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Salute & Sanità
Il dibattito con il DG Giuseppe Caroli, Alessio D’Amato, Daniele Leodori, Rodolfo Lena e Renzo Carella
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Redazione
Valmontone (RM)
- Si è tenuta ieri a Valmontone un’occasione di confronto importante sul futuro della sanità della Asl RmG. Al dibattito, organizzato nell’ambito della festa del locale Partito Democratico, hanno preso parte il direttore generale della Asl RmG, Giuseppe Caroli, il coordinatore della cabina di regia della sanità del Lazio, Alessio D’Amato, il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Daniele Leodori; il presidente della commissione regionale, Rodolfo Lena, l’onorevole Renzo Carella, oltre al sindaco Alberto Latini e al segretario del Pd locale, Giorgio Rocca. Moderati dalla dottoressa Maria Grazia Angelucci, gli autorevoli presenti hanno illustrato ad una platea composta in larga parte da operatori sanitari ed amministratori locali del territorio, come i piani operativi approvati nei giorni scorsi dalla conferenza Stato regioni consegnino alla Regione Lazio gli strumenti per poter avviare interventi seri e concreti tesi ad innescare un cambio di marcia reale alla sanità del territorio.

Particolarmente determinato è parso il direttore generale della Asl RmG, Giuseppe Caroli, che ha indicato la propria ricetta per dare alla sanità dell’area un assetto completamente nuovo che consenta di ridurre gli sprechi, incentivare i servizi territoriali, razionalizzare gli ospedali, far partire le case della salute, puntare su una prevenzione che non sia più generica ma mirata alle malattie la cui incisività è superiore alla media (come il cancro al colon e al polmone nella zona di Colleferro o all’esofago a Subiaco).

Puntuale, e preciso, l’intervento di Alessio D’Amato sulle priorità della Regione Lazio per continuare sulla strada intrapresa e giungere, oltre all’azzeramento del deficit entro il 2015, a completare il percorso virtuoso che sposta sui territori la sanità, con le case della salute e la rete dei medici di medicina generale. In particolare D'Amato ha puntato il dito sull’eccessivo tasso di personale con minore aggravio (o legge 104 e 208) di quattro volte superiore alla media nazionale che rende, praticamente, difficile far funzionare al meglio gli ospedali. Contributi preziosi sono stati anche quelli portati da Rodolfo Lena, Daniele Leodori e Renzo Carella, attenti conoscitori della sanità dell’area prenestina e casilina, che hanno chiesto a Caroli e D’Amato l’impegno a ritrovarsi in autunno a parlare ancora di sanità per entrare nello specifico dei provvedimenti, per individuare dettagliatamente gli interventi e gli effetti che possono avere, consapevoli di una politica che ormai ha capito che la logica del campanile va sacrificata per avere un sistema che dia risposte concrete ed efficaci.

Il sindaco Alberto Latini, in particolare, ha ribadito l’importanza del Valmontone Hospital (tra i primi, insieme a Zagarolo, ad aver scommesso sulla chiusura e riconversione di un ospedale) nell’ambito di una rete sanitaria in cui i tempi di attesa sulla diagnostica e la qualità dei servizi serve a drenare la mobilità passiva dalla Asl RmG verso altre aziende chiedendo, per una delle poche realtà che fanno sanità territoriale (e portano utili importanti sia all’azienda che al Comune), un potenziamento dei servizi e della funzionalità.

Dopo tanta incertezza, insomma, da Valmontone arriva una ventata di freschezza e di speranza sulla sanità che, oltre a qualificare la manifestazione organizzata dal Partito Democratico, regala ai cittadini del comprensorio la consapevolezza che, da qui a poco, la Asl RmG sarà oggetto di una revisione complessiva di cui potranno giovarne cittadini e operatori.

Il prossimo appuntamento con un tema di grande attualità è fissato per domani pomeriggio quando, a partire dalle ore 18, si discuterà di attualità e prospettive dell'Area Metropolitana di Roma insieme al segretario provinciale del Partito Democratico, Rocco Maugliani, al senatore Bruno Astorre, ai deputati Andrea Ferro ed Emiliano Minnucci, al sindaco di Vicovaro Fiorenzo De Simone, al sindaco di Valmontone Alberto Latini e al vice sindaco Eleonora Mattia.
 

Cronaca
I farmaci sono stati trafugati dalla farmacia interna al Policlinico Umberto I
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Redazione

Roma - Ieri  mattina all'alba è scattato il blitz, personale della Squadra Mobile di Roma e del Commissariato di P.S. Università "La Sapienza", al termine di una complessa ed articolata attività di indagine, ha dato esecuzione ad otto Ordinanze di Custodia Cautelare in Carcere per associazione a delinquere finalizzata al furto ed alla ricettazione di farmaci trafugati dalla farmacia interna al Policlinico Umberto I° di Roma, nei confronti degli appartenenti ad una organizzazione criminale, richieste dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma Dr.ssa Antonella NESPOLA emesse dal G.I.P. Dr.ssa PAVONE.

L'attività d'indagine, iniziata verso la fine del 2012, ha preso vita da una serie di denunce presentate da personale medico per il patito furto di cospicui quantitativi di farmaci, d'ingente valore economico, trafugati presso la farmacia-magazzino interna al Policlinico Umberto I° di Roma.

Farmaci trafugati che, oltre il valore economico, sono ritenuti di grande importanza sociale poiché di rilevante importanza per la cura di malattie specifiche e specialistiche. Infatti nella circostanza veniva rappresentato che erano state trafugate circa 350 fiale di ENBREL, per un valore economico di oltre 80.000 euro e circa 300 fiale di HUMIRA, per un valore di circa 130.000 euro. L'ENBREL ed l'HUMIRA sono farmaci altamente specifici utilizzati per curare artriti reumatoidi, così come in altre circostanze durante le prime fasi dell'indagine veniva denunciato il furto di 2000 scatole di CLEXANE 6000, farmaco antitrombotico, di non facile reperimento, per un valore economico di euro 40.000,00 circa oppure l'ammanco di circa 50 confezioni di COPAXONE, non reperibili nelle comuni farmacie, oppure 40 confezioni di SUSTIVA 600 e 80 confezioni di PREZISTA 400.

Ancora più significativo era risultato l'ammanco di alcuni farmaci oncologiciorali ed in particolare di 10 scatole di TARCEVA da 100 mg (costo pari ad Euro 52,43 a compressa), di 16 scatole di TARCEVA da 150 mg (costo pari ad Euro 65,41 a compressa), di 8 confezioni da 30 compresse di SUTENT da 50 mg (costo pari ad Euro 170,16 a compressa), di 6 scatole di SUTENT da 30 compresse da 25 mg (costo pari ad Euro 85,008 a compressa) e di 10 confezioni di SUTENT da 12,5 mg (costo pari ad Euro 42,504 a compressa).

Da quanto rappresentato appariva evidente che il fenomeno non poteva essere considerato un fatto casuale o estemporaneo, ma il frutto di una attività illecita posta in essere nel tempo da più persone organizzate tra di loro. Immediatamente i citati Uffici investigativi ponevano in essere attività volte ad accertare i fatti descritti e individuare i responsabili, attraverso una serie di appostamenti e servizi mirati, particolarmente complessi e difficili vista la tipologia del reato e soprattutto il contesto operativo. Infatti, nonostante la piena collaborazione degli organi dirigenziali del Policlinico Umberto I°, il modus operandi utilizzato, i soggetti coinvolti ed in particolare la specificità unica del luogo in questione e cioè i locali adibiti a magazzino-farmacia del nosocomio, a cui potevano avere accesso soltanto responsabili e personale specializzato, rendevano l'attività investigativa particolarmente problematica e complicata.

Si riusciva comunque ad accertare che l'organizzazione criminale aveva all'interno della farmacia stessa dei sodali che avevano il compito di trafugare fisicamente i farmaci e trasferirli fuori dei locali della farmacia, con modalità e tempi ciclici, con quantitativi minimi per non destare immediati sospetti e recapitarli, attraverso dei "corrieri", al capo dell'organizzazione che in precedenza aveva fatto specifica richiesta.

Dagli accertamenti svolti sul posto, dunque, emergeva l'insistenza di un'organizzazione criminale i cui componenti, attraverso un piano prestabilito e soprattutto in un contesto "blindato", operavano con margini piuttosto ampi di sicurezza ed in maniera continuativa e coordinata.

L'indagine ha consentito di attribuire al sodalizio criminale attenzionato i connotati tipici dell'associazione per delinquere, riscontrando una particolare continuità, stabilità ed intensità dei vincoli associativi, evidenziandosi attraverso una cospicua serie di delitti, nello specifico furto e ricettazione dei farmaci.

I promotori dell'organizzazione in argomento sono stati individuati in PORZIO Mario, di anni 80, pregiudicato per ricettazione, MONTANARI Giampiero di anni 60 e MONTANARI Lorenzo di anni 31, i quali gestivano le attività di approvvigionamento e di commissariamento degli ordinativi di farmaci da immettere illecitamente sul mercato Il PORZIO, attualmente in pensione ma con trascorsi lavorativi nel settore farmaceutico era la mente dell'organizzazione, colui che dettava i tempi e la tipologia dei farmaci da trafugare a seconda delle esigenze del "mercato", ordinandoli materialmente ai due organizzatori del gruppo, MONTANARI Giampiero e MONTANARI Lorenzo, padre e figlio, il primo impiegato di banca, recentemente in pensione, che "comandava" ai due esecutori materiali quali fossero i farmaci da rubare all'interno della farmacia, consegnandoli successivamente, una volta ricevuti dai corrieri, al PORZIO, per l'ulteriore smercio. Il secondo, il figlio Lorenzo, è ritenuto il "ragioniere" dei farmaci e quindi del gruppo, in qualità di coordinatore della destinazione dei farmaci da consegnare sempre al PORZIO.

Per fare ciò si avvalevano della complicità di BASSI Oliviero di anni 52 e MANTINI Gianluca di anni 32, dipendenti del Policlinico Umberto I di Roma in servizio presso il magazzino - farmacia del citato complesso ospedaliero, i quali rivestivano il ruolo fondamentale di fornitori di farmaci da loro asportati illecitamente dal citato magazzino - farmacia nonché di altri soggetti che svolgevano mansioni di corrieri, quali MAGGI Marco (detto "Schumacher") di anni 41, GIORGIO Manolo di anni 40 e MAHMOUDI Abdelkerim, nato ad Ariana (Tunisia) di anni 49.

Dell'associazione in argomento fanno parte anche altri soggetti che sono stati sottoposti a perquisizione domiciliare nonché indagati in stato di lìbertà, i quali hanno avuto un ruolo secondario in seno all'associazione in argomento.

La stima del valore dei farmaci trafugati ed illecitamente immessi nel mercato nel corso dell'indagine è di oltre 1.000.000,00 di Euro, di cui è stata recuperata una parte per un valore di circa 400.000 Euro.

Amministrazione & Cittadini
Saverio Pedrazzini, ex sub conduttore Luneur, risponde alle esternazioni di Luigi Abete
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di Saverio Pedrazzini*

Roma - Irritabilità sulle dichiarazioni fatte ieri su un quotidiano da parte del Presidente Luigi Abete? No assolutamente, perché rientrano nel fango mediato che in questi anni politici, personaggi pubblici o considerati tali hanno gettato su una categoria di persone oneste, forse impaurite dalla verità.

Come in passato, sono sempre pronto ad un confronto, oggi anche con il Presidente Luigi Abete, come in precedenza lo ero con tutti i politici e soggetti coinvolti nella vicenda Luneur.

Sempre, come prima e forse adesso con più orgoglio, mi piacerebbe confrontarmi con un capitano d'industria come il dr. Luigi Abete, per apprendere dalla sua viva voce  dove scaturisce la certezza della sua dichiarazione “aver vinto tutti i contenziosi con i vecchi utilizzatori abusivi"!

Se si dovesse realizzare il confronto, è chiaro che lo stesso dovrà essere improntato sulla verità, e per questo motivo i documenti da prendere in esame e confrontarsi dovranno essere tutti quelli relativi al bando di gara e precisamente :

A)     L’offerta vincolante con tutti gli allegati previsti nei punti 1 – 2 – 3 – 4

B)      La Comunicazione a LATERE

C)      Il successivo contratto di locazione firmato dalla soc. Luneur Park

D)     Il verbale di consegna dell’area da parte di Eur SpA alla soc. Luneur Park

E)      I verbali dell’assessorato alla Cultura che cambiavano il progetto del parco tradizionale in  Family Park

F)      Motivazione della presenza degli uffici del gabinetto del Sindaco Alemanno  negli uffici della Cultura

G)     Sentenza del Tar

H)     Sentenza del Tribunale Civile di Roma

I)        Dispositivo Avcp ( Autorità vigilanza contratti pubblici )

J)       Corte dei Conti , per danno erariale.

Mi auguro che il Presidente Luigi Abete, non consideri questa una provocazione alla stregua del millantato, ma  un impegno ad un confronto pubblico, anche alla presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi  e del  Sindaco di Roma Ignazio Marino, che erano presenti ieri alla inaugurazione del parco di Cinecittà World, mentre risultano assenti quando tocca rispondere anche problemi come questi!

Ritengo che gli argomenti da discutere saranno utili a chiarire definitivamente la vicenda Luneur, e riportare il bando di gara in quel settore di legge che disciplina i  “contratti pubblici” .

La diversità di stile non si determina dal nome, ma dai comportamenti e dai contenuti, continuare con le solite esternazioni non fa altro che confermare che oltre l’arroganza esiste solo il vuoto.

Se ci sarà questo incontro, si avrà  modo di commentare anche  al  Suo ripensamento sul Luneur e alla partecipazione alla gara pubblica per la riqualificazione del parco stesso, atteso il fatto che la situazione era la medesima rappresentata nel 2006 presso gli studios di Cinecittà di via Tuscolana,  ai sigg. Emanuelle Gothe e dr Giustino, che cioè i vertici di Cinecittà non erano interessati ad una patnership, in quanto erano presenti i c.d. sub – conduttori, gli stessi previsti nel BA, io porto argomenti, Lei solo il solito ritornello….occupanti abusivi, utilizzatori abusivi

*Portavoce ex sub conduttore Luneur

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Il Caso
“Roma sommersa dall’immondizia ma continuano a non chiamarci. Il Sindaco deve rispettare gli impegni”
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Redazione

Roma - “Sembra di assistere alla moderna riedizione del mito della tela di Penelope – afferma Amato Pompei in sciopero della fame da tre presso l’Assessorato all’Ambiente di Roma – Quello che sembra organizzarsi di giorno per risolvere l’annosa questione del lavoro per gli ex lavoratori dell’ANCR, conosciuti come i gladiatori per essersi arrampicati prima sul Colosseo nel 2009 e poi sull’Arco di Costantino nel 2013, si disfa puntualmente di notte”.

“Il sindaco Marino – prosegue Pompei – ha preso degli impegni precisi, ereditando altrettanti impegni mai soddisfatti dalla precedente amministrazione. Noi intanto abbiamo terminato ogni forma di ammortizzazione sociale”.

“La cosa incredibile e paradossale – continua Pompei – è che la città è invasa dall’immondizia mentre  noi che siamo pronti a prendere il servizio per AMA o presso le cooperative in appalto, e che vantiamo una serie di impegni scritti assunti dal Consiglio Comunale all’unanimità, maggioranza e opposizione insieme, continuiamo a rimanere con le mani in mano. Serve un intervento straordinario che affronti di petto i problemi”.

“Noi abbiamo deciso di intraprendere questa forma estrema di lotta – ha concluso Pompei – perché occorre sbloccare la situazione, finendola con questo balletto delle responsabilità”.

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di Gennaro Giardino

Viterbo - “Quattro viterbesi nel Consiglio Territoriale della Uil di Roma e del Lazio. Si tratta di Giancarlo Turchetti, che entra a far parte anche dell’Esecutivo regionale, Antonio Franco Palumbo, Lamberto Mecorio e Francesco Palese. Ad eleggerli il VI Congresso della Uil di Roma e del Lazio che ha riconfermato all’unanimità Pierpaolo Bombardieri Segretario Generale regionale dell’Unione Italiana del Lavoro”. A renderlo noto è la Uil di Viterbo. Subito dopo l’elezione, il segretario generale ha poi proceduto al rinnovo della squadra: Laura Latini, Paolo Dominici, Pierluigi Talamo si aggiungono ai riconfermati Felice Alfonsi, Agostino Calcagno e Giuliano Sciotti.

“Continueremo a lavorare – ha detto Bombardieri – affinché la visione di un modello di sviluppo diverso da quello seguito finora abbia una visione regionale. Negli anni passati è assolutamente mancata una capacità di coordinamento e di programmazione, per una visione dello sviluppo del territorio regionale. Nell’ultimo anno il reddito pro-capite nel Lazio è diminuito del 2,9%, e di ben il 4,5% nell’ultimo quinquennio. Siamo ancora lontani dalla capacità di agganciare una possibile inversione di rotta – ha sottolineato – Oggi nel Lazio i disoccupati hanno raggiunto le 310 mila unità, oltre 90 mila in più soltanto nell’ultimo biennio e ogni giorno nella nostra regione 100 imprese cessano la propria attività: 33.500 hanno chiuso nel 2013, 1.200 in più dell’anno precedente.

Noi immaginiamo un nuovo modello di sviluppo – ha dichiarato il Segretario Generale della Uil Roma e Lazio – che dia realmente valore alla qualità sociale della nostra vita, alla salute, all’istruzione, all’ambiente, alla partecipazione. Per questo abbiamo costituito un Osservatorio sui costi e la produttività della politica. Un terreno sul quale proseguiremo il nostro lavoro. Chiediamo inoltre: nuove politiche industriali in grado di dare indicazioni alle nostre aziende, per fare innovazione di prodotto, smettendola, una volta per tutte, di rincorrere la riduzione dei salari e dei diritti, cassa integrazione e riduzione del costo del personale; una politica “distrettuale” di sistema, che coinvolga attivamente e che ponga finalmente in sinergia le università, la ricerca, le imprese, le conoscenze tecnologiche e l’innovazione. Chiediamo anche una riconversione complessiva di tutti i processi produttivi, nella prospettiva della sostenibilità.È necessario inoltre – spiega Bombardieri – il coinvolgimento attivo ed il coordinamento tra Regione e Istituzioni locali, al fine di mettere a sistema tutte le risorse pubbliche disponibili e gli investimenti privati, e soprattutto un utilizzo efficace dei fondi europei, la risorsa di gran lunga più consistente di cui il nostro territorio potrà disporre nei prossimi anni”.

Il Segretario della Uil ha poi posto l’accento sul modello di gestione delle politiche del lavoro. “Un modello – ha specificato – che è stato assolutamente inadeguato negli ultimi anni. Non è riuscito a favorire l’incontro fra domanda e offerta di lavoro e non ha creato nessun collegamento con il sistema di orientamento e i cambiamenti del tessuto imprenditoriale. Dovremo quindi occuparci di quali sono gli strumenti per aiutare chi cerca lavoro. Un intervento indispensabile e sempre più urgente appare il rafforzamento della rete dei servizi per l'impiego”.

Tra gli altri temi affrontati, il sostegno all’accesso alla conoscenza tramite gli “Open Data” – “la diffusione dei dati pubblici accrescerebbero l’efficienza e la trasparenza della Pubblica Amministrazione, migliorando la qualità della vita dei cittadini e fornendo alle imprese nuove opportunità di crescita” – così come il tema della mobilità delle persone e delle merci e la necessità di ripensare ad infrastrutture necessarie a mettere in rete il Lazio con il resto d’Italia. “Investimenti sempre promessi e sempre disattesi: la Roma-Latina, la Orte-Civitavecchia, il corridoio tirrenico settentrionale, il raddoppio della Salaria, le complanari in entrata su Roma”.

“Infine – ha concluso Pierpaolo Bombardieri – la nostra regione dispone di un enorme patrimonio artistico e culturale. Il potenziale di crescita è davvero rilevante, e da tale crescita dipende naturalmente anche la ricaduta occupazionale del settore. Un settore che nonostante le crisi aziendali affrontate ancora nel 2013 registra importanti risultati, con ben 46.448 imprese registrate. Anche in termini occupazionali i dati del settore confermano il turismo come uno dei segmenti più dinamici della regione (con oltre 441 mila occupati, pari al 20% del totale degli occupati)”.

Video servizio
Il video servizio con le immagini shock dell’immondizia a Roma
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La Capitale si presenta come una discarica a cielo aperto e a soffrirne di più è soprattutto la periferia: Tiburtina, Tuscolana, Ottavia, Val Melaina,San Lorenzo sono tra le zone coinvolte.

 

di Christian Montagna

Roma / Pigneto - Un tempo era Napoli, detentrice indiscussa del record di immondizia per strada, bistrattata e insultata da tutta Italia per l’emergenza durata diversi mesi che ha fatto balzare alla cronaca tristemente la città. Passano i mesi e le situazioni si invertono: Roma, quartiere Pigneto, letteralmente invaso dai rifiuti. Sono le ore due di notte circa del 6 luglio quando la videocamera dell’Osservatore d’Italia chiamata dai residenti della zona, si reca sul posto per documentare.

Un odore nauseabondo si respira tra le vie del quartiere; condizioni igieniche al collasso, ratti e altri animali padroni dei marciapiedi. Ovunque il caos: materassi,resti di strutture in ferro, indifferenziata e resti organici che occupano il manto stradale e i marciapiedi. L’unica soluzione che si presenta al pedone è quella di camminare per strada sperando di non imbattersi in qualche autovettura. L’emergenza rifiuti che sta investendo la capitale è a livelli record. Chiudono impianti di smaltimento, si rallentano le raccolte e la situazione in un attimo diventa insostenibile. Prima il traffico, le opere dispendiose di secondaria importanza, poi la criminalità in aumento e ora ci si mette anche l’emergenza rifiuti. Fatto sta che la Capitale diventa sempre più invivibile. E i cittadini pagano le tasse. Certo, perché quelle non le allentano mai, arrivano puntuali come un orologio svizzero. Tra queste anche quella per i rifiuti. Dunque i cittadini pagano per avere delle strade colme di immondizia? Ebbene si. La Capitale si presenta come una discarica a cielo aperto e a soffrirne di più è soprattutto la periferia: Tiburtina, Tuscolana, Ottavia, Val Melaina, San Lorenzo sono tra le zone coinvolte. I turisti che hanno deciso di visitare le zone periferiche della Capitale non hanno perso tempo a fotografare gli orrendi scenari e a diffondere le immagini sul web. Per giorni e giorni, sotto il caldo sole d’estate, i rifiuti organici e non, marciscono e imputridiscono rendendo asfissiante l’aria. Ma dal Comune nessuna risposta. Il problema sembra non interessare nessuno. Uno scarico di responsabilità tra Ama e Enti pubblici che comincia a stufare i romani che a gran voce esigono un intervento delle Autorità per una soluzione repentina.
 

Sociale & Servizi
Un gruppo di disoccupati hanno ripulito gli spazi verdi di Porta Maggiore
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Redazione

Roma - “Proseguono i blitz nelle aree verdi della città di Roma da parte del movimento che si raccoglie  attorno a “Iniziativa Territoriale per il Lavoro” che con un gruppo di disoccupati ieri mattina ha ripulito gli spazi verdi di Porta Maggiore per denunciare la scarsa manutenzione di molte delle aree in capo al servizio giardini e per segnalare che la cura del territorio e dei parchi è uno dei possibili sbocchi per il problema della disoccupazione nella nostra città”. Si legge in una nota. “Chiediamo lo sblocco del Patto di Stabilità per liberare i fondi per creare posti di lavoro e destinare più  risorse per il decoro, la manutenzione dei siti storici, archeologici, dei parchi e degli spazi verdi delle periferie della città. Si potrà così raggiungere il duplice risultato di garantire il decoro urbano e la creazione di nuovi posti di lavoro”. E’ quanto hanno dichiarato Gianluca Peciola e Annamaria Cesaretti, capogruppo e consigliere Sel Campidoglio presenti all’iniziativa.

Gestione Bene Pubblico
Un dirigente controllerà la correttezza dell'operato Ater, a comunicarlo è il presidente Ater del Comune di Roma Daniel Modigliani
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Redazione

Roma - Il Commissario straordinario dell’Ater del comune di Roma, Daniel Modigliani, ha approvato l’adozione da parte dell’Azienda del Piano triennale anticorruzione 2014-2016, recependo così le direttive della legge nazionale del 6 novembre 2012 n. 190 in materia di prevenzione e repressione della corruzione e dell’illegalità e del decreto legislativo del 14 marzo 2013 n. 33 relativo agli obblighi di trasparenza amministrativa della pubblica amministrazione.

 Con tale adempimento l’Azienda si propone di perseguire elevati livelli di legalità nella propria azione amministrativa con l’obiettivo di prevenire le illegalità e i comportamenti impropri. Con il controllo di un dirigente responsabile per questa materia e attraverso un sistema integrato di misure previste dal Piano, l’Ater intende garantire ai cittadini interessati la correttezza del proprio operato, rendendo trasparenti e accessibili le informazioni, così da assicurare il controllo sociale sulla sua attività e sull’impiego delle risorse e favorendo, al tempo stesso, all’interno dell’Azienda, la cultura della legalità, della meritocrazia e della buona amministrazione.

Cronaca
L'uomo prometteva una fulminante carriera grazie alla realizzazione di book con immagini sessualmente provocanti
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Redazione

Roma - Ancora sesso e ragazzine utilizzate al centro di inchieste romane. Un fotografo di 51 anni, Furio Fusco, titolare di una nota agenzia di modelle e attori per spot televisivi, è stato arrestato a Roma con l'accusa di adescamento di minori, pornografia minorile aggravata e prostituzione minorile. L'uomo avrebbe raggirato le giovani, tra i 14 e i 17 anni, spingendole a posare nude e a prestarsi ad atti sessuali, promettendo loro notorietà. L'indagine è partita dall'inchiesta sulle baby prostitute ai Parioli. Gli investigatori sono convinti che il 51enne fosse del tutto consapevole dell'età delle ragazze coinvolte, tanto da aiutarle a falsificare le generalità sui documenti di identità, affinché risultassero maggiorenni in occasione della partecipazione ai casting. Secondo l'accusa, l'uomo individuava abilmente le giovani disponibili a incontrarlo all'insaputa dei genitori e a posare senza inibizioni in foto pornografiche, nonché a prestarsi al compimento di atti sessuali nel corso delle sedute fotografiche. "Le indagini, avviate a maggio dai militari di via in Selci, hanno consentito di acquisire in brevissimo tempo rilevanti riscontri alla fondatezza delle testimonianze acquisite, dimostrando come effettivamente l’indagato abbia posto in essere una vera e propria attività criminale organizzata e lungamente sperimentata", spiegano i carabinieri in un comunicato. "Il monitoraggio ha infatti evidenziato come l'uomo fosse solito prospettare alle giovanissime ragazze che si presentavano presso la sua agenzia in cerca di lavoro, un possibile e facile successo nel mondo dello spettacolo, mediante la realizzazione di book fotografici contenenti immagini sessualmente provocanti", aggiungono i militari. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma, Giulia Proto, su richiesta del Procuratore Aggiunto, Maria Monteleone, e del Sostituto Procuratore, Cristiana Macchiusi, della Procura della Repubblica di Roma. Fusco si trova ora recluso nel carcere di Regina Coeli, a Roma.

Cronaca
Le due ragazze hanno tentato di estorcere denaro ad un ragazzo di 26 anni di Roma, con il quale avevano avuto un incontro sessuale a pagamento.
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Redazione
Roma
-  I Carabinieri della Stazione Roma San Paolo hanno arrestato 2 ragazze, di 22 e 25 anni, di Chieti, per aver tentato di estorcere denaro ad un ragazzo di 26 anni di Roma, con il quale avevano avuto un incontro sessuale a pagamento. Le ragazze e il cliente si erano conosciuti su Facebook per poi proseguire la discussione in una chat chiusa, tematica per amanti di sesso estremo e feticisti. Da qui i tre si scambiano i numeri del telefonino per definire i dettagli dell’incontro che avviene in un appartamento preso in affitto, per pochi giorni, dalle ragazze in zona San Lorenzo. Durante le pratiche a luci rosse il ragazzo non si accorge però di essere fotografato dalle stesse ragazze e terminato l’incontro rientra a casa. Qui comincia l’incubo, le ragazze gli mandano una foto esplicita del loro incontro, tramite WhatsApp, e lo minacciano di rivelare il suo “vizietto”, pubblicando le foto sul suo profilo Facebook se non avesse consegnato loro 500 euro. Il ragazzo non cede e, dopo varie richieste, si rivolge ai Carabinieri della Stazione Roma San Paolo che organizzano la trappola per le due ragazze. La vittima finge di cedere alla minaccia estorsiva e da appuntamento alle due in piazza dei Cinquecento dove però si presentano anche i Carabinieri in borghese che a distanza seguono lo scambio e poi intervengono bloccando e arrestando le ragazze. La perquisizione personale ha consentito di rinvenire due smartphone e un tablet con le foto “rubate” durante l’incontro. Non si esclude che le due ragazze, che ora si trovano a Rebibbia, possano aver già colpito in precedenza per cui sono in corso ulteriori indagini da parte dei Carabinieri.    
 

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