Redazione
Nemi (RM) - Sfiorata la tragedia oggi pomeriggio a Nemi dove due visitatori stavano per subire un incidente che avrebbe potuto anche costargli la vita: le quinte, grosse palizzate in legno, allestite in piazza Umberto Primo per gli spettacoli che si sono alternati in questi giorni di festa, sono letteralmente volate via dal palco a causa del forte vento, scagliandosi proprio a pochissimi centimetri da due anziani che si sono spaventati moltissimo. A mettere a posto il materiale, volato via quasi vicino a ridosso del belvedere, sono stati Azzurra Marinelli e Fabio Pacchiele i quali hanno comunque constatato che considerato il maltempo preanunnunciato già da giorni, si sarebbe potuto pensare a mettere in sicurezza la zona dove è ubicato il palco. E' bastata una raffica di vento che l'impalcatura è volata via. Nel tardo pomeriggio un vigile ha posto l'impalcatura in maniera che non crei ulteriori danni. Perché il tema della sicurezza sembra essere il tallone d'Achille dell'Amministrazione?
Redazione
Nemi (RM) - Eccoci arrivati alla seconda puntata di “GustoBanda” la nuova rubrica de L’osservatore laziale che intende riscoprire insieme ai propri lettori i piaceri della cucina tradizionale, gli antichi sapori, i prodotti artigianali ma anche il mondo moderno e al passo con i tempi dei nuovi chef, le frivolezze e stranezze, creazioni di ingegni all’opera oltre, naturalmente, alle sagre e feste di piazza.
Al civico 8 della storica piazza Umberto I a Nemi c’è un altro forno antichissimo, quello dei Fratelli Cavaterra. Un tuffo nei piaceri e la riscoperta di prodotti realizzati artigianalmente senza conservanti e con ingredienti semplici. Uova, latte, farina, zucchero, vino e anice sapientemente dosati, utilizzati, impastati da mani esperte. Massimo Cavaterra che ha fatto gli onori di casa e che ha imparato il mestiere da suo padre ci ha fatto vedere anche gli innumerevoli dolciumi che sforna l’affascinante fornace, rigorosamente a legna, che arde dal mattino fino a sera, lasciando i passanti inebriati dal profumo della legna e dei prodotti quali il pane e i dolci che sono in continua lavorazione.
Angelo Parca
Nemi (RM) - Nessun Comune ha il pregio di festeggiare il Natale di 24 febbraio se non il piccolo paese delle fragole: a Nemi l'abete di Natale domina ancora piazza Umberto primo. E i curiosi che lo immortalano e commentano la simpatica presenza, aumentano con il passare dei giorni e l'avvicendarsi delle stagioni. Ma visto che Nemi non ha figli e figliastri, è da dire che Natale è anche in piazza Pietro De Sanctis, dove un altro abete è saldamente infisso nel terreno per un metro e con il suo status conquistato ricorda Babbo Natale e i bei tempi di abbuffate, renne, presepi e regalie.
"Dal mese di dicembre è in atto a Nemi una sperimentazione - ironizzano sulla vicenda alcuni cittadini attraverso una nota inviata alla nostra redazione - resa possibile grazie alle convenzioni stipulate dall’Amministrazione comunale con numerose Università italiane ed europee: la riproduzione per talea dell’abete rosso. I siti scelti sono due: Piazza Umberto I e Piazza De Sanctis. - la nota prosegue - Il protocollo sperimentale prevede per Piazza Umberto I la forzatura in vaso, con le sostanze a lento rilascio atte ha favorire l’attecchimento, inglobate in curiosi fiocchi rossi. A detta degli sperimentatori il clima mite della piazza e l’aria pura priva di inquinanti, grazie al rispetto assoluto del divieto di sosta, dovrebbero garantire la riuscita della sperimentazione. In piazza De Sanctis, il protocollo prevede la forzatura in terra con la talea saldamente infissa nel terreno per circa un metro di profondità. In questo caso le sostanze, contenute in un vaso di cemento posizionato sull’asfalto all’altezza dei tubi di scarico delle autovetture che perennemente assediano la piazza, sono trasferite alla talea attraverso una sorta di cordone ombelicale di filo di ferro. - La nota conclude - Tutta la comunità scientifica è in attesa di un convegno in cui vengano illustrati i risultati della sperimentazione, mentre, i cittadini (in considerazione che Natale è passato da un pezzo e siamo ormai alla fine di febbraio), chiedono di porre fine all’agonia degli abeti immolandoli in un adeguato camino sacrificale. In considerazione che i numerosi cittadini bramano di immolare i suddetti abeti anche in considerazione del clima ancora rigido e delle numerose abitazioni dotate di camino, sarebbe opportuno istituire una commissione per scegliere il fortunato immolatore dei suddetti abeti."



