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Elezioni Politiche 2013
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C. R.

Roma - Maurizio Lupini, candidato al Senato con La Destra ha rilasciato un'intervista a L'osservatore laziale.
Una chiacchierata sul programma
Buona visione

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Celebrazioni & Ricorrenze
Trentaquattro anni dopo, Lupini ripercorre quei momenti con attimi carichi di commozione.
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Redazione

Roma - Riproponiamo la video intervista a Maurizio Lupini effettuata il 12 maggio 2012.  Un’intervista in esclusiva concessa a L’osservatore laziale da Maurizio Lupini uno dei tre ragazzi sopravvissuti alla strage di Acca Larenzia (7 gennaio 1978). L’intervista ha avuto luogo nella storica sede romana di via Ottaviano 9, messa gentilmente a disposizione dai ragazzi di Ottaviano. Trentaquattro anni dopo, Lupini ripercorre quei momenti con attimi carichi di commozione. All’epoca dice Lupini, “La politica per noi significava confrontarci in merito a problemi “popolari”, un confronto con le aree studentesche con gli operai nelle fabbriche, concettualmente stavamo affrontando le stesse problematiche dei ragazzi di sinistra”.  I media però li hanno dipinti diversamente.  Via Acca Larenzia non è stato un atto finale di contrapposizione tra rossi e neri, piuttosto un’azione militare di diversivo…”. Infatti, ricorda Lupini, dopo un paio di mesi ci fu il rapimento Moro e la strage della sua scorta.

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Eventi & manifestazioni
Con l’evento di Maurizio Lupini si è gettato un seme che già sta dando i suoi frutti, basta vedere la folta partecipazione all’incontro “Siamo realisti, chiediamo l’impossibile”.
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Si è anche fatto vedere in anteprima il trailer del film “Sangue sparso”, un lungometraggio per non dimenticare le vittime degli anni di piombo.

 

Chiara Rai

Maurizio Lupini, uno dei tre ragazzi sopravvissuti alla strage di Acca Larentia (7 gennaio 1978) che L’osservatore laziale ha di recente intervistato in esclusiva, ha varato il suo primo incontro dibattito che ha voluto fare il punto su quelli che sono stati gli anni di piombo. Un punto razionale, critico, con gli occhi maturi di chi non si è voluto e non vuole “farsi incastrare da meccanismi superiori, da decisioni prese dall’alto, da chi ha voluto fomentare l’odio tra ventenni di fazioni opposte, da chi ha sparso il sangue senza sporcarsi le mani”. E’ stato detto questo e tanto altro all’incontro di Lupini dove hanno partecipato davvero tutti i militanti e simpatizzanti di destra ma anche ragazzi di sinistra, intellettuali, giornalisti. Non è mancata qualche critica, ma lo scambio di idee, le parole toccanti, il ripercorrere di esperienze vissute sulla propria pelle, le pallottole come souvenir di una tragedia che ha interrotto vite troppo acerbe per spegnersi. Commozione nelle parole dei “camerati” che hanno visto morire Bigonzetti, Ciavatta e Recchioni. Si è ricordato il sangue di questi ragazzi, con commozione. Si è anche fatto vedere in anteprima il trailer del film “Sangue sparso”, un lungometraggio per non dimenticare le vittime degli anni di piombo. Una pellicola che si è girata a Roma e Monterotondo. Un lavoro di ricostruzione storica, destinato ad essere distribuito gratuitamente nelle scuole della Regione Lazio. Il messaggio rivolto soprattutto ai giovani vuole essere quello di "una battaglia di idee con il rispetto per la vita umana" così come  ha spiegato la sceneggiatrice Emma Moriconi. Moriconi era presente, presente per parlare di “pacificazione” nel senso più proprio del termine ma anche per ribadire che a suo dire l’unico erede della destra italiana si chiama Francesco Storace. E la pacificazione di cui si è parlato non è stata certo acclamata per perdonare senza ma e senza se gli assassini dei ragazzi caduti, ma una pacificazione che guardi al futuro, un futuro dove lo slogan più volte ripetuto è “non si può e non si deve più morire a vent’anni”. E la sceneggiatrice questo lo ha ribadito più volte che non si può morire a vent’anni per nessuna ragione.  Nel corso dell’evento sono intervenuti anche gli autori del libro “Acca Larentia – quello che non è stato mai detto” di Valerio Cutonilli e Luca Valentinotti. Con l’evento di Maurizio Lupini si è gettato un seme che già sta dando i suoi frutti, basta vedere la folta partecipazione all’incontro “Siamo realisti, chiediamo l’impossibile”. 

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L’intervista in esclusiva a L’osservatore laziale
Dopo 34 anni l’atteso evento del 26 maggio 2012
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Lupini: “Non bisogna cadere più nella logica degli opposti estremismi bisogna avere una propria idea e non cadere vittima dell’ideologismo, perché il cerchio si chiude laddove nasce l’idea e l’idea socialista è la mamma di tutte le idee"

Chiara Rai

Un’intervista in esclusiva concessa a L’osservatore laziale da Maurizio Lupini uno dei tre ragazzi sopravvissuti alla strage di Acca Larenzia (7 gennaio 1978). L’intervista ha avuto luogo nella storica sede romana di via Ottaviano 9, messa gentilmente a disposizione dai ragazzi di Ottaviano. Trentaquattro anni dopo, Lupini ripercorre quei momenti con attimi carichi di commozione. All’epoca dice Lupini, “La politica per noi significava confrontarci in merito a problemi “popolari”, un confronto con le aree studentesche con gli operai nelle fabbriche, concettualmente stavamo affrontando le stesse problematiche dei ragazzi di sinistra”.  I media però li hanno dipinti diversamente.  Via Acca Larenzia non è stato un atto finale di contrapposizione tra rossi e neri, piuttosto un’azione militare di diversivo…”. Infatti, ricorda Lupini, dopo un paio di mesi ci fu il rapimento Moro e la strage della sua scorta. E sappiamo tutti che Moro era il fautore di un compromesso storico tra democristiani e comunisti  che non ha più avuto luogo. Nel corso di questa analisi storico politica, Lupini fa un passaggio molto duro su Fini e più amichevole e fraterno nei confronti di Storace addebitandogli, tra l'altro, una carenza di memoria:  “si sono scordati o fanno finta di non ricordarsi che tanti ragazzi sono morti versando  il loro sangue dal quale è nata una pianta che non hanno saputo cogliere. E soprattutto, questa dimenticanza l'ha avuta Fini. Adesso Lupini è pronto a lanciare un messaggio molto forte :“Non bisogna cadere più nella logica degli opposti estremismi bisogna avere una propria idea e non cadere vittima dell’ideologismo, perché il cerchio si chiude laddove nasce l’idea e l’idea socialista è la mamma di tutte le idee: comunque nasciamo tutti da quel ceppo”. E che a vent’anni non si deve morire ne a destra e ne a sinistra è una presa di coscienza, un traguardo che vuole essere discusso oggi in occasione di un evento che si terrà il 26 maggio a Roma nella  sala Solferino all’interno della croce rossa italiana. Un appuntamento atteso,  un confronto pubblico per tenere viva la memoria che avrà come motto “siamo realisti chiediamo l’impossibile”.

 

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