazione particolare ed il riconoscimento della validità dei titoli metrebus a zone, previa esibizione del proprio documento attestante la residenza a Rieti e Provincia, che permetta il transito tra Orte e Labro via Terni, e di conseguenza il passaggio da Roma a Rieti;


Rimaniamo in attesa di riscontri alla presente, questa volta non con l’auspicio ma con la ferma volontà di voler ottenere risposte finalmente definitive e tempi e date certi.

 

L'inchiesta
Una rimessa della Compagnia di Trasporto regionale è stata invasa dai nomadi.
immagine

di Maurizio Costa, Christian Montagna, Chiara Rai

Cotral / L'inchiesta – Ecco come viene gestito il patrimonio immobiliare di Cotral, come la Regione Lazio impiega i suoi soldi rispetto ad una gestione del trasporto pubblico su gomma che ogni giorno è sulla cronaca dei giornali e quasi mai per i positivi risultati ottenuti.

Il deposito Cotral di via Giuseppe Mirri a Roma, nel quartiere di Casalbertone, è ancora occupato dai rom, che, insediandosi nella struttura, hanno creato non pochi disagi agli abitanti della zona. Infatti, da quando i nomadi abitano il quartiere, i piccoli furti sono aumentati notevolmente e sono molte le persone e le attività che si lamentano di questa situazione.

Una volta all'interno del deposito, siamo stati accolti in malo modo dalle persone che abitano la struttura. Il "capo" del gruppo rom che ha occupato lo stabile ci ha detto che nessuno sarebbe potuto entrare lì dentro se non con il consenso del Maresciallo dei Carabinieri di Casalbertone. Una notizia totalmente falsa poiché il Comando dei carabinieri ci ha assicurato che sarebbe cosa illecita scendere a compromessi con questa gente, che occupa il deposito ormai all’incirca da ottobre del 2013.

La struttura versa in una condizione di degrado completo: panni stesi dappertutto e rifiuti che ingombrano lo stabile. Non rimane più nulla dei mezzi Cotral o delle loro attrezzature; l'unico indizio che ci riporta alla Compagnia di Trasporto è la grande scritta che spicca sulla colonna che divide le due porte d'ingresso della struttura.

Questa situazione crea moltissimi problemi alle persone che abitano il quartiere di Casalbertone. Giornalmente furti e piccoli reati colpiscono le attività commerciali della zona. Un vivaio, situato a pochi metri dal deposito Cotral, ne ha subiti svariati nell'arco di poco tempo: i nomadi hanno rubato il rame dall'impianto elettrico causando un danno di oltre cinquemila euro.


Doveva essere una nuova stagione avviata grazie al versamento della Regione Lazio, a gennaio del 2013, di 27 milioni di euro per Cotral Spa, al fine di scongiurarne il fallimento.

Vincenzo Surace, “prodotto” targato Renata Polverini avrebbe dovuto risollevare l’azienda di trasporto pubblico del Lazio ma invece la situazione continua a peggiorare e scadere nella inefficienza, in una gestione a rischio frode con alto pericolo di doppia fatturazione nell’affidamento della manutenzione esterna .

Intanto nel deposito Cotral di via Mirri si è lasciato che tutto finisse con il fotofinish odierno: l’Acea stacca la corrente elettrica per mancati pagamenti delle bollette e i bus non hanno più neppure la possibilità di essere sottoposti a collaudo in quel periodo. Quell’enorme struttura lasciata evidentemente incustodita ha lasciato terreno fertile all’occupazione da parte dei rom.

Cosa ha fatto l’amministratore delegato Vincenzo Surace per arginare tutta questa situazione? Si è continuato a pagare profusamente i dirigenti con liquidazioni d’oro e premi di risultato anche nel 2013. Per aver ottenuto quali risultati?

Fumo agli occhi, vista la realtà dei fatti.


Intanto l’approvazione del bilancio è prossima e alla fine di questo mese il Cda Cotral dovrebbe levare le tende.

Non dimentichiamo che una delibera dell’aprile 2012, approvata dal Cda di Cotral all’unanimità, destina quasi 11 milioni di euro a Cotral Patrimonio per la Claves, Ex Erg. La Erg è al centro della bufera in Atac, nell’inchiesta sulla bigliettazione per truffa ai danni dei cittadini e delle aziende.

Il costo del trasferimento del Sistema di Bigliettazione Elettronica da Cotral Spa a Cotral Patrimonio Spa avvenuto di fatto nell’aprile del 2012 è costato ai cittadini ben 10 milioni 923 mila e 445 euro per validatori, localizzatori, server depositi, access point, palmari, POS e terminali di gestione Smart Card.

I terminali di vendita POS e i terminali di gestione Smart Cards rappresentano un ingente patrimonio acquisito con soldi pubblici, ma allo stato dei fatti non sappiamo dove sono finiti.

All’epoca della transazione milionaria il dato certo era che 1 terminale POS si trovava in esercizio test presso la biglietteria di Viterbo, Riello, 2 terminali POS nella sede di via Alimena  e oltre mille terminali POS proprio nella sede di via Mirri che allo stato attuale dei fatti è occupata. I terminali di gestione Smart Cards si trovano, presumibilmente a via Alimena e nel deposito di via Mirri. Che fine ha fatto tutta questa preziosissima apparecchiatura?

LEGGI ANCHE:


 

Inizio
<< 10 precedenti
Pubblicitá
osservatoreitaliaperchiamasfogliare L'osservatore d'Italia ultima edizione banner - 320 NEMI CORSI PIANO B
Seguici su
Rss
L'informazione indipendente del territorio Laziale
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact