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DISTANZIATORE
Economia & Finanza
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Bianchi (FederLazio): "Siamo fermamente convinti che la provincia di Rieti possa e debba coniugare insieme l’offerta di una qualità della vita che non è comparabile a quella di altre aree industriali del paese, con quella relativa allo sviluppo di un sistema di convenienze per le aziende esistenti, e per quelle potenzialmente interessate a venire".

 

Redazione

Rieti - E’ stata presentata venerdì 17 aprile 2015 presso la Federlazio di Rieti nel corso del Consiglio direttivo dell’Associazione di categoria l’indagine congiunturale sulle PMI del Lazio relativa al secondo semestre 2014, con le previsioni relative ai primi sei mesi del 2015.

Un appuntamento che la Federlazio di Rieti ha voluto condividere con le maggiori istituzioni del territorio – il deputato Fabio Melilli, il consigliere regionale Daniele Mitolo, il presidente della Camera di commercio di Rieti Vincenzo Regnini, il vice presidente della Provincia di Rieti Enzo Antonacci, il sindaco di Rieti Simone Petrangeli, il sindaco di Cittaducale Roberto Ermini, il sindaco di Fara Sabina Davide Basilicata, il presidente del Consorzio di insediamento produttivo del Nord Lazio Andrea Ferroni - al fine di confrontarsi su iniziative e proposte per il rilancio dell’economia locale, che ancora presenta segnali preoccupanti.

“Se nell’indagine congiunturale relativa alla prima parte del 2014, sostenevamo che i dati indicavano una chiara stagnazione, - ha introdotto il direttore della Federlazio di Rieti, Giuseppe Scopigno - ora si può comprendere meglio che avevamo buoni motivi per affermarlo. Quanto emerge dalla nostra rilevazione attuale conferma uno stato d’animo attraversato da non poche venature di sconforto. E tale sentimento è ancora più marcato proprio perché alcune tendenze, rilevate nelle ultime settimane da fonti autorevoli come Banca d’Italia e Istat, potevano autorizzarci a sperare che la ripresa fosse un po’ più vicina. In realtà, alla base di quelle tendenze si ravvisano essenzialmente fatti di natura esogena come le modificazioni dei rapporti di cambio Euro/Dollaro, il calo dei prezzi del petrolio, i provvedimenti di Quantitative Easing adottati dalla BCE, piuttosto che una profonda trasformazione del nostro sistema produttivo, o una ripresa sostanziale della domanda per le nostre produzioni”.

Dall’indagine emerge in particolare che, a differenza del resto del Lazio, la provincia di Rieti è caratterizzata da un tasso di crescita delle imprese negativo (-0.36% unica provincia in negativo, rispetto al +1.80% della media regionale), da una più bassa apertura verso i mercati internazionali, oltre che da un aumento delle ore di Cassa Integrazione Guadagni.

Nel corso del secondo semestre 2014, il saldo di opinioni sull’andamento di ordinativi e fatturato dal mercato nazionale è peggiorato rispetto al semestre precedente. Una contrazione resa ancora più evidente se analizziamo il quadro relativo all’estero, che fa registrare una netta inversione di tendenza, con un peggioramento rilevato in misura maggiore sul mercato extra Ue, segno di una regressione per quanto riguarda i meccanismi di internazionalizzazione delle nostre imprese. Questa situazione è oltremodo preoccupante se guardiamo alle previsioni fatte dal campione dei nostri imprenditori per i prossimi mesi, che se da un lato vedono un leggero miglioramento per quanto riguarda il mercato nazionale, dall’altro proiettano un’incertezza assoluta relativamente ai mercati internazionali. Segnali scoraggianti arrivano anche sul fronte investimenti e occupazione, con dati che fanno presupporre una tendenza ancora negativa.
“Insomma c’è in atto una spirale viziosa – continua il direttore Scopigno – le difficili situazioni di mercato e finanziarie delle imprese generano un clima di sconforto e incertezza; con questi presupposti gli imprenditori sono più restii a fare investimenti; minori investimenti pregiudicano produttività e competitività delle imprese sui mercati. Occorre quindi spezzare questo circolo, con azioni forti di stimolo alla domanda e iniziative di supporto alle imprese, anche a livello locale, che rilancino la fiducia degli imprenditori”.

“Tra le priorità da affrontare - afferma il presidente della Federlazio reatina, Riccardo Bianchi - c’è quella di mettere i risparmi e le attività finanziarie al servizio delle attività produttive. Inoltre, senza un programma di investimenti che rianimi una domanda interna ormai asfittica, non vi saranno serie possibilità di rilanciare strutturalmente la nostra economia e di far svolgere al soggetto pubblico il suo ruolo strategico di volano dell’economia. L’idea che la crescita e l’ammodernamento di un grande paese possa fare a meno degli investimenti pubblici, dalla connessione internet ad alta velocità alle opere infrastrutturali per migliorare il collegamento di beni e persone, non funziona. Al contrario, in Italia, la spesa pubblica corrente aumenta (e le tasse di conseguenza) e la spesa per gli investimenti diminuisce, accompagnandosi a un degrado infrastrutturale e del territorio che è sotto gli occhi di tutti”.
“Inoltre – continua il presidente Bianchi - è ormai inderogabile recuperare il ruolo di paese manifatturiero. In tal senso, riteniamo che nei prossimi anni i paesi tradizionalmente sviluppati, e in particolare quelli europei, avranno la possibilità di riprendere una parte del terreno perduto, a patto di riuscire a implementare le nuove tecnologie, come ad esempio quelle legate alla manifattura digitale, per dare risposte più rapide alle richieste di mercato. Non sarà tanto importante essere grandi, quanto essere flessibili e veloci nella riposta ai cambiamenti. Le potenzialità sono enormi, ma gli investimenti necessari non sono indifferenti. Per questo, guardiamo con favore alla partecipazione dell’Italia al programma “Industry 4.0”, e ci sembra inoltre confortante la strategia di rilancio dell’industria manifatturiera che la Regione Lazio ha pubblicamente presentato poche settimane fa. Ciò dimostra la consapevolezza di avviare su questo territorio un percorso di reindustrializzazione e di recupero di competitività se vogliamo veramente girare pagina rispetto al passato. Le premesse dunque sono buone. Ci auguriamo tutti che questo programma possa realizzarsi compiutamente e in tempi ragionevolmente brevi, così da conseguire i risultati auspicati.  Su questo la Federlazio non farà mancare il proprio contributo, rendendo partecipi le aziende associate di questa importante sfida della reindustrializzazione proposta dalla Regione”.

“Per quanto riguarda il tema dello sviluppo locale – conclude Bianchi - come Federlazio siamo fermamente convinti che la provincia di Rieti possa e debba coniugare insieme l’offerta di una qualità della vita che non è comparabile a quella di altre aree industriali del paese, con quella relativa allo sviluppo di un sistema di convenienze per le aziende esistenti, e per quelle potenzialmente interessate a venire. Mutuando le esperienze che si stanno facendo in altre parti d’Italia, sarebbe opportuno che le istituzioni locali mettano in cantiere un piano di “marketing territoriale” che sia in grado di identificare Rieti come un territorio dove è facile fare impresa e a condizioni vantaggiose. Una sorta di piano industriale “dal basso”, che contempli ad esempio politiche di sconti sui tributi locali, diminuzione degli oneri di urbanizzazione, possibilità di stralci ai piani urbanistici, pratiche online, semplificazione amministrativa. Un progetto, insomma, che parta dalla modernizzazione degli strumenti amministrativi classici e punti ad aprire un dialogo con le imprese che puntano sul capitale umano e che, localizzandosi a Rieti, possano trovare l’ambiente a loro più favorevole, anche in considerazione sia dell’auspicata imminente presentazione dei bandi relativi all’accordo di programma, sia della prossima apertura del polo logistico di Passo Corese, che potrà favorire non poco la movimentazione delle merci sia in ambito nazionale che internazionale”.
 

Il giallo
A distanza di anni, gli investigatori hanno ricostruito completamente la vicenda.
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Redazione

Rieti - Personale della Sezione Omicidi della Squadra Mobile di Roma, in collaborazione con quello della Squadra Mobile di Rieti, ha arrestato il 46enne pluripregiudicato di Tivoli Attilia Cesare, ritenuto responsabile della scomparsa di Hussein Saleh.

IL FATTO:

Il 3 novembre 2012 i familiari di Hussein Saleh, cittadino italiano di origine egiziana, denunciarono la sua scomparsa avvenuta durante la notte.  Le indagini condotte dagli investigatori indirizzarono, sin dal primo momento, le ricerche a Monterotondo in provincia di Roma e ad Orvinio in provincia di Rieti  senza, però che Hussein fosse ritrovato.

LA SVOLTA NELLE INDAGINI:

A distanza di anni, gli investigatori hanno ricostruito completamente la vicenda accertando che Attilia Cesare si era incontrato a Roma con Hussein Saleh e con lui si era recato ad Orvinio dove, a causa del consumo di sostanze stupefacenti cedute dall'Attilia, Hussein sarebbe morto.

Attilia avrebbe quindi occultato il cadavere, ancora oggetto di ricerche, prima di iniziare una lunga e capillare attività di depistaggio delle indagini, al fine di allontanare eventuali sospetti a suo carico.

In particolare l'uomo è arrivato anche a spostare il telefono cellulare della vittima, al fine di ingenerare negli investigatori l'erroneo convincimento che Hussein fosse ancora vivo e che volontariamente avesse deciso di non tornare a casa, e, in un'altra circostanza, vennero ingaggiate due persone, ancora in corso di identificazione, per far telefonare ai familiari ai quali venne riferito l'avvistamento di Hussein, dopo che gli stessi avevano diffuso dei manifesti utili al rintraccio del loro caro.

Gli elementi di prova raccolti dagli investigatori hanno consentito l'emissione da parte del Tribunale di Roma della misura della custodia cautelare in carcere per l'uomo, eseguita la mattina di venerdì 17 aprile, che ora dovrà rispondere dei reati di omicidio e occultamento di cadavere.

Politica
"I disastri del presidente della regione Zingaretti e del sindaco Petrangeli sono sotto gli occhi di tutti"
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Redazione

Rieti - Durante la giornata di venerdì 17 aprile, si è tenuto un incontro, presso la sala consiliare del comune di Rieti, tra le rappresentanze regionali, provinciali e locali di Forza Italia.
Durante l'incontro sono state affrontare le problematiche locali esistenti ed è stato siglato il patto per lo sviluppo del territorio di Rieti. "Dopo la disastrosa esperienza di centrosinistra, - si legge sulla nota di FI - al governo in Regione e Comune, abbiamo deciso di mettere in campo una proposta di rilancio di questo territorio, dove poter far emergere le tante qualità ed eccellenze presenti. - La nota continua - In questi mesi, sono stati tanti i settori nei quali il centrosinistra ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza:  pensiamo ai tagli della sanità, con molti cittadini costretti in molti casi a spostarsi fuori regione per una visita; oppure pensiamo alla situazione del trasporto pubblico su gomma, al collasso: realtà, questa, che sta creando pesanti disagi a pendolari e famiglie. Senza dimenticare la situazione drammatica che riguarda 107 lavoratori della società Risorse Sabine, ora a serio rischio mobilità a causa anche della gestione inadeguata del centrosinistra, ai quali si aggiungono i 150 dipendenti della Provincia in attesa di conoscere il proprio futuro. Quello di oggi è stato un incontro propositivo, costruttivo, dove poter creare una sinergia tra territorio e categorie, dopo il nulla del centrosinistra, al fine di contribuire realmente ( e non a parole)ad un vero rilancio dell’economia. Per esempio, tra i tanti temi trattati abbiamo affrontato la questione del trasporto, e la scelta portata avanti da Melilli (del pd) di un rafforzamento Rieti-Terni-Roma ( ad oggi mai realizzato). Un settore, questo, nel quale la sinistra non è stata in grado di mettere in campo le false promesse annunciate,  e sono sempre tanti gli svantaggi e i disagi che incontrano quasi quotidianamente cittadini e pendolari, che molto spesso la mattina sono costretti a dei viaggi infernali. La situazione è davvero insostenibile. I disastri del presidente della regione Zingaretti e del sindaco Petrangeli sono sotto gli occhi di tutti: per quanto riguarda il Comune di Rieti, è sufficiente pensare alla fuga di tre assessori, a cui si aggiunge la dipartita del segretario generale. Oggi, il Patto per lo sviluppo vuole rilanciare un progetto politico sul territorio, e proprio per questo il coordinamento di Forza Italia della provincia di Rieti, e i suoi uffici, sarà un punto di rifermento con amministratori, imprenditori, categorie per lavorare insieme per un vero e concreto  rinnovamento e sviluppo del territorio. Questa iniziativa deve porre le basi per una ripartenza, un nuovo rilancio per il centrodestra, al fine di tornare al governo di comune e regione". Conclude la nota.

 

Lavoro & Occupazione
Attualmente presso il Tribunale di Rieti sono in servizio 13 lavoratori precari.
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Redazione
Rieti
- Si è tenuta durante la mattina di giovedì 16 aprile 2015 al Tribunale di Rieti una riunione promossa dai cosiddetti "tirocinanti della giustizia" in servizio presso lo stesso presidio giudiziario.
All’incontro, oltre ai lavoratori, erano presenti: il sindaco di Rieti, Simone Petrangeli, il presidente del Tribunale, dr. Francesco Mele, il Procuratore della Repubblica, dr. Giuseppe Saieva, il presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, Avv. Luca Conti, e i Dirigenti del Palazzo di Giustizia.
Tutti i presenti hanno condiviso la necessità di un'iniziativa congiunta nei confronti del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria e del Ministero della Giustizia affinché vengano tutelati gli interessi di chi, da anni, presta il proprio servizio presso il Tribunale di Rieti, anche a garanzia del buon funzionamento del sistema giudiziario della provincia.
Il sindaco si è impegnato a coinvolgere il presidente della Provincia e i Deputati espressione del territorio, che per altro hanno già dimostrato sensibilità alla vicenda.
Attualmente presso il Tribunale di Rieti sono in servizio 13 lavoratori precari.

 

l'iniziativa
L’obiettivo principale del progetto è quello di promuovere un’offerta integrata del territorio (produzioni tipiche, ambiente, storia, cultura e identità)
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Redazione

Rieti
- E’ stato presentato questa mattina presso la Camera di Commercio di Rieti il progetto EXPO 2015 “ReAte Well – quando il cibo è storia”, aggiudicatario dell’avviso pubblico per la presentazione di idee e iniziative coerenti con il tema di Expo Milano 2015 “Nutrire il Pianeta, Energia per la vita” promosso dalla Regione Lazio. Undici i partner istituzionali aggiudicatari del progetto con il Comune di Rieti capofila: Provincia di Rieti, CCIAA, Confcommercio, V Comunità montana, Comune di Leonessa, Comune di Cantalice, Sabina Universitas, Lega Navale delegazione del Turano, IPSSOA, Associazione Peperoncino, Pia Unione di Sant’Antonio da Padova.
L’obiettivo principale del progetto è quello di promuovere un’offerta integrata del territorio (produzioni tipiche, ambiente, storia, cultura e identità), un sistema competitivo in grado di generare significati flussi turistici sul nostro territorio per tutta la durata di Expo e oltre Expo. Il progetto, infatti, si esplicita nella creazione di un sistema attivo di comunicazione che possa divenire permanente, mettendo a sistema tutte le attività e le potenzialità presenti sul territorio e costruendo una rete tra operatori pubblici e privati.
In questa sede è stata anche resa nota la data di presentazione al territorio dell’iniziativa editoriale “Lazio eterna scoperta: 4 volumi per scoprire le bellezze della regione”, in concomitanza di due giorni di eventi e percorsi culturali ed enogastronomici che si terranno nelle località aderenti ai progetti Expo il 9 e 10 maggio.
“La realizzazione dei due progetti finanziati sul nostro territorio per Expo 2015 - dichiara l’assessore Emanuela Pariboni - rappresenta una grande opportunità per mettere in rete e valorizzare le risorse culturali, ambientali e religiose che questo territorio offre, con un filo conduttore che saranno le eccellenze enogastronomiche locali, un patrimonio da cui ripartire per costruire un nuovo modello di sviluppo su cui fondare una forte azione di marketing territoriale per l’intera provincia. Una prova generale per cogliere un’altra grande opportunità, quella del Giubileo annunciato da Papa Francesco”.
Il progetto è stato presentato alla presenza di Albino Ruberti, coordinatore per conto della presidenza della Regione Lazio del gruppo di lavoro Expo 2015 e da Giovanni Bastianelli, direttore dell'Agenzia Regionale del Turismo. All’incontro erano presenti anche l’assessore al Turismo, Vincenzo di Fazio, l’assessore alla Cultura, Anna Maria Massimi, il presidente della Camera di Commercio, Vincenzo Regnini, il presidente di Confcommercio, Nando Tosti, il presidente della V Comunità Montana, Gastone Curini, il dirigente scolastico dell’Istituto Alberghiero, Alessandra Onofri, il presidente della Lega Navale Fabio Piscicchia.

Sicurezza & Cittadini
Il Cer Rieti ha avuto un ruolo estremamente importante nel corso dell’esercitazione ed inerente il coordinamento delle comunicazioni radio.
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Redazione

Rieti - Sono rientrati nel primo pomeriggio di lunedì 23 marzo, i Volontari del C.E.R. di Rieti (Corpo Emergenza Radiocomunicazioni), che hanno preso parte a Lucensis 2015, la più importante esercitazione di Protezione Civile a livello nazionale prevista quest’anno.

L’esercitazione, della durata quattro giorni e svoltasi dal 19 al 22 marzo scorso nel territorio di Alba in provincia di Cuneo, ha riguardato la simulazione di numerosi scenari emergenziali, spaziando dall’evento sismico alle alluvioni, dagli incendi boschivi alle frane, dalla ricerca di persone disperse al soccorso sanitario.

Lo scenario, che ha visto oltre 1500 i Volontari impegnati, provenienti da tutte le regioni d’Italia, ha rappresentato una delle prove di soccorso tra le più severe ed impegnative: tutte le specializzazioni della Protezione Civile sono state messe in campo, volendo con ciò testare il grado di preparazione delle squadre intervenute, accorse numerose per partecipare a questo importante evento addestrativo.

Rieti, con la partecipazione del C.E.R., è stata ottimamente rappresentata, avendo avuto un ruolo estremamente importante nel corso dell’esercitazione ed inerente il coordinamento delle comunicazioni radio. “I compiti assegnati al personale del C.E.R. nel corso dei quattro giorni esercitativi – sottolinea il responsabile, Crescenzio Bastioni – sono stati quelli di supportare le attività delle numerose squadre operative che si addestravano nelle varie simulazioni di emergenza. In particolare coordinando, in sinergia con le altre Associazioni intervenute, i canali di radio comunicazione, garantendo con il proprio operato il flusso informativo tra i vari attori impegnati nell’addestramento ed il centro operativo di coordinamento. Un ruolo cruciale per mantenere sotto controllo il susseguirsi degli oltre cento scenari esercitativi che erano previsti, svolti ad ogni ora del giorno e della notte”.

“L’obiettivo di testare l'efficacia e la validità di un modello di intervento per fronteggiare una grande emergenza è stato raggiunto. La nostra trasferta in Piemonte è stata un utile banco di prova per verificare il nostro grado di preparazione di fronte ad un evento che per gravità ed estensione, ha messo tutti i partecipanti a dura prova, rappresentando una simulazione quanto mai realistica. Un grazie in particolare – conclude Bastioni - oltre che agli organizzatori, va al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e del Corpo Forestale dello Stato, che hanno collaborato in modo determinante all’ottima riuscita dell’evento.
 

L'intervista
Tagliente: "Sono convinto che se fosse stato preso in carico da uno sportello o da un servizio di ascolto e sostegno la famiglia avrebbe avuto più speranze di averlo in vita".
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LEGGI ANCHE: RIETI: PARTE LA PETIZIONE ONLINE PER IL MUGNAIO SUICIDATOSI PER IL PIGNORAMENTO DEL SUO MULINO

 

di Chiara Rai

Rieti - Non abbiamo una sfera di cristallo per sapere se certe tragedie si possano prevenire ma certamente si può e si dovrebbe fare di più per gli imprenditori che si suicidano perché non riescono a far fronte ai troppi debiti accumulati.

Nel Lazio, ne è esempio la triste fine di Silvio Paoselli, Il “mugnaio buono” morto suicida il 4 marzo scorso nel lago del Salto. Non ha retto al grande dolore di vedersi pignorato il proprio mulino.

La mattina di lunedì 23 marzo 2015, a Riparbella in provincia di Pisa, riattaccheranno il gas a Giovanna Temperanza, vedova dell'imprenditore Roberto Mollisi che il 3 novembre si è ucciso nel suo ristorante a causa della crisi. Se dopo oltre un mese e mezzo passato al freddo e senz’acqua calda Giovanna potrà tornare ad una condizione di pseudo normalità è merito di Francesco Tagliente, già prefetto di Pisa e questore di Roma, che si è concretamente mosso per aiutarla anche adesso che è terminato il suo incarico in prefettura.

Francesco Tagliente, a settembre del 2013 ha istituito a Pisa il servizio di ascolto e sostegno per prevenire tragedie familiari di persone, famiglie ed imprese che versano in situazioni di disagio originate dalla crisi economica.

Se questo servizio potesse essere attivato anche nel Lazio, i familiari delle vittime come ad esempio Claudia, la sorella del mugnaio, potrebbero ottenere quel sostegno al quale fanno continuo appello nelle ospitate televisive. Questa attenzione agli imprenditori in difficoltà, era già stata chiesta dal presidente Giorgio Napolitano in occasione dei tradizionali messaggi ai Prefetti durante delle celebrazioni della festa della Repubblica: “Si chiede a Voi Prefetti – scriveva Napolitano - il massimo impegno nell’assolvimento dei peculiari compiti conferiti dalla legge, confidando anche nella riconosciuta attitudine all’ascolto, al confronto e alla mediazione”.

Sul tema abbiamo voluto sentire Francesco Tagliente.

Prefetto come nasce il “Servizio di ascolto e sostegno”?

Il “Servizio” nasce dalla condivisione della necessità di dedicare particolare attenzione all’ascolto di chi manifesta una situazione di disagio non soltanto di tipo economico, nella convinzione che ciò possa contribuire a ridurre la sofferenza, personale e familiare, ed impedire gravi conseguenze sociali, scongiurando il diffondersi di fenomeni criminosi. E’ stato voluto da cinquantadue rappresentanti di istituzioni, amministrazioni, enti, associazioni e aziende che, alla presenza del Sottosegretario al Ministero dell’Interno Domenico Manzione, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per realizzare una 'rete' finalizzata all'ascolto e al sostegno dei piccoli imprenditori, dei lavoratori autonomi, dei professionisti e di quanti altri manifestino una situazione di difficoltà e disagio per colpa della crisi economica. .

In occasione della presentazione dell’iniziativa ha detto che e necessario saper “ascoltare il rumore del silenzio di chi sta soffrendo”. Ci spiega meglio?

Sono convinto che non si prendono decisioni estreme per le difficoltà economiche. I problemi economici possono alimentare una situazione di disagio crescente e la conseguente depressione e questa, se non gestita, potrebbe portare a gesti imprevedibili. Chi viene a trovarsi in difficolta economica potrebbe provare vergogna, potrebbe avere difficolta a parlarne a volte anche in famiglia e spesso, temendo di non poter sostenere i costi, non farsi assistere da un avvocato o da un commercialista. Chi è chiamato ad occuparsi della gestione di queste persone deve avere la capacità di cogliere il disagio anche quando non viene manifestato espressamente. Ed è per questo motivo che tutte le iniziative le ho condivise preventivamente con lo psichiatra Pietro Pietrini, ordinario di psicologia all’Università di Pisa. Peraltro è la sezione di psicologia clinica dell’azienda ospedaliera pisana del prof Pietrini a garantire la propria qualificata consulenza per i casi in cui siano presenti condizioni di sofferenza psicologica o di patologia.

Chi sono i sottoscrittori del protocollo istitutivo del “Servizio”?

All’iniziativa hanno aderito tutti quelli che abbiamo ritenuto di coinvolgere per la riuscita del progetto: Equitalia, Agenzia delle entrate, Inps, Inail, direzione territoriale del lavoro, università, Comuni e Provincia, , gli Ordini professionali degli avvocati, dei commercialisti, dei notai e, dopo un primo momento di incertezza, anche l’ABI nonché tutti gli organismi che dispongono di “Sportelli territoriali di ascolto”: sindacati, Associazioni rappresentative delle categorie economiche, quelle di volontariato e tanti altri

Come si accede concretamente al “Servizio”?

il “Servizio” si configura come l'elemento di raccordo tra la rete dei centri e degli sportelli di ascolto territoriali, dove vanno indirizzate in primo luogo le richieste di aiuto. Nelle situazioni di particolare gravità e complessità, gli Sportelli territoriali segnalano il caso alla segreteria del Servizio, che convoca un'apposita riunione con i soggetti, di volta in volta, ritenuti competenti per il caso in esame (Unità Operativa di Psicologia Clinica, Agenzia delle Entrate, Equitalia, INPS, INAIL, Ordini Professionali di avvocati e commercialisti, Associazione Bancaria ed altri professionisti che fanno parte della rete), allo scopo di valutare congiuntamente gli interventi che, nei limiti del quadro normativo, consentano di portare alla soluzione dei problemi all'origine del disagio.

Potrebbe funzionare anche per il racket e l’usura?

Il “Servizio” tenta anche di combattere queste due piaghe della piccola imprenditoria. La sua istituzione rappresenta un importante segnale dell’attenzione che il territorio ha voluto dedicare a una tematica di grande attualità. La crisi economica in cui versano persone, famiglie, operatori e imprese ha effetti negativi sulle forze sociali ed economiche che possono favorire i circuiti dell’illegalità, e spesso alimentare pericolose situazioni di disagio e di scoraggiamento, che possono sfociare in imprevedibili comportamenti, anche auotolesionistici come quelli di farsi coinvolgere da falsi benefattori che si possono poi rivelarsi “strozzini” come l’usura e altre forme di illegalità economica

Quali sono le cause più frequenti che determinano la crisi?

Nei primi mesi sono state gestite moltissime criticità complesse. Le situazioni esaminate hanno messo in evidenza la crescita del fenomeno del sovraindebitamento familiare ed imprenditoriale. A soffrire sono le attività di ristorazione e di somministrazione di bevande, come ristoranti e bar, e le attività legate all'artigianato edile. Nello stesso periodo, ai Centri (sportelli) territoriali di ascolto sono arrivate migliaia di richieste di aiuto. Le cause più frequenti che determinano la crisi delle imprese sono: la contrazione del numero dei clienti e quindi dei ricavi, che aumenta l'incidenza dei costi fissi, la difficoltà ad ottenere un credito bancario, a cui si aggiunge una scarsa conoscenza degli strumenti finanziari da parte dell'imprenditore stesso, che vive la crisi delle propria impresa con una sensazione di scoraggiamento psicologico, pericoloso per sé e per la sua famiglia.

Il suicidio del Mugnaio di Rieti si poteva evitare?

Sono convinto che se fosse stato preso in carico da uno sportello o da un servizio di ascolto e sostegno la famiglia avrebbe avuto più speranze di averlo in vita.

Il caso
Il M5s ha presentato alla Regione Lazio una mozione di “sostegno ai piccoli agricoltori per il mantenimento della propria attività"
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LEGGI ANCHE: RIETI: IL SUO MULINO VA ALL'ASTA E LUI SI GETTA NEL LAGO

 

Redazione

Rieti - Del mugnaio di Contigliano, Silvio Paoselli, e del suo frantoio/mulino sperimentale “Mola di mezzo” di Contigliano in provincia di Rieti, pignorato e messo all’asta dalla banca creditrice, nei giorni scorsi se n’è parlato ovunque, non v’è stata testata giornalistica che non abbia riportato la notizia del suo gesto estremo. Per questo motivo, in questi giorni, è partita una richiesta di sottoscrizione di una petizione on-line (cliccare qui per la petizione) da parte della famiglia di Silvio Paoselli e dell’Associazione KM0/Consorzio Agroalimentare di Filiera Corta e dei Mercati Agricoli, Mercato Contadino Castelli Romani e Capannelle ed il Circuito dei Mercati Contadini Coltivendo.

Dal testo introduttivo alla petizione, vorremmo sottolineare qualche passaggio:
“Silvio ha perso ogni speranza e voglia di vivere dopo aver assistito, impotente e sgomento, non solo alla perdita del suo molino, ma anche allo smantellamento dei preziosi macchinari agricoli antichi che con amore e sacrificio aveva raccolto nella sua “casa dell’agricoltura” realizzata a Mola di Mezzo, nel reatino, nel corso di un’ intera vita spesa per dare esistenza al suo sogno: ricostruire la memoria di pratiche colturali ed artigianali antiche per coniugarle con le moderne tecniche agronomiche finalizzate al recupero dei grani antichi espulsi dai cicli produttivi dell’agroindustria.”
“Senza mai perdere di vista “l’utente” finale a cui, il piccolo mago delle farine, dedicava, con grande successo, negli spazi messi a disposizione dai mercati contadini, le sue ricerche culinarie realizzate con le materie di cui aveva curato la coltivazione e la trasformazione.
La tragica parabola di Silvio sembra realizzare il disegno di un singolare destino individuale, ma in realtà assurge a caso emblematico di una grave crisi che ha investito tutto il settore primario.”
L’agricoltura familiare dei piccoli produttori e le lavorazioni degli artigiani del cibo di qualità non sono adeguatamente sostenute dalle istituzioni.
 
Il M5S Lazio ha raccolto il messaggio della famiglia e dei suoi amici e colleghi agricoltori, associato alla reazione sdegnata della comunità e per questo motivo lo scorso 10 Marzo 2015 ha presentato, rivolgendosi al Presidente del Consiglio Regionale del Lazio On. Leodori, una mozione di “sostegno ai piccoli agricoltori per il mantenimento della propria attività”. I consiglieri del M5S Lazio Barillari, Denicolò, Perilli, Blasi e Porrello, impegnano la Giunta, chiedendo di adottare gli atti e le azioni amministrative più opportune affinché:
-    si possa predisporre quanto prima un fondo di solidarietà e misure emergenziali per i produttori in difficoltà che rischiano di perdere beni aziendali e per non permettere che un agricoltore debba essere costretto a rinunciare al proprio lavoro o perdere i propri beni aziendali per problemi economici;
-    possa al più presto essere garantita la dovuta tutela all’agricoltura contadina (o familiare) e alle piccole produzioni agricole e trasformazioni alimentari di qualità;
-    non si permettano speculazioni immobiliari di alcun tipo su terreni o edifici di uso agricolo, cui comunque non debbono essere consentiti cambi di destinazioni d’uso, se messi all’incanto in aste giudiziarie;
-    si offra alla famiglia del Sig. Silvio P. e a tutte le famiglie di imprenditori agricoli e di altri settori, che si sono tolti la vita per problematiche economiche direttamente connesse alla loro attività, tutto il sostegno possibile, aggiungendo tale categoria, se possibile, ai canali “sostegno a microimprese” o “crediti di emergenza” dell’appena rifinanziato fondo per il microcredito della Regione Lazio;
-    si permetta agli agricoltori che non riescono a ricevere credito e finanziamenti, dagli istituti bancari, di potersi appoggiare alla Regione Lazio per il sostegno, in particolare, a progetti di: adeguamento alla normativa vigente, miglioramento degli standard di coltivazione e produzione, efficientamento energetico/strutturale e tutte le iniziative volte a conservare la propria attività agricola.
 

Trasporto Pubblico
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"I sindacati facciano un “mea culpa” per avere firmato l'Accordo sul Piano del Trasporto Regionale che l’assessore regionale Michele Civita ha rinfacciato all'assemblea di venerdì sottolineando che la democrazia era garantita, visto che sull’accordo c’è la firma dei sindacati".

 

Rieti - Sulla sperimentazione ferro-gomma partita la scorsa domenica e che proseguirà per le prossime 4 domeniche interviene il Movimento Civico Rieti Virtuosa che denuncia, tra l'altro, la firma posta dai sindacati sull'accordo per il Piano del Trasporto Regionale che qpone un problema reale, avendo reso il piano qualcosa di legittimamente concordato secondo i parametri della Regione e dunque, non più discutibile in termini di rispetto dei principi elementari della "democrazia".

Ecco la nota del Movimento Civico Rieti Virtuosa:

Ancora una volta ci troviamo ad assistere alla dimostrazione della scarsa capacità della politica locale, sindacato compreso, di far valere le ragioni del territorio. E’ quanto accaduto in occasione della presentazione della sperimentazione gomma-rotaia, durante la quale è andato in scena un teatrino squallido e chiassoso, in cui le vere aspettative dei pendolari  (studenti e lavoratori) e dei dipendenti Cotral sono state totalmente disattese. Il che non è solo sbagliato dal punto di vista del metodo, ma perché se vi fosse stato l’ascolto delle ragioni degli interessati sarebbero emersi tutti quegli elementi (carenza e obsolescenza bus, disagi alla stazione di Passo Corese e relativamente alle coincidenze e alle barriere architettoniche, riduzione delle corse, costi aumentati, ecc..) che allo stato attuale trasformano una scelta che potrebbe essere positiva in un totale fallimento. Tutto questo senza dimenticare gli interrogativi ancora senza risposta e le ombre che aleggiano sul deposito Cotral, argomento “tabù” anche nel corso di quest’ultima riunione.

Il Movimento civico Rieti Virtuosa ritiene che i sindacati debbano fare un “mea culpa” per avere firmato l'Accordo sul Piano del Trasporto Regionale che l’assessore regionale Michele Civita - con gran gusto - ha rinfacciato all'assemblea di venerdì sottolineando che la democrazia era garantita, visto che sull’accordo c’è la firma dei sindacati. E se è vero che la firma è arrivata dai rappresentanti regionali dei sindacati nonostante – così è emerso dall’incontro – il parere contrario dei lavoratori Cotral e di alcuni loro rappresentanti sindacali locali, la questione è veramente gravissima.

Purtroppo  è evidente che quella firma ponga un problema reale, avendo reso il piano qualcosa di legittimamente concordato secondo i parametri della Regione e dunque, non più discutibile in termini di rispetto dei principi elementari della "democrazia". Tuttavia è anche vero che i sindacati non esauriscono la società civile.

“Fatti fuori” i sindacati locali, ci si sarebbe almeno aspettato di vedere ascoltate le ragioni espresse da chi tutti i giorni affronta la tratta Rieti-Roma, ossia il Comitato che rappresenta i pendolari reatini oltre naturalmente ai dipendenti Cotral. Un Comitato che è stato sì ascoltato, ma non tenendo conto delle indicazioni che aveva fornito, né sembra sia stata definita alcuna forma per rendere stabile la rappresentanza dei pendolari.

Stendiamo un velo pietoso sul sindaco di Rieti, Simone Petrangeli, che ha mostrato ancora una volta di non credere nella vera partecipazione dei cittadini, tanto da aver ringraziato ampiamente l’assessore Civita, perché a due giorni dall'avvio della sperimentazione è venuto di persona a comunicare un dato di fatto, su cui l'opinione contraria della sala già si sapeva che non avrebbe avuto alcun peso. Un sindaco che non ha trovato di meglio da fare che lamentarsi dei toni, dicendo che era per suo interessamento che i cittadini avevano avuto l'opportunità di discuterne, esplicitamente intendendo che non rientra nei doveri del primo cittadino occuparsi dei fatti che riguardano i suoi elettori, bensì trattasi di “generosa grazia”.

Un’assemblea bruttissima, che non ha portato a nulla ed in cui è stato solo annunciato da Civita che la sperimentazione si farà. Punto. Mentre alcun accenno è stato fatto a quali meccanismi e sistemi di verifica siano stati pensati per valutare la sperimentazione.
E reduci da tante altre “sperimentazioni” pluriennali, basti pensare a quella sulla raccolta differenziata cittadina che dura da 5 anni, quest’ultimo punto ci appare tutt’altro che secondario.


Trasporto Pubblico
Il Comitato Pendolari Reatini scrive al Prefetto per chiedere la sospensione della sperimentazione.
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Fabrizio Santori consigliere regionale e membro commissione mobilità “ Si ascoltino i pendolari”

 

Redazione

Rieti - Partita la sperimentazione gomma - ferro voluta dalla Regione Lazio per i residenti di Rieti e dell'intera provincia sabina per garantire una mobilità più efficiente e di qualità. Un nuovo servizio di trasporto, quindi, sul collegamento Rieti - Roma. L’obiettivo è facilitare e rendere più agevoli gli spostamenti dei cittadini da e per Rieti verso la Capitale. Il servizio, per ora sperimentale, è iniziato iniziato domenica 15 marzo e resterà attivo per le prossime quattro domeniche.

+30% di corse tra Rieti e Roma nei festivi.  La Regione ha messo a punto un nuovo orario festivo di bus e treni e verranno incrementate anche le corse tra il reatino e Roma, con un aumento dell’offerta del 30% e di 10 corse, dalle attuali 34 a 44. In questa prima fase Cotral e Trenitalia hanno unificato le stazioni di Fara Sabina e Passo Corese. Agevolazioni per i passeggeri. In via promozionale, in queste cinque domeniche, (15/22/29 marzo e 5/12 aprile) i passeggeri in partenza da Roma e diretti a Rieti, con un solo biglietto Trenitalia per Fara Sabina potranno utilizzare lo stesso ticket di viaggio anche sui collegamenti Cotral da Fara Sabina/Passo Corese a Rieti.  Allo stesso modo i passeggeri in partenza da Rieti e diretti a Roma, acquistando il biglietto Cotral da Rieti a Passo Corese/Fara Sabina potranno utilizzare lo stesso ticket di viaggio anche per i collegamenti di Trenitalia fino alla Stazione Roma/Tiburtina. L’agevolazione si rivolge a una popolazione di circa 100mila abitanti e si pone l’obiettivo di diffondere un nuovo modello di trasporto intermodale, contribuendo anche ad incentivare il turismo culturale ed enogastronomico del reatino. L’intermodalità è uno degli obiettivi principali del Piano Regionale Trasporti. L’obiettivo è sempre lo stesso: garantire un servizio più moderno e capillare in tutto il Lazio e migliorare le condizioni di viaggio con effetti positivi sul decongestionamento del traffico da e verso la capitale.

"Nonostante nei giorni scorsi la Regione Lazio avesse comunicato la disponibilità dell’Assessore Regionale Michele Civita a venire a Rieti per illustrare l’avvio del progetto di sperimentazione per i giorni festivi e per parlare dei problemi legati al pendolarismo, - commentano dal Comitato Pendolari Reatini - l’incontro si è risolto con un’imposizione circa la partenza di questa sperimentazione per Domenica 15 marzo 2015, senza saperne e spiegarne i termini, lasciando avvolto nel mistero questo piano di interscambio presso una stazione, quella di Fara Sabina, non ancora pronta a questa intermodalità". Il Comitato dei pendolari rivolgendosi al Prefetto di Rieti attraverso una lettera, chiede la sospensione della sperimentazione: "Le chiediamo pertanto, per quanto di Sua competenza, - si legge nella lettera - di bloccare quello che a tutti gli effetti si sta delineando come un danno evidente a tutti gli abitanti della provincia Reatina, in attesa di una più vasta e capillare comunicazione all'utenza dopo una rimodulazione del piano stesso".

Sull'argomento interviene anche in primo cittadino di Rieti Simone Petrangeli che ribadendo il fatto che ad oggi l'unico collegamento diretto tra Rieti e la capitale avviene solo su gomma (Cotral) auspica il collegamento veloce con la capitale attraverso la linea ferroviaria via Terni. “Abbiamo voluto riunire a Rieti gli attori principali in tema di mobilità, in vista dell’avvio della sperimentazione dello scambio gomma-rotaia, perché crediamo che il Comune capoluogo, pur non avendo deleghe su questi temi, debba svolgere un ruolo propositivo e di tutela dei diritti degli utenti. - Dichiara Simone Petrangeli - Il tema del trasporto pubblico - prosegue - è molto importante in un territorio e in una provincia come la nostra. Ed è altrettanto importante sfruttare l’avvio di questa sperimentazione per rendere innovativi, efficaci ed efficienti i collegamenti da e per la nostra provincia.  Abbiamo segnalato alla Regione, a Cotral e a Trenitalia alcuni aspetti critici per i quali abbiamo chiesto degli approfondimenti. E’ importante, innanzitutto, che la sperimentazione produca un miglioramento delle condizioni di viaggio per i nostri pendolari e vogliamo evitare che i disagi del trasporto su gomma si sommino a quelli su rotaia. Il secondo elemento, fondamentale, è legato al fatto che la gomma è l’unico mezzo di trasporto che abbiamo verso Roma, ciò significa che bisogna usare molta cautela perché i reatini non hanno alternativa al trasporto su gomma. Questo è un elemento che non va mai dimenticato: in Italia siamo l'unico capoluogo di provincia a non avere a disposizione un collegamento su ferro verso il capoluogo di regione. Sono convinto che l’integrazione gomma-rotaia sia una scelta obbligata e condivisibile, è evidente che questo è il percorso privilegiato, ma chiediamo alla Regione particolare attenzione per il nostro territorio che vive una situazione di isolamento ben nota. - Il sindaco di Rieti conclude la nota - La proposta che intendiamo rilanciare riguarda l'unica grande opera che serve a questa città: un collegamento ferroviario veloce con Roma via Terni. E’ un obiettivo possibile, che non richiede un impegno economico straordinario e che rappresenta la migliore soluzione per il nostro territorio”.

La nota del consigliere regionale Fabrizio Santori, membro della Commissione Mobilità.

“La tratta Roma – Rieti avrebbe bisogno di investimenti strutturali e nuove vetture, piuttosto dell’intermodalità ferro-gomma che invece avrebbe dovuto primariamente riguardare quei percorsi coperti addirittura da più linee sia su gomma che su ferro. Rieti infatti è l'unico capoluogo di Provincia non direttamente collegato su ferro con la Capitale, l'unica direttrice che lo attraversa è la Terni-Rieti-Aquila-Sulmona, e chi si vuole recare in treno, partendo da Rieti, deve passare per Terni.  Ho già rappresentato ripetutamente queste necessità alla giunta regionale anche con atti ufficiali che vengono sottovalutati da un’amministrazione che purtroppo ha nella sua mission l’unico obiettivo di rendere la Regione Lazio un poltronificio. La sperimentazione che prenderà il via a partire da oggi 15 marzo per cinque domeniche consecutive almeno accoglie in parte le istanze del territorio, che ha chiesto più volte una primaria verifica prima di adottare provvedimenti definitivi. Spero vivamente che i comitati dei pendolari e le sigle sindacali siano fattivamente coinvolte in questo progetto, anche nel poter analizzare in maniera trasparente i dati di questa sperimentazione. Sarebbe la prima volta di questa Amministrazione regionale. Presto chiederò conto all’Assessore Civita dei progetti ed interventi che sono allo studio della giunta Zingaretti a seguito dell’apertura del portale internet “Piano Mobilità Lazio” quale strumento di coinvolgimento del territorio, inaugurato come mero specchietto per le allodole giusto il giorno prima di un fantomatico Consiglio Straordinario sui Trasporti che non si è mai svolto”,
 

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