Redazione
Nemi (RM) - Ieri, giovedì 3 luglio 2014, si è tenuto un consiglio comunale straordinario sulla scuola. L'opposizione ha votato a favore della proposta della maggioranza in virtù di una presa di coscienza comune che la scuola sia da salvare. Partecipazione Democratica ha espresso il voto a favore ed esprime le sue motivazioni attraverso la seguente nota:
Partecipazione democratica, attraverso il suo consigliere Stefania Osmari, ha votato la mozione presentata dalla giunta Bertucci sulla scuola. Un voto che non cancella le gravissime responsabilità che ricadono su tutta la destra nemese per averci messo del suo nell’aggravare una situazione, già di per se, difficile. Al netto delle indubbie difficoltà dovute alle sciagurate politiche di risparmio messe in atto dai governi nazionali di destra e di sinistra, la pattuglia della destra nemese, in questi 15 anni di governo, non solo non ha fatto niente per metterla al sicuro da questi provvedimenti (per esempio, è stata mai perseguita, in modo convinto, la via dell’inserimento di Nemi nella Comunità Montana dei Castelli Romani?) ma addirittura, come detto, ne ha aggravato la posizione. Non è riuscita a terminare l’edificio nuovo della scuola, lasciandolo preda dell’incuria e del vandalismo. E’ stata molta attiva nel farne, dapprima, un area di consenso politico e, dopo l’esplosione della faida interna, il campo di battaglia della loro insensata guerra quotidiana.
Un clima di incertezze squarciato da continue polemiche che ha avuto e sta avendo un indubbio peso sulla mancata iscrizione di tanti bambini.
E la diminuzione del numero di bambini è l’origine dei guai della scuola di Nemi. Grazie all’impegno e alle capacità del suo corpo docente, in questi anni, la scuola di Nemi è diventata una indubbia eccellenza (nonostante la destra). Non vorremmo che qualche docente, stufo di questa situazione, arrivasse a chiedere di essere trasferito. Sarebbe il colpo di grazia, ovvero la fine.
L’ennesima maceria prodotta dalla destra nemese.
La scuola è un bene comune, ed in quanto tale è compito dei cittadini, delle istituzioni delle forze politiche fare tutto il possibile per evitarne la chiusura. E’ troppo importante. Partecipazione Democratica è pronta a fare la sua parte affinché questo importante presidio continui ad rimanere nella disponibilità delle future generazioni.
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Marino Laziale (RM) - La reazione su Facebook dopo la lettera di un papà che ha perso il figlio di sedici anni e da un decennio continua a vedere la tomba del proprio figlio offesa da simili gesti
Il sindaco di Marino, Fabio Silvagni si scaglia contro i furti al cimitero comunale. Lo fa attraverso un post pubblicato nel pomeriggio sul suo profilo Facebook.
“Ho ricevuto una lettera commovente di un papà” scrive il sindaco “che oltre ad aver perso il figlio di sedici anni è costretto a subire l'umiliazione di continui furti al cimitero. Stavolta gli hanno rubato una madonnina in legno di nessun valore se non quello affettivo e la provenienza dalla Terra Santa”.
Il cittadino in questione, un residente di Santa Maria delle Mole, ha sporto denuncia presso la Polizia ricevendo telefonicamente la solidarietà del primo cittadino.
Il sindaco Silvagni ha voluto inoltre lanciare con fermezza due messaggi alla cittadinanza. Anzitutto la prevenzione.
“Il progetto #SmartCity (che prevede l’istallazione di una rete di telecamere su tutto il territorio ndr) aumenterà il controllo anche sul cimitero. Ma questo nostro concittadino che fra qualche giorno riceverò in Comune – scrive ancora Silvagni - ha fatto benissimo a sporgere denuncia e io spero che questi criminali che non hanno altro senso che offendere il dolore delle famiglie e mancare di rispetto a chi non c'è più siano arrestati. Stiamo con le famiglie, per il rispetto dei morti, per la sicurezza dei vivi. Senza esitazioni” ha concluso il sindaco.
di Chiara Rai
Albano Laziale (RM) - Il pronto soccorso di Albano Laziale è al collasso e perde altre unità mediche. In due anni si è assistito ad un tracollo vertiginoso di personale e risorse in contrasto con gli ingressi dei pazienti in esponenziale aumento. L'ospedale San Giuseppe, infatti, conta 35 mila accessi all'anno contro, ad esempio, i 45 mila che registra l'ospedale romano di Tor Vergata. Un record per il bacino degli oltre 300 mila residenti castellani i cui nosocomi con pronto soccorso sono rimasti si e no tre: Velletri, Albano e Frascati. Albano è quello più congestionato.
Nel territorio della Asl RmH ci sono circa 400 precari mentre i contratti a tempo indeterminato sono ormai delle rarità. Il pronto soccorso di Albano, nel 2012, contava 13 unità e già si era nella piena emergenza. Oggi ce ne sono 10 e il reparto emergenziale è in vero e proprio tilt. Il personale lavora minimo 38 ore settimanali: si tratta di angeli in carne ed ossa che sembrano brancolare in un campo di guerra, accogliendo tutti i pazienti che arrivano, cercando di rendere più o meno umana l'attesa. Lo scenario non è cambiato rispetto la visita di due anni fa: un girone infernale con file di barelle per i corridoi e decine di persone in attesa da ore di essere visitate. C'è un conteiner come sala d'aspetto dove l'aria è viziata e i malati aspettano anche dalle sei alle otto ore per essere visitati. Se arrivano emergenze pediatriche al San Giuseppe, consigliano di portare i bambini a Genzano dove di fatto, sulla carta, il pronto soccorso è chiuso. Rimane però in piedi l'accettazione pediatrica: "le emergenze le prendono - riferisce personale ausiliare - ma se poi c'è bisogno di qualche lastra bisogna tornare ad Albano". E continua l'ordinaria follia di un perpetuo caos.
di Maria Lanciotti
Ciampino (RM) - Piano piano si fece Roma, e forse si riuscirà – pian pianissimo – a completare i lavori all’ex Cantina Sociale di Ciampino, iniziati nel 2006 e più volte interrotti e ripresi nel corso degli anni, giocando prevalentemente al ribasso. Per ora sono di nuovo bloccati. Come ci conferma un terzetto di operai, vaganti nei paraggi. Certo non è il momento buono per chiedere informazioni al riguardo, in fase di assetto la neo Giunta Terzulli in un clima non particolarmente sereno, ma lo stato di transitorietà negli ultimi anni sembra diventato stabile al Comune di Ciampino e tanto vale bussare a qualche porta.
Dopo qualche giravolta ci riceve Franco Tucceri, addetto all’Ufficio Lavori Pubblici. Alla nostra domanda sul perché i lavori sono fermi proprio all’ultima curva, e cosa manca ancora per il completamento dello stralcio che riguarda il Teatro-Sala Convegni e la Biblioteca Comunale e quali tempi sono previsti per la consegna, così c’informa: "I lavori sono in sospensione e si prevede qualche variante. È in corso un altro appalto, si faranno meno lavori perché non sono arrivati i soldi dalla Regione. Si farà una gara per un nuovo appalto se dalla Regione confermano i fondi. Questo appalto si chiude. C’è da completare l’arredamento interno e da fare lavorazioni all’esterno. Entro il mese di agosto termina l’appalto in corso, se tutto va bene entro dicembre (2014, ndr) ci sarà l’impresa nuova". I lavori, consegnati all’impresa uscente il 24 aprile 2012 e la cui durata contrattuale prevedeva 365 giorni, dovranno aspettare il 2015 per essere ripresi, e quasi certamente con ulteriori riduzioni rispetto al progetto di partenza. Sempre se tutto va bene. Sembra un film già visto, solo con la trama più logora. Ma mai perdersi d’animo, la riqualificazione del centro cittadino s’ha da fare!
Redazione
Albano Laziale (RM) - il M5S di Albano Laziale denuncia lo "stato deplorevole" in cui versa il piccolo oratorio del Bernini nel Bosco comunale attiguo alla Chiesa dei Cappuccini. "L’intonaco è completamente decorticato, - si legge nella nota del M5S - e ci sono crepe dappertutto: una preoccupante fenditura si vede bene sulla sommità della piccola cupola. Tutt’intorno, i resti del sepolcreto della II legione partica, in gran parte rinvenuti, però, nella zona residenziale della Selvotta, dove negli anni ’60 un bosco secolare fu abbattuto per far posto a lucrose ville e residenze private. - La nota prosegue - La collina dei Cappuccini è un luogo simbolo. Di qui passavano tutti gli acquedotti che rifornivano la villa imperiale e i Castra della legione: oggi, lo sfruttamento insensato del territorio ha portato alla penuria di acqua e all'inquinamento da arsenico. - La nota conclude - Il depauperamento dei beni ambientali e monumentali, da cui potrebbe ripartire l'economia di questa città e dell'intero bacino dei Castelli, è stato impressionante, ma la logica con cui si va avanti è sempre la medesima. Ora si avrà una nuova colata di cemento (grazie al cosiddetto PLUS di Cecchina 2). Su questi problemi bisogna accentrare di nuovo il dibattito pubblico".
Redazione
Marino (RM) - Promuovere le potenzialità individuali degli studenti, formandoli a livello umano e professionale e mettendoli in grado di accedere, con competenza, consapevolezza e responsabilità, nel mondo dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera, operando in nome delle nuove tecnologie e strategie comunicative previste per il settore. Sono queste le finalità del Centro di Formazione Professionale Alberghiero e della Ristorazione di via Ferentum a Marino che oggi, 1 luglio, ha promosso un giorno di incontro tra gli studenti e il territorio, quale momento dimostrativo delle competenze acquisite nei tre anni di corso previsti.
Curato dalla Provincia di Roma il centro professionale, oltre duecento iscritti ogni anno, sette tipologie di corsi tre dei quali dedicati anche agli adulti, è coordinato da Maria Teresa Di Santo. Presente l’ente provinciale con la responsabile Progetti Speciali Gabriella Nicolosi coadiuvata da Marina Budoni e Ilaria Rondinelli.
A complimentarsi con gli studenti per i brillanti risultati conseguiti, l’assessore alla Pubblica Istruzione Arianna Esposito che, nel suo incontro con dirigente, insegnanti e studenti, non ha mancato di portare il saluto da parte del sindaco Fabio Silvagni. A rappresentare Palazzo Colonna anche Gianfranco Bartoloni, assessore all’Urbanistica con il consigliere Franco Marcaurelio.
All’incontro di fine anno all’Alberghiero di Marino, anche molti fra i rappresentanti delle associazioni di categoria del territorio con i quali i ragazzi hanno dato vita a collaborazioni durante il loro percorso formativo. Tra loro Andrea Catarinozzi dell’AMIRA (associazione maitres italiani ristoranti e alberghi) e Roberto Rotelli, presidente della Strada dei Vini dei Castelli Romani. Collaborazioni anche con Carlo Zappulla, chef e presidente dell’Unione Cuochi Lazio associata alla Federazione Italiana Cuochi.
Molte, come riferito da Gabriella Nicolosi, le iniziative intraprese dalla Provincia di Roma ai fini della formazione dei ragazzi iscritti al centro professionale marinese, a coinvolgere nomi e settori di rilievo del panorama enogastronomico e della ristorazione del territorio e oltre. Strategie didattiche che, come affermato dalla dirigente Di Santo, puntano all’attivazione di percorsi di confronto e crescita degli studenti, anche all’esterno del centro formativo, finalizzati ad un loro brillante inserimento nel mondo del lavoro.
“Ogni anno di più – ha affermato l’assessore Esposito nel complimentarsi con la dirigenza del centro per i brillanti risultati raggiunti dagli studenti e con la Provincia di Roma per l’attenzione dedicata al territorio e alla formazione dei giovani – prendiamo atto dei valori positivi che un istituto di formazione professionale come l’Alberghiero di Marino annovera in sé. A voi – ha detto l’assessore rivolgendosi agli insegnanti – il compito e il merito di fare emergere le potenzialità, l’autostima, l’autonomia, le capacità relazionali, di concretizzazione e la motivazione nei ragazzi, preziose per la consapevolezza di sé e delle scelte da operare nel futuro. A loro il pregio di aver recepito le finalità formativo-educative del percorso di studi proposto. A tutto vantaggio della loro affermazione professionale. Siamo felici e orgogliosi – ha concluso – che un’eccellenza nel settore dell’enogastronomia, del turismo e dell’ ospitalità alberghiera sia presente sul nostro territorio. Opereremo, in termini di collaborazioni e progetti condivisi, per un’affermazione, costante e incisiva, delle sue potenzialità”.
di Daniele Rizzo
Marino (RM) - Eccessivo incremento del costo del servizio negli ultimi anni a fronte di un modesto incremento demografico, assenza di un regolamento che regoli le procedure di smaltimento tanto dei privati quanto degli enti pubblici, bassa percentuale di raccolta differenziata che effettivamente viene fatta rispetto a quello che la normativa nazionale e regionale impone ai Comuni. Questi i temi dell'incontro sui rifiuti che si è tenuto di recente mentre il nostro giornale pubblicava l’articolo “Marino: Quello strano caso dei documenti introvabili”. Proprio così, contemporaneamente andava in scena il “Settimo convegno annuale sui rifiuti – Storia e documenti del recente passato nel comune di Marino”. Al dibattito, tenutosi in località Frattocchie presso l’oratorio della Parrocchia San Giuseppe, sono intervenuti personaggi di spicco della vita politica e amministrativa marinese come il consigliere comunale Adolfo Tammaro, l’ex consigliere ora presidente dell’associazione “Gruppo di presenza – mons. G. Grassi” Corrado Colizza e l’attuale direttore della “Multiservizi dei Castelli Marino Spa” dottor Aldo Crisanti; ospite speciale del dibattito è stato Massimo Piras, il presidente dell’associazione “Zero Waste”. Ad assistere all’evento qualche decina di persone, tra cui anche qualche volto del nuovo consiglio comunale marinese.
Ad aprire il dibattito è stato Adolfo Tammaro che ha illustrato l’attuale sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Marino, e cioè quello della raccolta differenziata stradale che tanto è stato oggetto di dibattito nei mesi (ma anche negli anni) precedenti la scorsa campagna elettorale. Dopo Tammaro, il quale ha ricordato i costi alti, l'assenza di un regolamento e la bassa percentuale raccolta del servizio "porta a porta" è poi intervenuto Corrado Colizza che, non lasciandosi sfuggire la ghiotta occasione, ha ricordato ancora una volta a tutti i presenti (compreso il presidente della Multiservizi) lo strano comportamento del comune di Marino riguardo le richieste di accesso agli atti per la verifica di compatibilità tra i servizi dovuti e quelli resi dall’azienda marinese. Vorremmo poter dire che dopo Colizza è toccato al dottor Crisanti difendersi dalle accuse, se non fosse che semplicemente non lo ha fatto. Il presidente della Multiservizi ha sorvolato sui dubbi espressi dal precedente relatore, soffermandosi solamente su un’analisi dei dati esposti da Tammaro. Il presidente Crisanti ha sottolineato come la vicina Ciampino spenda per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti gli stessi soldi del comune di Marino, benché Ciampino (dati alla mano) produca molta spazzatura in meno e abbia meno abitanti di Marino; questo per far notare ai presenti che “non è vero che l’erba del vicino è sempre più verde”, e che la Multiservizi ha sempre chiuso ogni anno in attivo, a differenza dei cugini ciampinesi le cui due aziende partecipate si trovano con l’acqua alla gola, sommerse da milioni di euro di debiti. Nessuno ha però fatto notare una sostanziale differenza al dottor Crisanti, e cioè quella che a Ciampino da ormai diversi anni si procede con la raccolta differenziate porta a porta, una pratica molto più onerosa rispetto alla classica raccolta stradale; ad onor del vero resta fuori da ogni dubbio che le partecipate di Ciampino siano in crisi non per questo motivo ma probabilmente per delle gestioni e delle scelte sbagliate.
Il presidente della Multiservizi ha poi concluso affermando che entro giugno 2015 l’intero comune di Marino passerà alla raccolta differenziata integrale porta a porta, come già annunciato dall’allora candidato Silvagni in campagna elettorale, ogi primo cittadino marinese; la nuova strategia di raccolta permetterà finalmente al Comune di raggiungere quelle percentuali imposte dalle normative. La Multiservizi, ha continuato Crisanti, cercherà di contenere al massimo i costi, risparmiando quasi 1,5 milioni dallo smaltimento nelle discariche, soldi che andranno all’Azienda per adeguarsi al nuovo servizio e agli utenti per gli sgravi sulla tassa dei rifiuti. Un progetto ambizioso quindi, che prevede anche la costruzione di un digestore anaerobico, benché prima debbano essere studiati i costi e i tempi dell’intervento.
Il Comune di Marino sembra quindi aver operato un cambio di rotta, e dopo anni di battaglie condotte dalle associazioni locali sul bisogno di un passaggio alla differenziata porta a porta, finalmente (e inspiegabilmente) i poteri forti locali hanno deciso di cambiare per il bene della città. Siamo a questo punto curiosi di vedere se i tempi verranno rispettati, se la gestione della Multiservizi continuerà ad essere così puntuale (economicamente parlando) anche dopo il passaggio decisamente complicato alla differenziata integrale, e se queste anomalie riscontrate sui servizi (a tal proposito aspettiamo ancora notizie dagli enti preposti) si risolveranno da giugno 2015.
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Chiara Rai
Nemi (RM) - Sembrerebbe che l'unica scuola di Nemi sia a rischio chiusura. Le medie, che negli ultimi anni hanno subito accorpamenti, non avrebbero raggiunto il numero minimo per poter formare classi. Il rischio c'è anche per le elementari.
Da sempre la scuola di Nemi si presenta come un cantiere incompleto e negli anni gli amministratori che si sono occupati della scuola non hanno fatto abbastanza per evitare questo lento decesso. Oltre a qualche corso collaterale, sport in odore di elezioni, gli interventi per la sicurezza e incolumità dei bambini non sono stati incisivi.
Basti pensare alle condizioni della palestra: non in sicurezza, umida e all'esterno incastonata in un cantiere oltretutto pieno d'immondizia. Solo dopo i controlli dei carabinieri e della Asl, è stato fatto qualche intervento. Il servizio di mensa scolastica ha suscitato polemiche su polemiche. Ma veramente ciò che ha contribuito maggiormente all'impoverimento del paese di una simile ricchezza è stata la strumentalizzazione politica. Ci spieghiamo meglio, ovvero è stato pensare che la scuola fosse un bacino di voti da cui attingere e quindi tutte le parti politiche o gli aspiranti politici vi hanno fatto campagna elettorale, tanto che la stessa moglie dell'attuale primo cittadino Alberto Bertucci non ha avuto il buon gusto di non candidarsi puntualmente ogni anno a genitore rappresentante d'Istituto, creando diversi malcontenti, talmente evidenti che c'è chi ha fatto fagotto e portato via i propri figli da Nemi a Genzano e molti altri lo faranno quest'anno.
Ogni anno, alle elezioni che hanno visto candidata Celestina Corcione, la scena era quella di vere e proprie elezioni amministrative: il marito che sulla rampa che porta alla scuola, bacia e saluta tutti e accompagna i suoi amici fino sull'uscio.
Sappiamo bene che qualche malpensante mette in giro le voci che il nostro giornale ha contribuito ad affondare l'istituzione scolastica grazie ad "articoli verità", ma è ben chiaro che ad affondarla è stata la sete di potere e di fare campagna elettorale dalla mensa, alla caldaia, agli infissi installati dagli amici del sindaco, ai gatti e ratti, alla scuola cantiere e ad elezioni degne di un celebre film tra i cui attori ricordiamo Robert De Niro e Al Pacino.
Chi è stato assessore alla Scuola è la stessa persona che indossa la fascia da Sindaco: parliamo di Alberto Bertucci che ha mosso i suoi primi passi di campagna elettorale proprio su quella rampa, dicendo che il malgoverno Cocchi stava facendo morire la Scuola e che solo lui sarebbe stato in grado di risollevare il Paese. Al nostro giornale sono arrivate denunce di genitori e di persone che non hanno voluto tacere rispetto a condizioni per nulla fantascientifiche.
Questo voler fare campagna elettorale nella scuola, si ricordi la spregevole missiva firmata da presunti genitori che affermavano che addirittura una docente facesse campagna elettorale in classe, ha distrutto la stessa Istituzione scolastica e adesso si cercano i colpevoli da mettere alla gogna mentre i responsabili sono coloro che siedono e si sono seduti in Comune che avevano la responsabilità così grande di far vivere un polmone fondamentale quale la cultura in un paese che invece pian piano diventa carente di servizi. La cultura è la linfa di ciascuna comunità, tagliata questa risorsa si tornerà al medioevo.
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Redazione
Ciampino (RM) - Ieri primo Consiglio comunale per la nuova Giunta Terzulli. Ivan Boccali, Consigliere Capogruppo di Gente Libera, mette subito in chiaro quella che sarà la linea dell'Opposizione per il futuro: “Non faremo sconti a nessuno. La Maggioranza si troverà di fronte uno schieramento pronto a dare battaglia per il bene della Città. Ho ascoltato con grande interesse l'illustrazione del libro dei sogni del neo Sindaco: si parla di Partecipate, di nidi, di cultura, di 167. Ma quali sono le soluzioni concrete? La gente si aspetta fatti non parole. Il susseguirsi di Amministrazioni di centrosinistra dal 1974 ad oggi non ha portato miglioramenti ma solo l'aggravarsi e l'acuirsi di problemi e disagi. Nella città giardino non ci sono le aiuole ma il disastro del Campo Nomadi, la Sicurezza è ancora un nervo scoperto e l'Aeroporto rimane un onere e non una risorsa. Su questo rifletta il Primo cittadino. A Ciampino i 'sogni' evocati da Terzulli sono solo incubi per i cittadini. Il nostro compito sarà controllare ed indirizzare costantemente l'azione pubblica, monitorare e correggere la (mala) gestione dell'Ente, per migliorare la qualità della vita di tutti. Al tempo stesso sapremo accogliere e sostenere quanto di buono verrà dai banchi della Maggioranza, in maniera costruttiva ed a tutela degli interessi dei cittadini. Anche per questo' – conclude Boccali - 'abbiamo voluto garantire la rappresentanza di tutti i Gruppi consiliari nelle Commissioni permanenti, garanzia di trasparenza ed efficacia dell'Amministrazione stessa.'
Redazione
Albano Laziale (RM) - Sono circa un milione e mezzo i tagliandi “gratta & vinci”, destinati a tutti i capoluoghi di provincia della Regione Sicilia, rinvenuti ieri sera all’interno di un autoarticolato, rubato ad Anagni qualche giorno fa, nascosto in un capannone abbandonato della zona industriale di Cecchina. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castel Gandolfo e della Stazione di Cecchina li hanno trovati, seguendo i tracciati degli impianti satellitari installati sul mezzo e su altri tre autoarticolati, rubati sempre nei giorni scorsi ad Acilia.
All’interno dei mezzi sono stati rinvenuti anche scatoloni contenenti documentazione amministrativo-contabile, oltre ad atti notarili e strumentazione elettronica di vario genere, tutta sequestrata. Il valore complessivo della refurtiva rinvenuta, comprensivo degli autoarticolati, è di circa 17 milioni di euro. Nel corso del blitz i Carabinieri hanno arrestato un italiano, di 43 anni, disoccupato, custode del capannone, con precedenti. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di ricettazione e condotto presso il carcere di Velletri a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Redazione
Nemi (RM) - Successo per il corso di Fileteado Porteno tenuto dal Maestro Alfredo Genovese a Nemi, sala dei piccoli comuni, il 18 e 19 giugno a Nemi nella Sala dei piccoli Comuni. In due giornate circa 13 allievi hanno imparato un po' di storia con la teoria ed un po' ti tecnica con la pittura su una tavoletta di 25cm per 35cm. Il fileteado è un'antichissima tecnica decorativa Argentina, si tratta di decorazioni pittoriche nate dall'ingegno di 3" fileteadores ",Salvador Venturo, Vincente Brunetti e Cecilio Pascarella insieme hanno pensato di colorare i loro carri o furgoncini della frutta e verdura con decorazioni molto vistose e allegre come anche frasi di buon auspicio, di buona fortuna. Con il passare degli anni questa tecnica verrà sempre più usata , anche sugli autobus pubblici, insegne commerciali e altro ancora. Soddisfatta Silvia d'Onorio, ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito all'ottima riuscita dell'evento: "Ringraziamo il Sindaco Alberto Bertucci, l'assessore Edy Palazzi, per averci ospitato due giornate, per i manifesti affissi sia a genzano che a Nemi, il Bayron Bar per aver offerto uno splendido aperitivo con vista lago a tutti i partecipanti del corso, Zega Legnami per aver concesso il materiale da utilizzare al corso di pittura, L'associzione Centro Storico Genzano, l'Avvocato Alessandro Biaggi, Cinzia Cocchi, ed infine grazie l'assessore Patrizia Mancini. Ringrazio ancora Cardis Pubblicità per aver curato la grafica dei manifesti e locandine, e altri sponsor come: bar giotto genzano, Elvidia piante e fiori".
Redazione
Nemi (RM) - Non è tardata ad arrivare la nota del consigliere comunale di opposizione di "Partecipazione Democratica" Stefania Osmari la quale, chiamata in causa nella nota di "Insieme per Nemi" riguardante la Protezione Civile, ha inteso esprimere una breve riflessione.
Ecco la nota di Stefania Osmari, consigliere comunale di opposizione di "Partecipazione Democratica" al Comune di Nemi:
Gentile Direttore, vorrei condividere una breve riflessione relativa alla nota di "Insieme per Nemi", pubblicata di recente.
Premesso che non è in discussione la libertà di opinione, ritengo quanto meno singolare l’affermazione “non è un attacco alla persona del consigliere Stefania Osmari” e nel contempo l’ insinuazione che la stessa persona manchi di autonomia di giudizio ovvero che sia fiancheggiatrice dell’attività dell’amministrazione. Fare opposizione significa esercitare funzione di controllo e di stimolo, e valutare di volta in volta, con giudizio critico e senso civico, quando un atto possa costituire un’opportunità per il paese.
Talvolta ci può essere condivisione nell’ottica del bene comune. Se, e quando, in sede di Consiglio Comunale è avvenuta una votazione favorevole, essa è stata frutto di un attento esame. A mio avviso questo è un modo di procedere dettato da senso di responsabilità e non da rancori personali e meno che mai da senso di colpa. E’ evidente che la denigrazione e lo svilimento della persona sono un esempio piuttosto discutibile di una modo di fare che non mi appartiene e che non trova alcuna legittimità tra le tante definizioni della politica, da quelle che si leggono sul “Devoto Oli” a quelle del senso comune: partecipazione, condivisione, tentativo di dare risposte ai problemi del mondo, cambiamento, emancipazione, presa di coscienza, lotta … e così via..
Francamente non so se essere più sorpresa o più indignata. In realtà
mi era già capitato di essere oggetto di becere insinuazioni. Proprio in campagna elettorale un gruppo di sedicenti genitori si erano premurati di far pervenire alle istituzioni di competenza una lettera anonima con la quale mettevano in discussione la mia onorabilità di persona e la mia professionalità. Considerato che ho sempre avuto il massimo rispetto per il ruolo che ricopro, ancora oggi ritengo che quell’inqualificabile atto fosse il risultato di una comunicazione degenerata e di una deriva desolante, dal punto di vista morale e politico di dibattito sulla cosa pubblica.
Non me ne voglia per questa “occhiata al passato”, ma si sa che il presente affonda le sue radici proprio nel passato. Il passato mi insegna a non sorprendermi troppo e nello stesso tempo mi ricorda che la politica non è protagonismo ma è sempre impegno e partecipazione.
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13/06/2014 NEMI: C'ERA UNA VOLTA LA PROTEZIONE CIVILERedazione
Nemi (RM) - Terzo appuntamento con la luna e le stelle... verso le rive del Lago!
"lI giardino La Ripa di Caligola" vi invita alla passeggiata notturna dal borgo di Nemi fino alla Valle del Lago.
Illuminati dalla luce della luna e delle stelle, in un silenzio fiabesco interrotto soltanto dai suoni e dai rumori del bosco di notte, raggiungeremo le sponde del lago; qui un piccolo ristoro a base di panzanella e vino sarà il premio per i partecipanti, prima di far ritorno a casa... in auto! Si terrà venerdì 18 Luglio 2014, la prenotazione è obbligatoria, il costo è di 8 € comprensivo di ristoro
Ritrovo ore 21.30 - Belvedere Dante Alighieri (Portella)
Organizzazione: Il Giardino "La Ripa di Caligola"
Info e prenotazioni: Gigi: tel. 338 8178907 - Giampiero: tel. 339 1193202
Su richiesta si organizzano anche escursioni in Mountain Bike e giri in barca sul lago.
Quando Alberto Bertucci adotta il piano integrato dei Corsi sulle bacheche di "Insieme per Nemi" neanche un cenno, quando sonnecchia su sbancamenti o su manufatti abusivi nella conca del lago con le denunce dell’Osservatore d'Italia, dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e della nostra lista che lo fanno svegliare ed intervenire, le bacheche di Insieme per Nemi continuano ad essere silenti.
Redazione
Nemi (RM) - Anche sulla Protezione Civile è botta e risposta tra "Partecipazione Democratica" che ha aperto la discussione e "Insieme per Nemi" che ha inteso replicare alle accuse degli avversari politici di aver sostanzialmente lasciato che la Protezione Civile a Nemi si esaurisse, morisse, insomma chiudesse. Alla contro nota di "Insieme per Nemi", "Partecipazione Democratica" risponde nuovamente.
Ecco la nota di Partecipazione Democratica:
Caro direttore,
ci permetta questa doverosa risposta alla nota del gruppo "Insieme per Nemi". Sulla Protezione Civile: nessuna nostra ricostruzione fantasiosa. Fino al 1999 Nemi poteva vantare un presidio di Protezione Civile considerato un'eccellenza della zona. Le risorse economiche per svolgere ogni giorno il servizio preventivo sul territorio, venivano assicurate dall’amministrazione comunale. Con l’era del centro destra i fondi sono andati progressivamente esaurendosi fino a costringere alla chiusura l’associazione.
Per completezza aggiungiamo che, con le amministrazioni di destra, hanno avuto gli stessi problemi l’associazione “U Rembombu” (per fortuna risolti in house) e la rassegna del teatro dialettale di piazza (purtroppo finita). Comunque il fatto incontrovertibile è che oggi Nemi è uno dei pochi paesi dei Castelli sprovvisto di un presidio preventivo di Protezione Civile.
Al netto degli attacchi personali al nostro consigliere Stefania Osmari e delle disquisizioni fantasiose su inciuci e macropolitica, il senso della nota di "Insieme per Nemi" la possiamo riassumere così: “oggi il nemico comune è Alberto Bertucci, , facimme squadra e scurdammece ‘o passato “. Una tesi singolare e, senza offesa per nessuno, politicamente infantile.
Veda direttore, nel 2012 ci siamo proposti a guidare il governo cittadino, con l’obiettivo di rimettere al centro dell’interesse della nostra comunità il bene comune in tutte le sue declinazioni.
Dopo anni di malgoverno del centro destra, giunte Biaggi e Cocchi, le macerie da rimuovere erano tante. I sentieri storici scomparsi , coperti da sterpaglie e rovi, la valle del lago preda dell’abusivismo, il palazzo Ruspoli in totale e pericoloso abbandono, P.zza Umberto I trasformata in parcheggio così come ogni angolo del centro storico, lo scheletro della nuova scuola, assurto a simbolo della loro incapacità amministrativa, diventato argomento per Brumotti, un servizio di trasporti inesistente o quasi, il cimitero preda di sterpaglie e sporcizia, le zone periferiche lasciate in completo abbandono, la raccolta differenziata a percentuali da prefisso telefonico, il centro canoa abbandonato, ecc..
Purtroppo è andata come e andata. In questi due anni quelle macerie sono rimaste tutte lì se non addirittura aumentate. E non poteva essere diversamente. Alberto Bertucci è figlio delle giunte precedenti. Da lì viene e lì si è fatto le ossa. E’ stato assessore e poi vice sindaco. Un sodale buono a rastrellare voti. Incarna lo stesso modus operandi , la stessa visione di sviluppo per Nemi, la stessa istintiva propensione ad anteporre l’interesse particolare a quello comune.
Quando Alberto Bertucci adotta il piano integrato dei Corsi sulle bacheche di "Insieme per Nemi" neanche un cenno, quando sonnecchia su sbancamenti o su manufatti abusivi nella conca del lago con le denunce dell’Osservatore d'Italia, dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e della nostra lista che lo fanno svegliare ed intervenire, le bacheche di Insieme per Nemi continuano ad essere silenti.
Le giunte Biaggi,Cocchi e Bertucci non hanno prodotto uno straccio di programma per un piano di sviluppo credibile che tenga conto delle enormi potenzialità paesaggistiche, storiche e culturali del nostro paese. I soli programmi che riusciamo a ricordare sono quelli contenuti nelle brochure (pagate dalla collettività?) per eventi , feste, guinnes dei primati , fuochi artificiali ecc.
Nemi è fermo con le quattro frecce accese da 15 anni per colpa dell’insipienza del centro destra che, dal 1999, lo governa. Altro che scurdammece o‘ passato. Noi il passato remoto ed anche il trapassato remoto lo continuiamo ad avere ben presente. Il nostro è un agire politico che trae origine da un progetto generale di sviluppo della nostra comunità, che passa attraverso la massima tutela del territorio, in ogni suo aspetto, dei beni comuni, della solidarietà e della collaborazione.
Insieme per Nemi, invece, ci vorrebbe arruolati nella sua lotta ad personam. Un impegno, il nostro, che non può essere confuso con la loro “faida”. E’ poca cosa quello che riusciamo a fare? Il nostro è un nulla politico? Ognuno è libero di giudicarlo come meglio crede. Noi riteniamo la nostra azione, seppur tra tante difficoltà , puntuale nel denunciare le carenze e le macerie prodotte dall’amministrazione di Alberto Bertucci. Non ci sembra che qualcun altro, nel frattempo, possa vantare di meglio. Non riusciamo a ricordare azioni di piazza o istituzionali di portata o interventi e interrogazioni incisivi al consiglio comunale.
A meno che non si voglia far passare per opposizione incisiva la riedizione, in salsa nemese, della guerra dei Roses che va in onda ad ogni consiglio comunale tra la consigliera di opposizione Cinzia Cocchi e il consigliere di maggioranza Giovanni Libanori!! Comunque, alla fine, saranno i cittadini a decidere. Non certo "Insieme per Nemi".
Il capitolo legato agli ipotetici inciuci, sinceramente, sembra provenire da una mente in evidente stato confusionale.
Si ipotizza che Partecipazione Democratica non attacchi(?) la Giunta Bertucci per “mondarsi dal peccato originale di aver inciuciato nel 2011 con Alberto Bertucci per far cadere la Giunta di Ciznia Cocchi”. Confessiamo che questo passaggio lo abbiamo letto più volte. Non credevamo a quello che leggevamo. E’ noto, infatti, che Partecipazione Democratica nasce nelle elezioni del 2012. Come faceva ad inciuciare nel 2011? Forse, le confuse menti di "Insieme per Nemi" intendevano riferirsi agli allora esponenti della sinistra nemese che sedevano tra i banchi dell’opposizione. Evidentemente il loro orologio biologico è ancora fermo a quegli eventi, per loro traumatici. Comunque, è noto che la Giunta Cocchi implose al suo interno per motivi che, tutt’ora, si rinfacciano tra loro pubblicamente. Le dimissioni di alcuni consiglieri di maggioranza, seguite a quelle del “figliol ingrato” Alberto Bertucci, ne determinarono la prematura fine. Vicenda, sicuramente dolorosa per la destra, ma chiara e senza ombre. Dal tono rancoroso della nota, sembrerebbe invece che, gli “arguti” dirigenti di "Insieme per Nemi" si aspettassero che gli esponenti di minoranza di sinistra prendessero il posto dei consiglieri dimissionari di destra ed iniziassero a sostenere la “plebiscitaria” giunta Cocchi(destra). Siamo al delirio.
All’interno della dura nota di "Insieme per Nemi" contro la nostra lista vengono supposti “scambi di cortesie” a sostegno di candidati del PD nelle ultime elezioni europee, come “gesto di doveroso ringraziamento” fatto da esponenti della maggioranza nemese ad esponenti del PD locale per aver sostenuto Alberto Bertucci due anni fa. “Ecchecciazzecca” Partecipazione democratica? Semmai queste pesanti insinuazioni del “gruppetto dei beni informati” andrebbero girate ai responsabili locali del PD di allora. “Partecipazione Democratica non è “cosa” del PD. Attualmente siamo un piccolo gruppo che organizza il lavoro della lista e, se si esclude Stefania Osmari che è una iscritta del PD , il resto non ha alcun rapporto con quel partito. Il PD locale, insieme a Rifondazione Comunista, all’Italia dei Valori e a "Nemi per Sempre" ha appoggiato la lista alle ultime elezioni comunali. Punto!” Questo scrivevamo il 6 giugno scorso nella nota da Lei pubblicata sull’Osservatore d'Italia. Un clamoroso abbaglio.
Semmai "Partecipazione Democratica", nel caso fossero veritiere le dritte di questi bene informati, sarebbe parte lesa dell’ignobile inciucio. Quei voti avrebbero potuto essere determinanti per farle vincere le elezioni.
Ma l’obiettivo del duro attacco di "Insieme per Nemi" è senza alcun dubbio Stefania Osmari.
Negli ultimi due anni la scuola è passata dall'essere area di consenso per i governi Biaggi e Cocchi, grazie al continuo lavoro mattutino del Bertucci, assessore e poi vice sindaco, a campo di battaglia in seguito all’esplosione della faida. Stefania Osmari, insegnante e consigliere comunale, negli ultimi 15 anni, con le diverse amministrazioni comunali, è stata sempre disponibile a collaborare nel trovare soluzioni alle tante problematiche dovute, quasi sempre, agli scellerati provvedimenti dei governi nazionali, avendo come obiettivo la conservazione di questa importante istituzione per la nostra comunità. Un atteggiamento coerente sia con Alessandro Biaggi, Cinzia Cocchi e ora con Alberto Bertucci. Con un modo di agire gentile, rispettoso di tutti e mai urlato, non si è fatta trascinare dentro la battaglia quotidiana sulla scuola cercando, quanto più possibile, di stemperare le polemiche attraverso un opera di mediazione con le mamme delle diverse fazioni.
Un atteggiamento non tollerato dalla “dura” opposizione di "Insieme per Nemi". E’ noto, poi, che l’ira turba la mente, acceca la ragione e, alla fine, offende la gente. E allora giù fango. Stefania Osmari diventa, addirittura, una fiancheggiatrice delle iniziative amministrative della maggioranza ! Ridicolo!!
Noi continuiamo a temere per la scuola di Nemi. Sarebbe compito di tutte le istituzioni e forze politiche cittadine avere un atteggiamento maturo e costruttivo di fronte ad un istituto che rischia la chiusura. E’ troppo importante per la nostra cittadina. Dobbiamo, tutti insieme, impegnarci affinché questo importante presidio continui ad rimanere nella disponibilità delle future generazioni. Oggi, con la scuola chiusa, le bacheche di "Insieme per Nemi" riposano. Per tutto l’anno sono state il megafono delle “Sturmtruppen” locali nella loro quotidiana battaglia nella scuola.
Speriamo che questo non abbia prodotto danni irreparabili.
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13/06/2014 NEMI: C'ERA UNA VOLTA LA PROTEZIONE CIVILECrediamo che solo la politica possa darci: un nuovo poliambulatorio, il nuovo IGDO, la tombatura del tracciato ferroviario, meno traffico e più piste ciclabili, meno inquinamento, scuole e asili migliori, giardini curati e fontane meno tristi.
di Domenico Di Pietro
Ciampino (RM) - Mi diranno che sono banale. Mi faranno presente che scrivo di cose scontate o inutili. Qualcuno mi evidenzierà che tanto non cambia nulla e le cose vanno in questo modo. Voglio però scrivere lo stesso. Oggi ne sento terribilmente il bisogno, perché per chi come me vive a Ciampino, per chi è semplicemente e per certi versi forzatamente e inevitabilmente ciampinese, forse alla fin fine l’attuale andazzo delle questioni amministrative cittadine non è proprio così scontato. Non ci si può arrendere senza lottare per le proprie idee.
Vogliamo un Comune trasparente e ben organizzato
Il Comune di Ciampino amministra una parte di territorio e per farlo si serve anche di una tecnostruttura, di fornitori e di tasse pagate dai cittadini che per il fatto di vivere in città devono pagare alcuni servizi. Poi tutto dovrebbe funzionare, compresi i fiori nei giardini e le fontane luminose nelle piazze. Tutto molto semplice in teoria.
In alcune città, specie del Nord Europa, questa semplice equazione non dovrebbe nemmeno essere spiegata. Le cose funzionano da sempre. Una perfezione che appare perfino triste. A volte non si trova neppure una carta per terra. Una noia infinita direbbe qualcuno. Il Comune è una casa di vetro pulita e profumata. Sarà anche noia ma alla fin fine è solo organizzazione e senso civico.
La politica dovrebbe,infatti, amministrare con concretezza e dare anche impulsi strategici per immaginare il futuro di una città e dei suoi cittadini. Con il passare degli anni, si vedono i risultati, e la qualità della vita è una diretta conseguenza delle scelte che vengono fatte.
A Ciampino, invece, basta entrare in città e non avere i paraocchi per dare un giudizio negativo. Un giudizio oggettivo. Ciampino è bruttina e negli ultimi anni non è stata amministrata benissimo. Su questo giudizio concordano un po’ tutti. Ovviamente chi viene da fuori è ancora più spietato, e dal bruttino passa ovviamente con velocità al brutto. L’amico che ti viene a trovare ti dice subito: ma a Roma quando ci andiamo? Oppure: andiamo a mangiare una pizza a Frascati? Insomma affonda impietosamente il dito nella piaga.
I cittadini di Ciampino hanno recentemente potuto votare, e hanno confermato alla direzione amministrativa la stessa classe dirigente che aveva amministrato negli ultimi anni. E’ anche vero che molti cittadini non hanno votato. Molti cittadini ciampinesi hanno votato,invece, per chi si opponeva a quanto fatto dalle passate amministrazioni. Moltissimi cittadini non sono andati a votare per il Sindaco al ballottaggio. Un dato molto negativo. In pratica hanno detto chiaramente che chi amministra Ciampino non è affare loro. Sono completamente disinteressati. Una questione inutile e banale.
Questi cittadini sono stati molti. Un numero impressionante che è una grave danno alla democrazia e alla città. Un dato che però deve essere tenuto presente e sul quale riflettere. Questa è una delle malattie che affligge la città.
Tra questi signori vi sono sicuramente i molti delusi dalla politica, ma vi sono anche i qualunquisti e i “cani sciolti” che sporcano la città, parcheggiano in doppia fila e sugli stop e non puliscono gli escrementi dei cani dai marciapiedi. Vi sono anche i maleducati che rompono e sporcano i muri e che sono il frutto della sottocultura e dell’abbandono socio-politico. Troviamo però anche molti cittadini che la politica lascia ai margini della città e della partecipazione perché troppo impegnati con il lavoro o con la famiglia e con i vari problemi di tutti giorni. Troviamo tanti professionisti che non vengono coinvolti perché alla fine meno sono le persone che si interessano alla politica è meglio è. Si tratta di un errore, perché per far crescere la città abbiamo bisogno di maggiore partecipazione ai problemi della città da parte di tutti. Compito dei partiti è proprio quello di non chiudersi a riccio e di cercare di allargare il dibattito.
La partenza della nuova Giunta Comunale Terzulli
Adesso a Ciampino abbiamo un nuovo Sindaco e una nuova Giunta. A dire il vero, si tratta in gran parte della precedente classe dirigente che è stata riconfermata in blocco al governo della città. Sembrano animati però da una nuova spinta propulsiva, e contano molto su un rinnovato asse di collaborazione tra: Comune-Regione e Governo Nazionale ed Europeo.
Dobbiamo rispettarli, controllarli e spronarli a fare bene per il semplice fatto che oggi come oggi a Ciampino si vive molto male e solo la politica, insieme all’iniziativa privata ben regolamentata, possono tirarci fuori dai guai.
Del resto noi cittadini paghiamo le tasse e abbiamo il diritto di avere servizi moderni e una città moderna e interessante da vivere. Vediamo cosa riusciranno a fare in questi primi mesi e poi giudichiamo. Del resto già dalla partenza della nuova amministrazione Terzulli si potrà dare un primo giudizio su questa tanto auspicata inversione di tendenza.
Crediamo che solo la politica possa darci: un nuovo poliambulatorio, il nuovo IGDO, la tombatura del tracciato ferroviario, meno traffico e più piste ciclabili, meno inquinamento, scuole e asili migliori, giardini curati e fontane meno tristi.
Dobbiamo allora lavorare tutti insieme per raggiungere questi obiettivi. Lo dobbiamo fare per noi stessi e per i nostri figli. Dobbiamo pretendere che la nuova amministrazione raggiunga gli obiettivi. Dobbiamo passare dalle fontane tristi alla Smart City.
Ciampino e il progetto Print
Del progetto Print si è parlato superficialmente durante la campagna elettorale per le amministrative. Recentemente l’Osservatore d'Italia a firma di Daniele Rizzo è tornato sul tema con una documentata inchiesta giornalistica. [ 25/06/2014 CIAMPINO, GRUPPO CAVICCHI: OMBRE E LUCI DI UN PROGETTO TRA PRIVATI E ROMA CAPITALE. PARTE L'INCHIESTA DE L'OSSERVATORE D'ITALIA ] Il giornalista si è chiesto come mai il Comune di Ciampino e l’Unione Commercianti non abbiano ancora detto nulla in merito. Dall’inchiesta giornalistica emerge un panorama fatto di luci e di ombre e si invita il Comune di Ciampino a prendere il prima possibile visione dell’intera faccenda e di fare richiesta per essere ammessi al tavolo delle osservazioni, perché anche se il territorio interessato non è di sua competenza, le conseguenze che ne potranno derivare potranno interessare decisamente Ciampino. Vediamo allora cosà dirà il Sindaco Terzulli a questo proposito. Aspettiamo una presa di posizione ed analisi attente su di un progetto complesso e che avrà ricadute rilevanti sul territorio comunale. Del resto martedì 8 Luglio è il termini ultimo per la presentazione delle eventuali osservazioni. Attendiamo anche una presa di posizione delle attuali opposizioni all’attuale amministrazione Terzulli. Il problema riguarda anche i numerosi cittadini da loro rappresentati.
Il ruolo delle opposizioni
Fino ad ora registriamo solo una dichiarazione molto intelligente dell’Avv.Boccali che-nel fare gli auguri al nuovo Sindaco Terzulli- ha dichiarato su di un giornale on-line:«Risolvere tutti i problemi ereditati non sarà cosa semplice, soprattutto se non si deciderà ad uscire da quella mentalità particolaristica che tanti danni ha fatto nel passato». Ci sentiamo di condividere pienamente. Lo abbiamo scritto diverse volte. Chi amministra Ciampino deve pensare attentamente al bene comune e alla buona amministrazione cercando di coinvolgere sempre tutta la città con attenzione e trasparenza. Solo con questo metodo partecipato si potrà uscire dalle sabbie mobili e puntare a diventare una città moderna. I particolarismi sono dannosi. Stridono con la tutela dell’interesse generale.
Oltre a quanto detto dal leader di Gente Libera, abbiamo letto anche una dichiarazione di Mauro Testa che ha criticato Terzulli per aver effettuato un assunzione nel suo Staff. Secondo Mauro Testa si tratterebbe di una assunzione fatta secondo l’articolo 90 e quindi per chiamata diretta. Confessiamo di non aver visto le carte e quindi giudichiamo solo dai comunicati stampa.
In linea di principio non si può contestare un Sindaco che assume personale nel suo Staff. Ovviamente bisogna avere chiari alcuni principi fondamentali. Naturalmente che vi sia stato il rispetto delle norme di legge. Si spera che la risorsa sia di qualità. Insomma che abbia un buon Curriculum vitae, che dia valore aggiunto alla tecnostruttura comunale e che ci sano le fonti finanziaria per poterla retribuire.
Dalla dichiarazione di Mauro Testa tutto questo non emerge. Non ci sembra sia stata fatta una valutazione di merito. Come non emerge il nome e cognome di questa risorsa. Da una persona politicamente esperta come lui ci saremmo aspettati maggiori particolari. La Città si aspetta su questi temi un modo di fare opposizione più puntuale e approfondito.
Mauro Testa è persona attenta e immaginiamo che stia ancora approfondendo il caso e magari verrà fuori nei prossimi giorni con nuove analisi e approfondimenti. Registriamo anche il fatto che sul tema Terzulli non sembra avere ancora replicato. Speriamo che possa farlo a breve. Un Sindaco ha il dovere di spiegare e di replicare. Il tema ci pare paradigmatico di un metodo di governo e la città crediamo possa essere interessata a capire.
L’obiettivo di Cambiare Ciampino
Ciampino ha bisogno come il pane di un cambiamento. Ha necessità di muoversi velocemente verso obiettivi di modernizzazione e di nuova qualità della vita. Per raggiungere questi obiettivi serve il contributo di tutta la città e di tutte le forze politiche responsabili.
L’obiettivo di cambiare Ciampino è la vera e propria priorità politica. Per arrivare a questo traguardo non basta l’attuale maggioranza. Serve il coinvolgimento di un area più allargata a cui partecipino tutte le forze più impegnate e responsabili della città.
E’necessario portare a bordo anche chi attualmente è rimasto ai margini, non ha votato o non si ancora sentito coinvolto. Ciampino non potrà cambiare solo a forza di colpi di maggioranza. L’obiettivo fondamentale è quello di cambiare in fretta Ciampino. E’ evidentemente un obiettivo ambizioso e difficile. Si tratta di esigenze che si possono leggere nitidamente anche tra la gente distratta o delusa che non è andata a votare. Queste esigenze e bisogna coglierle in fretta.
La città ha bisogno di cambiare mentalità e cultura. O meglio ancora, ha bisogno di coinvolgere e integrare le varie culture anche politiche verso l’obiettivo comune di una nuova amministrazione e di un nuovo modo di concepire la città.
Su questi temi il PD dovrebbe essere forza propulsiva, non arroccandosi sul primato di forza di maggioranza relativa, ma allargando la partecipazione, il coinvolgimento, la trasparenza, il confronto, visto che dal dato elettorale sono emersi segnali evidenti di disagio verso un certo modo di amministrare la città.
Dobbiamo passare in fretta dai giardini e dalle fontane tristi e dalle partecipate in crisi alla Smart City. Per fare tutto questo non possiamo prescindere dal coinvolgimento di tutti quelli interessati a cambiare veramente Ciampino.
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Redazione
Nemi (RM) - Ancora una nota in risposta ad una contro nota di Insieme per Nemi a seguito di due episodi che hanno acceso i riflettori, come già detto, su Palazzo Ruspoli. La settimana scorsa il consigliere regionale Pd Simone Lupi dirama alla stampa, tramite comunicato, l'avvenuta presentata mozione che sostanzialmente responsabilizza la Regione a prendere in mano la questione del Castello: deve essere messo in sicurezza perché pericolante e dovrebbe anche diventare un volano per il rilancio turistico del Paese, perciò è necessario istituire quanto prima un "tavolo" tra le parti.
Gli approfondimenti sulla questione sono arrivati con l'intervista al Segretario Pd Massimiliano Conte.
Non si è fatta attendere la replica di Insieme per Nemi, gruppo politico di centrodestra nemese, la quale ha ben evidenziato che fin'ora si parla di buone intenzioni e di "tavoli" tipico vocabolario "di sinistra" ma che sostanzialmente, almeno finora, sarebbe tutto un "bla, bla, bla".
Altrettanto puntuale arriva, dunque, la replica al gruppo Insieme per Nemi del Segretario Pd Massimiliano Conte che solletica anche il presunto "ghost writer", autore della nota del gruppo politico avverso.
Ecco la nota del Segretario Pd Massimiliano Conte Pd:
Cara Direttrice,
confesso di essere particolarmente sorpreso dalla nota pubblicata sul suo giornale dal gruppo “Insieme per Nemi”. Ne apprezzo l’ironia, un certo fair play, sicuramente l’intento di completare una narrazione ultradecennale sulla storia del recupero di Palazzo Ruspoli, nonchè l’impulso di cogliere l’attimo fuggente per avere visibilità in un paese, Nemi, purtroppo ancora condannato a vivere nella melmosità di un passato politico ingombrante e per molti imbarazzante.
E’ chiaro che non ho alcuna intenzione di fare l’avvocato d’ufficio delle persone che il proditorio ghost writer di questo aggregato politico ha richiamato nella citata missiva. Credo fermamente nel concetto di responsabilità individuale quale base etica di ogni azione personale, soprattutto se agita nel campo sociale e istituzionale. Per questo, sarei curioso di conoscere nome e cognome di chi, solo oggi, a seguito della Mozione del PD regionale e di quanto è stato detto sulla stampa, ha avuto l’imprudenza di scrivere un articolo che, seppur fornendo un tassello informativo come quello attinente ai “Patti Territoriali del Lazio” (chapeau!), sconfina nel puro autolesionismo, non accorgendosi delle macerie lasciate in eredità proprio da quel passato e da quei fatti che egli cita e del quale è stato protagonista indiscusso.
Il bla bla bla, mi si permetta di dirlo sommessamente, sta nel rievocare Congiure, Scissioni e Commissariamenti ormai collocati nell’immaginario collettivo come il frutto di un fare politica che si è rivelato fallimentare e che, personalmente, serve solo a ricordare, a me stesso e tutti, che da quella storia triste bisogna uscire con uno slancio politico diverso e su questioni davvero essenziali per il paese.
E tra queste, c’è Palazzo Ruspoli.
All’indubbiamente sagace e informato writer di “Insieme per Nemi”, non posso che rimarcargli che è una offesa alla sua intelligenza basare un argomento “destruens” dell’operato del PD locale e regionale sulla banale differenza semantica tra Mozione e Acquisizione (di un bene). Nella sostanza, la tanto vituperata Mozione regionale è stata necessitata dal vuoto pneumatico lasciato dalle Giunte di centrodestra che, dal punto di vista di una trattativa - venduta come una presunta buona prassi amministrativa (“…la trattativa fu portata avanti in modo serio, concreto, …etc etc” si noti: avrei potuto dire bla bla bla”) - non ha lasciato alcuna traccia utile al ben più sagace ex sodale Alberto Bertucci, che avrebbe potuto recuperare il business plan del progetto, capace com’è di trarre vantaggio dai suoi oppositori di destra e, ahimè, anche di sinistra (e qui ci vuole un altro meritatissimo chapeau, non c’è che dire).
Se tutto questo non è successo dal 1999 ad oggi, dovrebbe convenire con me l’esponente senza nome di “Insieme per Nemi”, che sia stato obbligatorio sterilizzare ogni traccia di una presunta e mai realmente pubblica operazione di recupero del Palazzo, ancor più se concepita da una compagine politica allora come oggi – mi scuso nel dirlo - poco credibile. Per questo motivo, si è ripartiti da zero, cioè da una Mozione che rappresenta un primo atto istitutivo di un percorso non certo immediato ma, vivaddio, limpido nella volontà reale di incidere concretamente nel nostro territorio.
Sarei davvero curioso di vedere l’istruttoria della pratica amministrativa, gli accordi contrattuali tra le parti interessate, il modello progettuale di recupero di un immobile di pregio che merita ben altro che una nostalgica rievocazione di quanto quelle Giunte siano state attente alle esigenze della comunità nemese ma sfortunate, guarda caso, per l’arrivo di un Commissario Prefettizio che ha dovuto gestire la disfatta senza appello di una Giunta implosa per la propria insufficienza.
Tutto ciò detto, un progetto per Nemi che vede il coinvolgimento di Enti sovracomunali, la Proprietà, forse altri Attori di rilievo, richiede di avere interlocutori credibili, affidabili, onesti sul versante locale. E qui mi associo alla garbata attestazione, indirizzatami dal mio gentilissimo interlocutore, di aver avuto almeno il merito di accendere “un faro di attenzione” sulla questione Ruspoli (come continueremo a fare, insieme ai cittadini di Nemi, su un altro oscuro capolavoro amministrativo qual è il Piano Integrato Corsi).
Per tutto questo, cara Direttrice, la prego di far giungere questo messaggio alle persone interessate: la storia del nostro piccolo paese evidenzia il limite di una politica nostalgica, familistica e autoreferenziale. Posso passare per ingenuo, ma non sono un’anima bella. Lo stato di declino di Nemi è stato accelerato dal centrodestra e non certo dal Partito che rappresento da pochi mesi. Palazzo Ruspoli ne è il simbolo indiscutibile!
I cittadini nemesi vogliono lasciarsi alle spalle una storia politica che ha portato questo paese in un vicolo cieco. La cosa più utile e concreta per Nemi non è se transennare o meno un Palazzo in stato di evidente degrado (e sia meno imprudente il versatile ghost a caricare sulle mie dichiarazioni la responsabilità di un eventuale “commissariamento” della struttura), ma fare una seria bonifica di un territorio politico ancora infestato da odi, rancori e personalismi. Questo dovrebbe essere l’interesse primario di ogni gruppo o partito presente a Nemi. Fortunatamente non siamo soli, almeno sul versante politico opposto a quello che provocatoriamente si è materializzato dal nulla in questi pochi giorni.
Ognuno si prenda quindi le proprie responsabilità, faccia la sua parte per il bene del paese, altrimenti è meglio che spenda le proprie energie in una seria e onesta autoanalisi dalla quale riemergere rigenerato e pronto a vivere nuove e legittime esperienze, non certo politiche, verso le quali – lo dico umilmente e sottovoce - ha dimostrato di possedere una visione asfittica e conservatrice.
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Redazione
Genzano di Roma (RM) - Con una scusa entra in casa di un'anziana signora a Genzano di Roma, la narcotizza e le ruba sia l'oro che il denaro. Non contenta, la ladra ligure, specializzata nel sedare le vittime prima di spogliarle dei loro averi, aggredisce anche una parente della povera vecchietta, una donna di 50 anni appena entrata in casa dell'anziana signora. Condotta negli uffici del Commissariato è stata arrestata accompagnata presso il carcere di Velletri a disposizione dell'autorità giudiziaria. Finisce in manette, arrestata dagli agenti del commissariato di Genzano. Nell'ambito delle attività di controllo del territorio disposte, dal dirigente Marco Messina, gli agenti dell'autoradio e della squadra anticrimine ieri mattina hanno proceduto dunque all'arresto di una 50enne originaria della Liguria. La donna, con vari precedenti, è stata arrestata in flagranza per tentata rapina aggravata e lesioni. Dopo aver convinto con un pretesto un'anziana signora a farla entrare in casa, l'ha narcotizzata facendole bere una bevanda con la scusa del caldo e mostrandole molta cortesia. Approfittando della condizione di incapacità di quest'ultima, si è impossessata di alcuni oggetti in oro altri preziosi e denaro. Quando all'improvviso è rientrata in casa una parente della vittima, questa è stata aggredita dalla donna che ha iniziato a colpirla, anche in faccia, procurandole delle lesioni. Quando gli agenti, transitando sotto l'abitazione dell'anziana, hanno udito le grida di quest'ultima, sono saliti nell'abitazione e lì hanno bloccato la malfattrice che stava tentando di scappare. Condotta negli uffici del Commissariato, è stata arrestata e accompagnata presso il carcere di Velletri a disposizione dell'autorità giudiziaria. Oltre alla refurtiva i poliziotti hanno rinvenuto una serie di farmaci di natura ipnotica–sedativa chiaramente utilizzate dalla malvivente per addormentare le proprie vittime.
di Angelo Parca
Nemi (RM) - Altre dinamiche strane interessano il comune di Nemi nell’ambito del naufragato, almeno per il momento, piano Integrato i Corsi: prima il Comune propone un ricorso al Tar per contrastare i “no” degli Enti sovracomunali e poi lo ritira ma al contempo avvalora un ricorso al presidente della Repubblica.
Quanti soldi vengono spesi per questi contenziosi? Ricordiamo ancora quando in una delle tante sedute di consiglio comunale il consigliere, ex aspirante presidente del consiglio Comunale Giovanni Libanori e a breve anche ex consigliere di amministrazione Cotral, diceva che a differenza delle precedenti amministrazioni, la Giunta di Alberto Bertucci avrebbe vietato i contenziosi: “perché noi cerchiamo di parlare e non di mettere avvocati e spendere i soldi dei cittadini” così disse, pressappoco.
Eppure dopo i soldi spesi per mettere come difensore l’avvocato Piccinni per difendersi dal ricorso del proprietario di Pentima Pizzuta Cavaterra, circa 3.800 euro, si dà un altro incarico di ricorrere al Tar e nel contempo qualche giorno dopo, insieme ai privati, l’Ente ricorre per poter realizzare il piano integrato ai Corsi persino a Giorgio Napolitano. Poi la prima rinuncia: lasciano perdere il Tar, lasciano in piedi il ricorso al Presidente della Repubblica e nel contempo danno mandato per un piano particolareggiato per le località Parco dei Lecci, Colombe e Corsi ma con riferimento, almeno per il momento, fato vuole, soltanto ai Corsi.
Che il piano B abbia fatto ritirare un dispendioso ricorso al Tar che avrebbe comunque, molto probabilmente, dato ragione ai vari dinieghi degli Enti sovracomunali tra cui Parco e Regione in prima fila? Di fatto, lo scorso 25 giugno 2014 il Tar Lazio ha ritenuto di non assumere nessuna decisione in merito al ricorso proposto dal Comune di Nemi nei confronti del Parco dei Castelli Romani, Ministero Per i Beni e Le Attivita' Culturali - Soprintendenza Beni Architett e Paesaggistici Provincie Roma Fr Ri e Vt, Asl 108 - Rm/H, Ministero Per i Beni e Le Attivita' Culturali - Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali, Provincia di Roma, Autorità di Bacino dei Fiumi Liri Garigliano e Volturno, Regione Lazio per il diniego di rilascio del nulla osta al programma integrato di intervento di iniziativa privata in località Corsi nel comune di Nemi nei confronti di Federica Cavaterra, Francesca Cavaterra, Renata Cavaterra, Salvatore Pomente, Nicola Di Battista, Soc Agricola il Podere A Rl.
E sale il conto dei legali impegnati a difendere l’Ente in questioni in odore di interesse privato. Perché l’Ente Comune non fa più attenzione a non scialacquare soldi in contenziosi? Questi sono soldi vivi che escono dalle casse di un piccolo Comune.
Ma sembrerebbe che gli interessi nel Paese delle fragole siano altri: compriamo il Castello e lo salviamo dal degrado? Affidiamo ai privati il cimitero? Intanto i cittadini riceveranno la mazzata Tasi in autunno, non hanno ancora potuto “godere” della rivoluzione dei rifiuti con l’avvio del “porta a porta” su tutto il territorio (Nemi è forse l’ultimo Comune del Lazio), si hanno computer nuovi in una scuola cantiere, l’emergenza parcheggi ancora non è risolta , i soldi per i contenziosi crescono, il territorio è in preda ad attacchi espansionistici e di lottizzazioni, i servizi essenziali come l’anagrafe gridano vendetta.
Intanto si elargiscono i ringraziamenti per la riuscita di una ottima Sagra delle Fragole e Mostra dei Fiori? Ci si è sicuramente persi la parte più bella.
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Grande interesse e condivisione per l'intervento del Sindaco Flavio Gabbarini. Sabato e domenica su via della Conciliazione un quadro realizzato dai Maestri infioratori di Genzano
Redazione
Genzano (RM) - A pochi giorni dalla conclusione della Tradizionale Infiorata, il Comune di Genzano con l'Istituzione per le attività culturali, ricreative e sportive si appresta a partecipare ad un'importante manifestazione, il Congresso internazionale delle arti effimere, che vedrà protagoniste, in via della Conciliazione a Roma, oltre cinquanta delegazioni di infioratori provenienti da tutto il pianeta. Tra queste non poteva mancare la delegazione di Genzano di Roma, rappresentata oggi, venerdì 27 giugno, dal Sindaco Flavio Gabbarini nel corso del convegno che si è tenuto presso l'Auditorium Pontificia Università Urbaniana.
Grande interesse e condivisione da parte delle delegazioni provenienti da Spagna, Germania, Portogallo, Belgio, Argentina, Messico e Giappone per l'intervento del Sindaco Gabbarini, seduto al fianco del Presidente del V Congresso internazionale delle arti effimere, Vincenta Pallarès i Castellò, e del Presidente di Infioritalia, Andrea Melilli. "Grazie a queste iniziative – ha detto il primo cittadino – si gettano le basi per grandi progetti che uniscono diverse cittadine italiane e straniere. L'infiorata – ha proseguito Gabbarini – non dura soltanto pochi giorni, ma è un evento che si protrae per un intero anno, perché trasmette dei valori, tramanda la tradizione, esalta la storia e la cultura. Sembra svanire nell'arco di quarantotto ore, ma in realtà si tratta di un'arte che viene tramandata da oltre duecento anni, che promuove il territorio e viene promossa dalle peculiarità dello stesso e che, soprattutto, crea coesione sociale all'intero di una comunità". Tanti i consensi ricevuti dal Sindaco da parte dei presenti, molti dei quali al termine del convegno si sono avvicinati riconoscendo alla città di Genzano di Roma un ruolo fondamentale nella diffusione dell'arte dell'infiorare.
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Redazione
Nemi (RM) - La vicenda del castello Ruspoli al centro dell'attenzione di una mozione presentata dal consigliere regionale Pd Simone Lupi è ancora al centro dell'attenzione. "Insieme per Nemi" ha inteso tornare sulla questione, commentando le presunte azioni del centrosinistra riferite al Castello.
Ecco la nota di Insieme per Nemi
Caro Direttore,
il pamphlet sul Castello Ruspoli, pubblicato recentemente dal suo giornale ha riportato le lodevoli iniziative del Consigliere Simone Lupi e le ottime intenzioni del Segretario del PD di Nemi, Massimiliano Conte.
Nel turbinio di tante ovvie considerazioni e nell’accorato modo di rappresentare l’argomento, occorre collocare qualche punto fermo.
Innanzitutto sgombriamo il campo dalla considerazione che per ottenere dei risultati bisogna “costruire un tavolo”. È un modo antico di esprimersi, ma tanto caro alla Sinistra di sempre.
Di regola, purtroppo, quando si inaugura un “tavolo” si finisce in un “bla - bla - bla” senza fine e con la produzione di qualche documento condiviso da tutti i “commensali”.
“Mozione” significa segnalare a qualcuno l’esistenza di un problema unito all’auspicio che chi di dovere decida di intervenire. Pertanto “mozione” non significa “acquisizione”. È doverosa questa precisazione poiché qualche furbetto tenta di confondere i due termini, vendendo così aria più che fritta all’opinione pubblica.
Nella fattispecie il Consigliere regionale Pd Simone Lupi ha segnalato alla Regione Lazio fatti e circostanze che all’Ente, impersonalmente inteso, sono noti da decenni, attese le segnalazioni, le richieste, le proposte che anche negli anni in cui Massimiliano Conte è restato fuori di Nemi, gli Amministratori del Comune non hanno mai dimenticato di avanzare.
Tra i tanti esempi possibili, ricordiamo i “Patti Territoriali della Regione Lazio” in forza dei quali pubblico e privato avevano divisato di interagire per un notevolissimo investimento che aveva inserito Nemi, con il suo Castello Ruspoli e con parte del territorio, in un contesto progettuale di virtuosa ed auspicata crescita in termini di utilizzazione, capace di coniugare cultura ed impresa.
La Regione approvò.
Per una serie infinita di motivi, però, questo, come tanti altri progetti, non ebbe seguito. Segno evidente, purtroppo, che non bastano le buone intenzioni ed i sapidi auspici per ottenere ciò che si desidera. È opportuno segnalare in proposito che nel mancato raggiungimento del buon fine di questo ambizioso e virtuoso progetto non vi è stata alcuna responsabilità od omissione da parte dell’Amministrazione Comunale del tempo che vi lavorò con passione, attenzione e professionalità.
Questo viene riferito per onestà intellettuale ed anche per rappresentare sia al Consigliere Simone Lupi e sia al Segretario Massimiliano Conte che le Giunte di centro-destra, tra il 1999 ed il 2011, hanno lavorato ed agito anche sul versante del Castello Ruspoli.
Lo stesso onorevole Zingaretti, al tempo Presidente della Provincia, lo potrebbe facilmente attestare.
Ma non basta.
È necessario indicare un altro punto di riferimento alla bussola delle buone intenzioni. Quando il Consigliere Lupi auspica che la Regione possa intervenire sul Castello Ruspoli di Nemi come ebbe a fare sul Palazzo Cesarini di Genzano, dimentica, o non lo sa, che Palazzo Sforza Cesarini, essendo di proprietà comunale, ha potuto con maggiore facilità attrarre l’investimento pubblico della Regione sul bene comunale, altrettanto pubblico.
Ma non basta.
A questo punto, ed in linea con quanto sopra riferito, si deve per forza far sapere al Consigliere Simone Lupi ed al Segretario Massimiliano Conte che le Giunte di centro-destra Biaggi e Cocchi erano talmente consapevoli della centralità del Castello Ruspoli sulla realtà culturale, ambientale e storica del territorio nemorense, che hanno lavorato a lungo ed in modo proficuo per realizzare un sogno collettivo e porre una pietra, non solo miliare, ma assolutamente fondamentale, per il risanamento del maniero e per la sua conseguente utilizzazione: l’acquisto in proprietà del medesimo.
Qualsiasi cosa possano dire i presunti ben informati di turno o quelli che in modo occhiuto possono maliziosamente negarlo, la trattativa ci fu, fu portata avanti in modo serio, concreto e con l’utile supporto della oggettività del reperimento delle risorse, garantite dal favorevole interessamento di un Istituto di Credito e dalla dismissione di altri beni del patrimonio comunale.
Quando la congiura di Alberto Bertucci, Renzo Colazza, Vairo Canterani e Company ebbe a far cadere la Giunta Cocchi (giugno 2011), dette trattative erano ad ottimo punto. E certo non potevano essere continuate dal Commissario Prefettizio, né tanto meno dall’insipienza di chi è sopravvenuto.
Vedi, caro Direttore, le buone intenzioni del Segretario Conte, nobili, ma ben note come l’acqua calda, non è detto che siano utili agli interessi di Nemi.
Non vi è chi non veda che il riferire di problemi statici esistenti a carico delle strutture ed il confermare che alcune delle parti del Castello sono normalmente aperte al pubblico, potrebbe innescare un circuito disastroso per gli interessi di Nemi ed obbligare l’Amministrazione Comunale ad intervenire come per legge, od a chiudere gli occhi.
Ammesso, ovviamente, che quanto riferito dal Segretario Conte corrisponda al vero. Il Conte, comunque, ha acceso sapientemente un faro di attenzione.
Ci risiamo, caro Direttore, il facile trionfalismo, gli annunzi roboanti, addirittura la prematura preoccupazione espressa dal Consigliere Lupi che nessuno si azzardi a scippargli “l’idea”, e l’assemblamento di operosi, quanto potenzialmente inutili, tavoli di lavoro, rischiano di creare nell’opinione pubblica l’impressione che i problemi, nonostante la loro serietà, si possano facilmente risolvere. Andrebbe tutto bene se, alle affermazioni (anche con un pochino di sana umiltà), dovessero seguire fatti concreti.
Saremmo i primi ad accoglierli con una coloratissima “OLA”.
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