Tag Titolo Abstract Articolo


BANNER VP
Cronaca
200 ? 200: true); height: expression(this.height > 90 ? 90: true);"/>

C. R.

Grottaferrata (RM) - La magistratura indaga sulla piscina realizzata al Tuscolo. Gli ambientalisti hanno presentato un esposto i primi di agosto. Addirittura si è detto che probabilmente non è una piscina ma una vasca per l’irrigazione. Nel 2008 i privati hanno inviato la richiesta di nulla osta al Parco Regionale dei Castelli Romani per un progetto di un piano di utilizzazione agricolo che, tra l’altro, prevedeva anche la realizzazione di una vasca di raccolta delle acque. Il Parco ha espresso il parere fuori dai 60 giorni e per questo il progetto sarebbe passato per silenzio assenso. E perdipiù, all’epoca, il Comune di Grottaferrata diede la concessione.
 

Il punto politico
“Business is business”, dicono gli americani. E chissà che il fato non metta lo zampino anche nella storia dell’approvazione del piano integrato in località Corsi.
immagine

Chiara Rai

Nemi (RM) - La politica potrebbe metterci lo zampino in una storia di lottizzazione frutto di connubi virtuosi tra business e cortesia.

Alcuni versi di una vecchia celebre canzone rossa, “Contessa” di Paolo Pietrangeli dice così: “Voi gente per bene che pace cercate, la pace per far quello che voi volete, ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra. Vogliamo vedervi finir sottoterra”. Una canzone dove si esortano i Compagni dai campi e dalle officine, a prendere la falce e portate il martello. In piazza. Dopo questi versi mi sembra di vederla mia nonna che dice. “Non mi dire il vero che mi si rizza il pelo”. Non diciamoglielo ai compagni nemesi che l’inciucio politico nazionale potrebbe consumarsi anche nel piccolo paese delle fragole. Non risvegliamoli dai loro profondi sonni, non facciamogli ribollire il sangue nelle vene.

D’altronde “Partecipazione Democratica” avrebbe vinto se molti voti di sinistra non fossero andati ad Alberto Bertucci. Da destra a sinistra il passaggio è semplice.  Il tarlo del fato che ci mette lo zampino è scattato quando lo scorso giugno in occasione della sagra delle fragole di Nemi, con sorpresa, il sindaco Alberto Bertucci, con anche la tessera del Pdl in tasca, ha invitato Michele Baldi, capogruppo in Regione per la lista civica Zingaretti, come ospite d’onore per presentare un profumo "Aria di Nemi".

L’accostamento Bertucci – Baldi ci era parso singolare, ma ora abbiamo capito che è sempre la nonna ad avere ragione: “i simili si accoppiano”. Nel senso che i due politici hanno degli elementi che li accomunano. “Quelle strane coincidenze”, come titola il giudice Ayala nel suo ultimo libro. 

Hanno tutti e due la passione per i “saltelli” politici: Il Bertucci è passato facilmente dall’Unione di Centro (Udc) al Pdl e si mormora che per un periodo avesse addirittura entrambe le tessere in tasca. Oggi tira aria di sinistra. Al Governo c’è la sinistra che per tenersi in piedi ha aperto al Pdl. In Regione c’è la sinistra. Al Parco Regionale dei Castelli Romani c’è la sinistra. La domanda è questa: Perché non provare a fare un saltello a sinistra? Il tozzo di pane a casa lo si deve pur portare.

Michele Baldi: Salti di Poltrone

Il saltello, nella fattispecie, lo ha fatto proprio Michele Baldi che da militante di destra con Forza Italia è stato folgorato sulla strada di Damasco e ha seguito Nicola Zingaretti. Ha seguito il Partito Democratico. Direttore generale di Terravision, la compagnia che organizza i bus-navetta dagli aeroporti low-cost ai centri cittadini, consigliere d’amministrazione dell’AS Roma dal 2002 al 2011. Nel 1997 con quasi 3000 voti viene eletto consigliere comunale di Roma, riconfermato con ancora più voti, nel 2001 e nel 2006. Da aprile 2008 è uscito dai partiti e ha fondato il Movimento per Roma con cui si è candidato sindaco alle ultime elezioni comunali del comune di Roma prendendo oltre tredicimila voti. Dopo la pesante sconfitta di Gianni Alemanno due anni prima, nel 2008, Baldi sperava di essere lui il candidato a  sindaco del centrodestra. Ma Gianni ebbe la meglio e Baldi lo contrastò. Su tutto.
E la boriosa sete di rivalsa politica confluita nel suo movimento lo ha portato pian piano a “dire cose di sinistra”.

Michele Baldi: Guai Giudiziari

Non più indagato, ma imputato. Il sostituto procuratore Manuela Comodi ha chiesto il rinvio a giudizio del politico, accusato di aver presentato firme false per candidarsi presidente sempre alla Pisana nel 2010, con il "Movimento per Roma e per il Lazio". Baldi avrebbe indicato tra i sottoscrittori anche un gip di Latina che, scoperto il falso, denunciò tutto alla Digos. Il 29 ottobre il giudice Lidia Brutti deciderà se disporre un processo per Baldi.

Michele Baldi: Il tradimento

Sull’”Espresso” si legge che nel 2010 Baldi tentò di togliere la poltrona a Renata Polverini provando a diventare presidente della Regione Lazio con il "Movimento per Roma", ma le firme raccolte per presentare la lista finirono sulla scrivania della Digos di Latina. Il gip Nicola Iansiti scoprì per caso di essere tra i sottoscrittori di quella lista insieme ai suoi familiari, tra cui la figlia Serena, un'attrice, senza che il magistrato e i suoi cari avessero mai firmato per quel partito. Il giudice, coordinatore dell'ufficio gip di Latina, presentò una denuncia, i poliziotti scoprirono che anche altre firme erano false e, essendo coinvolto un magistrato, il caso finì a Perugia. Chiuse le indagini, il pm Comodi, convinta della responsabilità di Baldi, ha chiesto il giudizio per lui e per un consigliere provinciale del Partito democratico di Latina, Mario Cassoni, che autenticò gli atti incriminati. Il consigliere regionale è accusato di falsità in scrittura privata, visto che sedici persone hanno disconosciuto le firme apposte sui documenti utilizzati per presentare la lista, e Cassoni di violazione della legge elettorale, per avere dichiarato falsamente che quelle firme erano state apposte in sua presenza. Il prossimo 29 ottobre, a Perugia, il giudice Lidia Brutti deciderà se rinviare i due imputati a giudizio. Il consigliere regionale, nel suo primo intervento alla Pisana aveva sostenuto: "Lanciamo una grande sfida per la legalità".

Alberto Bertucci: Guai giudiziari

Il sindaco di Nemi Alberto Bertucci è stato rinviato a giudizio per turbativa d’asta e frode nelle pubbliche forniture per l’acquisto di uno scuolabus. La seconda udienza del processo avrà luogo il 12 novembre 2013. Il processo è iniziato il 12 febbraio. Il Gup che ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal Pubblico Ministero Giuseppe Travaglini. Insieme a Bertucci sono stati rinviati a giudizio anche Gianpaolo Miglietta (già responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Nemi), Mauro Cesaretti e Riccardo Schiaffini. In concorso tra loro, Miglietta quale responsabile del procedimento e dell’Ufficio Tecnico del Comune di Nemi e Bertucci già vicesindaco del Comune di Nemi, mediante collusioni avrebbero turbato la gara bandita da Miglietta per il Comune di Nemi e avente ad oggetto l’acquisto di uno scuolabus al fine di far aggiudicare la fornitura alla ditta Car Ind srl di Mauro Cesaretti. Miglietta, dopo aver bandito la gara avrebbe provveduto a modificarla: formulava quattro richieste di offerta per la fornitura di uno scuolabus indirizzandole alle quattro ditte che Riccardo Schiaffini, titolare della ditta appaltatrice dei trasporti presso il Comune di Nemi, aveva indicato a Bertucci. Tra queste offerte Miglietta aggiudicava la gara alla ditta di Cesaretti al prezzo di euro 49 mila 950 Iva esclusa, sebbene tale prezzo fosse superiore a quello posto a base d’asta (euro 48 mila 126 iva inclusa). Dopo l’aggiudicazione, Cesaretti riduceva l’offerta ad euro 40 mila 105 iva esclusa ma consegnava presso il deposito dello Schiaffini un veicolo diverso da quello oggetto della gara perché avente solo 19 posti anziché i 30 indicati nell’atto di aggiudicazione. Il 6 giugno scorso, il Giudice ha ravvisato un conflitto di interessi tra sindaco imputato sostanzialmente per turbativa d’asta e frode contro lo stesso Ente che amministra. Per questo ha nominato commissario ad Acta il vicesindaco Edy Palazzi affinché prendesse decisioni al posto del sindaco su questo caso penale. Ma Palazzi, con delibera di giunta ha deciso che come Ente, il Comune non si costituirà parte civile sulla base parere legale dell’avvocato Alessandra Capozzi, che tramite perizia giurata, avrebbe evidenziato che non si sarebbero verificate ipotesi concrete di danno per l’Ente. Viva la legalità.

Alberto Bertucci: Il tradimento

A Giugno del 2011 Alberto Bertucci, Edy Palazzi e Giovanni Libanori insieme ai consiglieri di minoranza “compagni” hanno fatto saltare il sindaco Cinzia Cocchi. Cinzia Cocchi aveva come si suol dire una “serpe in seno”, in quanto Alberto Bertucci era prima consigliere comunale con la giunta di centrodestra Biaggi e poi Vicesindaco e assessore all’Ambiente e alla Scuola con Cocchi. Il sindaco Cocchi però, avendo notato dinamiche poco trasparenti e non in linea con il programma elettorale politico tolse le deleghe intorno a gennaio 2011 ad Alberto Bertucci che da quel momento iniziò la campagna di denigrazione del suo sindaco. In verità non è mai tirata un’aria serena perché già all’insediamento di Cocchi non parteciparono Bertucci, Palazzi e Libanori e non ebbe il numero legale. Questo perché avanzavano richieste differenti e maggiori da quelle previste nell’accordo preelettorale. In quell’accordo era previsto che Bertucci sarebbe stato assessore e vicesindaco ma poi Giovanni Libanori (in quota Udc) sembrerebbe che avesse reclamato un posto in giunta, venendo meno alla parola data in precedenza. Finito il primo mandato di Alessandro Biaggi ci fu un passaggio che fondamentalmente decretò l’uscita dell’assessore e vicesindaco Carla Colazza ed entrare Alberto Bertucci, pronto a prendere il posto della Colazza, infatti finì col fare il vicesindaco. Non subito, ma ci riuscì. Insomma con Cocchi fu un connubio travagliato. In ogni occasione Bertucci era pronto a sminuire l’operato di Cinzia Cocchi facendo emergere l’immagine che solo lui fosse il factotum di tutta l’amministrazione. Voleva sempre fare le veci del sindaco e rimarcava in ogni momento l’assenza di Cocchi anche quando assente in realtà non era. A Cocchi sparì addirittura la fascia. Subito dopo la caduta. Qualcuno aveva le chiavi per accedere dalla seconda porta. E Cocchi sa bene chi aveva le chiavi, ciononostante ha dovuto fare una denuncia contro ignoti. Ma queste restano sempre quelle strane coincidenze.

Grandi similitudini tra Baldi e Bertucci: “B&B”.  Sembrerebbe che di recente si siano incontrati.

“Business is business”, dicono gli americani. E chissà che il fato non metta lo zampino anche nella storia dell’approvazione del piano integrato in località Corsi.

Ah dimenticavamo che sempre fato vuole che Michele Baldi in Regione sia, tra l’altro, Membro Commissione Bilancio, partecipazione, demanio e patrimonio, programmazione economico-finanziaria.

L’aria di Nemi comincia ad essere ancora più nebulosa.

LEGGI ANCHE:


 
 

Ambiente & Territorio
Caracci: "Per me la nomina è stata una sorpresa, e proprio per questo la considero il riconoscimento del lavoro svolto in passato per il Parco dei Castelli Romani".
immagine

Redazione

Castelli Romani - La nomina, arrivata con decreto a firma del Presidente della Giunta regionale Zingaretti del 31 luglio 2013, è stata formalizzata oggi dall'Ente Parco. 

Sandro Caracci, che ha già ricoperto la carica di presidente del Parco dei Castelli Romani dal 1995 al 2002, torna con l'intenzione di proseguire il percorso di affermazione dell'idea di Parco sul territorio. 

Originario di Marino (RM) e con una lunga esperienza come amministratore e funzionario pubblico, Caracci è una persona radicata sul territorio, di cui conosce complessità e potenzialità:

"Chi mi ha scelto - commenta il Commissario - evidentemente lo ha fatto perché cercava determinate caratteristiche, personali e professionali, che fossero coerenti con l'obiettivo di affermare in modo definitivo il ruolo del Parco sul territorio, e dunque ringrazio il presidente Zingaretti per la fiducia. Per me la nomina è stata una sorpresa, e proprio per questo la considero il riconoscimento del lavoro svolto in passato per il Parco dei Castelli Romani. Il Parco - continua Caracci - presenta tutte le problematiche tipiche di un Parco suburbano. Un'area fortemente antropizzata ha inevitabilmente delle forti criticità ma, negli anni, ho potuto registrare un crescente interesse per le tematiche ambientali e una sensibilità sempre più estesa fra la cittadinanza, che si aspetta dal Parco azioni precise. Tutela, conservazione, ma non solo. Il Parco sarà un laboratorio permanente, perché va tenuto conto delle persone che nel Parco vivono e lavorano, dunque la difesa dell'ambiente deve andare di pari passo con le esigenze dei cittadini. Saluto i Sindaci della Comunità del Parco - conclude il Commissario - con i quali sono certo si avvierà un percorso di collaborazione, affinché, a quasi trent'anni dalla sua istituzione, si possa affermare definitivamente il ruolo dell'Ente Parco".

LEGGI ANCHE:

 29/07/2013 LAZIO: IL GOVERNATORE DEL LAZIO HA NOMINATO I NUOVI VERTICI DEGLI ENTI PARCO

Ambiente & Territorio
Del nulla osta ambientale dell'Ente Parco non vi è traccia. Eppure per organizzare una qualsiasi manifestazione nell’area protetta questo iter è obbligatorio
200 ? 200: true); height: expression(this.height > 90 ? 90: true);"/>
Ambiente & Territorio
Italia nostra-Castelli Romani, Alternativ@mente e Picchio Rosso: “È urgente rimuovere gli attuali Commissariamenti, voluti dalla precedente Giunta regionale"
200 ? 200: true); height: expression(this.height > 90 ? 90: true);"/>

Redazione

Parco dei Castelli Romani - Di seguito pubblichiamo la lettera aperta al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e all’assessore regionale alle Infrastrutture, alle Politiche abitative, all'Ambiente Fabio Refrigeri.
 
“La governance del territorio, si sviluppa a nostro giudizio attraverso nuove proposte riguardo l’ ’urbanistica, l’ambiente, l’energia e i beni culturali, la cui dialettica può portarealla creazione di diversi posti di lavori e produrre come effetto risultante la riqualificazione ambientale e d’immagine della Regione Lazio.

Molte delle attività sviluppate negli ultimi anni delle Associazioni Ambientaliste del territorio si sono incentrate riguardo la gestione del Parco Regionale dei Castelli Romani, ma gli  tre ultimi anni di gestione commissariale hanno segnato una profonda involuzione del Parco dei Castelli Romani.

L’ azione è stata flebile  e la  credibilità dell'Ente ha registrato una evidente flessione.  Tra l’ altro l’ attuale  Commissario del Parco - Matteo Mauro Orciuolinon è riuscito a rendere operative le linee guida espresse nel documento di programmazione Economica e Sociale, adottato nel 2009,  e nessuna iniziativa di promozione dei valori culturali e naturali del territorio è stata sviluppata nell’ ultimo  triennio.

È superfluo ricordare che i Castelli Romani hanno visto negli ultimi decenni un forte aumento di popolazione residente che ha ormai raggiunto i 350.000 abitanti, inoltre,  l'area agricola in tutti i Comuni del Parco ha subito una forte contrazione. I Comuni del comprensorio hanno continuato a proporre un modello di sviluppo incentrato esclusivamente sull'edilizia, noi riteniamo, invece, che i 15.000 ettari del Parco, cuore di un patrimonio naturale e culturale di grandissimo pregio, vadano  assolutamente difesi e  i livelli di tutela rafforzati.

I Castelli Romani, per salvaguardare tali valori, devono avviarsi verso l’ ecosostenibilità nella gestione territoriale, innescando meccanismi economici virtuosi basati su un turismo di qualità  e  sullo sviluppo delle attività agricole. Per realizzare simili obiettivi c'è bisogno di un Parco funzionante e capace di attuare le necessarie politiche di tutela e promozione. Per questo facciamo appello a Lei, Presidente Zingaretti, e a Lei, Assessore Refrigeri, affinché si avvii  con la necessaria sollecitudine il rafforzamento del ruolo dei Parchi nel Lazio in generale e nel caso specifico di quello dei Castelli Romani. È urgente rimuovere gli attuali Commissariamenti, voluti dalla precedente Giunta regionale, e ridare ai Parchi la necessaria professionalità nella gestione, risorse economiche adeguate e capacità di perseguire  logiche di sistema che valorizzino il ruolo dei parchi regionali

L’ 'approvazione del Piano di Assetto da parte del Consiglio Regionale è la misura necessaria per mettere un punto fermo che è atteso dai Castelli Romani ormai da trent'anni e tale atto non più rinviabile.  Auspichiamo che la Sua Amministrazione, che tante aspettative ha creato nei cittadini del Lazio, voglia considerare l'appello che Vi rivolgono le ambientaliste dei Castelli Romani. Alternativ@mente, Italia Nostra – Castelli Romani, Picchio Rosso Firmato Enrico Del Vescovo, Franco Medici, Carlo Testana”

LEGGI ANCHE:

Ambiente & Territorio
E' polemica sul Piano d'Assetto tra Abbondati (Sel) e Mattei (Pdl)
immagine

Chiara Rai

Castelli Romani (RM) - Tutto fa polemica in campagna elettorale, anche il Parco dei Castelli. A lanciare il sasso è il candidato Sel alle regionali Guglielmo Abbondati il quale asserisce che il commissario liquidatore del Parco starebbe predisponendo un atto amministrativo per ridurre i confini dell'area protetta, “disobbedendo alle numerose sentenze del Tar e recependo una valutazione ambientale strategica viziata da grossolani errori”. Il candidato vendoliano parla di “tentativo meschino messo in piedi dalla gestione commissariale del Parco Castelli per ingraziarsi probabilmente le lobby del cemento e della caccia”.

Nei fatti si parla ne più ne meno di un nuovo Piano d’Assetto atteso da anni nell’area castellana. A rispondergli è Marco Mattei, ex assessore all’Ambiente della Regione e candidato Pdl alle regionali: “Abbondati – dice Mattei - mostra incompetenza e malafede parlando di atti amministrativi di cui non conosce origine e iter. La valutazione ambientale strategica era ed è un atto obbligatorio che le precedenti gestioni dell'Ente hanno ignorato deliberatamente. La Vas serve proprio a salvaguardare il territorio da qualsiasi azione o attività dannosa per l'ambiente stesso. Parlare di Vas viziata da grossolani errori – aggiunge il candidato Pdl alla Regione Lazio - significa tacciare di incompetenza strutture regionali che per decenni hanno svolto con competenza il proprio lavoro”. Riguardo alla connivenza con presunte lobby di costruttori o cacciatori voglio ricordare che siamo sempre stati dalla parte di tutti i cittadini nella difesa dell'ambiente e tra i cittadini non credo che possano essere discriminati, come ha sempre fatto la sinistra, i cacciatori”.

LEGGI ANCHE:

Ambiente & Territorio
La Bertuccia dal capello riccio perde il carattere ridens e diviene Macaca municipalis hirta attapirata L.
200 ? 200: true); height: expression(this.height > 90 ? 90: true);"/>

Redazione

Nemi (RM) - Una nuova lettera, circola  nel paese delle fragole. E' una piacevole nota satirica che tiene viva quella giusta ironia che viene utilizzata per parlare verosimilmente di fatti e personaggi.

Per una migliore comprensione del lettore si suggerisce di leggere l'articolo precedente: [ NEMI, CACCIATORI SELEZIONATORI: UNA LETTERA SEGNALA AL SINDACO LE SPECIE DA ABBATTERE.]

Ecco la lettera che 'gira' per Nemi:

"Nella fretta di sollevare il Sindaco - Alberto Bertucci - dall’onere del censimento delle specie, non abbiamo preso in considerazione le altre specie presenti sul territorio nemese. Ci scusiamo con il lettore e prontamente rimediamo alla dimenticanza.

Intanto, alla luce dei recenti avvenimenti, dobbiamo doverosamente registrare delle sostanziali modifiche del carattere della Bertuccia dal capello riccio: il carattere ridens, che già si era evoluto verso l’istericus, è definitivamente scomparso. E’ subentrata la fronte aggrottata ed il labbro imbronciato, per cui la nuova classificazione è Macaca municipalis hirta attapirata L.

Si ritiene opportuno riportare anche le caratteristiche peculiari della femmina. Si prende cura amorevolmente della numerosa prole e del fedele compagno, cucinando per tutti prelibati manicaretti: sovente stazione nella stanza dell’augusto compagno cingendo protettiva la spalliera dello scranno istituzionale e non disdegnando, qualora sia necessario, l’allattamento dell’ultimogenito. Provvede personalmente alla pulizia dell’Ufficio, districandosi leggiadra tra sedie e scrivanie. A questo punto ci sembra già di sentire i commenti del lettore: Che palle! Abbiamo capito è brava e amorevole. Possibile che non ha un difetto? Il lettore si rassicuri, c’è là, c’è là. Ha un carattere volitivo, tanto che passa in un batter d’occhio, dal ridanciano all’incazzoso e viceversa. Potentemente automunita, la utilizza anche per minimi spostamenti parcheggiandola con ineffabile noncuranza dove capita, in barba ai divieti, a volte sotto l’occhio bonario e deferente del Fido Braccio Destro. Provetta guidatrice, impegna con rara maestria perigliose discese (ad altre proibite) allo scopo di prelevare dalle fatiche scolastiche l’adorata prole: Lei può, Lei è la Prima Domina.

Mentre eravamo impegnati nella faticosa opera di censimento, ci siamo imbattuti in una antica pergamena che riportava tra l’altro, la presenza nella valle del lago di animale dalle caratteristiche molto interessanti. Accurate ricerche ci hanno permesso di risalire ad una specie ormai estinta, il Bradypus tridactylus nemus sacrum L. (Bradipo tridattilo del bosco sacro), che si aggirava pigramente tra i rami della quercia sacra. Facile è stata l’individuazione dei diretti discendenti, più parassitari che perniciosi, che sono rappresentati da tre biotipi: il Bradypus pentadactylus veliternum candidus L. (Bradipo dal pelo bianco), il Bradypus pentadactylus cinthianum necrofori L. (Bradipo degli alberi pizzuti) ed il Bradypus pentadactylus nemus nemus L. (Bradipo mimetico). Quest’ultimo ha la singolare capacità di sparire in un attimo e di rendersi introvabile per ore: giri gli occhi e non c’è più. Di abitudini prevalentemente mattutine, sono caratterizzati (quando operano pro domo sua) da una notevole vivacità e alacrità. Immediatamente dopo l’entrata in servizio piombano in una apatia assoluta, accompagnata però da un bisogno smisurato di cibo, che solitamente viene consumato avidamente nei bar cittadini e talvolta, anche in quelli del Paese di fronte.

Allo scopo di sfuggire ai predatori (segnatamente la Bertuccia dal capello riccio, il Gorilla di Vigna Grande ed il Tricheco volante, che tentano inutilmente di aumentare la loro produttività) si spostano in branco, a bordo dei potenti mezzi in dotazione (consumando enormi quantità di carburante), nella perenne ricerca dell’attrezzo o del materiale (fondamentale per l’esecuzione del lavoro assegnato), puntualmente dimenticato. Dotati un orologio biologico precisissimo, un’ora prima della fine della giornata di duro lavoro (duro?! lavoro??!!), si avvicinano lentamente, in ordine sparso, al timbra cartellini, allo scopo di riconquistare l’agognata libertà e tornare più vivaci e più alacri che pria.

Nel concludere il censimento, segnaliamo una specie altamente perniciosa appartenente alla famiglia dei Sirenidi: il Dugon dugon Mary of half a million L. (Dugongo del lago). In questo caso, l’uso dell’inglese nella classificazione è d’obbligo poiché, il Dugongo del lago si crede un sosia di Elvis Presley the Pelvis: per questo motivo da alcuni studiosi è classificato come Dugongo pseudo elvis. Sempre di nero vestito, uso guatar tacendo e tacendo rosicar, per l’altrui virtude (chiediamo venia alla Benemerita per la contaminazione dell’antico motto), scorazza ad ogni ora del giorno e della notte per le vie del paese a bordo di residuati bellici della Seconda Guerra mondiale. Predilige quello del Sol Levante, verde e puzzolente come una scardafella, con il quale percorre innumerevoli volte il Corso, emettendo ad intervalli regolari un potentissimo verso: Vroom! Vroom!! Da abbattere assolutamente.

Nel congedarci definitivamente dobbiamo confessare al lettore un rovello che negli ultimi tempi ci assilla. È vero che il Cinghiale è un timoroso suino dalle abitudini notturne e sostanzialmente innocuo, per cui merita di vivere e prosperare indisturbato nella valle del lago, ma è altrettanto vero che è saporitissimo. Che fare? Cedere o non cedere alle tentazioni della carne? Accontentarsi del solito maiale (Sus scrofa domesticus)? Ma sì, magari solo un cosciotto arrosto, però gli compro una protesi …si si, una bella protesi. Cara, faccio un salto alla valle, accendi il fuoco.

L’amico del giaguaro"

ARTICOLI PRECEDENTI:



 

Lettere alla redazione
"Purtroppo temiamo che nonostante il nostro impegno sarà abbattuto solo il Cinghiale (Sus scrofa). "
200 ? 200: true); height: expression(this.height > 90 ? 90: true);"/>

Redazione

Nemi (RM) - Una lettera ironica, trovata nella buca della posta e che circola da 2 giorni nel paese delle fragole. Fa sorridere, è una nota ironica, senza dubbio originale. Per questo motivo abbiamo deciso di pubblicarla.

Ecco la trascrizione del testo della lettera:

"Nei giorni scorsi, sul quotidiano [ Omissis ], è stato pubblicato un articolo intitolato Al Parco di Nemi presto arriveranno cacciatori-selezionatori per tutelare le colture.

L’articolo riporta una esternazione del Sindaco Bertucci che dichiara: “Ci siamo uniti volentieri al Parco dei Castelli Romani, impegnato nella tutela della biodiversità, anche in questa iniziativa che porterà grande vantaggio all’attività agricola del territorio. Operativamente, sarà fatto presto un censimento degli animali distruttori per poi passare alla parte pratica del progetto”. Ora, il Sindaco Bertucci è oberato, anzi oberatissimo di lavoro (tanto che non trova il tempo per rispondere alle interrogazioni dei Consiglieri di minoranza) per cui, allo scopo di sollevarlo da sì gravoso incarico, abbiamo fatto un rapido censimento degli animali distruttori presenti nel Comune di Nemi da sottoporre ad abbattimento selettivo.

Si segnalano:

Macaca municipalis hirta ridens L. (Bertuccia dal capello riccio)
Specie autoctona dalle abitudini diurne, sovente anche notturne, ha percorso in lungo ed in largo il territorio nemese (conosce ogni via e ogni abitante - Oryctolagus penarus dixit) dispensando ampi sorrisi, baci e abbracci, strette di mano e promesse, tante promesse: negli ultimi tempi, causa le promesse da mantenere, ha assunto abitudini crepuscolari, con pericolosa deviazione del comportamento verso la forma istericus. Di elevata intelligenza e cultura, interviene nei più disparati convegni elargendo perle di saggezza. E’ affascinata dal Tricolore, tanto che si narra che indossi la Fascia anche per dormire; ama paludarsi con gessati in stile mafioso con cui si pavoneggia nelle varie occasioni *ufficiali  [* Il termine originale è stato sostituito]. Di norma non emette versi, fa gli occhioni e le faccette.

Oryctolagus penarus L. (Coniglio mannaro)
Specie alloctona dalle abitudini notturne, al massimo crepuscolari (tardo pomeriggio). Tende alla pinguedine poiché, in virtù degli Altissimi Incarichi *ufficiali  [* Il termine originale è stato sostituito] Filotranviari (mica cazzi!!), è autista munito: allo scopo di farlo sapere Urbi et Orbi fa tappa in tutti i bar dei Castelli dove ingurgita cappuccini in quantità industriali. Nelle notti di plenilunio, se è libero dagli incarichi di cui sopra, scorazza per il paese emettendo un verso angoscioso che getta nella più profonda disperazione la popolazione: Faremo, Faremo, Faremooooooo!!!!!

Anser anser colombarum minus L. (Ochetta delle Colombe)
Specie autoctona dalle abitudini diurne, si aggira per le stanze del *Palazzo [* Il termine originale è stato sostituito] alla perenne ricerca dell’acca perduta e del congiuntivo smarrito, emettendo sommessamente di tanto in tanto il verso, Sinanni,Sinanni!!,Sinanni!!, Sinanni!!??.

Canis lupus vigilantes funebris semperridens L. (Fido Braccio Destro)
Specie alloctona migrante (di comune in comune dei Castelli romani), percorre senza sosta le vie del paese, stazionando sovente in Piazza Roma (lato tabaccheria), da cui può osservare adorante, l’avita magione della Bertuccia dal capello riccio: è caratterizzato da un agitare vorticoso delle braccia e da uno strofinio energico delle mani. Quando si avvicina al malcapitato di turno proferendo con fare sussiegoso, Ciao Caro, tutto bene????, Provoca nell’interlocutore (per la componente funebris) un immediato moto delle mani verso le parti basse del corpo.

Sono stati avvistati anche il Gorilla Vinea magna L. (Gorilla di Vigna grande), l’Odobaemus avionis L. (Tricheco volante) e la Myrmica pazientissima ohm L. (Formica factotum). Per carità del lettore ci asteniamo dal descrivere le loro peculiari caratteristiche: segnaliamo solo l’assoluta immobilità e la mancanza di parola in occasione delle *sedute [* Il termine originale è stato sostituito], tanto da farle sembrare finte.

Purtroppo temiamo che nonostante il nostro impegno sarà abbattuto solo il Cinghiale (Sus scrofa). Siamo fermamente contrari a ciò, perché, al cospetto delle specie altamente perniciose per la Comunità descritte precedentemente, questo timoroso suino dalle abitudini notturne (che al massimo danneggia le macere e mangia i bulbi), è per Nemi il male minore: merita quindi, di vivere e prosperare indisturbato nella valle del lago.
L’amico del giaguaro, pardon, del cinghiale"
 

Ambiente & Territorio
200 ? 200: true); height: expression(this.height > 90 ? 90: true);"/>

Partita oggi 8 novembre 2012 la lettera dei Verdi indirizzata a: Flavio Gabbarini Sindaco del Comune di Genzano di Roma / Giuseppe Tanzi Direttore della Direzione Regionale Ambiente Regione Lazio / Matteo Mauro Orciuoli Commissario Straordinario Ente Parco Regionale dei Castelli Romani / Comandante del Corpo Forestale dello Stato Coordinamento Provinciale di Roma / Dirigente Dipartimento IV "Servizi di Tutela Ambientale" Provincia di Roma

[ LETTERA ANGELO BONELLI CAPOGRUPPO DEI VERDI REGIONE LAZIO ]

 

Angelo Parca

Finché la questione della discarica di Genzano (localizzata in via in via del Perino a Genzano sul costone verde che si affaccia sul  lago di Nemi, sequestrata il 31 ottobre scorso dal Comando di Polizia locale diretto da Giulio Bussinello insieme al Tenente di Giudiziaria Gianfranco Silvestri) non sarà definitivamente risolta con bonifica, L'osservatore laziale terrà i riflettori puntati. In un precedente articolo, quando ancora si rinnovava l'allarme e la richiesta di intervento agli organi preposti, abbiamo scritto di aver allertato il presidente dei Verdi Lazio Nando Bonessio, [ GENZANO, ALLARME DISCARICA DENUNCIATA DAL 17 SETTEMBRE... CHE GLI ORGANI PREPOSTI INTERVENGANO AL PIU' PRESTO ] il quale ha assunto l'impegno di interessarsi della vicenda. Bonessio ha fatto azioni, non parole. "Come da impegni presi - scrive alla nostra redazione -  trasmetto la nota che come Gruppo Verdi Regione Lazio abbiamo inviato a ttuti gli Enti coinvolti nella tutela del territorio del Lago di Nemi. Nando Bonessio".

Nella nota del gruppo consiliare Verdi Regione Lazio, protocollata in data odierna 8 novembre, chiede "agli Enti di indirizzo, ciascuno per quanto di loro competenza, di sapere quali iniziative urgenti intendono adottare, al fine di bonificare le aree interessate dalle discariche abusive, e se ritengono opportuno potenziare la vigilanza del Parco. 

Dunque, adesso si attendono delle risposte. Ai sigilli dovranno seguire dei fatti e anche in Regione i Verdi si sono mobilitati per monitorare la questione. Questo è il classico esempio che dimostra come un organo di stampa insieme ai cittadini e a gruppi politici realmente presenti possa ottenere dei risultati. Ma la strada è ancora in salita e sulla tutela del territorio non è possibile abbassare la guardia.

ARTICOLI PRECEDENTI:

   19/10/2012 GENZANO E NEMI: I CITTADINI SI ATTIVANO NELLA "VALLE DEL SILENZIO"

Ambiente & Territorio
L'appello dei cittadini all'Ente Parco dei Castelli e alle Amministrazioni comunali: Raccogliete i rifiuti e restituite decoro all'ambiente
200 ? 200: true); height: expression(this.height > 90 ? 90: true);"/>

Alberto De Marchis

Tuscolo (Rm) - Il cumolo di immondizia del Tuscolo ancora in attesa di essere ritirato, nonostante sia stato raccolto e stipato da alcuni cittadini la scorsa domenica 21 ottobre, ha fatto da cornice al Junior Rally Show andato in onda questo fine settimana 27 e 28 ottobre. Il Rally ha utilizzato un tratto di strada interamente ricavato all’interno del Parco Regionale dei Castelli Romani. I Comuni coinvolti: Monte Porzio Catone, che ha ospitato e patrocinato il rally con partenza e arrivo, Frascati e Grottaferata, concludendo con Marino per l’area assistenza e riordino e Rocca Priora per un ulteriore riordino. I cittadini si chiedono: Ma l’Ente Parco dei Castelli e le Amministrazioni comunali oltre a dare nulla osta e permessi vari per queste manifestazioni perché non si occupano anche di togliere i rifiuti e quindi restituire un decoro all’ambiente?   

ARTICOLI PRECEDENTI:

Inizio
<< 10 precedenti
Pubblicitá
BANNER MICHELE CIVITA
Seguici su
Rss
L'informazione indipendente del territorio Laziale
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact