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di Chiara Rai
Nemi (RM) - C'è una notizia fresca di Giunta (Alberto Bertucci, Edy Palazzi e Pietro Pazienza). Mediante deliberazione il sindaco più i due, conferiscono un incarico professionale per la redazione di un "piano particolareggiato" in zona Corsi.
Ma vogliamo essere più specifici ancora facendo la premessa che la delibera prima menziona le tre zone di completamento di edilizia residenziale che sono Le Colombe, I Corsi e Parco dei Lecci che "sono da sottoporre a piano attuativo" e poi però si concentra solo sui Corsi rispetto alla cui zona si ritiene "necessario" procedere ad un piano particolareggiato soprattutto dal punto di vista infrastrutturale e cioè la rete viaria.
Dunque si parla di tre zone e poi si arriva alla zona Corsi, recente area d'interesse di un tentativo di lottizzazione da parte di un grande sostenitore del sindaco imputato, naufragato grazie ai pareri negativi del Parco Regionale dei Castelli Romani e della Regione Lazio occorsi nell'ambito della conferenza dei Servizi che ha visto "proponente" il Comune di Nemi.
Questo indirizzo politico amministrativo ha tutto il sapore di un "piano B" che permetterebbe lo sviluppo e l'edificazione in un'area polmone rimasta ancora verde e difesa da molti cittadini in questi ultimi tempi nonché tema affrontato anche dal nostro quotidiano. Si era addirittura formato il Comitato no Pic (piano integrato corsi) nato per contrastare proprio questi tentativi di edificare in zone protette ed alto rischio idrogeologico.
Ora, non bisogna prendere sotto gamba questo "piano particolareggiato" perché è sinonimo di grosse infrastrutture, espropri, edificazioni. Purtroppo di fronte ad una politica che si sta mostrando poco attenta all'ambiente, se pensiamo che anche la sbandierata raccolta differenziata non è mai decollata dappertutto, bisogna tenere la guardia alta affinché Nemi non divenga come alcuni paesi dei Castelli Romani che da Roma, guardando le colline, appaiono come blocchi di cemento incastonati nel fu verde.
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Chiara Rai: "In nome della categoria che rappresento e in nome dell’onestà della mia persona sono costretta a non passare sopra a questo episodio ed andare fino in fondo".
di Chiara Rai
Nemi (RM) - Smentito e smentiti dalla Giustizia. La denuncia della Giunta di Alberto Bertucci a seguito di un mio articolo che affermava che il cimitero era chiuso quando invece doveva essere aperto ha avuto una sonante archiviazione in quanto le accuse del sindaco di Nemi Alberto Bertucci, del vicesindaco Edy Palazzi e dell’assessore Pietro Pazienza sono risultate del tutto infondate.
Io e il mio giornale abbiamo vinto. Nessun rinvio a giudizio nei miei confronti e neppure uno strascico giudiziario che avrebbe lasciato spazi a dubbi ed insinuazioni dal parte del sindaco di Nemi nei confronti di una professionista quale ritengo di essere.
Definisco questa giornata memorabile, in quanto la diffamazione della quale mi hanno accusato è risultata infondata e si è rivolta contro loro stessi.
Sono estremamente contenta per questo esito odierno in aula di Tribunale dove sono stata trascinata per la giacchetta dai predetti personaggi. E’ stata completamente smontata la tesi sostenuta dalla giunta comunale di una stampa infamante e bugiarda: adesso c’è da chiedersi chi sia il pinocchio della situazione e chi debba camminare a testa bassa.
I motivi di questa sonante sconfitta giudiziaria della giunta di Alberto Bertucci che addirittura si è opposta alla richiesta di archiviazione sono diversi:
Alberto Bertucci, Edy Palazzi e Pietro Pazienza, che probabilmente non porgeranno le doverose e pubbliche scuse ad un quotidiano serio come il nostro, hanno messo in dubbio, testimonianze e fotografie.
E soprattutto la giunta ha mancato di rispetto nei confronti dei cittadini stessi che si sono recati al cimitero domenica 28 ottobre 2012, ultima settimana che prelude alla festività di Ognissanti e alla commemorazione di tutti i fedeli defunti, quando alle ore 16 i cancelli si presentavano chiusi e diversi visitatori rinunciarono all’idea di andare a trovare i loro cari.
Le accuse sono del tutto infondate e la memoria torna indietro a quando il sindaco ha fatto affiggere manifesti dappertutto addirittura utilizzando l’indirizzo e-mail istituzionale per esortare i cittadini a denunciare la stampa (e la collettività sa bene a chi si riferiva il sindaco) e a intentare quindi una causa di risarcimento danni al fine di tirare su qualche centesimo per rimpinguare le casse comunali e dare servizi ai cittadini.
Beh, signor Alberto Bertucci, penso che lei saprà trovare il modo per lavare tutto il fango che in questo mesi mi ha ingiustamente gettato in dosso.
In nome della categoria che rappresento e in nome dell’onestà della mia persona sono costretta a non passare sopra a questo episodio ed andare fino in fondo.
Ancora adesso, la invito, come la invitai in sede di tentativo di riconciliazione che lei non ha saputo ne voluto intendere (ne lei e neppure i signori Edy Palazzi e Pietro Pazienza), a rassegnarsi al fatto che esista una stampa seria su questo territorio.
Una stampa che ha saputo anche criticare il suo operato perché per fortuna in Italia vige ancora la libertà di critica e di pensiero.
In silenzio ho dovuto subire ridicole accuse della sua giunta, in silenzio passavo di fronte ai manifesti diffamanti che con tanta solerzia sono stati affissi e tenuti per mesi. Adesso con la stessa tenacia, con lo stesso silenzio, seguirò le sue gesta e le ricordo che non è riuscito nel suo intento di farmi rinviare a giudizio bensì rinviato a giudizio resta lei e per fatti molto gravi. Le rammento che l’accusa è di frode e turbativa d’asta nei pubblici incanti rispetto allo stesso Comune che amministra e che la prossima udienza dibattimentale è fissata per il mese di giugno.
Se verrà scagionato ne daremo notizia e se verrà condannato faremo altrettanto. Per il momento vige la presunzione di innocenza e io e il mio giornale non ci comporteremo come lei si è comportato nei nostri confronti. Tant’è.
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Chiara Rai
Nemi (RM) - Oggi, 27 marzo 2013 alle ore 12:00 il cimitero di Nemi si presenta aperto, come si evince dalle foto a corredo dell’articolo.
Una situazione del tutto differente dalla ormai passata domenica 28 ottobre, ultima settimana che prelude alla festività di Ognissanti e alla commemorazione di tutti i fedeli defunti, quando alle ore 16 i cancelli si presentavano chiusi e diversi visitatori rinunciarono all’idea di andare a trovare i loro cari.
Quando il cimitero di Nemi è aperto lo si evince chiaramente, perché tutti e due i cancelli sono spalancati così come si può ammirare nella chiarissima fotografia odierna. Non vi possono essere interpretazioni di sorta: cancelli aperti significa cimitero aperto, cancelli chiusi cimitero chiuso.
La giornata di oggi, fortunatamente senza pioggia, ha permesso una visita del posto certamente migliore di quando le capre il passato venerdì 8 marzo, indisturbate sono entrate all’interno del Camposanto per fare razzia di vegetazione e bisogni ovunque, lasciando interdetti i presenti.
La prima cosa che oggi salta all’occhio è un mucchio di pannelli ondulati, non li chiamo Eternit soltanto perché non ne ho la scientifica certezza, proprio di fronte l’ingresso del cimitero. Se di Eternit dovesse trattarsi, se ne conosce bene la nocività e pericolosità del materiale che andrebbe smaltito come rifiuto speciale.
Sul lato sinistro dell’ingresso per chi guarda frontalmente i cancelli dall’esterno, c’è ancora un cumulo di rifiuti ingombranti che dimorano lì ormai da diversi mesi. Il 4 settembre, così come il 29 gennaio scorsi L’osservatore laziale ha immortalato gli stessi rifiuti, sempre lì, resistenti alle intemperie e testimoni del cambiare delle stagioni. Un fatto è certo, che si tratti di eternit, water o lavabi, i rifiuti ingombranti che circondano il cimitero non vengono rimossi, bensì fanno parte dell’arredo già da qualche tempo.
Si può parlare di degrado? Certamente sì, anche se quest’affermazione probabilmente mi costerà un’altra querela da parte della giunta Bertucci per lesa immagine del Comune. Con l’occasione informo i lettori (notizia che lascia il tempo che trova ma che fa capire quanto il Comune di Nemi non prediliga il dialogo con la stampa ma favorisca le maniere a mio parere persecutorie) di aver ricevuto una querela per diffamazione a mezzo stampa da parte del sindaco di Nemi Alberto Bertucci, del vicesindaco di Nemi Edy Palazzi e dell’assessore Pietro Pazienza, per aver pubblicato un articolo nel quale viene affermato che domenica 28 ottobre 2012 alle ore 16 il cimitero era chiuso e le persone non hanno potuto far visita ai propri cari. [ Art. del 28/10/2012 NEMI, SETTIMANA PRIMA DELLA COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI: CIMITERO CHIUSO ]
Ancora sto cercando la diffamazione. Ma il sindaco ha deciso così, vado querelata insieme al giornale. Tutto questo senza neppure inviare smentite o rettifiche al quotidiano.
Un altro esempio di democrazia dopo il precedente in Consiglio Comunale quando il sindaco Bertucci in piena seduta chiese ad un agente di verificare se avessi il cellulare acceso, in registrazione. Io cerco di fare il mio lavoro senza offendere nessuno, i miei numerosi civili tentativi di dialogo con il primo cittadino di Nemi sono sempre andati male perché non si accettano le critiche ma soltanto le lodi. Io non sono brava a lodare soltanto e soprattutto mi da fastidio portare il bavaglio.
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